11 giugno 2017

Quando morirà l'ultimo italiano


Pubblicato su Pauperclass il 7 marzo 2016

Sto leggendo con piacere e una punta di disperazione un libro di Jean Raspail, I nomadi del mare.
È fuori catalogo (logico che lo sia) così come la distopia di Raspail, Il campo dei santi (1973), dove è preconizzata la fine dell’Europa a causa di un’ondata migratoria inarrestabile.
I nomadi del mare è un romanzo-saggio sugli Alacaluf, un popolo che oggi non esiste più, e che abitava le terre dell’estremo Sudamerica, protese verso i ghiacci del Polo Sud. Gli Alacaluf (il loro nome indigeno era Kaweskar, gli Uomini) si estinsero a partire da un incontro fatale: quello con le golette di Magellano (1520), in rotta per le Indie traverso la Terra del Fuoco. A contatto con la diversità schiacciante degli europei (gli dei sconosciuti, le malattie, la repressione, l’alcolismo, la mortifera compassione) la cultura paleolitica dei Kaweskar si sbriciolò lentamente.
Scrive Raspail:

A Puerto Eden morivano gli ultimi resti dei clan Alacaluf. Non morivano di fame … si spegnevano di disperazione, uno dopo l’altro, nella lunga notte della loro memoria. I morti non venivano sostituiti. Non mettevano più al mondo bambini perché si sapevano condannati. Erano consci che nel mondo dei vivi non c’era più posto per loro …“.

Il crollo demografico è sempre indice di decadenza, mai di progresso. Anche tale popolo, che non aveva parole per indicare la felicità e la bellezza, morì quando si trovò privo del proprio ambiente, dei modi di vita, delle usanze, della lingua, delle comuni paure, persino delle consuetudini più aspre e che rendevano l’esistenza fragile e pericolosa.
Pericolosa, ma dotata di senso.
Essere sé stessi: ecco il cuore del problema. Essere sé stessi, a dispetto di una morale altra, a costo dello scandalo, ecco la felicità. È un mio sospetto: i Kaweskar non avevano parole per la felicità e la bellezza solo perché la loro vita ne era già impregnata, al di là delle sofferenze che imponeva la sopravvivenza quotidiana.
Raspail rimarrà ossessionato da un’immagine, risalente al 1951:

… Durante un viaggio nella Terra del Fuoco, attraversando lo Stretto di Magellano, vidi, per non più di un’ora, nel vento e sotto la neve, una delle ultime imbarcazioni degli Alacaluf. La scena era identica a quella descritta da altri viaggiatori: Byron, Bouganville, Dumont d’Urville, l’ammiraglio Barthes e … José Emperaire. Non la dimenticherò mai. Mi ha ossessionato … finalmente questa volta la esorcizzo dandole, spero, la sua vera dimensione, sulla misura dell’eternità in cui riposa ormai questo popolo. Questo incontro all’incrocio dei tempi è la base del mio libro: un po’ di braci in mezzo alla barca per far rinascere il fuoco, due donne coperte di stracci, un bambino triste, tre rematori con uno sguardo da altro mondo …“.

Questo incontro fortuito donerà ai Kaweskar un minuscolo risarcimento: in tal modo, inconsapevoli, essi si garantirono il cantore dei loro ultimi giorni. Raspail divenne l’Omero degli ultimi Uomini.

La sceneggiata di Roma

 
Pubblicato su Pauperclass il 18 marzo 2016
 
Berlusconi vuole perdere le elezioni di Roma?
Da uomo intelligente, e fedele ai patti, ce la sta mettendo tutta.
Il problema è uno solo: il PD deve assolutamente arrivare al ballottaggio.
Un centrodestra unito arriverebbe, invece, al ballottaggio col M5S, ridimensionando, in modo clamoroso, numeri e influenze dei democratici: questo avrebbe ripercussioni tali da far saltare patti nazionali.
E perciò non va bene. Pacta sunt servanda.
L’Italia, dopo l’implosione della Prima Repubblica, e le stragi di assestamento del 1992, è, da almeno vent’anni, divisa in zone d’influenza fra due cosche principali.
Una sorta di tacita Jalta. O di Chicago anni Venti.
La destra ha le proprie zone, i sinistri le loro.
A volte capita un imprevisto: un colonnello avido, un’inchiesta troppo scrupolosa, una elezione che va storta. Fra buoni amici, però, tutto s’aggiusta. La sinistra, a sorpresa, perde Roma; subito la destra perde Milano. La sinistra perde le politiche, ma subito la destra tracolla alle amministrative. La RAI vince in prima serata, ma il grosso dei ricavi pubblicitari va a Mediaset. Mediaset blocca i programmi più concorrenziali sotto Sanremo e la RAI si accolla gli onerosi bolliti di Canale 5. Berlusconi si pappa la Rizzoli e la sinistra zitta. La sinistra irrompe col monopolio Espresso, La Stampa, Repubblica, Secolo XIX e la destra zitta.
Una danza di miliardi, con le rispettive cordate (che include gli elementi più eminenti del salotto buono, sempre lì a fare i maestrini liberali di giorno e incassare, da buoni papponi, di notte).

10 giugno 2017

Lotta, vile maschio, dove vai?


Pubblicato su Pauperclass il 18 dicembre 2015

Come cambiare le cose?
Leggi d’iniziativa popolare? Se ne strafottono (parlo del potere).
Referendum? Idem come sopra (qui a strafottersene sono pure gli italioti, ormai, stremati da decenni di prese in giro e scemenze pannelliane).
Elezioni? Lo ammetto, le elezioni potrebbero cambiar qualcosa. Se non fossero truccate, aggiungo. Truccate a rigorosa norma di legge.
Basti l’esempio delle elezioni francesi. Col maggioritario non si passa (tralascio qui, per semplicità, altri due fattori potentemente inquinanti: brogli e informazione manipolata).
E non passerà mai nessuno. Col proporzionale corretto (in senso maggioritario, ovviamente) non si passa lo stesso. Strade bloccate. Destra e sinistra, avvinghiate nel nome della NATO, escogiteranno sempre una conventio ad escludendum delle forze realmente alternative.
Il maggioritario è il simbolo dello strapotere ideologico angloamericano, e infatti …
Infatti, una volta crollata l’Unione Sovietica, il vero katechon che si opponeva allo scatenamento neocapitalista, cosa si è andati subito a escogitare? Il maggioritario, ça va sans dire, ovvero il maggioritario scaturito dal referendum che aboliva, per 3/4, il proporzionale della Guerra Fredda, quello che aveva garantito, pur fra alti e bassi, la rappresentanza di Don Camillo, Peppone, fascisti, populisti, monarchici e gauche caviar.

Son tutte belle le signore dell'Occidente



Pubblicato su Pauperclass il 3 febbraio 2016

La propaganda occidentale e filo-Nato è potente e pervasiva, ma alquanto riconoscibile (ognuno la appelli come vuole: massonica, illuminata, postmoderna).
Quando trovate una bella signora o una ragazza carina (piacenti, empatiche) che rivendicano i diritti civili; o che denunciano l'impossibilità del godimento dei diritti civili (poiché non ancora in essere); o a cui è momentaneamente o in parte impedito il libero, liberissimo, fruire dei diritti civili (a causa di paesi canaglia o gruppi ideologici retrogradi), allora lì vi è propaganda.
Aritmetico.
Fotogenia + diritto civile impedito o negato vs stato canaglia o gruppo retrogrado = propaganda Nato (occidentale, massonica, illuminata et cetera).
La bellezza e la fotogenia sono condizioni necessarie.
Facciamola breve, a costo di sacrificare qualche dettaglio teorico.
Se c'è una bella signora a cui negano o impediscono: il divorzio, il libero concubinato, il libero amore, il libero aborto, la libera sessualità, la libertà di studio, la libertà di stampa e associazione, la libertà di emigrare dove le piace, la libertà di mettersi le calze a rete e la minigonna in chiesa, la libertà dalla famiglia tradizionale, dalla pena di morte, dalla religione, allora, siatene certi, li rivendicherà, nell'ordine, contro:
1. paesi canaglia (Iran, Russia Corea, Sudamerica …)
2. la malvagia e criminogena società patriarcale premoderna
3. società strutturate secondo un'etica forte, positiva, tradizionale (residui di cattolicesimo, Islam non connivente et cetera).

Il potere avanza, false flag o no

 
Roma, 10 giugno 201?
 
Chi ha assassinato 130 persone a Parigi?
Un commando riferibile all'Isis quale forza terroristica antioccidentale?
Oppure un commando che, sotto le spoglie dell'Isis (e sotto le spoglie degli ignari esecutori), fa solo il gioco delle élite capitalistiche mondiali?
Sui media ufficiali la questione non si pone: è l'Isis, pura concrezione dell'odio religioso e del terrore, ad attaccare, quale negazione del nostro stile di vita, fondato sulla libertà e la pace. Ci sono, è vero, dei sottili distinguo, specie sulle superstiti gazzette sinistrate, ma il coro, al netto di tali deboli stecche, è unanime.
Nei siti della controinformazione il dibattito è più articolato: prevale, però, la tesi del false flag. Secondo tale interpretazione sarebbe l'Occidente stesso (o meglio: gli Stati Uniti e i suoi vassalli; o Israele e i suoi vassalli) ad aver armato i terroristi (utili idioti, in tal caso) onde provocare nell'opinione pubblica una reazione viscerale (emotiva e irrazionale) che vada nella direzione di una restrizione ulteriore di libertà e democrazia - la vittima, insomma, debitamente ingannata, chiederà d'essere ancor più vittima.
Per conto mio, che intendo poco le sottigliezze geopolitiche, è piuttosto evidente che, nell'uno e nell'altro caso, l'Europa è spacciata.

Pronta la carta moschicida per fessi di sinistra


Pubblicato il 12 novembre 2015

E così si ricostituisce per l'ennesima volta un soggetto politico a sinistra.
Stavolta l’hanno chiamato, con impennata creativa, Sinistra Italiana.
Una strategia che ha dato così brillanti risultati negli ultimi vent'anni non si getta certo a mare, tanto che - la strategia anzidetta, intendo - continuerà a dare frutti per un decennio a venire.
Un decennio, almeno.
Chi legge queste pagine sa già di quale strategia stiamo parlando: il finto dissenso. In parole poche, e povere, essa consiste in questo: la sinistra istituzionale e governativa (PD) si trova in difficoltà. Leggi liberticide, tasse usurarie, compromessi squallidi, corruzione dilagante, hanno incrinato il rapporto di fiducia cogli elettori - con quegli elettori della sinistra istituzionale, cioè, i più pazienti e ottusi dell'emisfero occidentale, abituati a ingoiare pane e rospi sin dalla più tenera età di elettori attivi. Nonostante la propaganda feroce degli organi di regime (quelli pagati da Pantalone: Rai3, Unità et cetera; quelli fiancheggiatori: De Benedetti & Co; quelli interessati per contingenza politica: Confindustria e affini, brogliacci filo atlantici) la barca del consenso veleggia inesorabilmente verso gli scogli della disaffezione elettorale. E allora ecco la mossa, sempre la stessa, eppur sempreverde: dal corpo marcescente del PD (ex PDS ex DS) si stacca una cellula tumorale autonoma (in questo caso Sinistra Italiana) con un quadruplice compito: rafforzarsi in una finta opposizione alle riforme governative, ricompattare le fila della sinistra estrema disillusa, stroncare l'eventuale nascita di formazioni e gruppi davvero genuini nel loro dissenso e, da ultimo, rinvigoriti nei numeri, confluire nuovamente verso la casa madre tramite un accorto gioco di apparentamenti, alleanze, travasi, desistenze.

S’ode dolce un fruscìo di loden …


Pubblicato il 13 febbraio 2016

Non so quanti ricorderanno la storica frasetta di Pietro Nenni negli anni Sessanta: "S'ode un tintinnar di sciabole ...". Egli paventava, allusivamente, un colpo di stato militare a spezzare la continuità democratica dell'Italia.
Allora il potere natoamericano (definizione limitativa, ma efficace) si serviva ancora di generali, spie, traditori e consimili sgherri per intorbidare le acque del consenso (o del dissenso) e perseguire, quindi, i propri scopi.
Con la finanziarizzazione dell'economia e la creazione della società dello spettacolo, i generali e i golpisti sono stati sostituiti da una più suadente propaganda a reti, giornali e social unificati.
Lo svolgersi della tattica propagandistica (in tempi di crisi) è molto semplice.
Espirazione, inspirazione, espirazione, inspirazione. 
A volte viene posto a capo degli interessi natoamericani un Politico di assoluta fiducia; quando il Quisling non regge più è sostituito con un Antipolitico che, a prima vista (a vista dei gonzi), sembrerebbe tutt’altro rispetto al Politico.
Fanfani, Renzi e Berlusconi sono Politici.
Amato, Dini, Ciampi, Monti sono Antipolitici.
Prodi riassume in sé entrambe le fasi. Berlusconi vanta qualche sussulto d’indipendenza. 
Piccole imperfezioni da eliminare.
Inspirazione, espirazione, inspirazione …

06 giugno 2017

Il fardello di Mario Monti, L'unico che dice la verità


Pubblicato il 15 settembre 2015

C'è una bella poesia di Rudyard Kipling che recita:

Raccogli il fardello dell’Uomo Bianco –
disperdi il fiore della tua progenie –
obbliga i tuoi figli all’esilio
per assolvere le necessità dei tuoi prigionieri;
per vegliare pesantemente bardati
su gente inquieta e selvaggia –
popoli da poco sottomessi, riottosi,
metà demoni e metà bambini

Un inno all'uomo bianco, alla propria responsabilità epocale: quella di guida civile e buon padre nei riguardi delle popolazioni selvagge, naturalmente inferiori, senza legge e Dio, e prive di qualsiasi valore, se non quello di un abominevole vitalismo.
Indiani, afghani, pakistani, aborigeni, indios: l'uomo bianco, naturalmente superiore, deve sottometterle, per il loro bene.

Pochi giorni fa, grazie al sito http://scenarieconomici.it, vengo a conoscenza di un dialogo avvenuto durante una trasmissione televisiva, una delle tante. Uno dei dialoganti era Marco Travaglio, l'altro Mario Monti; Monti ha proferito tali parole:

"Volevo chiedere a Travaglio, il fatto che abbia dato l’impressione anche lei di pensare che, in aggiunta a certi limiti dei governanti o di certi governanti, c’è però, lei dice, un paese poco serio un paese cialtrone, allora dobbiamo, io ho riflettuto molto su questo tema, credo come tutti noi, dobbiamo davvero convincerci che c’è qualcosa di intrinsecamente inferiore nell’Italia e quindi, o rassegnarci o vedere la soluzione in un ultra secolare processo di educazione delle future leve degli italiani, cioè può dirci una parola sul bilanciamento tra accusa ad un Paese ed accusa a singoli governanti“.

Monti è uno dei miei politici preferiti: non mente mai. O meglio: non riesce, forse per deficienza nelle capacità attoriali, a dissimulare il proprio pensiero, che è il pensiero dei suoi padroni.
Il pensiero, in tal caso, era questo:

"Gli Italiani sono esseri inferiori.
Poiché sono inferiori non dobbiamo permettere loro di decidere.
Gli Italiani, perciò, non possono vivere in una democrazia, ma in un regime solo apparentemente democratico.
In tal modo noi (io e i miei padroni) potremo aggirare la Costituzione e le regole democratiche e approvare - senza il loro stupido consenso - tutto ciò che riteniamo giusto.
Addossandoci il loro fardello, per il loro bene".

Formula:
Mario Monti: Rudyard Kipling = Italiani: aborigeni australiani

Mario Monti è un razzista purissimo.

Aylan, la morte di un bimbo al servizio del potere


Pubblicato su Pauperclass il 5 settembre 2015

Sintetizzo da un articolo di Moreno Pasquinelli (www.antimperialista.it), certamente non un intellettuale gravido d’umori razzisti o fascisti:
Gli ultimi dati ci dicono che sono circa mezzo milione i migranti che nei primi sei mesi de 2015 hanno chiesto asilo politico all'Unione europea, contro i 600mila dei dodici mesi precedenti ... E' evidente che gli effettivi perseguitati politici sono un'infima minoranza, che la stragrande maggioranza dei migranti sono piuttosto ‘deportati economici’ … la deportazione economica dalla periferia povera al centro ‘opulento’ è  funzionale ai dominanti sotto molteplici aspetti. Cinque su tutti: 1. immettere al centro milioni di disperati pronti a vendere la loro forza-lavoro per quattro soldi rafforza, al centro, la tendenza all'abbassamento generale dei salari ed alla competizione selvaggia tra lavoratori a tutto vantaggio del capitale; 2. la fuga in massa contribuisce alla desertificazione dei paesi da cui si emigra ed è utile alle classi dominanti di quei paesi in quanto, sgonfiando le tensioni sociali endogene, consolida il loro dominio; 3. di converso l'immigrazione in massa contribuisce in maniera determinante a distruggere il tessuto connettivo o demos dei paesi ospitanti ... 4. in questo imperiale melting pot democrazia e diritti di cittadinanza sostanziali sono destinati a sparire a loro volta, per lasciare il posto a stati di polizia ed a relazioni neofeudali di servaggio e sudditanza, fatti salvi diritti cosmetico-formali ‘per le minoranze’ e innocui spazi-ghetto comunitaristici. Lo spazio giuridico-statuale imperiale, per sua natura, non può essere democratico … 5. deportare decine di milioni di immigrati è strategicamente funzionale al disegno delirante di sopprimere gli attuali stati-nazione e fare dell'Unione un impero”.
Impossibile non essere d’accordo.
La frase “dalla periferia povera al centro opulento” è decisiva; purché la si integri con la frase complementare, e anch’essa decisiva, “dal centro opulento alla periferia povera”. Sono fenomeni interconnessi, come nel principio dei vasi comunicanti: il livello del vaso con più liquido si abbassa e quello con meno liquido si alza. Gli immigrati arrivano in Italia dalla periferia povera: il loro livello sociale non può che salire; gli Italiani migrano verso la periferia povera: il loro livello sociale non può che scendere. Un sorta di gentrificazione al contrario, di portata epocale.

Io sto con Ignazio Marino! E dove? Ai Caraibi?

Come definire un sindaco che, mentre la capitale d'Italia viene - di fatto - commissariata, se ne sta ai Caraibi, sguazzando nelle luminose e trasparenti acque caraibiche (con rilassatezza conseguentemente caraibica), e vezzeggiando, al contempo, le amene ed esotiche bestiole (caraibiche) che popolano gli immacolati fondali di quelle lande favolose?
Pare che il Nostro, durante tale esilio turistico, abbia trovato anche il tempo di vergare le proprie memorie, manco fosse Cincinnato …

http://www.romatoday.it/politica/ferie-sindaco-ignazio-marino-libro.html

Qui non è in gioco la parola: 'idiota'.
Marino non è certo un'idiota; è così e basta.
Gli viene naturale.
Un atteggiamento che viene naturale (un disprezzo naturalmente involontario) a tutto quel generone di sinistra attualmente al potere col beneplacito del simmetrico generone di destra (antropologicamente diverso, però, e assai meno ipocrita).
Il problema è che la sinistra post '68 è davvero così, nel suo insieme.
Li conosco da vicino, so di cosa parlo.
Sono stato anche responsabile indiretto di alcune carriere di tali gaglioffi.
Gli viene naturale il disprezzo ... come il respiro.
Ormai siamo a livelli clinici.