giovedì 28 ottobre 2021

Raskol'niki


Unreal City, 28 ottobre 2021

Si smontano i teatrini dell’emergenza COVID che, come sanno tutti, compresi i fanatici dell’emergenza, inconsapevoli latori di tale verità, mai fu vera emergenza.
Il fetore della menzogna si avvertì da subito eppure, accanto ai fanatici, i controfanatici, invece di partire lancia in resta, patirono numerose esitazioni tanto che si ebbero, almeno nei mesi più duri del lockdown, distinguo sul sesso degli angeli anche da parte dei professionisti della controinformazione. A dichiarare a tutta bocca che quello era inganno e manipolazione restarono in pochi: fra i più lucidi, almeno fra quelli che lessi per primi, ove l’affermazione si sposava con la nettezza della pulizia logica, l’appartato filosofo Giorgio Agamben e, fra i mortali, Totalrec, alias Gianluca Freda, debitamente silenziato dal fuoco amico. Trucchi e trucchetti, anche se usurati, vantarono a quel tempo la loro efficacia: la sfilata delle bare, gl'infermieri prezzolati che testimoniavano in lacrime di polmoni esplosi, il salso cordoglio dei parenti delle vittime, le sfuriate h24 di mediconzoli improvvisati a Galeno catodici, la torma di attori reclutati per l’occasione, lo zoccolame televisivo sparso (sponda statale, privata e parastatale), i provocatori digitali, socialisti social, reazionari irrazionali - ognuno diede il proprio contributo per dilatare a valanga un pupazzo di neve nato già mezzo squagliato. Il resto lo fece il cretinismo di massa 2.0 che ebbe a dare ragione anche a becchini della postmodernità come me - oltre ogni ragionevole dubbio. L’utero reclamò la vittoria, l’Italia fu mobile, qual piuma al vento.

A babbo morto, quando cioè le trincee, invece d’esser tenute a ogni costo, cadevano in mano al nemico, vista la rotta rovinosa, i ratti della controinformazione si ripresero. Ora che i giochi eran fatti non si rischiava più la pelle mediatica e poteva, quindi, blaterarsi a piacimento (e, infatti, son ancora là che blaterano). Presero, quindi, a zompettare, eccitati, rossi in viso, contro gli illiberali decreti Conte … e contro lo stato d'eccezione ... e i costituzionalisti di malcerta costituzione ... e pur adesso zompano qua e là, squittendo non so cosa su Big Pharma, opposizione, governo e quant’altro … come se un tale, cui hanno sterminato la famiglia, si appellasse, per ottenere giustizia, al TAR.

domenica 10 ottobre 2021

Il ficus di Landini

 

Unreal City, 10 ottobre 2021

Osservo le immagini delle devastazioni nella sede della CGIL: uno scatolone gettato a terra, la consueta scrivania arrovesciata con largo e teatrale sparnazzamento di candidi e inutili brogliacci sindacalesi, un paio di piante d'appartamento brutalmente stuprate; e, last but not least, la prevedibile ricomparsa, muta e consueta in tali scenografie apocalittiche, e pregna d'una inevitabilità inevitabile, dell'icona telegiornalizia: il pugno al vetro, ovviamente; il vetro - traumatizzato ancora una volta da un colpo ferino (eccolo lì, se ne annusa la violenza anche attraverso la mediazione digitale) attorno a cui irrora l'aureola d'una terribile craquelure: a testimoniare la bestialità dell'assalto.
Da quando si è dismessa la lotta e lo scontro e il confronto aspro, e l'odio inumano, e ci si è riconvertiti alla pace, o alla stasi eterna, ogni minimo sussulto di animosità più o meno genuina è accompagnato da quel fotogramma seriale: ad ammonire il cercopiteco italiano che il ricorso alla violenza è male, anzi: il male ... a volte mi son sorpreso a pensare che ci fosse un nucleo speciale della DIGOS preposto a rompere vetri ... a schiantarli, si badi, in quel modo e non in nessun altro ... ché la scenografia ha da essere compresa immediatamente dall'Italiano allocco ... sia mai che stenti a ricollegare quella frantumaglia al male predetto ... quando osservate quella ragnatela di crudeltà, insomma, vi voglion significare: vedete, cari, cosa succede a rompere le tasche alla pace e alla serenità ... la violenza non reca frutti, la violenza è male ... il confronto, invece, quello è bene ... non il confronto cui voi partecipate direttamente, ovvio, ma il confronto delegato ... delegato, mediato, intermediato, arruffianato ... da opportuni paraninfi dell'accordo ... come quelli sindacali, a esempio, i sensali del patto leonino ...
Le gazzette, in verità, ci informano d'un altro caduto gravissimo: un quadro del 1973, opera del pittore sociale Ennio Calabria, e raffigurante "un gruppo di lavoratori che reggono dietro un enorme paracadute rosso", ora arricchito da un bel buco; pare che le Muse non se ne siano adontate, visto il loro generale e millenario me ne frego verso le arti visive; personalmente me ne dispiace e offro, nel mio piccolo,
il gratuito ristoro dell'operina (da ex artista in bolletta) nonché l'affettuoso risarcimento morale a tale trogloditica manifestazione della cancel culture.

martedì 5 ottobre 2021

Ex voto

Ma Milan l'è on gran Milan

Unreal City, 5 ottobre 2021

I partiti sovranisti hanno tradito gli elettori e ora pagano nelle urne … Salvini e Di Maio avevano in mano l’Italia, ma hanno tradito gli elettori … gli elettori traditi puniscono con l’astensione il centrodestra … Quante ne dobbiamo ancora sentire … traditori … tradimento … ma qui nessuno ha tradito nessuno. Domenica e lunedì (quel goloso lunedì che permette di alterare ulteriormente il voto clientelare a lume spento) vinse chi doveva vincere … chi ha sempre vinto, vien da dire … ed è impossibile, per la struttura stessa della democrazia liberale, che perda … Salvini e Di Maio non ebbero mai in mano nulla, solo scartine … poiché, nel voto liberale, strutturale alle sedicenti democrazie, scale reali, full e poker non entrano certo nel circolo delle scelte degli elettori …

Traditori … tradimento … qui si dovrebbe discorrere di calcolo differenziale e siamo ancora alle tabelline … l’elettore italiano crede che 4 x 5 dia, quale prodotto, 20 … dopo decenni e decenni di plateali dietrofront, scappatoie, finte insurrezioni … la sua buona fede, la fede dell’imbecille, riposa sulla certezza che l’Italia sia governata dal Parlamento, dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni … quando, invece, è solare, evidente e impossibile da negare, che il Parlamento, le Regioni, le Province e i Comuni non siano altro che angusti sfogatoi per il tramestio d’un infimo clientelismo per cui alcuni figuri, democraticamente e liberalmente eletti, mettono a posto i bilanci familiari … e si permettono villette, domestiche, amanti, tacchi a spillo … o equipollenti privilegi da cialtroni … in un vertiginoso  e meschino ramificarsi di appetiti, voglie e furberie da Pulcinella.