27 gennaio 2024

Soffittizzatevi!


Roma, 27 gennaio 2024

Si domanda una delle gazzette dell’Illuminismo Nero: “Le auto volanti delle città del futuro faranno troppo rumore?”. E il sottotitolo, sbarazzino, recita: “Quando sulle nostre teste ci saranno le auto volanti l'inquinamento acustico peggiorerà. Per questo gli ingegneri studiano per renderle più silenziose”. La mucca da pascolo delle sciocchezze tecnologiche e il tecnopuero leggono; e sognano; e rimuginano: ma queste macchine faranno o non faranno rumore? Eh, sì, un bel problema … per fortuna ci sono gli ingegneri … che s’ingegnano … e risolveranno, sicuramente … quando mai non hanno risolto qualcosa, loro, gli uomini della scienza, in camice e alambicco? Per il tecnopuero il problema sono i decibel delle auto volanti, non l’esistenza delle stesse, ch’egli già vede rigare i cieli d’una città formicolante e automatizzata, in cui umani e androidi coesistono e la felicità, guidata dal progresso ateo che sempre avanza, la si stacca dall’albero di pomi del Bene. Per carità, a "Focus" e al castrone da fattoria 2.0 mica gli passa nella capoccia ch’egli non guiderà un tubo, né per terra e né per mare, che la sua esistenza, già grama, sarà ridotta nei loculi della Monarchia Universale, soli, consumati nella depressione che, a tratti, in violenti raptus, si sfoga in verde livore … contro chi? Contro chi gli indicheranno, la lattigine del PC a illuminare volti tirati, senza scampo. Non c’è niente da fare, il micco da "Focus" s’immagina già sull’auto volante, mentre chiede il permesso al roboserver di attraccare al ventiduesimo piano nel condominium di prima classe nel caseggiato medio-patrizio del settore metropolitano Est/4 di Alma … il loft panoramico già riscaldato, la collaboratrice o il collaboratore androidi già pronti a soddisfarlo mentre l’olovisore seleziona i punti di prospettiva migliori per godere della partita di Supercoppa d’Asia Shanghai – Tehran. Non lo mette in guardia il proliferare dei rottami, a milioni, dagli smartphone ai tostapane, il malfunzionamento strutturale degli ordigni digitali, il fatto che ogni trovata (scale mobili, tapis roulant, asciugatori, condizionatori) deperisca nel giro di pochi mesi e che, nonostante i miliardi di euro investiti, non si riesca a risolvere alcunché ricorrendo alla tecnologia celeste e che i mirabolanti uffici del terziario, open air, siano ricettacoli di lerciume e sfruttamento.
Macché, a lui importa il sogno, che il sogno continui; il sogno che non ben precisate entità, altruiste e benigne, lavorino per lui, incessantemente, escogitando sempre nuovi gadget per rendergli la vita facile … i nuovi chirurghi del futuro, i robot! Quelli mica sbagliano! Ah, il progresso … poi la ASL gli assegna una TAC nel 2025 …
E invece sarà pianto e stridore di denti, lì, nel cubicolo, dove, forse, permetteranno, oltre agli elettrodomestici ricondizionati, di tenere un pesce rosso di gomma.

L’Illuminismo Nero molto ha promesso, e le moltitudini ancora vi credono. Concedendo qualche mirabilia, ma, ecco il trucco, sempre in cambio di qualcosa: che ora non è più possibile recuperare. Tutto ha un prezzo, dicono i turbocapitalisti. Peccato che nel contratto che il nostro tempo ha stipulato con la promessa del progresso illimitato, il “do”, pendant di “ut des”, fosse scritto con l’inchiostro simpatico. E, però, ora che ci si avvicina ai roghi finali, quelle righe cominciano a risaltare sulla pergamena dell’inganno: sì, par di capire, dobbiamo al futuro una libbra di carne. L’ultima, poiché le altre, senza che nessuno se ne accorgesse, sono già state riscosse dal fattore. Certo, a suo tempo, occorreva dire di no, un no che fosse un no, ma chi ha mai avuto il coraggio di esclamare questo scandalo?

Liofilizzazione, da liofilo (greco λύω, lio-, ovvero "sciogliere"). La liofilizzazione, leggo da un sito a caso, “è un essiccamento sotto vuoto spinto di un materiale preventivamente congelato, mediante il processo di sublimazione, ovvero il passaggio diretto dallo stato solido (ghiaccio) allo stato di vapore (eliminazione dell'acqua)”.

Lo spirito dell’oggetto, ciò che lo lega assieme, come il ferro lega il fasciame d'una nave, evapora, entro una vacuità indotta; ciò che ne rimane è il prodotto della liofilizzazione. Questo banale processo lo si applica anche a stati d’animo, a emozioni, alla conoscenza, all’istituzione tout court: l’Illuminismo Nero lo pratica da qualche secolo. Il risultato finale, distillato grazie ad alambicchi sempre più efficaci, è l’homunculus attuale, sorta di hollow man o stuffed man su cui ammonì, inascoltato, Thomas Eliot.

Si arriva alla liofilizzazione escludendo la profondità, in ogni campo. Dileggiando, a esempio, ogni manifestazione che coinvolga un legame diretto fra l’uomo e la perfezione; impedendo il rapporto con la terra; restringendo il campo visuale alla mera pratica in una ristretta area tecnica: a preterire la scienza; eliminando la forma nella lingua scritta e parlata (l’ortografia e la polisemia, lo si ricordi, sono armi rivoluzionarie); persino l’abolizione delle sfumature nel gusto papillare contribuisce alla liofilizzazione umana: quanti ragazzi, oggi, conoscono il sapore della ciliegia, dei fichi, della castagna, o delle uova fresche, costretti come sono a ingoiare insapori banane a un euro dodici mesi all’anno? Il cui prezzo, inalterabile, sembra fatto apposta per addestrarli alla scimmiesca mancanza del gusto. L’attacco alla polisemia del cibo è diretto e certo: lo assicura, immancabilmente, il proliferare di finti chef e cuochi nonché di rubriche, libri e video su come preparare il soufflé della nonna (che non sa di niente dato che le patate provengono, debitamente depotenziate, da casa del diavolo).

Si nasce, si sopravvive, si muore. La nascita non è più regno della famiglia, la vita è stanco reiterare dell’eguale, la morte putrefazione: tanto che il corpo lo si può riutilizzare quale concime. Ogni istituzione fondante dell’umano ha subito attacchi sistematici. Adozioni per uranisti, parti extrauterini, anzi nessun parto ché il neonato produce anidride carbonica; una vita incolore, perduta tra fatterelli, senza reale scopo: l'amore equivale alla violenza, la fede alla burla, l’arte declina nei defecatoi, il passato è una farneticante pinacoteca di orrori. La morte viene privata di quegli istituti mistici che le conferivano aura di bellezza: il compianto, il ricordo, la gioia nel trapasso a una generazione più giovane, ma devota all’antenato; la tragedia dell’uomo, ma sublimata. In poche parole: la multicolore e sgargiante ricchezza dello spirito, tracotante, paradisiaca, disperata, pietosa o felice, trascolora in un grigiore assassino, fomite di istinti suicidari. L’omarino attuale, quello che ciancia di fascismo e pari diritti, non è nient’altro che la trasmutazione alchemica di ciò che fu in una dilagante cachessia. Basta leggere gl’intellettuali della liofilizzazione, anzi ci basta vederli in faccia: deperiti, piccoli, dal fiato corto, inermi, ottusi; vogliosi di gabbie, di cubicoli cancerosi; dalla prosa fragile, tecnica, insignificante; fitta di squilibri logici e non sequitur, e, perciò, arrogante, di quell’arroganza propria ai morti-in-vita che anelano trascinare con sé l’umanità stessa.

La cachessia, il deperimento dell’umano, metastatizza con fare casual, inavvertito: La regina Margrethe II di Danimarca ha formalmente abdicato nell'anniversario della sua incoronazione avvenuta 52 anni fa. Ora il trono va al figlio, 53 anni, che diventa re come Frederik X. Oltre 500mila persone che hanno preso parte all'evento a Copenhagen presso il palazzo reale di Christianborg. La sovrana che ha 83 anni ha deciso di lasciare il trono per fare spazio alla nuova generazione …”.
"Il Corriere della Sera", megafono dei liofilizzatori, coglie meglio il punto: "Una cerimonia ‘laica’ come dopo le abdicazioni in Belgio, Olanda e Spagna … Frederik diventa re, ma in Parlamento (e senza corona)”. E oltre, da una gazzetta civettuola: “Per farvi capire lo spirito gioioso e divertito con cui i danesi stanno affrontando questo storico passaggio, la pagina Instagram della Casa reale ha postato un breve delizioso video con le immagini dei 52 anni di regno della sovrana. Sublime la scelta della musica di sottofondo: Cyndi Lauper e la sua Girls just wanna have fun, inno delle ragazze di tutte le età …”.
Noteremo come, dall’unzione dei re del Sacro Romano Impero presso la basilica costantiniana di San Pietro, sotto l’altare di San Maurizio, codificata strettamente dagli ordines cristiani, fitta di processioni mistico-costituzionali, e giuramenti, avendo a pegno l’Europa, si sia passati a canzonette pop. In cinque secoli. Il casual è sempre indizio di decadenza. Il casual è il cancro dacché “scioglie” dalla forma, liofilizza, sfascia. Indizi della metastasi nei brani summenzionati: “laica”, “senza corona”, “parlamento”, “Belgio”, “Olanda”, “Danimarca”, “fare spazio”. Da non sottovalutare "ragazze di ogni età" dacché i latori di canizie hanno da comportarsi come adolescenti, pomiciare, ballare e rendersi ridicoli, da Maria De Filippi o a corte, non fa differenza. Il casual vaporizza il tessuto interstiziale dell’umano, lo Spirito, e consegna al bugliolo la creazione celeste.

Scrivere facile ... certo, si legge d'un fiat, ma è bene ripugnare tale etica. I poeti facili sono i peggiori, da eliminare definitivamente dal proprio personale orizzonte degli eventi. Occorre, tuttavia, somma attenzione nello scegliere, ci si sbaglia: facilmente.

Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che 'nnanellata pria
disposando m'avea con la sua gemma

equivale, per complessità, a:

Vestita di raso ricco di ricami d’oro fino, flessuoso ramo di cipresso,
hai una tazza nella tua mano, colmala, dammela, a quella coppa m’immolo.
Fai pure a pezzi il tuo Sayat-Nova, purché tu venga nel mio giardino.
Entra nel giardino coi tuoi vezzi, ti loderò col canto, amore, con le implorazioni”.

Dante riassume la vita di Pia de’ Tolomei in un endecasillabo; poi cita Siena, e la Maremma: il che porterebbe a credere il lettore superficiale ch’egli tratti di due luoghi geografici … e invece sono articolazioni ossee della struttura del mito decisivo d’Europa, l’Italia; per questo in Dante abbondano le citazioni topografiche. In Sayat-Nova, trovatore armeno, non v’è nulla di tutto questo, ma un intrico dolcissimo di allusioni e simboli: il giardino, la coppa, il cipresso che, permutate all’infinito nel canzoniere, mai perdono la loro singola e specifica profondità.
Perché di questo stiamo parlando, delle parole con un sottofondo, di accessi a regni d’interminabile complessità, seppur limpida, logica; decrittabile, almeno sin alla soglia della scaturigine divina, questa ineffabile sorgente della vita.
Ogni parola rimanda a un mondo, che ne riflette un altro; entrambi specchio dell’unica realtà immutabile. La bellezza catafratta di tali rimandi costituisce lo Spirito dell’uomo. L’inganno consiste nel ritenere questo inessenziale quando, invece, costituisce la vostra essenza. Liofilizzare tale essenza celeste equivale a sfasciare la personalità, renderla un puro rottame da naufragio.

Come sempre accade l’omarino postmoderno da un lato nega, dall’altro rimpiange segretamente. È lo stesso processo che rinvenimmo in Hysteria o La pesca. Egli nega la profondità ovvero quella delicata e mirabile costruzione che edificammo per sublimare e cancellare l’istinto che reca alla dissoluzione protozoica: così gli hanno insegnato gli Odifreddi d’ogni risma, sin dai banchi di scuola; dall’altra è punto da una nostalgia per lui indefinibile che cerca di medicare ricorrendo a guazzabugli verbali che, invece d’esser profondi, son sempre o confusamente insulsi o goffamente superficiali. Surrogare la potenza mistica o simbolica ricorrendo a uno spiritualismo new age da dozzina o, addirittura, ingigantendo la falsa libertà dei diritti civili insufflatagli proprio del Potere … noteremo come gli artisti, oggi, siano quasi tutti o libertari o rivoluzionari o malati … per finta, ovviamente … o estendono poemi sulla donna o la chiappa liberata oppure dileggiano la tradizione classica credendosi dei monelli della creazione, come Bacon, che deturpa Raffaello; o Cézanne che crede di riattualizzare Ingrés … al postmoderno, poi, la cui paccottiglia affolla i musei dell’Internazionale Nichilista, è precluso l’antico; non gli rimane che il Nulla, di cui si pasce: le balle bruciate dal Burri o la colata di pongo di Jeff Koons questo è: manipolazione del Nulla, puro deambulare nel deserto, gratuità e scandalo pianificato. Oltre questo nulla, appunto, è; siamo al limitare dell’abisso: o ci si compiace della mistificazione, e del giro di talleri a essa connesso, o ci si suicida.

Il ruggito del topo (The mouse that roared, 1959), un filmino tepidamente brillante di Jack Arnold, tratta d'un insignificante ducato europeo, Grand Fenwick, che vive dell’esportazione del proprio vino. Quando la California ne produce, però, una buona imitazione, l’economia dello staterello crolla rapidamente. Gran Fenwick dichiara, perciò, guerra agli Stati Uniti inviando un esercito di venti uomini a New York, armato di mazze e alabarde … L’intento è di arrivare a un istantaneo trattato di pace, ma, per una fortuita serie di combinazioni, il ducato costringe gli Americani alla resa divenendo una delle nazioni più potenti del mondo, interlocutore geopolitico pari a Francia e Unione Sovietica … Arnold è famigerato per le sue operazioni vintage sci-fi (Il mostro della laguna nera, Tarantula!, Destinazione … Terra!), ma tale parentesi nella sua produzione mi torna alla memoria, irresistibile, per la vicenda degli Houthi. Gli Houthi, munitissimi e arditi combattenti yemeniti, tengono in scacco l’Inghilterra e la sua digrignante colonia, l’America, e, con loro, l’intero mondo occidentale: sparano missilotti ai cargo di passaggio, addirittura. Le terribili superpotenze, abili a radere al suolo Dresda, Hiroshima e Nagasaki, contrattaccano, almeno così ci dicono, con alcuni raudi mirati e una salva di micidiali tricchetracche. Il Mar Rosso, aorta del commercio mondiale, è stretta in un laccio emostatico. Ne risentiranno (già immagino Federico Rampini farci una desolata panoramica della crisi) i costi, i prezzi, i consumi … leggi: i coglioni al supermercato … non mi addentro, poiché ignorante come una capra andina, nelle delicatissime analisi strategiche … quando tutto, ma proprio tutto, rientra nel più banale impoverimento dell’Occidente per favorire la globalizzazione, e l’imporsi della Monarchia Universale. Globalizzazione significa riequilibrio mondiale: le fogne di Calcutta, insomma, hanno da diventare anche le nostre. In tal senso: quelle indiane migliorano sin all’accettabilità, le nostre declinano verso le loro (di mezzo secolo fa). Dalla nostra prospettiva cosiddetta occidentale globalizzare equivale alla globalizzazione delle pezze al culo. Una volta la globalizzazione, nota al miccame quale capitalismo imperialista colonialista, s’identificava con nazioni precise: America, Inghilterra, Francia, Belgio (quel maledetto Leopoldo!) … ora con l’orbe terracqueo … i padroni son sempre gli stessi, ma spalmano la ricchezza per omogeneizzare e dominare. Ettore Gotti Tedeschi si stupisce, il sottoscritto meno. Ormai siamo al livellamento ottenuto con veri e proprie traslazioni di ricchezza: il settore dell’acciaio conferito da Italia e Inghilterra all’India (all’India!), grazie ad accorti boicottaggi in Patria, è solo un banale esempio (Jean Raspail si era persino tenuto basso ne Il campo dei santi); la faccia da pesce lesso di Biden o le orecchie a sventola di Sunak, ulteriori altri; la privatizzatrice della Garbatella l’ennesimo, seppur meschino; persino la iattanza assassina di Benjamin Netanyahu e le dichiarazioni genocide di parlamentari e ministri a latere rientrano in tale profilo: troppa chutzpah, come a conformarsi a un’idea antisemita dell’Ebreo … per tacere delle manfrine all’ONU, inimmaginabili sino a pochi mesi fa, e dei tunnel nuovaiorchesi, col materasso lordato da riti innominabili … il che, lo si riconosca, ha un bel tanfo da Pasque di sangue ... manca solo il meme dell’Ebreo nasuto che si frega le mani … sì, forse anche Israele sta scientemente suicidandosi, aderendo alla propria effige deformata e rinnegando sé stessa, a favore della Pace Universale … Beniamino in pensione … si ritiri nel proprio kibbutz dai rubinetti d’oro e la smetta, per favore … la storia dovrà pur fermarsi prima o poi … anche a Gerusalemme occorre una donna, per sbriciolare, ancora un pocolino, il macigno giudaico che ci assilla dai tempi di Tito … l’israeliana Natalie Portman è la mia favorita, l’ho sempre detto, ma si accettano altre candidature.
Il pietrisco, il pietrisco occidentale, questo si vuole; il resto del mondo conta poco, ai fini spirituali.
Ogni nazione deve assurgere a paria dell’altra; tutte s’inchineranno al Re del Mondo.

Declino di un paese nel settore siderurgico: basti confrontare i cucchiaini da bar di trent’anni fa con quelli di oggi. Qualcuno se n’è accorto? Chissà se esiste qualche bel grafico che incrocia, ascisse e ordinate, il periodo post ’89 con la composizione e il peso dei cucchiaini da bar.

Gabriel Attal è Ebreo sì, ma un Ebreo liofilizzato. Non sa che farsene dell’Olocausto, né dei rabbini e nemmeno del Libro di Ester. Si tratta di un omarino casual, iniziato ai più bassi godimenti e a quel blando machiavellismo amorale cui è ridotta la politica. Egli fu anticipato da chi sapeva, in quanto traditore dell’umanità: in tal caso da Jean-Paul Sartre, in uno dei racconti tratti dalla raccolta Il muro (Le mur, 1939), Infanzia di un capo (L’enfance d’un chef). Sartre, uno dei tanti bari del Novecento, ovviamente tira acqua al proprio mulino: se, però, avete l’accortezza di non soffermarvi su contingenti e ingannevoli termini quali “socialista”, “ebreo”, “fascista”, troverete il reale significato della novelletta, anticipatrice del teatro nichilista attuale.
Essa segue la formazione antropologica di un giovane rampollo, ricco figlio di un industriale di provincia.
Sono un bravo scolaro. No. È solo apparenza: un bravo scolaro ama lo studio, io no. Ho buoni voti, ma non mi piace lo studio … Non sarò mai un capo”, confessa sconsolato Lucien nelle prime pagine. La depressiva rivelazione lo spinge a concepire un Trattato sul nulla. Lucien sente di non esistere, avvertendo la mancanza di una propria definizione sociale, morale. Pensa al suicidio. Stringe, poi, amicizia con l'ambiguo Berliac. Questi gli confida di aver desiderato la madre sino ai quindici anni. Lo istiga, quindi, a leggere Freud; cosa ch’egli fa: “Fu una rivelazione … il vero Lucien era profondamente sommerso nell’inconscio“. Tramite Berliac, conosce un fascinoso pederasta, Achille Bergère, che presto insinua in lui Breton e Rimbaud, oltre ad additargli le dolci mollezze della dissoluzione protozoica, à la Mario Mieli; Bergère, infatti, lo invita nel suo boudoir “zeppo d’oggetti comici e strani: sgabelli col sedile di velluto rosso poggiato su quattro gambe di donna in legno dipinto, statuette negre, una cintura di castità in ferro battuto con spunzoni, mammelle di stucco con dei cucchiaini conficcati dentro; sulla scrivania un gigantesco pidocchio di bronzo e un teschio di Monaco rubato in un ossario di Mistrà …”; quindi lo istruisce circa il suo dysangelium: “Credere che vi siano oggetti specifici del desiderio sessuale e che questi oggetti siano le donne perché hanno un buco tra le gambe, è lo schifoso e volontario errore degli uomini seduti … la prima cosa da fare è persuadersi che tutto può essere oggetto del desiderio sessuale, una macchina da cucire, una provetta, un cavallo o una scarpa …”. Lucien esita: “Se andava sino in fondo, se si dava, sul serio, allo sfregamento di tutti i sensi, il terreno non gli sarebbe poi sfuggito sotto i piedi e lui non sarebbe annegato?”. Ma, al solito, sciolti i vincoli prossimi e sacri, l’Abisso si fa irresistibile. Prima il nepente dell’haschisch, quindi l’iniziazione, ovviamente richiesta, sotto le spoglie d’un moto di rabbia, dallo stesso Lucien, perché è sempre la vittima a concedere il permesso: “Una bocca tiepida e molle s’incollò alla sua, pareva una bistecca cruda … Bergère lanciò un grido di trionfo: ‘Finalmente ti decidi … faremo qualcosa di te’”. E cosa? Lucien esita, deve riguadagnare quel qualcosa, per non lasciarsi riassorbire dal nulla. Ovviamente è impossibile. Anche nell’etica vige la Seconda Legge della Termodinamica. E allora finge. Dapprima l’amore eterosessuale, poi l’impegno nazionalista, reazionario e antisemita, tutto per riacquistare la sanità della mente, resa inferma proprio dai veleni assorbiti. Egli, però, continua a rimanere estraneo a sé stesso, come oggi noi tutti, e ogni opinione o scelta rilevano quali recite di un indifferente. E però la finzione, lo smalto sul nulla, lo appaga: è negli occhi dell’altro a riposare l’orgoglio d’essere qualcosa. Sarà un vuoto, ma conscio di un inalienabile diritto alla sopraffazione, un capo fedele al destino della sua razza, totalitario, troppo in alto per le bestiole. Da lui, un deraciné, superata l’idea del suicidio, ci si può aspettare solo una protervia nichilista di cui la politica e l’economia non sono che blandi travestimenti. Lucien Fleurier è Gabriel Attal, ma anche uno dei milioni di giovani che, mi cito, “vengono continuamente forgiati per adempiere alle scritture della dissoluzione. Vacui, senza opinioni, timorosi, essi si accendono di solerzia, lieti d'esser utili, solo quando il Re del Mondo ne reclama i servigi anomici. In tal caso, il loro occhio brilla: finalmente un ordine! Saranno loro i liquidatori dell'umanità residua, abituati a comportarsi da inumani. Numeri, statistiche, linguaggi deprivati, psicopatie ben temperate, utopie mendaci costituiscono l'imbottitura vana dei loro aridi cuori. Non comprendono, semplicemente. Ai ragionamenti oppongono sorrisi spenti, alla pietà un silenzio terrificante; i gesti più nobili o appassionati gli appaiono vani, frutto d'un moto dell'anima talmente ricco e remoto da farli rabbrividire”.
Essi compiacciono lo Spirito dei Tempi, la strage.

Morta Liliana Segre, e qualche trombettista di rincalzo, Anna Frank e l’Olocausto finiranno come il cane impagliato Bendicò nel memorabile finale de Il gattopardo, luogo letterario da me debitamente e continuamente evocato. Mai ben compreso, però. Come quella frase: “Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi”. Nulla cambia, ma, in realtà, ogni cosa cambia. Change, we can, podemos. Traduzione: la libbra di carne del nostro passato, corrusco e dolcemente policromo, per trenta denari: ovvero in cambio di nulla.

In giovane età amavo leggere Sartre; condividevo il suo L’esistenzialismo è un umanesimo. Lo citavo ghiottamente. Ciò avveniva perché non ebbi maestri. Un maestro indica la via, l’unica giusta, nel labirinto. Senza maestri si arriva alla svolta sbagliata, presso anditi oscuri: oltre v’è il Minotauro. Si è perduti. Minosse crea il labirinto grazie al tecnico Dedalo; Minosse, il compagno di Pasifae, colei che “s’imbestiò nell'imbestiate schegge”, a saziare voglie ignobili, partorendo la Bestia. Solo Teseo, guidato da Arianna la Luminosa (ari-agnos: castissima, purissima) può rivelare gli inganni e le astute inversioni, i bracci ciechi, i tranelli. Sartre, questo gnomo strabico, sentina del pietismo proletario, elabora la cialtroneria dell’esistenzialismo che in lui “prende la forma di un umanesimo ateo in cui ogni individuo è radicalmente libero e responsabile delle sue scelte, ma in una prospettiva soggettivista e relativista”. E cosa vogliono significarci queste nobili frasi, gravide d’una accecante ansia di libertà? Una condanna a morte. È quel “radicalmente libero” che affila le lame del boia … poiché richiama, irresistibile, la scelta … e la responsabilità … quante volte siamo stati redarguiti, noi pochi, da un amabile progressista: la perfezione uccide l’uomo! Il vostro Dio senza macchia schiaccia l’uomo! Lo incatena a un popolo di leggi inconciliabili con la sua natura fallace! Ma è vero proprio l’esatto contrario. È il diuturno riferirsi a un’immacolata e pura pietra di paragone a rendere la vita degna d’esser vissuta; e a viverla, nelle ondulazioni fra bene e male, aspettando di diluirla nell’eterno. Per questo Zolla può esercitarsi in quella sua felice metafora che privilegia l’uomo contemplativo rispetto a quello critico: l’uomo che viva al cospetto della Verità irrobustisce sé stesso come una carpa centenaria che gira attorno alla mola d’uno stagno. Au contraire, come esige Sartre, è proprio la libera scelta a costituire una dannazione; una responsabilità che rende folli, che liofilizza, che drena le forze vitali sino a renderci “stuffed men”  con “dry voices”, incapaci di reggersi in piedi, la testa impagliata … Anche qui vige l’inversione: è proprio l’obbedienza alle leggi della comunità, formatesi nei millenni, a sgravare dalla libera scelta e dalle responsabilità. È l’obbedienza a ciò che ci ha sempre mantenuti in vita a renderci liberi. Il Potere ha sempre contraddistinto Tradizione e Verità come pietre di riferimento da rifuggire. In ogni filmucolo, libercolo o saggetto si è perciò esaltata la ribellione, l'infrazione, lo slegarsi da ciò che si è sempre stati … e ora osserviamo i frutti di questa teologia sovvertitrice: pallidi, smunti, folli, ottenebrati … costretti a rilanciare continuamente le loro menzogne, sempre più lontano, con incedere totalitario.

È morto Gigi Riva. Le prefiche nelle redazioni hanno recitato trenodie per un paio di minuti, poi, ravviatesi la chioma ipocrita, hanno ordinato un bel piatto di rustici e supplì. Scatta, quindi, l’operazione che più sta a cuore: dedicargli lo stadio. Perché è un eroe? Non sia mai! Gli eroi non sono ben visti, potrebbe scapparci l’emulazione, come con Jonathan E., ma solo perché la dedica può scacciare definitivamente un altro impaccio: la memoria del santo cristiano. Certo, a Cagliari la denominazione Sant’Elia è già negletta; per scongiurare ritorni di fiamma, tuttavia, meglio metterci sopra questo monolite bagnato con lacrime da clown. San Siro? Andato pure quello, c’è Giuseppe Meazza. San Paolo? Meglio Diego Armando Maradona. San Vito e San Filippo? Presto sostituiti da Gigi Marulla e Franco Scoglio. San Nicola di Bari? Hanno persino operato un sondaggio per la sostituzione (“Mediterraneo”, “Azzurro” e “Levante” le ghiotte alternative), ma stavolta è finita male, Nicolino ha dimostrato una bella resilienza … per poco, però … già s’intravede, nelle brumose lontananze, l’incedere di altre sagome laiche … Raffaele Costantino o, se gli piglia un sintomo, Antonio Cassano, Dio ce lo conservi!

Ogni tanto mi capita sott’occhi la pubblicità d’un vecchio giornale, oppure rivedo telefilm nostalgici e coriacei, d’un tempo oggi impensabile. Kojak, a esempio. Lo danno su una rete minore, non ricordo quale. Lasciamo da parte Savalas, e il suo straordinario doppiatore Lino Troisi. Soffermiamoci sulle attrici. Attrici americane, puramente americane. Bionde brune orientali negre. Snelle senza essere magre, con lunghi capelli naturali, vestite in modo semplice quanto impeccabile; la recitazione sciolta e credibile. Belle. Alcune più note, come Sally Kirkland, altre di seconda fascia (Sheree North) se non di rincalzo: Kitty Wynn, Juno Dawson, Virginia Vestoff. Qualcosa è accaduto anche lì, mi dico, la devastazione riguarda tutti i centri spirituali, anche quelli secondari, come gli Stati Uniti. Un’attrice, oggi, sembra uscita dal laboratorio del dottor Moreau, il volto picassianamente scomposto, se non deforme; l’esagerazione goffa nelle movenze, lo sguardo istupidito, i paludamenti da strega, e gli ammonimenti etici … ché tutte hanno un messaggio infilato da qualche parte, come la matita del fornaio, dalle evirazioni polcorrette alle scarpette rosse al climate change o ai prepuzi in pericolo, quest’ultimi un po’ in calo, per la verità.

Ma sì, con Theo Kojak ci si riconcilia con la normalità. L’eresia sistematica, infatti, muove al disgusto. Vediti Lanthimos, mi suggerisce un tizio che, lo deduco dall'avanzato stato di corificazione, è di quelli che passa ore a vedere serie su Netflix. Rispondo: meglio Walker Texas Ranger. Appaga il mio buon senso. Ricordate la trita metafora: i nani sulle spalle dei giganti? Nel perseguimento della sapienza vale il contrario: le ricognizioni nelle superne cose de l’etternal gloria abbisognano delle quotidiane nappine color pimpinella, d’un presente gozzaniano, familiare, del solido focolare. Chi nel pensiero finge interminati spazi, e sovrumani spazi, e profondissima quiete, torna alla base tremante di verità. Cosa vuole, allora? Vuole Carluccio, Paolina, il gelato, la scampagnata. “Quando io era fanciullo, diceva talvolta a qualcuno dei miei fratellini, tu mi farai da cavallo. E legatolo a una cordicella, lo venia conducendo come per la briglia e toccandolo con una frusta. E quelli mi lasciavano fare con diletto …”. E a Pietro Giordani: “L’andamento e le usanze e gli avvenimenti e i luoghi di questa mia vita sono ancora infantili, io tengo afferrati con ambe le mani questi ultimi avanzi e queste ombre di quel benedetto e beato tempo, dov’io sperava e sognava la felicità, e sperando e sognando la godeva, ed è passato né tornerà mai più, certo mai più; vedendo con eccessivo terrore che insieme colla fanciullezza è finito il mondo e la vita per me e per tutti quelli che pensano e sentono; sicché non vivono fino alla morte se non quei molti che restano fanciulli tutta la vita”.
Petrarca zappetta, Machiavelli gioca a carte, Pontormo reclama talleri per comprarsi il pranzo, Tycho Brahe si gode la quiete dell’isola di Hven. L’esaltazione dell’artista scarmigliato e intontito dal laudano è trovata (o sintomo) moderni; di quello sbrindellato e folle, postmoderna, poiché si confonde deliberatamente atto creativo e ubriacatura; se mai un tale figuro rifulse di grandezza lo fece perché dissolveva il passato: la grandezza, a volte, consiste ingannevolmente proprio in tali braci, nell’osservazione estatica dei ruderi di ciò che fu eminente.

Personalmente mi ripugna l’essere continuamente scandalizzato dall’eccesso, dal proteiforme, dall’inversione. Perché ti senti insidiato nel tuo ruolo sociale che non è null’altro se non un prodotto relativo del patriarcato!, direbbe qualcuno. Ma, anche qui, è l’esatto opposto che vige. Proprio quelli che amano saziarsi dell’innaturale, del mostruoso, dell’oltraggio alla buona norma, risultano i più ottusi e ridicoli conformisti. Sono esclusivamente delle teste di paglia cui il Potere ammannisce voglie, speranze e desideri precotti. L’alienazione che li porta ad accettare l’inaccettabile, ovvero tutto ciò che li distrugge, entra poi in frizione col loro autentico Io. Tale disinganno si scioglie in livore ch’essi, ovviamente, orientano contro i latori di verità, non certo contro chi li inganna. Più sono vuoti più berciano, più sono estremi più reclamano l’autodistruzione. Tale la dissoluzione che si nutre della propria coda. Rivelarli a sé li incarognisce a tal punto che, fanatici come sono, arriverebbero al delitto pur di continuare ad affermare l’illogico e l’anormale.

Qual è l’oggetto domestico più odiato? La sveglia.

Come mai tutta questa lasciva e forsennata corsa a instillare nelle menti delle teste di paglia la fluidità di genere? E perché si abbassa l’età, sempre di più, per il cambio di genere? Molti si lasciano confondere dalle Bassaridi con la bava alla bocca. Esse difendono il fanum, il tempio del nuovo credo: sono, infatti, fanatiche. Ai piani alti, però, la questione giace nel cestello della gelida considerazione tecnica, fra i 6 e i 10 gradi, perfetta per il brindisi, al momento giusto. I governi zootecnici si occupano di mansuefazione, solo di quello: “Gli asini castrati tendono ad essere più prevedibili nel loro comportamento … ciò dipende dall'età che avevano quando sono stati castrati … [Si] raccomanda [perciò] che i puledri maschi vengano castrati tra i 6 ed i 18 mesi e preferibilmente il prima possibile in questo arco temporale … Più giovane è l'asino al momento dell'intervento, minore sarà per lui il trauma inevitabilmente subito e maggiore sarà l'influenza sul suo comportamento ... Maggiore è l'età a cui vengono castrati, maggiore è la probabilità che i castroni continuino ad esprimere un atteggiamento territoriale e possano inseguire con aggressività altri animali domestici … in genere gli asini interi non sono adatti come animali da compagnia, e nessuno che non sia in possesso delle adeguate strutture e conoscenze dovrebbe tenere uno stallone. Se vuoi un asino come animale da compagnia o per cavalcarlo, come traino o semplicemente per portarlo con te in passeggiata, allora un castrone o una femmina saranno più adatti rispetto ad uno stallone”.
Non importa la quantità di coglioni e mammelle recise, conta l’esempio, l’immagine tempestiva e iconica, la testimonianza rivelatrice: ero infelice … ma ora sono felice … ero imprigionato/a … ora libero/a … come i due uranisti immortalati col loro bimbo, l’uno ritto e ridente a tutta ganascia e l’altro pure, ma in un letto d’ospedale, come se avesse lui sgravato, da vacca, il pargolo nella foto … e invece ha bonificato una somma digitale alla scrivania, anzi al desk … ammesso che tale presepe del sottosopra sia vero, fatterello di cui annuso la revoca in dubbio … l’importante non è mai il numero, ma la mitridatizzazione dell’innaturale. Per un adolescente che si evira ce ne saranno centomila che si diporteranno come evirati, seppur penduli latori di poppe e mentule … che l’unico castrato, un qualsiasi Lucignolo attirato con malizia nel Paese dei Balocchi, prima o poi si suicidi … tutto ciò smiagolerà nell’indifferenza … come sempre: è servito, ora non serve più.
Chi ha orecchie (da somaro) per intendere, intenda.

Il micco socialista (cioè da social; sponda destra, a suo dire; come esistesse una cosa chiamata destra) ama estendere grafici e statistiche: ecco, vedete (e qui punta il cursore della dabbenaggine), il 35,16% dei reati è commesso da immigrati che sono solo il 7,97% della popolazione italiana! Siamo invasi! Kalergi! 
Ciò, lo riconosco, vanta un’indiscussa base di verità. D’altra parte noi Italiani, in quanto immigrati a mezzo fra bianchi e negri, eravamo oggetto delle medesime considerazioni.
La statistica di cui sopra, però, occorre tradurla con altri cifrari e ciò dona una soluzione assai meno rassicurante: apocalittica, quasi. Questa: gli immigrati delinquono di più solo perché più vitali degli Italiani. Gli immigrati, in generale, e nomadi e zingari in forza ancor maggiore, mantengono un’autentica identità antropologica, in larga parte immune dalle sciocchezze del polcorretto. Vivono, e allora delinquono. Sarebbe utile riandare a certe pagine delle gazzette romane, che so, di un giorno qualunque del 1951; l’inferno in terra: stupri, abbandoni di neonati, rapine, stragi sul lavoro, uxoricidi, regolamenti di conti, abigeati, piromanie assortite, naufragi, infanticidi; e un gran numero di reati passionali, o di suicidi per passione: a volte terribili, altre ridicoli, in alcuni casi melodrammatici: lascia un biglietto alla madre, alla sorella, all’amato … era la letteratura a imitare la vita poiché gli Italiani del 1951 vivevano … lo stesso vale per l’economia: chi voglia testarne la vitalità non ha che da andare (è gratis) a sbirciare i corridoi del Tribunale Civile di Roma, sezione Lavoro … Deserti. La litigiosità (leggi: lo scontro fra Titius, Gaius e Maevius - Sempronius è in vacanza - per ottenere un quid) è proporzionale alla vitalità; e sintomo d’inesauste efficienze e di furente creatività. Ma qui il sangue non scorre più, il cuore fatica a pompare il sugo della vita nelle arterie, le dita putrefanno, le estremità anneriscono nella cancrena; sopravvivono i luoghi irrorati da denaro pubblico a debito e, ovviamente, in primis, i capataz della repressione pagati coi soldi del Monopoli a debito: gendarmi, magistrati d’ogni risma, politicanti.
Nella guerra, e nella simulazione sua simbolica (tale la congenita Tragedia Universale), consiste, infatti, l’élan vital dell’Uomo.

Ma proprio adesso siamo in guerra! Viviamo un’economia di guerra! Le guerre imperversano attorno a noi! Ma quale guerra … la guerra è quando il soffitto ti cade in testa. Noi, al massimo, stiamo tifando dei simulacri di cui nemmeno sappiamo i fini; muovendo oziosamente soldatini da Risiko, giusto per soddisfare un superomismo accademico da videogioco.

Gli ultimi trent’anni li ho passati a lentamente disconoscere ciò si erano sforzati di insegnarmi. Un pezzo alla volta. Non si è trattato di negare alcunché: ho solo cambiato prospettiva.

Perché 30 chilometri orari? In una società che promette la libertà illimitata, le restrizioni invadono il quotidiano, sin al grottesco. Divieti, verboten, obblighi, scadenze, impedimenti: il gioco dell’oca amministrativo serve, però, una missione più alta: la mummificazione dell’Italiano. Sì, perché questo era il problema: l’Italiano, nonostante la decadenza, si muoveva ancora troppo; creava, produceva, rimorchiava, mangiava, pisciava negli angoli, si divertiva. Dopo il fatidico 1989, occorreva, perciò, lentamente attirarlo nel corral del proprio bene, per la domesticazione definitiva. I primi sintomi: cinture di sicurezza, legge sulla privacy, strisce blu. In capo a un decennio egli già nitriva a comando; poi il polcorretto; alla domanda: quanto fa due più due, egli zoccolava per quattro volte, di rimando; prese addirittura, ormai ridotto a infelice ronzino, con l’orribile gabbia toracica in vista, il dorso segnato dalle nerbate, a fare patetici girotondi guarnito a parata, viola arancione verde, al trotto e al passo. Eppure, si rimugina in alto loco … serve Qualcosa d’Altro … una bella scarica elettrica, il taser del domatore … ed ecco il lockdown, e la purga connessa … il povero cavallaccio ora non si muove quasi più, nella stalla, col muso lungo e l’occhio cisposo; non capisce … manco lo portano più a fare un giretto, ‘sto Soldatino senza biada … deperisce, si liofilizza ancora, lo recano all’ammazzatora, docile … non s’accorge di trapassare a salsiccia oppure d’esser finalmente impagliato, e far mostra, lui che cavalcava in testa al mondo, in qualche salone dei nuovi giardini pensili di Babilonia.

Uomini di genere maschile! Soffittizzatevi!”, è il neologismo di dolore gridato da Totò in Totò e le donne (Stefano Vanzina, 1952), “contro il logorio della donna moderna”. Il tappezziere Filippo Scaparro è assillato omni die da moglie, figlia, domestica … trova, quindi, rifugio in soffitta, lontano dai ragionamenti e sragionamenti femminili, fra polvere e cianfrusaglie; legge gialli in cui s’ammazzano consorti, getta la cenere per terra, accendi ceri presso la personale edicola dedicata a Henri Landru, già modello del serial killer Chaplin in Monsieur Verdoux … esilaranti i bisticci con la moglie e la domestica che equivoca “meloni” per “milioni”; così come la scena dell’iniezione, con la famiglia che se la ride dei guai sanitari del protagonista mentre la figlia, concupita dal “passerottino” De Filippo, pretendente “maturotto”, s’improvvisa catastrofica infermiera. Anche qui osserviamo le attrici: graziose le meteore Primarosa Battistella e Giovanna Pala, notevoli Lea Padovani, acconciata à la Cleopatra, e Teresa Pellati, volto più duro e sofferto; bellissima la Faldini, la sefardita dagli occhi celesti che fece “sbottare in cuore la primavera” al nostro Principe ... alcune delle tante Simonetta Vespucci che formavano il gusto estetico dell’ex Italiano.

Dopo settantadue anni la soffittizzazione, inevitabile ricasco della mummificazione sociale, s’è trasformata quasi in disposizione di legge. Smartworking, disoccupazione, sussidi di massa (tale il compito del reddito di cittadinanza che, prima o poi, rispunterà), città in quindi minuti, feroce diffamazione PolCor delle comunità intermedie fra cittadino e Stato, indurranno i milioni a liofilizzarsi in soffita: si tratta dell’operazione cubicolo, più volte evocata, che, abbinata a un progressivo indebolimento culturale e fisico, recherà l’estinzione in pochi decenni. Col pieno consenso dei panda coinvolti, sia chiaro; d’altra parte ci è sempre stato domandato: vuoi tu questo? … perché il vampiro nulla può senza il consenso della vittima. La risposta, però, fu: sì, o un no che, di fatto, era un sì.

Dopo il generalissimo Francesco Paolo Figliuolo (predicatore delle vaccinazioni di massa: “Sarai mondo se monderai lo mondo …”) ecco l’equipollente Pasquale Angelosanto, in veste, stavolta, di repressore del terribile morbo antisemita; in un Paese in cui due terzi dei maggiori TG nazionali sono saldamente nelle mani di semiti (dall’aprile all’ottobre 2000, con l’insediamento del malaccorto Apolide di Beirut, i tre terzi). Entrambi forgiati presso l’Accademia di Modena che, come ricorderete, fu teatro d’una epocale catechesi da parte del protoglobalista Eugenio Cefis. Si aspetta con ansia, perciò, il disvelamento della Trinità: quale completista ossessivo, a esempio, accoglierei con favore la nomina del generale di Corpo d’Armata Alvise Giorgio Paternostro a VBB (Vigilante Blog Birichini). Anticipo, sin d’ora, che ho l’ansimante PC zeppo di scritti e immagini compromettenti. Paternostro, però, può infilarci quello che vuole, per quello che me ne frega … sono in fin di vita, oramai, ché tengo afferrati con ambe le mani questi ultimi avanzi e queste ombre di quel benedetto e beato tempo, dov’io sperava e sognava la felicità.

109 commenti :

  1. Combatteremo?
    Ci arrenderemo senza combattere?
    Credo che ci si sia già arresi da un pezzo.
    Dal sito di Blondet riguardo alla situazione negli Stati Uniti: "Tutto comincia ad avere senso quando ci si rende conto che la distruzione degli Stati Uniti non è dovuta all’incompetenza.
    È voluta. Vogliono che il nostro confine sia aperto. Vogliono che le nostre città siano consumate dalla criminalità. Vogliono che la nostra economia fallisca. Vogliono distruggere il nucleo familiare. Vogliono pandemie e vaccinazioni forzate. Vogliono elezioni insicure. Vogliono droghe dannose nelle nostre strade. Vogliono sessualizzare i nostri figli. Vogliono che siamo poveri. Vogliono che siamo disinformati".
    Somiglia molto anche alla situazione italiana.
    Firenze è sempre stata una città frequentata da cittadini americani. C'era un po' di tutto in passato: protestanti, cattolici ed ebrei. Oggi ci sono solo ebrei. La classe media americana è stata distrutta, sono rimasti pochi ricchi e tanti poveri. I ricchi sono gli ebrei, i poveri tutti gli altri cristi. L'Italia sta seguendo il loro esempio...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In ogni regione occidentale (per Occidente s'intende Europa, USA, tutte le emanazioni, forse anche il Giappone) è "voluto" il disastro economico, sociale, antropologico. Stiamo assistendo a un suicidio concertato per far inverare ciò che, qualche tempo fa, si chiamava globalizzazione. Con questo termine si è pasteggiato a lungo, con indolenza, credendo che fosse oggetto di un blando dibattito tra sinistri e black bloc, e invece si trattava dell'apocalisse necessaria al Nuovo Ordine o come diavolo lo si vuole chiamare.

      Elimina
    2. Quindi qui si suggerisce che il passaggio di testimone da Occidente a Oriente, dall'egemonia USA alla "società" dei così detti BRICS (Cina, Russia, Persia in primis) sia solo il nuovo gattopardesco giro di boa del potere che prosegue così con nuovi attori protagonisti il suo progetto chiamato "globalizzazione" ? Capisco bene?

      Elimina
    3. Se Fernando possiede 9 e Alceste 1, mettere a stretto contatto queste realtà con la globalizzazione recherà a un Fernando che scende verso i 5 e a un Alceste che risale rapidamente verso il medesimo 5, ma col sorriso BRICS sulle labbra ... A cosa sarà mai servito irrorare l'Africa per migliaia di miliardi di dollari attraverso entità sovrannazionali come UNICEF, ONU e compagnia? A cosa sarà mai servito "delocalizzare"? A cosa serve l'immigrazione di massa? A cosa serve il mantra inesausto, recitato da interi archi costituzionali, delle "efficienti" privatizzazioni? A cosa serve l'EURO, di fatto? A cosa è servita la forsennata smilitarizzazione dell'Occidente? E i canti celestiali sul terziario (occorre essere leggeri, dismettiamo acciaierie, porti, manifatture)? A cosa serve essere ecologici? A cosa serve dichiarare la nocività dell'agricoltura? Bada bene che tutti questi comandamenti da monte Sinai sono rivolti perentoriamente solo ai paesi cosiddetti occidentali, i paesi in crescita a due cifre se ne fregano bellamente dei panda.
      La globalizzazione equivale a omogeneizzazione. L'omogeneizzazione, da perseguire nel lungo periodo grazie alla creazione di pochi blocchi contrapposti, al dominio totale. Già oggi un napoletano e un coreano del sud vantano poche differenze, fra vent'anni ...
      Si tratta di una personale ipotesi, ovviamente, che preferisco alle guerre mondiali, alle rivoluzioni e a tutti gli eventi catastrofici predetti da trent'anni e che non si avverano mai.

      Elimina
    4. Ipotesi assai plausibile. Sto solo cercando di confrontarla con altre ipotesi, riscontrabili in blog/ambienti diciamo "non allineati", in base alle quali gli eventi degli ultimi due anni (Ucraina, Gaza et cetera) avrebbero posto fine alla globalizzazione. Ma Alceste non intende la globalizzazione come momento finale del trionfo del governo mondiale (detto a volte anglosassone a volte ebraico ma essenzialmente altro rispetto a tali etichettature) , che è ritenuto già vincitore, la globalizzazione essendone qui intesa, mi par di capire, come un'omologazione che comporta ANCHE livellamento economico ma è soprattutto abbattimento di valori e dissolvimento dell'umanità. Ed è inevitabile perché chi cercasse di contrastarla (parlo di potentati, stati, organizzazioni, non singoli) dovrebbe competere sullo stesso piano e quindi partecipare al disegno dell'avversario (un pò come se fosse una lotta in cui l'obiettivo del lottatore X è sprofondare nelle sabbie mobili portando con sé lo sfidante Y, che invece crede di dover uccidere X e non sa del baratro sotto di lui).
      Chiaro, Alceste lo dice da sempre ma a volte sento il bisogno di distillare la Sua trama.
      Grazie Alceste.

      Elimina
    5. Anche l'odierno tentativo di imbrattatura de "La Gioconda" va in questo senso, come l'abolizione della scuola etc La globalizzazione (negli anni Ottanta la si chiamava, all'estrema destra, mondialismo) è il mezzo per tal fine etc

      Elimina
  2. Amare e monumentali considerazioni.
    Mi ha colpito il cucchiaino da caffé nei bar. Vero !

    Per un incredibile riassunto di questi pensieri, è necessario guardare la serie inglese "Utopia", uscita nel 2013 e sceneggiata nel 2010, quasi 15 anni fa.

    Esempio miliare di programmazione predittiva.

    Due serie da sei puntate ciascuna.

    Una chicca: la prima puntata della seconda serie inizia con gli omicidi di Moro e Pecorelli (!!!).
    In Inghilterra nessuno sa chi fossero.

    Gli sceneggiatori (molto "addentro" al "vero potere"), mostrano così i veri mandanti di tutto questo.
    Gli stessi della finta pandeminkia del finto virus, dello sterminio di innocenti, del nostro impoverimento e istupidimento

    Serie capolavoro, ben sottotitolata in italiano (troppa paura nel farla doppiare).

    Sotto, il link della serie: è ben nascosta in YouTube, la ricerca è pressoché impossibile, se no sarebbe censurata al volo.

    Però c'è.

    Da guardare solo in tv per coglierne i particolari e fino in fondo, assolutamente.

    P.s.: da non confonderla col remake/ciofeca USA del 2020, fatta apposta per oscurare la serie originale inglese

    Un vero capolavoro del suo genere: programmazione predittiva, appunto.

    Chi vorrà guardarla, se vorrà, mi piacerebbe che la commentasse qui.

    Link::

    https://m.youtube.com/channel/UCH71yVrCjtRbLB9_2f_9eiQ

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Parlai di questa serie qui:
      https://alcesteilblog.blogspot.com/2017/06/per-il-potere-lumanita-e-ormai-inutile.html
      un post che scrissi su Pauperclass.
      La seconda stagione inferiore alla prima. La prima è perfetta e dice quasi tutto sugli ultimi tempi, almeno su pandemia e dintorni.

      Elimina
    2. Ciao Cangrande,
      avevi già suggerito questa serie, qualche tempo fa, tu suggerisci, io guardo.
      Devo dire che mi è molto piaciuta, dici bene, programmazione predittiva; mi vien da pensare che una serie come questa può davvero aprire gli occhi, ma solo a coloro che gli occhi se li sentono chiusi, che avvertono un disagio di fondo, un qualcosa che non va, coloro a cui i conti non tornano, da sempre. Perché altrimenti non è nemmeno sufficiente viverle sulla propria pelle, quelle dinamiche, e per anni interi. Ci si passa attraverso senza neanche accorgersene. Te lo dico perché è l'aspetto che più mi ha colpito del lungo biennio, quello che mi ha preso in contropiede.
      La devo ancora metabolizzare, questa faccenda che quei due anni lì non sembrano aver lasciato il segno, si é ripreso paro paro da dove si era lasciato.
      Comunque grazie per la dritta, e grazie ad Alceste per i suoi scritti, li aspetto sempre con grande trepidazione, come da bambino aspettavo la paghetta per andare a comprare le figurine...stessa gioia.

      Elimina
    3. I segni ci sono, e profondi. L'atomizzazione dell'Italia è quasi perfetta. Lo sfascio amministrativo, sanitario e culturale fa rabbrividire.

      Elimina
  3. Ciao Contadino !
    Commento arguto e centrato come sempre.
    Ti trovo anche qua, per fortuna !
    L' "altro sito" dove ti leggevo , sempre volentieri, ho notato che lo frequenti meno, come me.
    Mi sembra molto cambiato e omologato, tranne eccezioni.
    Temo che sia stato "normalizzato".

    RispondiElimina
  4. Lo sfascio è assolutamente tangibile.
    Io lavoro da 35 anni in un'azienda di pubblici servizi.
    Non si ha idea del cambiamento in peggio dei dirigenti, quadri e politici, rispetto agli anni '80.
    Una picchiata da non credere.
    Gente che prende come il vice-presidente degli USA, che scrive (un esempio su mille) Po (il fiume), con l'accento e ti spiega (!) che va messo perché.... è un' abbreviazione l, un'elisione (capito ???).

    Questi sono (ma veramente) semi-analfabeti, tronfii, arroganti, di un'ignoranza abissale, buoni a nulla e capaci di tutto.
    Quasi tutti sono legati alla massoneria e in parte a lobby di culatoni (non credevo, ma è veramente potentissima).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La massoneria è perfetta per il lobbismo. Qui, però, sta decadendo il livello minimo di decenza anche perché ci si compiace dell'ignoranza e se a un tizio col dottorato scappa di dire "aiter burocratico", allora ci si ride sopra. Bagattelle. Il lockdown ha poi inasprito questa tendenza. Si fanno avanti legioni di minchioni. Di fatto, da eccentrico, son divenuto emarginato, borderline. In alcuni luoghi sono leggenda, come l'umano in terra di vampiri nel romanzo di Matheson.

      Elimina
  5. Grazie come sempre. Sembra che tu ci segua con questi tuoi ragionamenti. Visto che ragioniamo sulle parole. Leggo dalla Treccani: Sofisticare- Fare uso di sofismi, fare ragionamenti sofistici, 1 Contraffare, alterare la genuinità di un prodotto, sostituendo agi ingredienti naturali, o specifici, surrogati meno pregiati.
    Qualsiasi italiano, o peggio romano, che desideri visitare il Colosseo, simbolo della civiltà occidentale, qualora riesca a passare le forche caudine della biglietteria ("Vorrei prenotare per sabato" " E allora ci vediamo sabato, altrimenti deve prenotare online") e riesca a passare indenne il metal detector, potrà notare un sofisticatissimo schermo nel quale lui, povero ingenuo, spererà di vedere sofisticatissime ricostruzioni del Colosseo, chissà, le bandiere, i gladiatori, i leoni! Però per soddisfare ed educare a essere palati altamente sofisticati ( quindi privi di gusto) chi ha messo lì il maxischermo non ha riservato per voi nulla di tutto questo. Infatti la prima cosa che vedrete entrando nel Colosseo è a storia e la magnificenza di un sofisticato ascensore, che in tutta comodità vi porterà al piano superiore, dove troverete delle inquinanti, pardon, sofisticate spiegazioni, librerie coloratissime e anche un po' sofisticate. Insomma uno di chiede, era meglio negli anni 90, 80? Forse era meglio nel terribile medioevo, quando ci pascolavano le pecore.
    Elementi inquinanti di sofisticazione sono riscontrabili in tutta la civiltà odierna, c'è poco da fare. Si parte dagli schermi, poi i monopattini, i cani etc...

    Sitka

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guarda, sono d'accordo con le pecore. Meglio le pecore. Ragioniamo: con le pecore il Colosseo è stato in piedi quasi 2000 anni, sopportando barbari, Lanzichenecchi e Barberini. Credo che si arrenderà, pian piano, invece, all'ascensore. L'ascensore è più importante del Colosseo. Chi va al Colosseo non capisce un acca del Colosseo e di ciò che ha rappresentato, coi suoi miti, per l'Europa. Chi va al Colosseo è costretto a dire che gli piace, ma la prima cosa che fa è fiondarsi a comprare gadget del Colosseo o libri sofisticati in cui non c'è un grammo di Colosseo. La mira, in tale atmosfera, è chiara, pur non confessata da nessuno: spianate il Colosseo, è un inutile mucchio di pietre politicamente scorretto.

      Elimina
  6. Ci sono parti che vorrei commentare, ma per ora mi limito ad un "grazie". Sincero. Ho atteso questo nuovo pezzo in modo inusuale, tornando per diversi giorni a sbirciare se fosse uscito. Ne traggo ora quello che cercavo: una piccola consolazione. I toni sono in parte, come sempre, sconsola(n)ti, eppure la lettura risulta in qualche modo consolatoria. Ci si sente compresi. Credo capiti a più di un lettore di questo blog. E non parlo da individuo orfano della comprensione di persone stimate e amate. Su molto, con alcuni, ci s'intende. Tuttavia, è cosa piuttosto rara suggerire certe prospettive senza suscitare smarrimento e ritrosia nell'altro. Buona parte dei contenuti del blog, delle argomentazioni, delle riflessioni esposte, risultano del tutto irricevibili ai più. Sgomentano. Suscitano una sorta di repulsione. "Guardare il mostro in faccia" terrorizza... E così, forse in virtù dell'azione di un meccanismo di autodifesa, arrivano anche le banalizzazioni, i travisamenti, la furia di rigettar tutto alla veloce con uno sberleffo poiché, se non si hanno i calli alle mani, a maneggiare certe pietre roventi ci si ustiona in pochi secondi.
    Un saluto caro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non bisogna mai convincere tutti. Basta selezionare una piccola parte. Le rivoluzioni partono sempre dalla selezione. Un fatto che si ritrova costantemente nella storia. Un ristretto numero di persone si sacrifica, è sconfitto, decimato: poi vince. Il "popolo" cambia idea in un fiat. La vittoria arride. L'importante, lo ripeto, è raffinare il che, come sai, è l'esatto contrario di ammassare. Ognuno deve riguadagnare una propria personalità e, nel farlo, riagganciarsi all'Italia. Tutte le parole e le azioni che scaturiranno da ciò saranno inevitabilmente giuste. Certo, i primi pagheranno duramente, ma le guerre si vincono nel tempo. Ci dobbiamo disincrostare da almeno mezzo secolo di menzogne. Come scritto, la sveglia è il più odiato degli oggetti domestici.

      Elimina
    2. Vero.
      Ti chiedo ora: davvero prevedi l'estinzione nel giro di qualche decennio, o è un paradosso? Io lo trovo piuttosto improbabile. Uno scenario che vira sempre più verso le distopie girate e narrate ormai molte volte, con maggiore o minor acutezza, questo sì; l'estinzione, in senso stretto, proprio no.
      Ti chiedo poi una cosa, visto che hai citato Lanthimos (di cui, pensa un po', ignoravo beatamente l'esistenza sino a qualche giorno fa): non faccio che sentir parlare di questo Povere creature, di cui mi son già fatto un'idea... Se lo vedrai, magari parlane, che son curioso di legger la tua. Ricordo la "recensione" di un recente film con Julia Roberts... Anche questo, da quanto ho inteso, mi pare pregno di significati e messaggi (subliminali e non) di un certo tipo...

      Elimina
    3. Soprattutto grazie, Alceste, per mettere sempre in piano l'inganno forse più mortale messo in atto dalla propaganda dei padroni del discorso, anche più dello scioccante impoverimento economico di larga parte della popolazione, quello riguardante l' abdicazione dall' idea di progresso. Si è passati in 50 anni dalla conquista dei pianeti alla scelta di tagliarsi lo scroto. Ciò che dava un segno tangibile della forza della scienza, i vettori del Titan che sollevavano milioni di litri di carburante negli anni '60, aprendo i confini dello spazio verso l'infinito e oltre, oggi è ridotta ai televaccinisti che raccomandano trecento punture per combattere il raffreddore invernale. Mentre i nostri moderni super ingegneri 4.0 non riescono a far volare un aquilone nella ionosfera! Nemmeno la fantascienza serve più, o meglio si potranno rivivere le avventure spaziali nel proprio miserrimo cubicolo come in " Ready Player one ". Non più il prometeico 2001 dell'odissea kubrickiana ma lo squallido slum della periferia deindustrializzata americana. Senza l'orizzonte ultraterreno unito alla capacità dell'essere umano di progredire saldamente ancorato ai suoi principi, rimane solo la Tecnica in mano a pochi sociopatici padroni che tendono ad ibridare l'uomo con la Macchina, come dice Pecchioli. Non sia mai che l'idea di colonizzare Marte risvegli antiche pulsioni da conquistatori!
      Antonio

      Elimina
    4. Per Yaroslav: estinzione non fisica, ma spirituale. Si badi che son quanto di più lontano dalla new age, dagli ectoplasmi, dall'incorporeo. Per spirituale intendo quanto ci ha tenuti in vita sino a oggi, un impasto di conoscenze, sapienze e verità. Questa perdita causerà l'impossibilità di una qualsiasi reazione; a seguire la lenta scomparsa fisica. Tutti i popoli sradicati hanno visto un declino demografico fatale. Gli Italiani, di fatto già spariti, finiranno per sparire anche alla vista. La sparizione fisica sarà lenta per un motivo semplicissimo, da praticoni. Lo smaltimento. Qualche tempo fa, evocai il rogo dei resti del poeta inglese Shelley, morto in un naufragio in Italia. Gli amici, fra cui Byron, presenziarono a tale pira pagana. Alla fine rinvennero, fra le legna arse, il suo cuore, intatto. Messo sotto spirito, fu spedito in Inghilterra. Questo avvenne perché il cuore è un fascio di muscoli assai difficile da incenerire. Solo gli individui grassi hanno combustibile per un riuscito falò (Cola Di Rienzo bruciò, infatti, come uno zolfanello). Queste mie insinuazioni vogliono dire che far fuori un cadavere è cosa difficile; farne fuori mille difficilissima; milioni e milioni impossibile. Occorre centellinare la strage ed eliminare, soprattutto, i cimiteri. In mezzo secolo, se nulal cambia, gli Italian-zombie verranno fatti fuori e sostituiti con un'accozzaglia di nullità. Forse è giusto così. Tale new Italian, ovviamente, imbastardito e ignorantissimo, intratterrà con l'Italia il medesimo rapporto che un cinese intrattiene con la California: piscerà e cacherà su monumenti e storia e passato ... e addio.
      Lanthimos dovrò vedermelo, ma so già che sarà un tour de force terrificante. Il suo "Sacrificio del cervo sacro" ancora me lo ricordo: ho dovuto vedere due puntate del tenente Colombo e "Solaris" per togliermelo un poco di mente.

      Elimina
    5. Per Antonio: Secondo me chi ha letto Verne o Wells era il vero entusiasta della scienza. Gli si prometteva l'assalto al cielo, la macchina del tempo, gli alieni e l'eternità. Nel 1969, al picco della vittoria, le alte sfere già stavano smobilitando. Il popolicchio alle stelle, l'aristocrazia del mondo alle stalle (quelle in cui sognava di imbucarci). Tolto di mezzo l'orizzonte smisurato dell'Illuminismo, l'utopia si è ritorta contro l'uomo stesso. La frontiera, infatti, è l'uomo. In tal senso: occorre superare l'uomo cioè negarlo nella sua umanità. Il risultato sarà naturalmente catastrofico.

      Elimina
    6. A corollario, mettiamo anche la sentenza del giudice che ha quasi assolto uno dei figli del patriziato il quale investì in auto durante una sfida su youtube un bambino in auto con la mamma. Lo Stato occupato da forze esterne con la partecipazione remunerata degli ascari locali ormai è diventato un Nemico del popolo nella duplice veste di tassatore e inquisitore per i poveracci. Finita l'utopia dello stato sociale rimane un apparato poliziesco formidabile, in cui non sono ammesse defezioni come dimostra la storia del carabiniere che ha osato criticare l'illustrissimo figlio di Bernardo momentaneamente ( 9 anni !! )seduto al quirinale.
      Antonio

      Elimina
    7. Oh caspita… L’avevo ben visto, quel film lì del cervo… Una delle cose più disturbanti che mi siano capitate sott’occhio in tempi recenti (di film nuovi ne guardo sempre meno)… Solo che non ricordavo fosse dello stesso regista.
      M’incuriosisce però questa sorta di negazione della spiritualità come trascendenza, come se considerare la dimensione esoterica equivalesse a ridursi ad un hippy vegano di San Francisco… I santi e i sapienti che spesso citi (ho giusto stamani rinvenuto un vecchio volume di Meister Eckart, che però non ricordo se sia fra i citati) avevano molto chiara la rilevanza, nonché la concretezza, di questa dimensione, strettamente connessa a quella essoterica, e quindi corporea. Capisco che intorno a tali temi si dica e si scriva la qualunque, ma qualificare i saperi iniziatici di ogni epoca come fanfaluche new age mi pare quantomeno ingeneroso…

      Elimina
    8. Vidi con un po' di sufficienza "il sacrificio del cervo sacro", non ricordavo neppure il nome del regista nonostante avessi già guardato un suo film, "The lobster"...dopo aver letto la trama di Povere Creature, in sostanza maschio ridicolizzato, tema davvero ardito e originale di questi tempi, mi ero ripromesso di dare un'occhiata più vigile a "Il sacrificio", giusto per intuire quali possibilità abbia il greco di conquistare un posto nell'empireo dei cineasti del Mondo Nuovo. Pare che anche la Gerwig con il suo Barbie sia ben posizionata nella corsa alle statuette, sei riuscito a vederlo o ha prevalso il disgusto? Personalmente non mi sono ancora deciso, anche perché per disintossicarmi dopo certe bestialità polcor ormai occorrono riabilitazioni di una settimana, e non scherzo: massicce terapie a base di Kinski, Luc Merenda, Milian, Pozzetto, più caratteristi alla Pizzuti doppiati da voci solide come Gammino o De Ambrosis (non ti pare che stiano svanendo anche i doppiatori con timbro virile, sostituiti da voci senza nerbo, senza personalità, indistinguibili? Ma immagini oggi un Cigoli, un Gazzolo? Rimangono Ward e alcuni vecchia scuola, poca roba). Se poi sono in forma mi disinfetto con Visconti, Chaplin, Lang, Pasolini...da poco ho recuperato Ludwig con una spettacolare Romy Schneider e Medea con la Callas, vicende, atmosfere, interpreti oggi impensabili, d'altronde quale regista attuale possiede il bagaglio culturale per girare opere del genere? Garrone? Qualche netflixiano che al posto del mediterraneo Giuseppe Gentile piazzerebbe un Giasone ugandese o gender fluid? Per carità

      Elimina
    9. Per Antonio: Un apparato repressivo che può contare sulla riunione dei tre poteri che, evidentemente, si sentivano un poco soli. Legislativo, esecutivo e giudiziario si danno le pacche sulle spalle.

      Elimina
    10. Per Yaroslav: Quello che ci tiene in vita è tale perché trascende i fatterelli, per questo è spirito ... la new age è robetta da negozio hippie, ma - devo dirlo - mal sopporto anche le teosofie assortite ottocentesche e certe impennate da diabolisti ... anche Guenon mi dice poco. Ritengo Crowley un truffatore, però lo considero una pietra miliare per comprendere l'evoluzione di certo esoterismo angloamericano ... apprezzo, come già scrissi, Kenneth Anger oppure Meyrink e tutta la straordinaria ciurmaglia mitteleuropea. Estetica e rilievo storico sono faccende diverse, insomma. A confessare: non mai stato iniziato a nulla, né ho mai chiesto iniziazioni. Sul sapere iniziatico, poi, occorrerebbe chiarirsi a quattr'occhi: i fabbri etruschi, ne sono sicuro, erano degli iniziati così come certe corporazioni d'artigiani o di architetti, o le botteghe dei pittori. Il segreto necessita di giuramenti, gerarchie, progressivi disvelamenti. Un bel film sul sapere iniziatico è "Cuore di vetro", di Herzog.

      Elimina
    11. Per 31 gennaio 2024 alle ore 19:33: Per carità, "Barbie" no ... Ormai quasi tutte le produzioni sono così. Anche se sembrano innocenti, piazzano a sorpresa un colpo polcorretto. Non si salva nulla. Ho visto migliaia di film e, pur ritenendo il cinema un'arte minore, ritengo che in molti di essi traspaia netto lo Spirito dei Tempi. Poiché un film necessita di numerosi artefici (di cui il regista non è detto sia il più importante), è possibile che s'imbeva degli umori del periodo in cui è stato concepito. Poiché ho l'istinto del completista, mi piace ordinare e stilare classifiche: i dieci film che più mi sono piaciuti nella storia sono: Francia e Germania e Giappone (2), Italia Unione Sovietica Cecoslovacchia Stati Uniti (1).
      Poi ci sono i film disintossicanti: consiglio i poliziotteschi e Hong Kong prima maniera oltre all'horror d'annata. Quindi i sottovalutati italiani: Germi, Risi, Damiani (qualcuno ha visto "La rimpatriata"?). Sui doppiatori sono d'accordo. Luca Ward qualche tempo fa vuotò persino il sacco sul cinema italiano attuale: fanno schifo tutti, il succo delle sue dichiarazioni.

      Elimina
    12. Eh lo so, Barbie pare troppo per ogni umana sopportazione ma penso che scruterò in quell'abisso, prima o poi. Sono d'accordo con le tue considerazioni generali sul cinema...E. Zolla, lettore selvaggio, in un libro intervista con Doriano Fasoli liquidava abbastanza sbrigativamente la Settima Arte; pur rispettando il pensiero di un grande "conoscitore di segreti" credo, come te, che esistano opere meritevoli, significative. Da poco è morto Jewison, bè non mi stancherò mai di consigliare "Rollerball", perfetto per farsi un'idea del presente e del futuro che stanno apparecchiando. Buon frequentatore di poliziotteschi e horror vecchia scuola (alla Zeder o anche precedenti), conosco solo vagamente il cinema orientale e sovietico, ogni tanto colmo qualche lacuna...e d'accordissimo pure su Germi ("Signore e signori" offre uno spaccato micidiale dell'Italia del tempo), Risi, tra i miei preferiti, di cui ricordo con piacere "Poveri ma belli", "Telefoni bianchi", "Anima persa", oltre a titoli più celebri di una vasta filmografia, e il buon Damiani, di cui mi è rimasto impresso "Girolimoni", da gran conoscitore della storia dell'Urbe certamente rammenterai la vicenda di questo personaggio della Roma che fu. Sempre di Damiani mi mancano però diversi titoli di inizio carriera, per esempio "La noia" e "la rimpatriata", che recupererò senz'altro. E poi Salce, Comencini, Monicelli, insomma generazione di talento...grazie per le dritte, ma sul sito sono presenti alcune alcune delle classifiche da te stilate, per esempio quella sulla top 10 dei film? Perché ora sto usando un cellulare e non riesco a visualizzare correttamente le varie parti del blog, domani controllerò dal PC, anch'io sono abbastanza maniacale in fatto di completismo e classifiche nonché alla perenne ricerca di spunti. Alla prossima e complimenti per il pezzo, scritti del genere di questi tempi sono fonti cui abbeverarsi nel mezzo del Taklamakan sociale e culturale che ci circonda.

      Elimina
    13. "Rollerball", un piccolo classico. Fra i sottovalutati italiani mi preme non dimenticare, oltre a Salce, anche Vittorio Caprioli. Fra i poliziotteschi non scordiamo Di Leo e Castellari (che, come alcuni minori, alternano ottime prove a robetta). Girolimoni lo ricordo benissimo. Di Risi consiglio "L'ombrellone". Il mio empireo filmico è nel blog sulla destra, ma lo estendo qui:

      - F. Vláčil, Marketa Lazarová
      - S. Eizenstein, Ivan il Terribile
      - F. Lang, M
      - F. Lang, Metropolis
      - F. Fellini, Otto e mezzo
      - F. Fellini, Il Casanova
      - F. Fellini, Le notti di Cabiria
      - F. Fellini, La dolce vita
      - O. Welles, Quarto potere
      - J. Becker, Il buco
      - J. Becker, Grisbi
      - R. Wiene, Il gabinetto del dottor Caligari
      - A. Kurosawa, Ran
      - A. Kurosawa, Vivere
      - A. Pietrangeli, Io la conoscevo bene
      - M. Carné, Amanti perduti
      - A. Tarkovsky, Andrej Rublëv
      - A. Tarkovsky, Solaris
      - H-G. Clouzot, Vite vendute
      - M.Kobayashi, Seppuku
      - M.Kobayashi, Storie di fantasmi
      - P. Germi, L'uomo di paglia
      - Luis Buñuel, L'angelo sterminatore
      - J-P. Melville, Tutte le ore feriscono, l'ultima uccide
      - D. Risi, In nome del popolo italiano
      - P.P. Pasolini, Accattone
      - C.S.Chaplin, Monsieur Verdoux
      - A. Giannetti, Giorno per giorno disperatamente
      - G.W. Pabst, Diario di una donna perduta
      - F.F. Coppola, Apocalypse now
      - A. Zebriunas, La bellezza

      Elimina
    14. Non sono gran esperto di cinema.
      Mi piace guardare i film che vengono suggeriti in questo spazio, a volte illuminanti, altre non arrivo in fondo.
      Oggi ne suggerisco uno io, mi è stato consigliato da un amico virtuale, film russo: Generation P, del 2011, io l'ho trovato in lingua originale, sottotitoli in italiano, di quei film che ti vibrano dentro.
      In più aggiungo una chicca, dallo stesso amico virtuale, una mezz'oretta di produzione inglese, anni sessanta, sull'arte di creare propaganda:
      https://youtu.be/xYAke_z3RVU?si=SxOmbZ5Z6N0oTd9L

      Elimina
    15. Come no, Caprioli, "Leoni al sole" è un gioiellino, Leroy, Franca Valeri, e poi scenari e colori meravigliosi, ritmi lenti ...il bravo Vittorio comparve pure nel nutrito cast di un film di Enzo Castellari, "Ettore lo fusto", Iliade in chiave satirico-romanesca che, pur non avendo certo pretese particolari, mi colpì per freschezza, genuinità, dialoghi. Discorso simile per "Vogliamo i colonnelli", la satira rivolta contro certi ambienti mi ha spesso fatto storcere il naso poiché la percepivo come parte del programma atto a farci rigettare il mondo pre 1945 ben al di là dei suoi demeriti effettivi, qui però non potei far a meno di apprezzare alcune trovate geniali di Monicelli, Age e Scarpelli, e Tognazzi contorniato da caratteristi fenomenali come Maffioli, l'attore-cuoco (presente anche in una gradevole pellicola oggi poco citata, "Il piatto piange", dal romanzo di Piero Chiara). Compi un'opera davvero meritoria nel rammentare film, libri, quadri, artisti, letterati, cineasti sottovalutati o addirittura precipitati nell'oblio..."L'ombrellone" credo mi manchi, quantomeno non ricordo la trama quindi lo cercherò così come "La rimpatriata". Ti ringrazio per la lista, titoli prelibati, ne ho diversi da recuperare (per esempio Grisbi e Ran, quasi mi vergogno a dirlo). Alla prossima!

      Elimina
    16. Stessa opinione su Crowley; nonché sul mettersi d'accordo circa cosa s'intenda per sapere iniziatico (e certo sulla differenza fra estetica e rilievo storico eccetera). Io nemmeno sono mai stato iniziato a nulla, né ho mai chiesto d'esserlo. I "casi" della vita mi hanno condotto, da non appassionato di esotersmo (la mia libreria sta lì a dimostrarlo, essendo che i volumi in materia ne occupano tuttora una porzione piuttosto limitata), a comprendere (per quanto limitatamente, fumosamente e tutto quel che vuoi) che quella dimensione, la dimensione spirituale, extrasensibile, come direbbero alcuni, non solo sia cosa concretissima, ma di rilevanza fondamentale. La coscienza o meno di ciò è uno dei principali motivi di distinguo fra le persone, anche se questo non significa che chi ne ha una possa dirsi o esser considerato ad un livello superiore dell'altro in senso assoluto. La questione è invero serissima, e quindi delicata e spinosa. Quando si parla di "vertice della piramide" (o delle piramidi), si parla di gente che tali questioni, quantomeno sino ad un certo punto, le ha chiarissime. E sono però gli stessi che tengono al fatto che l'uomo qualunque si allontani sempre più da qualsivoglia concezione autentica di spiritualità e trascendenza (materialismo, scientismo positivista, fuffa new age per soddisfare la naturale sete di assoluto degli uomini, eccetera). "Merda eris". Questo perché esistono iniziazioni e controiniziazioni; esiste l'agire nella luce e per la luce, così come nell'oscurità per l'oscurità. L'altro giorno mi è capitato sott'occhio un post (sì, mi aggiro ogni tanto, furtivo, sul più noto social network, dove pubblico per lo più stralci alcestiani che, ça va sans dire, nessuno si caga) del solito furbacchione con la laurea STEM (questo, primissimo fra i primissimi, già parecchi anni fa scorrazzava su un cazzo di hovercraft all'ombra della Mole), tutto giulivo per l'inizio delle sperimentazioni del Neuralink di Musk su soggetti umani. Ecco il post:
      “Stephen Hawking comunicava con il mondo tramite un sistema lento e complesso, che interpretava i movimenti delle sue dita e del suo volto e li convertiva in parole. Con questi strumenti, sofisticatissimi per l'epoca, era in grado di comporre poche parole al minuto. Un sistema come quello che sta annunciando Elon Musk sarebbe un notevole salto in avanti per affrontare situazioni come quella del grande scienziato. Naturalmente anche stavolta dovremo sorbire le lagne di pavidi e complottisti, ma come al solito saranno solo "rumore di fondo". Intanto il mondo va avanti anche senza di loro”.
      Ora, tu ben capisci che qui siamo di fronte a qualcosa di più "sottile" della volontà di dominio assoluto di una élite mondiale di pazzi che favorisce la proliferazione di simili soggetti per ragioni meramente materiali, o perché banalmente pazzi. Più volte ho qui citato I tre dialoghi e Il racconto dell'Anticristo di Vladimir Solovev, che, se non parla di questo, rima qua e là piuttosto bene con la situazione attuale.
      Ringrazio per il suggerimento riguardante il film di Herzog, che non ho visto, e suggerisco a mia volta, per respirare un po' d'aria fresca, il primo capitolo di Un eroe dei nostri tempi, di Lermontov, che sto rileggendo in questi giorni. Saluti.

      Elimina
    17. Non dimentichiamoci di Elio Petri

      Ioannis

      Elimina
    18. No, di lui ricordo il capolavoro "I giorni contati" con un grande Salvo Randone.

      Elimina
    19. Per Yaroslav: "Il mondo va avanti anche senza di loro", cioè noi. Sono, invece, portato a pensare che il "mondo" si sia impantanato e che viva di queste carabattole tecnologiche spacciate per progresso. Prima si promettevano le vacanze su Marte e Venere entro il 2000, ora la chincaglieria da albero di Natale. Hanno instillato nelle menti l'equazione "fra dieci anni saremo più intelligenti di dieci anni" che nemmeno riflettono che si sia arretrando vistosamente. E pensare che il loro beniamino Umberto Eco scrisse "A passo di gambero" ... ma, si sa, anche i beniamini sbagliano quando osano revocare in dubbio la linea diritta e inarrestabile dell'incivilimento.

      Elimina
    20. Per Anonimo1 febbraio 2024 alle ore 09:32: Il piatto piange mi manca ... Di Caprioli ricordo anche "Parigi o cara" nonché "Splendori e miserie di Madame Royale" con un memorabile Tognazzi en travesti.

      Elimina
    21. Per Il Contadino: Ottimi suggerimenti, grazie.

      Elimina
    22. Non ho visto "splendori e miserie", me lo segno senz'altro... adoro Tognazzi ma ha una filmografia sterminata, diversi mi sono sfuggiti e alcuni come "La donna scimmia" di Ferreri li ho recuperati solo recentemente. Una curiosità, dicevi che tra i tuoi 10 film preferiti uno è italiano, si tratta di uno di Fellini tra quelli presenti in lista?

      Elimina
    23. Sì, "La dolce vita" ... in cui ritrovo tutta l'Italia del dopoguerra e la sua dissoluzione. A cominciare dalla Madonna appesa all'elicottero.

      Elimina
    24. Concordo, pietra miliare.

      Elimina
    25. Ogni tanto anche Hollywood manda segnali per intercettare sui radar eventuali ostacoli alla realizzazione del " piano " di riduzione in schiavitù dell' ex occidente. Si veda l'ultimo film di Ayer " The Beekeeper ".
      Un semplice operaio ( facente parte di un organizzazione segreta) combatte da solo contro il Potere corrotto che usa polizia e Fbi per coprire una catena di start up che fottono con truffe informatiche pensionati, lavoratori insomma , il popolo.
      In sala naturalmente si fa il tifo per il giustiziere, mosso da solidi principi " gli anziani abbandonati e soli ", " rubate i risparmi di una vita delle persone per bene ", potremmo essere noi o i nostri genitori, qui il sistema si diverte a inquadrare un pezzo vero della realtà che ci circonda, con la sterilizzazione di ogni eventuale protesta di massa collettiva a favore della catarsi da multisala perciò si torna a casa illusi che esistano davvero dei cavalieri invincibili che fanno la guerra per noi contro i potenti.
      Da notare, comunque, che qui da noi sarebbe stato impossibile girarlo visto che nella parte dei cattivi ci sono giovanotti rampanti con mossettine da frocetti e cultura New age. Non avrebbero trovato un regista tra le nuove leve allevate a latte e polcor ( la tastiera mi suggerisce la parola " blatte " che mi sa è più corretta ).
      Antonio

      Elimina
    26. Può darsi che esistano ancora film indipendenti. Devo vederlo. Di solito la maggior parte dei "contro" è usato per sondare il grado di resistenza effettiva, come certi finti sondaggi sui social.

      Elimina
    27. Considerato che ha appena compiuto cento anni, mi permetto di segnalare il canale YT della casa di produzione "Mosfilm", con i sottotitoli in inglese (qualche opera anche in francese e spagnolo):
      https://www.youtube.com/@Mosfilm_eng

      Si va dalle opere di Eizenstein a Bondarchuk (padre) e Tarkovsky per arrivare a film recenti.
      Al di là delle preferenze di ognuno, colpiscono le capacità di recitazione degli attori quando in Occidente siamo ridotti da decenni alle mossette psicotiche e ai risolini isterici.

      Elimina
  7. Caro Alceste,
    La ringrazio per questa deliziosa sua nuova balestrata e per il consiglio di lettura dell'anno passato. Si è rivelato un piccolo tesoro il Novellino...

    Intanto, leggendo il suo nuovo pezzo non ho potuto fare a meno di pensare al Napoleone di Notting Hill. Lo conosce per caso?
    Buona notte,
    Antimonio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, come quasi tutto il Chesterton narrativo (di cui consiglio "I paradossi del signor Pond"). Il Novellino è un piccolo tesoro, ma tutto quel periodo medioevale è ricco di poesia meravigliosa, dai trovatori tedeschi ai portoghesi, dall'epica francese a quella russa (di Kiev).

      Elimina
  8. Purtroppo la rivoluzione l’ha sempre fatta il potere, un potere. Al popolo compete solo la conservazione della civiltà. Segnalo: https://www.ereticamente.net/attacco-alluomo-artificiale-versus-naturale-roberto-pecchioli/?amp=1

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per questo occorre selezionare. Ma se non si ricostituisce un nucleo puro non si ha nemmeno una flebile speranza. Per il resto sono d'accordo con Pecchioli, con questa avvertenza: puoi essere potentissimo, ma fare i calcoli sbagliati. Il che non gli impedirà di distruggere e, però, anche di rimanere sconfitto.

      Elimina
  9. Caro Alceste,
    la tua visione della globalizzazione è alta (da altus = alto, elevato, profondo) perché c’è dentro uno sguardo intelligente.
    Aggiungo umilmente la mia: sembrerebbe che gli avvenimenti storici del passato e quelli visibili attuali si trovino su una scacchiera, dove i pezzi vengono mossi da parti avversarie che, consapevolmente o inconsapevolmente, agiscono sempre a favore dello Stratega (sempre il solito noto), seppur convinti di parteggiare per i bianchi o per i neri. In alcune parti del mondo, dove scorre sangue umano, umanissimo, il gioco è più cruento, in altre, come da noi, si è alla farsa, ma l’interesse è sempre dello Stratega.
    La situazione è sconfortante, ma, da cristiana, spero contro ogni speranza, rivolgendo gli occhi al Cielo e rimanendo ancorata alla mia piccola realtà fatta di doveri, preghiera, meditazione, buone letture, studio e accostamento ai SS Sacramenti, e, visto il flatus vocis regnante le frequentazioni al di fuori del circolo familiare sono rarissime.

    “Quando crescono le mie ansie interiori, le tue consolazioni rallegrano la mia anima” (Sal 94, 18).

    Grazie e tanti cari saluti,
    Anna

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, è in atto una Strategia, come dici, che è iniziata approssimativamente con lo scisma inglese e poi è stata amplificata dal più ampio scisma illuminista. Giusto rimanere ancorati alla fedeltà della propria cerchia: uscire allo scoperto in questo momento equivale a disperdere un patrimonio che, invece, va gelosamente preservato, in ogni modo.

      Elimina
    2. Buona sera,
      scusatemi se intervengo nella vostra conversazione, vorrei suggerire alla sig.ra Anna il sito https://www.youtube.com/@OrizzontedegliEventi
      nel quale è presente una interessante raccolta di interventi, principalmente quelli del prof. Iannaccone e del prof. Marletta, per certi aspetti, riguardante gli ambienti che prepararono quanto si sta concretizzando; entrambi, Iannaccone e Marletta, forniscono una accettabile bibliografia: molti libri sono introvabili, anche in biblioteca, in compenso altri sono liberamente scaricabili dalla rete.

      Elimina
    3. La ringrazio Sandro, ma sono già iscritta a quel canale e seguo con interesse gli interventi del prof. Iannacone e del prof. Marletta, ma non ho mai letto dei loro libri. La lista dei desideri dei libri da leggere è lunga e non riesco mai a soddisfarla, pazienza. Al momento sono orientata verso autori antichi, come ad esempio Sant’Ambrogio, nel quale ho trovato tantissimo conforto; la sua forza e la sua risolutezza a combattere l’eresia denotano una grande fede, accompagnata da un’altrettanta dolcezza nel correggere gli errori degli imperatori romani a lui coevi, Valentiniano II e Teodosio I.
      Mi scusi per la divagazione … quanto alle letture, i consigli sono bene accolti, ma … vedremo.

      Un caro saluto,
      Anna

      Elimina
  10. Quel discorso di Cefis andrebbe letto a scuola, veramente sorprendente come avessero le cose in chiaro gia' 50 anni fa . Luca da Vicenza

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il bello è che lui dà per scontato tutto già nel 1972. Ciò significa che le onde si formano almeno trent'anni prima, se non di più. Questo dovrebbe metterci in guardia dall'attualità, dalla cronaca, dai fatterelli, dalle polemiche meschine ... la classica nube sonora che copre il sotterraneo avanzamento del reale. Ma alla maggioranza piace, lo noto sempre, il flame, il duello, la contumelia ... tutti quei like li inebriano.

      Elimina
  11. Le banane.
    Ne trovai in paesini sperduti della Siberia, in vendita ad un prezzo che equivaleva allora a circa un euro.
    Un tempo questo frutto faceva parte del mio paniere di merci che utilizzavo per misurare l’inflazione, non fidandomi troppo dei giornali, e mi ero reso conto che in effetti faceva sballare tutti i calcoli perché’ il prezzo era fisso, quasi fosse stato stabilito una volta e per sempre dal S.S. (Soviet Supremo).

    Le fogne di Calcutta.
    L’aver importato pseudo dottrine orientaleggianti negli ultimi duecento anni aveva sostanzialmente questo fine in vista. Annullamento dell’ego – lo chiamano loro. Ma si tratta di un’espressione fumosa.
    Fogne di Calcutta rende molto meglio l’idea. Nei S. S. (Savi di Sion) si cita Shiva, come al CERN.
    Le forme geometriche sono di più immediata comprensione: https://cds.cern.ch/record/745737?ln=it

    Israele.
    Comincio a vedere il senso di mettere questa Natalie Portman che spesso hai citato. Ho qualche dubbio solo su quel ‘man’ nel cognome, sa di antico. Wo-men (With-Out men) è lo slogan per questo secolo.
    [Ma cos’è questo man di cui le wo-man di entrambi i sessi sono prive? Penso il manas, che volgarmente potremmo tradurre con ‘i coglioni’. Non so che dicano le Upanishad della mia ricerca etimologica!]

    Speriamo di levarci dal manas Anna Frank una volta e per tutte (a proposito di destra: è venerata anche in ambienti AN, Forza Nuova, figuriamoci se uno può rimanere serio quando li sente parlare); io non so ancora se abbandonarmi a questo ottimismo.
    Se comunque dovesse accadere, sarà l’ennesima conferma che non tutto il male viene per nuocere.

    Patriarcato.
    Insediato nel tuo ruolo sociale. Per questi individui dovresti andare direttamente a “Le fogne di Calcutta”, senza passare dal Via. Il bello (bisogna riconoscere che il Regista ha senso dell’umorismo) è che loro sono i buoni. E poi è mica colpa loro se sono allergici ai fatti, impermeabili alla realtà.
    Qui per esempio, durante “l’inverno più caldo degli ultimi duecento anni”, come mi è stato riferito, abbiamo registrato -19. Comunque è normale, ho sentito spiegare da uno che la sapeva che, aumentando la temperatura, può far più freddo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nachtigall, hai mai visto una natura morta italiana, francese, tedesca o fiamminga - ai tempi d'oro della "still life" con una banana? De Chirico utilizza una banana, come sinonimo di esotico, ma siamo nel Novecento ... La banana non fa parte dell'immaginario nobile e però, nonostante i costi d'importazione, sta a 99 centesimi mentre le pere più pregiate, anche italiane, veleggiano verso i 4 euro.
      Quelli di Forza Nuova sono tutti inglesi, perché hanno svernato in Inghilterra, così dicevano. Il leader di Casapound, invece, ha la nonna ebrea. Lo sapevi?
      Sul clima posso confessare di aver ri-letto qualche libro sull'evoluzione umana scritto in tempi pre-climate change. E qui il clima è birichino assai. Freddo, poi caldo, poi freddo, poi caldo ... estinzioni apparizioni resistenze ... e tu pensa, tutto ciò accadeva anche quando l'uomo non c'era e le mucche erano assai più continenti coi loro spetezzi.

      Elimina
    2. Sulla banana penso proprio che tu ci abbia visto giusto. Ripeto, ho da diversi anni un sentore sospetto a riguardo ma non ho mai messo bene a fuoco la cosa.
      Sembra un frutto ideale per i goyim, che poi discendono dalle scimmie, etc etc. Fila perfettamente il tuo discorso.
      Forza Nuova, Casapound: non ho mai nemmeno voluto andare in fondo alle cose (per esempio ignoravo i dettagli che citi) perché la presa per il culo è talmente evidente che non serve farlo. Del resto, visto che sopra si parla di Crowley, parliamo di Golden Dawn (si potrebbe tradurre alla buona con Alba Dorata) e servizi britannici... anche più di un truffatore, come verosimilmente, e su scala maggiore, lo stesso Adolf Hitler.
      Sul clima io faccio un ragionamento molto semplice e analogico. Se ci sono le stagioni il clima cambia, "sempre". Ciclicamente. In piccolo hai le stagioni, in grande hai i grandi cicli del clima; in piccolissimo hai il giorno e la notte, o il bello e il cattivo tempo.
      L'equatore, certo, è più stabile. Ci raccontano che siamo su una palla lanciata nell'universo a velocità che neanche si riescono ad immaginare... Qualche sballottamento mi sembra normale, vacche o non vacche.
      Comunque ce ne raccontano tante che è difficile stare dietro a tutto...

      Elimina
    3. Purtroppo la cronaca e l'attualità sono fatte per non ragionare. Puoi vedere benissimo, invece, che tutti ne chiedono ancora, hanno una paura matta di rimanere a digiuno di notizie. Si nutrono di spazzatura dell'attimo, come questa della Salis ... non so chi sia, ma, improvvisamente, pare la moneta di scambio di chissà cosa ... perfetto per il teatrino dei pupi. E ci cascano quasi tutti perché il tifo è il tifo e tifare appaga. E allora gli forniscono mangime ogni cinque minuti, incessantemente ... che qualcosa sia vero nell'immondezzaio generale è trascurabile.

      Elimina
  12. Consenso.
    Questo è fondamentale. A questo punto, se ci fossero democratici in ascolto, vorrei porre una domanda non retorica. Preso atto che alla maggioranza sta bene così, e che la maggioranza decide (sono le vostre regole) … di che ci si lamenta precisamente? A volte mi capita di ascoltare dei deliri di gente che afferma che ci sarebbe una carenza di democrazia, un pericolo (pericolo?) di dittatura, come se questa non fosse la naturale evoluzione di quell’altra e comunque solo la seconda di tre fasi.
    Lo spiega bene Marx, cosa verrà dopo. Abolizione delle classi sociali (tornare sempre a Le Fogne di Calcutta per delucidazioni – la rivoluzione deve avere natura internaZIONalista, se no che rivoluzione è), estinzione dello Stato.
    Che sollievo, penseranno alcuni, anche comprensibilmente!

    ...in ciò consiste il Nuovo Ordine Mondiale, nell’essere un sollievo.

    Combatteremo? Chiede Anonimo del 27 gennaio 2024 alle ore 21:52. In realtà, qualsiasi scelta si faccia, o che non se ne faccia alcuna, si sta già combattendo. La questione è solo da che parte.

    • There is no man, let him be aware of it or not, who is not a combatant in this hot contest; no one who does not take an active part in the responsibility of the defeat or victory. The prisoner in his chains and the king on his throne, the poor and the rich, the healthy and the infirm, the wise and the ignorant, the captive and the free, the old man and the child, the civilized and the savage, share equally in the combat. Every word that is pronounced, is either inspired by God or by the world, and necessarily proclaims, implicitly or explicitly, but always clearly, the glory of the one or the triumph of the other. In this singular warfare we all fight through forced enlistment; here the system of substitutes or volunteers finds no place. In it is unknown the exception of sex or age; here no attention is paid to him who says, I am the son of a poor widow; nor to the mother of the paralytic, nor to the wife of the cripple. In this warfare all men born of woman are soldiers.
    And don’t tell me you don’t wish to fight; for the moment you tell me that, you are already fighting; nor that you don’t know which side to join, for while you are saying that, you have already joined a side; nor that you wish to remain neutral; for while you are thinking to be so, you are so no longer; nor that you want to be indifferent; for I will laugh at you, because on pronouncing that word you have chosen your party. Don’t tire yourself in seeking a place of security against the chances of war, for you tire yourself in vain; that war is extended as far as space, and prolonged through all time. In eternity alone, the country of the just, can you find rest, because there alone there is no combat. But do not imagine, however, that the gates of eternity shall be opened for you, unless you first show the wounds you bear; those gates are only opened for those who gloriously fought here the battles of the Lord, and were, like the Lord, crucified.
    Juan Donoso Cortés

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il consenso non è mai generico e le domande sempre precise: volete voi ... e però dicono sì. Aboliscono le classi e introducono le caste: un bel cambio. Spariscono gli Stati: già fatto. Chi è che pensa che l'Italia sia uno Stato? Combattere? Se non ci fosse il fuoco amico ...

      Elimina
    2. Se si trattasse di caste e di corporazioni sarebbe una struttura gerarchica organica e tradizionale, ma qui la divisione sarà: Dodici dell’Olimpo sopra, scimmie sotto. Uguaglianza universale.
      La classe medio-alta SECONDO ME può illudersi in questo momento di riuscire a trarre vantaggio dalla situazione e mantenere o aumentare i suoi privilegi, ma a meno di non riuscire ad aumentarli in maniera esponenziale, penso che verrà spazzata via anch’essa. Mi sembra che si vada verso una centralizzazione sempre maggiore.
      Gli Stati certo sono già scomparsi… noi lo sappiamo, eppure si vota, si fanno infinite discussioni intorno a immaginari diritti costituzionali, alcuni anche guerre, in cui certo il fuoco amico è quello che ne ammazza di più. È il ‘bello’ della commedia.

      Elimina
    3. Si fa persino la raccolta differenziata. Pulite bene i cartoni della pizza, mi raccomando.

      Elimina
    4. X nachtigall: si fa la raccolta ma viviamo in una latrina per cani di ogni razza. Sitka

      Elimina
    5. @Sitka
      Eccome se lo so… le due cose, lungi dall’essere in contraddizione, sono collegate da una precisa relazione di causa/effetto. Il fine non è tanto e non solamente sommergerci di spazzatura (quello è solo un bonus aggiuntivo), ma proprio frantumare i coglioni, far perdere tempo e soldi, infine farci sentire ospiti indesiderati a casa propria (che spesso i rifiuti vengano mischiati sotto gli occhi nell'atto di caricarli sul camion è poi una licenza poetica inferta del tutto gratuitamente).
      I cani che citi, in Italia, sono sacri… tanto che ho il timore di attirarmi qualche maledizione solo a parlarne, per cui ne accenno solo di passaggio… Merda di cane e raccolta differenziata sono complementari. (Tu forse usavi un linguaggio metaforico parlando di cani, non so; io no)
      Cambiando discorso: ho “scoperto” cose divertentissime sulla cosiddetta estrema destra… mi è arrivato un link di una setta di dementi che è un caso da manuale. Si collega al discorso Alba Dorata e kompagnia. Appena riesco…

      Elimina
    6. Vorrei tornare come promesso sulla questione della presunta estrema destra, ovvero su MI5, sicurezza e controspionaggio (Crowley, albe dorate et similia).
      Il caso, Alceste, ha voluto che giungesse a me, proprio dopo che avevamo parlato di Forza Nuova e Casapound, il link con la presentazione di una setta che se uno appena li sente parlare gli vien la tentazione di iscriversi…
      …a Lotta Comunista.
      Svelerò subito il nome: Creativity Alliance.
      https://www.ardire.org/2024/02/05/sostieni-lonore-della-tua-razza-in-ogni-momento-intervista-esclusiva-al-reverendo-cailen-cambeul-leader-della-creativity-alliance/
      Sembra, dal nome, una cosa un po’ fru fru, molto arcobaleno, invece è un movimento religioso (nientedimeno) riservato ai bianchi, per la purezza della razza. Il fondatore? Un ucraino rifugiato negli Stati Uniti. A me se provassi a rifugiarmi negli Stati Uniti mi manderebbero a raccogliere le patate ma ad ogni modo…
      Ho pensato subito a Dnepropetrovsk, per la Menorah. Controllando, si tratta dell’odierna regione di Zaporozhe; mi sono sbagliato di poco.
      Personalmente arrivato fin qui ne avevo già abbastanza… Ma ho voluto continuare a leggere.
      È stata tutto sommato un’esperienza utile, persino esilarante a tratti.
      Il tipo, il fondatore, Ben Klassen, si pone in contrapposizione all’Ebraismo e al Cristianesimo (che mette sullo stesso piano alla maniera dei kompagni), ma ciò non gli impedisce di farsi chiamare Pontifex Maximus, scrivere una ‘Bibbia dell’Uomo Bianco’, sedici Comandamenti, ventitré Parole, Cinque pilastri e tante altre minchiate.

      Elimina
    7. Del resto la sua religione si basa, testualmente, sulla logica. In Comandamenti:2 si ordina persino: “Siate fecondi e moltiplicatevi” (Gen 9,1?).
      Si legge, con le lacrime agli occhi, che i tipi della setta non permettono l’esistenza di Gruppi Ecclesiali rivali in quanto devono proteggere la loro Sacra Religione Bianca da delinquenti comuni, criminalità organizzata e infiltrazioni governative (!!!).
      In Comandamenti:12 ammettono chiaramente di venerare la Natura ed il Progresso. Del resto la loro religione "si basa sulla scienza" (sic!).
      Il logo. Lo si confronti con questo (MI sezione 6, spionaggio, questa volta):
      https://www.alamy.com/stock-photo-mi6-logo-81446051.html?imageid=33A235EA-45FF-4562-9476-D96138AFF9FE&p=1219129&pn=1&searchId=9d0e9b165a182e467102e0a8a0ec103a&searchtype=0
      Come si sa i militari hanno poca fantasia (un saluto al VBB Paternostro se mi legge), quello che mi chiedo è perché mai un cretino dovrebbe decidere di far parte di una cosa del genere quando può semplicemente prendere i suoi documenti e presentarsi in questura?
      Ma la parte bella arriva con Wikipedia.
      https://en.wikipedia.org/wiki/Creativity_(religion)
      Headquartered in Zion, Illinois, with a heavy concentration of Creators in Montana.
      Questi arrivano dal Monte Sion… Eccovi spiegata l’estrema destra e tutte quelle sette di yoga alternativo, satanismo New Age, etc. etc.

      Elimina
    8. Cosa ci vuole a intortare un cretino? Si creano continuamente confusioni, sette, eresie per depistare. A basso livello. A livello più alto si infiltra. Dei maggiori gruppi di destra estrema italiani si dice: dentro ci sono più poliziotti che fascisti. Se un gruppo è davvero antisistema lo nascondono; se non riescono a farlo lo fanno fuori, in vari modi.

      Elimina
    9. Anche perché, Alceste, un partito, come fa ad avere delle sedi in tutta Italia? O, come l’Alleanza dei Dementi, in tutto il mondo?
      Chi le finanzia? Si mantengono con la vendita della Bibbia dei Bianchi?
      I partiti in Italia, a quanto capisco (correggetemi se sbaglio), vengono finanziati dal governo. E come potrebbe il governo finanziare qualcosa che va contro il governo?
      Lasciamo perdere che poi si firmano sempre con la Z a mo’ di Zorro, come gli amici russi, qui sono proprio le basi che fanno acqua da tutte le parti.

      Elimina
    10. Per Nachtigall: Usciamo freschi freschi dalla più grande operazione di intelligence degli ultimi vent'anni: i 5 Stelle. Un movimento che all'inizio attirò personalità genuine e di rilievo e poi, di punto in bianco, le sostituì con dei cialtroni del PD ...tutto preordinato ... la mattina si avevano almeno dei rompicoglioni, pur inadeguati, la sera delle figurine ridicole. Basti pensare a Conte: nei meet up votavano pure le proposte di legge sugli orinatoi per chihuahua (democrazia sempre e comunque!) poi, in una notte, si sono ritrovati Conte Presidente del Consiglio ... con quel che ne è seguito ... la regola aurea è sempre quella: se sono pubblicizzate in TV o sui social, anche negativamente, o vantano un inspiegabile successo, le mele antisistema hanno il verme dentro ...

      Elimina
    11. C'era una volta un sito, Come Don Abbondio, o come si chiamava... morto nel 2011 e morto di seconda morte nel 2013.
      Quando nacque il partito cinese, alcuni utenti del forum (che poi venne cancellato con scuse risibili), lo smascherarono subito per quello che era (obiettivamente: come si fa a chiamare una piattaforma Rousseau? Come si fa ad avere per padrino Sassoon?). Io mi limitavo a mettere in dubbio la purezza di cui si vantavano i seguaci, per esempio con la storia del microscopio di Montanari. Purezza (onestà la chiamavano) che in politica sarebbe stata comunque un difetto, non certo qualcosa di cui vantarsi, essendo sinonimo di incompetenza.
      Era l’epoca della mitica Spadini (grande “menatrice” di cani per l’aia, nonché’ quota rosa). Non so se si chiamava veramente così od il nomignolo fu scelto per fare il verso a SpadaccinoNero che aveva bollato il movimento come liberal progressista; movimento che del resto non faceva mistero di essere antifa ed antirazzista, quindi altro che “né destra né sinistra”.
      Erano i classici kompagni travestiti. Comunque chi non voleva vedere non vedeva, e così fino ai giorni nostri.
      La pubblicità che ricevono questi soggetti è un buon indicatore, ma non sottovaluterei nemmeno il fatto che ci tengono a mettere sempre la firma. Rousseau, la V, le stelle a cinque punte… più sistema di così…
      Poi il modus operandi… da democratici incalliti… nonostante per questioni tecniche/legali, a causa di alcune specificità italiane, il referendum sull’euro fosse una minchiata perché in ogni caso si sarebbe trattato di un discorso molto lungo e ad ostacoli (mi fanno venire in mente i Temporeggiatori, di cui si è parlato in passato), loro, fingendo di non avere una posizione netta in materia se non quella democratica del volere del popolo, lo proponevano comunque.
      Era ovvio poi che dopo un po’ di terrorismo mediatico il referendum sarebbe stato perso, e il volere del popolo avrebbe definitivamente messo una pietra sopra alla questione.
      Per non sbagliare, comunque, il referendum nemmeno si tenne (forse proprio per quelle questioni tecnico-legali). Chi tace acconsente, chi si accontenta gode, etc. etc. fino a Conte, che gira ancora tranquillamente per strada, a parte qualche sceneggiata tipo “Giuseppe Conte aggredito e schiaffeggiato da un No Vax”. Del resto gli auguro ogni bene, sarebbe ridicolo attribuire le colpe di quanto accaduto ad una persona sola, o comunque a poche persone.

      Elimina
    12. P.S. Ho letto su internet, quindi da prendere con molte pinze, che i Sassoon deriverebbero dai Shoshan, uno dei cui esponenti più importanti fu Yazid ibn Omar ha-Nasi.
      Il Nasi alla fine non tragga in errore… significa Principe a quanto ho capito. La Jewish Encyclopedia è molto modesta nei suoi riguardi ma si tratta di un “massone” in senso proprio visto che costruiva sinagoghe; famiglia antichissima, se fosse vero il collegamento.
      https://www.jewishencyclopedia.com/articles/13867-solomon-b-joseph-ibn-shoshen
      P.S.S. Alceste, ho apprezzato molto il tuo commento sulle analisi del sangue, che scientificamente dimostra che chi, oggi, parla di purezza della razza, ci prende per il culo, dal momento che mai, nel loro parlare, si sente pronunciare la parola ‘etica’, base per costruire qualsiasi cosa. Di cosa si può parlare a dei drogati (quindi rincoglioniti), cosa si può costruire con persone schiave delle loro p a s s i o n i (da “passivo”, quindi incapaci di qualsiasi a z i o n e, in senso proprio, da “attivo”)? Molto prima di qualsiasi discorso politico è necessario risolvere questo problema. Problema che molti neanche vedono dal momento che parlano di diritti.
      Per fortuna il Grande Reset è già cominciato.

      Elimina
    13. A proposito di etica: sai come i nichilisti russi selezionavano gli adepti? In base alla loro moralità ... interrogandoli ripetutamente e tenendoli sotto osservazione.

      Elimina
    14. Immagino fosse sottinteso “assenza di”.
      Praticamente come i servizi. Oltre agli interrogatori certo bisogna anche dimostrare le proprie capacità, in maniera tale che la strada sia senza ritorno e il silenzio assicurato.
      La cosa non mi stupisce, dal momento che conoscono molto bene la natura umana, o non potrebbero pervertirla.
      Parlare del 2011 mi ha fatto tornare in mente le grandi discussioni sul signor Aggio; lui sì che “contava” qualcosa.
      https://www.youtube.com/watch?v=CKqKe0fqAao
      I nani, in Branduardi, tornano ne “La serie dei numeri”, simpaticamente al numero SEI.
      Comunque poteva andarci MOLTO peggio. Si parlava, ai tempi, della Bonino, di Rodotà presidente della Repubblica.

      ***

      Mi è capitato di leggere “Cittadine e cittadini” del Pecchioli; secondo me fra un po’ si unirà alle schiere dei femministaioli, ad ogni modo non sembra scritto da un uomo.
      Quante giustificazioni inutili, quante mani avanti, quante concessioni patetiche al Nemico.

      Elimina
    15. Volevo leggerlo (intendo: Pecchioli), poi mi è passata la voglia ... basta veleno. Mi fido del tuo giudizio.

      Elimina
  13. https://youtu.be/IY8OMHG6loA?si=W_-WpAEGCaMZqChe

    Sirio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche noi siamo stati Ucraina, anzi lo siamo ancora.

      Elimina
  14. Post da incorniciare, come sempre. Leggere riflessioni intelligenti e sagaci, oltreché magistralmente scritte, suscita quasi brividi di piacere avvezzi come siamo al conformismo più becero e piatto. Mi riallaccio rapidamente alla discussione circa il tema del consenso, e alla maniera di normalizzare il discorso dominante, visto che di recente si è cominciato persino a blaterare di leva obbligatoria in vista di una guerra mondiale. Consiglio la lettura di questo post (blog e canale telegram scoperti per caso): https://disastri.net/2024-02-08-Questa-non-%C3%A8-la-legge/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La leva obbligatoria ... i riservisti ... servono per proteggere meglio i cialtroni che la evocano. E per lucrare qualche spicciolo. Far ripartire un mostro come la leva militare obbligatoria ... un bel giro d'affari. "Non" la si doveva abolire, ma il brusio politicamente corretto allora era troppo forte ... E poi cosa dovrebbero combattere gli smidollati di vent'anni? Se l'Albania raffazzona qualche decina di migliaia di montanari questo arrivano e ci spaccano la ganassa. Dovremmo ripartire dall'educazione cioè selezionare. La cosa più importante è selezionare, raffinare, educare ... come le orchidee e i cavalli, altrimenti cosa vuoi obbligare a fare - ora, 2024 - questa carne marcia? Domanda al centro trasfusionale più vicino cosa trovano nel sangue degli aspiranti caporali ventenni e senti cosa ti rispondono.

      Elimina
    2. Mi scusi Alceste, ma che cosa trovano nel sangue degli aspiranti caporali ventenni al centro trasfusionale?
      Mi perdoni ma non capisco l'allusione.
      Grazie,
      Antimonio

      Elimina
    3. Buongiorno Alceste,

      proveniendo da tutt'altre formazione ed esperienze rispetto alle tue... non posso che darti ragione.
      Non si doveva abolire la Leva allora - anzi, ancor meglio: non la si doveva rovinare, come non si doveva rovinare tutto il resto - così come non la si deve ripristinare oggi. Tanto la difesi vent'anni fa, tanto ne rigetto oggi qualsiasi riproposizione.

      Anche perché, limitandosi al mero dato "militare", non solo un suo ritorno avrebbe ben poco senso, ma sarebbe anche impossibile materialmente. Come del resto è impossibile il riarmo occidentale, nonostante i proclami in merito sempre più frequenti... solo il delirio irrealistico che informa l'Occidente può pensare di formare eserciti dal niente e con il niente.

      Non serve scomodare i montanari albanesi, oggi per fermare quattro teppistelli in una media città italiana servono i rinforzi da quelle vicine, quando un secolo fa bastava l'apparire di una lucerna di carabiniere...

      Elimina
    4. Per Antimonio: Quando vengono ricoverati adolescenti o ventenni per un incidente grave gli amichetti vanno a donare il sangue. E lì si trovano tracce di droghe e varie malattie veneree ... Una volta le donazioni dei militari di leva era, in larga parte, prive di evidenti scorie edoniste.

      Elimina
    5. Ciò che più sorprende è la totale inversione dei concetti. Ai tempi della leva obbligatoria ( che mi feci per intero ) il mondo " occidentale " era totalmente pacificato e quel periodo trascorreva tra guardie infinite e permessi di libera uscita. Oggi, al netto della completa sottomissione delle nuove leve alle mode ideologiche del momento ( gender, femminismo, woke ,green ), il mondo è sull'orlo di una guerra nucleare e si parla di attaccare la Russia domani mattina a ragazzi che l'unico racconto di battaglie che hanno conosciuto è stato sulla PS5!
      Un tempo, i maschi partivano per la naja immaginandosi avventure stile " Il Tromba ", oggi i nuovi esserini saranno chiamati davvero ad affrontare gli incursori dell'armata rossa. Un assurdo cortocircuito mentale.
      Antonio
      Antonio

      Elimina
    6. Per Luigi: Le leggi fisiche sono talmente implacabili che è giusto considerarle nelle scienze storiche, antropologiche, sociali ... se disfi una configurazione è impossibile riottenerla in breve tempo. L'esempio delle uova e della frittata è facile: dalla frittata è dura riavere le uova. Devi ricomprare il pulcino, crescerlo e aspettare che si degni a cacartele fra qualche anno ... stalattiti e stalagmiti ti faranno sospirare qualche millennio, e così via. Per questo la cancellazione delle tradizioni dovrebbe essere posta a referendum, almeno. Per lo stesso motivo si stanno sfracellando Russia e Ucraina: dove li ritrovi più quei combattenti? Una milionata di russi bianchi indomiti sono nell'incineritoio, il cubicolo dei diritti civili avanza ...

      Elimina
    7. Per Antonio: secondo te qual è l'aspettativa di vita di un ventenne al fronte? Un minuto? Non scoppierà nessuna guerra perché non siamo in grado di combatterla. E chi è in grado di combatterci non lo farà perché in cambio della nostra pusillanimità l'abbiamo reso uno dei BRICS.

      Elimina
  15. Anch'io da più giovane amavo leggere Sartre...ma poi ho trovato qui il mio Maestro, il mio testo sacro! Grazie Alceste
    Panurge

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esagerato.
      A ogni modo di gente come Sartre mi sono liberato. Anche a fatica perché qualcuno di loro era pure un bravo prosatore. Alla lunga, però, essi sfiniscono e fanno perdere tempo e il centro di gravità permanente.
      Li ho bruciati in massa sui campi insieme alle frasche della potatura. Non voglio che circolino più.

      Elimina
    2. Invece direi che non esagero affatto, anzi cerco di contenermi nell'elogio per pudore...scoprirti è stata una rivoluzione copernicana...ogni cosa ha trovato la sua esatta collocazione, definitiva, a volte dove in cuor mio ho sempre saputo dovesse essere...leggendoti riesco a vedere più in profondità l'abisso e ancora più nitidamente la cima. E aggiungo che un sistema di pensiero così alto può ergersi senza sovrastarlo e tracollare solo sulle spalle di uno stile come il tuo, a cui è legato insieme come le ossa con i tendini...e se anche un giorno per assurdo dovessimo scoprire che la prospettiva giusta era un'altra, che la nostra verità è solo un abbaglio, mi sarebbe comunque impossibile metterti da parte come un Sartre qualunque

      Elimina
    3. Speriamo che la prospettiva giusta sia un'altra, speriamolo davvero.

      Elimina
  16. I post sono sempre molto interessanti.

    RispondiElimina
  17. Buon pomeriggio, avevo provato a commentare giorni fa, ma dal Pc era impossibile; ho provato con il tablet e ho risolto, misteri ...
    Gena

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Blogger è un mistero ... credo che sia posseduto da qualche entità.

      Elimina
  18. Una domanda per Alceste e gli altri. Secondo voi qual è stato il momento (se c'è stato un siffatto momento) in cui gli italiani sono diventati idioti? O meglio, il momento in cui l'idiozia ha fatto il passo più decisivo nelle menti degli italiani? Ci pensavo oggi, e alla fine da qualche recesso del mio cervello è scaturita la risposta: la stagione di Mani Pulite. Non so bene perché mi sia venuta questa risposta: non sono affatto un difensore dell'illegalità, né sono un fan dei politici di allora. Però ho come l'impressione che Mani Pulite sia stato un momento chiave per il decadimento del nostro paese, al di là delle singole colpevolezze o innocenze degli imputati, e delle ragioni o dei torti dei giudicanti. Al di là proprio delle singole persone. Lo vedo come un momento di estrema semplificazione forcaiola che, più di altri, ha dato agli italiani l'illusione di sapere distinguere il bene e il male. Il male identificato in alcuni "mostri" da abbattere, e il bene rappresentato da loro stessi, dagli italiani, cosìcchè nessuno sforzo di migliorarsi o di acquisire più senso critico fosse loro richiesto. Se penso ai ragionamenti più idioti che io abbia sentito mai fare da miei amici o conoscenti, mi sembra di ricordare che dopo la stagione di Mani Pulite i ragionamenti (su qualsiasi tema) siano diventati un po' (o molto) più idioti e semplicistici. Ma magari è solo una mia impressione...
    Ozymandias

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La data simbolica è il 1989, se vogliamo esser precisi. Sai quando si prepara qualcosa, ma tutto rimane sotto la cenere ... poi le trombe squillano ... e i cavalieri dell'Apocalisse irrompono sulla scena. Perché tutto quello che stiamo vivendo è un programma di decostruzione ben delineato. Iniziato prima del 1989 e poi proseguito grazie alle quinte colonne già da decenni infiltrate. Mani Pulite fa parte di tale programma, certamente. Nessun paese è mai sopravvissuto alla decimazione violenta della propria classe dirigente (politica, economica, militare ... tutto il cucuzzaro ... ci furono pensionamenti, al tempo, epurazioni silenti, promozioni allucinanti, al limite dell'alto tradimento). Privi di guida, si operò quindi il massacro nelle scuole di ogni ordine e grado. Oggi, nonostante gli zuccherini ogni tanto rilasciati dagli ottimisti dell'inganno, si sta arrivando felicemente alla riscossione: diciottenni e laureandi semianalfabeti. Intendo: gente che non ha la più pallida idea di cosa sia l'Italia, la vita, la vastità di ciò che ci ha preceduti. E se ne compiace.

      Elimina
    2. Domanda interessante.
      A mio avviso ciò che più ha scombussolato il nostro cervello, le nostre capacità critiche, il modo di osservare il mondo, di relazionarci ad esso e di conseguenza il nostro reagire agli stimoli esterni sono stati i social media, Facebook su tutti, gli altri a seguire, quindi lo smartphone, perciò internet.
      Per dire, senza internet, lo smartphone e i social media è completamente impossibile mettere in piedi il lungo biennio, nemmeno lo concepisci.
      Rinchiudi in casa un diciottenne degli anni novanta: il secondo giorno, dopo aver consumato la collezione di giornaletti, si mette a rosicchiare lo stipite della porta come un criceto, prima o poi evade, per tenerlo dentro o lo droghi o gli metti in mano uno smartphone, non c'è tg che tenga; anche se, a ben pensare, la tv è stata davvero un ottimo strumento per preparare il terreno, lo ha reso ben fecondo, ma i social, bè, devastanti!

      Elimina
  19. https://youtu.be/OG85OjagQEw?si=izGgMUAGEJEx0T2I

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Finalmente qualcuno che, a mio avviso, “rettifica i nomi”, almeno per quel che riguarda la gnosi, parola che vuol dire tanto, anche tutto e niente, che invece andrebbe sempre accompagnata dalle parole “ebraica”, o “cabalistico-talmudica”, se si vuole parlare di attualita’. Altrimenti si fa un minerstrone che rende ingiustizia a certe correnti che secondo me avevano individuato il fulcro del problema, seppur partendo da presupposti diversi da quello in seguito adottato dal Cristianesimo, e proponendo quindi soluzioni diverse.
      E’ palese che siamo in presenza di una corrente che della Sapienza, ha fatto un mezzo di dominio secolare, di corpi e anime altrui, accessibile a pochissimi, e possibile solo tramite la caduta dell’uomo verso il basso, antitetica alla sua ascesi.

      Una curiosita’: ricordo che nella lista dei massoni italiani del 1981, che fu pubblicata ad un certo punto dai giornali, le professioni piu’ rappresentate, se non sbaglio, erano quelle del medico e dell' avvocato… i semi della pianta che ha avvelenato la presente societa’; corruzione e relativismo ne furono forse i maggiori fertilizzanti. Iniziazione ed esoterismo presero anche un nuovo, esclusivo, significato.

      Altra curiosita’: si provi a cercare le parole chiave “pool di sacerdoti e psicologi”. Spunteranno vari articoli in cui la figura dello psicologo sempre piu’ affianca il lavoro del sacerdote, le due figure divengono quasi intercambiabili, oppure i primi precedono i secondi nel “giudicare” i vari casi... gerarchia alquanto invertita. La cosa, ovviamente, e’ cresciuta su scala nazionale durante la psico-pandemia. Il pool ora opera nelle pratiche di esorcismo (a cui vedremo sostituire un bel Tso?), o nelle pratiche un tempo sotto il dominio della confessione e del conforto di Dio tramite la preghiera…
      Gia’ nel testo di una commissione del Senato del 1989 sulla regolamentazione della professione di psicologo si parlava del rischio di arrivare alla necessita’ per i sacerdoti di avere la laurea in psicologia. Del resto la psicologia, come la AI, e come le tante altre cose spinte a forza dalla propaganda e divenute poi cancerogene per la societa’, vengono prima sdoganate senza regole, in nome del progresso, in modo che infettino tutti i settori e le menti, e si sostituiscano definitivamente alle vecchie pratiche sane senza “effetti collaterali”, per poi fingere di essere regolamentate, quando gli "effetti collaterali" sono la nuova normalita' e non vi e' piu' modo di arginarli. Cosi', mentre le pratiche sane sono scomparse, tali metastasi divengono le uniche ad agire sotto l’egida della legalita’.
      Saluti,
      Ise

      Elimina
    2. Diorama, 19 dicembre 1939
      http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/reneguenon/perversione.htm

      Elimina
    3. Per Ise: questa della laurea in psicologia per i preti mi sembra grossa, non la conoscevo.

      Per Nachtigall: interessante il testo, benché non sia un ammiratore di Guenon.

      Elimina
    4. Segnalo anche, sul canale il Decimo Toro Interviste, la playlist "Il Simposio" con don Curzio Nitoglia e Francesco Lamendola , che tratta questi temi.
      Qui l'ultima chiacchierata: https://youtu.be/arIElsv8FRk?si=Wq2dkpz2qsIezTza.
      Interessante la parte finale, con i consigli di lettura di don Curzio, tra cui il testo di don Julio Meinvielle ("Dalla Cabala al Progressismo"). Da ascoltare inoltre le conversazioni sulla enciclica "Pascendi" di Pio X, effettivamente uno dei migliori testi di analisi di quanto ci sta accadendo, scritto nel 1907.

      PS: ho appreso da queste interviste che il Papa ha avuto bisogno di una psicanalista ebrea che, a sua detta, lo ha aiutato tanto... a conferma di come una tale "scienza" sia divenuta pervasiva ed ammessa dalla Chiesa, nonostante la visione dell'uomo sia abbastanza agli antipodi. Fatto sta che i sacerdoti ora soffrono di burn-out, e molto altro (ad esempio: https://incompiutezza.wordpress.com/2008/10/31/chiesa-ai-ripari-seminaristi-dallo-psicologo-dora-in-poi/).

      Nello stesso canale, notevoli anche le interviste a Mario Polia nella playlist "Che cos'e' la Tradizione".

      Saluti,
      Ise

      Elimina
    5. Di questa psicanalista ebrea ne scrissi anch'io. Il burn-out dipende dal fatto che essi più non si relazionano con i concetti celesti. L'ansia da pensiero debole li ha resi leggeri o distrutti psichicamente. Il prete "forte", che ragiona rapportandosi con la metafisica, non va in burn-out risultando, poi, nella vita comune, assennato come un praticone qualsiasi. Nell'Alto Medioevo la Chiesa aveva già elaborato una psicologia d'alto livello. Ridursi alla macchietta di quella sapienza non gli ha giovato, come si vede.

      Elimina
    6. Di Guénon posso dire che ancora oggi fa andare su tutte le furie la Società Teosofica, per quel suo “Teosofismo – Storia di una pseudo-religione” … segno infallibile che qualcosa di buono c’è.
      Poi per carità, tutto è da prendere cum grano salis. Ma questo vale praticamente per ogni autore degno di nota giunto fino a noi, da Omero in poi.
      Per esempio questo Bratina ci ha fatto un articolo nel 1982 (ritenuto importante e meritevole, quanto attuale, tanto da venir ripescato nel 2016) in cui avrebbe voluto demolire la demolizione del teosofismo (giusto darsi obiettivi ambiziosi!) … ma è costretto a parlare d’altro, non potendo smentire i fatti esposti nel libro di Guénon. Così ci racconta la biografia dell’autore, la cui più grande colpa sembra essersi quella di essersi preso per seconda moglie (la prima essendo morta) una giovane donna. O forse furono i problemi con la matematica a scuola? Lascio ai lettori l’ardua sentenza.
      Da queste note biografiche (l’aver lasciato la Massoneria, il fatto che trombasse con una donna) il Bratina deduce “il profilo psicologico dell’autore”, alquanto problematico. Guénon – si afferma inoltre - proveniva persino da una famiglia cattolica praticante. Leggere per credere. Ah, se solo fosse stato buddhista!
      Poi devia abilmente il discorso su karma e reincarnazione (Guénon ebbe l’imperdonabile audacia di definirli per ciò che sono: invenzioni dei socialisti per giustificare le disuguaglianze sociali) ma il fatto è che tutto il suo bortsch non cambia di una virgola le truffe della russa (o come si dice oggi: ucraina) Blavatsky, tema su cui avrebbe dovuto controbattere se avesse voluto parlare del libro di Guénon; ma questi sono abituati a cantarsela e suonarsela.
      https://www.teosofica.org/all/Rene_Guenon_Bratina_1.pdf
      La Besant poi oltre che “teosofa” era pure fabiana, quell’innocua società di lupi vestiti da agnelli… forse il tema “biografie” era meglio lasciarlo cadere e sperare che nessuno lo tirasse fuori… Là dentro, a scavare appena un pochino, ce n’è per tutti – dall’angioletto Krishnamurti in giù.
      Ho aperto quest’altra parentesi perché per marginale che sia rende bene l’idea di cosa si celi dietro il magico mondo dell’occultismo e queste sette che quanto a pericolosità superano a mio avviso il delirio psichiatrico. Freud ha fatto il suo tempo*, la New Age no.

      * Vista la facilità con cui lo Stato italiano ricorre ai TSO, l’affermazione è forse ottimistica; diciamo che in prospettiva non vedo futuro per la psichiatria, mentre la New Age (ovvero l’Ebraismo per goyim) deve ancora raggiungere l’apice del suo successo.

      Elimina
    7. Nella conferenza si mette in rilievo la presenza massiccia della sensualità nell’Ebraismo. In ciò vedo l’ennesima corrispondenza con il Tantra (infatti condividono gli stessi simboli).
      Non so darmi una spiegazione soddisfacente ma il fatto che Ab-ram fosse originario di Ur potrebbe essere un indizio.
      «Areo, re degli Spartani, a Onia sommo sacerdote salute. Si è trovato in una scrittura, riguardante gli Spartani e i Giudei, che essi sono fratelli e che discendono dalla stirpe di Abramo. Ora, dal momento che siamo venuti a conoscenza di questa cosa, ci farete cosa gradita scrivendoci sui vostri sentimenti di amicizia. Noi intanto vi rispondiamo: I vostri armenti e i vostri averi ci appartengono e i nostri appartengono a voi. Abbiamo quindi disposto perché vi sia riferito in questo senso».
      https://www.biblegateway.com/passage/?search=1%20Maccabei%2012&version=CEI

      Elimina
  20. Sono ormai anni che leggo Alceste


    Malheureusement o Hureseument le ha azzeccate tutte

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi manca Natalie Portman per accendere gli special ...

      Elimina
    2. Io ho la sempre più netta impressione che leggere Alceste significhi "essere" Alceste.
      Ozymandias

      Elimina
  21. https://youtu.be/e4p81h9VSrc?si=RS-MchoTY_LIDcJg

    Alpha

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Premesso che l’acqua non si nega neanche ad un cane randagio … per cui il livello dei tanti che si saranno compiaciuti della notizia si commenta da solo.
      Premesso anche che l’acqua negli aeroporti (che di fatto, dopo il “check-in”, sono delle prigioni) dovrebbe essere gratuita per tutti, dal momento che a causa di regolamenti idioti, in pratica, non si può portare da casa.
      Premesso infine che do per buono il fatto che la notizia sia autentica e non sia la classica storia inventata per far parlare di qualcosa (mi raccomando non mangiate il cioccolato Novi se vi sta sulle palle Putin; sembra che questa combinazione di cioccolato e politica sia fatale), magari dalla cosiddetta “controinformazione”. La signora nel video sembra perfettamente autentica (e molto ingenua) e del resto non c’è motivo di dubitare di quello che afferma (per dire, anche in tempi pre-kavod mi era capitato di vedere un negozio – in Polonia, UE – con la scritta fuori dalla porta: “I russi non possono entrare” … ad onore del vero all’epoca si sottintendeva “ucraini inclusi”).

      La signora pare vivere nel mondo dei puffi. Forse è nata ieri e non sa che dal 2020 è entrata in vigore la nuova normalità, che poi è quella vecchia senza la maschera di cui non c’è più bisogno.
      Siamo già molto oltre l'acqua in aeroporto. La signora forse non sa che in Italia non si poteva nemmeno fare la spesa (mica all’aeroporto, mica se eri russa!), o entrare in un ospedale, se non si possedeva il marchio… (Nello stesso periodo gli immigrati continuavano ad arrivare come e più di prima, alla faccia delle precauzioni sanitarie).
      Di cosa parla quindi? Per cosa si scandalizza? Della cassiera? Ma avevamo già visto proprio nel 2020 cos’erano le cassiere, che quanto ad assenza di senso del ridicolo se la giocano con gli spazzini (scusate: operatori ecologici) che vi ordinano di parlar loro con rispetto, senza del resto che voi abbiate detto nulla di irrispettoso, perché sono dei pubblici ufficiali…

      O forse è per il fatto che questa volta è toccato a lei?

      Signora si svegli! Forse è ancora in tempo. Lasci il mondo dei balocchi, il problema è molto, molto più generale e profondo di quello che crede o finge di credere. Abbiamo bisogno di gente sveglia.

      Elimina

Siate gentili ...