martedì 21 aprile 2020

Un tenebroso incanto



Roma, 21 aprile 2020 (2773 A. R.)

Dalle tane. È bastato diradare gli appuntamenti coi due spaventapasseri delle varie Protezioni Nazionali per tornare ad ammirare un panorama più limpido e rassicurante. L’angoscia, non più reiterata, assume le vaporose sembianze d’un succubo lontano. Frattanto, dalle tane, strisciano fuori alcuni pasciuti elementi della sedicente intelligencija italica, da circa tre mesi in vacanza premio; a blaterare, le chiavi del resort Italia in mano, pagato mensilmente da chi da loro è disprezzato fieramente, certe timide rimostranze sul carnevale orgiastico consumato sulle spoglie della Costituzione. Son bave di lumaca, nulla di preoccupante: più a giustificare un’assenza dolosa, o a malcelare sensi di colpa che risalgono dallo stomaco, uno dei pochi organi a non mentire spudoratamente poiché impossibile a silenziarsi colla menzogna del quieto vivere; oppure, tale la mia soluzione preferita, a lanciare l’inane mortaretto della rivolta: come a dire: “Ecco, io ci sono, procomberò sol io, ma, ohimé, le soverchianti forze della reazione ... capite bene ... snudo il petto alle lance avversarie sventolando eroicamente il fazzoletto moccicoso della resa ...”. Il loro comportamento rientra nella tattica dei rodomonti da osteria che sanno di perdere, adottata da decenni, e con successo, dalle peggiori opposizioni. In ciò furono maestri i comunisti, ora lo è Salvini; egli ragiona: poiché so che le mie parole, a cui non seguirà nessun atto positivo, sono inutili a cambiare alcunché io le lancio e le rilancio, sempre più sanguinosamente, onde simulare una resistenza morale granitica e ingenerare nella fasce più deboli di comprendonio la sensazione di trovarsi di fronte a una personalità tutta d’un pezzo. 

L’ultimo sparo. A Capodanno, nel pieno delle farneticazioni da cordite, certi cani s’appiattano sotto il divano. Lo stesso è capitato ad alcuni controinformatori, atterriti dal volume di fuoco delle sciocchezze monotelevisive nonché dalla teoria di cadaveri, dai gendarmi, dai rabbiosi abbaiamenti di sindaci e governatori - in tempo di pace dei perfetti coglioni - che, dalla pila di bare e sarcofagi guarniti di grafici truffaldini, hanno ruotato l’arrogante coda del pavone: vergognatevi! Fatevi un giro nella nostre camere intensive! 
È un fenomeno perdonabile e ampiamente riscontrato in passato: chi non si fida delle proprie capacità intellettuali in terra psicologica ostile significa che non ne possiede nemmeno una. O meglio: vanta il conformismo degli anticonformisti, il che non sposta il giudizio nemmeno d’un millimetro.
La maggior parte dei comunisti degli anni Ottanta, a esempio, s’era sclerotizzata alla medesima maniera recitando amabili filastrocche: dell’imperialismo, del parassitismo capitalista, del sindacalismo a ogni costo, della borghesia che evade il fisco e, udite!, dei cattivi comunisti, ma non troppo, dell’Est Europeo. S’erano, insomma, convinti d’esser loro gli ultimi amanuensi del socialismo sulla Terra. Bastò, allora - si era nel 1989 - mostrargli qualche fila di corpi a Timisoara per indurli all’abiura più umiliante. La razionalità, che pur si vantavano di possedere, dialettica, marxista o semplicemente da pane e salame, li abbandonò nel giro d'un mattino. Avvennero spettacoli indecorosi che ancora rammento con vividezza; funzionari di partito che sparavano su Ceausescu alle tre-palle-un-soldo del luna park mondialista, facendosi mettere nel sacco da una propaganda che, rivista oggi, vanta la raffinatezza d’una truffa telefonica a un ottuagenario. E però in loro agiva un’ansia squisitamente borghese: qui, se crolla la baracca, io che faccio? Adda passà 'a nuttata! Adesso la butto in caciara un pocolino, quindi rinnego gli indifendibili, poi si vedrà! Alla peggio mi butterò con qualche rifondatore! 

Intrepida solitudine. Sandro Bondi, una delle vittime di Timisoara, reputato da qualche mattacchione di provincia quale finissimo intellettuale, si vide disarcionato dal proprio tranquillo scranno di sindaco comunista di Fivizzano all’inferno del lavoro; giù nella Gehenna dei procacciatori assicurativi di Unipol. Sono minuscole tragedie, ovviamente. Sandro non si perse d’animo e, mercé gli uffizi dello scultore Cascella, approdò alla corte dell’utopista Silvio Berlusconi e di Veronica Lario; Veronica, al secolo Miriam Raffaella Bartolini, già macellata da Dario Argento in Tenebre assieme alla Pieroni Anja, intima di Bettino Craxi e, a suo modo, collega di Berlusconi quale presidentessa d’un effimero potentato televisivo romano. Erano bei tempi, tempi d'argento; quelli d’oro s’erano da poco dileguati, va a vedere quando; forse proprio in contemporanea con i cadaveri fasulli di Timisoara. Si campava, però, ancora bene. Il vitalismo di Silvio contagiava gli Italianuzzi che solo una cosa desideravano: il sole in tasca. E, giustamente, Silvio glielo fornì scaldando le coratelle dei più. Intanto Sandro sviluppò, da ex comunista, e in quanto ex comunista, una fede incrollabile nell’Unto del Signore. Lo ricordo a un congresso di Forza Italia stringere compuntamente i labbruzzi, chinare il capo e unire le mani in una preghiera dedicatoria: a chi? Ma a Silvio l'anticomunista, ça va sans dire.  Le case editrici, che prima non se lo filavano, presero a considerare con benevolenza i suoi sforzi letterari; a più riprese. L'entusiamo s'era posato gli si era posato sulla pelata come la colomba dello Spirito Santo tanto da empirgli i precordi dell'ispirazione: egli ora, vedeva meglio e, traboccante di riconoscenza, poetava. Tanto da dedicare, a Silvio e alla di lui corte, incluso l'anonimo socialista Walter Veltroni, alcune malferme poesiole:

A Walter Veltroni

Tenero padre
madre dei miei sogni
Anima ulcerata.
Figlio mio ritrovato


A Giuliano Ferrara

Antro d’amore
Rombo di luce
Parole del sottosuolo
Fiume di lava
Ancora di salvezza


A Veronica Lario in Berlusconi

Bellezza del soccorso 
sensuale ironia
vigore dell’amore
intrepida solitudine 

Tale devastante florilegio dovrebbe far entrare in zucca anche ai più ottusi cosa significa recarsi alle urne.
D'altra parte in tale omaggio cortigiano non ci trovo nulla di male. Matteo Maria Boiardo cantò gli Estensi, Bondi certe congreghe a lui vicine.
E allora? Le proporzioni, signori, sono le stesse: 12.380: 6190 = 2: 1. Cambiano, lo ammetto, le quantità assolute: 12.380 è, ovviamente Boiardo, 2 Bondi; e 1 la combriccola di Arcore a fronte del 6190 degli Estensi. Accorgersi delle differenze è, peraltro, facile: basta fare una gita parallela, a Ferrara e a Milano 2, oppure confrontare chi è reputato oggi dai micchi il maggiore intellettuale italiano, un Ferrarese giustappunto, con un qualsiasi ciabattino del Cinquecento, enormemente più brillante; o magari, e questo lo consiglio vivamente, compulsare a caso una delle 4.429 ottave de L’Orlando innamorato che nessuno di voi ha letto (per intero o in parte) sol perché lo reputava una perdita di tempo. Non guadagnando, in tale ignoranza, lo so, nemmeno un secondo di tempo, e lasciandosi alle spalle un universo di significati che riassume il mondo classico, la Cristianità e certi afrori celtici e britannici; nonché un sincretismo ricco e strano per cui una carnalità ammorbidita dal lessico dolce d’Emilia si sposa a impennate platoniche e platonizzanti. 
Il mondo di Matteo Boiardo è, infatti, miraggio, foresta d’inganni, trappola per gli “ochi nostri tenebrosi”, facili a convenire la fallacia delle apparenze in un globale e “tenebroso incanto”: come quello che la malvagia Morgana ordisce ai danni di Orlando.
E tale “fata morgana” dell’immaginazione, concepita da una maga contro un eroe, stritolerà chiunque, soprattutto gli innocenti: gran copia di dame e cavalieri.
Comprendere il "tenebroso incanto" non è facile. Anche perché capire, a volte, non è la mossa più indicata. Meglio pre-sentire. Per far ciò, tuttavia, occorre aver temperato la propria indole così a lungo da aver dimenticato sé stessi. Solo a questo prezzo, quando appariranno improvvisi il mendace ponte meraviglioso e il gigante di Morgana non si avrà bisogno di capire poiché l’anima avrà già tutto compreso. Inutile, allora, riandare alle statistiche, agli elenchi minuziosi, alla ragnatela di ipotesi. La verità non si compone di nudi fatti; e, se anche ne attingessimo una particola, quella non ci farebbe liberi. 

Wahrheit macht frei? No. La verità la si pre-sente e rende liberi i Diecimila. I Milioni hanno bisogno dell’Utopia che a tale verità si conforma, non di altro. Dategli il pane, ai Milioni, celato sotto le spoglie della verità e allora si muoveranno. Inutile fargliene balenare l’accecante e rotonda perfezione. Vi si sottrarranno inorriditi. L’uomo non vuole essere libero. 
Esaminate i condottieri d’uomini: hanno mai detto la verità? Colombo l’ha mai proferita ai suoi mozzi? 

L’ultimo sparo/2. Mussolini non aveva ancora finito di penzolare che parecchi musi s’erano già protrusi ad annusare l’affare. Finita la guerra, a migliaia si presentarono col fucile a tappo per reclamare dignità di indomiti combattenti. E la pensione, ovviamente. Dall’altra parte non furono da meno: legioni di fascisti sortirono cautelosamente dagli armadi (s’erano vestiti delle sottane della moglie) sgranando il rosario di una novella fede. Togliatti, Pertini, De Gasperi conoscevano la verità e, giustamente, se la tennero per sé. Avevano ottenuto ciò che professavano, c’era da mandare avanti una nazione.
Ciò non toglie che il loro comportamento, visto con gli occhi di sotto, fu sprezzante. Parecchi ammazzamenti del tempo scaturirono dall’odio e dall’ingiustizia; alcuni partigiani affogarono nel risentimento, altri gridarono al tradimento: ma chi li ascoltò? I migliori andarono sottoterra ben presto, altri già erano cibo per vermi. Avete combattuto per la libertà? Bravi, ora accomodatevi nelle retrovie. E i perseguitati politici, i deportati? Chi aveva ingoiato il ricino dal 1922 e ora si vedeva sopravanzato da qualche improvvisato dinamitardo? Chi aveva sfilato verso Roma e ora si vedeva sopravanzato da qualche fascistello delle retrovie?
Così va il mondo. Solo il tempo opera la giustizia, ma quando lo fa a nessuno importa chi ottiene il risarcimento. 

Sacra Ostensione. Avremo, a illuminare i posteri, ammesso che ne esistano fra qualche decennio, un’icona indiscussa , un Mandylion, una Veronica che precipiti in una singola emozione simbolica i miliardi di vane parole spesi ogni giorno?
Forse. Leggiamo la storia della Veronica:
Si racconta che un giorno l’imperatore romano Tiberio fu colpito da una grave malattia. Avendo saputo che nella lontana Palestina operava un eccezionale guaritore di nome Gesù, ordinò al suo messo Volusiano di andare a cercarlo a Gerusalemme. Ma la stagione invernale ritardò la partenza di Volusiano, che giunse in Palestina quando, ormai, era troppo tardi: Gesù era stato crocifisso! Volusiano, però, non volle tornare a mani vuote da Tiberio, perché ne temeva l’ira. Così si mise alla ricerca dei seguaci di Gesù, per ottenere da loro almeno una reliquia del maestro. Così trovò una donna, chiamata ... Veronica, che ammise di aver conosciuto Gesù, ed anzi gli raccontò una storia prodigiosa. Anni prima, quando Cristo era andato a predicare in una località lontana, le era venuta una grande nostalgia del Signore. Perciò aveva comprato un panno bianco per portarlo ad un pittore affinché questi, sulla base delle sue indicazioni, gliene facesse un ritratto. Ma proprio il giorno in cui era uscita di casa per andare dal pittore, aveva incontrato per strada Gesù, di ritorno dal suo viaggio. Egli, saputo il desiderio della donna, le aveva chiesto il panno e, sfregatolo sul suo viso, glielo aveva restituito con impressi i propri lineamenti. Volusiano chiese immediatamente a Veronica quel ritratto ed ella acconsentì a portarlo di persona a Tiberio. Il quale, appena fu al cospetto del sacro telo, guarì all’istante”.
Una tale Sindone è fra noi ogni sera. Il maglioncino nero di Giovanna Botteri potrà recarsi all’ostensione di nipoti e pronipoti quale memento di tale sciagurata epoca. Da almeno tre mesi l’ha sempre indosso. Una Veronica di tal fatta ce l’ha proprio regalata il cielo! Tre mesi, signori, in cui, da Pechino, non si è visto uno straccio di cinese, di dottor cinese, di limoncino o muso giallo pur d’infima gerarchia, manco un passante, un friggitore di nidi di rondine, uno studente a mandorla, una violinista, un falegname, un bonzo, un asfaltista, un mezzo sindaco. Niente. Solo quel beffardo fondale che sa tanto di paravento e il maglioncino nero, a “V”, buono a recepire la Matrice Santa della Veronica del Catai.

Il corpo era mio. Una volta il corpo era nostro. Così cicalavano i Radicali, Marco Pannella, Emma Bonino e le infinite sfumature sinistro-femministe. E anche le Stefanie, le Terese, le Marie Vittorie della destra. Sì, il corpo è di nostro esclusivo imperio: lo Stato, il laido Stato, non ha da intervenire con pratiche e prassi che ne limitino la libertà. Basta con lo Stato Etico! Noli me tangere! Nessuno mi può giudicare! 
E adesso?
Ora può. Sì certo, ora può. Può persino decidere a quale temperatura è consentita la libertà di spostamento. Non un miagolio si leva dagli ex forsennati, oggi. Dove sono i libertari, ovvero i negazionisti della libertà? Per quanto li si ricerchi non si trovano. Sono, forse, in qualche armadio, fra biancheria e lenzuola, come certi cornificatori in mutande? Cerco e ricerco: non li trovo. Che abbiamo preso ricetto a casa di qualche costituzionalista? Forse. Tutte quelle pagliacciate, la donna, il corpo della donna, l’eutanasia, la fine della vita, il dominio dell’umano: obliato come i balocchi usati di un moccioso viziato. Da questo si riconosce il Potere: ha una capacità straordinaria di usare i fenomeni, ingigantirli, renderli eminenti, imprescindibili. Poi, una volta ottenuto il risultato, li abbandona da parte, come bambolotti laceri, l’occhio attonito che pencola al fine d’un malinconico refe, la segatura a fuoriuscire dalle cuciture allentate. 

Stato d’eccezione. Lo stato d’eccezione consiste nel prendersela, codesta eccezione, tanto nessuno ha il fegato di obiettare alcunché. 

Birichinate. Non ricordo proprio quale cinefilo mi sussurrò con buonumore luciferino: “Hai fatto caso? In qualunque film o telefilm americano se ci sono delle corna attaccate al muro prima o poi la capoccia di un attore vi verrà inquadrata sotto. Con precisione millimetrica”. 

Navigare a costa. Come si può analizzare questo momento prendendoselo coi partiti? Con una precisa parte politica? Con alcuni personaggi transeunti d’una transeunte parte politica? Tale epoca rappresenta un bel setaccio per distinguere i migliori dalla pula inservibile. Non si è ancora compreso? Il Potere è ubiquo, inevitabile che lo sia. Ciò non significa che abbia corrotto tutto. Esso si limita a infiltrare, con cautela, i vertici di tutto. È bastato far entrare qualche elemento sveglio e intelligente nelle Brigate Rosse per recarle dove le si volevano recare. Assolto il compito sono state spazzate via in un paio d’anni. In pieno 2020 la frase pilatesca “Né con lo Stato né con le BR” assume una validità tutta propria. E però è difficile staccarsi dalla costa. Si naviga, ma con la paura nel cuore; nessuno rinuncia a quell’orizzonte familiare. L’alto mare atterrisce. E così vengono fornite analisi da navigatori di costa. Con un occhio si osserva l’oceano, ricco e strano, con l’altro si cerca irresistibilmente una forma che ci ancori al già conosciuto: una casa, degli alberi, uno sperone roccioso, una credenza, una vecchia fede. Inoltrarsi al largo, dove l’unico punto di riferimento consiste in sé stessi, è impresa riservata ai pochi. “Conte ci prepara i gulag!”. Si può essere più piccini di così? Più angusti? Di fronte a tutto questo! I gulag? 

I segnalini del Monopoly. Quanto tempo abbiamo dedicato a queste nullità? Troppo. Blair, Bush, Zapatero, Schroeder, Aznar. Saggi, previsioni, fact checking, polemiche, insulti: cosa rimane di questo? Cenere. E non è una metafora. Di Tony Blair rimane proprio un indefinito pulviscolo, come indefinito fu lui in vita: cera molle da plasmare a piacimento. Un pupazzetto di plastilina, senz’anima, un Golem manovrato che si moveva a passo-uno come i mostri cinematografici degli anni Trenta. Privo di personalità, già vecchio a cinquant’anni, ché la menzogna pesa nel cuore. Ennesimo specchio d’una Fata Morgana delle illusioni capace di irretire per breve tempo gli “ochi nostri tenebrosi”. E ora? Ora il compito è assolto, il Programma è andato avanti sottotraccia, nonostante le veementi, inutili, idiote polemiche. Blair sembra così remoto e insulso da non esser mai esistito; una concrezione fantasmatica di cui non rimane che una macchia sui fondali della storia. E di tutte le vociferazioni che ne sono state fatte? Qualcuno si è preso la responsabilità di dire: ho sbagliato, mi scagliavo contro una nullità, il Potere serpeggiava altrove? Non sia mai, i micchi, anzi, rilanciano con nuove verità, splendidi grafici, novissimi sondaggi, sistematizzazioni inconfutabili; e nemici, nuovi nemici, da attaccare, dileggiare, odiare. 

Liberarsi di sé stessi. L’aspirazione somma del Filosofo è davvero quella di fare a meno di ciò che ha appreso, persino delle proprie opinioni più care. Non certo per liberarsene definitivamente, ma per inscriverle in qualcosa di più ampio, così vasto da annullare ogni convinzione pregressa e donarle l’unica vita possibile. Per Costui non esiste un nemico così come non esiste il fascismo, la sinistra, la crudeltà, l’abominio, la vendetta. Egli è talmente immerso nella Totalità da comprendere immediatamente lo svolgersi allucinato della vicenda umana. Solo per vivere, a tale prezzo immane, vivere, egli ridiscende d'alcuni passi la vetta ghiacciata. 
Solo accantonando momentaneamente la verità egli può effettivamente schierarsi. Quando risale, tuttavia, il malanimo o il furore lo abbandonano subito: egli se la ride di questa assurda sciocchezza! 

Fosse comuni. La tecnica è talmente puerile da lasciare esterrefatti. Si prende un fatto normalissimo, l’influenza stagionale, e lo si ingigantisce. Tutto qua. Inutile cicalare ora; l'esatta conformazione dellamenzogna ve la daranno quando nonservirà più conoscerla. Altro esempio: la consuetudine d’interrare i corpi dei poveri in fosse comuni su un’isola di New York; la notiziola, risaputissima, viene isolata da qualsiasi contesto storico e sociale e la si pone fraudolentemente, senza mentire!, sotto la lente deformante dell’isteria da coronavirus: e il gioco è fatto. Il micco legge “Repubblica”, “Il Corriere”, “La Stampa” e crede che l’America sprofondi in una distopia da Mad Max dove le ruspe spalano centinaia di cadaveri infetti, l’epidemia assuma contorni da film di Geroge Romero e la società collassi rovinosamente. Persino nell’episodio d’un telefilm poliziesco, Blue bloods (il filmatino è in alto a destra), ci si riferisce alle fosse comuni come a una banalità quotidiana. Una metafora del nulla trasmutato alchemicamente in allucinazione catastrofica la si può gustare in un raccontino di Edgar Allan Poe, La sfinge
Notate l'appropriato l’introibo, la spaventosa apparizione e la ridente rivelazione finale:

Durante la spaventosa epidemia di colera che infierì su New York, avevo accettato l'invito di un parente a passare un paio di settimane di isolamento in un suo cottage sulle rive dell'Hudson ... I suoi sforzi per trarmi fuori dallo stato di anormale depressione nella quale ero caduto, erano in larga misura frustrati da certi volumi che avevo trovato nella sua biblioteca. Avevano la forza di far germogliare quei semi di atavica superstizione, latenti nel mio intimo ... Quasi al tramonto di un giorno eccezionalmente caldo, stavo seduto, con un libro in mano, davanti a una finestra aperta ... Alzando gli occhi dalla pagina, mi caddero sul fianco nudo della collina, anzi furono attirati da un oggetto spaventoso, qualcosa come un mostro vivente di orribile aspetto che molto rapidamente scese giù dalla sommità alla base della collina, sparendo infine nella fitta foresta sottostante. Quando questa creatura da incubo apparve ai miei occhi, in un primo momento dubitai della mia integrità mentale ο quantomeno della bontà della mia vista; passarono molti minuti prima che riuscissi a convincermi di non essere matto e di non aver fatto un sogno ... Cercando di valutare la mole della creatura ... conclusi che doveva essere più grande di qualsiasi nave di linea in attività ... La bocca dell'animale era posta all'estremità di una proboscide lunga una ventina di metri, e grossa come il corpo di un comune elefante. Vicino alla radice di questa escrescenza si vedeva un'immensa quantità di arruffati peli neri - molti più di quelli che avrebbero potuto fornirne le pelli di una mandria di bufali; da questo pelame sporgevano, sui lati all'in giù, due zanne scintillanti, non diverse da quelle di un cinghiale, solo infinitamente più grandi. Protesa, parallelamente alla proboscide e da ogni lato di essa, c'era una gigantesca asta lunga una diecina di metri, apparentemente di puro cristallo, a forma di perfetto prisma; essa rifletteva nel modo più fantastico i raggi del declinante sole. La proboscide era a forma di cuneo con il vertice diretto verso terra. Da essa si aprivano verso l'esterno due coppie di ali - ogni ala raggiungeva la lunghezza di quasi un centinaio di metri - in ogni coppia un'ala era piazzata sopra l'altra e tutte erano ricoperte da spesse scaglie di metallo; ogni scaglia aveva apparentemente un diametro di oltre tre metri. Osservai che ogni ala superiore era unita alla corrispondente inferiore da una robusta catena ... Il mio ospite ... mi fece domande molto precise sull'aspetto della creatura immaginaria. Quando ebbi soddisfatto ogni sua domanda respirò profondamente ... e cominciò a parlare ... Ricordo la sua particolare insistenza (tra le altre cose) sull'idea che la principale fonte di errori in tutte le valutazioni umane risiede nella difficoltà di comprendere che le dimensioni di un oggetto possono essere sopravalutate ο sottovalutate per una imprecisa stima della distanza a cui si trova ... ‘Ah! Eccolo! [il mostro: una banale Sfinge Testa di Morto] - esclamò prontamente - 'sta ridiscendendo il lato della collina ed è una creatura veramente notevole, lo ammetto. Soltanto, non è così gigantesca e distante quanto lei aveva immaginato; poiché sta compiendo il suo tortuoso cammino lungo un filo che qualche ragno ha teso sul telaio della finestra, ritengo che la sua lunghezza massima sia circa un millimetro e mezzo e che sia altrettanto distante dalla pupilla del mio occhio'”.

La normalità diviene anormale, un semplice insetto una bestia antidiluviana. E poi il vittimismo (le bare!), il pietismo (i vecchini!), la santinificazione (gli eroi!), la deprecazione (escono di casa, gli untori!), il martellamento h24 e la ricetta è servita. 
Certo, qualcuno ora spunta dal sacello a bofonchiare che, forse, in effetti, qualcosa non quadra. A dirla tutta questo possono risparmiarcelo: lo si doveva dire prima, a fine febbraio. Ora non conta più, la ferita psicologica è stata aperta e non più cauterizzabile. 

Mellonta tauta. “1 aprile 2848. Sono davvero felice, amica mia carissima, di vivere in un’età tanto illuminata ove non si ammette più che possano esistere quegli strani esemplari umani che un tempo si chiamavano individui. È la massa, oggi, cui aspira l’Umanità vera ...”.


Panopticon. Ogni essere umano è separato da qualsiasi altro da soli sei gradi di separazione. L’obiettivo è di abolirli, e in fretta. 

Ricreare le condizioni. Aveva ragione Ballard in Deserto d’acqua. Se si ricreano le condizioni del Pleistocene in breve tempo si avranno ominidi che strappano brani dalle carcasse morte con qualche ossidiana scheggiata. Il tempo scorre entro di noi, l’evoluzione siamo noi. Le apparenze si accordano naturalmente agli spiriti evocati. 

Mellonta tauta/2. “2 aprile 2848. Ci siamo fermati qualche minuto per porre alcune domande al cutter e, fra le altre splendide notizie, abbiamo appreso che la guerra civile sta infuriando in Africia, mentre la peste sta facendo un ottimo lavoro sia in Yuropa che in Ayshia. Non è davvero straordinario come, prima della meravigliosa luce proiettata sulla filosofia dell'Umanità, il mondo considerasse Guerra e Pestilenza alla stregua di calamità? Sai che, anticamente, si innalzavano addirittura preghiere nei templi per evitare che tali sciagure (!) si abbattessero sul genere umano? Non trovi davvero difficile comprendere in base a quale interesse agissero i nostri antenati? Erano proprio tanto ciechi da non rendersi conto che la distruzione di una miriade di individui è un vantaggio effettivo per la massa?!”. 

Ex Oriente virus. Le conquiste assecondano il moto di rotazione della Terra, i contagi lo sfidano. 

Gialli. “Il cranio, invece di essere spinto all’indietro, si spinge in avanti. La fronte, larga, ossuta, spesso sporgente, sviluppata in altezza, strapiomba su un viso triangolare in cui il naso e il mento non mostrano alcuna delle sporgenze grossolane e rudi che si notano nel negro. Una tendenza generale all’obesità non è qui un tratto assolutamente speciale, eppure la si incontra più frequentemente nelle tribù gialle che nelle altre varietà. Poco vigore fisico, disposizione all’apatia. Quanto al morale, nessuno di quegli strani eccessi così comuni nei negri. Desideri deboli, una volontà piuttosto ostinata che estrema, un gusto perpetuo ma tranquillo per le gioie materiali; insieme a una rara golosità, maggior scelta dei negri quanto ai cibi destinati a soddisfarla. In ogni cosa, tendenza alla mediocrità; comprensione assai facile di ciò che non è né troppo elevato né troppo profondo; amore dell’utile, rispetto della regola, coscienza dei vantaggi di una certa dose di libertà. I gialli sono gente pratica nel senso stretto della parola. Non sognano, non gustano le teorie, inventano poco, ma sono capaci di apprezzare e di adottare ciò che serve. I loro desideri si limitano a vivere il più dolcemente e il più comodamente possibile. Si vede che sono superiori ai negri. È un popolino e una piccola borghesia che qualsiasi civilizzatore desidererebbe scegliere come base della sua società: ma non basta tuttavia per creare questa società né per darle nerbo, bellezza e azione”. 

Mellonta tauta/3. “5 aprile 2848. Ciascuno ‘votava’, come si diceva - vale a dire, si impicciava degli affari pubblici - finché, alla fine, si scoprì che ciò che riguarda tutti non riguarda nessuno e che la ‘Repubblica’ (tale era il nome di quella assurda cosa) non aveva nessun governo. Si racconta però che la prima circostanza che turbò profondamente l'autocompiacimento dei filosofi i quali avevano messo in piedi questa ‘Repubblica’ fu la sorprendente scoperta che il suffragio universale dava adito a manovre fraudolente, grazie alle quali era possibile l'accaparramento del desiderato numero di voti, senza pericolo di essere scoperti o ostacolati, da parte di un qualsiasi partito abbastanza disonesto da non vergognarsi per quella frode. Un minimo di riflessione su quella scoperta fu sufficiente a portarne in luce le conseguenze - e cioè che la disonestà era destinata a prevalere - in breve, che un governo repubblicano non poteva essere altro che un governo di farabutti”. 

Mare aperto. L’uomo ha cominciato a decadere con l’autocoscienza. Prima, quando guazzava nelle pozze carbonifere, la vita gli arrideva, crescente nel cuore. Il patrimonio genetico, da cui era tenuto in ostaggio, si serviva di lui onde perpetuarsi, in un anelito inesausto, infinito. Poi l’incidente; la formazione del paleoncefalo; irresistibile, quindi, lo specchiarsi nelle acque sempre meno torbide della consapevolezza. Nascono le prime definizioni, il duale, soprattutto, che sovraintende alla favola futura: l’Io, l’Altro, l’oggettiva e tetragona fierezza della realtà. La catastrofe incombe, il fagotto di carne tenta vago un suono lungo un osso perforato con cura; qualcuno comincia a bruttare le pareti d’una grotta, così, per caso. Si cerca di correre ai ripari: nascono gli Artisti, i Sapienti, i Santi. La Potenza che ci sovraintende vuole rimediare alla scoperta progressiva della Verità celandola sotto la meravigliosa e catafratta corazza del Bello, dell’Irremovibile, dell’Eterno. La finzione regge, le trincee sono approntate con cura. La parabola, tuttavia, esaurisce la propria forza, si appiattisce, comincia a declinare. Cedono le mura, le palizzate, le dighe. Gli stagni protozoici erompono dal cuore stesso di quella creatura maledetta, l’uomo, a vanificare le antiche, dolci accortezze. L’acido della dissoluzione scioglie l’anima di chi si riteneva centro dell’universo; fattosi sempre più bestiale, egli gode ora dell’esatto contrario: a rifugiarsi nell’eccentrico, nell’assurdo, nel bislacco, nell’ininfluente, nell’effimero; si autodegrada, rintanandosi a leccare i genitali; incapace a reggere le proprie varie parti, va letteralmente in pezzi. Ciò che fu composto cade di fronte al disordine, le biblioteche bruciano in nome della libertà, l’ansia di definizione plastica si appaga dell’informe. 
Siamo noi a decidere tutto questo? No, è il dio dai mille nomi che ci ha sempre stretto il cuore a reclamarci come eravamo prima, ominidi, quindi rettili, poi lamprede dei fondali e infine parassiti immemori di quell’accidente che ad Azathoth è sempre dispiaciuto.

144 commenti :

  1. RT riporta questo dato:
    American clinics report up to 400% rise in abortion requests. If there's a Covid-19 economic collapse, this will get much worse
    https://www.rt.com/op-ed/486184-abortions-covid19-america-clinics/

    Non mi si venga a dire che non era stato preventivato.
    Quanta altra gente invece causa arresti domiciliari non sta scopando e quindi sui grandi numeri quanta altra gente non sta nascendo?
    Perche' i conti se si fanno, si devono fare bene. A cosa serve prendere la mortalita' senza guardare la natalita'?
    Come ho detto altrove, seguendo la narrazione ufficiale vivremmo in un nazismo al contrario, dove viene selezionato il peggio, cioe' per tutelare dei malati in condizioni gravissime vengono sacrificati i bambini.

    Concordo senz'altro sul fatto che dopo due mesi stare a guardare ancora i numeri e' da casi disperati, e oggi non serve piu' a nulla: il danno e' stato fatto.
    Sarebbe anche il meno del problema se si fosse imparato qualcosa: invece la prossima volta ci si ricaschera' nuovamente.

    Grazie Alceste


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    1. Il problema è sempre quello: la maggioranza non vuole la verità o i numeri. Vuole essere emozionata.
      Dobbiamo, attraverso l'emozione, inoculargliela questa verità.
      E chi riesce a emozionare? Professori, statistiche, grafici, appelli? No.
      Se Checco Zalone se ne uscisse con uno sketch che mostra la falsità di tutta l'operazione allora si comincerebbe a ragionare. Il potere utilizza Hollywood, la pubblicità, i buoni sentimenti, la musica, i documentari, i serial. Noi le statistiche. E allora che vuoi fare? Vincere?

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    2. Credo che sia profondamente corretto il discorso che fai, eccetto in un punto.
      A prescindere da come vada, la vittoria e' individuale e la si ottiene rimanendo integri, mantenendo la dovuta distanza da quanto e' soltanto "terreno", o passeggero. Questo e' per inciso il motivo per cui ritengo che la tua opera, di fatto una testimonianza, sia di grande valore. Non ottiene nessun risultato pratico (magari qualche lettore puo' smentirmi), eppure e' senza dubbio di grande valore.
      Da questo punto di vista, certo che voglio vincere. E vincero'.
      Sulle vittorie "di massa" sono anche io molto scettico, ma indubbiamente la strada e' quella che indichi.



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    3. "A prescindere da come vada, la vittoria e' individuale e la si ottiene rimanendo integri, mantenendo la dovuta distanza da quanto e' soltanto "terreno", o passeggero. " Quello che scriveva Junger nel trattato del ribelle

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    4. È fra le cose da leggere. Ho letto "L'Operaio".
      Ma è un concetto anche cristiano.

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  2. Vero, in quanti sanno che il film "Top Gun" era una campagna pubblicitaria volta ad auruolare piloti in previsione della futura guerra del golfo? Si era in pieno benessere la guerra del Vietnam era finita da dieci anni con esiti nefasti e nessuno voleva sentir parlare di divise, il film ebbe un grande successo, una moltitudine di ragazzi si arruolò e il pentagono raggiunse il suo scopo.

    Bem, the human monster.

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    1. Quello che dici è vero. La massa di telefilm che hanno prodotto Americani e Inglesi da metà anni Novanta in poi hanno, però, altra forza: quella di cambiare vita, gusti, modi e atteggiamenti di almeno due generazioni. Altri vent'anni di questo massaggio cerebrale e si avrà un'umanità in pieno coma morale.

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    2. Credo che uno dei prodotti televisivi che più ha influenzato e plasmato l'ominicchio nuovo sia stata la sit-com Friends, un autentico inno all'uomo liquido. Infatti, i legami tra i sei "amici" della serie si dimostrano sempre più forti di quelli delle loro famiglie di origine, nonostante tutte le differenze di carattere, di cultura, di ceto sociale. Il messaggio è chiaro : viviamo nel migliore dei mondi possibili, dove l'individuo è libero di costruirsi la propria "famiglia", creandosi la propria microcomunità, lasciandosi alle spalle tutto quello che è stato fino a ieri, e reinventandosi di volta in volta a proprio piacimento. Un messaggio che, per quanto effimero, è anche molto seducente. Infatti lo show faceva leva sulla voglia degli spettatori di assomigliare proprio a quei personaggi. Anche il lavoro è stranamente messo in secondo piano : anche quei due personaggi che hanno una professione regolare dispongono di una quantità di tempo libero poco realistica, soprattutto per una metropoli come New York. Gli altri quattro personaggi si barcamenano tra lavoretti part-time senza futuro e poco remunerativi. Cosa che non gli impedisce di abitare in splendidi appartamenti a Manhattan con vista su Central Park. Non credo che questa scelta sia stata casuale. Per rendere la cosa più realistica gli sceneggiatori avrebbero potuto benissimo farne dei professionisti affermati, medici, avvocati, dirigenti d'azienda. Invece sono dei mezzi farlocchi sfaccendati che passano la loro esistenza sul divano della loro caffetteria preferita. Galeotto fu il divano !

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    3. Anche le quattro di "Sex in the city" o come si chiama non scherzano.
      Una volta si parlava, nella critica cinematografica più severa, di irrealismo socialista. Adesso di irrealismo postcapitalista. Tutte le dittature e le propagande si assomigliano. I socialisti, se non altro, azzeccavano ogni tanto dei capilavoro. Questi, invece, assommano solo pattume.

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    4. Non sono mai stato un fan di "Sex and the city", tuttavia, in quei pochi episodi che ho visto ho notato un volontario intento di descrivere delle situazioni "sopra le righe" in maniera ironica, quasi parodistica. I personaggi sono : avvocato di grido, giornalista famosa, ereditiera. Gli amanti sono quasi tutti alti dirigenti, celebrità dello spettacolo, etc. Insomma, il jet set. E' quindi plausibile che facciano la vita che fanno, forse un po meno plausibile la quantità di tempo libero che hanno a disposizione, ma è comune a quasi tutti i prodotti televisivi. Questo per dire che è molto difficile per lo spettatore medio, "Average Joe", identificarsi nei personaggi di questa serie, lo si guarda in modo distaccato, come le nostre mamme potevano quardare nei rotocalchi dal parrucchiere le ultime vicende dei reali di Monaco. Mentre invece in "Friends", e anche in altre serie venute dopo, entra in gioco l'uomo medio, anzi, anche un po sotto la media. E fa una vita tutto sommato più che accettabile : stravaccato in una bella caffetteria di Manhattan a sparar vaccate tutto il giorno con gli amici, ogni tanto qualche appassionante flirt metropolitano e uno splendido appartamento in centro, anche se in condivisione. Se questo è il nostro destino nella Monarchia Universale, capisco perfettamente che non ci siano cortei in piazza.

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    5. Il riferimento al "nostro destino" mi ha fatto venire in mente una barzelletta, che avevo leggermente riadattato.

      Un senatore muore e va naturalmente in Paradiso.
      Ad accoglierlo c'e' S. Pietro, tutto sommato stupito. Da tempo immemore non succedeva di vedere un politico del vostro rango qui in Paradiso! - gli dice.
      "Siccome non vorrei che qui ti sentissi solo, prima di fare una scelta definitiva, farai un giorno di prova qui da noi, e uno all'Inferno."
      Il Paradiso chissa' perche' risulta per qualche motivo noioso, come tutti lo dipingono. Il politico passa la giornata saltellando di nube in nube, suonando l'arpa, pregando e cantando.
      Il giorno dopo lo passa all'Inferno (S. Pietro naturalmente qui non lo segue), in compagnia di bellissime ragazze e con dei diavoletti che lo servono qualsiasi cosa comandi. Quanto al Diavolo, pare che non esista nemmeno.

      S. Pietro alla fine delle due giornate gli chiede dove volesse passare l'eternita'.
      Il politico gli dice che in Paradiso si e' trovato bene (forse per non offenderlo), ma che tuttavia preferisce di gran lunga l'Inferno.

      In quel momento si ritrova istantaneamente all'Inferno, una landa deserta e sommersa di spazzatura, dove umanoidi tormentati in ogni modo possibile da esseri mostruosi si trascinano con le catene ai piedi cercando di ammazzare il tempo, che pero' sembra non morire mai.
      Il Diavolo e' proprio di fronte a lui, ad accoglierlo. Benvenuto - gli dice sorridendo.

      Il politico e' confuso e non capisce. "Ma questo non e' l'Inferno che ho visto ieri!".
      Il Diavolo, quasi commosso dall'ingenuita' del politico gli dice: "Ieri c'era la campagna elettorale. Oggi hai votato.".

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  3. Il Celentano dei tempi passati, ad esempio, come inquadrarlo? Penso sia agli album che ai film. Yuppi Du degli anni 70 e Joan Lui. A dire il vero li vidi molti anni fa e li ricordo a malapena. Yuppi Du mi fece però parecchia impressione, voglio dire ricordo un messaggio veicolato forte. Al netto del mega personaggio Celentano, lui ci provo’ a smuovere le acque nel senso che intendi tu Alceste? Certi suoi slanci passati (molto passati) non suonavano fasulli (nel senso di sala degli specchi, diciamo così). Tu come la vedi? Crumbo

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  4. Comunque te lo ridico: sei una mente. Credo che sarebbe un piacere conoscerti di persona. E scusa l’ardire. Crumbo di nuovo

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    1. Se passavi oggi a Piazza degli Eroi mi conoscevi di sicuro, visto che ho questionato a lungo con i pulotti comunali a proposito del loro diritto a rompere le tasche.
      Su Celentano c'è da fare questa considerazione.
      Anzitutto lui, come molte creature del dopoguerra, risaltano oltre i loro meriti perché fanno parte di un'intelligenza generazionale che noi non possiamo che sognarci. Intendo: il talento era accresciuto dalla tradizione artistica italiana; alcune mezze calzette, sfruttando l'aria dei tempi, divennero buoni; i talentuosi divennero artisti; gli intelligenti dei geni. Come nella Firenze dei Medici. Oggi opera il contrario: il talento si deprime, quelli buoni sono ridotti a mezze calzette.
      Celentano e tutta la sua generazione godette di quest'atmosfera e diede il meglio. Lui, in particolare, non fu mai banale, almeno sino agli Ottanta.
      "Il ragazzo della via Gluck" ha fatto molto per la causa ecologista, a livello popolare. "Chi non lavora non fa l'amore" fu un inno antisindacale, "Deus" antiabortista: a livello popolare.
      "Yuppi Du", a modo suo, a livello popolare (quello che oggi servirebbe) è una protesta contro la mercificazione. Mi sembra di ricordare che il protagonista venda una bambina a peso, come a dire: vale tanto oro quanto pesa visto che i sentimenti si misurano con l'oro ...
      Una flebile speranza, un nuovo Celentano, fu Checco Zalone. Possedeva l'intelligenza e il guizzo, peccato che si sia lasciato risucchiare dal mondo PolCor.
      Solo questi personaggi potrebbero invertire la rotta incidendo nella massa. Inutile dare "alla casalinga di Voghera" i grafici di Mazzucco e Barnard ... non se li fila nessuno. Pur avendo successo, i Mazzucco e i Barnard (a cui non nego il talento e l'intelligenza, per carità) in realtà non ce l'hanno perché le loro analisi si dimenticano in fretta. Una settimana dopo già appassiscono. Una canzone, a esempio, no, segna una generazione. Basti guardare alle visualizzazioni su Spotify.
      Bisogna agire sull'emozione, insomma, oltre a testimoniare.
      Per emozione intendo il versante "irrazionale" in senso molto ampio: dal sentimento personale alla spiritualità del genio popolare (l'italianità) sino a vere e proprie accensioni del cervello profondo che sfuggono inevitabilmente a qualsiasi controllo della propaganda. Bisogna, però, cercare gli attori, i musicisti, gli sceneggiatori, i pittori, gli scultori, gli oratori in grado di battersi e sacrificarsi.

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    2. gli artisti li censurano o gli tolgono ogni spazio, mi viene in mente povia, o giovanni mastai ferretti dopo la conversione (chi se lo è piu filato?).
      Gli intellettuali non li fanno emergere, avendo per anni tentato di azzerare ogni tipo di cultura "alta". Oggi l'hanno resa ridicola, poco cool perché noiosa; tutto è casual infatti e bisogna dare del tu a tutti anche, chessò, a Galimberti in radio, l'ho sentito un dj una volta e fu grottesco.
      Se fai cabaret e provi a non essere politically correct fai la fine di Dieudonné in francia. L'avete visto Dieudonné chi è? ho detto tutto.

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    3. Mi ricordo anche Nek con la canzoncina antiabortista ... Stiamo parlando però di mezze calzette, con tutto il rispetto. L'abbassamento è generale: chi impacchetta il potere per venderlo meglio non lo fa con grande acume e mestiere. Per loro fortuna il pubblico si beve tutto dal biberon.

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    4. Ne discute l'ultimo post del blog di Morgoth su chi impacchetta il potere per venderlo meglio, basta guardare anche solo la figura: trentenni pubblicitari che 'eseguono' le direttive dall'alto.
      C'è qui ora una serie tv, netflix credo, in voga su tutti i cartelloni stradali locali, in cui la premessa è che l'africa avanzata ha invaso e colonizzato l'europa secoli fa, e un'elite colta negra controlla una maggioranza bianca di straccioni ignoranti e violenti. Ma un giovane bianco cerca riscatto e si innamora di una rampolla dell'aristocrazia africana.
      Gli autori sono tutti del terzo mondo. Ovviamente nessuno immagino tra i bianchi segua con diletto una serie del genere. E' tutto fatto e concepito per aizzare le minoranze e creargli una mitologia che doni senso di superiorità. Una nazione nella nazione artificiale. E' guerra psicologica.

      Ecco, dici Blair è sparito, ma le conseguenze delle sue politiche sono ben tangibili, 2,3 milioni di immigrati dal 97 al 2009, è su pr giu la china che avevamo preso noi con gli sbarchi nel periodo di gentiloni.
      Adesso qui fanno programmi in tv dove gioiosi conduttori e inviati vanno nella clinica della tale cittadina delle Midlands a 'festeggiare la diversità' del neonato che porta i bianchi locali sotto il 50% della popolazione. Tra un 15-20 anni la rai scopiazzerà il programma per Genova, Brescia o Padova.

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    5. Ciao a tutti, sono d'accordo con l'auspicio di Alceste, per la verità Barnard ci provò, con Povia peraltro, il risultato fu incommentabile...dal mio modesto punto di vista, le intenzioni, che coincidevano con quelle qui esposte, erano buone. Per arrivare serve anche il mezzo, questo é vero, non basta ma oggi é quasi tutto. Vi faccio vedere questo video, se non lo conoscete, potrebbe portare ad alcune considerazioni: https://youtu.be/jn2VYOhfM_o

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    6. Non lo conoscevo.
      La prima cosa che mi fa pensare è che tutti parlano italiano, usano il Lei e contestano con moderazione.
      Comunque sì, il mezzo è quasi tutto. Occorre dire che chi non possiede il mezzo spesso non possiede neanche il talento.
      Si potrebbe provare con piattaforme alternative, ma, francamente, su questo ne so poco.

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    7. Sitka, grazie per la segnalazione.

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    8. Ma dai... Il mio scrittore preferito che sbocca coi pizzardoni sotto casa mia! Com'è piccolo il mondo 😊

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    9. Caro Alceste, altri tempi. Prego Nachtigall. Quello che dici è vero. Un'altra cosa a cui faccio caso, in video come questo, è la totale assenza del politicamente corretto, e li porterei ad esempio su come il politicamente corretto non sia affatto, come alcuni dicono, parente della buona educazione. Infatti come tu affermi, i partecipanti al programma sono senz'altro ben educati, e come, ma è completamente assente il fenomeno per cui la critica viene subito trasformata in offesa da parte di un ricevente, o magari più di un ricevente, il quale, grazia al PolCor, viene investito direttamente di una autorità insindacabile e tronca il dibattito...se si nota, qui non c'era il diritto di offendersi ma quasi un dovere di critica (e anzi un divieto di sentirsi offesi, sottinteso!) il che, nel serio e faceto della montatura televisiva, fa risultare le figure assai più responsabili e rilevanti di due cantanti che frignano per chi deve essere accolto come "parte lesa" (ogni riferimento a Sanremo è casuale). Era l'epoca in cui per sentirsi offesi ci voleva altro, la stampa, i media italiani, sono sempre stati caratterizzati da un dibattito presentato a tinte accese, già in mano a vari potentati, d'accordo, ma scevro allora delle magagne del politicamente corretto. Mi affascina (sto scherzando) la figura televisiva di Barbara Palombelli, è la donna della porta accanto, mai convinta di nulla: ma è cosi signora mia? Pare di si...Si guarda bene dallo sperticarsi troppo anche quando è visibilmente contraria, dirà la sua a casa...perchè? Perchè il politicamente corretto equipara dolosamente la critica e l'offesa... la critica e anche l'offesa quindi, son riservate ai padroni del discorso (tornando al programma d'epoca in questione si noti che NON vi era conduttore, come in molti programmi del tempo, e anche quando c'era la sua presenza non era invadente e mai, dico mai, interrompeva un invitato), dicevo i padroni del discorso, una Gruber ha il diritto di imporre all'invitato TUTTO, ha diritto di offesa (non già di critica), vedere quindi come già togliere a due parole i loro significati peculiari porta a disastrose conseguenze.

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    10. Nel politicamente corretto lo spazio del dibattito è anticipatamente ridotto.
      L'arena, insomma, è larga la metà di quanto dovrebbe essere perché alcune aree non debbono venir calpestate. Quando lo si fa scatta l'offesa e la sguaiataggine. Tale modus operandi investe anche la sedicente controinformazione cioè il conformismo dell'anticonformismo.
      Il dibattito con Celentano (ma lo stesso atteggiamento si può rinvenire nell'arcinoto confronto tra Pasolini e Biagi) dà, invece, l'idea che l'arena del confronto sia quasi totalmente aperta, al netto dei tabù e dell'educazione e del Codice Penale. Non vi sono fraintendimenti. E questo avviene anche perché l'Artista lo era a tutto tondo e poteva parlare con cognizione di causa; e anche aspramente, a difendere il proprio lavoro.
      Quando Claudio Villa, nei primi Sessanta, andrà giù duro con gli "urlatori" lo fa per difendere l'arte italiana del "bel canto", proprio perché c'era un mestiere, un talento, un'abilità artigianale. Oggi l'atteggiamente di Villa (che era quello dei migliori critici letterari, teatrali, cinematografici, sportivi) ce l'ha solo Morricone, uno che ha affermato, in una causa di plagio, che il plagio in questione era tecnicamente non ravvisabile perché le canzoni erano composte di acqua fresca ovvero mancavano di definizione (interpretazione, timbro et cetera).
      Oggi cosa vuoi rispondere a quelli dei talent show? Non si possono criticare (la TV vive di questi), l'arena è ristretta, il format impera, la chiacchiera insulsa pure, l'arte la tengono in pochi e quei pochi stanno sulle montagne, come i virologi seri, e non nei dibattiti ridicoli.

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  5. Che Mazzucco e Barnard non se li fili nessuno è persino una fortuna.

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  6. Da wikipedia:

    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Imperialismo_culturale


    Bem

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  7. P.S.

    Wikipedia stessa è espressione del colonialismo culturale, Android, chrome, Intel, cioè il tramite a queste poche righe che verranno archiviate per sempre su un server USA, sono anche esse espressione del colonialismo culturale.

    Siamo messi proprio male...

    Bem

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  8. Non c’è più nulla che non sia espressione del colonialismo culturale. Le stesse forme di dissenso ne fanno parte. Il potere oggi comprende, non esclude. Alcune forme le fagocita, le fa sue e le ripropone su vasta scala. Ad altre forme invece da’ battaglia perché un poco di spettacolo che delizia il pubblico ci vuole; altre forme ancora semplicemente le lascia sussistere poiché non sia mai detto che non c’è libertà di pensiero e di parola. Il potere ingloba, fa suo e lascia fare. In un certo senso tutto suo è magnanimo. Non esiste forse uno spazio universale dove possiamo scrivere tutto quello che ci pare sull’egemonia del potere? E questo spazio che ce l’ha fornito? Quante cose abbiamo creduto conquiste, invece sono concessioni? Crumbo

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    1. Non mi ricordo dove scrissi che già parlare attraverso google o una tastiera Apple equivaleva a rendere le armi.

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    2. Questo tale Fiorenzo Fraioli sa il fatto suo e dice la sua sui processi di colonizzazione culturale in atto come inevitabili nella formazione di imperi, è stato sempre così, il centro egemone (roma, arabia spagna francia inghilterra ora usa) ha bisogno di uniformare le menti dei sudditi a una forma comune, così da poter assicurare un futuro millenario alla propria civiltà. Ora la chiamano globalizzazione, parola folgia di fico per americanizzazione, ma è una storia vecchia come il mondo.

      https://www.youtube.com/watch?v=Rejbny9LPbI&feature=emb_logo

      Non si argomenta però di come il potere statuale dominante, ora in america e prima in inghilterra, fosse ostaggio di interessi "commerciali" che sono il vero manovratore. La finanza non ha il potere della politica ma può facilemtne egemonizzarla e dirigerla.

      Circa dal minuto 14:30 però poi dissento completamente, ritengo l'ipotesi sostenuta artificiosa perché il suo contrario sta in piedi molto meglio in quanto a logica.

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    3. Non sono d'accordo per questi motivi:
      1. Arabi, Romani e compagnia non imponevano necessariamente una propria cultura. A volte, anzi, ne subivano il fascino. Basta leggere gli storici romani che accusano lamentele sulla gioventù inebriata dalla cultura greca.
      2. Se imponevano la propria cultura era "effettivamente" una cultura cioé un insieme razionale di credenze, leggi, etiche ...
      3. Nessuna cultura che imponeva sé stessa si rivolgeva alla globalità. La prima a farlo fu, forse, l'Inghilterra. Sussistevano ancora popoli, differenze.
      4. Oggi non si diffonde nessuna cultura, ma si decultura globalmente. Si strappa la cultura da sette miliardi di individui sostituendola con una serie posticcia di prodotti emozionali "in pacchetti". Completamente estranei all'umanità. La globalizzazione è necessariamente postmoderna e si è imposta nell'ansia di deculturazione grazie alla crescente tecnologia televisiva e digitale.

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    4. 1. Ho fatto una cattiva sintesi: l'autore del video dichiara una disputa politica nel nascente impero romano tra chi voleva riservare il principato alle elite italiche e chi voleva estendere la possibilità di elezione a chiunque nell'impero, vinse la seconda corrente. Giulio Cesare, egli continua, venne assassinato anche per l'ostilità dei patrizi a condividere scranni del senato con nuovi venuti dalle gallie.
      Il resto dei punti lo condivido. Del resto, tu scrissi tempo fa, descrivendo un telefilm americano credo, del protagonista come un nuovo tipo umano che diventerà lo standard futuro, meticcio di razze indefinibili, mestiere tecnico che vive in un monolocale e non ricordo cos'altro faceva. L'autore era egiziano forse

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    5. Credo fosse Mr. Robot. L'ho abbandonato alla terza puntata.

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  9. Nel film animato Area 88 ambientato tra piloti mercenari, in un dialogo dicono la guerra le organizza la finanza, il protagonista non potrà più tornare alla vita normale perchè ormai assefuatto alla guerra.
    Top Gun e stato un grande spot reaganiano, come Soldato Jane e altri, mi ricordo anche delle cantanti in videoclip vestite sempre da militare mi sembra di ricordare Kate Perry, per vendere un concetto bisogna saperla impacchettare

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    1. Il brutto è che lo impacchettano per l'umanità, non solo per gli Americani.

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  10. Guardare il mostro in faccia: di entrambi i nonni, uno parte della resistenza, uno dalla parte opposta, apprezzo i sacrifici. Fecero il giusto secondo il loro tempo e la loro cultura, sarei ingiusta a giudicarli oltre. Fu forse l'ultima generazione in grado di avere una visione politica e tradurla in azione politica. Ora siamo governati da esperti di settore, ex-Ceo di multinazionali, virologi, commercialisti e comparse la cui unica visione e' quella del proprio cc e del ricatto a cui si sono sottoposti e da cui non si sottraggono; ergo non sacrificano assolutamente nulla per il loro paese e la loro gente, anzi, portano tutto il paese a sacrificarsi per i loro interessi teleguidati. Gli uomini dal basso idem, rispecchiano tale dissonanza. 

    Morire d'evidenza: tra i 12 e i 15 anni, non ricordo bene, aprii una pagina de La Repubblica e vidi la mappa di Corleone, con tutti i dettagli della villa di Riina e delle vie sotterranee che conducevano alla spiaggia o altrove. L'articolo sosteneva che Riina, uno dei boss "latitanti" piu' temuti, la cui saga andava avanti da anni, viveva da sempre nella sua villa… mi sorpresi: ma se sanno questo e hanno la mappa dettagliata della villa e delle vie di fuga, com' e' possibile che non lo hanno ancora preso? Fortuna che oggi con l'elicottero stanano subito il solitario latitante da casa che passeggia sulla spiaggia, ah il progresso. 

    Purtroppo, proprio per tale caratteristica dell'uomo (il negare l'evidenza per non dover negare gli anni spesi a favore del nulla, o del male), e' quasi impossibile fare breccia nel cuore di chi non si e' mai posto il problema da se'. Indicarglielo portera' solo a quel che descrisse bene Leopardi:
    "Anche sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perchè ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina." 
    (La frase campeggia sul sito di Stefano Montanari quale profezia autoavverantesi)

    Ise

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  11. Un tenebroso incanto: e veniamo all'incantesimo odierno, l'emergenza, o, come disse qualcuno, l'emergere del lato oscuro, tenebroso dell'uomo moderno. Quel lato a lungo negato e represso, grazie al ben-essere o mal-essere calato dall'alto sulla superficie luminosa (e alquanto luciferina) della sua esistenza pacificata. Emergono inarrestabili fobie ancestrali, emozioni folli e meschine, per cristallizzare il trauma che lo condurra' consenziente al nuovo set psicologico. Siamo destinati a una vita da monaci di clausura, o da monadi spersonalizzate, col "vantaggio" delle app che ci collegano al cervellone centrale? Sembra un nuovo culto con i suoi nuovi sacerdoti-intermediari (i device) da cui dipendiamo, senza la cui intercessione nulla possiamo. A vedere la fuffa con cui giustificano tutto cio' c'e' da pensare che non durera' a lungo. Poi pero' bisogna vedere come ne usciranno ridotti i piu'.

    Alceste la sindone della Botteri mi ha fatto ridere. La ricordo la Botteri, sembra venuta dallo stesso stampino fisiognomico della Bonino (tra l'altro anche quest'ultima sembra indossi lo stesso accessorio da mesi, se non anni), la stessa bellezza rara (che si "accorda agli spiriti evocati"), chiedero' agli amici cinesi se l'hanno notata per le vie e che maglioncino portava.  
    Comunque i guerrieri de "il corpo e' nostro" e "il corpo della donna" avevano gia' provveduto a ritrarsi da tali battaglie quando si unirono alle schiere dei neo-belligeranti gay, che avevano voglia di avere figli da corpi di donne in affitto, gestiti da ben altro che la loro volonta'.

    PS: ho visto che hai spolverato un poco la sezione "Siti da seguire"... ogni cosa ha il suo tempo. Morgoth e' interessante.
    Saluti,
    Ise

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    1. Occorre spolverare ogni tanto. In questo caso l'ho fatto perché una sezione degli spolverati ha offeso, tramite un commentatore, alcune persone coinvolte nel blog. Gli ho scritto dicendogli di rimuovere il commento, ma sono più irraggiungibili di un idraulico la domenica o forse gli piace così.

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    2. Una curiosita', si tratta di CDC?
      Non ricordo la lista precedente.

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    3. Sì, i tenutari, chiamiamoli così, dovevano solo stoppare un gradasso.

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    4. Allora ho capito, credo, a che intervento ti riferisci. Effettivamente piuttosto penoso anche per i loro standard.

      Pensa che volevo reiscrivermi per rispondere a quello e ad un altro e mi e' uscita una pagina con l'informazione che le iscrizioni erano "momentaneamente sospese". Lockdown totale.
      CDC (ma anche Occhio-di-Horus-Mazzucco) e' il mainstream degli "alternativi", quanto si puo' leggere di valido arriva "casualmente" sempre quando e' tardi (quando e' comprovato scientificamente, diciamo cosi'...). Ma anche su Repubblica, spulciando, si trova qualche informazione... E allora? Mica dobbiamo scrivere un libro di Storia.

      Una cosa che non mi spiego e' come mai pubblicassero (pubblichino?) dei tuoi articoli. Sinceramente per me CDC e' sempre stato il forum, nonostante tutto l'impegno che hanno messo per massacrarlo, e non ti avevo mai letto con attenzione (come del resto nemmeno gli altri articoli proposti in homepage), finche' un giorno seguendo la scia di commenti negativi mi sono incuriosito... Ecco, di questo devo esser grato a CDC, perche' probabilmente non sarei arrivato qui! Ma questo e' tutto.

      Bene che e' stato tolto dai siti consigliati, per quanto mi riguarda.

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    5. Su di me possono scrivere quello che gli pare, sugli altri del blog no.
      Tra l'altro questa arroganza mi fa sboccare la bile: per due giorni avevo la bava alla bocca. Comunque non sono riuscito a contattarli e non hanno modificato nulla.

      Per il resto: per giudicare qualcuno devi sempre leggere ciò che scriveva dieci anni fa, almeno.
      Fate così, lo consiglio a tutti: o scoprirete i migliori o riderete a crepapelle.

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    6. Non avevo mai notato commenti su noi commentatori su CDC, a differenza dei giudizi affrettati su Alceste. Le offese si sa che qualificano l'offensore, quindi troverei drammatico soprattutto per quest'ultimo il fatto che il commento non sia rimosso. Ma si, da quelle parti non amano togliere la polvere, pero' a volte amano nasconderla sotto il tappeto. 
      Beh anche per me CDC, Mazzucco e Barnard, con tutto il rispetto, si puo' anche fare a meno di seguirli. 
      Tra l'altro caro Alceste, ho notato che Totalrec, alias Gianluca Freda, se ne e' andato da LC; quello era un blogger e un commentatore che anch'io apprezzavo molto.
      Saluti,
      Ise

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    7. A me reca sommo fastidio il tono liquidatorio e sprezzante, di passaggio, manco fossero gli Gianni Agnelli del pensiero. Alla fine parecchi sono belinoni, come si evince dalle loro premesse sbagliate, dalle conclusioni sbagliate, dalle previsioni sbagliatissime.
      Non mi stupisce che Gianluca Freda, cui avevo rimandato per i pensieri sul coronavirus, sia stato eliminato. Quelli che scrivono in Italiano sono i primi a essere visti con sospetto.

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  12. A proposito di Mellonta Tauta e Panopticon, che sa di alveare (Battiato faceva bene a cantare che saremo vissuti come insetti), temo anche qui che sara' richiesto dal basso, dagli individui gia' massificati dal pensiero unico.
    Un' amica italiana in Spagna mi dice che non ha sentito di nessun abuso poliziesco in Italia e che le misure sono necessarie, perche' "l'economia sara' pure un disastro ma prima di tutto la salute. Bisogna rispettare l'isolamento e chi non lo fa perche' non sa pensare al prossimo e' importante che venga fermato dalla polizia." Sottolineo "non sa pensare al prossimo".
    Un' altra amica (non italiana) a cui cercavo di spiegare la situazione anomala in Italia mi manda questo articolo del ehm filosofo John Gray, spiegandomi che da questo dovrei comprendere la giustezza delle misure prese in Italia: 
    https://www.newstatesman.com/international/2020/04/why-crisis-turning-point-history  

    E' un lungo articolo che mi sembra assemblare concetti spesso disconnessi tra loro e dal loro significato, ma forse sono io che non arrivo a certe altezze, bisogna essere acrobati professionisti.
    Tralasciando il fatto che parte dall'ovvio presupposto che tutta l'impalcatura dell' "emergenza" e' perfettamente giustificata, ci parla delle fasi 2, 3, ecc., e cita anche Ballard. Interessante il paragrafo sulla necessaria normalizzazione della pornografia online, su cui e' inutile farsi domande. Qui invece e' molto chiaro sul Panopticon:
    "But those who believe personal autonomy is the innermost human need betray an ignorance of psychology, not least their own. For practically everyone, security and belonging are as important, often more so."
    Naturalmente e' fuori discussione che le due cose, autonomia individuale e sicurezza-appartenenza collettiva, possano mai coesistere con semplici norme di buon senso come dalla notte dei tempi. Oggi e' vietato utilizzare vecchie soluzioni valide per gli stessi vecchi problemi. Dobbiamo essere innovativi e tecnologici, "pensare al prossimo" senza farci domande inutili, tanto qualcun'altro e qualcos'altro pensano al posto nostro: "Technology will help us adapt in our present extremity. Physical mobility can be reduced by shifting many of our activities into cyberspace."
    Un caro saluto,
    Ise

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    1. Quando leggo articoli in inglese o di inglesi o di chiunque altro scriva in inglese, passo oltre. Li ritengo esseri perduti, perduti in un'alterigia supponente. Più falliscono più rilanciano saggi e pamphlet.
      Tra l'autonomia personale e la sicurezza certamente l'individuo sceglie la sicurezza. E qui dobbiamo interrogarci:
      1. perché l'individuo è diventato tale? Prima non ragionava così: io contro il mondo. La comunità incui si abitava, la comunità politica, la comunità corporativa, la comunità religiosa. Quanto si è dovuto abbattere per arrivare alla miseria d'oggi? E come si può avere il coraggio di parlare di individuo?
      2. la sicurezza, oggi, si basa proprio sull'autonomia personale. Delegare la sicurezza a entità sovranazionali mai tenute da vincoli giuridici nei confronti dei cittadini non può che portare all'insicurezza totale.
      Capisco che è una battaglia persa.

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    2. il newstatesman è una rivista intellettualeggiante della sinistra liberal britannica, un po' come il new yorker in america, se hai delle pretese e vuoi apparire rispettabile devi allinearti a quelle idee e a quello stile. Adottarne i mores. La gente comune, consapevolmente o no, è ostile a tali mores.
      Sarebbe come giudicare gli italiani tutti da quello che scrive la repubblica. Anzi peggio, una cosa tipo micromega, un'emittente spianata di polcor spacciato per ricercato intellettualismo.

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    3. Il problema, caro Barabba, è che noi stiamo lentamente adottando tutti quei mores. E poichi gli è contro? Forse gli ultracinquantenni, altri oppositori non ne vedo. In questa pupazzata del coronavirus hai mai visto ragazzini, adolescenti o trentenni coinvolti? Intervistati? No, perché quelli sono già convinti. Occorreva intortare quelli meno scemi, cioè noi.
      E comunque che Repubblica e gli altri giornalini siano minoritari importa poco. Quando ero giovane usciva in edicola, al centro di Roma, il quotidiano della DC. Avrà avuto una tiratura effettiva di 10.000 copie quando il "Corriere della Sera" superava il milione. Eppure tutti leggevano "Il Popolo" perché, per certi versi, era la voce del padrone e il padrone avrebbe prima o poi imposto alcuni comportamenti per cui era bene adeguarsi.
      Un altro problema è che non esiste nessuna testata che dice il contrario di Repubblica.

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    4. "But those who believe personal autonomy is the innermost human need betray an ignorance of psychology, not least their own. For practically everyone, security and belonging are as important, often more so."

      Mi ha fatto venire in mente "Il Grande Inquisitore". A loro modo hanno ragione; se non si contesta l'infezione democratica alle fondamenta, la convizione diffusa che se si e' in tanti allora si ha ragione, se si e' in tanti allora si e' normali, mentre ovviamente ragione, normalita' e massa sono concetti completamente scollegati e persino antitetici... Se non si contesta questo, allora hanno ragione.

      Eppero' guarda anche quelli che dicono "usciamo, usciamo". Si sono dati appuntamento per il 25 Aprile... Non andava bene l'altro ieri? O il 10 marzo?

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    5. Caro Nachtigall, secondo te cosa hanno in comune Salvini, Bagnai, Di Maio, Meloni, Zingaretti, Fontana, Zaia, De Luca? Sono stati eletti. Per questo da loro non arriverà mai la salvezza. Si deve costituire un nucleo di intellettuali e volenterosi che ripudi la democrazia liberale come è degenerata nell'ultimo mezzo secolo. Se giochi a briscola non lamentarti se il sette di denari che hai in mano non vale nulla. Quelli che sperano in certe figurine elette contro altre figurine elette mi fanno scompisciare dalle risa.

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    6. Anche su questo sfondi una porta aperta...

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    7. A proposito di "intellettuali e volenterosi", dicono quelli di Vox Italia che tale nome non vuole richiamare in nessun modo l'omonimo partito nazionalista spagnolo oggi in voga.
      Già, e allora, perché l'hanno chiamato proprio così? Chi gli ha ordinato di chiamarsi così?

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    8. Sinceramente non conoscevo ne' il filosofo, di cui ho solo sbirciato il solito curriculum "impeccabile", ne' la rivista (grazie Barabba per le delucidazioni). 
      I suoi mores sono le solite indicazioni per scendere qualche gradino in basso, illudendosi di andare in alto...insomma si, le stesse cose che abbiamo nel nostro desolante panorama. La tristezza e' che me ne e' stata consigliata la lettura. 

      Sulla sicurezza: 
      Credo che umiliazione dopo umiliazione "io contro il mondo" abbia iniziato a mettersi in dubbio con rassegnazione. Mi sembra ci sia un sempre maggiore disprezzo e sfiducia verso se stessi, altrimenti come si spiega questo delegare sempre piu' ad altri cio' che attiene alla propria sfera decisionale? Certo anche l' infantilismo imposto contribuisce. E poi come puoi pensare al benessere e sicurezza del prossimo o della collettivita' se non metti prima alla prova cio' che da' benessere e sicurezza a te? Ama il prossimo tuo come te stesso, dovrebbe divenire ama il prossimo tuo ma non te stesso, un non sense. E' pia illusione pensare che il prossimo sia li' a preoccuparsi della tua sicurezza e tu della sua, semmai e' chi si sente insicuro che insiste per vederti nelle sue condizioni; nei fatti poi ad entrambi ci pensa qualcun altro. Certo tutto torna se invertiamo la logica come dice Alceste,  l'autonomia personale e' un requisito per la sicurezza, quindi in nessun caso e' sacrificabile.
      Sulla infezione democratica nulla da eccepire.
      Ise

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  13. Le culture, le vere grandi culture, sapevano preservarsi anche in periodi guerreschi. Un impero che imponeva se stesso non aveva la pretesa di modellare culturalmente i popoli conquistati. Piuttosto avvenivano scontri e incontri, durante e dopo la conquista. C’erano l’interesse e la fascinazione di due tradizione che, appunto, si scontravano ma scontrandosi si incontravano. La custodia della propria tradizione però era sacra e rispettata, pur considerando la difficoltà vissuta nel momento. Credo che paragonare l’espansione dei grandi antichi imperi alla situazione attuale sia fuorviante. Certo, similitudini possono trovarsene. La linea politica di Kissinger negli anni 70 traeva ispirazione dall’espansionismo dell’Impero Romano. La cosiddetta Pax Americana altro non voleva essere che un surrogato postmoderno della Pax Romana. Gli uomini di quel tempo non hanno però assolutamente nulla in comune con gli uomini d’oggi anche se questo fatto è sovente trascurato dagli storici e dai politologi di scuola anglosassone, perciò imbevuti di tristo pragmatismo e scarno empirismo. Se non sbaglio era John Locke a sostener la tesi che un uomo, in qualsiasi contesto storico si ponga, è sempre lo stesso, determinato da stessi bisogni e aspirazioni. La globalizzazione può imporsi a livello globale appunto perché non custodisce alcuna tradizione e non sorregge alcuna cultura. Il suo espansionismo si basa sulla livellazione totale, sulla standardizzante delle necessità e sulla frammentazione emotiva del desiderio. Non va
    oltre questo. Il polcor è il surrogato culturale dell’ epoca e non reggerebbe se stesso se non su basi morali flaccide, tremebonde. Queste basi morali sono facilmente parcellizzate da una serie continua di stimoli emozionali. Ottenuto questo, ecco che arriva il pacchetto d’offerta con tutta una serie di soddisfazioni pronte all’uso, verosimilmente sul modello delle app per smartphone. Credo che sostanzialmente sia tutta qui la visione d’insieme -che in contesti meno squallidi potremmo chiamare Cultura- che la globalizzazione ci riserva. Crumbo

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    1. Giusto così, non aggiungo nulla.

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    2. Aggiungerei ancora una cosa io. Sono a casa cassaintegrato, costretto come tutta Italia ai domiciliari in assenza di reato e per giunta bloccato dalla sciatalgia, di nuovo. Per cui approfitto volentieri di questo ottimo spazio che è questo blog. Il mondo odierno che descrivo più sopra mi schifa profondamente, provoca in me un rigetto. Incominciai a sentire questo rigetto alle scuole medie, in terza se ben ricordo. Le manfrine degli insegnanti soprattutto, quelle chiacchiere sul nostro futuro che si risolvevano sempre nella affermazione di se tramite la carriera, la posizione sociale etc... quando nell’aria già si respirava lo sfascio totale. Quindi sono tanti anni che mi porto appresso questo fardello del rigetto totale. Mai son riuscito ad abbracciare una ideologia politica poiché le vedevo già distorte, abbarbicate su vecchiumi oramai. Questo però, al contempo, l’ho anche vissuto come una grave mancanza. Da buon italiano ho sempre conservato la fede tra alti, molti bassi e periodi di pigrizia. La mia simpatia politica oscillava tra comunismo e destra estrema, ma sempre e solo di simpatia si trattò. Mi sono auto escluso da ogni forma di aggregazione sociale e ora mi ritrovo, causa lo spontaneo rigetto di cui sopra, praticamente solo o quasi. Non me ne lamento, quello sono io e va bene così. Vengo al nocciolo dopo questo preambolo autobiografico: il rigetto e il rifiuto di questo odierno mondo l’abbiamo messo in luce. Però è il mondo, quello dell’adesso, in cui esisto, sovente mio malgrado. È un bel problema. Vivere in un sistema che rifiuti e al contempo viverci dentro, averci comunque a che fare sempre, per forza di cose. Conosco molta gente soddisfatta di questa nuova visione, la trovano perfettibile ma già ottima. Comoda, a portata di click, efficace ed efficiente. Valori, ideali, tradizione, costumi: vecchi ricordi dei nonni, folklore quando va bene. Certo le difficoltà ci sono eccome perché il sistema è perfettibile e sarà, ci contano, perfezionato. Quindi, dove sta il problema? Allora chiedo, a te Alceste e ai lettori del blog: non vi è mai passato per la testa il tanto scontato quanto sconfortante dubbio: e se avessero ragione? Se, alla fine, lo scopo di questa gigantesca saga che chiamano storia non si risolvesse proprio nella pianificazione globale dei bisogni umani e nella loro mera soddisfazione, nella placidità individuale e sociale, insomma nella kantiana pace perpetua? Personalmente ho sempre sentito intimamente che un uomo non possa soltanto dormire, vegliare, nutrirsi, riprodursi (finché sarà concesso) ed espletare i suoi bisogni, con corollario di soddisfazioni parcellizate a disposizione continua. Avverto, come molti, una tensione che mi porta oltre tutto questo. Ma se mi sbagliassi? Questo, di tanto in tanto, è il busillis. Crumbo

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    3. Io sono geneticamente misantropo e capisco quello che dici.
      Adeguarsi dà piacere per questo il conformismo è un adroga potente.
      Il prigioniero sviluppa, prima o poi, un sentimento di benevolenza per il carceriere.
      Tutta la letteratura distopica ne è certa.
      In Noi, di Zamjatin, modello per tutte le distopie future, il Carceriere Massimo si chiama Benefattore. Più chiaro di così. Alla fine anche il protagonsita cede, previa piccola operazione, e diviene "felice".
      Essere "felice": hic stat busillis.
      Ma cosa significa essere "felice"?
      Significa non contrastare con gli spiriti del tempo, sciogliersi nel flusso?
      Credo di no. Non esiste un tipo di felicità del genere. Ciò che essi chiamano felicità è solo interruzione del disagio che provano di fronte al potere. Quando cedi del tutto al potere allora ti liberi del peso della responsabilità, morale e intellettuale, e confondi questo con la felicità.
      Ma ti assicuro che questa è ben altra cosa. La felicità o il ben vivere coesiste necessariamente col dolore. L'esistenza è composta da alti e bassi: la medietà rivela solo un elettroencefalogramma piatto.
      Le guerre o le pestilenze, quelle vere, furono generatrici eterne di felicità e di nuove energie.
      Anche coltivare un campo o costruire una casa o salire una vetta dona felicità. La fatica, anche.
      Vivere in una vasca protozoica per settant'anni, senza scosse o alti e bassi, non è certo essere felici: significa essere appendici vegetali.
      Basta indagare le vite di chi si ritiene possa avere ragione. Sono come i replicanti del film di Don Siegel, L'invasione degli ultracorpi.
      Non amano, non si entusiasmano, non possiedono curiosità poiché i sentimenti passano per l'adesione a un format invece che sorgere da loro stessi. Capisco la tua depressione, non la tua infelicità. Occorre costruire un mondo alternativo in sé per sopportare questo inferno.

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    4. Banalmente, io ci vedo una mancanza di Fede.

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  14. Grazie Alceste. Non mi sento ne depresso né infelice. O meglio, felice della mia infelicita’ perché essa è genuina, sgorga dalla pura sorgente dell’essere. A volte però mi sento dilaniato, questo sì. Non sono propriamente un misantropo anche se sto decisamente meglio per conto mio, o con pochi selezionati e storici amici. Non credo che i conformati siano felici, soltanto più tranquilli, più placidi. Come i drogati appunto. Questo mi disgusta. Avere, per forza di cose (lavoro, quotidianità etc...) da fare con loro e’ spiacevole, urticante persino. Eppure stanno qui pure loro e non per caso, capisci cosa intendo? Riconosco in loro comunque e ancora , forse per poco, un denominatore comune. O forse più che riconoscerlo ci spero. Non ho mai condiviso quelle coglionate apocalittiche del genere “l’uomo deve estinguersi per il bene del pianeta” e brodaglie varie. Sono anch’esse conformistiche, modi estremi del conformismo. Sulla felicità ce ne sarebbe da dire. Lo vedo un concetto ingannevole, come quello di libertà. Entrambi i termini coniugati all’infinito. Ma ora la pianto qui. Passo e chiudo al momento. Crumbo

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  15. Prendo spunto da "l'uomo deve estinguersi per il bene del pianeta" per deviare un po'.
    La mascherina, simbolo di sottomissione, non serve tanto ad inculcarci il concetto che il prossimo e' una minaccia perche' gia' in molti lo pensavano (da buoni invertiti quali sono, "odia il prossimo tuo"), ma piuttosto che siamo di peso all'ambiente circostante, che anche il nostro semplice respirare e' inquinante.

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    1. Ti posso rispondere con una mia volgare esperienza?
      L'assessore di un comune di 50.000 abitanti si crede già una spanna sopra di te e di me.
      Un puzzolente politico raccomandato di provincia, non so se mi spiego. E qui sto tacendo dei più meschini emissari statali che trattano (chi gli paga lo stipendio) come pezze da piedi.
      Immagina come deve sentirsi il sindaco di una città.
      Immagina come deve sentirsi il governatore di una regione.
      Pensa cosa frulla per il capo a Bezos ...
      A certe altezze proprio non comprendi la plebaglia perché ormai tu sei un signore del mondo e non intrattieni con la base della piramide nessun rapporto di fatto. Un satrapo o un imperatore o un re, invece, non solo conoscevano i propri soldati e sudditi, ma parlavano la loro stessa lingua e mangiavano le stesse focacce.
      Questi pazzoidi, a mio avviso, sono degenerati psichicamente. Sono altro, sono inumani, hanno distrutto il panorama storico entro cui la vita vale la pena d'essere vissuta. E il basso patriziato che gli tiene bordone è anche peggio.

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    2. Qui entra in gioco un'altra superstizione dei nostri tempi: quella cioe' che saremmo tutti uguali, che tutti potremmo - in linea di principio - fare una qualsiasi professione, con un'adeguata preparazione o, per i piu' maliziosi, adeguate relazioni.
      Razza, sesso, inclinazioni interiori, talenti innati non e' che non contano: e' che non esistono.
      Domani non servira' piu' quella professione? Ne inventeremo un'altra.
      Il lavoro agile si chiama cosi' non perche' non si e' trovata una traduzione migliore (esisteva peraltro gia': da remoto) ma semplicemente perche' in effetti e' richiesta una certa agilita' per tenerselo, quel lavoro.

      Cosi' individui che in comune al massimo avrebbero potuto lavare i cessi, si sono ritrovati assessori. E - non ne dubito - viceversa.

      Ora: e' persino banale affermare che la crema, in una societa', e' una parte minoritaria a livello quantitativo. Per definizione.
      Ma se scientemente si prende questa minoranza, la si sparpaglia nel mucchio e poi a caso si pesca qualcuno (lo si elegge*), per una semplice ragione statistica, si finira', con buone probabilita', con il ritrovarsi individui meschini, completamente impreparati alla gestione di un seppur minimo potere, in posizioni appunto di "seppur minimo potere". Obiettivamente, quante probabilita' ci sono di pescare qualcuno di quella suddetta "crema"?

      E poi, a uno che arrivasse da la'... ma chi glielo fa fare, a queste condizioni?

      Non e' tanto quanto in alto si va, e' proprio la materia prima che e' scadente. L'altezza al massimo e' un amplificatore.

      Certo che siamo di fronte a qualche seria malattia mentale. Anche perche', diversamente, non e' possibile, ad esempio, spiegare il coglionavirus (sfido a provarci).

      * Curiosa l'ambivalenza della parola "eletto". I democratici pensano che l'elezione avvenga e possa avvenire dal basso; mentre "eletto", secondo un'altra accezione, intimamente opposta, significa "predestinato": un'elezione dall'Alto.

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    3. Una modesta proposta: se sindaci, assessori e governatori uscissero a caso da una scuola di alta amministrazione ... Nessun consesso, nessun consiglio, nessun parlamentino. Le cose migliorano o peggiorano?

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    4. sul patriziato Alceste hai scritto pagine fulgide

      http://alcesteilblog.blogspot.com/2017/06/la-guerra-civile-italiana.html

      Rommel nelle sue memorie, descrivendo gli attacchi contro gli italiani a caporetto, osservava che le truppe si arrendevano in massa perché gli ufficiali italiani non comprendevano i propri uomini e non erano quindi in grado di motivarli nemmeno con le minacce di fucilazione. Andava un tedesco a parlamentare e si arrendevano in massa nonostante gli ufficiali, lividi di rabbia, piangevano per l'insubordinazione. Ma per le truppe, prigionieri, la guerra era finita.
      Anche sul fronte nordafricano nella 2a guerra mondiale Rommel riferiva che nonostante i pressanti problemi di rifornimento, le tavole degli ufficiali italiani erano sempre imbandite, mentre i soldati comuni avevano un rancio insufficiente. I tedeschi invece tra ufficiali e soldati mangiavano praticamente le stesse cose.

      La borghesia ferocemente classista è caratteristica della nostra società, chissà come si è formata.
      E dire che l'università è accessibile a tutti. Io l'ho frequentata al centro, e ricordo tipi umani di una protervia che mai avrei immaginato esistere. Gente sempre in prima fila con la mano alzata durante la lezione a fare disquisizioni con il docente. Gente alla bagnai. Nemmeno prendevano in considerazione l'ipotesi di venir brutalmente dileggiati per tali partecipazioni attive, squillanti e sorridenti. E infatti nessuno poi li dileggiava, qualche bofonchio di contrarietà dalle ultime file che velocemente sfumava nella cavernosa vastità dell'aula.

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    5. In effetti nell'espirazione si emette CO2 (che e' proprio la funzione della respirazione, quella di introdurre ossigeno ed espellere anidride carbonica), sono sicura che a qualche fanatico ambientalista questo crea dei seri sensi di colpa. Meglio far tornare all'interno la CO2 col rimbalzo della mascherina.
      Siamo pure sempre all'idea che dobbiamo preoccuparci di tutto, esternamente a noi, tranne che di noi.
      Comunque si la mascherina di garza indica la fobia di sterilizzare e filtrare tutto, anche il respiro e le parole che escono di bocca. Se pensi a quante fabbriche in Italia hanno convertito alla produzione di mascherine, capisci per quanto ancora andra' avanti.
      Ise

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    6. Io credo che il potere vero si tramandi per via ereditaria e per degli ottimi motivi, ci possono essere eccezioni che lungi dal smentire quanto detto lo confermano.
      Per cui sono molto scettico su queste scuole di alta amministrazione, a meno che non siano frequentate da persone che già, per questioni di sangue, abbiamo respirato l'aria dei corridoi del potere fin dalla culla. Persone che al potere rimangano del tutto indifferenti, tanto fa parte del loro DNA.
      Nondimeno sono sicuro che qualsiasi cosa sia meglio di un'elezione dal basso, perché essa innesta un meccanismo perverso, lucidamente spiegato da tanti, fra cui consiglio per la spietatezza Gaber (non certo un fascista).
      Le cose migliorerebbero, per rispondere alla tua domanda.
      https://m.youtube.com/watch?v=3iccz42Yfxs

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    7. I governatori di Roma si chiamavano Piero Colonna, Giacomo Borghese, Boncompagni-Ludovisi, più ereditari di così. Venivano nominati dal Re su proposta ministeriale. Confrontiamo queste figure con i Sindaci del dopoguerra. Non si può far gestire l'Italia che, spiace dirlo, non è la Svezia, il Congo o il Minnesota da oscuri geometri.
      QUi no nstiamo parlando solo di corruzione poiché le speculazioni ci sono sempre state. Parlo di un sentimento e di un giudizio maturato nei secoli che nonostante tutto non tradisce l'armonia, l'ordine, un certo anelito alla bellezza. Petrarca se ne andava a zonzo con un Colonna nel XIV secolo, un Piero Colonna evidentemente trattiene in sé alcuni anticorpi che disattivano il virus del cattivo gusto. Un Piero Colonna non avrebbe consentito allo sviluppo di certi quartieri che, oggi, obiettivamente, sono impossibili al recupero e andrebbero bombardati. E poi da tale andirivieni si tolgono di mezzo le campagne elettorali, il tifo, la stupidità dei giudizi pubblici: un bel risparmio di stupidaggini, soldi, polizia.
      Credo che una selezione severissima nelle scuole amministrative sia possibile. Certo se, come è avvenuto con la tipa dai capelli rossi, imponi il sei politico fino a quattordici anni poi ti ritrovi con un esercito di somari potenziali assessori.

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    8. ed ecco qui il successore, omonimo Piero Colonna di Paliano

      https://www.tudelft.nl/en/staff/p.colonna/

      milanese e professore di ingegneria in Olanda.
      Il segno dei tempi lo cogli da come si comportano costoro, con mille anni di aristocrazia nel sangue. Adesso che non va più di moda il nazionalismo, eccoli primi e più zelanti cittadini del mondo.

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    9. Proprio in Olanda ... la resa ...

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  16. Non festeggerò il ? 25 aprile festa della liberazione ? Ben Pannolini è durato 20 anni, la colonizzazione anglocazzone sta durando da 75 anni e non accenna a defluire nelle fogne. Anzi, prima avevamo un padrone, ora ne abbiamo 1 USIL, 2 UE, 3 FRANCIA, 4 GERMANIA...OLTRE I GUITTI I CONTI ED MARCHESI ALTRO CHE AMENORREA !

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    1. Per Nachtigall: è così, penso proprio. Non mi stupirei nell’apprendere che i più fanatici, tra la plebaglia s’intende, della mascherina e distanziamento sociale (terminologia da incubo) siano anche accesi ambientalisti polcor. L’ambientalismo odierno altro non è che un’applicazione fruibile come quelle di cui parlavo più sopra. Molti di loro non sentono intimamente la causa, semplicemente innescano la loro app emotiva e poi sproloquiano. Finito il repertorio finita la prestazione. Fino al prossimo titillare della applicazione. Per Alceste: “Hanno distrutto il panorama storico entro cui la vita val la pena d’essere vissuta” è tragicamente splendido. E anche questo, purtroppo, è così. Crumbo

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  17. Antro d’amore
    Rombo di luce
    Parole del sottosuolo
    Fiume di lava
    Ancora di salvezza

    Non è male in fin dei conti, è evocativa. 3 versi pentasillabi (si dice??), un endecasillabo e un settenario, assenza di rima, quindi ostentato rigetto delle regole formali. 2 sostantivi a ogni verso, appaiati per creare contrasto, uno esprime quiete, l'altro movimento. Tranne l'ultimo verso, che espressivamente arresta questo movimento ('ancora'). L'assenza di verbi libra la personalità di giuliano ferrara in un presente sospeso.

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    1. Resta da spiegare cosa c'entri il rombo di luce con Ferrara.

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  18. Buon 25 aprile a tutti, carissimi! Viva la liberazione!! No razzismo, omofobia, fascisti, maschilisti e carnivori. Viva la mascherina e il distanziamento sociale! Odio profondo per gli untori che non hanno a cuore la salute pubblica! Se ci sono delle leggi, beh vanno rispettate! ... cazzo, scusa Alceste, mentre facevo toeletta ho involontariamente sfiorato l’app polcor. CrumboRicrumbo

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    1. Fai bene a fare toletta ... radersi o lavarsi in terra ostile è un atto eversivo di disciplina.

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  19. Due appunti veloci relativi al concetto di esercitare il potere (discusso nei commenti sopra) ripresi da una ettura di Romano Guardini.

    “Esercitare il potere, quindi, non significa imporre la propria volontà
    alla natura, ma partecipare a un progetto universale che parte da Dio
    e a Dio ritorna.”

    "La umana potenza non deve dunque costituire un proprio mondo
    autonomo, ma deve, secondo la volontà di Dio, portare a compimento il
    mondo di Dio facendone un umano mondo di libertà."

    "In questo dono di potere, nella capacità di farne uso e nell'imperio
    che ne consegue, consiste la naturale somiglianza a Dio dell'uomo. (…)
    L'uomo non può essere uomo ed oltre a ciò esercitare o meno un potere,
    esercitare quel potere è essenziale per lui. A ciò lo ha destinato
    l'Autore della sua esistenza. E noi facciamo bene a ricordare che nel
    protagonista del progresso moderno, anche nel protagonista di quello
    sviluppo di potere umano che in esso si compie, e precisamente nel
    borghese, agisce una fatale inclinazione: esercitare il potere in modo
    sempre più fondamentale, scientificamente e tecnicamente perfetto, e
    al tempo stesso non prenderne apertamente le difese, cercando invece
    di ammantarlo dei pretesti dell'utilità, del benessere, del progresso
    e così via. L'uomo ha perciò esercitato una potenza senza sviluppare
    un'etica corrispondente. Ne è nato un uso della forza, che non è
    essenzialmente governato dall'etica e che trova la sua espressione più
    genuina nella società anonima."

    "(…) l'uomo - egli afferma - deve giungere al dominio nel senso più
    ampio, ma rimanendo in un rapporto di obbedienza a Dio a attuando quel
    dominio come servizio. Egli deve divenire signore, ma restando fedele
    all'immagine di Dio che è in lui, e senza pretendere di essere lui
    l'archetipo.

    Sono solo alcuni accenni, pare fin troppo chiaro che la demolizione del mondo che li conteneva, come tante volte Alceste ci ha spiegato, si è resa necessaria per arrivare allo stato di cose attuale. Attuare il potere come servizio a un Ordine Superiore...se ci pensiamo in effetti anche oggi è così, il problema è che quell'Ordine Superiore non sta più in cielo ma in terra.

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    1. A mio avviso non è più in terra, ma in una fossa settica. Per capire certe decisioni occorre davvero rimestare nella merda.
      Si può essere cristiani o no, religiosi o meno, ma il potere umano esercitato su ricalco di un ordine celeste consentiva non solo la vita, ma, quel che è più importante, la reazione a quell'ordine. Sapevi a chi ribellarti e in nome di cosa. Ora?

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    2. Condivisibili le citazioni, certamente interessanti, grazie.
      Oggi però non si sta servendo un Ordine Superiore... se questo sta in terra. Sarebbe una contraddizione in termini.
      Concordo con la visione che sia necessario rimestare nella merda.

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    3. È vero quel che dici...tra l'altro eliminare dalla vita umana questa polarità, questi opposti, queste reazioni, puzza di zolfo lontano un kilometro. Poi chissà, "l'operazione in atto" non è detto che riesca fino in fondo...ma allora forse è vero che sarà davvero il ritorno del Dio della guerra...perché altrimenti come la fai una grande purificazione?

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    4. Non ti seguo qui, puoi spiegare?

      Riguardo alla puzza, anche a me era parso trattarsi di zolfo, il giorno uno di questa carnevalata, dove sotto troppi aspetti sono, non senza una certa ironia del destino, cadute tante maschere.
      Eppure annusando meglio, con il passar dei giorni, mi convinco sempre piu' che si tratti di banalissima merda. Saro' piu' chiaro: e' un insulto all'intelligenza del Diavolo pensare che questa sia opera sua.

      A Mosca si puo' visitare il mausoleo di Lenin, pero' non sono permesse le celebrazioni religiose. Questa, per dirla con Marx, e' la Storia che si ripete in farsa.
      Sembra piu' il capriccio di un bambino dispettoso che una cosa seria.
      In altri tempi gli avrebbero dato due ceffoni e la cosa sarebbe finita la' ma ora sapete, la questione femminile, etc.

      Aldila' di questo la Russia bianca ha festeggiato la Pasqua, nemmeno si sono degnati di chiudere le frontiere, figuriamoci le industrie o la gente a casa.
      Peggio di un pugno in un occhio per gli "esperti" della tv, che infatti nel dubbio non ne parlano, convinti come gli struzzi che basti mettere la testa sotto la sabbia...
      Attenti, verrebbe da dirgli, che lasciate scoperto il didietro; e' anche vero del resto che potrebbe piacergli. De gustibus.
      Ho letto un recente studio che afferma che il 99% dei contagi sia avvenuto tramite la televisione. Puo' darsi che siano le solite male lingue ma questo spiegherebbe il perche' di tutti questi infetti tra politici, attori, sportivi professionisti.

      Volevo raccontarvi di cosa succede al confine tra Polonia e Ucraina, per farci due risate.

      Confine di Krakowiec, 24 aprile, 2774 a. U. c. (metto le mani avanti dovessero proporre di cambiare il modo di contare gli anni).

      Non ci sono autobus che vi portano direttamente da una citta' polacca ad una ucraina, immagino per il problema della quarantena, cosi' la gente (il bestiame?) viene trasportata prima al confine polacco. La' aspetta a piedi (e in piedi) per delle ore - per qualche ragione e' vietato attraversare il confine a piedi - che un secondo autobus li trasporti per i circa 300m che servono ad arrivare in Ucraina. Per la modica cifra di 12 euro circa (i 300m!). Senza biglietto, ricevuta o altro, ca va sans dire.
      Perche' dico che c'e' da aspettare delle ore? Ma perche' l'autobus mica si fa il viaggio per 25 persone (fossimo matti)! Deve essere pieno (circa 80 posti, ci sono anche posti in piedi). Qual e' il limite, per fare un confronto veloce, di persone che puo' entrare in Chiesa?
      Che il virus colpisca con piu' veemenza i credenti che non i pendolari? Possibilissimo, ma come direbbe Wikipedia: "citazione necessaria".
      Intanto, e non per fare i conti in tasca a qualcuno, 12*80 = 960 eur~.
      In dogana omerta' totale: ne' da parte polacca ne' da parte ucraina nessuno vuole sapere niente del pizzo pagato. Mica lavorano per la compagnia di autobus!
      L'autobus "consegna" i passeggeri, passato il confine, alla vicina stazione di benzina OKKO e torna immediatamente indietro.
      La' i passeggeri trovano polizia, dottori in tuta spaziale e vengono costretti a fare un test per il COVID-19 (quest'anno va cosi', l'anno prossimo COVID-20 e cosi' via). Gratis? No, sessanta euro.
      A discrezione della polizia poi, anche con test negativo, isolamento di due settimane a casa propria o in una struttura dedicata (ad Oświecim o a Tomsk?).
      Qualcuno (il classico "piu' realista del re") ha l'ardire di chiedere ai medici se sia normale che sull'autobus si fossero ammucchiate 80 persone e che per fare la fila per il test non fosse stata rispettata nessuna distanza.
      Per tutta risposta qualche medico ha scrollato le spalle. Immaginatevi la scena.

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    5. Il contagio è stato diffuso dalla quarantena e dall'isteria.
      Al massimo, questo lo concedo, si potevano meglio salvaguardare gli anziani: questo, però, è un monito che andava bene anche per le influenze del 2001 o del 1984.
      Il diavolo come Male opposto al Bene fa parte della vita umana. Auspicabile ci sia il Male.
      Purtroppo il Diavolo, prendiamolo come simbolo, non è più tale avendo abdicato al Male. Oggi siamo al di là del bene e del Male, al di là dell'Ordine Terrestre o Iperuranio. Riposiamo in quel limbo noto come Nulla che si manifesta in vari modi. Nella mancanza di coraggio e intelligenza, nel lasciarsi andare, nell'ambiguità, nell'ansia da poltrona masturbatoria. Col Bene e il Male decadono le Arti e anche le Scienze, come ognuno può constatare.
      Quindi io annuso zolfo scorreggiato dai più augusti deretani, da quelli Vaticani a quelli europei a quelli correttissimi della televisione che, cascasse il mondo, ci ricorda quanto siamo cattivi a lasciar morire i bambini africani.

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    6. Per nachtigall: scusa mi sono espresso male. Quando parlo di "operazione in atto" non mi riferivo nello specifico all'epidemia ma alla decadenza globale di un certo ordine. Da qui la possibilità, chi lo sa, che per cambiare il corso delle cose possa davvero ritornare il Dio della guerra, al di là delle considerazioni che non conviene a nessuno...che la guerra già c'è ma combattuta a pezzi...che che la guerra c'è ma è finanziaria ecc...Parlo proprio di un conflitto armato. No so come spiegarmi, è come se questo grande annichlimento, innegabile e ben argomentato da Alceste, questo essere al di là del bene e del male sia lì sospeso, ma che nasconda l'altro polo, gigantesco, che prima o poi esploderà. Per grande purificazione intendevo questo anche se forse il termine non è il più appropriato.

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    7. "[...] Noi non pensiamo per nulla che la fine del mondo occidentale debba per forza rivestire quell'aspetto coreograficamente catastrofico, cui la mente dei piu' e' subito portata. Non si trattera' necessariamente di cataclismi, e nemmeno di quelle nuove guerre mondiali, su cui orrori e su cui esiti di sterminio dell'uman genere molti fin d'oggi lugubramente ci intrattengono. Anzi, una guerra, un altro buon squassamento, ma radicale, pero', risolutivo - che altro potrebbe augurarsi chi ancora spera?
      Noi vediamo piu' nero ancora. Ecco, per esempio, una delle forme in cui, fra le altre, potremmo anche raffigurarci la "fine del mondo". Niente piu' guerre. Fratellanza universale. Livellamento totale. Unica parola d'ordine: obbedire - incapacita', divenuta organica attraverso l'educazione di generazioni, a far altro che obbedire. Niente capi. Onnipotenza della "societa'". Gli uomini, mezzi per l'azione sulle cose. L'organizzazione, l'industrializzazione, il meccanismo, la potenza e il benessere fisico e materiale raggiungeranno apici affatto inconcepibili e vertiginosi.
      Accuratamente scientificamente liberati dall'Io e dallo spirito, gli uomini diverranno sanissimi, sportivi, lavoratori. Parti impersonali nell'immane agglomerato sociale, nulla, in fondo, li distinguera' piu' gli uni dagli altri. Il loro pensiero e il loro modo di sentire e di giudicare avra' carattere assolutamente collettivo. Con le altre, anche la differenza morale fra i sessi scomparira', e puo' darsi anche che il vegetarianesimo fara' parte delle abitudini razionalmente acquistate di quel mondo, giustificandosi sull'evidente somiglianza delle nuove generazioni con gli animali domestici (quelli selvatici allora non avendo piu' permesso di esistere in qualche giardino zoologico). Le ultime prigioni rinchiuderanno nell'isolamento piu' terrificante gli ultimi attentatori dell'umanita': i pensatori, i testimoni della spiritualita', i pericolosi maniaci dell'eroismo e della fierezza guerriera.
      Gli ultimi asceti si estingueranno a uno a uno sulle vette o in mezzo ai deserti.
      E la massa celebrera' se' stessa per bocca dei poeti ufficiali autorizzati, i quali liricizzeranno i valori civili e canteranno la religione del servigio sociale.
      A questo punto sorgera' una grande aurora. L'umanita' sara' veramente rigenerata e non conservera' piu' nemmeno il ricordo dei passati tempi di barbarie.
      Ora: a voi chi permetterebbe di chiamare "fine" questa fine? Di vedervi, con noi, il collasso totale, la caduta definitiva? Sapreste voi forse concepire un mito piu' splendido, un avvenire piu' radioso, per l'"evoluzione"?
      Rassicuratevi dunque: i cattivi profeti abitano l'altra sponda. [...]"

      La Torre, n.4, 15 marzo 1930, J. Evola

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    8. Non si può che rimanere ammirati.

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  20. Scriverò un pezzo su come non si può fare una rivoluzione attraverso YOUTUBE, ma solo con armi, sangue, carne, tattica militare, corte marziale, spionaggio, controspionaggio, plotoni di esecuzione, denaro fisico, oro, corruzione: perchè la SIlicon Valley è un catalizzatore di ogni tipo di aspirazione e frustrazione, è la Grande Sorella, alla quale ci si piega per onorare il proprio narcisismo; è la padrone sadica che accarezza l'egocentrismo; il guinzaglio più o meno lungo, a seconda dei like e della monetizzazione, che incatena lo schiavo al proprio destino di arruffapopolo o credulone perpetuo.

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    1. Ce lo farai leggere?
      Il problema, l'ennesimo, è che la carne e il sangue non li mette più nessuno.

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  21. Una decina d’anni fa ebbi modo di conoscere una infermiera moldava. Viveva in Italia già da un tot d’anni, non ricordo quanti. Mi racconto’ quasi divertita di come fossero costantemente spiati da sistemi di sorveglianza e delatori. Poi mi disse che anche l’Italia stava diventando a quel modo. Sulle prime mi stupii un poco e allora si spiegò, dicendo che la differenza tra regime e democrazia è di metodo, non di sostanza. In un regime la sorveglianza è necessità del governo, in democrazia vien decantata virtù di sicurezza per i cittadini. Negli ultimi vent’anni, per dire, di quanto è aumentato il numero delle telecamere a circuito chiuso, in città, cittadine, paesi? Senza considerare tutte le altre forme... ecco, magari pecco di poca immaginazione, ma non posso immaginare una rivoluzione che, mentre si innesca, già va in onda anche nei più minimi insignificanti dettagli. Anzi penso che la rivoluzione sia categoria superata o meglio completamente fagocita dal potere. La rivoluzione addiziona. Forse, anche se mi vien difficile dire come, bisognerebbe “muoversi “ per sottrazione. Crumbo

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    1. C'è una cosa a cui la democrazia postomoderna tiene molto. Ciò che le consente di distinguersi dalla dittatura: il voto.
      Ecco, boicottare il voto li metterebbe di fronte a sé stessi. Costringendoli ad ammettere: sì, siamo una monarchia, o oligarchia o quel che ti pare. In tal modo perderebbero necessariamente la mascheratura che gli consente di adescare i molti. Dovrebbero, insomma, porsi come Altro, frontalmente, e ciò li recherebbe alla perdita (vera) di consensi. Ora, invece, i consensi rimangono nel loro alveo di potere rifluendo da destra a sinistra, al centro, all'infinito.

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    2. La sua tesi non sta in piedi, i non votanti sono sempre le classi subalterne che hanno poco o nulla da perdere,
      il borghesume è ciò che sostiene il sistena, ed oggi il borghesume si può persino identificare nell' operaio con casa comprata col mutuo.
      Il borghesume in Italia è maggioritario, quindi l'astensionismo è ininfluente. Ad esempio negli USA l'astensionismo perdura dalla fine dell' Apartheid, (tranne brevi parentesi sotto le presidenze Kennedy e Obama).
      E da allora più che rivoluzioni ci sono state involuzioni con milioni di persone costrette a vivere sotto i ponti o nelle fogne.

      https://www.ilpost.it/2016/05/13/affluenza-elettorale-stati-uniti/

      Ben, the Human monster

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    3. Il voto è ininfluente, in America come in Italia.
      Che lo sia l'astensionismo è da dimostrare anche perchè poi, alla fin fine, il borghesume e, soprattutto, l'antiborghesume militante ama porre la X da analfabeta credendo di essere molto furbo; anzi, il più furbo di tutti, tanto da averci regalato pedine della rivoluzione come l'abbronzato Bertinotti e altri commercianti di casali in Toscana.

      Eviti di linkare il Post: sporca la pagina.

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    4. Alceste, alla luce degli ultimi avvenimenti, temo che anche all'atto della perdita della maschera democratica e di fronte alla cruda realta' dittatoriale i piu' sarebbero capaci di dire: "Ma e' per il nostro bene!"
      Ise

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  22. Abiurare il voto d’accordo, ma forse ci stanno già pensando da loro. Le varie piattaforme interattive, la grillina democrazia diretta etc... forme per togliere sostanzialità al voto. Ormai alla plebaglia ci pensano le multinazionali che non vota nessuno. La politica dirige un po’ il traffico, magari ogni tanto pone qualche posto di blocco. Guarda i documenti e quando vede sigle importanti saluta ossequiosamente e lascia andare. Quindi non votare già porrebbe grossi ostacoli a questi vigili urbani da traffico multinazionale. Penso a forme di elusione, però. Nulla di eclatante. Basta con le notizie da prima pagina, i tiggi’ e le indagini capziose internettiane. Un lento sgretolamento basato sul non far più, piuttosto che sul fare ancora, fare altro. Un qualcosa d’anomalo sulle prime, poco decifrabile. Mi pare che al potere più nulla importi dell’opinione pubblica. Questo potrebbe essere un vantaggio però. Crumbo

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    1. Tutto ciò che possiamo fare o non fare equivale alla possibilità di movimento di un pesce rosso dentro un vaso di vetro. Gli ultimi eventi "virali" lo hanno dimostrato senza tema di smentita, plasticamente, come dicono quelli bravi.
      O si aspetta che il vaso cada a terra (campa cavallo) o si cerca di farlo cadere.
      Gli scossoni necessari a farlo cadere non possono essere messi per iscritto perché siamo malati di vigliaccheria e abbiamo tutti ancora un po' di grasso che cola…
      Divertiamoci quindi a fare analisi, teoria, letteratura e spettacolo.
      In pratica non sappiamo neppure DOVE andare, figuriamoci il COME…
      Il pesce rosso rimane fermo sul fondo del vaso oppure, a seconda, vortica impazzito quando il becchime arriva puntuale, nelle abituali tempistiche.

      Il voto? Anche Alceste, quando si va sul concreto, denuncia i suoi limiti che sono quelli di (quasi) noi tutti: credere che il problema sia culturale o di legittimazione quando invece la chiave di volta è solo quella economica, materiale.
      Affamare la Bestia.
      Ma ho l'impressione che qua tutti campino di sussidi.
      E si lamentino pure.
      Forse il materialismo giovanile, ora rinnegato, ha residuato uno sterile spiritualismo senile, avulso dalla realtà?
      Dopo aver letto 80 e passa commenti al post principale me lo riconfermo: è tutto un sbattere, anche intelligente, non lo nego, sulle pareti di vetro...
      E anch'io ho fatto il solito giro.

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    2. Un reddito universale si aggira per l'Europa ...
      Ma cosa vuoi fare se non si riesce a organizzare manco una manifestazione di quartiere?
      Il problema non è solo economico. Se fosse solo economico, non lo sarebbe più da anni. Di economia non parlo non avendo competenze accademiche. Quando dico che ci ridurremo nel monolocale con 800 euri parlo, tuttavia, di economia del futuro.

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    3. Nessuno ha detto che il solo problema sia quello economico, se lo pensassi scriverei solo sul blog del Mises Institute. Ho detto che il grimaldello per il rovesciamento del vaso potrebbe essere quello economico, l'unica lingua convincente ed efficace. Esempio, invece di smaniare per riaprire attività, lasciarle chiuse a tempo indeterminato, senza versare tasse e balzelli: questo dovrebbero fare quelli che sorreggono tutta la baracca. Tre mesi e i nostri eroi sarebbero alla canna del gas…
      Le "manifestazioni" servono a niente. Chi manifesta vuole proprio gli 800 euro e li avrà (per poco, credo).
      Il problema, caro Alceste, è che essi sono la stragrande maggioranza e vivono sulle tasse che pagano gli altri.
      Affamare la Bestia, quindi.
      Non lo farà nessuno tranne chi lo ha già da tempo capito e fatto.

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    4. Così, a naso, chi affamerà la Bestia?
      Per quanto è consentito, almeno.
      Delle mie conoscenze, nonostante gli spiriti guerrieri, quasi nessuno.
      Non vogliono fare nemmeno i ricorsi (per carità, durano anni!), preferiscono pagare e togliersi "il pensiero".
      Sta pian piano insinuandosi il piacere di restare a casa (l'obiettivo primario) e il piacere della vita da cubicolo che, inevitabilmente, genererà un'economia da cubicolo. Un altro decennio di tali massaggi e resterà solo la Bestia.

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    5. In risposta a Loris, Anonimo delle 10.27 depurato di una riga:

      "Loris il problema non è economico ... Sin dai tempi dei Sumeri, solo un limitato numero di persone può avere attività economiche proprie. Gli altri dovranno pure in qualche modo campare, e la macchina statale è indispensabile a mantenere la società stabile ed in sicurezza, interna ed esterna, oltre ad assicurarne la riproduzione. Il privilegio non è un quarto di nobiltà ,e chi non ce l'ha non è (o almeno non dovrebbe essere) relegato allo stadio d'umanità a dignità minore a cui sembri liquidarlo tu. Altre nazioni, libere dai vincoli economici imposti all'Italia, e anzi compresa qualche sua aguzzina, quanto a tenuta sociale sono messe anche peggio".

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  23. Non è esatto dire che le multinazionali non le vota nessuno. Ancora non è obbligatorio bere coca cola, comprare su amazon, ingurgitare pastiglie per curare l'herpes o la febbre etc.
    Lo disse proprio Grillo: il voto lo date tutti i giorni quando fate la spesa. Più democrazia di così!
    Certo con il tempo il cappio si stringe... È un effetto delle votazioni precedenti.
    Perciò concordo sul non far più, fare altro.

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  24. Avrei un quesito anche per gli ambientalisti, se ce ne fossero in ascolto: i bilioni di guanti monouso e maschere varie pensate di buttarcele nell'oceano?

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    1. Ho gia' ricevuto foto dall'Italia di mucchi di mascherine e guanti abbandonati a terra.
      Uno puo' anche credere a Babbo Natale, non lo contesto, ma poi almeno deve essere coerente, e in questo caso non parlo solo dell'aspetto ambientale. Se credi all'efficacia e necessita' delle mascherine, devi sapere che il modo con cui ne disponi dopo l'uso e' altrettanto importante del modo in cui le usi. Se dopo tot ore vanno cambiate perche' inefficaci e gia' piene di agenti infettivi, vanno abbandonate in appositi contenitori con alcune precauzioni in modo che nessuno vi venga poi a contatto, altrimenti ovvio che rischiano di contagiare altri. Questo ovviamente vale per chi crede che l'agente infettivo e' ovunque e libra nell'aria alla ricerca di una superficie in cui penetrare. Altrimenti… e' tutto solo fuffa da noi felicemente alimentata.
      Ise

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  25. Guarda questo sketc, sembra fatto ieri, in 50 anni nulla è cambiato.

    https://youtu.be/ui5s_R1BgbQ

    Bubba

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    1. In effetti nulla è cambiato ... grazie per la segnalazione.

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    2. Grazie a te amico.

      Bubba

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    3. "Ciripiripin che bel vaccin…": a un mio zio il vaccino antipolio negli anni credo '50 ha fatto venire la poliomielite che si e' portato a vita. Vaccini sicuri per fini oscuri, o…vaccini oscuri per fini sicuri!
      Ise

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    4. E chi non vorrebbe farsi iniettare nel sangue un cocktail a base di feti abortiti, cellule animali, formaldeide, alluminio, mercurio e chissà cos'altro!
      Soprattutto: chi non vorrebbe essere obbligato a farlo!

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  26. No no Loris il problema non è economico, perlomeno non alla base. Il problema economico ce l’hanno risolto. Dice Alceste: 800€ nel monolocale. Dove sta il problema? Sei alla fame? Quando piove dormi all’aperto? Le nozioni economiche capillari fan parte di quel processo di parcellizzazione del sentire intimo. A dato impulso si risponde così. Il problema sta nel fatto di non saper pensare altro, non poter immaginare altra visione. Quel che dici del pesce rosso è vero ma se il pesce si mette a pensare alla composizione molecolare dell’acqua quando da anni c’è già chi anticipatamente ci pensa...ci facciamo servire il pasto e ci mettiamo ad analizzarlo. Poi ci scambiamo informazioni... il pasto era così e cosa’. A cena arriva l’altro pasto. E via di questo passo. Le categorie dell’oggi non sono nostre, ci son date in concessione. Al livello del potere però son già sorpassate. Sono trastulli per noi. Crumbo

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  27. Non dobbiamo essere così catastrofisti,un cigno nero potrebbe mandare all’aria disegni ingegnosamente e diabolicamente in fase di costruzione.Il terreno potrebbe risultare meno solido del progetto iniziale.Forse ci hanno sottovalutato.

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    1. Invece sono portato a credere che questo sia un perfetto Piano Marshall per la deindustrializzazione. Un oceano di sussidi a un popolo inesistente che vive in uno Stato che più non gli appartiene.

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  28. Crumbo: "Le categorie dell’oggi non sono nostre, ci son date in concessione. Al livello del potere però son già sorpassate. Sono trastulli per noi."
    Ottima sintesi.
    Il problema per me e' la costante dipendenza da parte della base della piramide, dipendenza che fa si' che si stia sempre piu' ad aspettare che cadano le briciole dal vertice, e che non si possa piu' farne a meno per la propria sopravvivenza (ma e' un inganno); quindi per forza alimentiamo maggiormente la bestia con la nostra dipendenza (anche solo psicologica certo, anche solo con la mancanza d'immaginazione di alternative… quelle autenticamente provenienti da noi ci sono precluse dal martellamento mediatico e culturale univoco). La dipendenza verso il denaro, la tecnologia, l'informazione, la medicina, la scienza… tutte le cose che ci vengono calate dall'alto di un vertice indifferente o antagonista al destino umano (perche' ormai sono diffuse solo con i loro mezzi, quindi filtrate e progettate a monte con anticipo), finanche imposte (prima facoltative poi obbligatorie o consuetudinarie, alla stregua di dogmi). Alla fine per me un buon inizio sarebbe tornare a una vita semplice ma genuina; spegnere gran parte del rumore di fondo che c'invade, vivere secondo cio' che ci rende sereni intimamente, fidandosi della propria osservazione, e non secondo cio' che devia la nostra volonta' verso soddisfazioni fittizie, indebolendola o annientandola. 
    Prima o poi anche questi aggeggi veicolo di isolamento e distanziamento asociale andranno abbandonati al loro destino di inutili ferri vecchi. La potenza dei potenti e' piu' virtuale e virale che non reale. Nessuno puo' salvarci se non noi stessi. Iniziamo dalle piccole consapevolezze… 

    Per Loris: sebbene sia vero che li nutriamo anche con le nostre tasse, tuttavia non credo che vivano solo sulle tasse che pagano gli altri. Ho l'impressione che le tasse siano ormai solo un simbolo di sottomissione, un po' come la mascherina. 
    Guardare i 5stelle, che si dimezzavano gli stipendi per noi, chissa' quanti soldi gli sono rientrati dalla finestra a nostra insaputa per la svendita dell'Italia. Guardare le forze di polizia che fino a ieri piangevano perche' non avevano soldi per la benzina delle pattuglie, mentre ora improvvisamente sono ovunque e inseguono singoli innocenti anche con droni ed elicotteri… non credo che siano finanziati solo dalle nostre tasse. Idem per le task-force e compagnia cantando. Comunque ci puo' stare come grimaldello almeno per farci sentire uniti contro un obiettivo comune, la qual cosa servirebbe per successive azioni necessarie…
    Negli Stati Uniti intanto in diversi stati sono scesi in strada a protestare, almeno non hanno dato il loro totale silenzio assenso alle nuove direttive criminali. 
    Saluti,
    Ise

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    1. Negli USA sono avanti a noi di alcuni decenni e però si può constatare come l'insurrezione, chiamiamola così, rimane a livello di propaganda interna. Non è fattibile. E loro, rispetto a noi, hanno anche il vantaggio del territorio esteso.

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    2. Qui in USA, tutto e' certamente piu' estremo, e anche piu' vitale, sia i modi della sottomissione che quelli della ribellione. E' vero che l'America e' grande, ma non cosi' "grande" come si crede: in questa mappa https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/0f/US_federal_land.agencies.svg tutto quello che vedete colorato (con esclusione delle zone rosse che credo siano riserve indiane) e' "terra" posseduta da agenzie federali; ovvero da sorta di corporazioni sovranazionali. In molte di queste, che siano parchi naturali, foreste deserti, montagne, non e' affatto facile accedervi e non sono permesse attivita' economica o edilizie (almeno a privati cittadini). Una delle cose piu' strambe che ha caratterizzato il mio incontro con il nuovo mondo e' stato appunto scoprire quanto e' difficile andare dove devi andare furi dalle rotte principali. Molte strade che attraversano i boschi del Nord Ovest sono chiuse, senza apparente motivo. le vedi sulle mappe, pianifichi un'escursione magari per andare a funghi, e a un certo punto la strada finisce, blocchi di cemento a una sbarra ne impediscono l'accesso. Nel frattempo la foresta intorno a te e' puntellata da cartelli: Private property, no trspasssing. ci saranno conseguenze se ti azzardi. Private property de che? Qualche gigantesca corporazione gestisce quei boschi, per il legname (qui la principale materia prima per l'industria edilizia) o per altro. Sui sentieri tenuti attivi nei parchi nazionali, cartelli vi invitano a non uscire mai dal tracciato peche' potreste "danneggiare" la foresta... Questa finta pandemia sta portando alla luce, da un lato, tutte le contraddizioni della societa' Americana, dall'altro e' una grande occasione per un ulteriore accaparramento di risorse, attivita' industriali e terra fertile da parte di 'anonime' entita' corporative. La catena di distribuzione e' stata parzialmente bloccata, molti contadini e piccoli e medi produttori (ma anche qualcuno grande e ancora indipendente) si ritrovano in grande difficolta' costretti a uccidere il bestiame, distruggere i raccolti, fermare attivita' produttive. Un’economia basata sulla scarsita' e' all'orizzonte, qui in America, il paese dell'abbondanza per antonomasia.
      Sul fronte energetico, L'Arabia Saudita ha inondato il mercato americano con il suo petrolio. Dozzine di superpetroliere stazionano a largo delle coste della California, tutti i depositi negli Usa sono "apparentemente" colmi... Il valore del petrolio e' sceso sotto zero, i tanti produttori indipendenti, che ancora qui ci sono soprattutto in Texas, sono sull'orlo del fallimento... Nel frattempo Rockfeller e' uscito dall'industria petrolifera e magari avra' assunto Greta come nuovo CEO del suo impero.
      Qui e' guerra economica totale.

      il fu rabal

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    3. Le proteste ci sono, mi sono iscritto a due gruppi qui a Washington, pare che sia siano previste dozzine di proteste in tutta la nazione per il Primo Maggio, provero' ad esserci, ma la societa' Americana e' profondamente spaccata, e questi ultimi tre anni di trumpismo non hanno fatto altro che esacerbare le sue contraddizioni. Per quello che ho capito i contestatori sono rappresentanti della piccola imprenditoria, dei lavoratori dei servizi piu' umili, di tutti coloro che non hanno il "paycheck" assicurato. Per loro e' questione di vita o di morte, e' gente indipendente, disgustata dall'idea di vivere con i sussidi governativi, gente che non e' mai stata disoccupata un giorno nella sua vita. Sull'altro fronte ci sono tutti gli altri, dipendenti governativi o di grandi corporazioni, alto borghesi che possono (per ora) fregarsene della crisi, residenti di grandi citta' estremisti del politicamente corretto; costoro hanno perfettamente interiorizzato la storiella del virus killer reaccontata dai vari governi statali e da quello federale... Non c'e' niente in mezzo, e' campagna contro citta' (soprattutto qui a Ovest), indipendenti che si ribellano contro "dipendenti di lusso" che li biasimano.
      Da quando e' cominciata la crisi, io e la mia famiglia non abbiamo avuto alcun contatto "umano", se si esclude il piccolo negozio di alimentari vicino casa dove facciamo quasi quotidianamente la spesa. I pochi amici e conoscenti che abbiamo ci evitano nel nome del "ordine superiore per il bene comune", l'unica persona "educata" a non credere a questa truffa e' un collega di mia moglie, e' un americano di vecchio stampo e vive in campagna. In realta' il livello di educazione e' direttamente proporzionale al livello di credulita' rispetto alle fandonie governative.
      Ci sarebbe ancora molto da dire, magari faro' un aggiornamento dopo il primo Maggio.
      il fu rabal

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    4. Sono portato a credere, mi tocca ripeterlo, che il COVID sia un piano Marshall definitivo. Togliere di mezzo gli operatori economici medio-bassi, di qualunque risma, e appioppargli il reddito di sudditanza.
      In America sono più avanti, più combattivi e possiedono larghe fasce di territorio "ideologizzato", quindi con un sentire comune.
      Le spinte a dissolvere queste resistenze ci sono e sono enormi: limitazione delle armi, leggi bislacche sul terrorismo (trattare i Timothy McVeigh come Al Qaeda) e quant'altro.
      Vediamo. Per il 4 maggio sono previste manifestazioni anche in Italia, al Quirinale. Non succederà nulla, ma sono curioso di scoprire quanto non succederà.
      Interessante il reportage sulle zone d'America libere e no.

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    5. Ottimo reportage Rabal. In USA si sta cominciando a fare i conti con quella stronza della realtà, quella economica in primis...
      Per Ise: fra pochi mesi gli italiani faranno i conti con i simboli della sottomissione targati Agenzia delle entrate.
      Chiaro poi che costoro non vivono solo di tasse presenti…. Infatti hanno accumulato una voragine debitoria di 2500 mld che passarà a 3000 a breve; si chiamano tasse future, patrimoniali, espropri futuri.
      O credi anche tu che ci faranno monetizzare il debito o che il denaro cresca sugli alberi? Oppure che i tedeschi siano disposti a svalutare i loro risparmi in euro facendo stampare carta straccia alla BCE in misura inverosimile?
      Ovvio che mezzo mondo affoga nei debiti, non solo gli italiani.
      Finirà molto male, infatti.
      Gli stati in bancarotta non saranno affatto gentili con i propri cittadini e già si stanno allenando a soffocare ogni genere di dissenso.
      Il Virus è solo una prova generale, meno di un antipasto, un banale aperitivo.
      Un saluto...

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    6. Hai ragione alceste, quello che tiene insieme vaste fasce della popolazione rurale e rende possibe l'idea di una rivolta, e' il loro retaggio europeo e la loro "ideologia", overo il cristianesimo. Il senso d'indipendenza e di appartenenza ad un ordine di piu' alto grado e' molto diffuso nel cuore d'America, nelle vaste pianure come anche qui nelle zone rurali del nord west. C'e' una netta demarcazione antropologica tra questi contadini tradizionalisti e i cittadini "liberal', parlano lingue diverse, hanno valori opposti, i primi conoscono il valore delle armi nella difesa della loro indipendenza, i secondi disprezzano le armi e qualsiasi cosa che possa turbare lo status quo tecnocratico, che a loro sembra proprio piacere.
      Il nuovo piano Marshall verra', e’ gia' pronto nei cassetti di ogni burocrate delle alte sfere, ma qui, al contrario di quello che sta accadendo in Europa, e' guerra, per ora sono solo schermaglie, ma se il lockdown continuera' qualcosa di puo' serio puo' gia' accadere.
      la guerra e' tuttavia appena cominciata e, credo, durera' due anni, per ragioni astro-gnostiche (vedi il libro gia' da me citato "black Jack' di K.S.Bain) e perche' questo e' quello che dicono i nostri "signori". La resistenza Americana potra' 'resisistere' per un tempo piu' o meno lungo, ma non vincere; occorrerebbe l'apporto di altre forze affiche' cio' possa accadere, e l'America e' profondamente divisa, di una divisione viscerale che ha radici negli istinti piu' profondi. Una divisione che e' quasi impossibile da cancellare o anche da mitigare.
      Riguardo alle zone libere, la mappa che ho indicato riguarda solo il "furto" deli territori "selvaggi" da parte del governo Federale ma, oltre a questo, e non ho dati sottomano, c'e' da considerare quanta terra le grandi multinazionali dei semi e del cibo controllano direttamente o indirettamente. Credo che questa sia un'enorme fetta della vasta torta delle terre fertili americane. E' un processo che va avanti da anni, e che qualcuno sta faticosamente cercando di controbattere con progetti come questo: https://farmersfootprint.us/. La presente crisi dovrebbe servire a chiudere anche questo cerchio, l'esproprio definitivo dei contadini indipendenti che non si sottomettono alla dittatura dei mega-produttori di semi e fertilizzanti... ma e' sempre una guerra, piena di rischi ma anche di inedite opportunita'.
      Per Loris, qui gli stati forse non sono ancora falliti, ma le citta' sicuramente si; piene di debiti fino al collo, per trovare i soldi e "agire" devono ricorrere alla cosiddette private-public partnership, le quali non sono altro che entita' composte di burocrati (detti a volte "esperti") e rappresentanti di corporazioni, che in pratica fanno le veci del governo cittadino. Le citta' americane sono, tutte, spiritualmente e economicamente morte, nessuna indipendenza economica e nessuna liberta' d'iniziativa.

      il fu rabal

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    7. Siamo dalle parti dei "Turner diaries", insomma.
      La loro visione ideologica non mi ha mai convinto a pieno.
      Alcune etnie lì condannate mi sembrano una vittima del Nemico più che un nemico.
      I diari di Turner, però, risalgono al 1978, un millennio fa.

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    8. Resta da capire perché non siano mai stati tradotti in Italiano.

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    9. Interessante il resoconto di fu rabal sulle enclosures negli stati uniti e sul conflitto lì in corso tra latifondi e i piccoli proprietari, ricorda ciò che avvenne in Gran Bretagna nel XVIII secolo.
      Resoconto pero' non privo di eccessi di melodramma che suonano involontariamente comici a orecchie europee: "l'America e' profondamente divisa, di una divisione viscerale che ha radici negli istinti piu' profondi. Una divisione che e' quasi impossibile da cancellare o anche da mitigare."...
      Anche altri italiani in America scrivono cronache di vita interessanti, nello stesso timbro solenne e ricco di pathos, ma un po' ridicolo come la musica epica di sottofondo a recenti pubblicità elettorali della Meloni o di Marine Le Pen. Una volta si diceva "americanata".
      Sebbene non sia esente da questo difetto, in ogni caso è un piacere leggere anche questo poliziotto:

      https://italiaeilmondo.com/2020/01/17/verso-la-guerra-civile-il-tramonto-dellimpero-usa_2a-parte-di-gianfranco-campa/

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    10. Caro Barabba, per quel poco che ho capito dell'America, ti assicuro che qui e' diverso, piu' estremo, piu' viscerale, piu' ridicolo, se vuoi, e piu' enfatico certamente. Qui si prendono sul serio cosucce da nulla, c'e' una certa militanza diffusa e radicale che a noi europei, ma anche a mia moglie che e' canadese, sembra assurda.
      1)Piccoli esempi di vita quotidiana: Mia moglie guidava per le via di Seattle downtown durante una manifestazione targata "climate change", traffico quasi bloccato; si ferma ad un semaforo un po in ritardo, le ruote qnteriori sulle strisce. Un uomo in carrozzella deve attraversare la strada, ha lo spazio per passare, gli basta allungare la sua traiettoria di un metro; tuttavia una signora di mezza eta' si sente in dovere d'interveniere, si avventa iraconda urlando a squarciagola ingiurie al finestrino: come ha osato mancare di rispetto a un povero disabile...
      2) faccio la spesa al negozietto vicino casa, dove mi conoscono, compro del vino e faccio una battuta sul piacere di farsi una bella bevuta; il ragazzetto alla cassa, con cui avevo avuto qualceh breve scambio amichevole in passato, si irrigidisce, e mi chiede di mostrare la mia carta d'identita'; non sono prorpio di primo pelo... non ce l'ho, na lui non vuole sentire ragioni, deve intervenire il propietario per risolvere la situazione.
      3) in un parco, mia figlia fa cadere uno dei sui pupazzi da una passerella che corre sopra una zona lacustre "protetta". Decido di non saltare giu', conscio che posso urtare la sensibilita' ambietalista degli altri visitatori, raccolgo un ramo morto gia' staccato dall'albero... una signora mi si avventa contro, solo a parole naturalmente: "come osi detuturpare l'ambiente", mi giustifico "e' solo un pezzo di legno morto, non faccio nessun danno", 'this is not for you to trash, it belongs to the wild life".
      Sono solo piccoli esempi, ce ne sarebbero molti altri, sono cosucce da nulla eppure le reazioni sono esreme, irragionevoli ai nostri occhi; immagina cosa puo' succedere con cose un po' piu' serie ...
      certo qui tutto e' estremanente enfatizzante.

      il fu rabal

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    11. I diari di Turner furono stampati da una casa editrice "underground" in America, in cui vige la libertà di stampa, e non verranno mai pubblicati in Italia per l'ovvio motivo concisamente ma eloquentemente descritto dalla prima recensione del libro che mi appare quando lo cerco su amazon.com:

      This book is a racist, white supremacist fantasy and is not that well written. Buying this book will probably put you on a Homeland Security watchlist. I don't recommend it.

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    12. Turner diaries, edizione italiana "la seconda guerra civile americana" ediz.Bietti edizioni. 2015
      Prefazione di G.Galli

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    13. Ottimo Gratius, vedrò di procurarmeli.

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    14. Circa il fenomeno delle grandi aziende private che la fanno da padrone sugli enti amministrativi locali negli stati uniti a cui accenna fu rabal nell'ultimo capoverso del suo penultimo intervento, il caso di New York fa scuola.
      Dagli anni '70, a seguito della diminuzione di introiti fiscali causa de-industrializzazione, e successiva richiesta di prestiti a privati, le multinazionali hanno sbranato la città, potendo contare sulla minaccia ricattatoria di non rinnovare i prestiti e far andare così l'amministrazione di New York in bancarotta. Gira un ottimo video che descrive tutto ciò:

      https://www.youtube.com/watch?v=dRaE_5te0iA

      1971, L.Powell, giudice di corte suprema usa, in una nota inviata alla camera di commercio: "E' ora che le grandi competenze, intelligenze, risorse delle aziende americane siano radunate e concentrate contro chi ne vuole la distruzione" tramite "uno sforzo che deve essere ben organizzato, pianificato, costante e prolungato per non importa aquanti anni nel tempo, lautamente finanziato da un fronte comune, identificato politicamente con la Camera Nazionale di Commercio, che dovrà lanciare un protratto e consistente attacco ideologico ai centri di potere politici, le università, le scuole, i media, le case editrici, i tribunali, al fine
      ultimo di modificare la percezione della gente nei riguardi delle aziende, delle leggi, della cultura, delle libertà degli individui".

      Se avete 13 minuti da perdere e sapete leggere i sottotitoli in inglese guardate il video perché collega la "ribellione delle elite", come la definisce C.Lasch - ovvero la svolta neo-liberalista di thatcher e reagan nell'adottare le politiche economiche propugnate dalla scuola Austriaca - a quanto fatto a Jew York dalle delinquenti multinazionali che vi hanno sede. Le prove generali di quanto sarebbe stato messo in moto poco dopo su scala mondiale, e che ha provocato gli sconquassi e la macelleria sociale e civile a danno dei ceti medi e bassi in Occidente a cui abbiamo assistito negli ultimi decenni post-sovietici.

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    15. Caro fu rabal, mi dispiace sentirti dover avere a che fare con gente irragionevole.
      Tu come straniero li per motivi di lavoro immagino svolgerai mansione intellettuale (altri immigrati ti mettono fuori mercato per lavoro manuale) ed avrai quindi a che fare soprattutto con progressisti delle grandi città. A questi il martellamento mediatico addita la presenza di fantomatici razzisti e deplorabili vari come causa di tutti mali, impedimenti alla realizzazione del Sogno Ecumenico.
      Loro allora credono di identificare i loschi figuri in chiunque sia o faccia qualcosa minimamente fuori dalle righe. Seguendo i dettami dei media come segugi fanatici si sentono avvalorati come parte della 'società', del partito al forte, quindi al sicuro, in posizione solida.

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    16. Caro Alceste, non credo siamo piu' nel mondo dei Turner Diaries', l'idea che mi sono fatto e' che l'elemento razziale sia ora secondario, puo' di certo essege usato come grimaldello, ma non e' al centro della questione. Credo che questi siano tempi di una guerra interna alla Civilta' occidentale, una sorta di guerra di religione tra le truppe residue del vecchio mondo contro il nuovo, il tutto sotto la maschera politica di Red State Vs Blue state. Una guerra essenzialmente, ma non necessariamnte, tra bianchi. Credo che il riferimento cinematografico che piu' rappresenta questa situazione potrebbe essere il film "The Hunt", da poco uscito negli stati uniti, film che ancora non ho visto.
      il fu rabal

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    17. Caro fu rabal, che ne pensi di questo video?

      https://www.youtube.com/watch?v=bR1PFxQ38a0

      la "situazione" dall'istante 2.45 credo sia l'immagine più pregna che si possa trovare di questa guerra civile americana

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    18. xD
      Di voi mi fido.
      Le immagini proposte da barabba - lo confesso - mi hanno suscitato una grossa ilarità.
      Il primo pensiero è stato appunto "americani".
      C'era da mettersi a piangere? Preoccuparsi? Considerarle seriamente?
      Oppure l'ilarita' era la reazione più consona?
      Sarei curioso di sapere la vostra reazione.

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    19. beh nachtigall, scene del genere si sono viste anche in italia:

      https://www.youtube.com/watch?v=wkRlu-4c8qs

      notare la signora al minuto 2 che si arroga categoricamente il ruolo di paciere super partes, nonostante siano già li a discutere col negro - che assume il salire sul treno senza biglietto come suo diritto come gli avranno suggerito gli operatori dei centri di accoglienza - un ferroviere e una politica.
      La signora, che si farà fare il lavaggio del cervello mattina, pomeriggio e sera dalla televisione, è ben consapevole di conoscere ed aver interiorizzato la dottrina polcor dominante meglio degli altri due, che hanno una carriera e meno tempo per farsi rincoglionire.
      Il comportamento ancestrale delle donne è purtroppo questo: non gli interessa la verità, il giusto o lo sbagliato, non seguono la logica ma solo la voce del padrone, basta stare dalla parte del più forte e al sicuro e sono contente. Se le donne avessero votato dall'inizio dei tempi saremmo ancora nelle grotte con le lance con la punta di obsidiana.

      Quel pelato nel video americano è stato coraggioso nel dir schiettamente al terzomondista di smettere di lagnarsi per i problemi a scuola del figlio, e subito una torma di megere gli si sono avventate contro, subito seguite a ruota dall'immancabile "afroamericano" a dare manforte. Il pelato però non si è scomposto più di tanto, è da ammirare.

      Questo immagino sia il modus operandi; la situazione diverrà simile anche in italia: una volta che la percentuale di popolazione autoctona scende sotto una certa soglia, sostituita da immigrati, un clima culturale assurdo creato artatamente dai media marchierà gli autoctoni come potenziali razzisti che devono solo stare zitti e pentirsi (molti di loro interiorizzeranno la cosa e ci crederanno fermamente), e pomperà quanto più possibile gli immigrati di 1,2,n-generazione a sentirsi i padroni a casa altrui. Le donne capteranno i dettami del Potere, disprezzeranno gli autoctoni e prenderanno le parti degli immigrati. A quel punto in capo a poche generazioni i bianchi europei rimarranno una percentuale minoritaria della popolazione dei propri paesi, se non spariranno del tutto nel meticciato. In America i bianchi sono passati da quasi 90% a 65% della popolazione totale in pochi decenni. L'Europa del Nord sta messa anche peggio.

      Il polcor funziona fino a che gli autoctoni hanno l'impressione che la loro maggioranza non possa venire scalfita dall'immigrazione. Quando ci si accorge che non è più così, naturalmente anche solo a livello subliminale, non cosciente (perché è tabù, e nessun micco si arrischierebbe nemmeno a far affiorare il pensiero in consapevolezza), che gli immigrati sono una percentuale a due cifre e che si moltiplicano come conigli, che nelle scuole uno su 3 ha un nonno straniero etc, allora il polcor lascia spazio a repressione del dissenso di tipo sovietico, a lavaggio del cervello di massa e a psicopolizia.

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    20. barabba, ho visto il video ma mi sembra su un altro livello, intanto perché è proprio una donna a non farsi problemi per eventuali psicoreati, e poi perché anche l'altra che interviene non ha quella mimica facciale da imbecille mentre dice imbecillita', il che toglie molto alla comicità complessiva della scena, a mio parere.
      Manca poi la reazione iniziale tipo "sacrilegio!" con quei gridolini alla "c'è un ragno nella doccia" e mormorio scandalizzato di sottofondo.
      Dici che arriveremo a questo punto? Può essere, ma il termine per inquadrare il processo non è forse "americanizzazione"? Oggi si può essere americani anche nella periferica Europa, ma la cosa ancora stona.
      Sulle donne in generale, se posso concordare che vengano usate come cavallo di Troia perché passive per natura, il fatto stesso che si possa fare loro il lavaggio del cervello indica un problema più grave a monte: mancanza di uomini.
      Perché degli uomini che non fossero anche dei rammolliti non avrebbero permesso questo.
      Io notavo già a scuola, quand'ero ragazzino, che alcuni miei compagni mutavano completamente, in maniera sfacciata, di idee e opinioni davanti ad una bella ragazza.
      Invece di imporre la propria visione si adattavano per piacere. E ancora si trattava di rimediare al massimo qualche bacio. Figuriamoci per cose più sostanziose.
      Non un bel presagio.



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    21. Anche in Nord Europa il pubblico si scandalizza facilmente se viene detto qualcosa di politicamente scorretto. E' l'atteggiamento prescritto, nei paesi protestanti è così che l'individuo si piega al collettivo. Se la pensi diversamente te lo devi tenere per te, parlando rovini la coesione sociale (se no poi si perdono le guerre, e si finisce come gli Italiani).

      Cerca pure su google, a conferma, lo scandalo delle 'grooming gangs' in Inghilterra. Migliaia di ragazze stuprate da bande di pakistani, migliaia di denunce che la polizia bellamente ignorava perché altrimenti avrebbe potuto montare la rabbia popolare contro la 'comunità musulmana'.
      Cioè, la polizia ha preferito lasciar correre una situazione di stupro sistematico in certe zone, per paura del politicamente corretto.
      Le megere del video, contando di avere la ragione del polcor alle proprie spalle, si sono sentite in diritto forzare il pelato al silenzio.
      Questo è quello a cui serve il politicamente corretto, a far crescere la serpe in grembo alla società. Non servirà più quando la serpe sarà cresciuta abbastanza.

      La signora sul treno doveva stare al posto suo, ma vedendo gli altri non essere abbastanza polcor, ha ritenuto di dover dire la sua. Che il polcor debba essere regola ovunque, e dove non lo sia lo si deve imporre, glielo hanno inculcato alla televisione.

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    22. Caro Nachtigall, sulla natura eversiva delle donne, non per niente il serpente si è rivolto ad Eva. I patriarchi ebrei che hanno descritto l'episodio sapevano che se lasciate libere le donne sovvertirebbero ogni società ordinata.
      Schopenhauer riassume splendidamente:
      "Il difetto fondamentale del personaggio femminile è l'assenza di senso di giustizia. Ciò origina innanzitutto dalla loro mancanza di razionalità e capacità di riflessione, ma è rafforzato dal fatto che, in quanto sesso più debole, siano spinte a fare affidamento non sulla forza ma sull'astuzia: da qui la loro sottigliezza istintiva, e la loro tendenza ineludibile a raccontare bugie: poiché, visto che la natura ha dotato il leone di artigli e denti, l'elefante ed il cinghiale di zanne, il toro di corna e le seppie d'inchiostro, così ha dotato la donna del potere della dissimulazione come mezzo per attacco e difesa. Ha immesso in questo dono tutta l'energia che ha conferito all'uomo sotto forma di forza fisica e potere di ragionamento.
      La dissimulazione è quindi innata in lei, e di conseguenza si trova nella donna stupida quasi come in quella intelligente. Farne uso in ogni occasione è tanto naturale per lei quanto lo è per un animale impiegare i suoi mezzi di difesa ogni volta che viene attaccato. Quando una donna inganna e spergiura sente che, in una certa misura, sta solo esercitando i suoi diritti.
      Una donna completamente sincera che non pratica la dissimulazione è forse un'impossibilità, motivo per cui le donne vedono così facilmente attraverso la dissimulazione degli altri tanto che è sconsigliabile tentarla con loro.
      Questo difetto fondamentale che ho affermato essere loro proprio, insieme a tutto ciò che è associato ad esso, provoca falsità, infedeltà, tradimento, ingratitudine, ecc. Le donne sono colpevoli di spergiuro molto più spesso degli uomini. È perfino discutibile il permetterle di prestare giuramento."

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    23. Riguardo al protestantesimo, mi va bene. In effetti, mentalmente, facevo di americani e Nord Europa un unico gruppo. Chiamiamoli allora protestanti, se e' piu' preciso, ma questa infezione si e' diffusa a macchia d'olio tramite l'americanizzazione del mondo.
      Non posso pero' concordare sulla superiorita' di questa pseudo dottrina, fosse anche solo a fini di coesione sociale.
      Ha piu' i contorni della malattia mentale, come dimostrerebbe lo scandalo che citi delle 'grooming gangs'. Non ho controllato ma sinceramente non faccio fatica a crederci.
      Tu lo colleghi al protestantesimo, per me e' una banale conseguenza di due secoli di femminismo, sebbene poi una cosa non escluda l'altra, anzi...

      Sulle donne devo mio malgrado, da fiero fallocrate e misogino quale sono stato definito piu' volte, dissentire nella maniera piu' netta.

      Meglio: tutte le tue premesse sono correttissime, ma la conclusione che ne trai e' illogica.
      Affermi che i patriarchi ebrei che hanno descritto l'episodio del serpente, sapevano che se lasciate libere le donne sovvertirebbero ogni società ordinata. Cio' e' verissimo ma rileggi: lasciate libere.
      E chi e' che le lascia libere, se non quegli ometti che si fanno infinocchiare dai patriarchi ebrei (nota: non dalle Femen)? Quindi, chi e' responsabile?
      La donna e' come l'acqua, non ha una sua forma, prende quella del contenitore in cui e' contenuta. Se su questo siamo, come mi pare, d'accordo, non capisco come puoi dare all'acqua la colpa della forma che assume!!!
      La donna e' lo specchio del suo uomo.

      C'e' anche un motivo pratico per cui insisto su questo punto. Scaricare la colpa sulla donna crea di fatto ulteriore divisione e risentimento, il che fa poi il gioco di quelli che vogliono "liberarla", mentre ASSUMERSI LA RESPONSABILITA' e' un atteggiamento costruttivo e attivo.
      Sempre e in ogni circostanza bisognerebbe tendere all'Unita'.

      Con stima

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    24. Nachtigall siamo d'accordo su tutto: i protestanti, non avendo più religione, si sono dovuti inventare qualcos'altro in cui credere. Fino a qualche decennio fa, e per qualche secolo, hanno avuto il proibizionismo e il perbenismo bigotto borghese; oggi hanno il polcor. Osserva il paradosso: una volta si guadagnavano punti a essere patriottici ed austeri, oggi il prestigio sociale è elargito a chi apre di più le frontiere, e a chi è più tollerante in ogni sorta di disfacimento morale. I mezzi sono diametralmente opposti, puritanesimo ieri, polcor oggi, il fine è il medesimo: acquisire prestigio sociale facendo quanta più bella mostra possibile delle proprie virtù integerrime bene in regola con la morale vigente (puritanesimo o polcor).

      Le donne non ragionano e ciò avviene per loro costituzione, e non è colpa loro, e va bene, ma è il Potere che ci ordina di far finta che differenza non ci sia, ovvero che esse ragionino come uomini. La maggior parte delle persone oggi crede non ci sia alcuna differenza tra uomo e donna.
      "La donna e' lo specchio del suo uomo", scrivi. Aggiungo: la donna sempre per sua costituzione cerca un protettore, e il Potere è decisamente il protettore più forte, altro che il suo uomo. Basta che accenda la televisione ed ecco il Potere che la conferma e rassicura in tutte le sue strane fisime; il suo uomo non avrà alcuna possibilità di imporsi. L'unica opzione per lui è mostrare armonia coll'andazzo polcor; se invece ci si "assume la responsabilità" come dici, cioè, per come la vedo io, si denuncia il mondo per quel che è, ci si troverà piantato e solo, perché lei non ne vuole sapere, non può saperne, e andrà sempre dove il vento spira.
      Purtroppo convivere con le conseguenze dell'emancipazione femminile equivale a vivere nella menzogna.

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    25. Ora ho capito meglio come la vedi: siamo d'accordo sui principi.
      Mi sembra pero' di intravedere tra le righe della rassegnazione, in stile "la potenza di fuoco che puo' mettere in campo il Potere e' da noi ineguagliabile".
      Io credo che buona parte del gioco del Potere consista invece nel seminare rassegnazione per vincere, con Sun Tzu, senza nemmeno dar battaglia al nemico. Delle arti magiche, se per passatempo possono essere necromanti, a fini pratici prediligono certamente l'Illusionismo.
      Ma se anche la situazione fosse disperata come sembra, sarebbe necessario tenere tutt'altro atteggiamento: serve uno spirito combattivo, date le circostante, in fondo, eroico. Sempre.
      Se anche non dovesse ottenere risultati pratici servira' da testimonianza. Il senso e': esistono altri tipi di uomo.
      C'e' una fiamma che non si deve spegnere.

      Il coraggio, come la paura e A DIFFERENZA DEL COGLIONAVIRUS, e' contagioso.

      Magari e' gia' l'atteggiamento che tieni, perfetto allora!

      Voglio portare la mia esperienza personale.
      Tra le conoscenze non ho mai avuto remore a tagliare ponti o anche farli saltare in aria se necessario. Io non saro' mai circondato da persone che mi fanno venire voglia di tirarmi martellate sui coglioni solo a guardarle. Piuttosto l'eremitaggio.
      Cosi' con le donne. Meglio il monachesimo.

      Puo' essere che sia stato molto fortunato ma nella coppia mi sono sempre imposto e ho sempre ottenuto quasi tutto quello che volevo, figurati che per ben due volte sono stato io l'anello debole, tirandomi indietro quando c'era da fare il grande passo (ho ventinove anni e non mi andava, ne' a ventitre' ne' ora, di sposarmi).

      S'intende che la selezione iniziale e' molto importante.
      Non si accettano scuse tipo "io mi sono sposato con quella, credevo fosse cosi' invece e' cosa', etc". No. Tu (generico) sai chi ti sei preso per moglie. Forse non c'era niente di meglio, magari in quel momento eri attratto da un certo profumo, avevi altre priorita', ma certo non potevi non conoscere l'elemento che avevi davanti.

      Selezionata la materia prima e' un lavoro di pazienza, una guerra giornaliera, si vince per sfinimento: quando alla donna costa mentalmente di piu' oppore l'inerzia che gli viene dalla propaganda che non interiorizzare la visione del mondo che gli proponi tu (sul simbolismo della penetrazione ci si potrebbe scrivere piu' di un
      libro).

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    26. Per fare un esempio concreto di cosa intendo, la mia prima relazione di una certa importanza e' stata con questa ragazza viziosa, chiamiamola Sonja.
      Oltre agli uomini, le piaceva molto il whiskey.
      Io figurati che arrivavo proprio dal suo livello e dopo una certa parentesi a quel livello sono ritornato, o poco distante. Ma non molto tempo dopo averla conosciuta inizio' per me un periodo di grandi cambiamenti e "ispirazioni", quella parentesi a cui ho appena accennato. Mi ero fissato, chissa' perche', con il digiuno.
      Gliene parlai solo una volta: scoppio' a ridere. Vedendo che rimanevo serio, abbozzando appena un sorriso, mi disse che ovviamente potevo fare quello che volevo, dal momento che lei avrebbe fatto altrettanto... facendomi insomma capire che lei non si sarebbe fatta mancare NULLA.
      Io iniziai semplicemente a digiunare. Sinceramente, nemmeno me ne importava di cosa avesse fatto lei. Non le stavo chiedendo niente.
      Un giorno, poi tre, poi sette. Mi sentivo cosi' bene.
      Vedendo che non discutevo ma agivo, facevo da esempio, inizio' ad essere curiosa e a seguirmi. Una regola importante infatti e': mai discutere con le donne.

      Quando ci siamo separati, lei gia' da due anni non toccava alcolici, ne', probabilmente frequentava altri uomini (avrebbe subito la loro influenza altrimenti). Quanto ai digiuni, probabilmente poteva insegnare lei a me.
      Figurati per uno che fa digiunare la sua ragazza cosa possa essere un po' di polcor. :)

      Mi rendo conto che e' un discorso ampio e le situazioni sono varie...
      Di base c'e' pero' che le persone sono molto fragili in tante di quelle che ritengono "convinzioni". Alcune, non saprei dire se tante o poche, chiedono semplicemente di essere ispirate. Parlo qui genericamente di persone perche' la relazione attivo/passivo che c'e' tra uomo e donna esiste anche in generale, in maniera relativa, tra gli uomini, quando qualcuno da' e altri ricevono (per esempio tra professore ed alunni).

      Un grosso errore e' la mancata selezione all'ingresso, o una selezione troppo blanda. Ci si va a cacciare in certe situazioni...

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    27. Grazie Nachtigall per la condivisione di idee e vicende vissute.
      "la potenza di fuoco che puo' mettere in campo il Potere e' da noi ineguagliabile" purtroppo è così, la mia esperienza personale mi ha insegnato che fare qualche commento non allineato al Pensiero Unico può essere la scusa che detrattori cercano per metterti in cattiva luce, o che opportunisti cercano per dimostrarsi ligi e zelanti.
      Poter frequentare chi si vuole sarebbe una bella soluzione, purtroppo però non praticabile ai più che sono vincolati a offrire i propri servigi a qualche organizzazione per ricevere un salario in cambio.

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    28. Grazie a te barabba.
      Indubbiamente hai ragione sui vincoli del lavoro. Da questo punto di vista sono abbastanza fortunato.

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  29. Scusate se mi intrometto: Un' uomo che compra un telefonino al proprio figlio/a lo vedo come quel passo della bibia dove Dio comanda ad Abramo (senza dare nessuna spiegazione) di sacrificare l'unico suo figlio Isacco.

    Quindi un'uomo cosi che rivoluzione può fare?

    Bubba

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    1. Il Dio biblico ha poi fermato la scheda SIM del sacrificio, oggi non accadrebbe. La rivoluzione la fanno in pochi, gli altri li tiri dietro come il pifferaio magico.

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  30. Poco fa ho avuto un'illuminazione, ho capito finalmente chi tu sia (non nel senso anagrafico), questo è un terreno per me totalmente alieno, la mia curiosità e tanta, ma anche stando ad osservare per anni non ne caverei un ragno dal buco.

    Maestro, voglia tu perdonare la mia pregressa insolenza nei tuoi confronti, provo tanta vergogna per me stesso che idiota sono stato.

    Bubba, ex Ben, ex...

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  31. Caro Loris, il simbolo della sottomissione era riferito agli oppressori, e' sulla loro sopravvivenza che il pagare o meno le tasse da parte dell'oppresso secondo me incide poco. Sugli oppressi invece incide, come incide non avere piu' un lavoro con cui pagare tasse e sussistenza. Intendo dire che credo che ai piani alti gia' sanno che dovranno fare a meno delle tasse per i budget dei futuri progetti progressisti da imporre senza "limiti di spesa", quando serve (a loro) sembrano non avere mai problemi di risorse. Il debito mi sembra esso stesso un virus che pero' mai ci si adopera a contenere, anzi, e' in circolo da tempo indefinito senza che sia stato ancora trovato il vaccino per l'immunita', ma neanche una task force che lo ridimensioni, si vede che serve cosi'. C'e' una narrazione che ci viene data continuamente in pasto, e poi c'e' la realta' che viene plasmata da noi che sottostiamo a tali narrazioni dominanti. La Bestia a mio parere non possiamo affamarla con gli stessi mezzi (e paradigmi) con cui essa affama noi, perche' lei e' padrona di quei mezzi e noi no. Dovremmo affamarla con cio' di cui siamo noi i padroni, e soprattutto cominciare noi stessi a nutrirci di cio' prima che di quello che ci rende schiavi. Poi ripeto, anche lo smettere di pagare tasse e' un buon inizio, sarebbe il segno che siamo capaci di mettere in atto una solidarieta' esclusiva tra noi.
    Ma queste sono solo mie opinioni profane. Al momento credo che finira' come lor padroni vogliono che finisca, vedremo nei prossimi giorni. 

    Ringrazio Il Fu Rabal per il "reportage" molto informativo sugli Usa. A leggere solo le news non si comprendono tante cose. 
    Tanto per aggiornarvi anche su questa parte di mondo orientale: nulla di nuovo, encefalogramma piatto; la vita continua come sempre, tutti con le mascherine (un po' piu' di sempre ma si nota poco), con il distanziamento sociale (idem), tutti a casa se possibile. Dopo almeno due mesi da che virus e persone circolavano senza problemi han deciso che la gente smetta di circolare ed inizi ad aver paura. Lo storico self-control tuttavia rende ancora l'apparenza gradevole e semi-normale. Di manifestazioni naturalmente non se ne parla, attendiamo tranquilli istruzioni dagli States. 
    Un saluto a tutti,
    Ise

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  32. Una congiura delle polveri oggi non è fattibile, perchè la polvere umana non può accendere quella da sparo.

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  33. Dalla lettera ai Corinzi (7,10): la tristezza secondo Dio produce un ravvedimento che porta alla salvezza, del quale non c'è mai da pentirsi; ma la tristezza del mondo produce la morte.
    Ho parlato con una pia donna in chiesa che vede la situazione attuale come un monito al nostro stile di vita esagerato, quindi come un castigo per le colpe dell'uomo, che così ha modo di ravvedersi. Non vedo in giro, però, ravvedimento, ma solo persone impaurite o annoiate dallo stare in casa. Per quanto mi riguarda ero nauseata dalle orde di barbari che su enormi navi da crociera assaltavano Venezia oppure da persone canute che pensavano solo a programmare i loro plurimi viaggetti low-cost in località esotiche, e tanto altro si può aggiungere. Ma questo castigo viene dalle mani dell'uomo e Gesù condanna il dominio dell'uomo sull'uomo. Bisognerebbe allora capire l'insegnamento di Gesù che molti uomini di chiesa, privi di spessore teologale e vita spirituale, non trasmettono ai fedeli.

    Anna

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    1. Il clero italiano, quello teoricamente più vicino alla comunità, è composta da gente menefreghista e neghittosa. La parrocchia, intesa come territorio spirituale da amministrare, è vista solo come un insieme di potenziali battesimi e matrimoni. La missione, per così dire, l'evangelizzazione mai è portata avanti. Un atteggiamento ormai pluridecennale. Hanno tirato i remi in barca e se la fanno con qualche associazione, il resto è noia.

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Siate gentili ...