lunedì 3 febbraio 2020

XanaX (orazione del mattino)


Roma, 3 febbraio 2020

Sono, da sempre, sin dalla più tenera età, un cultore dei giochi di parole. Cambi di vocale, sciarade, anagrammi; e il palindromo: il palindromo semplice (“ottetto”), a frase (eccone uno grazioso di Marco Buratti: “E poi Martina affoga la goffa anitra miope”), sillabico (“Ne-ro-ne”).
Il palindromo non va confuso coll’antipodo per cui è lo spostamento della lettera iniziale al fondo della novella parola mutila a generare sé stessa au contraire (“m-ottetto”; “ottetto-m”) e nemmeno col bifronte laddove l’inversione genera un vocabolo ulteriore (“edile”; “elide”). Il palindromo, insomma, è del tutto sterile. Suo corrispettivo è lo specchio. L’ora di mezzanotte (00.00) gli si avvicina di molto. In uno specchio, a mezzanotte, può scorgersi il diavolo, l’entità sterile per eccellenza (il suo sperma è ghiacciato). La nostra epoca sterile si nutre di specchi e palindromi, tautologie e circoli viziosi.
A essere abolita è la creatività. Creare qualcosa di differente, pur da elementi preesistenti, vien visto quale atto eretico, da prontamente boicottare.
Il circolo vizioso determina la nostra vita civile e filosofica. Il palindromo XanaX cura, fallacemente, le ansie del circolo vizioso della waste land.
What are you thinking of? What thinking? What?
‘I never know what you are thinking. Think’ ...
Nothing again nothing.
         'Do
you know nothing? Do you see nothing? Do you remember
nothing?'

Werner Herzog simbolizzò lo scacco dell’uomo moderno filmando un furgoncino che esauriva il combustibile e sé stesso in un forsennato girare in tondo; in ben due pellicole: La ballata di Stroszeck e Anche i nani hanno cominciato da piccoli, se ben rammento.

Liberarsi dalle e delle istituzioni morali, civili, intellettuali ci ha recato, come ci raccontano, da mentitori quali sono, la libertà.

Liberarsi, libertà.

Ma la libertà, per essere tale, ha bisogno della dolce costrizione del mos maiorum. Ecco l’errore capitale. La liberazione totale ci ha assicurato, al contrario, il servaggio più bestiale e luciferino.

Cosa sono queste ansie? La sensazione di sfinimento che prende l’omarino moderno alla gola? A cosa servono gli ansiolitici e gli antidepressivi, presi onde placare lo spavento abietto, incommensurabile, sconosciuto? Quale ulcera dell’anima cura tale nepente? I sonniferi, i latori di istupidimento, gli stabilizzatori dell’umore, spesso esaltatori d’altri narcotici quali alcool e droghe? Cosa sono queste crisi di panico, le paure che sbocciano nel cuore, nerissime come inchiostro vischioso?

Benché alcuni studiosi si siano esercitati nella retrodatazione della depressione e dell’ansia e dell’angoscia (Bosch era depresso!), la loro missione è ampiamente fallita. Un essere umano dell’Antico Ordine poteva essere schiantato, umiliato, malmenato, dilaniato, gettato nelle tempeste d’acciaio; e avere sì paura, terrore; al lume d’un cero, nella notte senza fine; avere timore della morte, del buio, di ombre sovrannaturali. Ma lo smarrimento era un sentimento positivo, con una precisa rilevanza. Ora, invece, si è preda di un demone dai contorni sfuggenti, indefiniti. Ecco l’orrore per il futuro: l’orrore di compiere un altro passo, di svegliarsi, lo spaventevole ipotesi che vi sia un domani, l’ennesima giornata da vivere. Qual è la scaturigine autentica dell’angoscia? Da lenire o col di-vertimento o col sopore. O ridanciani o drogati; goliardi e superficiali oppure inebetiti, catatonici.

Cosa ci spaventa, insomma, in un mondo che ha abolito, di fatto, la malattia, la violenza, la guerra?
La libertà. La falsa libertà. La libertà di vagare nel deserto, questo il raccapriccio.

Il deserto è palindromo, sterile; ogni suo punto è eguale a ogni altro; non cresce erba, non vi sono punti di riferimento: alture, rocce, alberi, torri d’osservazione. Vi hanno ingannati. Vi daremo la libertà! Ma non può materialmente sussistere nessun grado di libertà se non v’è definizione, cippo miliare, differenza, guerra, pensiero ostile, proprietà, classe; oserei dire: la naturale sottomissione a un’idea, a una norma inderogabile, a un tabù. Occorre essere schiavi di un retaggio, di un costume inemendabile per essere davvero liberi. Le frustrazioni! Dovete liberarvi delle frustrazioni! Ma son proprie quelle, le frustrazioni per qualcosa verso cui ci si ribella impotenti, a definire la personalità. E ora? Ora che potete pisciare nelle acquasantiere, drogarvi con agio, andare a letto con i cani: siete liberi? Felici? Non dovevate essere felici?

E invece non lo siete poiché avvertite il futuro come un macigno. Perciò rimanete bloccati nel circolo vizioso dell’eterno presente, nei palindromi della politica, negli specchi di un’arte ormai finita, che ricicla sé stessa, continuamente; nessuno scandalo, nessuno shock vi scuote, oramai. Ripetete le stesse duecento parole, all’infinito anch’esse, poiché vi hanno tolte anche quelle. Siete un blando ammasso di parafilie.

Senza la tradizione, che pensava in vostra vece, liberandovi, siete stati gettati nell’inferno. La vostra esistenza poggiava su snodi già pensati per voi, nei millenni; gli atti si adeguavano, più o meno felicemente, a ciò che fu stabilito, da individui a noi affini, per temperamento e sangue. La mente, perciò, era libera; libera di dedicarsi a qualunque cosa. Ora, invece, ogni nostro singolo passo è un agguato; i rapporti personali, soprattutto, divengono un labirinto senza alti e bassi, in cui ogni evento è plausibile e accettato in nome della falsa libertà. I codici di comportamento antichi, come i  passi di una danza distillati nel tempo, permettevano di sgombrare lo sguardo; l’occhio era chiaro: farò così perché così si deve fare; e ognuno danzava a quel ritmo, chi meglio, chi peggio; nessuno negava la legge di quei movimenti. Oggi, invece, ogni svolta è un andito buio gravido di possibilità; ogni passo cela un ventaglio di sentieri, a ciascun incrocio ecco mille porte; siamo liberi, ci hanno detto: non esistono più indicazioni, cartelli, sentieri; l’uno vale l’altro; una teoria infinita di possibilità davanti a noi, tutte eguali, sterili, ove il dritto vale il rovescio: e viceversa poiché il palindromo è simbolo dell’homo novus.

L’homo novus procede senza direzione, come il galletto sul comignolo; cambia idea spesso, non avendone; si lascia irretire da un fiocco colorato, si convince, ma solo per un’ora; becca la cultura, grano a grano, un grano eguale all’altro; si sdilinque per ciò, che, pochi attimi dopo, già disprezza; i visori per lui costituiscono un gran sollievo: gli indicano cosa gustare, come farlo, in che tempi: finalmente un’indicazione! Ecco perché hanno abolito la critica, la terza pagina, la recensione e la stroncatura. L’homo novus non sa cosa fare della femmina e del maschio, dei figli e dei monumenti, della natura e della storia: vive nel più esteso labirinto possibile, il deserto; vivacchia, insomma, grazie ai lacerti di un passato che sta passando del tutto. L’avvenire è così gravido di incognite (e chi lo capisce più!) e scelte che è meglio evitarlo: per non ammalarsi di terrore! Cosa c’è dall’altra parte? Un angelo, un drago, un elefante? E chi lo sa! Siamo liberi, liberi da tutto e di far tutto.

L’angoscia ci prende le budella. Cosa fare? Di-vertirci? Per-vertirci? Andare in letargo? O stordirsi o galleggiare in un coma profondo, indotto, vedete la malignità delle coincidenze, da altri palindromi: XanaX.

Il male di vivere è assenza del Male.

L’unico modo per spezzare il circolo vizioso, il palindromo della sterilità, è rendere culto al Male, e quindi al Bene, alla pienezza inebriante dell’esistenza.
Il Male non è Satana o il diavolo. Satana è la dissoluzione, la poltiglia, la neutralità che annienta la vita. Guardatevi dalla melma della falsa libertà per cui ogni vacca è grigia.

Pregate per il Male, di nuovo, pregate Dio di non indurci in tentazione, ma, amatelo, per Dio, il rischio di cadere nella tentazione del Male!

19 commenti :

  1. “Il palindromo, insomma, è del tutto sterile. Suo corrispettivo è lo specchio.”

    Lo specchio è un’analogia per parlare di qualcos’altro, e sta a noi scegliere questo “qualcos’altro”.
    Fenomeno ottico di riflessione: lo specchio riflette, da flesso, cioè piegato, quindi riflesso, piegato su piegato.
    Mi rifletto nello specchio e vedo che sono io, eppure c’è qualcosa di diverso da me: una rappresentazione riflessa; allora vedo un “me” che, per descriversi, pur essendo sempre un “me”, è altro da me.
    In questa rappresentazione, il sé, per poter parlare di sé, ha bisogno di evocare qualcos’altro da sé, attraverso lo specchio.
    Il palindromo, geometricamente parlando, è un cerchio, quindi il punto di partenza è anche il punto d’arrivo. Il punto di partenza è l’intelletto, che riconosce immediatamente, cioè penetra il vero, poi, attraverso la ragione, si svolge l’indagine, cioè la ricerca, ma l’intelletto e la ragione non sono facoltà diverse, sono solo operazioni diverse della stessa facoltà, quindi il punto d’arrivo è sempre l’intelletto che riconosce il vero, ma necessita della ragione per indagarlo (indagarlo, non comprenderlo).
    La ringrazio moltissimo per avermi fatto riflettere sul mio nome (non ci avevo mai pensato) e tolgo il disturbo.
    Anna

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  2. Un terzo della popolazione consuma antidepressivi, ansiolitici e psicofarmaci vari, bellamente prescritti per renderci dipendenti e ostaggi della monarchia...che bontà sua, provvede al nostro benessere.
    Il benefattore chiede perché anelare ad altra libertà, quando potete essere liberi di non vivere e di non scegliere.
    La scelta, l'arbitrio come supremo compimento dell'uomo, che grazie al logos può permettersi di criticare, di definire e di selezionare tra ciò che è bene e ciò che è male.
    Lo spirito dei tempi ci somministra la dose di soma, in forma e posologie diverse...videogame, Netflix, poltiglie spiritualiste, ce n'è per tutti i gusti.
    Alceste leggo i suoi articoli ad alta voce a mia moglie, ormai siamo rimasti "soli" circondati da questa bolgia di stupidità.
    Per quello che vale, un grazie di cuore per queste condivisioni e perché grazie ai suoi scritti mi è tornata la voglia di buone letture, di buoni ascolti e di buoni pensieri.
    Un caro saluto

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    1. Non certo il Soma degli antichi, ma surrogati che devono infondere calma piatta e stordimento ebete. Perchè al Soma, quello originale, non quello degli scritti di Huxley, si attribuivano straordinarie proprietà terapeutiche ed eccezionali virtù magiche: guariva le malattie, dava fecondità e felicità, ravvivava e acuiva le facoltà percettive ed intellettuali, ispirava i profeti, regalava infine l’immortalità e, declamava un inno, «ristora e rinvigorisce, infonde forza spirituale e fisica, ridona il coraggio smarrito al combattente». Il soma evocava inoltre manyu, la furia della battaglia, uno stato di coscienza al limite della trascendenza divina che infondeva ai guerrieri una forza invicibile. Il soma fu una costante antropologica delle antiche popolazioni ariane. Esso è presente, con il nome mutato in haoma, nell’Avesta, libro sacro dello zoroastrismo, la religione riformata degli Arii iranici, i Persiani, combattenti abili e spietati che con le guerre costruirono il più grande impero della storia antica.

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  3. Notizie dall"Etruria piddina.
    Oggi sono andato a mangiare dal cinese. Il deserto dei tartari cinesi. Nessun compagno piddino all'orizzonte, nessuna piccola sarda e nemmeno nessuna risorsa boldrina che piace tanto al piddino che ci paga la pensioncina nel fantastico mondo incantato dei burundini spacciatorini.
    Solo io e la coppia di cinesi che mandano avanti la rosticceria tutti i santi giorni. Solo alla sera mi è tornata in mente la scena: io seduto per venti minuti su uno sgabello a mangiare all'ora di pranzo senza nessun'altra persona. Di solito si sta pigiati a mangiare. Terra pd. Terra di negri e islamici tagliagole-spacciatori-stupratori-parassiti e guai a dire qualcosa.Quelli vanno tutti bene per i piddini di turno (almeno ufficialmente). Ma se si scatena la febbre gialla il sinistronzo si impalla. Guai ai musi gialli ( dice e pensa di nascosto il popolo pd). Come se non ce li avessero fatti venire tutti loro da queste parti , ignorando qualsiasi appello al buon senso.
    Lo so che Alceste dice sono tutti uguali, destri e sinistri, ma d'altra parte da qualcuno bisogna cominciare. Cominciamo dai piddini. Tiriamo fuori i vecchi archibugi e aspettiamoli all'ora del vespro. Tra un Padre Nostro e un Ave Maria forse scateniamo l'inferno...

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    1. Solo chi ha interessenze pecuniarie con loro, li vota, per un principio di fedeltà all'intrallazzo, diciamo quelli che hanno 55/75 anni. Gli over 70 perchè vogliono finire i loro dannati giorni in piena goduria thai, i 55enni corrotti perchè devono amministrarsi le eredità che gli lasceranno i primi. Eredità localistiche, amministrative dove, assisi sugli scranni comunali, restano un manipolo di biscazzieri circondati dai nuovi barbari che avanzano il 18% a livello nazionale. Cosa faranno questi Galli/Unni de noantri per il popolo di cui si riempiono la bocca? Uno scempio di abbandono a se stessi, al si salvi chi può, perchè il danno è stato fatto ed è irreversibile, e mentono tutti coloro che si dicono costruttori, pontifex: lo sanno benissimo, ma sbraitano, latrano sovranismo dall'alto dei loro 20.000 euro al mese ai quali non rinunceranno mai, da governatori o da oppositori che siano. 700.000 negri da rispedire in Africa? Salvini ne avrebbe rimpatriati 21 al giorno per 6 mesi... senza contare quelli che entravano dai barchini e quelli che ci rimanda indietro Germania e Francia costantemente e sono più di 21 al giorno. Se si mantenesse quel ritmo ci vorrebbero almeno 33.333 giorni, ovvero ...91 anni!!!! Ma se ce ne rispediscono altrettanti e ne arrivano dagli sbarchi fantasma oltre che dalle ONG, non ci libereremo mai degli immigrat, l'algebra si scontra e vince su qualsiasi promessa elettorale.

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  4. Bellissime queste tue considerazioni.

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  5. Qui dove vivo, forse per influenza shintoista, non si fa molto una distinzione morale tra bene e male, quanto piuttosto tra pulito e sporco, puro e impuro. Il fulcro sembra essere perseguire la pulizia/purezza interna ed esterna; cio' non comporta necessariamente il bene come risultato. Ne e' esempio il fatto che, piu' spesso che non, quel che viene giudicata e' la "purezza" dell'intenzione con cui si agisce e non il risultato che si ottiene. Lo vedo anche nel luogo di lavoro, dove a volte, sorprendentemente, il profitto o l'efficienza o competenza non sono il principale metro di giudizio, la loro assenza viene tollerata se dietro vi si scorge quella certa "purezza". Oppure lo vedo nell'enfasi che viene data al come si chiede scusa, e non al chiederlo in se: quanto e' sentita una scusa detta con superficialita'? Quanto lo e' quella di chi non la pronuncia ma dimostra con le azioni di sentirla?

    Quel che genera l'angoscia moderna, secondo me, e' anche lo snaturamento dell'individuo, l'allontanamento dalla propria natura indipendente (nel pensiero e nello scegliere, quindi nella possibilita' di realizzare il suo potenziale) e il concedersi a desideri e scelte non autenticamente propri, sempre piu' imposti, come quei feticci di liberta' che ci ritroviamo; oggi pure un cane gode di piu' liberta' d un uomo...ci vorrebbe una reverse antropology dove i "selvaggi" vengono a studiarci e diagnosticare il nostro livello di instupidimento e di malattie croniche mentali, inclusa quella di credere che la pillola Xanax le risolva. Il bene e la giustizia imposti oggi, e pure codificati in leggi e leggine ad uso e consumo dei manovratori, sono parodie inventate per soppiantare la virtu', il coraggio di scegliere secondo coscienza e non secondo conformismo e pensiero unico. Il male, dopotutto, come il dolore, e' necessario alla trasformazione delle mille cose e dell'uomo. Lo dicemmo che, se se ne sfrutta il potenziale, puo' anche divenire protettore del bene.

    Ps: anche a me son sempre piaciuti i giochi di parole. Xanax e' un buon palindromo dei nostri tempi insieme a $oro$ direi, fan entrambi parte del campo della psicolabilita'.

    Ise

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  6. Anche "Soros" è palindromo. Sarà un caso?
    Ossequi.

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  7. Sono anche io un angosciato. Soffro di panico da tanti anni; come terrore d'allontanamento, claustrofobia, incapacità a stare solo. Il dolore è enorme. Il farmaco è un aiuto, necessario anche se è palindromo...

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  8. Dai unknown,non sei solo.

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    1. Sarei Giuseppe; la rete mi rende ancora più insignificante di quello che già sono considerandomi anche unknown...

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  9. Forza e Coraggio. La Consapevolezza è una buona medicina. Io che sono un impiastro quanto a Volontà, non so come, sono riuscita a togliermi il Tavor da 1 mg mezzo al giorno a tintura di Valeriana. Ora non prendo neanche quella. Forse perché a tappe mi sono liberata dal cannibalismo e 2000, 2003 e 2008 sono diventata Vegana?
    "La nostra epoca sterile si nutre di specchi e palindromi, tautologie e circoli viziosi. Ad essere abolita è la creatività. Creare qualcosa di differente, pur da elementi preesistenti, vien visto quale atto eretico, da prontamente boicottare". Ora ho capito perché certuni ben più "acculturati" di me mi contrastano...non sono saggi, perché competono con una Poraccia, poracci. Il vero nome ungherese di george soros è György Schwartz, i.e. giorgio nero, come il male. come tutti i malèfici s'è camuffato col colore. Anche rothschild scudorosso di chiamava bauer contadino ! Anche se gli cambi il nome una Rosa profuma ed un pezzo di merda puzza.

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    1. A Bambilu,
      dedicami qualche minuto, poi mi levo dai piedi definitivamente.

      Dopo aver lavorato fuori casa per 33 anni, circa tre anni fa ho perso il lavoro, senza più riuscire a ricollocarmi, devo ammettere, con debole volontà. Nella mia regola: sveglia 5.30/6.00, ginnastica, colazione, studio del tedesco, e, da pochi mesi, Santa Messa, poi tutto il resto a seguire, spesa, faccende domestiche, letture, ecc., trovo un immenso piacere. Anch’io, per un periodo della mia vita, avevo tolto le proteine animali dalla dieta, ma, a causa di dolori muscolari quando correvo, le ho reintrodotte, dopo aver osservato le reazioni del mio corpo ad un cibo piuttosto che ad un altro. E’ giusto esplorare in piena libertà la propria dieta, senza mettere etichette a nessuno. Non mi ricordo più quando ho preso l’ultima aspirina, sono passati secoli, ma ci sono persone a me vicine che soffrono di depressione e di insonnia e si affidano totalmente ai farmaci per risolvere i loro problemi, mi addolora, non posso dire altro. Corro a piedi da più di vent’anni, sono stata operata ad un piede, ma non ho ancora mollato, anche se ora i chilometri percorsi sono decisamente meno. Negli ultimi anni di lavoro sono stata RSU, poco convinta perché i sindacati non mi sono mai piaciuti, forse per retaggio familiare (mio padre, operaio in una grande azienda, era oltre lo scetticismo riguardo a loro), ma ho abbandonato perché non c’era unità fra i colleghi. Allora ho visto che non c’è unità fra le persone, nemmeno se l’obiettivo è comune. Vedo in rete e nella vita reale che ci sono persone animate da un forte senso di giustizia (anche in questo blog), ma rassegnate all’impotenza. Per questo motivo ho cercato di ricordare nei miei commenti le nostre radici cristiane, i nostri avi hanno combattuto per difendere la nostra civiltà e solo un’idea comune può sconfiggere il nemico. Io sono stata trascinata nella fede, non certo per volontà, ma la volontà mi occorre per approfondire i concetti del cristianesimo e cerco di capire la dottrina attraverso i dotti che mi conducono in essa; due su tutti del passato, Sant’Agostino e San Tommaso d'Aquino, che mi aiutano a capirne il significato. La fede cristiana è pensare ad una conoscenza, la quale ha anche dei riflessi d’azione. Cristo è l’Agnello di Dio a fondamento del mondo (Apocalisse di Gv.): è sacrificio, sofferenza. Il simbolo del crocefisso è la sofferenza che è in tutti noi, ma il riconoscere questa sofferenza deve essere un tendere alla gioia, non certo alla mera allegria che dilaga.
      Quanto al palindromo del mio nome è stata una riflessione scherzosa, ma lo specchio ha un risvolto legato all’autocoscienza, mentre il cerchio voleva sottolineare il primato dell’intelletto sulla ragione, seppur questa non debba mai venir meno: fidarsi sempre del proprio intelletto, che vede l’evidenza delle cose, ma indagarle con la ragione.
      Ti auguro ogni bene,
      Anna

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  10. ho trovato un bell'articoletto.
    Vite svuotate. Per una critica dell’impatto psicosociale del capitalismo contemporaneo, in "Costruzioni Psicoanalitiche", X, n. 20 (2010), pp. 71-81.

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  11. Ah, Alceste! Una innocente sciarada e qualche sapiente palindromo scatenano la solita ridda di commenti variegati, qualche confessione in articulo mortis, tutti e ognuno strabordanti di stanchezza, disillusione, sparsi complottismi terminali.
    Siamo fritti. Dirazza la solita Ise, concreta e umile, tracciando un solco credibile.
    Anch'io talvolta leggo i tuoi articoli a mia moglie: stupendo!, dice, Alceste, chi sarà mai costui? Un genio! E come scrive! Ma poi continua: ora però devo andare a chiudere i cappelletti, studiare spagnolo, poi a letto ch'è tardi; domani devo aprire l'ambulatorio…
    Donne d'altri tempi che fanno il paro coi cavalieri antichi, soma esenti anche se ti scoprono l'amante segreta, mica stupide ma indaffarate a lottare concretamente col mondo, difendendo strenuamente la loro vita, la loro famiglia, la loro proprietà e, non ultimo, il proprio spirito. Mica tatuate!
    Come Graziano, il mio amico boscaiolo, 15 ore al giorno, anfibi ai piedi, calli e cicatrici, unico diversivo un giro sulla Land Rover, una battuta alla lepre. Saggio come un sant' Agostino.
    Cosa abbiamo sbagliato? C'è ancora tempo per rimediare?
    Meglio capire o mangiare il Mondo?
    Mi rispondo da solo: mentre tento di capire, anche leggendoti, metto in moto il Samurai 4x4 del '95, ruote artigliate, e me ne vado per funghi tra impronte di lupi appenninici e vecchie trincee della Linea Gotica.
    Così ripasso anche un tantinino la storia...
    Un saluto a chi vive nelle città spettrali e un abbraccio a Te, sconosciuto amico.

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  12. La psicolabilita' di cui parlavo naturalmente era riferita a chi distribuisce Xanax e sostanze simili con incredibile leggerezza, ed anche ai veri malati al potere, non certo a chi viene convinto ad assumerle ed infine non ne puo' fare piu' a meno.
    E' incredibile come l'angoscia provata dalla maggioranza delle persone a causa dalla realta' distopica che vive, venga additata come sintomo di una malattia, e non di salute, e sottoposta a terapia medica, per sedare ed adattare questa grande fetta di popolazione allo stile di vita e alla visione della vita pianificati della minoranza psicopatica.
    Mi fa sempre molta rabbia sapere quante persone si affidano a queste sostanze che, a mio parere, non possono curare degli stati d'animo, al massimo quel che fanno e' addormentare l'intera capacita' di provare qualsiasi stato d'animo, ossia le reazioni emotive prima e di elaborazione razionale poi a qualsiasi evento della vita.
    Due miei cari amici finirono in pasto a tali farmaci e non sono piu' tornati se stessi, perche' nessuno li ha convinti a dismettere quelle sostanze ma solo ad aumentarne la dose: una a 17 anni, uno a 20 anni, piu' di 20 anni fa, quando gli psichiatri iniziavano a godere di grande prestigio. Ricordo che allora, leggendo il bugiardino, uno di questi farmaci aveva come effetto collaterale il suicidio...lo Xanax, dato anche per tenere sotto controllo gli attacchi di panico, come effetto collaterale puo' provocare attacchi di panico, se vi sembra normale...Tante persone poi non sono abituate a guardare in faccia realta' dolorose, per loro e' intollerabile avere persone depresse o angosciate accanto, non per cattiveria, ma perche' non reggono quel dolore, non ce la fanno. Questi purtroppo saranno i primi a preoccuparsi perche' l'angosciato venga immediatamente "curato", ossia sedato, e smetta di essere angosciato, costi quel che costi. I genitori dei miei amici erano questo tipo di persone, e lo hanno dimostrato fino alla fine.
    Un caro saluto a tutti,
    Ise

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  13. Non basterebbero nemmeno tutti i servizi segreti esistenti sul pianeta per conoscere il vissuto di una persona, quindi piantala di fare la morale del CAZZO da spione lecca culo, schiavo sei tu, puzzolente merdoso che lavori per questa colonia Israelo-Americana.

    Salutami i tuoi amici spioni vermi, infami merde col culo sfondato da prostitute quali sono.

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  14. Generalizzare sulle patologie psichiche e neurologiche è facile, conoscerle è un altro discorso... Si finisce poi per fare il ragionamento alla Basaglia e ridurre centinaia di migliaia di famiglie in un inferno ingestibile, al punto che il malato non s'avvede certo dei danni che provoca all'intero nucleo famigliare, quello sì poi costretto ad assumere psicofarmaci. Esiste la follia, checchè ne abbia sentenziato Faucault, esiste ai vertici del potere fin negli strati più profondi della popolazione. Ridurre il tutto a un complotto psichiatrico ebraico internazionale, è altrattanta follia. Poi vi sono molti usi di droghe che non si prescrivono negli ambulatori psichiatrici, e nessuno li considera abusi... ma restano comunque droghe socialmente accettabili, mentre chi assume xanax è un misero tapino fottuto dal sistema del controllo... andiamoci cauti con i pre-giudizi, bisogna passarci per la depressione, la demenza, le ossessioni, le manie distruttive e autodistruttive, e non parlo solo di quelle citate nei manuali a ragione o a torto comprese quelle che una certa propaganda derubrica come normalità e molti commentatori di questo blog invece considerano serie patologie cognitive e comportamentali, ma quelle con le quali si convive quotidianamente da soli o con altri e delle quali raramente si parla in pubblico.

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    1. Salve Anonimo,

      mi sembra che nessuno abbia generalizzato nei termini da lei esposti, qui si parlava solo di ansia e angoscia, non di tutto lo spettro delle patologie neurologiche, men che meno della follia, e men che meno di complotti giudaici. La follia andrebbe isolata, messa in condizione di non nuocere, invece viene "normalizzata", sdoganata quale "diritto" o "modello" da emulare, in quanto bisogna elargire la liberta' di essere folli, amorali e quant'altro, senza freni, per scalare le vette di una societa' folle a partire dal vertice.
      Personalmente ho parlato di situazioni di angoscia, e di due esempi a me vicini. Avendoli vissuti da vicino, dagli esordi acuti ai risultati cronici, grazie al persistere fideistico di pratiche "curative" inadeguate, mi permetto di giudicare lo psichiatra del caso come un pazzo superficiale, i genitori del caso come degli sprovveduti (ma mi rendo conto che mancavano loro del tutto gli strumenti per pensare a soluzioni alternative), per il semplice fatto che non si trattava di follia ma di stati acuti di malessere temporaneo, tra l'altro con cause precise e ben individuabili, che dovevano prima di tutto avere il tempo necessario a placarsi ed essere elaborati. Purtroppo la scienza aveva gia' deciso che essi rientravano nel suo dominio ed erano malattie da manuale da curare immediatamente a suon di pillolette a vita…e cosi' ho perso due tra le persone piu' profonde e dotate che abbia conosciuto, gli occhi e la volonta' spenti per sempre dai sedativi e dagli imperativi del peace&love di superficie.
      Delle patologie di cui raramente si parla in pubblico e di quelle che i commentatori considerano serie patologie non capisco a cosa si riferisca.
      Saluti,
      Ise

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