30 aprile 2022

Chiude la favola dell'Illuminismo: muoviamo ad tenebras

Roma, 30 aprile 2022

E luce in tenebras … L’eclisse della ragione, della compostezza, persino di un bisunto buon senso, pare ormai sul punto della piena attuazione. Ogni giorno assistiamo a una gragnola di contraddizioni e pervertimenti, talmente smodati e compiaciuti da far dubitare della nostra sopravvivenza.
Siamo tutti in pericolo.
Perduta la gravità, il decoro, la pudicizia; in altre parole, la civiltà. Lo smalto sul Nulla, direbbe Qualcuno … eppur sempre qualcosa. Il ghiaccio sottile che impediva di sprofondare … ecco qui … lo schianto e l’inghiottitoio, ben in vista.

Un tale (di quanta gente devo disfarmi prima di rimanere solo?) attacca la solfa dei cognomi. Id est: una serie di osservazioni sulla sentenza della cosiddetta Corte Costituzionale per cui passa nella dimenticanza il cognome maschile et cetera … scelta cognome materno … a favore di una libertà di scelta et cetera nel quadro di una depatriarcalizzazione et cetera … libertà again … pari opportunità et cetera … finalmente … era ora … al primo si aggiunge un secondo interlocutore che, pure lui, non se ne può fare a meno, ha da defecare le proprie breccole materiate di inessenzialità: c’è il pericolo di assommare vari cognomi nelle generazioni che si succedono (come se il figlio di Angelo Maria Torretta e Marilena Frescobaldi fosse un princeps degli Antonini) et cetera ... s’origina, poi, confusione amministrativa … non era questo il momento et cetera ... ben altro servirebbe … oggi … ben altro ... i due omarini la pensano in maniera diversa … forse … ma li vedo privi di passione, snervati, alla fin fine disposti a trangugiare la merda più fetente … la convinzione non esiste … tutto nasce per il gusto di una polemicuzza sterile … da pantofole e cubicolo … tali gli individui che mi disgustano di più … sono i Farinelli del ragionamento … gli va bene tutto nonostante scrollino la capoccia come i cani-pupazzo che si mettevano dietro il vetro posteriore dell’auto negli anni Settanta … o tempora o mores!, cicalano … e il muso da ciondoloni che va su e giù, o di qua e di là … a seconda di una labile approvazione … o di una tenue disapprovazione … anche se in realtà non approvano o disapprovano nulla … e scuotono ancor meno, ovviamente … poiché è l’automobile su cui viaggiano a determinare il "sì" o il "no", anzi son le buche e i dossi della Storia a far scartare e sbalzare il catorcio della propria epoca inducendo i moti del “sì” e del “no” … le opinioni son conseguenze dell’andatura … opinioni di terza mano, guanti leggeri di una potente mano a loro invisibile …

Non capisco tutto questo scandalo …”, intervengo allora, dal fondo atrabiliare della mia propria supponenza, a sorpresa, emergendo da un recesso dimenticato della stanza, come Marlow dalle ombre in Cuore di tenebra, dopo essere rimasto ostinatamente muto durante l’inutile dialogo … tanto che un omino si gira quasi di soprassalto, credendo forse che me ne fossi andato. “Non capisco davvero … l’unica cosa che rileva qui è la distruzione di un ordine … da parte di chi, Corte Costituzionale o meno, è inessenziale … la distruzione preme, non altro … in modo che il tradizionale (ovvero il sensato) venga sostituito con uno ulteriore, di ordine … questo assolutamente definitivo dato che non v’è razionalità alcuna in esso … si utilizza al solito la barzelletta delle pari opportunità per addivenire ad Altro … nessuna confusione all’orizzonte, confortatevi … i nuovi mocciosi avranno un codice, come tutti … il dodicenne Gian Alberto Proietti Mastropietro proverà, forse, l’ebbrezza del doppio cognome … ma il suo è un destino da QR code, al pari d'ognuno di noi … il simbolo dei nuovi tempi è la scacchiera, girala come ti pare … alla fine cose, esseri o merci confluiranno nella fossa comune dell’anonimato … come si chiameranno i pargoli? Non li chiamerà nessuno … a che pro? Magari nemmeno ci saranno più neonati … non come voi li intendete, almeno ….”. Un cane da cruscotto cerca di ribattere, ma lo fermo subito: “Se devi tirare fuori una freddura o uno scherzo meglio che stai zitto … non li sopporto più …”. Tutta la manfrina goliardica, l’assenza di una disperazione tragica ... sì, non la sopporto più, mi opprime, mi far star male.

Da avido lettore di utopie e mondi futuribili posso dire: l’Età dei Lumi ha fallito e chiude i battenti. Il secol superbo e sciocco si è protratto sin a noi, finché ha potuto, mentendo spudoratamente. Credeva di ascendere al Cielo, ma si è fermato dopo pochi gradini. La torre di Babele giace incompiuta, com’era prevedibile. L’illusione d’esser dio si è ritorta contro l’uomo che, per poterla mantenere, tale illusione, è stato costretto a improvvisare pantomime ridicole. Sì, l’Illuminismo, inteso come progresso illimitato morale e scientifico, un’ascesa furente, implacabile, presenta i libri contabili al tribunale della Storia. Per ciò stesso si muta in oppressione verso l’interno. Vivremo sino a centocinquanta anni! Conquisteremo l’universo! L’antico ottimismo dei Verne e del positivismo non è riuscito a mantenerne neanche una delle sue promesse: le locomotive della prosperità e le astronavi d’attacco dirette verso l’ignoto sono deragliate o sfracellate a terra: giacciono fra i rottami dell’Illusione. E allora ci si è posto il problema: come sostituire l’utopia? Come occultare l’Inganno? Dapprima con i lustrini del consumismo facile, poi gabellando per progresso la finta libertà. La colonizzazione di Marte, la lavatrice-asciugatrice e la gravidanza solidale sono alcune stazioni funebri di questa catabasi del disinganno illuminista verso la schiavitù. Trucchi. Non possono certo dirvi: “Abbiamo distrutto il cuore stesso dell’umanità, le sue più nobili intuizioni, promettendovi la divinità su questo mondo … ci siamo accorti, però, che la terra promessa non esiste … sì, abbiamo fallito, miseramente … cosa ci rimane? Ah sì, questi spiccioli dorati … per ora ci si accontenti … non vi abbiamo forse liberato dai gioghi antichi? Siete liberi”. Possono dirvi questo, annunciare la disfatta, il mancato compimento d’ogni promessa? Per questo l’Elisio diverrà una prigione. Sono dei bugiardi da piazza di paese … mentitori naturali poiché psicopatici.

Dicono: la medicina … le novità della medicina … i progressi economici … la tecnologia … il mondo di oggi è incomparabilmente superiore, più ricco e più libero rispetto a quello rurale del 1660, al contadino che sgobbava nei casali del Catasto Alessandrino … a ciò, tuttavia, si può rispondere: e cosa hai dato in cambio di questo? Tutto ha un prezzo … quanto abbiamo pagato e, soprattutto, in quale moneta? E poi: quanto ci siamo staccati da terra rispetto a prima? Il nostro pensiero, la vitalità, l’intensità del sentimento, la bellezza … in altre parole: la felicità nella vita … sono migliorate? O le abbiamo consegnate a un demone ridente? Cosa resta nelle nostre mani? Un pugno di anni in più?

Anche la longevità, la battaglia contro la sorella Morte, cardine centrale dell’utopia illuminista, presenta, però, il conto. In rosso. Vivere qualche anno di più per vegetare in qualche anonimo loculo metropolitano. Forse. Anche qui il demone ci prende per la coda … l’aspettativa di vita crolla, come tutte le torri di Babele costruite con la merda …

Il maggiore delle SS Wernher Magnus Maximilian von Braun, liberatosi dall’hitlerismo come di una molesta ciabatta, si consegna agli Americani, divenendo una delle colonne portanti della NASA. Nel 1952, settant’anni fa, esce il suo The Mars project che prevedeuna flotta di dieci navicelle di cui una per il cargo e nove per il trasporto di un totale di 70 astronauti”. Settant’anni dopo il Sistema è costretto a celebrare una signora che lascia i pargoli al marito per andare a svernare sei mesi sull’ISS (International Space Station) ondeeffettuare ricerche scientifiche su materiali, tecnologie sanitarie e ciclo vitale delle piante”. Si coltivano gerani e begonie sull’ISS? Può darsi. E dove galleggia questo immane prodotto del genio umano (un centinaio di metri di ferraccio; i moduli abitativi assommano a meno di 1000 metri cubi; il calpestabile - ci si permetta il frizzo - sarà quindi largo come un tinello)? Pare che giri su di una linea orbitale compresa fra i 330 e i 410 chilometri dalla Terra. Una distanza, perciò, che, in linea d’aria, partendo da San Pietro, varia da un Roma-Villaggio Turistico Cilento Azzurro (a Villammare, frazione unica di Vibonati, provincia di Salerno, già Castrum Salerni) a un Roma-Marina di Fuscaldo (spiaggia del comune di Fuscaldo, provincia di Cosenza, antica Kos).
Pressap(p)oco.
Qui si ha la plastica rappresentazione di come il positivismo, almeno in ambito scientifico, si sia gradatamente devoluto: dalle fiabe interplanetarie di E.E. Doc Smith (The skylark of space) alle pretenziose installazioni marziane di Von Braun per capitombolare sempre più giù, miseramente, allo sketch PolCor della Cristoforetti Samantha che saluta il marito prima di imbarcarsi per il Villaggio Spaziale Internazionale; ove un equipaggio apolide recherà avanti le sorti progressive dell’umanità innaffiando basilico in assenza di gravità. A me, poi, opinione personale, Samantha sta pure simpatica … con quel faccione rotondo e aperto alla Romano Prodi … intrepida, indipendente e sbarazzina al pari dell’omonima Samantha di Hollywood, la strega protagonista di Bewitched.

E come si chiama la ultima missione ISS? Missione Minerva. Pare che il presidente americano Thomas Jefferson abbia scritto, una volta, all’avversario politico e amico John Adams: “Verrà il giorno in cui la mitica nascita di Gesù, a opera dell’Essere Supremo come Padre, nel grembo di una Vergine, sarà considerata come la favola della generazione di Minerva dalla testa di Giove …”. Benché la frase sia attestata anche in Richard Dawkins, un accurato miscredente, tendo a revocarla in dubbio. Sono sicuro, al contrario, di un’altra sua affermazione, questa del tutto agghiacciante: “Non mi arreca nessun danno che il mio vicino sostenga che esistano venti dei, o nessun dio. Non mi scippa, né mi rompe una gamba”. Qui siamo in pieno delirio da liberalismo: contro lo Stato etico, a favore della libertà. Sicuramente Thomas ha esclamato ciò, e ogni liberalucolo postumo e postremo si farà un vanto di tale ca-cantata. Eppure, che mancanza d’aristocrazia in questa frase, quale elogio del calcolo e della piccineria! E questo fu il presidente degli Stati Uniti d’America! Qui si proclama non solo l’assenza di una fede (la fede infatti, esclude, ponendosi, in nome dei principi, quale nemica), ma si apre il fianco a un pragmatismo d’accatto che non può che degenerare nel solipsismo piccolo borghese; e quindi nell’omarino postmoderno. Se, quindi, come può farsi liberamente, compro dei fumetti hentai in cui un quarantenne incula neonati, chi può opporsi? Non sono incriminabile poiché, certo, l’intenzione di reato non è incriminabile; al pari delle pulsioni criminali: che pure mi possiedono se m'abbasso a comprare questo materiale immondo. Eppure: non scippo nessuno, né rompo gambe ad alcuno. Quale danno ho arrecato? Lo stesso può dirsi della realtà virtuale. Non scippo nessuno né rompo gamba ad alcuno se virtualmente organizzo attentati, massacro prigionieri oppure orge coprofile e di sangue. Anche se il Potere è sempre ambiguo: se, infatti, oggi, 2022, nel pensier mi fingo un fumetto che prevede un incesto o quant’altro non succede nulla; se, invece, metto su una strip in cui Roberto Speranza salta in aria come Luis Carrero Blanco, mi ritrovo la Digos che requisisce PC, cellulari e matite colorate (alle elementari prediligevo le “Conte”). Eppure anche in questo caso non avrei scippato nessuno né rotto gambe. Ma, qui l’inghippo, la legge di un popolo è quel popolo. In essa si definisce il sacro, cioè l’Inviolabile, a opera dei custodi della legge, i santi. In tale frangente storico un’opera squallida e miserabile non vale a incriminare l’autore dato che il corpo sacro della legge coincide con un’ansia nichilista-dittatoriale PolCor. Se, invece, questo traesse forza e fede da un principio metafisico, allora non si avrebbe difficoltà a impiccare pervertiti e reprobi. La sacralità della legge, e la santità degli esecutori, rispecchia le bassezze di un popolo, o le sue ascese celesti.

Thomas Jefferson, ricordiamolo, fu il democratico proprietario di seicento schiavi, che, nelle ore libere e libertarie, ebbe a ingravidare la cognata, una quattordicenne mezzosangue, schiava anch’essa, che gli diede almeno un figlio. I bastardi senza gloria che originarono da quei lombi illuministi potrebbero aver dato vita, all’interno del Deep State americano, persino a qualche culto esoterico. Che Barack Obama abbia per trisavolo il vecchio porco della Virginia?

Reinterpretazioni della cronologia democratica americana: un re adultero e apostata, un centinaio di inglesi (fra cui trentasette apostati) che fuggono dalla sua terra, di nuovo un adultero, alcuni bottegai apostati con la penna dietro l’orecchio e il mignolo sul piatto della bilancia, un adultero, alcuni bottegai che vengono alle mani per dissapori di natura bottegaia, adulteri e apostati alternati in serie, Biden.

Dalla prefigurazione della massima libertà all’attuazione della schiavitù definitiva il passo è stato breve. Il decorso fu inevitabile; ciò che tuttora atterrisce non è tanto il salto della quaglia logica, ma solo la potenza tecnica che rende possibile l’inferno sin al dispiegamento estremo.

Per fortuna il crepuscolo degli idoli progressivi sta inanellando una serie di atti di cabaret che assicura, pur a tratti, un cupo divertimento.

38 commenti :

  1. Che poi, diciamocela tutta, il cosiddetto progresso in trent'anni di neoliberismo ha partorito il web e gli smartphone, cioè ciò di cui nessuno ha mai sentito il bisogno in precedenza, mentre in ambiti ben più decisivi, vedasi quello sanitario, è sostanzialmente fermo, nel senso che, per esempio, i tumori son sempre curati allo stesso modo, cioè male. Lasciamo perdere poi tutti i settori pubblici diventati oramai la parodia di se stessi, in primis quello scolastico, dove gli impianti di riscaldamento degli anni Settanta convivono con qualche marchingegno di ultima generazione sostanzialmente inutile, ma che fa scenografia. Tutto è stato burocratizzato senza diventare più efficiente. Per non parlare dell'arte, della letteratura, considerate un ferro vecchio, a meno che non siano le solite stronzate poetiche neoavanguardiste o gli intrecci di pura evasione.
    Se fossimo una specie davvero intelligente dovremmo aver capito che quanto è stato prodotto in Occidente nell'ultimo trentennio è quasi esclusivamente frutto d'errore e riavvolgere il nastro della storia, anche perché se i cialtroni e le cialtrone politicamente corretti d'oltreoceano continueranno a stuzzicare il gangster di stanza al Cremlino non credo che ci rimarrà molto tempo. Ma di fronte alle quote rose, vuoi mettere tutto il resto!

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    1. Sono proprio delle scemenze ... assolutamente antieconomiche, peraltro. Chincaglieria da indigeni caraibici. Il digitale, inteso come imitazione virtuale del reale, è stata l'autentica innovazione. Talmente rivoluzionaria da aver fatto scomparire il 90% dell'arte e dell'industria e del terziario che pur si reggevano a fatica. Però sono tutti entusiasti di sentire musica con l'auricolare da 3 euro su una piattaforma che distorce il suono ... tanto che a malapena sanno distinguere un banjo da un Hammond ... ma gli va bene così. Minore la qualità, maggiore la partecipazione. Non c'è neanche bisogno di studiare il minimo ...

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    2. Ma no, Anonimo, come puoi dire che la medicina e la sanità siano rimaste ferme al palo da circa trent'anni! Abbiamo, res mirabilis, i vaccini mRna che risolveranno tutti i problemi financo quello della morte e della vecchiezza. I medici, oggi, non sono più quegli spreconi e di tempo e di risorse, che furono un tempo; ora ti dedicano, da bravi funzionari dell'Azienda Sanitaria, solo il minimo politico per redigere la ricettina scrupolosamente soggetta ai vincoli di spesa del bilancio aziendale. E tutta questa Efficienza, figlia del progresso ed ancella delle meravigliose sorti e progressive non la apprezzi?
      Ma, del resto, con medici provenienti dall'altrettanto meraviglioso sistema scolastico non potrebbe essere altrimenti; vuoi mettere quei pallosi parrucconi di un tempo che intortavano il povero paziente con raffiche di medicologismi grecizzanti con un dottorino anzi, una dottorina, SMART proveniente da un istituto tecnico per le biotecnologie che ha presentato alla maturità una dotta tesina sulle problematiche gender, riportando una valutazione magna cum laude?
      Chi potrà mai sostenere, poi, con piena ragione che nessuno abbia mai desiderato web e smartphone? Sono i cent'occhi sempre desti del panopticon universale e più tu guardi loro, più loro scrutano te, costano relativamente poco e danno una dipendenza superiore a quella del crack.
      Sull'arte e la cultura in generale non posso che essere d'accordo, però retrodaterei di qualche decennio l'origine della loro fine. Però, vuoi mettere le conquiste odierne con quei deprecabili risultati della civiltà occidentale patriarcale e cristiana? Non ci sarà (mai) più un Piero della Francesca e neppure un Michelangelo ma abbiamo legioni di artisti performer che si imbrattano di colori completamente ignudi e si rotolano su qualche superficie per rappresentare la nullizia del nulla. Non ci sarà più un Beethoven a dedicare opere all'immortale amata ma una compositrice lesbica dedicherà qualcosa di "fonico" alla sua compagna non binaria. Senza citare esempi troppo eclatanti trovo sia banale dire che Renato zero cinquant'anni fa fosse molto più trasgressivo di Damiano dei Maneskin, lo erano persino Albano e Romina con il ballo del qua qua.

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    3. "Il digitale, inteso come imitazione virtuale del reale"... la scimmia di Dio.
      Ormai tutte le soluzioni hanno al centro il digitale. La cosa piu' triste e' che parlando coi giovani, si scopre che da essi e' visto non solo come un'alcova di comodita', intrattenimento e stupidaggini varie, ma anche come l'unico mezzo, oggi, per sperimentare la loro creativita', per esprimerla e condividerla.
      Non hanno tutti i torti, visto che si cerca in tutti i modi di abbattere la gioia di interagire nella e con la realta'. Tale gioia in fondo si nutriva di un certo grado di spontaneita' e liberta' che non sono piu' permesse.
      Ise

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    4. Per Alessandro: anche Piero Ciampi e gli Skiantos ...

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  2. Un commento di nicchia. Meravigliosa l'esegesi della Rivoluzione Americana e di alcuni suoi Presidenti. Grazie. La leggo sempre molto volentieri, fosse pure solo per la prosa (il che non è).

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  3. Si passa per nostalgici, anziani, passatisti, a valutare negativamente le magnifiche sorti e progressive... ma tant'è. Preferisco la giusta mercede per un lavoro ben fatto che vivere di sussidi e non far nulla. Preferisco il risparmio dentro il borsellino e un minimo in banca. Ascolto ancora musica sull'impianto hi-fi attraverso vinile e musicassette (talvolta bobina) e di rado cd (ma quelli non masterizzati). Mi meraviglio dell'alba (simbolo alchemico) e del tramonto; la notte mi ispira. Rivedo gli sceneggiati RAI, La freccia nera, Il segno del comando, E le stelle stanno a guardare, A come Andromeda. Trovo goduria a leggere Chesterton e studio Paracelso e Goethe. La coda alla vaccinara e gli gnocchi fatti in casa, rappresentano la buona cucina spurgata dai master chef televisivi. Insomma, conservare ciò che è buono e bello porta bene.

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    1. "Il segno del comando" voglio riguardarmelo a breve ... non lo vedrò come passatista, ma come esteta del buon teatro italiano (grande Franco Volpi).

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  4. Labile approvazione o tenue disapprovazione. Giusto. Tempo fa davanti mentre mi facevo lavare la macchina ho ascoltato due anziani stazionavano di fronte all'arabo lavamacchine appunto, con tanto di sedia (scene non infrequenti nella capitale). Era appena successo della condanna per Cucchi. "Hanno fatto bene!" "Macché sai quante famiglie ha rovinato quello"... due battute scialbe seguite da un "vabbeh"..un tempo forse ci sarebbe scappata la rissa, anche fra anziani, su un argomento così, pensavo...magari sbaglio,ma dico: quantomeno una discussione, un vaffanculo, che ne so...niente. Ma gli esempi sono innumerevoli.
    2) Riallacciandomi a una tua precedente osservazione, riguardante i forum calcistici, io penso che tutti i talk show presenti debbano praticamente tutto alle trasmissioni calcistiche sulle TV locali. "Ballarò" e compagnia cantante non sarebbero mai esistite senza Teleroma 56. Il "micco" come lo chiami tu, a sentire parlare di calciomercato crede decida lui a chi dare i miliardi, parlano di finanza fideiussioni, borsa, il gergo "tecnico" e distaccato, da grande esperto (Sic!)è nato lì. Naturalmente era peccato non applicarlo alla politica e alle finanziarie, per cui il micco appunto commenta giudica le mose più o meno scaltre e oculate dei "giocatori politici", termine peraltro molto in uso proprio in quei salottini...

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    1. Michele Plastino e Giulio Galasso sono dei maestri in questo campo ... solo i romani possono capire, in questo caso. Nutro stima per Lamberto Giorgi, sempre ex Teleroma 56. Ma anche le radio romane spingono parecchio.

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  5. Conplimenti , che dire? La scienza la fanno gli scienziati e senza punti di riferimento si va alla deriva. Comunque nel seicento chi superava i vent'anni aveva ottime possibilita' di arrivare a sessanta/ settanta, quindi l'aumento della vita media e' dovuto all'abbattimento della mortalita' infantile piu' che ad altri fattori.

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    1. Infatti ho messo in risalto più volte la figura di Semmelweis che, combattendo la febbre puerperale, e debellandola, salvo donne e neonati allungando la vita media di almeno cinque anni in un colpo. Il mito della longevità=illuminismo è duro a morire, però.

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    2. wikipedia: "È noto che alcuni procioni in cattività sono vissuti per più di 20 anni[140]. Invece in natura l'aspettativa di vita media del procione varia tra gli 1,8 e i 3,1 anni..."

      I procioni, animali intelliggenti e opportunisti, come quasi tutti gli animali selvatici, vivono molto piu' a lungo "in prigione" che nella natura selvaggia. Qui in USA, popolano in gran numero nelle citta', come i cinghiali a Roma... la vita, anche per loro, e' piu' facile nella grande "prigione" urbana.
      Per gli uomini credo valga la stessa regola, la vita comoda allunga l'esistenza, in fondo si ama essere prigionieri.
      E' vero che la mortalita' infantile era molto piu' alta solo un secolo fa (mia nonna nata e cresciuta nella foresta, dove ha sempre vissuto fino alla bonifica delle paludi pontine, ha partorito 15 figli, 5 sono sopravvissuti) ma anche eliminando questo fattore, l'aspettanza di vita credo fosse comunque inferiore... tuttavia era una vita molto piu' intesa... incomparabile con la vita dei tempi moderni, dove il tempo dedicato al sofa', al televisore o alle mille distrazioni digitali non credo che possa chiamarsi "vita"...

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    3. Era forse inferiore, ma di pochi anni. Che fosse inferiore, anche fino a qualche decennio fa, si nota soprattutto dai visi nelle foto, sicuramente più maturi già a vent'anni rispetto ai bamboli di oggi. Stiamo parlando di sei-sette anni di più (forse) per l'essere umano che, ricordiamolo, non ha predatori se non sé stesso. Che tali anni in più contino, però, poco e niente possiamo dedurlo dall'impennata dei suicidi: quelli veri e propri e quelli celati sotto le spoglie di una vita suicidaria (dieci ore davanti ai videogiochi, a chattare, a perdere tempo ... a morire in ultima analisi).

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  6. Il Vecchio saggio, nella sua sintesi, cosi’ descriveva la caduta:
    Smarrita la Via, subentra la virtù;
    smarrita la virtù, subentra l’umanità;
    smarrita l’umanità, subentra la giustizia;
    smarrita la giustizia, subentrano le norme.
    Che cosa sono le norme
    se non una lieve patina
    di lealtà e di sincerità
    e l’ inizio del disordine?
    Coloro che si fondano soprattutto sulle norme,
    se la gente non obbedisce, ricorrono alla forza.

    Direi che siamo nella fase in cui la maggioranza ormai si fonda solo sulle norme… impossibile risalire la corrente, il cerchio si sta chiudendo. Le tenebre a cui assistiamo somigliano a quelle incontrate dalla coda dell’oroboro all’interno delle fauci di se stesso, dove gli opposti coincidono.

    Intanto pero' qualcuno sta approfittando di questa schiavitu’ autoinflitta per fondare un suo regno personale. Ho l’impressione che costoro ci credano sul serio, all’uomo-dio, ma come riservato a pochi, tanto da chiamare tale specie homo-deus. Lo ha fatto Harari, nel suo libro Homo Deus, dove sostiene che nulla di quello che ci ha fatto umani e’ rimasto, e che l’umanita’ sara’ sostituita dall’uomo-dio; lo ha fatto anche Giuliano di Bernardo; parlando del suo libro “Il futuro di Homo sapiens”, dice: “Nella societa’ globalizzata, l’uomo reso onnisciente e onnipotente in terra da scienza e tecnologia, non avra’ piu’ bisogno dei suggerimenti di un essere trascendente. L’umanita’ divisa in uomoni-dei e uomoni-uomini, sara’ guidata da Uno-dio”. (https://www.marsilioeditori.it/media/rassegna_stampa/gdm207252970731.pdf)

    Mah... sarebbe proprio limitarsi ad essere onnipotenti in terra che snatura l’uomo, dato che una qualita' unica della sua natura ontologica e' proprio la capacita' di collegare terra e cielo, materia e trascendente, quindi l’onniscienza in terra (de che poi), senza trascendenza, sara’ solo la sua prigione definitiva; ma poi, se siamo onnipotenti ed onniscienti, che ce ne facciamo della guida dell’Uno-dio? E come mai oltre agli uomini-dei ci saranno ancora gli uomini-uomini, presumo non onniscienti e non onnipotenti, quindi col ruolo di... ?
    Non ho letto tali libri, ma il messaggio mi sembra gia' chiaro dalla presentazione.

    Cari saluti,
    Ise

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    1. Sembra chiarissimo. Ciò che questi figuri sottovalutano è la tenuta della tecnica che mi sembra proprio antieconomica. Nel senso che chieda troppo e troppe risorse per autoalimentarsi all'infinito. Prevedo, perciò, un suo fallimento. Purtroppo assieme al fallimento vi sarà la distruzione del passato dell'uomo. Che, forse, rimarrà inattingibile.

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  7. "Tutta la manfrina goliardica, l’assenza di una disperazione tragica ... sì, non la sopporto più, mi opprime, mi far star male."

    Vero, ineccepibile.

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    1. Non li sopporto più, ho litigato con tutti. Mi credono pazzo. Gli dico: "Ma cosa ridi, perché ridi ... perché ridacchi ... cosa avete da ridere ... prendete tutto alla leggera, sottogamba ... siete degli stupidi ... non siete mai disperati, preoccupati ... come fate a dormire la notte ... etc" ... è una lotta continua contro la piccineria.

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    2. Si ride tanto, troppo, anche lì il lavoro è stato decennale, da striscia la notizia alle iene, e film che sbellicavano il degrado nazionale.. .si è preso due piccioni con una fava, ovvero incassati lauti guadagni con l'industria dell'indignazione (notare che SOLO in Italia esistono programmi Tv come striscia) e anestetizzato l'italiano medio (che già era poco avvezzo a prendersi sul serio).

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    3. E come si sopravvive? Chissà perché mi viene in mente il Rinoceronte di Ionesco.

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    4. Sul ridere mi ricorda uno scritto corsaro di Pasolini del 1973 su Valcarenghi, ex Lotta Continua approdato al misticismo orientale di Osho : "... Valcarenghi non si ferma davanti a nulla: e infatti non sa nulla. Non sa per esempio una
      cosa fondamentale: che scherzare su tutto, riduttivamente, come
      egli fa, a proposito anche dei fatti più tragici e difficili, è proprio
      la caratteristica prima del rapporto linguistico con la realtà del
      piccolo borghese. Si tagli i capelli, si metta un vestitino beat
      moderato, frequenti i giovani integrati della sua età, e, più
      ancora, quelli un po' più vecchi di lui, e i padri: li sentirà solo
      chiacchierare o scherzare. La prima regola del loro
      comportamento è non dire mai sul serio niente, ridurre tutto
      umoristicamente; e, a fortori, volgarmente.." Questo cinquant'anni fà, figuriamoci adesso.

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  8. Ancora rimane Elon Musk a regalare sogni ai micchi sulla colonizzazione di Marte, auto elettriche e affini, ammesso che lui stesso ci creda. Comunque in generale mi sembra che il fanatismo per l'ultimo gadget supertecnico si sia molto affievolito anche sulle masse. Sono finiti i tempi in cui i guru alla Steve Jobs e Negroponte vaticinavano sulle sorti progressive dell'umanità cibernetica. Dagli anni 90 ci separano meno di trent'anni ma ne sembrano passati duecento .

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    1. Il gadget faceva parte del mondo cosiddetto consumista ... ora siamo agli oggettini da aborigeni ... i pescatori tirano le reti con i tonni insanguinati già pronti a entrare nella scatoletta.

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  9. Parallelamente all'illuminismo,tecnico anche la retorica della flessibilità virtuosa e cool è sfumata come ghiaccio secco in una giornata estiva. Tra gli anni 90 e i duemila era un mantra: oggi faccio il panettiere ma domani faccio il corso della regione e divento web-designer in qualche agenzia pubblicitaria fica. Poi quando mi stufo vado in Tailandia e apro un resort ... Adesso pare fantascienza ma in quel periodo era lo zeitgaist imperante. È anche per questo che sono scomparse le professioni.

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    1. Tutto ha sempre un secondo fine. La fluidità lavorativa servì a distruggere mestieri e professioni, la fluidità scolastica il sapere scolastico e universitario, la fluidità sessuale le distinzioni fra sessi e così via ... La distruzione come lenta decomposizione ... Ci sono caduti quasi tutti ...

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  10. Tutta questa fluidità mi sembra tanto una fase "solve" cui seguirà una fase "coagula" nella quale assisteremo alla nascita di una nuova società ordinata in caste talmente rigide che il figlio del panettiere sarà automaticamente panettiere, altro che web designer o altro mentre la fluidità di genere produrrà un nuovo individuo a-gender praticamente asessuato ed una nuova morale sessuale molto più rigida di quella attuale. Questo, chiaramente, varrà per la plebe, le api operaie. L'ape regina e la sua corte seguiranno regole diverse.

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    1. Ammesso che qualcuno ancora lo sappia fare il panettiere! La fase solve ha portato al tracollo della competenza in ogni campo. La divisione delle caste medioevali è deprecabile sotto tanti aspetti, ma almeno garantiva la trasmissione del sapere da una generazione all'altra. Adesso dobbiamo fare affidamento sui tutorial di YouTube anche per attaccare un quadro.

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    2. Lavori e professioni stanno sparendo. Ho visto con i miei occhi un povero tapino smanettare sulla calcolatrice del cellulare per calcolare il 30% di euri 2.500.

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    3. Il mio vecchio commercialista era letteralmente incapace di farmi la dichiarazione dei redditi senza il suo software. Mi chiedo quando arriveremo alla totale implosione della società dovuta alla troppa incompetenza. Secondo me siamo vicini.

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    4. In un vecchio racconto di fantascienza l'uomo del passato esegue una divisione con carta e penna e viene ritenuto uno stregone (gli scienziati, invece, reputano l'operazione "impossibile").

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    5. Era fantascienza anche perchè ipotizzava un mondo estremamente complesso e strutturato che andava da solo e si autososteneva senza più l'apporto attivo degli esseri umani, per pura inerzia. Dubito che nella realtà possa durare a lungo. I guasti e gli incidenti dovuti al passare del tempo avvengono sempre, in ogni contesto. E quando non ci sarà più gente capace di ripararli e raggiungeranno la massa critica ... Già adesso, per alcuni prodotti sembra di stare nell'Unione Sovietica degli anni 80. Ma la gente non se ne accorge ? Hai bisogno di cose che un tempo erano assolutamente banali e reperibili ovunque, come una nuova guarnizione per lo scaldabagno, un nuovo fanale anteriore per la macchina, un nuovo telecomando. Vai dal rivenditore di riferimento e scopri che a stock non ha più niente ! Deve sempre ordinare alla casa madre. Le farmacie non ne parliamo, a parte aspirina e profilattici, il resto te lo devono ordinare per il giorno dopo, se ti va bene. E lo chiamano progresso ....

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  11. Buondì Alceste e buondì a tutti, se non la conosceste già, segnalo la gustosa pagina fb "recensioni malsane reloaded".
    Molto di più di un "come eravamo"...

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  12. Che anche i recenti fatti degli alpini possano rientrare nel processo di distruzione?

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    1. Ma sì, ne avevo scritto in "Amico poliziotto amico carabiniere" ... ogni entità organizzata deve sparire ... e sparirà, anche per loro colpa. Messi alla prova, hanno eseguito gli ordini più squallidi un quel grano di sale. In più hanno rinunciato allo spirito di corpo per arrivare allo spirito della pensione facile: piccoli privilegi, piccole sopraffazioni, una vita tutto sommato comoda.

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  13. Sugli alpini la stessa lagna di qualche anno fa. Alle femministe danno ai nervi perché un po' scherzosi al cospetto dell'altro sesso. Loro vogliono l'uomo in riga, sull'attenti, che non sgarri mai, come infatti abitualmente è l'uomo occidentale, un inetto incapace di qualsiasi scatto di dignità. Muoiono tutti i giorni uomini sul posto di lavoro, però l'attenzione mediatica è rivolta a qualche battuta goliardica, come quando il telegiornale di Rai 1 aveva aperto con la manata di un idiota al sedere di una giornalista di una sconosciuta tv locale toscana, se ricordo bene. Queste comandano e dettano l'agenda. Distruzione e femminismo vanno di pari passo. Il fatto che in tanti non se ne accorgano è semplicemente frutto del totale rincoglionimento in cui siamo precipitati, soprattutto da parte maschile.

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  14. Il crepuscolo dell'età dei Lumi lo si vede dall'abbandono del Principio di non contraddizione in ogni discorso pubblico politico e scientifico espistemologico. Si galoppa indietro alla fase presocratica.

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    1. Magari i presocratici, qui siamo alla scimmia di Kubrick che abbatte i nemici con un osso spolpato.

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Siate gentili ...