mercoledì 18 novembre 2020

I nostri carnefici

Unreal City, 18 novembre 2020

Io non ho nulla di cui dire: è mio
lontani e morti sono i miei cari
più nessuna voce
il mio compito sulla terra è finito
oscuramente
solo
vago per la mia patria che mi sta come sepolta intorno
ma tu risplendi ancora .. sole! .. del cielo!

Friedrich Hölderlin


Non ho nulla da aggiungere alla frase dell’11 marzo: “Il coronavirus serve a modellare la società del futuro. Meglio: è un esperimento sociale che inizia a modellare, definitivamente, la società del futuro”.

L'epoca che stiamo vivendo non merita commento. L'esistenza e la stessa intelligenza dei fenomeni viene frantumata in minuscole e irrilevanti questioncelle. Il Potere inventa alcuni nomi (Gimbe, lockdown) e una manciata di burattini: si passa il tempo, si spreca quel poco di razionalità residua per contrastarli, discriminarli, dissezionarli ... il risultato, vano, è sotto gli occhi di tutti.

Ciò che sta più a cuore al Potere è il chiacchiericcio insulso. Per questo viene saturato l'etere di formidabili provocazioni e sesquipedali scemenze: la malia di tali esche cattura subito l'attenzione, per l'illogica enormità ivi posta, e induce a scannarsi per ore e giorni, sfinendosi, a ricercare quell'appunto, quel link, quella versione della favola, quel ricordo.

Le elezioni americane? Sono false da quel dì, esattamente come in Italia, ma si deve passare il tempo libero a elaborare tabulati, a scremare dichiarazioni, a tarare opinioni, in una ridda scomposta in cui ognuno accusa l'altro, o trae a sé stesso l'alleato più improbabile a seconda delle convenienze meschine del momento. Alla fine il nucleo incandescente dell'inganno (la democrazia elettiva quale falsa auctorictas popolare su decisioni già precedentemente ratificate sine populo) rimane fuori da ogni considerazione.

Lo stesso dicasi per la geopolitica, questo Risiko che mai ha spiegato qualcosa.

Biden è pro-Cina contro l'America?
Trump e i Repubblicani, invece, dei patrioti, come vaneggia l'ineffabile Paul Craig Roberts?
Non sarà questo un riequilibrio universale di poteri, duro e spigoloso, onde permettere la Monarchia Illuminata Globale? Le multinazionali, come preconizzato in quell'agghiacciante testo del 1972, non sono le padroni del mondo? Non significa questo la disfatta di qualsivoglia anelito nazionale, compreso quello dell'Italia e del suo ex colonizzatore, gli Stati Uniti d'America? Omogeneizzazione, riequilibrio, contrattazione dei punti di forza per il nuovo secolo nichilista? E Trump? Trump, come Berlusconi, verrà seppellito assieme alla NATO, ai blocchi contrapposti, al grande Israele. Ciò che ha servito egregiamente ora rileva come impaccio. Ciò non toglie che larghe fette del potere profondo ancora vi si abbeverino ... l'economia old style, insomma, chiede o esige la buonuscita così come le professioni morenti (metalmeccanico, ragioniere, avvocato, edicolante) supplicano gli spicci per non morire di fame nel trapasso immane alla Finanza Totale cioè al puro dominio senza economia.

Israele ... Israele ... gli Ebrei! Ma gli Ebrei, tale motore della storia, ancora capaci di eccitare l'antisemitismo millenario, più non servono. Gli Ebrei antichi, intendo. La trasformazione investe pure loro. Appena agli inizi, la dissoluzione, ma recata avanti con la medesima tecnica che ha schiantato noi.

Intanto in chiesa si ritrovano gli stessi sparuti gruppi. La dissacrazione monta. La Comunione si riceve sulle mani (odorose di disinfettante, ma impure) addirittura portata da qualche beghina da sacrestia. Il prete appozza nel mare di particole, deposita, e riprende il giro fra quei sopravvissuti residuali e duri di  comprendonio.

Ho assistito alla discussione di una tesi di laurea triennale. La candidata, graziosa e ben vestita (di rosso), era assisa nel salotto di casa davanti a smartphone e pc. Questi ultimi giacevano composti sul tavolo di famiglia, in attesa del trillo accademico: officiava il rito l'app Zoom. A parte tali manufatti luciferini, nulla turbava la spietata nudità della scena: nemmeno un quadro alle pareti, se non erro; una traccia di vivibilità;  lo squarcio mitemente chiassoso recato da un oggetto consueto: l'orologio, una penna, la matita. Alle dita, una delle dieci, un anellino.

Un borboglìo. Il relatore insinua la propria eterea personalità digitale; la voce si fa distinta. I saluti reciproci. L'accademico rammenta le generalità della laureanda, la materia di discussione (economia aziendale) e richiama la tesi, un pdf di circa venticinque pagine di cui gli spettatori (gli amici, i parenti stretti) non rinverranno mai traccia; il Nostro, che potrebbe persino averla letta, la tesi, sillaba il voto finale. La laureanda, ora laureata, ringrazia. In contraccambio, l'esimio rimanda il ringraziamento. La linea, quindi, si chiude, rientrando brusca nel circolo del non-essere.
La signorina - la festa in casa già è pronta - abbassa il coperchio del PC e, forse, ma non è detto, sorride. Gli occhi opachi, privi d'emozione, prendono atto del passaggio burocratico testé concluso.
Una nuova guerriera, oggi, rinforza le coorti del Nulla.

La sconfitta è talmente radicale da lasciare senza fiato. Raramente nella Storia una civiltà millenaria è sparita in pochi decenni. Nemmeno gli Aztechi o gli Atlantidei lo fecero, innervando ribelli, originando scritture segrete o inscenando finte conversioni a beneficio - e scorno - dei conquistatori. Eppure oggi siamo a commentare una disfatta impossibile da contrastare, definitiva, postatomica. Piangere i ruderi ci è negato; calpestiamo il pulviscolo dei giorni.

Non cercare nessuno, questo il terribile segreto.
Mai confidare in qualcuno o qualcosa.
Disperare, resistere, strapparsi il cuore dal petto.
E perché questo, quale guadagno ne avremo?
Nessuno, nessuno. Ma occorre farsi colonna di tempio nelle rovine del mondo.

Avete mai parlato con questi ventenni? Essi sono e saranno i nostri carnefici.
Loro stessi carne da macello, vengono continuamente forgiati per adempiere alle scritture della dissoluzione. Vacui, senza opinioni, timorosi, essi si accendono di solerzia, lieti d'esser utili, solo quando il Re del Mondo ne reclama i servigi anomici. In tal caso, il loro occhio brilla: finalmente un ordine! Saranno loro i liquidatori dell'umanità residua, abituati a comportarsi da inumani. Numeri, statistiche, linguaggi deprivati, psicopatie ben temperate, utopie mendaci costituiscono l'imbottitura vana dei loro aridi cuori. Non comprendono, semplicemente. Ai ragionamenti oppongono sorrisi spenti, alla pietà un silenzio terrificante; i gesti più nobili o appassionati gli appaiono vani, frutto d'un moto dell'anima talmente ricco e remoto da farli rabbrividire. Le parole, poi, le parole ...

Signori, le parole!
 
Questa frase: "colonna di tempio nelle rovine del mondo" ... oppure "torneranno i giorni d'oro" ... a loro cosa dicono? La metafora, l'allusione, la polisemia ... in altre parole: la poesia e, quindi, la scienza ... tutto questo gli è estraneo oramai poiché la lingua non può che modellare parole morte, gusci disseccati. Il circolo di luce dell'umanità, nimbo sublime della conoscenza, si restringe come un cappio doloroso ... passato e futuro giacciono nelle tenebre ... ognuno brancola col proprio lume, fievole ... ai limiti dell'eterna notte che non comprende.

La morte fa paura, l'amica e sorella morte, poiché ogni evento, pur minimo, atterrisce tali esserini non più abituati a considerare la vita come comunità, confraternita, chiesa. L'eterno più non rischiara la via illuminando gioia e tragedia in un tutto doloroso, ma amico. La ruota che tutto volve è ferma. Si rifugge, quindi, dalla vita riducendola a sommatoria di minuscoli fatti (cibo, immagini, comunicazioni telefoniche). Un banale imprevisto distrugge intere esistenze. Il rischio, la sfida, la conquista ulissea vengono, perciò, banditi in luogo del cubicolo igienizzato ... la placenta putrescente d'un postumanesimo delirante ... la profilassi ... il profilattico ... le pudenda ormai viste come ricettacolo di orrori microbici, sentine di morbi corrosivi e lutulenti ... e l’ideologia latente della copula quale trasmissione di ambigue fecce biologiche di chi è? Di qualche reazionario pievano? Macché, proprio dei liberatori, invece, di chi ci ha del tutto lasciati in pieno deserto ... cicalando nei decenni la falsa litania del patriarcato oppressivo, della donna-oggetto, dell'aborto, del siamo eguali e via così ...

Lo sguardo opaco, la rinunzia, l'orrore per la conoscenza; l'orrore per l'Antico Ordine che sono stati abituati a disprezzare ... e liquideranno ... un vecchio dopo l'altro ... il villaggio globale è davvero trascorso a villaggio dei dannati ... se solo sapessero, questi neutrini, cosa sono in realtà.

Vedete come un romanzo pompato come Soumission sia invecchiato nel giro di pochi anni ... una distopia ridicola, ma del tutto  coerente con la povertà di introspezione psicostorica dell’autore ... tutte quelle menate sul sesso libero contro l’oppressione islamica ... sul declino dell’Occidente consegnato ai mullah ... E ora? E ora Houllebecq, tra una pipatina e l’altra, vede consegnare i vessilli di resa della civiltà proprio a chi voleva difenderla: i libertari, i Charlie Hebdo, le sessantottinate francesi, i progressismi d’ogni ordine e risma ... il vittimismo femminista, sacer esto qui PolCor violavit. Inutile che cerchi di nascondersi dietro il pessismismo cosmico ... fu solo un servo sciocco ... non a caso beniamino, assieme a Fallaci Oriana, del noto provocatore NATO Ferrara Giuliano, quello che inneggiava ai comunisti, ai socialisti di Chirac, ai forzisti ... quante sceneggiate, quanto tempo perduto ...

Resistere per testimoniare: altro non so. Se non viene compreso, ancora una volta, questo gesto eroico ... intimamente, disperatamente ... - l’ultimo eroismo possibile - di un’epica minuscola, quotidiana, inavvertita ... allora abbiamo poco da dirci ... io e voi.

Morire senza concedere l’abiura, anzi: morire testimoniando la fede ... ecco, questo trovo accettabile, umano; inevitabile.

29 commenti :

  1. Resistere e sopravvivere per testimoniare, in attesa di un miracolo...

    RispondiElimina
  2. Quod pertinaciter studes et omnibus omissis hoc unum agis, ut te meliorem cotidie facias, et probo et gaudeo, nec tantum hortor ut perseveres sed etiam rogo. Illud autem te admoneo, ne eorum more qui non proficere sed conspici cupiunt facias aliqua quae in habitu tuo aut genere vitae notabilia sint; asperum cultum et intonsum caput et neglegentiorem barbam et indictum argento odium et cubile humi positum et quidquid aliud ambitionem perversa via sequitur evita. Satis ipsum nomen philosophiae, etiam si modeste tractetur, invidiosum est: quid si nos hominum consuetudini coeperimus excerpere? Intus omnia dissimilia sint, frons populo nostra conveniat. Non splendeat toga, ne sordeat quidem; non habeamus argentum in quod solidi auri caelatura descenderit, sed non putemus frugalitatis indicium auro argentoque caruisse. Id agamus ut meliorem vitam sequamur quam vulgus, non ut contrariam: alioquin quos emendari volumus fugamus a nobis et avertimus; illud quoque efficimus, ut nihil imitari velint nostri, dum timent ne imitanda sint omnia. Hoc primum philosophia promittit, sensum communem, humanitatem et congregationem; a qua professione dissimilitudo nos separabit. Videamus ne ista per quae admirationem parare volumus ridicula et odiosa sint. Nempe propositum nostrum est secundum naturam vivere: hoc contra naturam est, torquere corpus suum et faciles odisse munditias et squalorem appetere et cibis non tantum vilibus uti sed taetris et horridis. Quemadmodum desiderare delicatas res luxuriae est, ita usitatas et non magno parabiles fugere dementiae. Frugalitatem exigit philosophia, non poenam; potest autem esse non incompta frugalitas. Hic mihi modus placet: temperetur vita inter bonos mores et publicos; suspiciant omnes vitam nostram sed agnoscant. 'Quid ergo? eadem faciemus quae ceteri? nihil inter nos et illos intererit?' Plurimum: dissimiles esse nos vulgo sciat qui inspexerit propius; qui domum intraverit nos potius miretur quam supellectilem nostram. Magnus ille est qui fictilibus sic utitur quemadmodum argento, nec ille minor est qui sic argento utitur quemadmodum fictilibus; infirmi animi est pati non posse divitias.
    Sed ut huius quoque diei lucellum tecum communicem, apud Hecatonem nostrum inveni cupiditatum finem etiam ad timoris remedia proficere. 'Desines' inquit 'timere, si sperare desieris.' Dices, 'quomodo ista tam diversa pariter sunt?' Ita est, mi Lucili: cum videantur dissidere, coniuncta sunt. Quemadmodum eadem catena et custodiam et militem copulat, sic ista quae tam dissimilia sunt pariter incedunt: spem metus sequitur. Nec miror ista sic ire: utrumque pendentis animi est, utrumque futuri exspectatione solliciti. Maxima autem utriusque causa est quod non ad praesentia aptamur sed cogitationes in longinqua praemittimus; itaque providentia, maximum bonum condicionis humanae, in malum versa est. Ferae pericula quae vident fugiunt, cum effugere, securae sunt: nos et venturo torquemur et praeterito. Multa bona nostra nobis nocent; timoris enim tormentum memoria reducit, providentia anticipat; nemo tantum praesentibus miser est. Vale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahhhh il latino mi e'sempre piaciuto che invidia ! Purtroppo non ho l'intelligenza e la voglia di impararlo sebbene lo abbia studiato ci stava sempre un fermino nel mio cervello che mi impediva di appenderlo come dio comanda avevo come l'impressione che non servisse a niente, lingua morta pensavo ! Traduca se può Sandro ! Su quella lettura che ha messo l'alceste mi stupisco che si stupisca questo e'il tipico argomentare massonico globalità mondialista che trasuda ovunque in TV e nei film,
      ahhhh ma lei Alceste crede che in Italia le 1000 e più logge presenti se ne stiano a non far niente, magari.! Comunque e'+ che comprensibile vedere i poveri militari essere pedine consenzienti depensanti in balia e in mano Agli oligarchi plutocrati col nasone! uella ma questi oliano gli ingranaggi di tutto hanno il monopolio di tutto, chi e'che paga le nuove auto i nuovi mezzi gli elicotteri la benza le divise gli stipendi gli straordinari, chi.?
      A questa povera gente in divisa non gliene frega niente di appartenere al popolo " la merda che puzza di più e 'sempre quella che rimane fuori" adagio scurrile ma che calza, lo sanno anche i Sassi che le fratellanze vanno a trovare nuovi affiliati nelle fasce più povere mica vanno a bussare solo Dall' élite,
      Tutti i marines americani sono tutti massoni sono tutti con la propria loggia tutti i militari sono tutti massoni basta vedere la P2 ci stavano generali ammiraglia ecc ecc

      Elimina
    2. La traduzione era accodata al testo latino; lo stavo controllando quando mi è partito casualmente: dica, Sed Vaste, metterebbe lei una bottiglia d'acqua per dissetarsi vicino ad una bottiglia contenente un potente veleno ? Non credo, troppo pericoloso; ora perché mai il progettista del blog avrà messo uno a fianco dell'altro il tasto "Pubblica", che può essere utilizzato una sola volta, a fianco di un tasto, "Anteprima", da utilizzare liberamente quanto si desidera ? Ahh saperlo! E mettine uno tutto a desta e uno tutto a sinistra ben distanziati !

      Ecco la traduzione, non mia; l'ho scaricata da qui http://www.ousia.it/content/Sezioni/Testi/testi.html

      Elimina
    3. Seneca - Lettere a Lucillo - Libro 1 - Lettera 5
      Tu ti applichi con costanza e hai lasciato da parte tutto il resto per renderti ogni giorno migliore: approvo e ne sono contento; quindi non solo ti esorto, ma anche ti prego di perseverare. Un unico consiglio: non abbigliarti e non
      vivere in maniera stravagante, come le persone che non vogliono progredire, ma mettersi in mostra. Evita gli abiti trasandati, i capelli lunghi e la barba incolta, il disprezzo manifesto per i preziosi, il letto sistemato a terra e in generale tutto ciò che per vie traverse corre dietro al desiderio di distinguersi. Il nome stesso di filosofia, pur se la si pratica con discrezione, è già abbastanza odiato. Figurati poi se cominceremo a sottrarci alle abituali regole di comportamento.
      Bisogna essere nell'intimo completamente diversi dagli altri, ma simili al resto della gente nell'aspetto esteriore. La toga non deve essere sfarzosa, ma nemmeno sordida. Cerchiamo di non avere argento cesellato d'oro massiccio, ma neanche consideriamo segno di frugalità far completamente a meno sia di oro che di argento. Sforziamoci di vivere meglio della massa, non in maniera contraria: altrimenti mettiamo in fuga e allontaniamo da noi quelli che vorremmo
      correggere, e per giunta facciamo sì che non ci vogliano imitare in niente, per timore di doverci imitare in tutto. Ecco le promesse prime della filosofia: senso comune, umanità e socievolezza: l'essere troppo diversi ci impedirà di attuarle.
      Badiamo che non sia ridicolo e fastidioso quel comportamento con cui vogliamo suscitare ammirazione. Certo il nostro proposito è vivere secondo natura: ma è contro natura tormentare il proprio corpo, trascurare una normale igiene, ricercare il sudiciume e nutrirsi di cibi non solo poveri, ma addirittura disgustosi e sgradevoli. Come è segno di mollezza cercare alimenti raffinati, così è segno di pazzia evitare quelli comuni che si possono avere a poco prezzo. La
      filosofia richiede frugalità, non sofferenza, e la frugalità può essere decorosa. Mi sembra buona questa via di mezzo: l'esistenza sia una giusta combinazione tra moralità e morale predominante. Che tutta la gente guardi con ammirazione la nostra vita, ma sia anche in grado di capirla. "E allora, dovremo comportarci come gli altri? Non ci sarà nessuna differenza tra noi e loro?" Sì , e grandissima: chi ci guarda più da vicino, sappia che siamo diversi dalla massa; chi entra in casa nostra ammiri noi, non il nostro mobilio. È grande chi usa vasellami di argilla come se fossero di argento, ma non lo è meno chi usa l'argento come se fosse argilla; solo i deboli non sono in grado di reggere la ricchezza.
      Ma voglio dividere con te anche il piccolo guadagno di oggi: ho letto nel nostro Ecatone che non avere più accesi desideri serve anche come rimedio alla paura. "Non avrai più paura se smetterai di sperare." "Ma," potresti obiettare, "come fanno a stare insieme sentimenti tanto diversi?" Eppure è così , Lucilio mio: sembrano in contraddizione e invece sono collegati. Come le stesse manette legano il detenuto e la guardia, così elementi tanto differenti procedono di pari passo: la paura segue la speranza. E non mi meraviglio che le cose vadano così : speranza
      e timore sono contrassegni di un animo inquieto e preoccupato del futuro. La loro causa prima è che noi non ci adattiamo al presente, ma ci spingiamo lontano con il pensiero; per questo la capacità di fare previsioni, che pure è una delle qualità migliori dell'uomo, si risolve in un male. Le belve evitano i pericoli che vedono e, una volta schivatili, si sentono al sicuro: noi ci tormentiamo e per il futuro e per il passato. Molte nostre prerogative ci nuocciono; la memoria rinnova l'angoscia della paura, il prevedere il futuro ce l'anticipa; nessuno è infelice solo per il presente. Stammi bene.

      Elimina
    4. A proposito di fratellanze: trovo tragico che i primi passi, i manifesti dei RosaCroce: Fama fraternitatis, Confessio fraternitatis, Nozze alchemiche di J. Valentin Andreae, abbiano fini nobili; Valentin Andreae sognava Christianapolis e temeva la Turris Babel. Tutto questo mi fa pensare alla storia che si ripete, stancamente, non ne può più. E noi con lei.

      Elimina
  3. Bellissima conclusione Alceste! Siamo tantissime particelle disgregate, ma non ci arrenderemo mai a questa soluzione finale, per non dir questa merda, coltiviamo nel nostro piccolo, o nel nostro possibile, tutto ciò per cui val la pena vivere...
    In attesa del granello di sabbia che rompa l'ingranaggio...restiamo la pietra su cui inciampare o l'idea su cui riflettere. Un forte incoraggiamento a resistere!

    RispondiElimina
  4. Ci troviamo di fronte all’orrore, quello evocato da Kurtz e che così spesso hai evocato. Resistere, restare lucidi, non tergiversare. L’antico Si e l’antico No. Il resto viene dal maligno. E qui di maligno ne abbiamo a iosa. Tu Alceste continua a scrivere e resistere che c’è chi legge e resiste. Crumbo

    RispondiElimina
  5. Scusi Alceste, l'ha scritta lei questa recensione di Soumission sul blog di Eugenio Orso. https://pauperclass.myblog.it/2015/02/18/che-molti-uomini-dicono-ora-pensano-il-poliscriba/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, Il Poliscriba, che ho avuto il piacere di ospitare varie volte.

      Elimina
  6. vorrei segnalare, se posso, ad padroine di casa e ai suoi strambi lettori un interessante post di Martinez:
    http://kelebeklerblog.com/2020/11/21/due-conflitti-a-confronto/
    P.S.
    Alce' sei un mito! organizza una bella pizzata natalizia. Ti porto in regalo il vinile degli Aerial M.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Martinez ha centrato uno dei problemi: l'attualità va rigettata. Le grandi linee di d-evoluzione del genere umano sono talmente mostruose da passare inosservate. Meglio cicaleggiare di Salvini ...
      TI ringrazio, ma non sono in vena di pizzate ...

      Elimina
    2. e dai... che c'è di meglio di una tavola e un po' di vino per dimenticarsi delle tristezze.
      che gatto nero che sei. vabbè TVB uguale.

      Elimina
    3. Sto Miguel Martinez è stucchevole, un Rathenau.

      Dall'articolo citato:
      "Va da sé che Mitola ha ragione nel dire che le donne non possono essere giudici. Dove sbaglia è nella presunzione di ritenere che lo possano invece essere gli uomini."

      Veramente stucchevole, e il sito pare sia un magnete per imbecilli polcor, vedi questa discussione sul "razzismo innato" http://kelebeklerblog.com/2020/11/06/il-socialismo-dei-poveri-fessi/#comment-728184

      http://kelebeklerblog.com/2019/01/24/soprattutto-contro-il-contadino-testone/
      Qui parte per una lunghissima tangente per a conti fatti giustificare l'esistente: certi gruppi di persone

      incistati nel corpo sociale da secoli o millenni sarebbero il polo contrapposto del "contadino testone".
      Non un cenno al fatto che questi gruppi sono microscopici come percentuale sul totale della popolazione, ma sono ai vertici di media e finanza e organizzazioni internazionali in maggioranza assoluta.

      Fa bene il nostro Sed Vaste a smontarlo per bene con un lapidario rigo:
      http://kelebeklerblog.com/about/#comment-407

      Elimina
  7. Vi prego di scusare anticipatamente queste mie parole, ma, senza alcuna polemica, e con sincera ammirazione per chi scrive e legge su questo blog, che significa testimoniare la fede ? resistere per testimoniare, praticamente che vuol dire? se vuol dire leggere Seneca o impararsi una poesia a memoria e recitarla in segreto, non comprendo ancora bene la resistenza. Questo tempo è passato: è tempo di fare. Fate l'elenco delle cose da fare. Che Iddio ci protegga.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Leggi l'articolo di Martinez e scoprirai che non c'è niente da fare.
      Ma che vuoi fare col tuo PC?
      Le multinazionali inglobano tutto: socialisti cattolici radicali destrorsi ... son tutti lì a sbavare 'sti leccapiedi.

      Restare in piedi a pregare (e testimoniare ciò che siamo stati) è un atto eroico che, però, possiamo concederci (noi; dai quarant'anni in giù, invece, sono già perduti).

      Elimina
    2. Per Giuseppe. Senza alcuna presunzione vorrei dirti un po’ come la vedo sul fare. Ebbene, son dell’idea che, da anni, sarebbe meglio non-fare. Il tempo del covid ne è testimone esemplare, ma soltanto come eccezione ( in realtà non-eccezione). Il potere del discorso è completamente assolutamente in mani altre. In quattro e quattr’otto sono stati creati, dal solito canovaccio, i due schieramenti, le tifoserie: negazionisti /affermazionisti. Ma il capolavoro semantico s’e’ concretizzato questa estate con: “asintomatico”. Un semplice aggettivo che priva il soggetto della capacità decisionale sulla propria salute. Quando terminologie specifiche, use solamente in ambienti specializzati, quasi dei compartimenti stagni, vengono sdoganati ad uso e consumo del volgo, le conseguenze saranno sempre altamente strumentalizzabili. Per questo penso che non-fare sia decisamente meglio del fare. A loro basta una parola per classificare, sentenziare, ridurre. Ricordiamoci di Matteo, della purezza delle colombe e dell’astuzia dei serpenti. Quelle parole in questi tempi di buio squallore possono essere un sentiero stretto e impervio quanto sicuro e luminoso. Crumbo

      Elimina
    3. ecco meno male che c'è Martinez il messicano ma parte americano che però vive a Firenze e quindi si sente italiano, che campa traducendo manuali tecnici da/verso l'arabo e il persiano, ma che sed vaste soprattutto ritiene con qualche fondamento che sia anche qualche altra cosa.

      Voglio dire, si può scrivere un qualcosa di più stucchevole, gratuitamente saccente, massimamente gesuitico di " Va da sé che Mitola ha ragione nel dire che le donne non possono essere giudici. Dove sbaglia è nella presunzione di ritenere che lo possano invece essere gli uomini." ?

      Elimina
    4. "ecco meno male che c'è Martinez il messicano ma parte americano che però vive a Firenze e quindi si sente italiano, che campa traducendo manuali tecnici da/verso l'arabo e il persiano, ma che sed vaste soprattutto ritiene con qualche fondamento che sia anche qualche altra cosa."..

      Nel senso: no, costui, non avrà nessuna simpatia per la globalizzazione, sicuramente anzi sentirà l'attrazione trascendente con la terra dei padri, un legame spirituale con il suo stesso popolo (quale dei 5 che ha?) di cui lotterà per manteere vive le tradizioni

      Elimina
  8. Di "soumission" l'unica cosa brillante, per come l'autore l'ha rappresentata, è la monodimensionalita' dell'insegnamento universitario; il protagonista, ad esempio, è un esperto di un unico autore (Huysmann, scelta azzeccata) e, sottoposto a stimoli differenti, non fa che ripetere distrattamente che non sa nulla di argomenti differenti. Passa in secondo piano ma è, a suo modo, geniale perché descrive l'origine della decadenza-suicidio dell'Occidente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se leggi il primo romanzo di Sherlock Holmes ritroverai questa attitudine.

      Elimina
  9. Per me la persone sopra i 40 sono degli egoisti privilegiati, vagamente offesi dal proseguimento della storia dell'umanità che non riescono più a capire.Ci sentiamo migliori e non muoviamo un dito mentre tutt va in fiamme.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Serena imperiali3, anche lei considera privilegio aver di che vivere, magari avere una pensione e un tetto sopra la testa. Anche questo era programmato.

      Elimina
    2. Buonasera,
      sì, può essere che in merito agli over 40 Serena abbia ragione.
      Ma non si può pretendere che siano questi a dover agire.
      Crumbo poco sopra ha confuso il fare con il dire ma penso volesse intendere che di sti tempi è meglio non parlare proprio, che tanto le parole sono scollegate dai significati.
      E perché poi aspettarsi l'azione qui, sul blog di Alceste, Giuseppe? L'uomo d'azione si liberi della rete, qui non ci si puó guardare negli occhi e dunque non ci si può fidare: Alceste potrebbe essere un agente segreto. Questo è un luogo di preghiera per cui non sta bene alzar la voce. Salvo il precentore Sed Vaste.
      C'è quella poesia di Borges, "I giusti" mi pare. Che ci basti.

      Elimina
    3. E' come giocare ai dieci piccoli indiani, l'assassino si nasconde tra queste quattro mura, Trump, Salvini, Putin, Foa, Grillo...fors'anche Alceste nella veste di agente segreto a caccia di dissidenti da tastiera. Credo che ognuno di noi, perlomeno i vissuti degli ultimi 70anni abbia una qualche responsabilità nella rimozione del Katechon, che in fondo era una gran rottura di balle; viviamo comodi, pasciuti, liberi di divorziare, abortire, masturbarci, tradire, cambiare casacca, il tutto senza sensi di colpa, senza fastidiose confessioni e pater noster da recitare la sera, tutto giustificato e scontato a prescindere alla cassa...manco alzarsi presto la domenica per la messa.
      Un caro saluto

      Elimina
    4. Qui un raro documento in cui Borghes balla la Milonga
      https://www.youtube.com/watch?v=s8809XqRfhQ (sotto lo pseudonimo di Hugo)
      proprio il giorno prima di scrivesse "I giusti";
      la poderosa strusciata di tette della Camila provocò un gran reset nel cervello
      di Borghes, che si dimenticò il verso
      "Chi se potesse non sparerebbe volentieri a chi glielo ha fatto"
      posizionato subito dopo
      "Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto"

      Orbene si può giocare con le nuove tecnologie per realizzare il sogno di Borges
      Si tratta di una app: "La grande caccia"
      L'app è costituita da tre blockchain, opportunamente cryptate con crittografia basata su curve ellittiche.
      La prima blockchain la potremmo denominare "Le prede" (ma anche le Grandi Prede) e dovrà contenere i nomi dei personaggi che vogliamo eliminare (like cahier de doleance); l'inserimento è libero e anonimo: chiunque può inserire nell'archivio chi gli sta sulle palle, il nome non comparirà in chiaro ma cryptato: nessuno potrà sapere se è una preda.
      La seconda blockchain, "I cacciatori", conterrà i nomi di chi vorrà partecipare
      alla caccia nel ruolo di cacciatore. L'iscrizione è libera, gratuita e crittata; con un obbligo da rispettare (vedremo in seguito quale)
      La terza blockchain, "la Cassa", conterrà i versamenti anonimi, liberi e in crypovaluta, di chi vorrà finanziare la caccia.
      Le blockchain risiederanno su Cloud e la loro velocità sostenuta dal 5G
      Questa la struttura fisica e logica. Per quanto riguarda gli aspetti dinamici, procedurali:
      periodicamente saranno estratti i nominativi di una preda, scelta da un algoritmo di AI, tra quelle più "nominate" e di uno o più cacciatori; ai cacciatori sarà comunicato il nome della preda, il budget a loro disposizione, come
      effettuare i prelievi dalla Cassa, il premio di fine caccia (MBO puro, notare); un Cacciatore potrà rinunciare alla caccia, previa restituzione di quanto prelevato, pena l'inserimento tra le Prede (con priorità di estrazione alta).
      A questo punto: gupta cavat lapidem, non vi sed saepe cadendo e con un po' di pazienza ce li togliamo dai coglioni

      Elimina
    5. Borges ha capito (quasi) tutto, in quella poesia.

      Elimina
  10. Aggiungo: consiglio infine agli uomini d'azione la lettura del bellissimo post di L. L. Rimbotti che si può reperire sul sito centroitalicum.com, segnalato da Alceste alla rubrica "siti da seguire" (Colonna qui a destra per chi visualizza da desktop).
    Saluti

    RispondiElimina
  11. "L'immoralità sta nel non soffrire affatto
    Di fronte alla realtà d'uno scempio ancora in atto,
    Nella non-ammissione che essere nazione vuol dire in primo luogo preservare.
    Ma ciò che resterà di un paesaggio senza eguali
    Non si salverà dagli spiriti animali
    Di progressisti armati, famelici mercati, democrazie ben liete
    d'ammazzare.

    Dovessi poi restare solo contro il mondo intero,
    Al costo di sembrare più che uomo un cimitero
    Che tiene in sé celate memorie e storie obliate,
    Nessuna croce mancherà davvero."
    Ianva - Nessuna Croce Manca.
    Anche se l'ho già fatto, mi permetto di insistere, Alceste. Fai tuo
    questo gruppo, troverai dei fratelli.

    RispondiElimina

Siate gentili ...