mercoledì 11 marzo 2020

Per il micco il sole è nuovo ogni giorno (A-sofa-lipse now)


Roma, 11 marzo 2020 (agg. ore 12.39; 16 marzo 2020)

Questo non è un post, ma un insieme di suggestioni in divenire. Man mano che i giorni si susseguiranno perderà qualche riga, ne guadagnerà altre. Non sono riflessioni, e nemmeno aforismi. Esse valgono a livello soggettivo; aspirano a eccitare, da Watson, alcuni Sherlock che passano distrattamente qua e là. 
Tali Sherlock dovrebbero essere in grado di decrittare nitidamente il padrone del cane.

* * * * *

SCIOCCHEZZAIO 

La magia dei numeri. 
Se sommate il vostro anno di nascita alla vostra età otterrete come risultato 2020.
Succede una volta ogni 1000 anni!
Provate!
Su circa 40 romani, di media età e intelligenza, quasi la metà sono rimasti interdetti. Per qualche secondo di troppo, sino a sfiorare il minuto. The dog's master si farà quattro risate. Gli statistici pure. Ho detto "quasi la metà"? Chiedo venia. Volevo dire: il 46,34%.

Untori I.
Silvio Brusaferro, Istituto Superiore di Sanità, qualche giorno fa: "Ci sono state scene di persone al mare, a sciare o a mega-aperitivi: sono luoghi in cui il virus potrebbe essere circolato ... [fortunatamente] gli Italiani hanno colto come comportamenti sbagliati finiscano per ritorcersi contro e vadano evitati".
Il diavolo si nasconde nelle locuzioni.
Mega-aperitivi. La Milano da bere. Scurdammoce 'o passato. Aperitivi, piscine, viaggetti. Cambiamo abitudini. Il disprezzo in quel termine rivela l'ansia di liberarsi da alcuni comportamenti onde piombare nell'asocialità da afefobia. L'odio del contatto, della convivialità, anche cialtrona, della comunità ... la sepsi morale deve entrargli in testa a questi cultori dello spritz!

Untori II.
De Luca, governatore della Campania, chiude quattro comuni. Perché? “Causa del picco di contagi è un rito mistico. Hanno bevuto tutti dallo stesso bicchiere”. E chi sono tali irresponsabili? Seguaci del sabba? Sbevazzatori da osteria? Massoni napoletani? Macché, catecumenali. De Luca ha richiesto la denuncia penale. Rimane il mistero sul "rito mistico". Che abbiano bevuto il sangue di Cristo senza permesso? 

* * * * *

Il coronavirus serve a modellare la società del futuro. Meglio: è un esperimento sociale che inizia a modellare, definitivamente, la società del futuro.

Nell'hashtag "Io resto a casa" è condensata la civiltà che il Potere anela. La civiltà della poltrona, apocalittica. Asofalipse now.

Nel 2016, su Pauperclass, scrissi Prigione Italia. Ora siamo al correzionale, anzi al Polcorrezionale Italia. Upgrade devastante e definitivo.

Nulla sarà come prima. Siamo all'hashtag epocale: cambiamo abitudini.

La geopolitica è un inganno. Chi se ne occupa o è un imbecille o ciurla nel manico. Non esistono più territori da conquistare militarmente. Forse esistono delle "Patrie" da sopprimere ideologicamente: l'Italia, la Grecia, la Persia. Ma queste ormai nulla dicono ai più. Le forze armate rilevano quali attrici di una farsa: essi, al pari di blindati, flottiglie aeree e navali servono a contrattare prezzi d'entrata o a riscuotere i sospesi. Gli eserciti, insomma, hanno la medesima funzione dei guardaspalle degli strozzini; il mestiere delle armi confluisce nella più remunerativa attività di frantumatore di pollici.

Cos'è lo smart working? La preparazione alla scomparsa del lavoro. Rimanere stravaccati a casa significa che, nel giro d'una generazione, si avrà una maggioranza di masturbatori digitali. E perché? Perché ogni attività umana necessita di disciplina. La forma consente quella specifica attività. Farsi la barba, vestirsi, magari con una divisa, rendersi presentabili, osservare regole nel dialogo, programmare con cura appuntamenti, polire una liturgia del mestiere, giorno dopo giorno, fa sì che il lavoro o mestiere duri nel tempo. E invece il Potere cosa fa? Deride la cura proprio di tali particolari: sono formalismi inutili! Siate liberi! Rimanete a casa! Così, in  trent'anni, nessuno lavorerà più. Le multinazionali sussumeranno ogni produzione materiale e intellettuale pasturando un gregge lercio e irsuto d'ignoranza. Cfr. Pausa caffè.

La compagnia di giro polcorretta è lampante. Si è formata nel tempo. Alcuni vivi sostituiscono i morti: attorucoli, scienziatucoli, cantantucoli, intellettualoidi, in numero di cento, girano vorticosamente su ciascun canale di disinformazione con un cibreo di impressionante infantilismo. E ci credono. 

Le vittime, poi, son tutte di bell'aspetto. Sto aspettando di vedere un'influenzata con un occhio storto e i baffi. Ma questa è la tecnica, immarcescibile, de Son tutte belle le signore dell'Occidente.

Tecnica per discernere il grano dal loglio: quando sentite la parola flash mob siete in presenza di merda, senza alcun dubbio.

L'Università si digitalizza. Traduco: presto verranno aboliti i libri di testo, quindi gli esami.

La scuola si digitalizza. Traduco: invece di un'insegnante di Inglese si avrà il link per una lezione online. Risultato: a quindici anni la locuzione "The pen is on the table" suonerà ostica come il blank verse secentesco.

Il cadavere si digitalizza. Col virus aumentano le cremazioni. Si cambia abitudine. I mortacci verrano disintegrati e restituiti ai cari sotto forma di cenere o di concime, secondo i dettami ecologici di Greta. La pietà per i defunti, già pallida emanazione delle libagioni omeriche, svanirà per far posto alla consueta asepsi polcorretta. La reificazione dell'uomo avanzerà d'un gradino, ma nella bontà.

L'emergenza, apice concettuale che riunisce in sé anche l'emergenza coronavirus, è utile a creare un orizzonte degli eventi. Chi non possiede la velocità di fuga necessaria cade nel Maelström antropologico.

La velocità di fuga differisce da popolo a popolo. Comprendere un passo di Aristotele o nascere a Damasco dona maggiori maggiori probabilità di sopravvivenza. Viceversa, chi ha la sfortuna di nascere a Chattanooga o vivere in Finlandia appare già condannato.

Per tale motivo ci si accanisce sulle Patrie decisive dell'umanità. Non tutti gl'Italiani, purtroppo, sanno cos'è l'Italia. Ho tentato di spiegarlo in Per un nuovo patriottismo. L'impresa, tuttavia, fu superiore alle mie forze. Comprendere alcune terzine de La Commedia di Dante Alighieri predisporrebbe alla rivelazione, ma, oggi, chi legge più Dante?
L'Italia è uno degli architravi dell'Antico Ordine assieme alla Persia e al blocco sino-coreano.
L'Italia, tuttavia, riassume in 300.000 chilometri quadrati l'Occidente (595.529,64 centurie romane). 
Riuscite a capire? O non capite più nulla, con le pieghe da decubito sulle chiappe?

Rinunciare ai diritti costituzionali per un raffreddore è, lo riconosco, un'idea geniale.

L'hashtag "Andrà tutto bene" rivela come il Potere tratti la plebaglia: come un bimbetto non troppo intelligente. Anche Berlusconi la pensa(va) così. Non ho difficoltà a credere che andrà tutto bene. Vi furono, infatti, numeri ben più catastrofici nei decenni scorsi. Basta andarli a cercare.

Perle velenose, inavvertite, si celano nella sbobba informativa. Eccone qualche esempio tratto dal polcorrezionale "Il Fatto Quotidiano":
- Marco Bella, Deputato M5s, ricercatore in Chimica Organica
"Oggi non ho partecipato al voto alla Camera. Ma così ho fatto la mia parte" (filone: abolizione della democrazia; democrazia digitale; voto in poltrona gestito da PC)

- Vincenzo Imperatore, Consulente di direzione, giornalista e saggista. "E le banche? In Cina sterilizzano i contanti, qui neanche le mascherine ... laureato con il massimo dei voti in Economia e Commercio e dopo un master in Business Administration ho vissuto 22 anni come manager di un primario istituto di credito del nostro paese. Nel 2009 sono stato nominato presidente della Onlus 'United Colours of Futsal', nata con la finalità di favorire, attraverso lo sport, l’integrazione e il ridimensionamento del disagio sociale di giovani extracomunitari e di ragazzi inseriti in contesti difficili ... " (filone: abolizione del contante, polcorrezione degli elementi 'difficili' come Alceste)
- Susanna Marietti, Coordinatrice Associazione Antigone: "Il carcere è questo: un luogo di disperati. Dopo le rivolte c'è un'altra emergenza [legalizzazione droghe, ndb]" (filone: abolire le carceri; legalizzazione droghe contro repressione che non serve et cetera: vecchi refrain pannelliani ora resi vivi dal raffreddore ecumenico).

Maggiore è la diffusione dell’idea liberale maggiore è la percentuale di dannati; chi, invece, non coltiva tale superstizione può intravedere la flebile luce dell'autentica libertà.

Libertario, liberale, liberista: termini in cui si ravvisa, etimologicamente, fraudolentemente, la parola libertà.
Sono parole, originariamente innocenti, pervertite nel loro contrario. Chi ama la vera libertà necessita, infatti, d'una ferrea disciplina, di morale stringente, di un autocontrollo monacale. Di una minore libertà.

Le statistiche e i sondaggi mentono dicendo la verità. Al contrario dei bravi ragazzi che dicono la verità anche quando mentono.

Il Grande Fratello non esiste. Siamo noi il Grande Fratello di noi stessi. Farsi prendere da crisi isteriche in una regione, il Lazio, con sei milioni di abitanti, che vanta un centinaio di contagiati ... forse. Che dire?

Nossignori, non c’è nessun despota che rimuove il passato per consegnarlo alla falsità del presente. Siamo noi quel carnefice, non altri. Sono decenni che ogniqualvolta arriva la stagione fredda e i nasi gocciolanti partono i proclami dei telegiornali: “Milioni di italiani a letto” “picco dell’influenza” “500000 contagiati in una settimana”. Gli Italiani, però, se ne fregavano. Non rari i baristi che servivano caffè e cappuccini col fazzoletto in mano; commesse col naso rosso e la raucedine che esclamavano: “Marì, ch’avessi du’ linee de febbre?”. Sternuti, scatarri e colpi di tosse coronavano i viaggi sui mezzi pubblici. Qualcuno ne approfittava per regalarsi un po’ di ferie anticipate. Stavolta, però, è diverso. Perché? Perché l’ha detto uno con la cravatta, in TV.

Il libro di un noto virologo, titolato, con fantasia scatenata, Virus, la nuova sfida, occhieggia persino dagli scaffali delle edicole. Ma come ha fatto a scriverlo in due settimane? Ma che dico: scriverlo. Scriverlo, correggerlo, corredarlo di approfondimenti scientifici, consegnare la bozza, approvare le correzioni, stamparlo, distribuirlo et cetera Più che di un instant book siamo in presenza della preveggenza d'un cartomante.

"Influenza stagionale 2018-2019 in Italia: 4,5 mln di italiani a letto, oltre 50 morti" "19 ottobre 2015: In circolazione almeno tre virus non del tutto nuovi. Attenzione ai virus simil-influenzali che potrebbero colpire otto milioni di persone".

Da quando entrai nell'adolescenza, l'Asiatica o la Cinese o la Thailandese mettevano a nanna milioni di compaesani. Qualcuno la scapolava, altri bevevano latte caldo e trangugiavano aspirine, talaltri si ficcavano a letto a dormire due giorni di seguito; i più deboli, fiaccati da malattie più gravi, anziani o bambini, morivano, semplicemente. Nessuno si occupava di queste persone se non qualche distratta statistica che, l'anno successivo, cento belinoni avrebbero esaminato a qualche tediosissimo convegno in un hotel metropolitano.

Ogni truffa su larga scala si serve di figure moralmente inattaccabili dette santini. O angeli. Gli angeli del terremoto, gli angeli dell'antimafia, gli angeli del coronavirus, gli angeli dell'antiterrorismo. Poliziotti, Protezione Civile, infermieri e medici vengono utilizzati in funzione moralistica per bloccare la dissidenza. Il micco, insomma, a furia di martellate mediatiche, è portato al seguente sillogismo da troglodita: c'è il virus; il virus è cattivo perché uccide la gente; infermieri e medici ci aiutano contro il virus cattivo; Alceste nega il virus; Alceste è contro gli angeli; Alceste si deve vergognare.
Allo stesso modo chi metteva in dubbio la dinamica dell'11 settembre non era un patriota bensì uno schifoso traditore. E perché? Perché negava il sacrificio dei pompieri. Tale ragionamento, di illogica orwelliana, era merce comune nei network americani più idioti durante l'ebbrezza del Comandante Bush jr. 
L'illogica, tuttavia, vanta una propria logica: poiché assolutamente contraria alla logica, in un mondo che ragiona al contrario assume le vesti della perfetta logica.

Com'è possibile che un branco di coglioni come i nordici europei ci vengano a insegnare le buone maniere? Non riesco a immaginare un norvegese dare ordini non dico a Gaio Mario o Anassimandro, ma nemmeno a un loro portaordini; anzi, neanche al furiere del più inetto comandante trace. Una questione di storia, di volti, di complessione intellettuale. Eppure è così. E i nostri, in Europa, cosa fanno? Abbassano il capo. Si dice: la mutazione antropologica. Ma qui siamo alla resa totale. E perché? Perché questi ominicchi, i Salvini le Meloni i Di Maio sono cresciuti a pane e ignoranza. Non sanno chi siano Gaio Mario e Anassimandro, certo; e questa è una mancanza superficiale. Ma essi li ignorano, essendo ignoranti, come fonte etica e civile dei propri atti. L'imparaticcio scolastico ha sostituito lo studio assiduo, lo slogan il sillogismo, l'associazione di idee la logica, il de relato l'indagine dei classici. E allora si fanno dare sulla voce da citrulli la cui archeologia risiede in una baita degli anni Cinquanta.

Muoiono i carcerati. Rivolte, saccheggi bestiali, guardie ferite. Nessuno si premura di dire che i morti, forse otto, forse undici, sono dovuti alla droga. La notiziola serve a ravvivare il fuoco dell'isterismo. E, di più, a titillare pannellianamente le corde che più premono. Abolizione delle carceri e legalizzazione delle droghe saranno, infatti, capisaldi della Monarchia Universale.

Abolire la scuola. A ciò si mira, ciò si avrà. La scuola, evidentemente, a qualcuno suona come la classe di Pierino e Alvaro Vitali. Ma per scuola s'intende il nerbo dell'Italiano futuro: l'insegnamento e, soprattutto, l'apprendimento tramite un maestro. Un maestro non approssima solo alla verità; vi predispone alla scoperta d'essa. Vi arma. Da qui il famigerato adagio: l'allievo supera il maestro. Occorre venerare i maestri. Essi consegnano l'albero della conoscenza già sfrondato dai rami secchi o sterili. Raccogliere quel testimone equivale a scongiurare la massima di Eraclito: per lo sciocco il sole è nuovo ogni giorno.

A cosa puntava il Sessantotto, in realtà? All'assassinio dei maestri. Per questi gaglioffi, oggi in larga parte latifondisti dell'ignoranza o panciuti percettori di denaro pubblico, di destra e di sinistra, occorreva atterrare la conoscenza e ricominciare. Ricominciare dalle loro bassezze in modo da sentirsi alti. E oggi noi ricominciamo, giorno dopo giorno, tutti i giorni. Il sole è sempre nuovo, nulla dice il passato. Siamo al cricolo vizioso, alla tautologia, al palindromo.

Abolire il lavoro. A ciò si mira, ciò si avrà. La scuola e il lavoro, inteso come professione o mestiere ben definiti, formavano alcune comunità e rendevano il cittadino qualcosa di perfettibile. Chi lavora, lavora assieme a compagni o colleghi; ha uno scopo; diviene quello scopo. Egli si differenzia, diviene qualcosa di polito, peculiare. Non un tecnico, ovviamente, ché il tecnico ama essere solo. Un avvocato, un falegname, un soldato, un liceale si distinguevano dalla massa, operando, al contempo, in una confraternita di eguali: in loro si miscelava l'individualità, l'alterigia e l'orgoglio della corporazione e l'ansia per la Patria. Lo spirito di corpo di un liceale classico, di un militare, di un legale, persino, come scrissi, di un autista pubblico. Cosa ne è di quell'orgoglio? Siamo alla pausa caffè continua, all'asofalipse now.

Insegna Bakunin che la Patria è diversa dallo Stato. Si può sovvertire lo Stato in nome della Patria. Un avversario di Bakunin fu Giuseppe Mazzini.

Abolire il contante. La parola d'ordine è: dematerializzare. Quel contatto sudicio con il metallo o la carta, simboli dell'oro e veicoli di un'infezione terribile, dev'essere bandito. Nessuno più si renda conto se è povero, indigente, pezzente. Potrebbe essere ricco, chissà. Il digitale rassomiglia ognuno, Rockefeller e barboni. Purché abbiano un conto online. Il conto online, infatti, ha regole eguali per tutti, non odora, non lo si nasconde sotto il pavimento, non dà origine a regolamenti di conti. Consta di numeri eguali per tutti, il 2 o il 7 eguali per tutti. Un jet privato o un caffè in una bettola vengono saldati con gli stessi movimenti, i medesimi diteggiamenti, le identiche liturgie. Il digitale ci fa più fratelli.

L'infima forma di vita intellettuale: il giornalista. Un elemento di costoro, appartenente a una rete nazionale, s'aggira fra le piazze metafisiche di Roma, trattenendo a stento la gioia: bar e locali vuoti, edifici pubblici sbarrati, radi turisti smarriti, metroplitane deserte. "Io resto a casa" per lei è più che uno slogan giusto: è l'uovo di Colombo. Non gli passa per la testa che un tappezziere deve girare la città, farsi pagare e poi, con quelle banconote, provvedere alle fatture di casa, del supermercato, dello strozzino. Lei va, tranquilla, coi suoi tremila in saccoccia: fosse per lei sarebbe a casa, le sciocchezze da rotocalco ben si confanno al proprio salario.

Una notizia vale l'altra. Ciò che è verità a mezzogiorno viene smentito a sera. Eppure, entrambe le bugie mantengono un valore nella testa rotta dell'Italiano. Una verità, che sarà falsa l'indomani, non elimina la falsità di ieri, anzi entrambe si sommano l'una all'altra. Il registro emozionale, da donnicciola sul tavolo che sfugge al topolino nella cucina, domina al di là della verità o della menzogna. Le notizie valgono in quanto allarmi psicologici, segnali propagandistici, da cane a cuccia. 

Il basso è l'alto, il brutto è il bello: tutto ha una propria dignità poiché nessuno è in grado di dire: no. Ex falso sequitur quodlibet. Spiegai le conseguenze sociali della mancanza di logica (e del non proferire il no) nel mio risalente Breviario del cretino. Perché non ci si ribella.
Nel delineare la figura del cretino 2.0 (poi sostituita dal più pregnante termine "micco") mi esprimevo in tal modo:

P8. Al cretino 2.0 va bene tutto. Per lui, in fondo, tutto è possibile. Per lui un evento può essere bianco o nero. Tertium datur. Ma anche quartum, quintum e sextum. Rosso, verde, a pois. Perché no?

P10. Il cretino 2.0 ha finalmente abolito il nesso di causalità. Se vede il fumo non inferisce il fuoco, a meno che glielo annunci il telegiornale o un conoscente cretin-autorevole. Per lui una colonna di fumo può arrivare a significare tutto tranne l'incendio. Di solito quando il cretino 2.0 si ritrova coi piedi bruciati, dà la colpa al destino cinico e baro.


P22. Per il cretino 2.0 il passato non esiste, e neanche il futuro. Esiste il qui e ora, eternamente ripetuto e affermato. Il cretino 2.0 è senza storia. Come presentì Eraclito: "Per lo sciocco il sole è nuovo ogni giorno".

L'esperimento sociale è perfettamente riuscito. Quando scrissi, mi autocito di nuovo, ne Le rivolte che non ci saranno, che oramai i giochi erano fatti, alcuni mi diedero del disfattista. Persino il buon Eugenio Orso credeva a un prossimo scontro sanguinoso. Ma i tempi per le teste rotte e i nasi insanguinati sono finiti poiché sono finiti i portatori di quelle teste e di quei nasi. Gli Italiani, a parte sporadici e isolati scoppi di rabbia, inservibili, assomigliano a quel personaggio di Massimo Troisi che, per la rottura d'una venuzza (del naso), si metteva a letto, quale comabondo.

Si dice: ma qui lo afferma la scienza! E invece no, lo affermano i tecnici. Anche qui ci si è espressi con precisione. Un tecnico che, per la propria natura particolare, vive l'intera sua esistenza confinato nel minuscolo campo d'elezione, è incapace di vedere oltre. Chi si occupa di lumache, a esempio, saprà tutto sulle lumache. Ciò è incontestabile. E, però, alla lunga, vedrà lumache dappertutto, sempre e solo lumache. Gli manca, infatti, lo sguardo ampio che caratterizza lo scienziato o il filosofo. Lo scienziato o il filosofo non sanno tutto delle lumache; sanno, però, di altre cose che riguardano l'etternal gloria; conoscono i calcari, le poesie di John Donne, la precessioni equinoziali, l'hardcore americano dei primi anni Ottanta. Lo sguardo spazia infinitamente. Perciò essi vedono meglio, vedono più lontano o dietro gli angoli delle menzogne. Collegano fatti ad altri sconosciuti, traggono sillogismi altrimenti impensabili. Uno scienziato o un filosofo, incidentalmente, si imbattono anche negli studi sulle lumache.

I virologi dovrebbero leggere le poesie di John Donne. Una fra le tante:

Sweetest love, I do not go,
         For weariness of thee,
Nor in hope the world can show
         A fitter love for me


Mio dolcissimo amore, non fuggo
per stanchezza di te,
né perchè spero che il mondo possa offrirmi
un amore più degno


A che serve una poesia a un virologo, eromperà uno yahoo da tastiera, uno fra i tanti. Serve, dico io, a temperare lo sguardo. Da quando avete abbandonato la metrica, sapete tutto di lumache e poco della vita. Leggete John Donne, vedrete  ogni angolo dell'esistenza in maniera diversa. L'anamorfosi. Il padrone del cane.

51 commenti :

  1. Caro Alceste quanto vorrei che "noi pochi felici" si avesse il coraggio di combattere e far saltare le teste di cazzo che ci governano.
    Naturalmente non faremo niente, non servirebbe nemmeno a niente, ma anche solo per un istante sarebbe bello.

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    1. Purtroppo i nostri governanti sono ormai i nostri vicini di casa. Son loro che ci impongono la schiavitù: per essere più buoni, più conformisti e, stavolta, igienici.

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  2. Pazienta ancora: i figli cornuti del Vitello d'Oro hanno paura della Morte. (P. Pascal)

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  3. Fosse facile vedere il Padrone come nell'immagine che proponi!
    Noi pure, i più smaliziati, facciamo enorme fatica...e alcuni si domandano: a che pro? tanto la realtà (o irrealtà) non è più contrastabile, fatica inutile, stress vano.
    Il ribaltamento dei termini del Discorso temo colpisca anche noi.
    Dalle macerie emergerà solitudine, anche nelle scelte difensive, dittatura soft (peggiore dell'altra), arresti domiciliari col geolocalizzatore, schedature di massa, sensi di colpa indotti, cancellazione dell'ultimo centrimetro di libertà (il contante).
    E soprattutto PAURA, ora anche fisica.
    Il modello sarà quello cinese, come previsto. La tabula rasa in salsa orientale di cui
    parlava Ise.
    Ci voleva proprio il cov-19 ed è arrivato puntuale.
    La maggioranza chiederà sempre più la protezione dello Stato, dei tecnici, dei salvatori di mestiere, della mafia. Pronta e felice di rinunciare a tutto, libertà, beni, dignità.
    Purchè si rigiochino le partite…
    Noti che nei crolli di Borsa presenti (e futuri) i colossi del web resistono bene?
    Saranno loro i padroni, vassalli gli Stati (nazionali e non), i politici, i tecnici che faranno il lavoro sporco: blandirci e spogliarci tutti. Obbediremo meglio.
    Ma il discorso economico sarebbe lungo. E a nessuno interessa… (per ora).

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    1. GLi Stati sbiadiranno lentamente come noi: fusi nella purea ecumenica.
      Il discorso economico segue sempre quello PolCor.
      Vedremo cosa faranno del contante.

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    2. Direi invece il polcor al servizio dell'economia (finanziaria). Vedi greenbond vari.
      Ma ripeteremmo il dibattito della Scolastica, filosofia ancella della religione o....
      Comunque ti abbraccio virtualmente per il perseverare a deliziarci.

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    3. Se hai l'autocertificazione potrai abbracciarmi.

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  4. Alceste si conferma uno dei migliori blog d'Italia. L'ho sempre detto, da quando l'ho scoperto qualche anno fa. Ancora complimenti e grazie.

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  5. Sursum corda.
    cosa distingue il tecnico dal filosofo? il punto di vista.
    il tecnico guarda la radice dal punto di vista dei lombrichi, il filosofo guarda le fronde della pianta dal punto di vista degli uccelli.
    il tecnico è a destra o a sinistra, il filosofo non sta né a destra né a sinistra ma in alto e può vedere cosa proviene da destra e dove porta la sinistra e viceversa.
    come cantava la bonanima di Ivan Graziani, il tecnico sa citare i classici a memoria ma non distingue il ramo da una foglia (Pigro!); il filosofo non è detto che sappia citare i classici ma parla come uno di loro: è un classico.
    La filosofia non si insegna nelle scuole e neppure all'università o la si vive o semplicemente non è tale; lo scienziato non meno che l'artista, il medico, il professionista o l'artigiano è un filosofo altrimenti è solo un tecnico, un mechanicus.
    Il vero filosofo è scienziato, è artista, è poeta ed è anche un mistico a prescindere dal suo credo; è un politico anzi, è Il Politico.
    Questi semplici assunti chiarificano il reale significato della sinistra locuzione "governo tecnico" o "dei tecnici"; in assenza di vera politica e di veri politici non è possibile altro governo che non sia questo.
    E tutto questo è conseguenza del fatto che, oggi, più di ieri ma meno di domani, quell'uno che ne vale diecimila è stato sostituito in ogni campo e disciplina dall'uno vale uno, quindi è inutile cercare il padrone del cane, cane e padrone sono intercambiabili e si può attaccare il padrone dove vuole l'asino, o il cane o altro, tanto siamo ad un passo dal transpecismo.
    Un giorno, forse, si tornerà ad alzare gli occhi al cielo, magari a riveder quelle stelle che brilleranno dalle loro incommensurabili altezze, almeno finché il sole risplenderà sulle stupidità umane.

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    1. Il governo dei tecnici cominciò dopo Tangentopoli. RIcordiamoci del governo dei Professori alla RAI ... erano le prime avvisaglie.

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    2. Certo, in quei primi anni '90 "politico" era sinonimo di ladro, anche se non lo si poteva ancora dire troppo apertamente, ricordiamo le conseguenze della famosa battuta di Grillo su Craxi e Martelli in Cina... quindi "tecnico" era sinonimo di persona affidabile, onesta e competente.
      poi arrivò il Berluska (non Berlusconi che, come hai acutamente sottolineato tempo addietro, è cosa ben diversa) e si sdoganò lo sdoganabile e si sputtanò lo sputtanabile dando così ulteriore credito ai "tecnici". il resto è cronaca.
      Non ci resta che attendere il Deus ex machina che salverà paesello, finanza, banche, capre e cavoli dal terribile e funesto morbo ad un costo sociale ed esistenziale, non dico banalmente economico, ritenuto unanimemente accettabile anzi, tra il plauso generale.
      avanzo una previsione: Draghi?

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    3. Forse Draghi è troppo, si presenta pure male con quella faccia un po' così ... Possono andare bene tutti, chissà ... magari una signorina, più rassicurante, a mezzo fra destra e sinistra, mezza destra e mezza sinistra? La Bongiorno?

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    4. Possibilissimo.
      il Drago ce lo terremo in caldo per un'eventuale ascensione al Colle.
      Questa signorina poi è una vera icona del postmoderno, né a destra né a sinistra, militante in movimenti tipo "se non ora, quando?", "se non dove, come?" "se non chi, perché" etc... pro LGBTQWERTY, strenua sostenitrice del concetto di femminicidio e di leggi antimaschili. che dire, una vera paladina del polcorretto!
      immagino già UE, sardine e mercati del pesce esultare all'unisono nel caso in cui costei venga designata nuovo PDC.

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    5. Sulla differenza tra il filosofo e il tecnico, il Vecchio Saggio (ma non santino) disse:

      "La grande intelligenza abbraccia, la piccola discrimina […]"

      Saluti,
      Ise

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  6. Cito: “Poliziotti, Protezione Civile, infermieri e medici vengono utilizzati in funzione moralistica per bloccare la dissidenza. Il micco, insomma, a furia di martellate mediatiche, è portato al seguente sillogismo da troglodita: c'è il virus; il virus è cattivo perché uccide la gente; infermieri e medici ci aiutano contro il virus cattivo; Alceste nega il virus; Alceste è contro gli angeli; Alceste si deve vergognare.
    Allo stesso modo chi metteva in dubbio la dinamica dell'11 settembre non era un patriota bensì uno schifoso traditore. E perché? Perché negava il sacrificio dei pompieri. Tale ragionamento, di illogica orwelliana, era merce comune nei network americani più idioti durante l'ebbrezza del Comandante Bush jr.”.

    Il sillogismo citato nel primo periodo pare carente di un dato che sono certo Alceste conosce, dato che consiste nell’informazione largamente diffusa che non sia il numero dei morti il vero problema, percepito o meno che sia, ma la natura della malattia che indiscutibilmente ha messo a dura prova la sanità delle province più colpite. Si, i numeri sono piccoli rispetto al totale della popolazione, ma chi può dire con certezza cosa sarebbe successo in assenza di restrizioni? Oppure indurre tale evento o cavalcarlo di modo che si accetti l'inaccettabile? ma allora i cinesi hanno fatto da apripista? mi pare troppo complicata l’induzione, troppi fattori fuori controllo.
    Vedo più logica la realtà della malattia con delle problematiche ben differenti da "uno starnuto" e il possibile suo utilizzo a fini che potrebbero essere quelli da te descritti.

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  7. chi può dire con certezza cosa sarebbe successo in assenza di restrizioni?
    Chi può dirlo? Nessuno. I controfattuali sono, infatti, non verificabili. Secondo me, ma è un'illazione, le medesime cose che son accadute nei decenni precedenti.
    Il problema consiste nei meccanismi della propaganda che son sempre gli stessi in periodo emergenziale.
    Benché mi piaccia poco Naomi Klein devo dire che il suo sologan "Shock economy" svela parte del gliommero propagandistico. Ciò che la signora Klein trascura è che l'emergenza serve, anzitutto, a modellare l'etica, i comportamenti, le abitudini. Infatti: "cambiare abitudini" dice il Conte.

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    1. Perdona l’insistenza Alceste.
      Una mia carissima amica, ora in pensione, ma ancora in contatto con le colleghe negli ospedali, da me interpellata mi descrive una realtà che non è paragonabile agli anni passati : interi reparti sono stati svuotati e adibiti al ricovero per malati infettivi, con conseguente messa in secondo piano delle non urgenze data da un alto afflusso di persone necessariamente da ospedalizzare; questo ovviamente in Lombardia.
      Solo il tempo, purtroppo ci dirà qualcosa.
      Se le conseguenze sulla salute di questo virus sono quelle descritte, le restrizioni paiono ragionevoli, viceversa si aprirebbe lo scenario peggiore.
      Ma allora, in Cina, cosa è successo?
      Ovviamente non pretendo una risposta, anche se a me pare LA domanda.

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    2. Sulla Cina chiederemo lumi alla nostra corrispondente: Ise.
      Per il resto: se dichiari la parotite potenzialmente mortale ti ritroverai nella stessa situazione.
      Ci fu un periodo in cui i cani azzannavano gli uomini. Per dieci giorni Mentana non parlò d'altro. Sembrava il racconto di Machen, Il terrore. Se amplifichi la normalità questa diviene emergenza e terrore.
      Il trucco è sempre lo stesso. Se dici: quest'anno solo 10000 malati d'influenza! tutti a ridere. Se dici con gli stessi 10000: ce sta 'a pandemia, li mortacci! allora vanno fuori di capoccia.
      Ma non voglio certo negare che ci sia "un" virus.

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  8. Alceste, anche se apparentemente fuori tema vorrei chiederti, ma secondo te esiste un Cefis contemporaneo? Lo si vede in giro?Oppure ormai la strada è tracciata...si va per inerzia, bastano timonieri di piccolo cabotaggio...

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    1. Una domanda intelligente. Credo che la verità sia sepolta qua e là. Unlibro di Capezzone, a esempio, illustrava il dopo 11 settembre con chiarezza allucinante. E dove sta Capezzone? Un po' di qua un po' di là. A destra, ma è radicale, cioè, forse, un po' di sinistra, però è di Forza Italia.
      Capezzone, Grillo, Pannella hanno detto sempre la verità sul futuro. Purtroppo hanno creduto che scherzassero. I Cefis son sempre di nicchia o apprezzati per ciò che dicono di più triviale, di goffamente popolare.

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  9. Devo dire però che vedere le strade deserte di sera, mi fa un certo effetto. Fino a qualche decennio fa, arrivati ad una certa ora, le città si spegnevano, le strade erano deserte (https://www.youtube.com/watch?v=XcP2K7n5vmk da 16:50; https://www.dailymotion.com/video/x6foi7d da 0:30), alla fatica seguiva il riposo. Anche nelle grandi città. Poi con il ’68 nacque il fasullo anticonformismo e iniziarono a diffondersi i locali notturni, dappertutto, anche nei piccoli paesi. La cosa è poi degenerata fino ai giorni nostri, in cui a qualsiasi ora mandrie di bovini riempiono le strade con la loro idiozia.

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  10. Alceste e altri, trasferitivi su Luogocomune, dareste una grossa mano alla "contro"informazione.
    (In particolare, dato che Alceste se ne starà qui seduto sul suo stilo, vorrei assolutamente ISE AMATERASU! plis plis)

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    1. Da quelle parti dovrebbe operare Totalrec, a cui consegno il mandato intellettuale.

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    2. Ti ringrazio davvero per l'invito,
      mi spiace ma non riesco a trasferirmi, gia' sono pigra, e ora che dicono che e' meglio non frequentare luoghi affollati e non allontanarsi da casa, figuriamoci se mi muovo.
      Magari fatti sentire tu qui ogni tanto. Bel cognome che mi hai dato!
      Ise

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  11. Quanto sopra anche per dire che le restrizioni 'estreme' si fanno conoscendo la malattia, le modalita' del contagio, sapendo che valgono bene il sacrificio temporaneo di alcuni-i portatori della malattia e quelli esposti a questi ultimi, che vengono messi in quarantena. Non certo tutta una nazione, suvvia, dando l'idea che sia tutta un lazzaretto, come Conte diceva di non volere…

    Riporto le parole ar-contiche del video in cui risponde a Salvini sulla chiusura di Schengen che ho messo in altri commenti, perche' le trovo cosi' chiare:
    https://www.liberoquotidiano.it/video/politica/13567017/coronavirus-giuseppe-conte-risposta-salvini-sospendere-schengen-italia-lazzaretto.html

    "Al momento (sottolineato nel tono, ad indicare che tra qualche giorno sara' gia' molto diverso) non ci sono assolutamente gli estremi (li dobbiamo ancora creare, dateci tempo) per un'iniziativa di questo tipo (chiudere Schengen, ma in reverse speech, chiudere l'Italia)… senza tener conto (attimo di esitazione per la ricerca di una posa piu' convincente)… e qui non mi dilungo (non occorre perche' lo vedrete presto), dell'impatto de-va-stan-te sulla nostra economia che avrebbe… e paradossalmente la voglio ribaltare (sorrisino sarcastico preparatorio al dileggio di chiunque in futuro osi fare del gomblottismo su cio';il ribaltamento indica il reverse speech che auspica/anticipa la realizzazione di cio' che si nega): ma… (e fa cenno di si piu' volte con la testa, per chiamare la risposta alla domanda che sta per fare)…che cosa vogliamo fare dell'Italia un lazzaretto? Non ci sono ne' le condizioni perche' si arrivi a questo, e ne' vogliamo arrivarci (che tradotto in reverse speech significa…). 

    A me dispiace molto per quello che sta accadendo all'Italia, non per il virus, ma per i danni che tale "sceneggiata" portera'. 
    In Cina ogni anno c'e' un nuovo raffreddore stagionale, a volte piu' virulento, a volte meno. A me o ai miei figli non c'e' stata volta in cui non abbia dato anche polmonite (pure a causa di quel che si respirava), a volte durevole anche per un mese.  
    Sul coronavirus qui concordiamo (tra le mie conoscenze) che e' da un pezzo che gira senza allarme (ora invece porta la sirena del conteggio globale per vedere chi ha bisogno di piu' cure, ma non da medici, piuttosto da poliziotti e militari), e probabilmente gran parte di noi l'ha gia' preso e passato senza problemi...Se ci facessimo "tamponare" forse risulteremmo positivi. Per fortuna qui la campagna di tamponamento non ha avuto presa; in Italia l'hanno invece usata per creare le condizioni per arrivare a questo, perche' volevano questo, come Conte ha espresso col ribaltamento delle sue parole.  
    Ise

    P.S. La connessione e' molto instabile in questi giorni, chiedo venia se i commenti vengono recapitati due volte.

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    1. Il problema è che si sa ancora distinguere tra una farsa e una tragedia. E questa non mi pare una tragedia. I numeri, poi, valgono meno di niente. Le statistiche, se ben usate, dimostrano tutto e il contrario di tutto.

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  12. Ah per fortuna da quando la connessione e' ballerina salvo cio' che scrivo.
    Sopra mi riferivo a un commento che pensavo di aver mandato due volte! Lo riporto per la terza volta:

    Da corrispondente dall'Asia mi voglio ripetere, in linea con quanto detto da Alceste e l'Anonimo 12 marzo 04:11. 
    La Cina per me ha fatto gia' da apripista. E' avanti col programma tecnocratico: si paga senza contante, col telefonino e lo scandaloso sistema di credito sociale (forse lo vedremo per premiare e punire chi obbedisce alla legge marziale e chi no?); smartwork avanzato, acquisti su piattaforme di e-commerce diffusissimi; "spirito di corpo" sostituito da competizione individuale spregiudicata in ogni settore fin dalla scuola; multinazionali e case farmaceutiche-occidentali che spadroneggiano; consapevolezza della propria storia e passato azzerata, ci torneremo magari… e cosi' via. Non si vede piu' dove sia alternativa o opposta agli Usa o chi per loro, se non nella corsa di conquista tecnologica della Terra e dello spazio. Restano pochi legati al vecchio ordine che confermano la loro rassegnazione...ma hanno tanto Xanax anche li' e i piu' stan dimenticando.  

    Anche su cio' che sta accadendo ora hanno il privilegio del pionierismo: se si leggono i resoconti sulla Sars, si vede lo stesso copione applicato su scala globale. Dall'animale a scelta che avrebbe passato il virus, ai modi piu' vari e impensabili con cui si trasmetterebbe (ne sfornano di sempre piu' paradossali ogni tot giorni. Perche' aumentare la paura se non si hanno ancora certezze? Magari se si fosse concordi sul modo in cui si trasmette, si applicherebbe la misura necessaria a inibire la trasmissione e panico e isteria scemerebbero). Ricordo come a un certo punto, gia' da un po' che imperversava la Sars, dissero di aver scoperto che 'probabilmente' (sempre pronti a smentire poi) si trasmetteva tramite le tubature di casa, forse causa scarafaggi. Ed ecco che tutti nei con-domini (in cui lo share era sempre con quelle bestiole) si misero a dare la caccia allo scarafaggio che risaliva dall'oltretomba attraverso gli orifizi di casa. Finito l'affanno, appena uno si sentiva un poco piu' tranquillo perche' la situazione tutto sommato sembrava stabilizzarsi e la vita continuare, ecco che ci davano in pasto un altro modo di trasmissione, poi un altro ancora, senza mai vedere o sapere alcun risultato o conferma sulla validita' di tali teorie, solo le restrizioni di liberta' e movimento sempre piu' distopiche diventavano reali, ma lo sfinimento era tale che nessuno le metteva in discussione… ad un certo punto, se avessimo avuto la liberta' di scelta (non accordabile causa priorita' alla "salute"-sic della collettivita' zombie), molti avrebbero di gran lunga preferito vivere normalmente rischiando di prendersi il raffreddore (come fatto in saecola saecolorum), piuttosto che non-vivere in quel modo, in quello stato d'ansia, di mancanza di logica, di diritti di base, di dignita'. Eppero' neanche hanno imparato nulla da quella lezione: nulla sui virus intendo, su come rinnovare il panico e applicare la legge marziale su vaste aree invece molto. Parlo dei padroni del cane che oggi usano la Cina come piattaforma volano per l'export, nel resto del mondo, della Monarchia Universale, per dirla alla Alceste. D'altronde in quelle terre e' stata scientificamente approvata con esperimenti ripetibili piu' e piu' volte.

    Saluti,

    Ise

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    1. Il panico è per loro indispensabile. Come verbbero saturati i reparti, altrimenti? Dal caos si estrae l'Ordine, quello voluto ovviamente.
      Riguardo al tuo segreto: rimarrà tra noi.

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  13. Il punto, a mio avviso, è che siamo totalmente atterriti di fronte alla prospettiva, vera o presunta che sia, della malattia e della morte.
    Non riusciamo a concepire che due eventi naturali ed ovvi come questi, possano "toccare" noi moderni, progrediti e onnipotenti al punto di piegare la natura ai nostri bisogni.
    Vittime della nostra arroganza, indeboliti dall'ignoranza della morte, siamo totalmente in preda di emotività imbelli, dove l'unica nostra certezza è un attaccamento pervicace alla vita.
    Ma quale vita? Soprattutto chiediamoci se una vita che nega la lotta e lo spirito d'orgoglio possegga la dignità di essere vissuta.
    Personalmente e per quello che vale ritengo che i casi siano due, entrambi tragicamente plausibili e per certi versi sovrapponibili.
    L'emotività di cui sopra ha preso il sopravvento di una classe dirigente di incapaci e idioti che si sono consegnati mani e piedi alla guerra di potere tra "scienziati", oppure siamo dentro all'ennesimo colossale esperimento di ingegneria sociale per testare e identificare i "resistenti" potenziali.
    Un caro saluto e un ringraziamento ad Alceste che ci regala questo spazio ma un altrettanto fraterno saluto agli ospiti che con i loro commenti ci fanno sentire meno soli

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    1. La morte non fa più parte del circolo della vita così come il Male. Per questo se ne ha un terrore abietto.
      Riguardo alla vicenda del virus ritengo sia un modo per far avanzare il Programma. Il Programma è l'Utopia del Potere, tutto converge a esso.

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    2. Secondo me, la seconda che hai detto. Noi dentro il laboratorio e i nostri "scienziati" al servizio del vertice dentro un incantesimo con date di scadenza, da rinnovare l'11 del mese ogni tot anni, come questa pandemia inaugurata dall' OMS l'11 marzo. E' un po' come il richiamo dei vaccini, ogni tot anni vanno reiniettati e rimessi in circolo altrimenti svanisce l'efficacia e la realta' potrebbe fare capolino.

      Non so che notizie vi arrivano in Italia. Qui oggi in tv mostravano le scene di una retata della polizia cinese presso un covo di clandestini…dei poveretti che si erano riuniti attorno a dei tavoli a giocare a mahjong. Ora la regola in Cina (le regole per frenare la pandemia globale sono ancora a discrezione nazionale, a quando il coordinamento global?) vuole che non ci si possa riunire in piu' di 4 persone (ai cinesi Han un trattamento preferenziale rispetto a quello che il loro governo riservava alle minoranze etniche: non piu' di 3 persone): si vedeva la polizia che irrompeva e spaccava violentemente i tavoli del mahjong con i manganelli. Ho visto anche quel video dei poliziotti italiani che dicono in tono aggressivo a un signore  anziano per strada che doveva stare in casa. 

      Allora pensavo di creare il format di un' autocertificazione in cui chi vuole rischiare la vita insieme ad altri, senza coinvolgere chi non vuole, da' il proprio felice consenso informato, un po' come si fa con l'eutanasia, uno firma la sua bella dichiarazione: il sottoscritto X dichiara di non avere alcun tipo di discriminazione tra il corona e altri virus e di acconsentire che esso entri nel suo corpo e metta a rischio la sua vita insieme a quella dei suoi compagni d'avventura W, Y e Z, che pure acconsentono a incontrarsi solo tra loro, a giocare insieme quella che potrebbe essere l'ultima partita di mahjong della loro vita. Firmato: X, W, Y e Z. 

      Ci mostrano anche news tragicomiche dalla Cina: parrucchieri che usano spazzoloni lunghi 1 metro e mezzo per insaponare da lontano le teste dei clienti, negozi di telefoni cellulari in cui il cliente parla con la commessa a tre mentri di distanza tramite il telefono che facevamo da bambini col filo che connette due bicchieri di carta. 

      Poi arrivano le news positive, quelle sul progresso: ed ecco il FlyZoo Hotel di Alibaba, tutto automatizzato, senza umani, robots alla reception, il bar tender e' un robot, la porta si apre con la scansione dell'occhio… Alibaba e' l'Amazon cinese, vi recapita tutto davanti la porta di casa, basta un click dal sofa'. E' proprio la asofalypse now di Alceste. Pero' Alibaba dona 500.000 mascherine all'Italia, e cosi' i cinesi brava gente fanno breccia nel cuore degli omologhi italiani, e vissero tutti… 

      Un caro saluto,
      Ise

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    3. Dalla Cina non arriva niente. C'è solo una signora di mezza età, Giovanna Botteri, che cicala genericamente di Cina (un paesello) affidandosi a filmati di repertorio. Che lei sia o non sia in CIna è impossibile stabilirlo.
      La surreale vicenda del coronavirus è un passo avanti rispetto ad altre storielle come il crollo del Muro di Berlino. A distanza di trent'anni si scopre come la gran parte dei reportage fossero pura fuffa. Ormai, però, a chi interessa?
      Secondo me anche alcuni filmati (cinesi con spazzolone) sono preparati ad arte. Stiamo precipitando verso la poltrona. Alla maggioranza piace così.

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    4. Non oso immaginare cosa faranno ora i dentisti in Cina per cavare un dente, al pari dei colleghi parrucchieri per insaponare la capa. Vi aggiornero' appena ci manderanno il reportage.
      Ise

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  14. Che la gestione dell'emergenza in atto offra il pretesto ideale per manipolare efficacemente le masse in virtù di cambiamenti da adottare in vari ambiti quali nuovi standard, è fuor di dubbio. Alceste ha colto puntualmente i segni di tale operazione. Tuttavia, possiamo dire che l'emergenza in sé sia solo un pretesto, e che quindi non vi sia reale emergenza ma unicamente la volontà di creare un ennesimo stato di emergenza? Se si è convinti che questo virus non sia particolarmente contagioso, che non vada a sviluppare conseguenze polmonari potenzialmente gravi in alcuni soggetti molto più facilmente che una normale influenza, e che il numero abnorme di persone ospedalizzate in questo periodo sia messa lì ad ingolfare i reparti per niente, allora è ovvio credere, non solo che questa emergenza sarà strumentalizzata ad arte come detto sopra, ma che la stessa emergenza non esista e che quindi l'atteggiamento del governo a riguardo, con le conseguenti misure adottate, sia una farsa messa in atto col solo scopo di favorire i processi indicati da Alceste. Le opzioni sono quindi due (restringiamole a due): 1 – strumentalizzazione dello stato di emergenza; 2 – stato d'emergenza creato ad arte in assenza di reale emergenza.
    [continua]

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  15. [continuo del post precedente]
    Una volta Alceste ebbe a scrivere (cito a memoria, quindi potrebbe esserci qualche differenza nella forma): gli Stati che resistono sono quasi tutti senza Mac Donald's. Ora, la Cina è senza Mac Donald's. Resiste a modo proprio (male, a mio avviso, poiché all'avanguardia, ad esempio, circa trovate quali l'assegnazione di "punti comportamento" alle persone tramite app dedicata, le quali potranno usufruire o meno di determinati servizi a seconda del punteggio totalizzato sino a quel momento – non so se qualcosa del genere sia già in vigore, ma so per certo che se n'è parlato molto, e che ciò, ça va sans dire, non crei affatto scandalo nell'occidente "filo-transumanista", e anzi sia guardato con interesse), non necessita degli infingimenti a cui si deve ricorrere ogni tre minuti nelle democrazie occidentali, e tuttavia il Partito ha sospeso ogni attività in svariate città e blindato in casa milioni di cittadini per settimane come manovra di contrasto a quella che ha ritenuto essere un'emergenza sanitaria importante. La peste bubbonica? No. E tuttavia qualcosa che necessitava un'azione di contenimento e misure adeguate allo scopo.
    Dal momento che però Alceste scrive "Rinunciare ai diritti costituzionali per un raffreddore è, lo riconosco, un'idea geniale", pare ovvio che la sua scelta ricada sull'opzione 2, ovvero che, per quanto concerne il coronavirus, il Partito mente, il governo italiano pure, altri governi pure, o si tratta di gente a propria volta manipolata, fra cui solo alcuni, magari ai massimi vertici, sono in reale malafede, mentre la popolazione, dal momento che non si oppone ma segue, è totalmente rincoglionita. A questo punto però mi chiedo: da dove si traggono simili conclusioni e certezze? Perché il rincoglionimento del popolo italiano, le mire del Potere, la subdola e martellante azione manipolativa dell'informazione, nonché i segnali che vengono, ad esempio, dall'insistenza nell'insinuare che il dopo virus ci vedrà cambiati in parte nelle abitudini (così vuole il Potere), sono abbastanza chiari (almeno a qualcuno che segue questo blog) e ne abbiamo avuto fior di evidenze nelle ultime settimane (ottimo l'accenno al libro di Burioni), ma che ciò basti a suggerire la messa in atto di una pantomina totale, consapevole e organizzata di tale entità mi lascia dubbioso. Quantomeno non ho elementi per affermarlo in modo perentorio, e la consapevolezza che Alceste abbia pienamente ragione nel dire "quando sentite la parola flash mob siete in presenza di merda" non mi pare tuttavia sufficiente ad avvalorare l'opzione 2. La situazione mi sembra non sovrapponibile, per intenderci, a quella sviluppatasi intorno all'"emergenzialismo" alla Greta, quindi di tutti i discorsi che si susseguono in questo scritto in divenire, intelligente e addirittura acuto in alcuni passaggi, come quello circa la vera libertà (è saggio ricordare che "attraverso una finta schiavitù ci si libera, attraverso una finta libertà si è completamente incatenati"), la storia del raffreddore mi torna poco. Ma magari mi sfugge qualcosa del ragionamento.

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    1. Ti ricordi i casi dei cani che azzannavano le persone?
      I cani esistevano ed azzannavano.
      Per dieci giorni, tuttavia, i pit bull sembravano delle furie senza controllo. Ogni giorno un morso, un'insidia.
      Poi calò il disinteresse senza che, per questo, i cani se ne tornassero buonini.
      Anche oggi i cani azzannano, però a Mentana non gliene frega nulla e ognuno pensa che siano diventati agnellini.
      Tale è l'ingigantimento di oggi.
      Non possiamo valutare a pieno la Grande Opera in atto perché i numeri sono dati a casaccio oppure, meglio, devono essere ancora valutati in tutta la loro portata.
      Che un virus ci sia è indubbio. C'era anche prima, però.
      Si dice: fa morti. Anche prima.
      Si dice: li fa solo in Lombardia. In effetti li fa in una parte d'Italia che assomma un sesto degli abitanti e in cui l'efficienza è, ancora, padrona per cui i contagi (che non significano malattia) sono minuziosamente schedati (in Thailandia, no: si muore e basta).
      Schedati in ospedale mentre prima un ottuagenario (la media è sugli 81) si spegneva nel letto di casa: per una cardiopatia, un embolo, un tumore cui l'influenza-raffreddore dava l'ultima spinta.
      Data l'isteria di massa, anzi, è un miracolo che le istituzioni siano in piedi e che non si muoia di più causa infezioni ospedaliere (40.000 secchi all'anno).
      Ma non voglio dare risposte, come ho nitidamente scritto all'inizio. I Sherlock sono altri; io sono Watson.
      Faccio notare come nel finale di "Fight club" (2000), dopo che i grattacieli crollano uno dietro l'altro l'unica battuta è la seguente: "Andrà tutto bene".
      Le conseguenze saranno micidiali per la libertà. Le abitudini cambieranno. Persino le inumazioni stanno subendo un primo cambio di abitudine. In favore della cremazione cioè, alla lunga, col beneplacito di Greta, in favore della "merda eris".
      Sul resto, contanti e digitalizzazione e smart working e poltrona, ho già detto.

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  16. Sono d'accordo con Yaroslav in linea di principio: anch'io fatico a pensare che si possa metter su una faccenda del genere a livello mondiale. Non mi interessa più di tanto se il virus è d'origine animale o se sia stato elaborato dagli uomini, chiunque essi siano. Trovo certe equazioni semplicistiche, però… ci si appiccicano sempre dei però (citazione un poco stravolta). Quel che è certo è che il boccone è ghiotto e lo vediamo
    chiaramente in questi giorni. Quello che, a questo punto ormai, mi incuriosisce molto è il dopo: il 3 aprile dovrebbero (dovrebbero) finire i domiciliari per gli italiani. Come sarà il dopo? Riprenderà la solita baracca? Non credo proprio, però… anche qui ci puoi appiccicare un bel però. Voglio dire: sono 50 anni che ce la menano sul quanto è bello viaggiare, ricordate? La scoperta di se stessi in India, Messico, Africa. I voli charter, i low cost, i fine settimana a Barcellona o Parigi che te li tiravano sulla schiena, l'Erasmus, il turismo sessuale e il turismo generale e generalizzato… tutta sta roba che fine farà? Verrà archiviato tutto quanto come vecchiume? Può darsi, vedremo. Per il lavoro son sicuro che verrà dato un energico giro di vite alla robotizzazione e quel rimasuglio otto/novecentesco che fu il glorioso operaio, sia nell'accezione marxiana che jungheriana, verrà definitivamente pensionato. Un po' di RdC, un po' di lavoretti appaltati qui e li, un po' di nero ma non troppo… e la sfanghiamo così. Lo smart working è il sogno di molti che si sta avverando e via. Certo l'opera di smantellamento sarà grandiosa, richiederà anni… 'che se uno se lo gusta come fosse al cinema allora sì che c'è da spassarsi. Crumbo

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    1. Ma tu credi che i brigatisti fossero tutti d'accordo nel rapire Moro?
      Che fossero tutti infiltrati?
      Bastano due o tre elementi di spicco.
      Magari la maggioranza di loro, quelli superstiti, crede ancora di aver fatto la guerra allo Stato.
      E poi c'è la domanda massima: le BR del 1974 sono le stesse del 1978?
      La libertà del 1978 è la stessa del 2002?
      Vediamo cosa "vi" riserva il futuro. Per me, posso dire questo: meno male che non ci sarò.

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  17. Ai balconi mettono gli striscioni con la bandiera della pace e la scritta :"Andrà tutto bene".
    Un tizio invece ne ha messo uno con la bandiera della pace e la scritta: " Andrà tutto a puttane".
    Mi ha fatto ridere e piacere allo stesso tempo. Qualcuno ancora capisce. Meno male...

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  18. Io non credo niente. Se c’è un qualcosa in cui credere è l’Altissimo. Nel resto, in tutto il resto, non c’è bisogno di credere. Basta pensarci su. Ma il pensare, però, genera dubbi e domande.

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    1. Sono sempre Crumbo, sopra ho dimenticato di firmarmi. Le varie cantate di ieri sera m’han fatto tornare alla mente quello che diceva un mio vecchio collega, ora pensionato da almeno 15 anni, ad un altro che cantava tutto il giorno:” l’uccello canterino chiuso in gabbia non canta per amore ma per rabbia”.

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    2. Cantare è sempre bello. Questa dei gorgheggi sul balcone è una stupidata tipo flash mob.
      Rimane un mistero: perché nel Festival della Canzone Italiana invitino chi non sa cantare. Da quanto non sento un cantante che canta? Basti ascoltare Shirley Bassey (l'hanno tirata fuori per uno spot) per comprendere cosa significhi "cantare".

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  19. Al di la' di tutto, resta il fatto che NIENTE giustifica le misure prese in Italia, niente, neanche un virus con mortalita' maggiore per me le giustificherebbe, e poi prese ora che e' ovunque, figuriamoci. Se anche mi dicessero che per la mia costituzione sarei sicuramente destinata a morire se lo prendessi, mai chiederei che venissero prese quelle misure per salvarmi la pelle, mai. Quelle non sono misure atte a prevenire la diffusione di un virus, e non contribuiscono a tanquillizzare la popolazione, tutto il contrario.
    Le conseguenze peggiori, di gran lunga peggiori, non sono quelle dovute alla diffusione del virus ma della paura, che restera' impressa nell'animo delle persone. Il ricordo del terrore provato le portera' ad accettare l'impensabile (cosa gia' evidente), ben piu' efficacemente del ricordo dei suoi parenti sterminati dal virus (cosa non ).

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    1. Dobbiamo poi approfondire la questioncella principe: è vero che il Ministro dell'Interno o degli Interni ha firmato per dare mansioni di polizia all'Esercito?

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  20. Mi e' partito il commento prima che finissi di scriverlo perche' sono in viaggio su un mezzo in movimento.
    Purtroppo ho poco tempo in questi giorni, tra chiamate da e per l'Italia, e i messaggi di "cordoglio" per l'Italia da tutti quelli che conosco.
    Appena riesco vi riporto quello di un'amica cinese. In ultimo vorrei solo far presente che la Cina pullula di MacDonalds ovunque almeno dagli anni 90, pullula nel senso che ce n'e' tipo uno ogni 500 metri, a occhio e croce, affiancato dai Kentucky fried chicken e tante altre catene, in tutte le citta'.
    Ise

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  21. Tra le cose che si digitalizzano che leggo ora nel post aggiornato da Alceste, aggiungerei: la salute si digitalizza, ergo, l'uomo si digitalizza...l'uomo cablato del sogno transumano.
    In questi giorni pensavo: prima o poi usciranno con la proposta di un chip che traccia tutti gli spostamenti e magari rileva se il virus e' presente nel tuo corpo, nelle vicinanze o addosso a una persona piuttosto che un'altra.
    Oggi apro Il Corriere (dopo secoli, giusto perche' so che anticipa sempre quel che "potrebbe" accadere), e trovo la notizia che sottolinea la necessita' di tracciare tutti con la tecnologia per prevenire la diffusione del virus:
    https://www.corriere.it/economia/consumi/20_marzo_15/come-battere-pandemia-il-tracciamento-dati-grazie-compagnie-telefoniche-51c0497c-661c-11ea-a287-bbde7409af03.shtml

    "Un gruppo di economisti e scienziati dei dati, capeggiati dal professore Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente di strategia alla Sda Bocconi e Alfonso Fuggetta, docente del Politecnico a capo del consorzio Cefriel che lavora proprio sui Big Data, hanno inviato alla regione Lombardia e al governo una proposta estremamente dettagliata al momento ignorata. Che consentirebbe di riaprire davvero scongiurando il vero rischio che può verificarsi il 3 aprile. Perché basta un altro piccolo focolaio di 4-5 infetti a bloccare di nuovo il Paese provocando un double dip, un rimbalzo difficilmente sostenibile per qualunque economia matura che vive di scambi, relazioni e consumi.

    A supporto della tesi i due docenti prendono in prestito le parole dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che proprio tre giorni fa ha dichiarato che la parola d’ordine è quella di «tracciare i contatti». Secondo un modello delle tre T: testare, tracciare e poi trattare. In Corea del Sud lo schema ha funzionato e la curva dei contagi è crollata senza un «lock down», un blocco totale come ora sta sperimentando l’Italia e ora l’Europa. Il Korean Center for Disease Control, KCDC, ha organizzato uno straordinario sistema di raccolta di informazioni geolocalizzate per il tracciamento dei contatti dei contagiati. I potenziali contagiati e i viaggiatori che arrivano nel Paese hanno dovuto scaricare una app in cui volontariamente hanno descritto giorno per giorno la propria posizione, eventuali sintomi e i contatti tenuti. Sarebbe possibile tecnologicamente farlo anche da noi."

    Confermo inoltre che lo smart working non funziona, proprio come dice Alceste, per la destrutturazione della disciplina e del contatto sociale che provoca. Chi lo ha praticato per qualche tempo, mi ha riferito di non aver affatto migliorato ne' il tempo dedicato al lavoro (che diviene sempre piu' spalmato nell'intera giornata, mescolato e confuso con quello dedicato a se stessi), ne' l'efficienza.
    Ise

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    1. Allora quello che ho visto ieri sera non era un caso.
      Il documentaro era iniziato e ne ho visto solo un pezzetto, non so di quale Paese si trattasse, presumibilmente del nord; dicevano appunto che i cittadini consegnano allo stato VOLONTARIAMENTE i propri dati e ne traggono notevoli benefici, come ad es. cure subito adeguate in caso di necessità ecc... Agghiacciante. Ora lo è anche di più. Ci stanno preparando.

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  22. Prima i comlimenti per un articolo meraviglioso,
    il più completo e intelligente che ho letto sin ora, su tutti i glog.

    Poi domande.
    Tutti chiusi in casa, davanti a tablet, smartphone e PC, eppure sembra che nessuno abbia accesso alle infinite informazioni, che nessuno si domandi se sia giusto disintegrare il Paese, dopo aver disintegrato la sanità. Quali le conseguenze? Con quali risorse risollevare una nazione in ginocchio, prigioniera di una UE che si dimostra in mille modi sempre più ostile e nemica?
    Lo stato è preoccupato per la nostra salute? Allora perchè rimandare tutte le anlisi, i controlli e le operazioni (anche per cose serie) che non passano dal pronto soccorso? In quanti, moriranno a seguito di questa trascuratezza?
    Perchè vietare l'ingrasso alle spiagge, ai parchi, alle pinete?
    Perchè impedire alle persone di godere di un salvifico raggio di sole?
    Possibile che nessuno si faccia delle domande e che si pensi solo ad allontanarsi, come da appestati, da chiunque si incroci un attimo per strada?
    Basterà un bello striscione buonista a cancellare questa manifesta ostilità?

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    1. La risposta è nel vento, caro mio.
      Il vento dello Spirito dei Tempi. Or ora ho ascoltato la pubblicità della carta di debito VISA. Essa dice: "Acquisti in tutta sicurezza!". SIno a ieri si pensava che la sicurezza fosse quella bancaria e invece ... Afefobia, la paura del contatto fisico, diverrà la norma nell'economia degli Strozzini e nel mondo dei politicamente corretti che hanno in odio persino le parole, non solo i contatti.
      D'altra parte questi messaggi serono a testare i micchi. L'esperimento da tal punto di vista è riuscito alla grande.

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Siate gentili ...