giovedì 19 dicembre 2019

Le elezioni perfette

Il Presidente della Provincia di Viterbo e Sindaco di Capranica Pietro Nocchi
Roma, 19 dicembre 2019

La scorsa domenica si sono svolte le elezioni nella Provincia di Viterbo.
Con tutti i crismi (crisma è l’unzione dei Sacramenti, qui come sacramenti civili): convocazione dei comizi, liste, comitati elettorali, approvazioni, conteggi, riverbero dei conteggi sull’assegnazione dei seggi et cetera.
Nessuno ne era al corrente. O meglio: pochissimi. Queste, infatti, sono state elezioni perfette. Prefigurazioni del futuro. Elezioni senza elettori. O meglio: gli elettori c’erano, ma consistevano in individui già eletti. Da chi? Dagli elettori, ovviamente, quelli veri, cioè i tipi come voi, voi che mi state leggendo (almeno: la maggior parte d’essi). Si è, insomma, in pieno gnosticismo (la purezza di Dio, come la democrazia, si deteriora a mano a mano che cola giù verso l’Ignobile Materia): l’elettorato attivo elegge democraticamente alcuni rappresentanti (ai consigli comunali); tali rappresentanti divengono, a loro volta, sul vento del democraticissimo aire iniziale, un novello elettorato attivo che elegge, altrettanto democraticamente, par di capire, ulteriori rappresentanti (provinciali, stavolta).
Il primo elettorato attivo è composto da micchi, il secondo da compari.
Il funzionamento delle elezioni provinciali lo metto in calce, copiato e incollato dal sito del TG Sky: non voglio, infatti, rimestare la melma di tale tecnicismo causidico.
Le elezioni senza elettori sono state un successone tanto che il quorum ha sfiorato l’88%; una cifra che, una volta che si tien conto dell’assenteismo naturale (raffreddori, missioni all’estero - la porchetta di Viterbo di Sotto ha da esser presentata a un vernissage a Oslo - litigi per una tangente) vanta la consistenza dell’approvazione totale.


Questi i risultati dei listoni:

Tuscia Democratica 37,67 (PD e ciarpame assortito)
Insieme per la Tuscia 34,7 (Lega, Forza Italia e altro babbiume)
Tuscia Tricolore 19,38 (i Fratelli dell’Italia; i Viterbesi, nostalgici e fieri del proprio isolamento da montanari degenerati, credono che i Fratelli dell’Italia siano i discendenti del Partito Fascista di Benito Mussolini: a garantire Legge e Ordine. Una vera e propria deriva sociale; e genetica, a giudicare dai ceffi).
Per i Beni Comuni 8,7 (non so, forse M5S e residui)

Le elezioni senza elettori non pongono problemi alla Corte Costituzionale, non li hanno mai posti (dal 2014) né li porranno in futuro.
A me, da semplice scribacchino, pare che un organo costituzionale (la Provincia) diretto da individui che non sono stati eletti dal popolo, ma da rappresentanti a suo tempo eletti dal popolo, configuri una democrazia depotenziata: una non-democrazia poiché la democrazia o lo è o non lo è: tertium non datur.
E poiché anche i rappresentanti “a suo tempo eletti dal popolo” sono, vuotiamo il sacco!, non democraticamente eletti (clientelismo, false informazioni, propaganda a senso unico, finanziamenti occulti), ne consegue che gli organi provinciali così costituiti non siano altro, sostanzialmente e giuridicamente, che mere satrapie partitiche (ricordiamo che un partito è un’associazione fra privati).

Sapete come viene detta, oggi, la provincia? Forse per sgravarsi la coscienza? “Organo elettivo di secondo grado”. Trovo questa definizione formidabile. In cinque parole ecco il riassunto d’un intero Paese e l’inganno del voto liberale.
E la libertà? Eccola: libero ognuno di credere alla Befana.
Non c’è stato un cane - e nemmeno un gatto -  a far notare queste follie che, pian piano, si insinuano nel tessuto morale delle nostre coscienze. Le accettiamo, così, senza battere ciglio, mentre ci si scanna su sciocchezze come le Sardine, Boris Johnson e i tafferugli parigini.

En passant, inavvertita come sempre, irrompe la novità: l’assenza, totale, di democrazia. E tutti, dai libertari ai liberali ai pannelliani ai liberisti ai cianciatori dell’uno vale uno (gli Islamici invidiano il nostro sistema di vita!), stanno zitti; a conferma che la libertà ha ormai separato i propri destini dalla democrazia. Non a caso i fautori della democrazia uber Alles si rivolgono esclusivamente, con foga fraudolenta, contro nazioni, come l’Iran e la Russia, che le elezioni le hanno davvero. Non le ha la Cina: infatti prospera. Presto, tuttavia, le avrà: in seguito a qualche pagliacciata colorata (o meglio: prima o poi la Cina si aprirà, prudentemente, con prudenza cinese, alla democrazia liberale).

Ma in cosa si differenziano le elezioni provinciali, laboratorio di una democrazia senza più elettori, dalle elezioni vere e proprie? Rispondere mi pare semplice. Il sistema delle elezioni provinciali rappresenta il futuro, le elezioni, come pre-figurate dalla Carta del 1946, sono, invece, l’Ultima Scusa.

L’unico motivo per cui dobbiamo considerarci membri di una democrazia risiede, infatti, nelle elezioni. In nessun altro ambito della vita quotidiana la democrazia è applicata. Voglio aprire un negozio, protestare contro una multinazionale telefonica, partecipare a un concorso pubblico, reclamare un diritto contro una banca, additare i comportamenti mafiosi di un Corpo di Polizia, denunciare le sistematiche connivenze fra l’apparato amministrativo e i potentati economici locali o le storture dell'imposizione fiscale: in tali area della vita quotidiana la democrazia non esiste se non quale formalismo burocratico, inservibile e sfiancante, buono solo a occultare una tirannia becera, implacabile e proditoria: trincea dolosa fra diritti sanciti dalla legge e la loro effettiva applicazione.
I diritti veri, quelli di carne e sangue, rimangono sempre nell’aria. In compenso, giusto per pigliarvi per i fondelli, vi doneranno innumeri diritti fuffa: femminicidio, antirazzismo, antifascismo, anticomunismo, antimaschilismo e via cantilenando; la Befana stessa, che ne ha magazzini ricolmi, li recherà, di notte, nei calzettoni della vostra democraticissima stupidità. Per gli altri, occorre aspettare, come Godot; intanto, se proprio volete, avete la facoltà di reclamarli: bollo da sedici euri a pagina, mi raccomando


Le elezioni sono l’unica legittimazione della democrazia. Ecco perché tutti vi invitano al voto, ecco perché l’intero discorso politico si incentra sul partito sì partito no, quel politico sì quel politico no; ecco la speranza, votare cambierà tutto, yes we can we change podemos cambiamento et cetera

Il crollo di tale legittimazione, in tempi brevi, porterebbe alla scomparsa, di fatto, della democrazia liberale e a uno stato di cose assai interessante: senza elezioni i quasi otto miliardi potrebbero cominciare a rumoreggiare con metodi alquanto spicci.

E però il Potere (che ha un Utopia, a differenza di noi) ha già pensato al dopo: alla mitridatizzazione della tirannia dolce: ed ecco le elezioni senza elettori. Sulla falsariga di quelle provinciali. Il bello è che saremo noi a volerle. Presto reclameremo il voto online anche per le politiche, le regionali. La democrazia, il residuato bellico d’essa, finirà in un computer centrale; di lì le volontà, inevitabilmente, si smaterializzeranno; in capo a pochi anni si perderà interesse al voto stesso; avanzeranno nuovi propagandisti a inneggiare al Partito Unico della Monarchia Universale. Ci permetteremo, quindi, qualche like, ogni tanto, su proposte insulse, inessenziali, secondarie; con tutto comodo, dal proprio cubicolo di venti metri - dieci saranno occupati dal divano e dall’olotelevisore - decideremo l’aumento del reddito di esistenza da quattrocento a quattrocentocinque euri virgola trentacinque centesimi: in tutta serietà. Una cifra peraltro bastevole all’homunculus (senza lavoro, senza coniuge, senza figli) a soddisfare i vizietti consueti: un po’ di shopping digitale, tanto sport, tante serie monarchiche universali al retrogusto corretto che, già oggi, come tutte le pietanze senza sapore, piacciono così tanto …

Dopo circa venti o trent’anni di tale trattamento (le matite copiative saranno un ricordo lontano per chiunque) si cominceranno a smaterializzare anche gli individui. Perché esisto, comincerà a chiedersi qualcuno? Perché esisto col mio involucro di carne? Non è meglio collegarmi definitivamente all’olotelevisore e sciogliermi da ogni vincolo: a che pro i reni, il fegato, i polmoni quando ho tutto qui, nel cervello sintonizzato sull’eterno presente?

Parecchi si suicideranno, altri vagheranno per le strade deserte, crollati i commerci e i viaggi (perché viaggiare? I viaggi, peraltro, inquinano, l’ha detto Greta, meglio stare al calduccio, con il Web ho il mondo nel mio PC et cetera).

Non dimenticate, comunque, di ritirare la tessera elettorale presso i competenti uffici comunali. La catastrofe va vissuta col ghigno sulle labbra.
 

* * * * *

Le Province, le loro funzioni e le modalità di elezione degli Organi Provinciali sono state profondamente modificate con la legge Delrio del 2014 sul riordino degli enti amministrativi, che ha anche istituito le città metropolitane. Le Province e le città metropolitane sono state definite ‘enti di area vasta’. Gli organi delle Province - il Presidente della Provincia e il Consiglio Provinciale - sono diventati organi elettivi di secondo grado. La loro elezione non è più diretta, quindi, ma spetta ai Sindaci e ai Consiglieri dei Comuni della Provincia. È indiretta anche l'elezione degli organi delle Città Metropolitane. Ecco come funziona il voto per Province e per Città Metropolitane.

Nelle nuove Province le Giunte provinciali sono abolite. Restano quindi come organi il Consiglio Provinciale e il Presidente della Provincia, a cui si aggiunge l’Assemblea dei Sindaci, composta dai primi cittadini di ogni Comune e presieduta dal Presidente della Provincia, che ha poteri consultivi. Per tutti questi incarichi non sono previste indennità aggiuntive. Il Consiglio Provinciale è l'organo legislativo, di indirizzo e controllo, approva regolamenti, piani, programmi e approva o adotta ogni altro atto che gli sottopone il Presidente della Provincia. Ha poi potere di proposta dello statuto e poteri decisori finali per l'approvazione del bilancio. Il Presidente della Provincia è l’organo esecutivo, convoca e presiede il Consiglio Provinciale e l'Assemblea dei Sindaci.

Il Presidente della Provincia è eletto dai Sindaci e dai Consiglieri Comunali della Provincia, dura in carica 4 anni e deve essere un Sindaco il cui mandato scada non prima di 18 mesi dalla data delle elezioni. In caso di cessazione dalla carica di Sindaco, decade anche dalla carica di Presidente della Provincia. Il voto è ponderato in base a un indice di ponderazione, i cui criteri di determinazione sono fissati nell'allegato A della legge 56/2014, che tiene conto della popolazione di ciascun comune e del rapporto tra questa e la popolazione della Provincia.
Anche il Consiglio Provinciale è composto e viene eletto da Sindaci e da Consiglieri Comunali dei Comuni della Provincia, dura però in carica due anni ed è composto dal Presidente della Provincia e da sedici componenti nelle Province con popolazione superiore a 700.000 abitanti, da dodici componenti nelle Province con popolazione da 300.000 a 700.000 abitanti, da dieci componenti nelle Province con popolazione fino a 300.000 abitanti. Anche in questo caso la cessazione dalla carica comunale comporta la decadenza da Consigliere Provinciale.

L'Assemblea dei Sindaci, costituita dai Sindaci dei Comuni appartenenti alla Provincia, ha poteri propositivi, consultivi e di controllo. Adotta o respinge lo statuto proposto dal Consiglio e le sue successive modificazioni con i voti che rappresentino almeno un terzo dei Comuni compresi nella Provincia e la maggioranza della popolazione complessivamente residente"
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16 commenti :

  1. «Le elezioni sono l’unica legittimazione della democrazia»
    ... e anche l'ultima illusione che esista.
    Quando guardo le interviste delle Iene o di Striscia la Notizia
    (lo so, lo so, ma chi non l'ha fatto almeno una volta nella vita?)
    che mettono in risalto l'ignoranza abissale dei nostri parlamentari mi chiedo:
    è possibile che persone tanto inette siano capaci di una distruzione così diabolica della società? di una quasi impercettibile, ma inesorabile erosione del potere contrattuale delle classi medie e della giustizia sociale?
    Per molto tempo ho creduto che la colpa fosse della loro ignavia:
    "si riempiono le tasche e se ne fregano di noi".
    Ma ciò non siega come TUTTI gli "errori" partoriti dalle loro menti pigre e illetterate, portino rusulati assolutamente mirati e precisi.
    Sì può far centro per caso, mille volte di seguito?
    La spiegazione che mi do oggi è diversa:
    loro NON GOVERNANO UN BEL NIENTE. Sono pagliacci.
    Chi governa davvero (e lo fa con estrema efficienza!) noi non lo vediamo e forse, non lo vedono neanche i pagliacci che credono di governare, limitandosi a firmare carte che non capiscono e provvedimenti che "qualcuno" ha garantito loro essere giusti. E questo sì, lo fanno perchè sono stupidi, pigri ed ignoranti.
    È per questo che sono lì: per firmare carte senza leggerle, e urlare in TV.

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    1. Prendiamo Renzi: lui sa chi lo manovra? Ne ha sentore, conosce qualche sottopanza, ma il quadro generale gli è negato. Anche Renzi, però, le azzecca tutte (per distruggere l'Italia).

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  2. Oggi ho imparato il termine causidico!
    La ringrazio con un aforisma di Oscar Wilde che coincide con il mio pensiero sulle elezioni
    "Eletti sono coloro per i quali le cose belle non hanno altro significato che di pura bellezza"

    Giuseppe

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  3. L'olovisore, che ogni tanto mi capita di guardare quando vado a trovare un vecchio amico, (vecchio) di fatto, diceva che ci sarebbe stata una proroga fino al 2022 per il mercato tutelato dell' energia, e oggi scopro che non è cosi:

    https://www.google.com/amp/amp.ilsole24ore.com/pagina/ACgbyY6

    Ha evidente prevalso la lobby della moltitudine di fornitori gestiti da multinazionali e criminalità organizzata.
    Per capire la differenza tra gestore, fornitore e distributore:

    https://www.google.com/amp/s/www.sorgenia.it/amp/guida-energia/luce-e-gas/gestore-fornitore-distributore-energia-differenza

    In parole povere, questi bravi senatori a tempo determinato è a vita, hanno buttato tra le fauci del mercato libero tutti gli italiani.
    Le infrastrutture di distribuzione dell'energia (Enel, Italgas e municipalizzate) furono create con i soldi degli italiani, con quale diritto i magnaccia hanno privatizzato? C'è stato un referendum? Ah dimenticavo! Bisogna indirli solo per cose serie:

    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Consultazioni_referendarie_in_Italia

    Il controcazzari

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    1. Personalmente mi sono letto e riletto il contratto fra il sottoscritto e la maggiore azienda di telefonia italiana: contratto fibra et cetera.
      Dopo averlo firmato mi sono reso conto, dapprima, che non era fibra, ma un misto fibra-ADSL (per un paio d'anni mi hanno tartassato spiegandomi che l'ADSL era ormai morto); poi che, assieme al pacchetto base, dovevo inevitabilmente beccarmi (pena: rescissione unilaterale del contratto!) altri dieci euri per smart TV e compagnia cantante: più IVA et cetera
      Parte del contratto, mi hanno detto, era online ...
      Morale: se fregano me, abbastanza agevolmente, non oso immaginare cosa faranno a quaranta milioni di potenziali micchi con luce e gas "liberi" (aspettando le privatizzazioni delle acque).
      Anche coi referenda, comunque, ho chiuso.

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  4. La monarchia ha ormai gioco facile, con un paese in totale stato comatoso allucinatorio tra psicofarmaci e altre forme di delirio più o meno lecite.
    Pare persino incredibile come riescano con una facilità disarmante a mettercelo in quel posto....ricordate l'abolizione di Equitalia? Basta un poco di zucchero e la pillola va giù

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  5. certo che se la maggior parte si lascia convincere dalla tecnologia truffaldina, io posso oppormi all'eliminazione del contante ma sono Una...vi sembra intelligente che gli infermieri delle ASL d'antan ti mentivano per farti andare privatamente? Beh ho risolto il problema: una mela al giorno e mi sono tolta im medico, le analisi e quasi del tutto il farmacista di torno. E vi sembra intelligente i cassieri delle banche che spingevano per carta di credito e bancoCaz? Tutti a zappare la terra...ora. La storia della FIBRA tim l'ho subodorata e l'ho mandata a fari un giro tra i trans. Wi Fi tanto siamo destinati al 7G...Dove credono di scappare "Loro"? >Manco sulla Luna sono andati che sta ad un secondo luce da Terra...ci andranno con la "droga" che si bevono come acqua. Li vivacci loro !

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  6. Paradossi della democrazia rappresentativa:
    - Se il voto fosse qualcosa di veramente importante non ci lascerebbero andare a votare.
    vero, si è di norma chiamati ad esprimere una preferenza per personaggi privi di reale potere decisionale o un parere su questioni irrilevanti, incomprensibili o già decise altrimenti (referendum)
    - I mercati insegneranno agli italiani a votare nella maniera giusta (G. Oettinger).
    questa affermazione sembrerebbe, quindi, smentire l'assioma precedente. se esiste un voto giusto ed uno sbagliato allora il parere dell'elettore dovrebbe contare qualcosa.
    IL paradosso è simile a quello che si verificava ai tempi dei processi alle streghe: "Ammetti, dunque, di essere una strega e di trafficare con demoni e spiriti immondi?" chiede l'inquisitore. se la risposta è si la strega verrà arsa sul rogo perché rea di aver praticato la stregoneria, in caso di risposta negativa l'epilogo sarà lo stesso ma preceduto da un po' di tortura.
    "vuoi tu, suddito del Grande Impero firmare una delega in bianco agli emissari dell'Imperatore?"
    in caso di risposta negativa lo spread e qualche procedura di infrazione riporteranno i riottosi sulla retta via.

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  7. Voglio proporre una osservazione che probabilmente passerà in sordina ma pazienza. Si tratta di una constatazione di ordine generale, maturata nel tempo, a furia di leggere blog e siti cosiddetti controinformativi. Mi pare, e dico mi pare perché la possibilità di sbagliare è sempre dietro ogni angolo - almeno di questi tempi -, che tirate le somme l’informazione internettiana tenda a legittimare ancor più il potere di quella di regime. Sul web il potere viene presentato da più parti come un qualcosa di metafisicamente e immanentemente onnipotente, onnipresente e onnisciente. Probabilmente è proprio così ma la narrazione che se ne fa non lascia scampo, per cui uno dopo un po’ si chiede: “ ma questi ci sono o ci fanno?”. La denuncia, per così dire, appare come il mezzo per una rassegnata giustificazione. Per cui non v’è succo del discorso, o meglio il tutto si riduce a tautologia. Bada bene Alceste che se scrivo ciò sul tuo blog e non da altre parti e’ proprio perché lo apprezzo molto e lo seguo. È che romper le palle mi diletta! A parte gli scherzi, credo sarebbe ora fare una riflessione su certi temi un po’ sotteranei, che si percepiscono appena magari. Crumbo

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    1. Una giusta osservazione.
      Occorre considerare le cose nel proprio svolgimento storico.
      Trent'anni fa si era liberi o quasi; intendo: liberi di opporsi.
      Oggi un progresso tecnico inimmaginabile, vorticoso, ci ha tolto tutti (tutti) gli spazi di movimento. Di qui la rassegnazione.
      Per la prima volta in vita mia sono entrato al supermarket XYZ. Ho speso, in contanti, 15 euri. All'uscita mi è arrivato, sul cellulare privato, il ringraziamento dalla direzione. Non la direzione centrale italiana, né quella tedesca, multinazionale, ma proprio quella di quartiere, il maledetto XYZ di quartiere. Mi hanno beccato in tempo reale, come uno scemo qualsiasi. Si taccia del rilevamento satellitare. Si taccia dell'onnipotenza digitale che tronca alla fonte ogni tipo di resistenza se subodora il ribelle. Si è svolto tutto troppo in fretta. Ragioniamo come nell?Ottocento, come se potessimo andare alla macchia, con diecimila euri in contante, e resistere. Ma questo è impossibile. Anche perché, alla macchia, chi può resistere, oggi?
      Sì, con un pugno di poliziotti addestrati (non serve esercito) si possono controllare intere città. E tali gendarmi sono al servizio non dell'Italia, ma della Monarchia.
      Dimmi tu se questo non induce a considerarci vinti.
      L'unica scappatoia è il rifiuto totale della democrazia liberale, coltivare il passato e boicottare ogni forma di correttezza coatta. Di più non posso ardire di consigliare. Per ora.

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    2. Si potrebbe consigliare, solo per calciare ancora un po' il barattolo, di lasciare a casa l'ordigno oppure di usare esclusivamente gli ordigni di vecchia generazione, quelli offline... Perché di questo passo se ti azzardassi a pagare un caffè in contanti, potresti ricevere un bell'avviso di garanzia per autoriciclaggio; quando hanno istituito (le sinistre, ovvio) tale demenziale reato
      non si è sentito fiatare nessuno dei famosi controinformatori o complottisti vari.
      La rana bollita è ormai cotta a puntino. Rifugiandosi nel passato ci consolerà il ricordo di quando gracidava (a vuoto).
      Dimenticavo: nel mio Decalogo per la Libertà raccomandavo di scansare i Supermercati. Non lo ha mica letto nessuno!

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    3. Caro Crumbo,

      "tutto si riduce a tautologia": e' esattamente cosi'. Per quanto mi riguarda, la controinformazione e' mainstream tanto quanto il mainstream, non so se mi spiego.
      Personalmente, non mi faccio abbattere dalla rassegnazione digitale, semplicemente perche' non sento il tutto come una battaglia persa o un banale Vae Victis, ma come una nuova occasione per svelare uno dopo l'altro i veli accumulati nel tempo, non m'importa se non arrivo all'ultimo, m'importa che altri continuino l'opera che merita attenzione. La mia consolazione e' la natura, che trovo ancora saggia, con una conoscenza ancestrale in via d'estinzione che puo' aiutare molto.

      Leggevo oggi un articolo sul degrado sessuale della Repubblica di Weimar, Berlino capitale mondiale delle massime perversioni, e pensavo all'Italia di oggi. Allora alcun di "Loro" furono palesi protagonisti della propaganda pornografica e amorale. Oggi poco e' cambiato.

      Ad Alceste sulle prossime elezioni cinesi dico: non ci saranno mai. Sono gia' felici con quel che hanno, ed e' proprio quel che descrivi, le elezioni senza elettori. La Cina ha gia' un' Assemblea Nazionale del Popolo o Congresso nazionale dei rappresentanti del popolo, in cui sono rappresentati tutti: partito comunista, partiti minori e minoranze etiche. Tale assemblea e' eletta! Ed elegge il Presidente della RPC, supervisiona le leggi della Costituzione della RPC...insomma andate a vedere cosa fa e troverete che e' gia' il mondo felice delle elezioni senza elettori. Io non so come dirvelo, ma lo ripeto a pappagallo: la Cina e' gia' il futuro che ci aspetta, le elite apolidi hanno trasferito il loro sistema e la loro sopravvivenza li', poiche' dopo la pulizia maoista quella era la terra piu' fertile per tale innesto.

      Proprio ieri parlavo con un nepalese, ne incontro molti per lavoro. Tempo fa uno di loro mi invito' a visitare il Nepal, perche' ora e' uscito dallo stato retrogrado e sta avanzando...gli chiesi come mai, e mi disse che i maoisti avevano vinto la guerra civile, il sovrano era stato spodestato e finalmente avevano elezioni! Ora e' una terra liberata, aperta ai turisti! Kathmandu e' oggi la settima citta' piu' inquinata del mondo...
      Dunque ieri ho chiesto conferma all'altro nepalese che ho incontrato, uno un po' piu' anziano: "Si abbiamo le elezioni!" Esultava. "Pero' devo dire che questo governo e' gia' pieno di corruzione" Constatava..."Allora non era meglio il monarca di un tempo?" chiedo. "No, quello no, perche' con quello chi aveva talento e capacita' non poteva emergere capisci? Lui opprimeva tutti. Ora invece almeno chi ha talento puo' emergere e questo e' un bene, e' sempre meglio di prima."
      Ho pensato: ne riparliamo quando scoprirai che tale sistema ha la capacita' intrinseca di devastare ogni talento e di omologare tutti nella pozza protozoica (Alceste copy right).

      Cari saluti,
      Ise

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    4. Loris, puoi scansare i supermercati solo vivendo in provincia, qui a Roma è impossibile (a meno di non spingerti nella fascia oltreurbana).

      Cara Ise, sulla porcilaia di Weimar riportai le parole di Louise Brooks. In quale post non saprei ... la Cina è vicina? Non saprei, te lo dirò quando scopriranno le comodità e il vizio e i sindacati.

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    5. Lo so bene , Alceste, ho vissuto 7 anni in città, mica si nasce eremita, si diventa.
      Devo consentire ancora con Ise sulla Cina: quello che oggi viene chiamato capitalismo, turbocapitalismo, origine di tutti i mali, altro non è che socialismo (non più reale ma irreale) e meglio si addice a un paese comunista, per di più impermanente e disindividualizzato già dai mandarini.
      In tre anni tutti dal contante sono passati al cashless...felici e contenti, i debiti sono alle stelle, capitalisti senza capitale, socialisti perfetti.

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  8. "la Cina è vicina? Non saprei, te lo dirò quando scopriranno le comodità e il vizio e i sindacati."

    Aggiungo all'esaustivo sunto di Loris...
    In fatto di comodita' sono avanti, tanto che si lamentano alacremente quando escono dal loro soffice guscio digitale per sostare all'aria aperta semi-respirabile di altri paesi; i figlioletti unici sono sempre piu' obesi e sorridenti, volevo dire sofferenti. Il vizio poi, non bastando il tradizionale gambling con il cui denaro riciclato aprivano i ristoranti in Italia e nel mondo, mai immaginando che vi potessero giungere clienti che avrebbero persino apprezzato i due involtini improvvisati all'olio riciclato, ecco che ora hanno tutta la gamma dei vizi orientali e occidentali a disposizione. Non esiste miglior cittadino del mondo, ma ci arrivano poche notizie al riguardo.

    Quanto al sindacato, siamo in presenza di una diversa forma mentis: non gliene puo' importare molto in quanto usano aggressivamente e senza indugiare i tribunali. Le ditte hanno nell'ufficio legale il loro punto di forza, senza il quale non sopravviverebbero. Poi si proteggono le poltrone con reti mafiose, familiari, clientelari che nessun sindacato riuscirebbe a scalfire. Da anni le condizioni dei lavoratori un minimo qualificati (alfabetizzati) sono diventate cosi' costose che gli imprenditori sono stati costretti a delocalizzare in Vietnam, Tailandia ecc., prossima fermata: Italia. Certo hanno per poco ancora una riserva di persone dalle zone rurali, scarsamente globalizzate, che desiderano fare i lavori che i globalizzati non vogliono o non sanno piu' fare, per questo non hanno ancora bisogno di accogliere schiavi.
    Ultimamente noto che in Italia li si sta idelizzando, cosi' come sono ormai definitivamente demonizzati gli ultimi resistenti alla sinizzazione coatta, ora aggiornati a terroristi ingrati e brutali, dei selvaggi che dovrebbero inchinarsi di fronte alla generosita' e raffinata civilta' che viene loro offerta niente popo' di meno che...aggrrratisss!
    Cari saluti,
    Ise

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  9. https://www.ilfoglio.it/il-pensiero-dominante/2019/12/22/news/soros-e-koch-finanziano-il-disimpegno-americano-292885/

    Il controcazzari

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Siate gentili ...