martedì 15 gennaio 2019

Lagne


Roma, 15 gennaio 2019

"Dall’aria triste e meditabonda, Fabrizio De André ha svolto negli anni passati il ruolo di cantautore impegnato, ma non troppo … borghese di nascita … rifiutava d’esibirsi in pubblico fino a quando le vendite dei suoi dischi hanno subìto un tracollo. Allora s’è esibito alla Bussola prima di confrontarsi con tutti coloro che avevano sprecato tempo ad ascoltar le sue lagne. Le migliori esecuzioni dei suoi pezzi si ascoltano sulle spiagge e sui monti, quando un chitarrista che conosce due accordi vuol consolare l’amico di una sbronza finita male".

Da Il libro bianco del pop in Italia, 1976

Se l’umanità e l’Italia hanno deciso di suicidarsi a me va bene.
Non rimane che dedicarsi alle minuzie.
Oggi leggo, a proposito dell’arresto di Battisti, una fluviale sequenza di opinioni.
A volte non richieste, altre autoreferenziali (ricordi di gioventù), quasi mai perspicue, spesso stupide.
Stupide, ovvero inutili; e non perché siano unicamente dettate da uomini stupidi, ma perché mai si elevano al di sopra della baruffa. Che l’arengo politico italiano sia scaduto a lite perpetua da comari non è cosa di oggi. Va bene così. I cinesi mandano navicelle sulla luna? E noi discutiamo di Battisti. In Cina, infatti, Battisti sarebbe stato giustiziato negli anni Settanta. E, infatti (è la seconda volta che lo uso, lo si noti), i Cinesi spediscono navicelle piccine picciò sulla luna. E che relazione ci sarebbe, potrebbe obiettare un panzafustaro digitale? [il panzafustaro è una via di mezzo fra un trippone e un saputello: che fa il fusto, con fare arrogante, liquidando le obiezioni, di solito, con citazioni oscure: “Ah ah ah studi i trattati tedeschi dell’Hayez o del De Gomera e poi ne riparliamo!”; “Ma cosa dice? Non ha visto le statistiche edite dal Centro Studi Ausonia? Li legga, e li comprenda prima di pontificare! Se ne è capace!”; cose del genere]. Una relazione molto semplice, dico io.
Le nazioni in ascesa (in ascesa rispetto alla nostra inarrestabile decadenza) non si preoccupano delle minuzie; e nemmeno dei diritti civili. Potremmo sostenere, con ardita e inusitata distinzione, che i paesi in via di sviluppo son quelli che sprecano il breve e prezioso tempo della vita discettando di cose serie: istruzione, soprattutto, scuola e università, comunicazioni, armi, acciaio, laboratori di ricerca, chimica industriale, sanità; mentre quelli in disfacimento non fanno altro che masturbare le conquiste sessantottine. Basti vedere la Svezia a cosa è ridotta. In Cina (o in altro paese in forte sviluppo) Cesare Battisti sarebbe stato nobilitato a de cuius da quarant’anni, eliminando, in un colpo solo, otto lustri di chiacchiere, sprechi di inutili energie depistatorie e, non meno rilevante, la distruzione di centinaia di alberi, ridotti alla nullificazione cartacea onde permettere la pubblicazione di romanzucoli gialli. Da noi, invece, si spacca il pelo in un milione di parti. Qualche buontempone, a questo punto, rilancerebbe tra i piedi di tale fascistissime asserzioni la notazione principe: “La Cina non è una democrazia!”; tale novella obiezione confermerebbe lo status irredimibile di micco dell’Italiano medio, la cui capacità di analisi del reale, ormai, pare inferiore a quello del gonzo che assiste alle tre carte.

Miccus digitalis. A sinistra si noti la mano svelta dell'ideatore della SdI
La Cina non è una democrazia? Un paese di un miliardo e mezzo di anime che cresce a ritmi vertiginosi non può permettersi la finta democrazia del ventunesimo secolo. Lo si capisce? La democrazia moderna, una falange di matite copiative, abile solo a eleggere dei falliti o dei venduti o degli incapaci, non funziona. Eleggiamo i nostri rappresentanti! Certo, eleggiamo un geometra ignorante come una zucca quale sindaco di un territorio antico di tre millenni: vediamo tutti cosa succede; eleggiamo la profetessa del femminismo, il prenditore social, il tontolone ecologista: ecco lì le frittate. Girate le città e le province: siamo messi bene? La decentralizzazione ha fallito, vistosamente. Allargare la fake democracy (renderla partecipativa, periferica, sminuzzata, eccentrica) ha distrutto l’Italia, sfibrata da affaristi, cretini, maneggioni e praticoni, e da decine di migliaia di pagliacceschi centri d’amministrazione. Ma quale democrazia! Siamo liberi? E di far cosa? Di vedere esclusivamente carrozzoni pubblici costosissimi che non sono in grado di gestire manco un’aiuola comunale? Fate un bel sondaggio: volete voi, o Italiani, la libertà o l’efficienza di scuole, uffici pubblici, monnezzari? Sentite cosa vi risponderanno. Volete Cesare Battisti o la linea 88 che spacca il minuto ogni dieci minuti accogliendo cittadini che pagano il biglietto? Sono abbastanza qualunquista?

Giusva, attor giovane
Ma no, ci si deve occupare di un assassino, curarlo, vettovagliarlo, parlarne come se fosse un Silvio Pellico. E così ci si accapiglia ancora su Valerio Fioravanti e Achille Lollo: sono colpevoli, sono innocenti, sono fascisti, sono comunisti, fascisti che amano le BR, proletari con la voglia di rivendicare le gesta dei partigiani, teleguidati, sinceri, compagni che sbagliano, camerati duri e puri; la stazione di Bologna è saltata per una fuga di gas, sono stati i Libici, Unabomber, una pentola a pressione per il brasato; i fratelli Mattei sono stati bruciati vivi per colpa dei comunisti, no di Potere Operaio, no, sono stati gli stessi fascisti, macché i servizi segreti; quelli deviati? No, sono tutti deviati, deviati a prescindere, Gladio, Soccorso Rosso, Mitterand, Pisapia e l’anima dei mortacci di Enrico Berliguer e di suo cugino Francesco Cossiga, i Sardi che manipolarono l’epoca della tensione assieme al maestro Antonio Segni, il papà di Mariotto, anemico rivoluzionario della Prima Repubblica assieme al Mattarella Sergio (che era siculo, però).
Ma si può cianciare ancora di questa roba?

Non vorrei ingenerare nel lettore la sensazione che i gialli vinceranno la partita. Presto anche loro avranno i loro guai: la crescita economica recherà vizio e voglia di affrancazione: i diritti civili faranno ben presto capolino e una Angela Davis dagli occhi a mandorla è pronta a sfilare alla testa delle nuove suffraggette.

Noi ci siamo portati avanti. Ciance, Battisti, la libertà, fuori delle galere. Abolite il maledetto codice penale, dico io, e date una mano di bianco a Regina Coeli, dato che ci siete, che ne ha bisogno. Ma niente, si indulgerà nella ciarla inutile, in un vortice di insensatezza. Perché il dio che ci perde lo vuole. Gli Italiani sono piccoli, sempre più piccoli, microscopici. Certo, vien voglia di spararsi. L’assessore di un municipio romano bercia: “Per me l’ergastolo andrebbe abolito, per me andrebbero abolite le galere. Se non Angela Davis, basta leggere quello che scrivono da anni Luigi Manconi [il marito della Berlinguer Bianca] o Stefano Anastasia [associazione Antigone], o ascoltare anche mezzo minuto di una canzone quasi a caso di De André … [non si può trasformare] la storia di un paese in una faida di vendette incrociate”.

Sono parole importanti. Non perché le abbia dette un trascurabile sinistro in una insignificante regione del globo terracqueo. Sono importanti poiché vengono da un vincitore della storia occidentale. Sono paradigmatiche.

Notate quelle parole: “faida di vendette incrociate”: qui lo Stato è ridotto alla stregua di picciotto. Un tribunale che emette sentenze in nome del popolo italiano è solo un volgare sicario di parte. Questo vale anche se pensiamo che quel tribunale e quei giudici abbiano sbagliato o che le norme antiterrorismo a quel tempo fossero (e lo erano, per me) tritacarni di vite. Cerchiamo di cogliere l’essenza. E poi si rifletta su “l’ergastolo andrebbe abolito, per me andrebbero abolite le galere”. Qui si palpa con mano come l’anarchismo da quattro soldi del Sessantotto sia divenuta ideologia corrente nell’Occidente in putrefazione di mezzo secolo dopo. Non vi è colpa, così come non esiste la società; Margaret Thatcher e Rousseau si danno la mano: siamo individui, liberi, sotto un cielo stellato; liberi di fare tutto ciò che vogliamo, in letizia. Lennon ne sarebbe contento. Anche De Andrè, strimpellatore sempre per la maggiore fra i Sessantottardi.

Viviamo in una fiaba dove l’orco ride sempre, i porcellini prendono i pasticcini col lupo, il cacciatore è vegano e fatine dalle gambe pelose urlano nel bosco: ”Fasci appesi col reggiseno, non una, non una di meno!”.

Viviamo in una favola rosa, senza più prigioni e pareti; peccato che ogni tanto si senta schioccare una frusta invisibile. Oggi la staffilata incorporea l’ha sentita pure il mio negoziante di fiducia: “Senza SdI non posso venderti niente … e neanche comprare niente” mi ha detto, citando inconsapevolmente l’Apocalisse mentre mi ricordava, segretamente atterrito, la burocrazia del nulla. Ma la fiaba rosa va avanti, fra coniglietti e laghi delle meraviglie.

Una fiaba che il potere ha fatto sua per meglio dominare: la destituzione di qualsiasi istituzione. Ma le prefiche sinistrate ancora ci credono. E con loro anche tutti gli altri, centristi destri e populares, non facciamoci ingannare. Questi altri, allorché si tratta di vociferare a reti unificate, atteggiano le ghirbe a Mangiafuoco; quando, però, il vero potere dirama gli ordini essi divengono, per vie più o meno traverse, agnellini.
Certo, a sinistra è tutto più facile: si obbedisce senza fiatare; a destra c’è un maggior lavorìo per simulare gli addominali di legge e ordine, law and order: appena le telecamere si spengono, però, i destri espirano la bolla d’aria della malafede e i truci muscolacci derubricansi a ciò che sono: trippe flosce.

Uno dei corifei, inconsapevoli, di questo andazzo epocale, oltre all’Italia e all’Europa, ormai tappetini del Disordine Etico Mondiale, è Fabrizio De André.
Occupiamoci di questa minuzia.
De Andrè, al netto di una manciata di malinconiche canzoni declamate con uno stile da chansonnier dall’occhio umido, poco ha dato; il meglio di sé rifulge nelle esternazioni da trovatore, quando attinge a una materia universale e dolente (à la François Villon: La ballata degli impiccati); quando, invece, impenna la propria indignazione contro la detestata borghesia s’imprigiona in un fetente stambugio ideologico: il mondo della goffa contestazione sessantottina. Diviene tedioso, piagnucoloso, persino fatuo. Inessenziale, contingente. Quella borghesia retriva, cattolica, pievana, contro cui si scagliava, non esiste più, infatti: e da quel dì. Anzi, riesco persino a precisare quel dì: 9 maggio 1978. 
Si cita De André come maestro della contestazione e della libertà, ma la contestazione e la libertà hanno vinto e sono fra di noi, gentilmente elargite dal potere. L’universo di De Andrè, ormai un conformista di prim’ordine, popolato da mignotte, transessuali, invertiti, ubriaconi, zingari e carcerati ha vinto, tanto che le prime categorie spopolano su youporn.
Le rivendicazioni del Sessantotto trionfano; i vinti vincono; sarà un caso che il potere ribattezzi le sue creature Open Society, società aperta, invece di Blut und Boden? Le lagne del “Poeta” sfondano oggi una porta spalancata: in direzione ostinata e contraria residuano pochi individui e non se la passano granché bene.
La società aperta è fra noi e la falsa libertà che ci dona serve a un dominio assoluto e incontrovertibile.
E però si insiste con Un giudice, Attenti al gorilla e amenità consimili. Proprio in tale ispirazione, facilissima, si sdilinque la sinistra più sciocca, talmente piccola da averlo elevato a “Poeta” e araldo, suo malgrado, delle più trite rivendicazioni libertarie.
C’è da dire questo: De André, oltre a rimanere vittima degli eventi (il potere che si appropria del suo anticonformismo), lo è del proprio santino. Come Pasolini, ulteriore santinificato, di cui, con l’alterigia di chi non l’ha mai letto, si citano sempre quei due o tre luoghi, sempre gli stessi, sempre fuori contesto (“Io so i nomi, io so i nomi …”: e basta, dai).
Forse De Andrè cela una complessità personale e psicologica che le lavanderine del pensiero, sempre attente alla superficialità ecumenica, non gli riconoscono; e però quegli arpeggi e quei biascicamenti mi riescono insopportabili.

69 commenti :

  1. LO SAPEVO che avresti postato in merito :)

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  2. Non ho letto molto di Battisti, ma so che in Brasile non esiste l'ergastolo come pena, che mi pare sia uno dei motivi a cui si appellasse per evitare l'estradizione, in compenso se abiti nel posto sbagliato rischi la vita h24.

    Quando comunico a chi qui da noi mi commenta sdegnato l'avvento di Bolsonaro, che la comunità brasiliana in Portogallo l'ha votato praticamente all'unanimità vedo facce incredule... eppure è abbastanza semplice: quelli per la maggior parte stanno qui perchè lì venivano assaltati per strada o gli fischiavano le pallottole vicino...capisco che stona con le note della "Ballata per il compagno x"...ma se non hai alternative e arriva uno che ti dice che risolve il problema con le spicce, pensi metta le cose a posto e lo voti, è così che funziona.

    De Andrè...un santino appunto, sicuramente sopravvalutato...certo proprio insopportabile non mi rimane... le sue canzoni le ascoltavo da bambino, e devo confessarti mi piacciono alcune, soprattutto perchè semplici...una semplicità già non autentica forse, quello che dici è sacrosanto... tuttavia a livello artistico gli riconosco appunto una certa semplicità di linguaggio, forse poco onesta ma efficace...perlomeno con me...con Guccini invece, le poche volte che ho avuto la sfortuna di ascoltarlo, ho desiderato un Kalashnikov, carico.

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  3. Certo, questo pezzo di "capolavoro" trattasi. Ed è un meraviglioso esercizio Linguistico per una Ignorante come me, che si va a cercate su gooooooooogle il significato delle parole "un poco astruse e desuete". Mi è stato demolito fabrizio de andrè, di cui non ho mai scoperto se fosse Ateo o no, molto ambiguo sotto qesto aspetto...diciamo che col tempo sono andata oltre...tendo all'Evoluzione, anziché alla rivoluzione che come nel bussolotto del lotto porta in superficie ciò che sta sotto e viceversa...senza risoluzione. Evoluzione che per me significa Ateismo e smontiamo il concetto di guerra di religione, Veganesimo e diamo fiato alla Terra nel senso di Unica Dea Natura, Vera e non più tanto Vegeta, rifiuto della competizione e mettiamo un freno eterno alla stupida "tifosità" del bruto u-mano...Illusa? Forse...
    c'ero caduta anch'io nel falso giallo o forse blu?-verde. Moscini e Di Moscio. Che figiuraaaah ! Dalle stelle alle stalle e facite a' facCIA feroce, chiù feroce ancora, ferocissimaaa ! Pouf pouf il ballone s'è sgonfiato e mai più sarà "ripristinato"...

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  4. Un sincero applauso all'analisi di De André, piacevole ed evocativo cantore, nelle sue opere più distanti dal reale, sopravvalutato e santinizzato dai masturbatori del cuore. Soprattuto in zona ventennale della morte. Al 19 o 21 rimane una cartella nella sezione musica, com'è giusto che sia.
    Sulla Cina, avendoci soggiornato alcuni anni, non posso che essere d'accordo. La Cina agisce, nello stesso lasso di tempo in cui noi stiamo ancora decidendo se, tra chi decide chi decide, ci siano abbastanza donne, nani, sdentati, alcolisti, e la giusta scala Pantone dell'epidermide. Siamo perdenti senza dubbio.
    E' anche vero però che si vive incomparabilmente meglio qui. Il darwinismo sociale che da noi impera è nullo rispetto a quello implementato in Cina. Da panzafustaro consiglio la lettura delle storielle morali cinesi del diciottesimo secolo, tutte invariabilmente terminanti nella contabilità dei liang d'oro e d'argento della ricompensa.
    Il capitalismo di stampo occidentale, innestato sulla cultura cinese, a sua volta devastata da decenni di maoismo, ha generato uno Cthulu. Bisogna farne esperienza. Garantisco che si rimpangono le attese sfibranti dell'81 che non arriva mai in compagnia della vecchietta chiacchierona.
    Un ringraziamento sentito per l'ennesimo splendido scritto.

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    1. Caro Pino, si vive meglio perché la nostra cultura è stata centellinata dai migliori alambicchi del mondo.
      Un esperimento che propongo: immaginate una città (Roma?) a cui si tolgano, come in un photoshop urbanistico, ciò che fu edificato prima del '900. Cosa rimarrebbe? Per curiosità. Oppure si tolga alla Val d'Orcia il paesaggio amato, curato, puntellato da millenni? Fatevi due conti. Si vive meglio, e ti credo.

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    2. Proprio così. Immagino la nostra Roma come da te descritta, e mi appare una qualsiasi cittadina del Nuovo Mondo. Per fortuna da noi la comunità è definita dal campanile, e non dal benzinaio e il Walmart (ho i brividi).
      Un saluto

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    3. Roma? Facile un anello di palazzi con un buco al centro

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    4. Quel che immaginate per Roma e' gia' accaduto in tutta la Cina. Le metropoli cinesi, moderne ed efficienti, non sono piu' a dimensione uomo, piuttosto a dimensione automa. Questo perche' loro, in anticipo sui tempi (da quando sono stati scelti dai piani alti per reggere lo scettro del NWO di questo secolo), hanno eliminato il passato in un batter d'ali e di ruspe. All'inizio con la Rivoluzione Culturale in nome del comunismo, ora in nome del progresso. Non a caso dagli anni '80 (da quando Deng Xiaoping, promotore del 'socialismo con caratteristiche cinesi', disse 'Arricchitevi, e al resto ci pensiamo noi') i primi ad arricchirsi, e ancora oggi i maggiori milionari-miliardari del paese, furono quelli che operavano nel settore immobiliare. Pechino e' stata stuprata, tutta la citta' antica eliminata (i vecchi hutong) per far posto ai moderni palazzi e grattacieli, resta in piedi solo il Palazzo Imperiale. Piani urbanistici inesistenti, citta' vittime della corruzione e degli sciacalli dell'immobiliare. Ma non solo Pechino, tutta la Cina, e pian piano tutto cio' che sara' sotto la sua sfera d'influenza. Questo e' il progresso. Ricordo le proteste dei poveri abitanti degli hutong a cui venivano sequestrate le abitazioni e che erano costretti a trasferirsi nelle periferie perche' bisognava far spazio al progresso. La stessa cosa e' successa presso le minoranze etniche, in Tibet, Xinjiang, Mongolia Interna. Poi creano dei parchi a tema dove si possono vedere come vivevano tali minoranze prima del progresso, come erano le case tradizionali e i loro usi e costumi... E tutti vissero felici e contenti... E' la win to win strategy. Per questo dico: prego che le nostre vecchie pietre, per loro senza valore, riescano a resistere. Un assaggio di scempio recente? Cercate su google Kashgar distrutta, o Kashgar destruction, son sicura che qualcosa verra' fuori. Io non cerco perche' duole l'anima. La costruzione della Nuova Via della Seta sara' questo: distruzione del passato che vi era transitato lasciando tracce profonde e strati di civilta'.
      Saluti,
      Ise

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    5. "La costruzione della Nuova Via della Seta sara' questo: distruzione del passato che vi era transitato lasciando tracce profonde e strati di civilta'."

      "Perché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano"

      (Così Merlino in "Excalibur", di John Boorman)

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    6. Ottima questa citazione. Me la vado a vedere.

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  5. Caro Alceste,
    giuste e amare considerazioni.

    La Cina non e' piu' un paese in via di sviluppo ma la prima potenza mondiale del XXI secolo. All'Occidente riesce difficile ammetterlo. Le nostre ambasciate ancora ci mandano personale con gli stipendi aumentati come per il terzo mondo perche', considerato che e' in via di sviluppo, si crede che viverci arrechi disagio a chi e' abituato a una citta' avanzata, sicura ed efficiente come Roma. Poi certo bisogna portarsi l'ossigeno, ma ormai anche da noi...

    La finta democrazia in Cina non funziona perche' li' le promesse 'elettorali' vengono mantenute. Il governo dichiara il suo piano quinquennale di sviluppo e quello si fa nei successivi 5 anni, ivi incluse le grasse mazzette per oliare l'implementazione (e' una finta dittatura). L'investimento massiccio nella tecnica-tecnologia ne perpetuera' l'ascesa per i prossimi anni con tutte le ripercussioni dell' iperrealta' tecnologica in cui c'immergeranno. Questa e' l'inversione dei poli est-ovest. Dopo si, avranno i loro guai (non per l'uguaglianza donna-uomo pero', l'ondata comunista l'ha gia' realizzata nel secolo scorso, chiedere a qualsiasi por'omo cinese per conferma). Ora anche per loro "Ha da passa' 'a iurnata!"

    Tu dici: "Siamo liberi? E di far cosa? Di vendere..."
    Giusto! Abbiamo tutti una liberta' di vendere senza precedenti: le ricette di cucina su internet, le ricette new age per vivere meglio con libri e corsi, i propri video (porno e non), il proprio corpo, i propri pensieri (consulenti di tutto), i propri consigli (col diplomino di life coaching), il proprio paese e la propria anima dalla piu' tenera eta' e col consenso di tutti. Quando avremo finito di vendere tutto si tornera' ad essere umani.

    De Andre' e altri impegnati nei brani musicali non sono mai riuscita ad ascoltarli. Giusto quando c'e' quel poco di poesia esistenzialista, ma allora, ce ne sono di meglio...

    Bellissima la scena appena si spengono le telecamere di destra, ormai leggerti e' come assistere a uno spettacolo di teatro dell'assurdo...
    Un caro saluto,
    Ise

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  6. Caro Alceste,
    già mi era capitato di accennare in questo blog del mio amore per la musica (lirica e sinfonica), però mi succedeva spesso di ascoltare casualmente "canzonette" (bastava entrare in un bar qualunque a bersi una birretta, oppure accendere la radio durante qualche lungo viaggio in autostrada da Milano a Viterbo): ebbene, fra tanto "pattume", De Andrè mi appariva il più insopportabile per il suo "rivoluzionarismo d'accatto" e la sottintesa prosopopea di "colui che ha capito tutto" del mondo e degli uomini!
    Qualcuno si ricorda ancora di Gaber, di cui ho visto quasi tutti gli spettacoli del Teatro Canzone, scritti insieme a Luporini, che per me non è stato un semplice chansonnier ma un "Veggente"?
    Un saluto da Hermannus Contractus

    PS: tempo addietro mi chiedesti quando sarei andato "in pensione". Ebbene, ti comunico che con quest'anno cesserò ufficialmente la mia libera professione di cardiologo, grazie all'avvento della SdI: non ho voglia di complicarmi ulteriormente, e tecnologicamente, il tempo che mi resta prima che squilli il "Tuba mirum" (o emerga Godzilla, se preferisci!). Ne approfitterò per ascoltare, se faccio in tempo, una volta per tutte l'integrale del "Ring" di Wagner (tanti anni fa un paziente mi fece dono del cofanetto in vinile dell'edizione di Bayreuth diretta da Boulez), e di rileggere "L'Idiota".

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    1. Sei in ottima compagnia. Molti "vecchi" che ho sentito (gente che lotta quotidianamente con la burocrazia) decide, con un sospiro di solievo, di chiudere: una liberazione.
      Gaber non mi piaceva trent'anni fa, ora lo ascolto molto volentieri.

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    2. Gaber è stato un veggente per davvero

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    3. Hermannus il tuo PS farebbe la gioia di Bourdieu, in esso rivendichi ("con ferocia" aggiungerebbe Alceste se tu abitassi a monteverde vecchio) la tua appartenenza al ceto borghese a partire dal riferimento alla professione, per continuare nelle distinzioni di gusto (musica classica, letteratura).
      Il fatto che tu andando in pensione aneli a consumare musica classica invece che andare a funghi o dar da mangiare ai gatti, e che inoltre non ti piaccia lo stile di ettore sva dei manganelli nello scrivere non mi sembrano buoni viatici.
      Io disprezzo il politicamente corretto ma quando sento qualcuno che fa riferimenti alla musica classica mi viene da metter mano alla fondina. Dostoevski va bene, werner herzog pure, ma la musica classica no.

      Ammetto qui il mio nichilismo, se si fossero organizzate purghe staliniane contro chi proclama ai quattro venti di ascoltare musica classica, avrei fatto finta di niente ma riso sotto i baffi. La verità è che sarebbe bello se chi ascoltasse musica classica lo facesse in silenzio pena il pubblico ludibrio, che divenisse un'attività catacombale, come è per chi va a messa oggi.
      Perdio avessi detto io che quanto più anelassi fossi privo d'impegno, fosse ascoltare l'opera di wagner, sarei stato crocifisso in qualunque ambiente mi sono trovato a frequentare da quando sono nato compresa l'università.
      Io non vi capisco, per me ammettere una cosa del genere vorrebbe dire marchio di dileggio, vita natural durante. Altri invece ci vanno in parlamento.

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    4. Ho cercato sdl ma non ho trovato informazioni aderenti a quanto da voi menzionato. Vorrei chiedervi molto ignorantemente di cosa si tratta? Cosa e' questa Sdl?
      Saluti,
      Ise

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    5. Mi riferivo, genericamente, alla novità della fatturazione elettronica e sistema di interscambio e altre consimili amenità.

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    6. Caro Barabba, curioso il tuo commento...in realtà le cose stanno così: prima del 900 esisteva la musica colta

      e la musica popolare, entrambe per sentirle dovevi chiamare qualcuno che le suonasse, o suonartele tu, o cantarla. Poi è arrivato il mercato discografico: tutta la musica da questo momento in poi è un prodotto...quindi bullizzare chi suona o ascolta classica non dico sia sbagliato a priori ma è alquanto schiocchino visto che a grandi linee tutta la musica che è venuta dopo è stata tutta
      creata a tavolino per essere venduta e consumata,soprattutto quella "ribelle".

      Ps sva manganelli no te prego...

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    7. Il fatto che la musica classica sia marchio di dileggio la dice pure lunga sulla decadenza, e mi viene da dire con Zalone la scemità culturale oramai dilagante, prova a dirlo a un russo...che la musica classica non ha valore...
      O a un cinese, che infatti i talenti che vincono i concorsi oggi hanno tutti gli occhi a mandorla...sempre per restare in tema...

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    8. Ora ho capito, grazie.

      Auguro ad Hermannus un buon meritato riposo per godersi la sua musica, senza trombe pero'!
      Un caro saluto,
      Ise

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    9. Un ultima cosa per l'amico Barabba: disprezzare in toto la musica classica è quanto di piu comodo e funzionale al potere perché equivale a disprezzare la tua storia. Che sei in buona compagnia non mi stupisce. Per farci odiare la nostra storia hanno fatto di tutto. Ti dico solo che noi italiani abbiamo inventato tutto in musica. Le indicazioni di tempo o andamenti hanno solo nomi italiani, in tutto il mondo detti in italiano (alegretto, andante etc.). Pensa se l'avessero fatto i francesi quanto ci avrebbero spaccato il cazzo (mi scusino il francese). Invece noi abbiamo, per dirla coon Alceste i "belinoni" che prendono in giro chi se la sente, con dei luoghi comuni che non si possono neanche sentire...e che esistono solo nella testa di chi ignora quello che va oltre la tv, spiace dirlo ma se ragioni cosi fai il gioco del nuovo potere che vuole una massa di scemi con musica da scemi, appunto. I gusti non li discuto ma la musica classica come dice il nome è storia. La nostra vituperata storia.

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    10. Bboni ... state bboni ...
      E poi musica classica ... che si intende? Pierluigi da Palestrina, Corelli, Liszt, Beethoven, il canto gregoriano, la spinetta ben temperata, Schonberg, Paganini?

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    11. Ma figurati, io dico la mia...zero polemica...voglio solo sfatare un cliché...da noi ormai capisce più l'operaio polacco di musica di uno che va all'opera coi biglietti gratis per mostrare la sciura agghindata... non conta la classe sociale...è una triste realtà. Ci hanno cresciuto con la testa girata a ovest...e le orecchie piene di imitazioni dell ovest. Un Claudio Villa è stato sotterrato dal mercato americano...ma era assolutamente amato prima di quella roba...
      Tutti quelli che hai citato a prescindere dai gusti hanno un valore immenso, anche se Schoenberg lo soffro poco personalmente (e anche Wagner). La crisi c'è stata nel 900 infatti, quelli prima... ai tempi loro suonavano musica contemporanea...il mio era solo un invito ad amare anche quel passato e la vera musica, che è molto importante nella vita.

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    12. Beh sin da quando è stata concepita, il dichiararsi ascoltatori di musica classica è sempre una richiesta di considerazione elitaria.
      Io l'ho scoperto recentemente, ma i membri di circoli di musicisti amatoriali sono tutti formati da professionisti, avvocati, professori, medici. Perché? Perché erano quelli a cui viene fatta praticare musica classica da piccoli.
      Quindi non avvocato quindi colto e allora profondo conoscitore della musica classica, ma all'inverso praticante fin dalla tenera età, che condivide l'hobby con altri pari suoi, che si ritrovano a svolgere professioni importanti, ed è quindi facilitato all'avviamento alla professione da un ambiente amico.
      Identificato nella pratica amatoriale di musica classica tale parametro di distinzione, chi non sa suonare, ma comunque vuole rivendicare la propria importanza, vuole godere del cono d'ombra della congrega di monteverde vecchio, si dichiarerà appassionato ascoltatore.
      Dire che la musica classica è noiosa è una banalità (a parte le marce, non ha ritmo, le percussioni sono minime o non ci sono), ma è un tabù perché è un tratto distintivo di classe. Oggigiorno l'equitazione, in tal senso, è diventata ridicola, ma la musica classica resiste ancora.
      In effetti si decidessero finalmente a fare una bella epurazione del patriziato, un buon discriminante sarebbe l'attività di musicista classico dilettante. Non professionista, le orchestre sono legittime e trasmetteranno al domani il patrimonio di ieri tanto caro, ma i dilettanti.
      Senz'altro non mi stupirebbe se Hermannus si rivelasse solo blandamente contro l'immigrazione, o addirittura a favore, altro discriminante piddino, è tutto connesso.

      In sostanza:
      Guardami Alceste, sono cardiologo e in più sono anche raffinato e colto perché, tra le mille cose alternative che potrei fare, io il mio ozio lo risolvo sparandomi wagner col grammofono in faccia. Sono uno insomma degno di considerazione, quindi in pieno diritto ti interpello con tono di familiarità, come se fossimo vecchi amici.

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    13. Eh ne hai sparate ne hai sparate.

      Siamo messi male ragazzi.

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  7. Cosa dire impeccabile
    Vi posto questo video....

    https://youtu.be/KLNoFFquRkA

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  8. Il lato positivo di tutto questo can can è che: è timidamente emersa qua e la, una riflessione sul fatto che la Francia, da sempre, ha ospitato, coccolato, retribuito, protetto, un'infinità di delinquenti italiani, anche quando non stavano fisicamente in Francia. Battisti è uno di questi (un caffè amaro lo attende). Quindi, passi (sic) che i servizi britannici, da sempre, giochicchino con l'Italia in chiave antifrancese, antitedesca, antirussa ed antitaliana stessa. Passi (sic) che l'Impero dal '43 giochicchi con l'Italia in chiave ... Passi (sic) che la Germania dal 476 giochicchi ... Ma che la Gallia, oltre che i trucchetti politici ed economici, usi anche i serviziacci cattivi ... beh! ... questo paese ha davvero necessità di una profonda ripulita.

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    1. Secondo te cosa avrebbe da dire di così pericoloso? A distanza di anni anche se un tizio si alzasse a dire: "Ho ucciso io Kennedy, e non quel belinone!" provocherebbe un moto di indignazione minore di quanto si possa credere. La giustizia va fatta subito, dopo mezzo secolo è puntiglio storiografico.

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  9. Cercando di copiare brassens ha scoperto la magia della lingua italiana..poi erano anni nei quali o contestavi o non esistevi, sbaglio alceste?

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    1. Per uno che contestava ce n'erano due che stavano a casa. Vedi la mia famiglia ... da qui il motto imperituro: piazze piene urne vuote. Come accadde al popolo di Genova 2001: scomparso elettoralmente in una notte.

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  10. E comunque il titolo è artistico: infatti cosa sono i titoli della musica "popolara" della sinistra (da cui de Andrè per me si salva, anche se in corner, perche riesce, suo malgrado e a suo modo, pur appartenendo al filone, a essere "popolare" davvero, senza scimmiottare pateticamente) se non delle autentiche e noiosissime lagne?

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  11. Cerco di precisare: situo De André dove è giusto che sia, nel solco del cantautorato più impegnato tipico di quegli anni. Fine. Certo, lo preferisco a Mengoni o Ermal Mehta o Tiziano Ferro, ma non a Battisti, a esempio, o Battiato e almeno a una dozzina di gruppi progressive o a tutta la musica sperimentale italiana che ha avuto diversi geni, fra cui il primo Morricone.
    Questo in Italia.
    In America di De André te ne tirano fuori a centinaia ... infatti non lo conosce nessuno. I suoi meriti sono sproporzionati e dovuti alla sinistra santinificazione che gli hanno cucito addosso e che rifiuterebbe per primo.
    L'Italiano si abbevera a questi rivoli d'acqua scambiandoli per fiumi ... la tradizione cantautorale e blues americana è sterminata e fitta di canzoni leggendarie, non c'è bisogno di scomodare i maggiori come Guthrie Dylan Cohen o Drake.
    De André va bene per il centro sociale, il borghesotto di sinistra e la RAI. Ricollocarlo nel suo giusto ambito, privandolo della sciocca aura di maledettismo, inevitabilmente lo sfuma nell'ordinario.
    Ecco come si esprime il buon Giaime Pintor su di lui: "Dall’aria triste e meditabonda, FDA ha svolto negli anni passati il ruolo di cantautore impegnato, ma non troppo … borghese di nascita … rifiutava d’esibirsi in pubblico fino a quando le vendite dei suoi dischi hanno subìto un tracollo. Allora s’è esibito alla Bussola prima di confrontarsi con tutti coloro che avevano sprecato tempo ad ascoltar le sue lagne. Le migliori esecuzioni dei suoi pezzi si ascoltano sulle spiagge e sui monti, quando un chitarrista che conosce due accordi vuol consolare l’amico di una sbronza finita male".

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  12. Ma scherzi? Intendiamoci io lo situo anche molto al di sotto anche di un Nicola di Bari, un Modugno, una Loredana Bertè...per non parlare di Battisti o Dalla...

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  13. Più che gli americani copiava Brassens, ma non sono un fautore degli originali. Qalsiasi pezzo napoletano popolare e vale piu di De Andrè, però non mi dispiace ecco.

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    1. Certo, io volevo solo significare che alcune fortune postume sono dovute al clima politico e alle glorificazioni politiche, fenomeni tutti italiani e di nicchia. Appena si esce da tali sgabuzzini e ci si inoltra nel mare aperto della cultura internazionele, ci si rende conto che il fenomeno non se lo struscia praticamente nessuno, a parte qualche intellettuale sparso.

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    2. Esatto, con le glorificazioni politiche ha fatto successo tanta gente anche allora di infimo livello, perchè poi la roba alla De Andrè musicalmente e anche culturalmente è un fenomeno assai banale, ricopiato con lo stampino in vari paesi europei, persino in Ungheria hanno un loro "De Andrè" (o Brassens)... tale Cseh Tamas.

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  14. Alceste condivido tutto,io nella musica italiana da preferire a De Andre metterei anche il peculiare hardcore sviluppatosi in Italia negli anni '80, certo con input esterni visto che le venature grind erano già presenti in alcuni gruppi esteri, ma abbiamo sfornato gruppi in sequenza di quel genere negli anni '80 veramente di grandissimo livello,c'erano anni che anche il gruppo più scafulato produceva qualcosa di ispirato.

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    1. Personalmente sono dalla parte dei CCCP.
      Sull'hardcore nostrano e internazionale potrei tenere conferenze ...
      Di solito ascolto tutto (da Bach ai Black Flag ai Soft Machine) anche se, col tempo, son diventato di gusti difficilissimi.

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  15. per dire....

    Blue Vomit

    Non riesco più a stare fermo
    Le vostre barbe e i vostri discorsi
    Non riesco più a sopportare
    I vostri fiori, la vostra apatia

    Io non sono come voi
    Io non sono come voi

    Odio per le vostre barbe
    Odio per le vostre canne
    Il mio regno è sulla strada
    Contro la vostra filosofia

    Io non sono come voi
    Io non sono come voi

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  16. La Cina va sulla luna, ma i cinesi stanno ben chiusi nei loro cubicoli a produrre microchip per l'impero... Dal punto di vista della gente comune non credo che il prestigio di una navicella sul lato nascosto della luna compensi il loro status di servi della gleba della piu' potente tecnocrazia del pianeta. Certo noi siamo decaduti, infiacchiti, rimbecilliti, inebetiti, lamentosi, incoerenti, ma non credo che loro se la passino meglio. La loro decadenza e' gia' avvenuta, il loro impero e' gia' morto, la loro anima e' gia' stata annientata (dalle guerre commerciali Inglesi prima e dal comunismo poi), sono lo specchio del nostro futuro. Il potere cinese non e' un potere nazionale, e' ecumenico, un ingranaggio della tecnocrazia universale. Il loro sistema un esperimento estremo, la realizzazione dei sogni umidi dei sacerdoti dell'algoritmo... La loro efficenza la misura dell'efficacia di ogni futura repressione. E' stato gia' celebrato un rituale di sangue a celebrare il nuovo corso, a piazza Tiananmen.
    Un sito che consiglio a tutti: https://www.technocracy.news/

    un caro saluto
    il fu rabal

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    1. In questo momento la storia universale è un imbuto verso la Monarchia ed è vero ciò che affermi. Ciò non toglie che loro sono in ascesa e noi a capofitto ... d'altra parte il comunismo hard condivide gli stessi sogni scientisti del capitalismo tecnico.

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    2. Dal nostro punto di vista (di chi assapora il retrogusto amaro lasciatoci dal falso progresso) loro sono messi peggio di noi, un paese cementificato e senza storia, un popolo svuotato e senz'anima (ma era necessaria la tabula rasa per farli divenire portatori del nuovo che avanza).
      Tuttavia, secondo i parametri con cui si misura la potenza di una nazione (non certo il benessere psicofisico del suo popolo), loro sono sul tetto del mondo. Gli standard di vita della sempre piu' folta classe media sono equiparabili ai nostri (superiori in aspetti come la sicurezza o i servizi), stessa cosa per gli stipendi (anche loro da anni delocalizzano). Hanno ancora una minima massa di analfabeti dalle campagne da sfruttare.
      La loro rapida ascesa e' eteroguidata, come la nostra decadenza.
      Dal loro punto di vista, con tutti i decenni in cui sono stati dettagliatamente istruiti sui soprusi che nei secoli hanno subito ad opera degli occidentali o dei giappo, questa e' la rivalsa che tanto attendevano. Mantengono un basso profilo per terminare il lavorio dietro le quinte. Nei loro cubicoli producono soprattutto esperimenti di ingegneria genetica e di AI applicata, quel che si preparano a regalare al mondo. IMHO naturalmente!
      Hai detto bene: ora sono lo specchio del nostro futuro.
      Bello il sito che hai postato.
      Un caro saluto,
      Ise

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  17. Battisti l'ho conosciuto, non di persona, via telefono, per quel che puo' valere; conosco anche i suoi familiari, sono delle mie parti. Un delinquente comune di basso cabotaggio, finito presto in prigione e "convertito" alla lotta armata. L'ultima ruota del carro insomma. Non penso abbia niente da rivelare.
    Trovo pero' la sua storia dalla fuga del carcere di Frosinone, insieme a un camorrista in elicottero, affascinante. Vivere 37 anni in fuga, seppur con qualche protezione, e' stata una bella impresa. Dalla Francia a Puerto Escondido (non so se si puo' dire qui, ma il romanzo omonimo, da cui e' stato fatto anche un film, era stato scritto dallo stesso Battisti, a quanto mi ha raccontato la sorella, e narra la sua storia), di nuovo in Francia, Brasile e infine in Bolivia, uno degli ultimi bastioni del comunismo. Il clamore che lo circonda credo sia direttamente proporzionale alla sua resilienza di fuggiasco, che, da gran testardo, si e' sempre rifiutato di "pentirsi" pubblicamente e ha osato farsi notare scrivendo libri, che almeno in Francia, hanno avuto un certo successo. Una sorta di vendetta Democratico-Mafiosa.

    il fu rabal

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    1. La fuga solletica l'istinto escapista anarchico di tanta sinistra anni Settanta. La maglietta di Guevara assolve la stessa funzione. A destra il calendario di Benito. Nel mainstream la maglietta di Carlito Brigante. L'impotenza si sfoga con tali simboli.

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    2. Hai ragione, "l'impotenza si sfoga con tali simboli", ma ancha la "potenza" usa simboli: la spettacolarizzazione della cattura del "simbolico fuggitivo" e' a sua volta il sombolo del potere dello "stato" e "dell'inflessibilita" della sua azione punitiva. Uno dei cosiddetti "messaggi forti". Sarebbe interessante ingare le implicazioni di questa disfida simbbolica, alcune sono ovvie altre credo meno. E' tutto un teatrino, certo, niente di serio, noi siamo gli spettatori, loro i commedianti, ma e' un teatrino necessario al potere, meno a noi, che tuttavia adoriamo questi spettacoli e non siamo ancora sazi di tali simboliche stro..ate.
      Certo un autorita' forte di suo non avrebbe bisogno di questi teatrini, e se li mettesse in scena, non sarebbero cosi' ridicoli (mi viene in mente la punizione della rivolta di Spartaco o la stessa strage della piazza Tienanmen), e cio' non fa altro che sottolieare l'irrilevanza del nostro governo, del nostro parlamento e del nostro sistema di potere.
      Anche in Francia la roivolta dei gilet gialli e' un simbolo (d'impotenza), cosi' come la loro repressione e' un sibolo di potenza dello stato, anche li sembra ancora un teatrino, da una parte non si osa troppo, solo alcuni scalmanati "provocatori" passano alla violenza, dall'altro la polizia risponde in modo ambiguo, subdolo (lancia granate fumoge o d'altro tipo ad altezza d'uomo, pesta inermi), e si erge a simbolo di uno stato viscido, che colpisce a tradimento mentre stende la mano. Non ne esce bene per niente neache lo stao Francese. Purtroppo le questioni mazionali contano sempre meno, il potere e' ad un altro livello, e da dove si trova ride bellamente alle scaramucce di noi polli d'allevamento.

      il fu rabal

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    3. Bravo, sono d'accordo. La pagliacciata di Salvini & Co. dimostra che uno Stato non conta più nulla e sfoga la propria impotenza giocando con un tizio che prima hanno reso uccel di bosco e poi hanno "ritirato" per motivi di propaganda. Addirittura mi spingo a dire che la Perfida Albione, l'Inghilterra, patria di ogni Massoneria, dominatrice degli ultimi tre secoli, è, come Stato, oggi irrilevante.

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  18. Beh! certo, tanto più è esplosiva la rivelazione tanto più son sorde le orecchie. Cose agghiaccianti sono state dette più volte ad alto livello ma ovviamente non hanno partorito neanche un topolino deforme.
    Il nostro potrebbe parlarci degli intrecci multiformi dei vari "servizi". Francesi che fanno dei favori agli italiani, italiani che fanno favori ai francesi, parlarci di come, da sempre, i "servizi" usino delinquenti comuni, mafiosi, delinquenti politici per alcuni lavori sporchi, io chiudo un occhio su questo tu mi fai fuori questo, mi minacci questo, mi sbagli questo attentato, mi rapini qui ... etc. Ovviamente, tutto ciò, resterebbe pudicamente inascoltato.

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    1. Tu mi intesti quell'appartamento lì, fai sparire dieci milioni di banconote destinate al macero, una partita di droga. Queste cose qui. Fra le altre.

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  19. ciao! il fenomeno De André è dovuto ad una gestione molto attenta della sua eredità culturale da parte di Dori Ghezzi. il problema è che musicalmente nonostante l'attenta scelta dei collaboratori, è veramente frustrante: perciò lo si ascolta e non si capisce perché si sta peggio. molto meglio suo figlio Cristiano, anche se devastato, in misura esponenziale rispetto a quanto lo siamo stati tutti noi...Serena

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    1. Dori Ghezzi fa bene a fare quel che fa.
      In un paese sano dovrebbe, però, esistere una critica indipendente abile a ricondurre l'oggetto artistico alla sua giusta dimensione, al di là delle ideologie, preferenze, istinti.

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  20. Eh si, a vendere croste e tappetini per la ricca borghesia
    si diventa spocchiosi (e noiosi).

    Laura

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  21. Caro Alceste abbiamo pensato la stessa cosa. Giuro. Se stava in Cina l'avrebbero ammazzato subito senza tanti discorsi quaranta e passa anni fa. Problema risolto e avanti. Noi invece stiamo a farci un mucchio di seghe mentali su di un delinquente (di questo si tratta indipendentemente se abbia poi commesso o meno tutti i reati che gli sono imputati) che in un paese minimamente serio (Iran o Cina ad esempio) sarebbe da un pezzo passato verso le verdi praterie di Manitù.
    Cordialmente

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    1. Anche qui, come per De André: Bisogna ricondurre tutto al suo giusto alveo. Ormai, a distanza di quasi mezzo secolo, che senso ha accapigliarsi per queste cose? La giustizia storica, e va bene, sono d'accordo. Ma qui incombono altre urgenze. La scuola è prioritaria. L'Italia si sta trasformando in un paese di terza categoria, popolato di armenti e si parla di un passato ormai remotissimo.

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  22. Sempre bello leggere articoli e commenti, si impara tanto. (Sto ascoltando Der Ring di Wagner) grazie

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  23. Grande pezzo ancora Alceste! gli “stati mentali” dilagano, sottilmente...
    A tal proposito mi avevi segnalato il libro di Blondet “Adelphi della dissoluzione”. L'ho letto e devo dire che è stato davvero utile. Tutto molto inquietante, purtroppo...Pare proprio che ormai il Katechon sia davvero “lucignolo che fumiga”. Io come balsamo ogni tanto ricorro a questo spezzone di film. Un mondo perso, ripudiato, un mondo fatto di sacrifici, di dignità...un mondo pericoloso, da abbattere.

    https://www.youtube.com/watch?v=AWH3v6b5LQI

    Grazie ancora del consiglio e degli scritti.
    Un caro saluto.
    Paolo

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    1. E pensare che, quando scrivevo le prime volte su Pauperclass, avevo la speranza di risvegliare l'Italia di Peppone e Don Camillo ...

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  24. Come liberticida nemmeno mi interessavo ad arrestarlo, è una operazione per distrarre gli italiani da altre faccende. Oggi semmai mi ha colpito di nuovo la Cina (su OZ e su Lib mi occupo spesso di Cina) e ho trovato un link molto educativo. Ecco a te il link: https://nypost.com/video/employees-forced-to-crawl-as-punishment-for-not-reaching-targets/
    Ciao da liberticida.altervista.org+orazero.org, buon lavoro e alla prossima.

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    1. Ciao Alessia, se non sbaglio scrivevi anche su Rischio Calcolato?
      L'operazione Battisti è forse solo un piccolo diversivo. Gli Italiani, però, hanno tanti divertimenti: oggi riattacca il Campionato ... è che il sistema è ormai marcio ... troppi inetti e parassiti a posti di responsabilità.

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    2. Hai un'ottima memoria, sì scrivevo su RC. Ora - con un gruppo di persone - abbiamo fatto partire un nuovo sito (OZ) e siamo soddisfatti del risultato (siamo solo all'inizio eh). Tante tematiche, argomenti diversi, nessun legame a nessun partito e al momento zero pubblicità (teniamo duro!). Mi piacerebbe tanto sapere se desideri pubblicare qualche tuo articolo su OZ, ma ovviamente immagino che devi prenderti tempo e rifletterci. Magari senti di aver scritto un articolo "che desideri maggiormente diffondere" e mi farebbe piacere averti come autore. Pensaci con calma e poi mi farai sapere.
      Ora parliamo di cose molto più serie: il campionato! Ho fatto una scoperta allucinante e l'ho pubblicata il 6/1 http://www.orazero.org/lobby-in-ue/ , una immagine ti colpirà quando leggerai FIGC... Eh, pure io mi sono fatta tante domande. Ironicamente possiamo solo dire poco Panem et tantissimo circenses. Infatti l'operazione Battista è un diversivo.
      Mi sto concentrando sulle elezioni europee e su altre "cose" geopolitiche. Io in Italia ci vivo e tira una brutta aria. Il 22 gennaio verrà firmato il Trattato Franco-Tedesco di Aix-La–Chapelle, ovvero ad Aquisgrana e mi puzza tanto di vecchio. Ti ricordi per caso del Sacro Romano Impero? Riesci a ricollegare i sogni di Macron legati ad un esercito europeo? Ok mi fermo, altrimenti scrivo l'articolo "Merkel e Macron: novelli Merovingi". Come sempre Buona Vita e alla prossima! Alessia C.F. (ALKA)

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    3. Se volete copiare e incollare qualcosa che ho già scritto, va bene.
      Questa cosa della FIGC mi suona strana: non capisco quale attività di lobby promuovano, insulsi come sono; a meno che non abbiano sparato tali cartucce per l'approvazione di qualche evento: i Mondiali di calcio o le (sfumate) Olimpiadi a Roma, a esempio. In tal caso si capisce l'esborso necessario a ungere diverse ruote.
      Per quanto riguarda Macron e sua zia: questo è solo il primo passo per un esercito paneuropeo che includerà (anche) i nostri Carabinieri. Sembra già deciso. PS a uso interno, Carabinieri disciolti nella polizia europea. Chi vivrà, vedrà.

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    4. Questa chicca mi era sfuggita (mi riferisco all'arma dei Carabinieri). Grazie

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  25. Per Sitka

    Sono rimasto un pò indietro nella lettura del blog. Ci torno ora e scopro i posts del Sig. Barabba ed i tuoi.
    Desidero ringraziarti per la solidarietà indiretta espressami: certo che il Suddetto mi ha cucito addosso un bell'abitino, scomodando persino Bourdieu! Dolce e Gabbana "vengono dopo amen", come direbbero al mio paese.
    Ci sarebbe anche da sentirsi "velatamente" (?) insultati, ma per fortuna 52 anni di mestiere (si, ahimé, sono medico, grazie soprattutto ai miei genitori che hanno fatto qualche sacrificio per aiutarmi a realizzare la mia aspirazione), mi hanno allenato su come esercitare la massima empatia nei confronti del prossimo, specialmente se "ossessionato" da qualche suo fantasma!
    Sono "in quiescenza" e dunque ho molto più tempo libero, ma purtroppo non saprei riconoscere i funghi, anche se mi piacciono molto, specialmente i ferlenghi tarquiniesi al forno, e i gatti li ho sempre odiati al di sopra di ogni altro animale (anzi, ad essere sincero, odio altrettanto gli attualmente polcorretti (o Picoretti di Lameduck) animalisti, vegani, LGBT, negri, radical-chic e Piddioti).
    Anch'io non amo particolarmente Wagner rispetto ad altri illustri compositori (per non parlare di Schoemberg...meglio Louis Prima, o Morricone o Trovajoli!), ma avendo ricevuto in dono tanti anni fa, da un paziente riconoscente, l'edizione integrale della Tetralogia nella famosa interpretazione di Boulez (Bayreuth '78-'79) mi son detto che era il momento di ascoltarla per intero, prima dell'appello finale: vedremo se farò in tempo (78 anni non sono pochi e per Attali addirittura troppi: mi rimpiazzerà certamente qualche "risorsa boldriniana" brava a far funghi).
    Grazie di nuovo e complimenti per come scrivi.
    Vale!
    Hermannus Contractus

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    1. Caro Hermannus,
      Figurati io amo la musica...per il resto non so le motivazioni precise...che dire...
      Posso solo dire dal mio canto che un medico (specie se "vecchia scuola") è giustissimo che guadagni bene (fosse per me, fossi governatore del regno, vi porterei la sinfonica in casa per il vostro diletto, e toglierei i soldi a chi li merita meno, chi se li merita i soldi? Briatore? andiamo...). Non so dove caspita troviate il tempo e soprattutto la forza voi medici per dedicarvi a tutte le passioni che avete ma ne conosco di pazzi che fanno il mestiere tuo e riescono a vivere tre vite più intense di una mia. E comunque è buono che uno che mi deve curare è una persona con delle passioni, lo reputo un dato da non sottostimare...soprattutto perchè mi preoccupano quelli che non ne hanno... Il mestiere che hai fatto è difficile, e importante per tutti... quindi buon cofanetto di Wagner e tanta salute!
      Viva! (saluto alla portoghese)
      Sitka

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  26. W Wagner! Che in orrizzontale fa 33, ma non c'entra! Riguardo ad Attali, tieni duro Hermannus, e procurati un buon calibro, 308 Winchester va benissimo per cominciare, canna pesante e una buona ottica, cosi' invece di andare a funghi magari vai al poligono, poi ci prendi gusto e finisce che vai a cinghiali: "impara l'arte e metti da parte" dice il proverbio! Attali e sodali ci penseranno due volte a pretendere la tua pellaccia anzitempo, cosi' da fregarti anche la tua sudatissima pensione!
    Se poi la tetralogia ti venisse a noia, mi propongo come Sacro Custode del Sacro Cofanetto Ariano!
    Butta caso che questi giorni, casualmente, ascoltassi De Andre' in macchina al mattino durante il tragitto casa-lavoro: dopo i primi 30 secondi di Rai radio 3 (che fa sempre 33), immancabilmente nauseato da cotanta fellona propaganda (pagata dal solito coglione di Pantalone), giravo il potenziometro della mia Cadillac placcata oro nel capolavoro universale "Carlo Martello torna dalla guerra". Mai lirica fu piu' veggente di questa:"... ma e' possibil che in questo reame tutte le avventure finiscan con grandi puttane?".
    Che qualcuno mi smentisca! Lo fo' secco da 300 mt di distanza o anche piu'.
    W De Andre', W Wagner, W Werdi (che faceva davvero 33)...
    Un caro saluto ai grossi calibri (308 in su).
    Anonimo R

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    1. Caro Anonimo R,
      grazie per la solidarietà e per i consigli! Purtroppo non ho molta pratica di armi: durante il corso di AUC di tre mesi, prima della nomina a S.Ten. Med. cpl, come addestramento militare ci fecero sparare qualche colpo di moschetto e di pistola e lanciare una granata (che a momenti mi facevo cadere sui piedi!): ma tanto per noi destinati alla Sanità Militare, l'aspetto "combattente" non importava molto alle gerarchie.
      Un cordiale saluto.
      Hermannus Contractus

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  27. Se leggere Alceste e' come assistere a una impro di teatro dell'assurdo-grottesco, leggere i commenti ne e' la continuazione. In generale, e' come immergersi nel flusso di coscienza collettiva e individuale dell'italiano medio. Colpa o merito anche dell'autore, che scava continuamente nella coscienza storica e culturale del nostro strano paese. Prima o poi riusciremo a tirare fuori tutto il nostro inconscio collettivo, poi pero' liberiamocene!

    Per Anonimo R
    qualora gli uomini per il Reparto Arditi R non fossero sufficienti, saro' lieta di partecipare, ormai e' chiaro che senza ardimento nel dire e nel fare non si va da nessuna parte, si resta nella solita lagna, tanto per stare in tema.

    Per Hermannus C.
    avevo lasciato un breve commento ma si e' un poco perso nel flusso, quindi ci tengo a rinnovarti l'augurio di goderti il tempo libero con meritato riposo e godimento della musica e libri di tuo gusto.
    L'ultima volta che sono stata in Italia era di questi tempi, e feci piu' volte visita la sera a mio zio, cardiologo piu' giovane di te di 4-5 anni. In qualche modo me lo ricordi. Per l'ennesima volta rinnovai la stima e l'intesa, essendo ormai l'unica persona saldamente e sanamente coerente (coerente alla realta' reale intendo, e non quella fittizia televisiva e mediatica) nella famiglia. Brevi scambi d'intesa sulle tematiche di tuo gradimento (lgbt, immigrati...ma anche semplice etica). In un'occasione la nostra chiaccherata sotto le feste di Natale fu interrotta da un paziente che si era sentito male per strada e i parenti chiedevano una visita urgente, alle 10 di sera, a casa di mio zio ovviamente. E cosi' fu, come sempre.
    Un caro saluto,
    Ise

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    Risposte
    1. Grazie cara Ise!
      Mi conforti: anche tuo zio appartiene alla "vecchia scuola", ormai sepolta dalle penultime ed ultime generazioni di "sanitari", cresciuti, e nominati ai più alti livelli, grazie all'appartenenza a consorterie politiche, economiche e finanziarie di un certo tipo. Mala tempora currunt, e da molti "tempora"! Io resisterò finché posso, ma poi toccherà a te e a quelli come te continuare la Resistenza (quella vera e non quella dell'ANPI!).
      Un abbraccio.
      Hermannus Contractus

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  28. Ah ah ah: il Reparto Arditi R sta riscuotendo successo: le femmine "con le palle" (metafora) sono stra ben accette nel reparto! La regola e': i maschi son maschi, le femmine son femmine e Dio e' vivo! Non e' vero che "Dio e' morto!". Dio e' ben vivo, solo che ce l'hanno nascosto! Tutta la "cultura" moderna e' un atto di occultamento del divino e della sua opera incredibile! La cellula... Una sola cellula! Che opera mirabile e misteriosa! Non sanno niente della vita (e della morte) eppure anti-umani discettano che "l'uomo deriva dalla scimmia"! Ogni biologo degno di tale nome scoppia in una risata di fronte a questa cazzata bestiale, insegnata pero' come materia obbligatoria in tutte le universita' e propagandata notte e di' da tutti i mezzi di indottrinamento.
    Cercate le interviste del genetista Sermonti, oppure "Anti Evoluzionismo Fabrizio Fratus" su youtube, tanto per sapere che aria tira sulla cosi' detta "scienza", quella per cui i nostri "vati" (Burioni e Grillo in testa) hanno firmato l'appello in difesa... Poi arriva tale Moses Mordecai Levi che, sulla base di proprie teorie, totalmente avulse dalla condizione reale dei lavoratori del suo tempo (che disprezzava e non frequentava), scrive un libro (teoretico) sulla cui base verra' messo a ferro e fuoco il mondo intero, e lo dedichera' pure al suo mentore Darwin, il cui teorema evoluzionistico assurdo, privo di qualsiasi fondamento scientifico e buono per gli schiavi, serviva solo a giustificare il dominio dell'Inghilterra vittoriana sul mondo. In Unione Sovietica, in Cina ecc. "Das Kapital" sara' il fondamento teoretico del dominio feroce del partito sulle masse, massacrate, depredate, sfruttate, ridotte a larve umane, in onore all'evoluzionismo politico. Ed oggi? Sospetto che "la pozza da cui nacque l'uomo" serva solo a giustificare la superiorita' dell'elite dominante sulla massa, ridotta ad agglomerato di stupide e confuse monadi: la "plebaglia" di Attali & Co.
    Teorie... Solo teorie con cui farcire il cervello dell'uomo: dalla culla alla morte, programmata ovviamente. L'umanita' adora le teorie. Adora immaginare di discendere dallo sterco di un dinosauro mai esistito ed allo stesso tempo di volare tra le galassie che non esistono, almeno nella misura in cui i cartoons made in "science" ci fanno vedere. Per i sogni, le utopie, l'umanita' e' disposta a buttare all'ammasso il suo cervello e a sterminare i suoi simili. D'altronde l'utopia e' stata ben propagandata al cinema, nelle scuole, nelle librerie "a la page", da "artisti", "intellettuali", "filosofi", "scienziati", "teologi modernisti", quindi perche' non crederci? Perche' usare il cervello?
    Vogliono cacciarci in una pozza primordiale inventata dalla necessita' di uccidere Dio, o almeno, goffamente di nasconderlo. Avete mai studiato una cellula? Un organismo monocellulare? Poi pensate ad un uomo: tre miliardi di cellule specialalizzate che crescono, apprendono, si riproducono e muoiono. Un mondo in se' in ciascun essere umano. Che ospita miliardi di batteri simbiotici pure. Che cazzo ci stanno dicendo? Come la storiella del "globo" che ruota come un pazzo nel nulla.
    Da sempre il nemico e' Dio. Da 2000 anni e' Cristo. Questo e' tutto. De Andre' talvolta cercava Dio nelle sue lagne. Almeno questo gli va riconosciuto. Un "artista da musica leggera italiana" oggi, per esempio, cosa cerca? Sorvolo sui vari rapper da COOP. La COOP sei tu...
    Armata Arditi R

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