giovedì 28 giugno 2018

Massimo Gramellini spiega, involontariamente, perché l’Italia finalmente considera sinistra e dintorni come feccia da raschiare dalla Storia


Roma, 29 giugno 2018

Antefatto. Un losco gruppo di goliardi con parecchio tempo a disposizione ha voglia di lanciare provocazioni. Questa in particolare:


Qualche tontolone abbocca in nome di un goffo anti-islamismo e mitraglia stupidaggini sui numeri arabi che toglierebbero dignità ai numeri italiani (o castronerie del genere).

Fatto. Un milionario, tale Massimo Gramellini, giornalista, opinionista, scrittore (di libri!), tra una sfogliatella e l'altra, mentre compulsa il PC per sincerarsi o d’un bonifico della Rai o d’uno del “Corriere della Sera”, su cui scrive, la scrivania ingombra di pieghevoli sulle vacanze alle Seychelles, incappa in tale notizia.
Un filo di saliva di concupiscenza sfugge ratta all'angolo della bocca.
Ecco l’occasione per rinnovare la rubrichina: “Il Caffè di Gramellini”.
Subito, umettandosi le labbra, egli fa sue notizia, goliardata e commenti xenofobi, li plasma come pongo politicamente corretto, ne estrae la morale da gettare nel trogolo del perbenismo amplificandola grazie ai consueti giri verbali buonisti:

"Una pagina Facebook gestita da buontemponi annuncia che un certo Tarim Bu Aziz ha chiesto di introdurre i numeri arabi nelle scuole italiane per favorire l’integrazione. Neanche il tempo di leggere la provocazione e i tastieristi della Rete già caricano a testa bassa. Scrivono al sedicente Tarim che i suoi numeri se li può infilare in quel posticino, basta buonismo, vaffa tu e i numeri arabi, in Italia usi i numeri nostri oppure te ne torni al tuo Paese. Il fatto è che i numeri nostri sono appunto i numeri arabi, importati nel tredicesimo secolo per sopperire all’eccessiva complessità di quelli romani.
Non è un’informazione riservata, né una cospirazione di matematici finanziati dalla setta degli Illuminati, ma una banalissima nozione scolastica che ha sfiorato le orecchie di chiunque abbia avuto dimestichezza con i banchi delle elementari. Uno può non avere più trovato il tempo di ripassarla, specie se ne trascorre troppo davanti al computer. Ma l’aspetto incredibile della vicenda è la reazione impulsiva di massa. Tra le tante persone ad avere letto la bufala, ben poche si saranno prese la briga di digitare ‘numeri arabi’ su un motore di ricerca per controllare come stessero realmente le cose. Ci avrebbero impiegato non più di dieci secondi (10, in numeri arabi). Invece hanno preferito reagire d’impulso, che è cosa ben diversa dall’istinto. Come tanti pecoroni anarchici ai quali basta che una notizia confermi un pregiudizio per convincersi che sia vera".

Il succo che si estrae da tale vicenda risiede in questo: noi (compresi i buontemponi) siamo intelligenti e buoni, i baluardi della civiltà, gli altri (ovvero: chi non la pensa come noi) son solo un mucchio di ignoranti, razzisti, pecoroni, sciovinisti sgrammaticati e analfabeti. Una volta di più. Come volevasi dimostrare.

Conclusioni. Anzitutto, cari signori, noteremo la consonanza fra un milionario (Gramellini) e i goliardi di facebook. È lo stesso collante ideologico di cui si parlava ne Il maglione di Ambra. Un collante sinistro che, come resina appicicaticcia, cola giù dall'albero dell'alterigia. Dai milionari sin agli alto borghesi, fino ai benestanti e a figli di papà che occupano teatri e cinema con bolletta pagata dal Comune agli studentelli o agli occupanti abusivi di case popolari e cliniche dismesse per finire all'ultimo puzzolente punkabbestia: i sinistrati e dintorni si credono superiori. Diversi. Più umani, colti, nel giusto, buoni, dritti. Una sensazione intima e immediata che li accomuna al di là della sproporzione del reddito.
Come ovvia conseguenza gli Altri (come gli Heathens della Bibbia) sono un'accozzaglia indistinta, barbara, lurida, stupida, ignorantissima, razzista, omofoba, sessuofoba, maschilista, nazionalista da operetta, populista: da trattare come merita, da prendere in giro come merita.
Gramellini, a tale masnada, non riconosce nemmeno l'istinto, bensì una pulsione: belluina, ferina, primitiva. Questo oscuro verminaio, guizzante di bestie antidiluviane, emana tanfo fascista.
Da tale postulato segue il resto.
Per la sinistra (che, attenzione!, include ormai anche elementi di destra come forzisti, fascisti immaginari à la Giorgia Meloni e altri gaudenti a spese altrui), come per tutta la sedicente intelligencija italiana (gli attoruculi, i registi pagati da Pantalone, il cantantame, l'università, la scuola, il ciarpame dei teatranti, il mignottaio RAI, il giornalame da tre palle un soldo, la vipperia sportiva e i fashioncocainomani) che ha svuotato, da parassita qual è, di ogni forma e sostanza l'apparato culturale italiano, qui - nelle repliche al fantomatico Tarim Bu Aziz - si concentra, al Massimo, in maniera netta e preclare, la regressione, il fascismo, l’antiprogressismo.
Un intellettuale, se fosse tale, cercherebbe di comprendere i fenomeni. Soppesando, analizzando, con prudente acribia. Questi, invece, si limitano a deridere dal loggione della propria supposta superiorità morale e intellettuale - una superiorità inesistente visto che tali ariani del pensiero hanno ridotto il paese a una barzelletta che non fa ridere.
Mai visto un generone così altero, borioso, superbo, la cui altezzosità cresce proporzionalmente all’inettitudine, alla scemenza, alla piccineria inconcludente, alla ridicolaggine, all’ignoranza; assieme all’avidità, alla grettezza e una tale meschinità che schiferebbe pure Shylock.
E come Shylock questi vogliono la libbra di carne dell’Italia, tutti i giorni, quasi fosse un atto dovuto: consacrata alla crema della nazione! Questa marmaglia! Compiaciuta, crassa, inutile, devastatrice, da plotone d'esecuzione.
Li considero malati. Schizoidi, psicopatici. Il Sessantotto: la spesa proletaria, i diciotto politici, i trentasei politici, le occupazioni, Katanga, fascisti-okkio-al-kranio - tutto è degenerato socialmente e clinicamente in un sabba di squallido classismo in cui gli ultimi vengono dileggiati da saccenti con le orecchie d’asino.
L’ingiustizia genera odio; se accompagnata dall’arroganza con l’indice alzato non può che suscitare livore mortale.
Dubito che la rivolta avrà buon esito, comunque. Tali utili idioti sono troppo forti, allignano come muffe cancerogene in ogni snodo amministrativo e finanziario; i poteri internazionali li appoggiano nella loro ansia antipopolare e sommamente antitaliana.
Che la maggioranza senta, istintivamente, chi è il nemico, è almeno una minuscola consolazione.

26 commenti :

  1. beh che dire sulla barzelletta che non fa ridere mi viene in mente Fassino che parla di calcio...poi: https://youtu.be/8M4j0Aw7S9U
    Intendiamoci quando ha detto "niente" sono rimasto un po' deluso, poi pero si percepisce chiaramente che dice "niente" ma pensa "cazzo" e mi sono rincuorato.
    Ps. Oggi il bar s.calisto lo hanno chiuso. Denunciato da altri esercenti come "malfrequentato". Questa almeno la versione ufficiale. Bruttissime cose e brutti segni.

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    1. Le barzellette che raccontano da decenni i comici sinistrati alla RAI e poi i Don Matteo e gli scemeggiati PolCor ...

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    2. Ho citato il bar perché penso veramente che un bar storico andrebbe tutelato e che il fatto che l'abbiano chiuso è un pessimo segno. Tuttavia ha dato chiaramente il destro a endorsment della causa di varia natura. Non se ne esce.

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  2. Caro Alceste dalla terra di Etruria ti dico che i sinistri si stanno riposizionando. Si è alzato il vento verso una nuova direzione e loro stanno svestendo le camicie rosse. Provano una gialla, poi una verde, e chissà infine la vecchia nera del nonno. Hanno la faccia come il culo. La faccia come il culo. Le faine dietro le quinte stanno accodandosi al nuovo corso. Quelli troppo compromessi non possono farlo e allora vanno alla deriva organizzando l'ennesima manifestazione antirazzista, pro zingari, pro negri e compagnia bella. Li vedo, li riconosco tutti, quelli che sanno verranno rottamati definitivamente, quelli alla mangiatoia ancora grassi di privilegi con un velo di incertezza, una ruga che compare sul volto. Infine il popolino pecoreccio stile casa del popolo che dalla platea comincia a salvinizzarsi. La faccia come il culo hanno. La faccia come il culo.

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    1. Hanno tutto in mano, per ora. Nel Lazio si fanno finanziare dalle cliniche private, quindi privatizzano e la gente applaude l'efficienza ... poi quando li ricoverano si lamentano ...

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  3. Che bella parola, "instintivamente". É sí caro Alceste. Perché vuoi o non vuoi, e so che a una persona della tua cultura questo non può non dolere, in tempi tanto meschini, in cui il generone altezzoso si trincera dietro alla forza della propria supposta ragione, è dura ammettere che l'ultima speranza debba risiedere nell'istinto puro. Forse, tra qualche decennio, potremo sperare di rievolvere all'istinto razionale. Grazie, sei un grande.

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    1. La mia speranza consisteva negli istinti di Don Camillo e Peppone, la reazione e il socialismo ottocentesco ... molto italiani ... sarà dura, però.

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  4. I parassiti hanno terrore. Hanno terrore che l'ospite, che si e' reso conto dei parassiti che lo divorano, se ne liberi estirpandoli, schiacciandoli, scaricandoli nel vater della storia. Il parassita ha il terrore dell'ospite sano, forte, libero. Ne ha l'orrore. Per questo il Parassita si sta inventando l'inverosimile pur di neutralizzare l'ospite (noi): "fakenews", vaccini, invasione di negroidi, i nuovi parassiti che ovvio, lavoreranno con i vecchi parassiti per spolpare l'ospite imbelle e inerme. Consiglio uno studio del parassita in natura, e delle strategie che usa per divorare e distruggere l'ospite. Troverete incredibili analogie con cio' che l'umanita' subisce da tre millenni. Il parassita e' la chiave di volta di tutto. Anonimo di nome R

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    1. I parassiti sono subdoli ... fanno finta di collaborare.

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  5. Sono contento che tu abbia rilevato la trasversalità-verticalità socio-economico-culturale di questa "sinistra". È vero, per la prima volta abbiamo un monolito mistico che va dai punkabbestia ai vertici vaticani. Ha qualcosa di comico.

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    1. A 500 metri da casa mia alcuni pezzentoni hanno requisito una ex casa di cura. Luce e acqua di Pantalone. Entrate militarizzate. Ospizio per profughi. Una piccola retta in nero. Nel nome del bene.

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  6. A volte sembra Flaiano, saluti Solfrizzi

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    1. A giudicare da questo testo di Flaiano direi Gramellini:

      "Il Fascismo conviene agli italiani perché è nella loro natura e racchiude le loro aspirazioni, esalta i loro odi, rassicura la loro inferiorità. Il fascismo è demagogico ma padronale, retorico, xenofobo, odiatore di cultura, spregiatore della libertà e della giustizia, oppressore dei deboli, servo dei forti, sempre pronto a indicare negli “altri” le cause della sua impotenza o sconfitta. Il fascismo è lirico, gerontofobo, teppista se occorre, stupido sempre, ma alacre, plagiatore, manierista. Non ama la natura, perché identifica la natura nella vita di campagna, cioè nella vita dei servi; ma è cafone, cioè ha le spocchie del servo arricchito. Odia gli animali, non ha senso dell’arte, non ama la solitudine, né rispetta il vicino, il quale d’altronde non rispetta lui. Non ama l’amore, ma il possesso. Non ha senso religioso, ma vede nella religione il baluardo per impedire agli altri l’ascesa al potere. Intimamente crede in Dio, ma come ente col quale ha stabilito un concordato, do ut des. È superstizioso, vuole essere libero di fare quel che gli pare, specialmente se a danno o a fastidio degli altri. Il fascista è disposto a tutto purché gli si conceda che lui è il padrone, il padre. Le madri sono generalmente fasciste" (Ennio Flaiano)

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    2. Sono giudizi in accordo con il Gadda di Eros e Priapo e con Amarcord di Fellini. Flaiano, un altro geniaccio, non aveva compreso, però, la disfatta dei tempi a venire. E poi era un bastian contrario, amava contraddire. Oggi farebbe a pezzi Renzi, chi lo sa ...

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    3. Sì, vero, e poi il fascismo allora la nazione l'aveva segnata eccome, la rabbia era palpabile e anche giustificata.

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  7. Penso anch'io che sarà dura, ci vuole ben altro che la scoperta dell'acqua calda per ripulire sto marciume stratificato e consolidato. Bah, non disperiamo. A te Alceste grazie di cuore, leggendoti sembra di leggersi dentro...in un affascinante italiano

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    1. Grazie. Servirà acido muriatico non rettificato ...

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  8. Gentile Alceste,
    una replica in topic a questo pezzo e' fornire il collegamento a questo video del sovranista inglese, Pat Condell, avente per oggetto il martellante progressismo oggi totalizzante in gran bretagna.
    Questo e' uno con due palle cosi', ostracizzato, demonizzato dai msm locali in tutti i modi, censurato da youtube che certi suoi video li ha caricati, ma ne impedisce l'accesso tramite link (digitare l'indirizzo direttamente e' il solo mezzo per per visionarli):

    https://www.youtube.com/watch?v=BdG57lgHFaA

    oppure questo
    https://www.youtube.com/watch?v=-VC74t7fubk

    altri suoi video vecchi di anni e anni:

    studenti di sinistra:
    https://www.youtube.com/watch?v=85q6BOnwIAQ

    incubo multiculturale svedese (del 2010!):
    https://www.youtube.com/watch?v=zZtc2ma2GEQ

    fatwa a salman rushdie e minacce a caricature danesi di maometto:
    https://www.youtube.com/watch?v=5Z38qqSZZEc

    sull'immigrazione:
    https://www.youtube.com/watch?v=ydPZRoLzu-E

    che vis polemica!

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    1. La Svezia ... ecco, quella m'interessa.

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  9. la svezia e' il cavallo di battaglia di Watson:

    https://www.youtube.com/watch?v=iERLyAxddVE

    bella quella della stazione di polizia assaltata con bombe a mano ... 0 arresti, con la polizia che anzi in un comunicato si dice prima di tutto preoccupata per l'incolumita' di chi rimuove la spoletta ...

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  10. Solo per la domanda fatta, ritiro quello che considero uno dei massimi complimenti possibili per uno che scrive.. gramel è telecomandato, flaiano geniaccio, poliscriba ossequioso, alceste fine osservatore turbato e turbolento(che bello giocare con la ns splendente lingua!)

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  11. «E questo è il sonno…» Come lo amavano, il niente,
    quelle giovani carni! Era il ‘domani’,
    era dell’‘avvenire’ il disperato gesto…
    Al mio custode immaginario ancora osavo
    pochi anni fa, fatuo vecchio, pregare
    di risvegliarmi nella santa viva selva.
    Nessun vendicatore sorgerà,
    l’ossa non parleranno e
    non fiorirà il deserto.
    Diritte le zampette in posa di pietà,
    manto color focaccia i ghiri gentili dei boschi
    lo implorano ancora levando alla luna
    le griffe preumane. Sanno
    che ogni notte s’abbatte la civetta
    affaccendata e zitta.
    Tutta la creazione…
    Carcerate nei regni dei graniti, tradite
    a gemere fra argille e marne sperano
    in uno sgorgo le vene delle acque.
    Tutta la creazione…
    Ma voi che altro di più non volete
    se non sparire
    e disfarvi, fermatevi.
    Di bene un attimo ci fu.
    Una volta per sempre ci mosse.
    Non per l’onore degli antichi dèi,
    né per il nostro ma difendeteci.
    Tutto ormai è un urlo solo.
    Anche questo silenzio e il sonno prossimo.
    Volokolàmskaja Chaussée, novembre 1941.
    «Non possiamo più, – ci disse, – ritirarci.
    Abbiamo Mosca alle spalle». Si chiamava
    Klockov.
    Rivolgo col bastone le foglie dei viali.
    Quei due ragazzi mesti scalciano una bottiglia.
    Proteggete le nostre verità.

    F.Fortini

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  12. Il passato reca con sé un indice segreto che lo rinvia alla redenzione. Non sfiora forse anche noi un soffio dell’aria che spirava attorno a quelli prima di noi? Non c’è, nelle voci cui prestiamo ascolto, un’eco di voci ora mute? […] Se è così, allora esiste un appuntamento misterioso tra le generazioni che sono state e la nostra. Allora noi siamo stati attesi sulla terra. Allora a noi, come ad ogni generazione che fu prima di noi, è stata consegnata una debole forza messianica, a cui il passato ha diritto...
    W.Benjamin

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  13. Alice: How long is forever?
    White Rabbit: Sometimes, just one second...

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  14. Non credo di poter sostenere le sue accuse alla sinistra; questa, invece, è rimasta sempre fedele a sé stessa, promuovendo l'ideale di eguaglianza. Basti guardare al bilancio dello Stato 2017: 1/5 delle spese in politiche assistenziali, 1/5 a sanità e istruzione, 1/5 trasferimenti alle regioni. Il capitalista malvagio che produce beni di lusso come cibo, vestiti, case, elettricità, viene giustamente espropriato dei suoi beni per mantenere handicappati, insegnanti di filosofia e sedicenni con cinque figli.

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Siate gentili ...