sabato 9 giugno 2018

Che tipo 'sto archetipo [Il Poliscriba]


Il Poliscriba

Non ho mai avuto la fortuna di incontrare un archetipo per la strada. E credetemi, mi sarebbe piaciuto.
Che cosa ci saremmo detti?
Qualcosa di simile al dialogo che segue.

Io - Ciao Archetipo, come va?
Archi - Non c’è male, a parte il riscaldamento globale.
Io - Io adotto un rimedio inuit.
Archi - E sarebbe?
Io - Mi faccio un igloo.
Archi - È  da qualche milione di anni che lo faccio anch’io, non è il ghiaccio, certo, ma l’inconscio collettivo: malgrado ciò, non sento il benché minimo sollievo nel leggere Jung.
Io - Mi rincresce. Pensavo che incontrarti avrebbe dato una svolta alla mia vita e invece noto con dispiacere che anche tu divaghi sul tempo e sull’uso bellico della tragedia greca da parte dei fondatori della psicanalisi: devo attendermi un commento ai quarti di finale degli europei di calcio o cosa?
Archi - Io non ti conosco e non saprei quali argomenti affrontare, stavo facendo due passi con il mio volpino Fuffy amputato delle zampe posteriori e come vedi, essendo molto piccolo, i miei discorsi sono limitati.

Io - Povero Fuffy a rotelle ... Lo fai per amore o ti sei fatto convincere dal veterinario che l’accanimento terapeutico non è una tua consolazione egoistica?
Archi- Gli voglio bene, vorrei vivesse in eterno.
Io- Quanti anni hai?
Archi - Secondo il mio padre psicologico più o meno dieci.
Io - Non si direbbe, te li porti molto Sigmund.
Archi – Eppure frequento delle ottime spa, sono vegetariano, gender fluid, odio la caccia, il nucleare, il TAV, le basi NATO, il finanziamento ai partiti, l’euro, le criptovalute, le banche, la plutocrazia e ogni sorta di dittatura.
Io - Eeee ... ma non è sufficiente!!! Dovresti giocare al poker 5 stelle, ogni tanto, sai cosa intendo? Un po’ di brivido, insomma, lo stesso di quando si evade il fisco per tutta la vita o si gode della prostituzione minorile in Thailandia. Però tu sei un ingenuo privo di malizia e certe cose non saresti in grado di farle.
Archi - Però mi chiamano sempre in causa, non la smettono di addossarmi responsabilità che un bambino della mia età non può assumersi. Io sono il puer aeternus, capisci, non ho spazio di crescita, sono schiacciato, compresso, stressato, apolide, privo di reddito di cittadinanza, ridotto a un graffito sul muro dell’ora presente, del qui prodest, del quo vadis, del qua non si batte chiodo.
Io - Sei una vittima come tutti i bambini. Non mi stupirei che tu sia stato abbandonato in fasce da una madre sfortunata, egoista, incosciente, violentata o semplicemente impaurita. Sembra che tu detesti l’autorità, il controllo, la paternità, nell’accezione di soffocamento delle tue genuine aspirazioni: non è così? Non era forse meglio essere allevato da due donne?
Archi - Adesso stai forzando il mio spazio intimo, il tuo è un tentativo di psicanalizzarmi e io sono stufo di essere psicanalizzato.
Io – Non è mai troppo tardi per essere adottato da una coppia omosex e interrompere l’eterna catena di affidamenti che non ti renderà mai figlio di qualcuno? Perché non fai domanda a Woody Allen? Lo trovi sulla Fifth Avenue che gira periodicamente film sulla ricca borghesia democratica americana e lo farà anche dopo morto, come Kubrick, naturalmente.
Archi - Vorrei che non si scrivessero tesi su di me. Non sopporto il bullismo. Conosci quella sul Fondamento archetipico della protesta giovanile come fenomeno culturale e individuale?
Io - Pesanti tomi di antropologia funzionale? No, non mi interessano. Roba ammuffita, uno scantinato psicanalitico dell’analisi della Contestazione del ’68. Ieri c’era la guerra, totalitarismi, integralismi religiosi, terrorismo, resistenze, martiri, ideali, roba forte, per impavidi folli che prendevano posizioni nette, non per tiepidi, melliflui, succhiapollici, cacasotto, diplomatici voltagabbana rischianiente. Oggi ci sono sfogatoi più i-tech, puzzano meno dei cessi sociali, ma esibiscono narcise faccebuco cinguettanti. Capisco che tu viva dei bei ricordi d’infanzia, ma il tuo momento di gloria puerile è già tramontato e non ritornerà, a meno che tu non creda nei sequel movie o abbia voglia di finire in banca pure tu o nella società della Metro Goldwin Mayer … HAAARRRGH! (ruggito del leone)
Archi - Ma io non sono un accattone.
Io - PPP sta origliando … occhio a come parli.
Archi - Non me la faccio più addosso da sei anni!!!
Io - E dai, non te la prendere, sei solo uno iato tra la tecnica e la società, l’aborto di un uomo che non diventerà mai un essere sociale e storico, sempre che la funzione sociale non si debba considerare una sovrastruttura creata dall’uso dei mezzi di produzione o dai quarti di vitello macellati. 
Archi - Io non ho studiato architettura e nemmeno ingegneria dei sistemi o zootecnia.
Io - E hai fatto male. Vedi come ti sei ridotto? Incontri un uomo in carne ed ossa, spappolate da tasse e burocrazia, e cosa fai? Gli chiedi Che tempo che fa, senza essere mai stato ospite di Fazio.
Archi - Ho studiato la psicodinamica della ribellione studentesca.
Io – Embè? Che ti è servito?
Archi - Ho scoperto le mie vere origini: sono l’epifenomeno della lotta edipica contro l’autorità paterna.
Io - Un problema che hanno tutti i credenti.
Archi - Un problema di democrazia?
Io - No, un problema di idiozia collettiva o depressione trasversale. Non hai pensato a considerarti figlio della frustrazione provata in un mondo in cui, la realizzazione personale, è continuamente ostacolata da una tendenza coercitiva al conformismo, organizzato su vasta scala dalla mediocrità sociale?
Archi - Il mio QI è 48, sono nero, ho la fronte bassa, il mento sfuggente e le orecchie pelose.
Io - Sei un Troll razzista?
Archi - Un trolley anarchico.
Io - Senza ruote?
Archi - No, pieno di esplosivo, a volte pieno di pezzi di corpi mutilati. Non sono entrato nella fase integrativa che viene dopo quella patriarcale, che a sua volta segue quella matriarcale, che segue quella uroborica (il serpente che si mangia la coda)
Io - Sai com’è: prima la si fa nel pannolone, poi nel vasino e ante la tazza del cesso, in giro per la casa.
Archi - Sfotti?
Io - No, parlavo dell’allargamento della coscienza o dello sfintere anale/vaginale che poi sono la medesima forma di chiusura mentale. In fondo, caro Archi, i redentori mitici sono sempre stati dei fanciulli logodiarroici e un po’ lombrosiani.
Archi - Sì, ma non se la facevano addosso.
Io – Obbligavano gli altri a farsela sotto.
Archi - Non lo so, forse i patriarchi adamitici o forse è meglio berci sopra qualcosa di forte.
Io - Sono pienamente d’accordo con te, visto che: "(...) A mano a mano che l’uomo prendeva possesso della natura, si ubriacava di ammirazione per la propria scienza e il proprio potere, e sempre più profondo si faceva in lui il disprezzo per ciò che è puramente naturale e casuale, compresa la psiche oggettiva che, appunto, non è la coscienza".
Archi - Questa non l’hai scritta tu.
Io - E meno male. Come tutti i bambini sarai un collezionista, immagino.
Archi - Sì, colleziono briganti, esclusi, fuoriusciti dalla spaccatura tra inconscio e conscio collettivo. Presto, però, sarò sottoposto a terapia d’urto a base di potenti psicofarmaci e l’anarchia o tutto ciò che è antisistema, non turberanno più coloro che si sentono sicuri nella loro fase integrativa.
Io - Puoi sempre chiedere asilo politico sulle spiagge di Rio, a Cuba o sotto l’immenso patio della villa di Maduro.
Archi - Pensavo di rifugiarmi dentro di te.
Io - Mi dispiace, non ammetto estradizione, mi trovo ancora nella fase mors tua, vita mea.
Archi – E allora, cosa ci beviamo?
Io - Che questo è il miglior mondo possibile.

6 commenti :

  1. Però hai promosso un "prototipo" ad "archetipo". :)

    RispondiElimina
  2. Lunga vita al mio amico Poliscriba !!!

    Ps prossimamente ne voglio uno, proto e arché, a tre voci: l' immancabile tossicomane al premio nobel nonché chef fra le bancarelle della designer e della giornalista

    RispondiElimina
  3. Al poveraccio vendono "il fut-Baal". A medioman "il sole (dell'avvenir) 24 (le) Ore", al colto l'Archetipo, Pol Pot, Karl Marx, la Rivoluzione Francese, Fuffas... E' tutto un rifiorire di archetipi. Mi sa che l'archetipo e il suo maestro se la ridono. Ovvio, non sono e non saranno mai crocifissi o scannati. Piuttosto mi urta (ma solo per un mio ostinato residuo cristiano) il trovarli ben incistati in entrambi i fronti a tramare, rubare, scorreggiare... Bello scritto Poliscriba, amabilmente sconclusionato e scanzonato. Viva la leggerezza. Chissa' qual'e' l'archetipo di uno come il conte Gentiloni. Un mistero. Chissa' qual'e' l'archetipo del "migrante". Tiro ad indovinare... il nemico? Il "fut-futuro"? Mors sua, (del nemico) vita mea, dicevano i romani antichi! Oggi diciamo questa frase "scaramantica" in ovvio senso archetipico, anche un po' amletico! Non sia mai che il gregge (o il suo archetipo), si organizzino e ribellino violentemente. Aborriamo anche il semplice pensiero arcaico-archetipico della feroce difesa di cio' che e' umano. Dopo che l'umano e' stato annichilito e vacilla, gli rifilano l'archetipo... Fra poco avremo l'Intelligenza Artificiale, dove finalmente agira' l'Archetipo del "Fut-Futuro", in forma di metastasi di massa. Pratico da anni e con fatica la scherma antica giapponese, il Katori Shinto Ryu. Non esiste l'archetipo quando il tuo avversario ha una spada in mano. Nella lotta esiste sempre e solo un opponente, in carne ed ossa, che ti vuole "aprire in due" per eliminare dal tempo e dalla storia la tua linea genetica! Mors tua vita mea. Vale anche il contrario, ovviamente.
    Un caro saluto. Anonimo di nome R

    RispondiElimina

Siate gentili ...