martedì 5 giugno 2018

Beppe Grillo, la Bocca della Verità


Roma, 4 giugno 2018 

Una cosa devo confessarla: Beppe Grillo mi è simpatico. Anzi, lo ammiro.
In lui ritrovo il mestiere, l’artigianato lungamente appreso in periodi oscuri e umidi di gavetta, e in decenni di fuoco sul palco; il mestiere, quello che oggi tutti cercano di scansare ricorrendo a scorciatoie e trucchi. I ballerini, i cantanti, i pittori, tutti ambiscono di arrivare alla vetta in poche settimane, come se una tradizione potesse rifluire nelle distratte circonvoluzioni del cervello con una portentosa iniezione digitale. Ma lui no: egli sa. Seguo da tempo i suoi spettacoli, ero anche a San Giovanni, alla chiusura elettorale del 2013. Lui conosce il pubblico perché, in fondo, lo ama. Appena entra in un’arena sa chi è con lui e chi contro di lui, a naso, come un vecchio segugio sulle tracce di una volpe; allo stesso tempo conosce l’arte di blandire, facendosi suadente o ricorrendo alle astuzie dell’insulto ben temperato.

E lo ammiro perché ha sempre detto la verità. Un dato di fatto spaventoso: tutte le cose dette da Beppe Grillo negli ultimi anni, a parte qualche uscita a sensazione sulle nuove tecnologie, si sono avverate con esattezza; superati alcuni momenti di apparente difficoltà ogni tassello da lui evocato si è incastrato alla perfezione, a onta di uno sbarramento di fuoco apparentemente mostruoso. Come se un pulcino avesse superato indenne le scariche di fucilerie a Gallipoli: i meet up, il Vaffa Day, una montagna da scalare: e ora la montagna è vinta, la bandiera sventola sulla cima. In dieci anni nemmeno! Come è stato possibile? La progressione del M5S è storica, unica, epocale. La Lega di Salvini va ideologicamente a ruota: spiace dirlo, ma è così; la Lega, quella, idiota e grottesca, dell’ampolla del Po, dei Celti, del profumo DUR, dei diamanti della Tanzania e del Trota, pur riverniciata per l’occasione, d'un furbesco nazionalismo, non possiede i segni del futuro, ma solo quelli, potenti, del risentimento presente.
E allora? Come è stata possibile tale progressione, da 0 a 32%? A livello nazionale! Grillo sapeva qualcosa? Aveva chiavi per aprire porte negate ad altri? È un genio? O era un genio Casaleggio padre? Né l’uno né l’altro, forse. Credo che il Genovese abbia compreso, prima di tutti, quale fiume sotterraneo corresse sotto la Storia. Impetuoso, mostruoso, inarrestabile. E vi si è gettato con foga, come nello Stretto di Sicilia nel 2013, a simulare la Buonanima. L’uomo che sfasciava i computer è divenuto l’araldo tecnologico del Nuovo Mondo, del Brave New World alle porte. Egli stesso l’ha detto, il 2 giugno, in una bella serata di fine primavera, durante la cosiddetta festa della sedicente Repubblica Italiana; e l’ha detto, a chiare note, suonando una campanella ominosa, in Piazza della Bocca della Verità: e come si può mentire in una piazza che ospita il famigerato mascherone, la bocca della verità per eccellenza, quella davanti al quale Gregory Peck faceva uno scherzo a Audrey Hepburn?
Lui non mente, egli dice la verità: “Questa campanella determina la divisione di un mondo che se ne sta andando da un mondo che arranca … nuovo … che sta arrivando”.
Un mondo, non un’Italia.
Finita la dicotomia destra-sinistra, dissolti i confini, annientato il passato … ecco il Nuovo Mondo, con passettini incerti, neonatali. Ma l’aborto è voglioso di crescere; e crescerà. E io morirò, l’ho sempre detto, ho perso e mi ritirerò alla fine del Mondo Antico, nelle sue propaggini intatte: manca poco oramai, e non me ne frega più di tanto di restare in vita, lontani i padri le madri gli amori i figli gli amici. Se guardo indietro a quello che ho fatto mi accorgo di aver speso le migliori energie, con cocciutaggine, in battaglie già perse in partenza.
Il Nuovo Mondo:
Si muore di più per eccedenza di cibo che per mancanza di cibo, più di vecchiaia che di virus, più di suicidio che per guerre o episodi di violenza”.
Il Nuovo Mondo sarà quello della pace perpetua, un Impero che non ha nulla al di fuori di sé e, quindi, nessun ribelle a minarne le fondamenta universali. A tale risultato si sacrificherà qualcosa: il passato, l’individualità, la definizione delle forme, la bellezza, l’autodeterminazione. L’uomo, insomma. L’ho ripetuto mille volte.
Sarà un futuro dominato dalla tecnologia e non dalla scienza: tecnocrati capacissimi e sommamente idioti lo governeranno. Blockchain, neobiologia, automazione, reddito di cittadinanza; il lavoro si esaurirà dolcemente sinché nessuno saprà più fare qualcosa; e allora tutti faranno qualcosa senza saper fare nulla di concreto. Anche la democrazia si scioglierà in quella digitale finché ognuno, di sua spontanea volontà e per il disinteresse che nasce dalla ignavia crassa e ridanciana, rinuncerà all'atto del voto, così liofilizzato e labile da apparire inutile.
Dal terziario avanzato passeremo direttamente al quinario. L’età media si abbasserà poiché, l’ha detto Grillo, e lui dice la verità, la ferocia degli anziani nel persistere al centro del breve cono di luce dell’esistenza costa troppo: l’ultimo anno di vita di un esponente dell’Antico Ordine ha spese insostenibili! E poi: 120, 130, 140 anni, tutti hanno paura di morire! Si muoia prima! Questa, che sembrerebbe una crudeltà, è, invece, la reviviscenza di un’antica idea socialista, fabiana, quella cara a Pannella. I Fabiani, ne ho accennato in Saceresto si PolCor violavit: controllo delle nascite, buona morte, eutanasia; ricordiamo il nome del buon morto par excellence: DJ Fabo; ricordiamo il logo originario dei Fabiani: un lupo con vesti d’agnello.
La società qui delineata rappresenta il futuro inevitabile. Solo la Persia, col suo carico di storia, residua come ciottolo ancora da stritolare nella macina universale. Più altra paccottiglia che verrà polverizzata nel breve tempo a venire (la Mongolia, che in Perdere,e perderemo!, supponevo ancora fuori del giro, è invece già cooptata nella festa. Ecco alcuni estratti proprio dal blog di Grillo: “Stefan Schmitz è un architetto tedesco e sta progettando una eco-città nel mezzo della steppa mongola: Maidar EcoCity … che ospiterà 300.000 abitanti. Nei prossimi anni 114 chilometri quadrati di aree residenziali e zone industriali, strade e parchi prenderanno forma al centro della catena montuosa del Bogd Khan. Una statua del Buddha … (54 metri, più alta della Statua della Libertà) svetta già il centro della nuova metropoli … le auto non saranno richieste dai futuri abitanti dell’eco-città, né sono richieste … circa il 50% dell’energia … sarà prodotta da fonti energetiche rinnovabili … un parco eolico … è destinato a essere ampliato per soddisfare il bisogno di energia elettrica”. E via ca-cantando. Non è arduo supporre che, al centro della Bengodi ecologista, occhieggerà, malizioso, un McDonald’s).
Ma allora, protesteranno alcuni, perché il Potere osteggia i populisti e i sovranisti italiani? Ma il Potere, rispondo, non osteggia nessuno, purché faccia il suo lavoro: ci son solo degli aggiustamenti di rotta. La Grande Guerra dissanguò l’Europa, la rocca della Sapienza, l’epitome dell’Occidente; la reazione a quel carnaio venne definitivamente sconfitta nel 1945; la grande rivoluzione colorata degli anni Sessanta ha continuato l’opera di smembramento e distruzione: in questo la sinistra post-comunista (e la destra post-fascista, in verità) hanno servito egregiamente allo scopo: sì, il Sessantotto ha distrutto tanto, a qualsiasi livello, educativo morale etnico artistico umano sentimentale consegnandoci la parodia di una civiltà; alla distruzione deve, però, seguire l’edificazione, in ogni senso. Le sinistre mal si adattavano al compito anche perché, ormai, sono invise anche al proprio elettorato più stolido e fanatico.
Ed ecco il nuovo, allora, confidente nella tecnologia, immemore, immacolato, giusto: con tali uomini si edificherà il futuro. Legalizzazione dell’immorale, sussunzione della criminalità nel capitalismo delle multinazionali, digitalizzazione progressiva dei commerci, annientamento definitivo della specificità delle patrie, globalizzazione a oltranza, fine del singolo: lo dico subito: sarà un mondo più sicuro dell’antico, con meno miseria e meno disperazione; proprio per questo assai meno creativo, più grigio, infelice, piatto, bambinesco; nemico naturale di ciò che è aristocratico, grande, odoroso di storia; privo di scarti, femmineo, stazionario, monodirezionale, babbeo; meno pericoloso, meno vissuto, meno corrusco, privo di sfumature perché solo i colori accesi reclamano le nuances mentre i grigi, dati su un fondale piatto, sono grigi e basta.
Il Potere ha solo divergenze interne sul come arrivare a questa Utopia; se l’Utopia, che abbiamo abbondantemente già delineato in queste pagine, consistesse nel pitturare una stanza di grigio le divergenze sarebbero: i nuovi populisti, l’Asse della Speranza (Trump, Putin, Bannon …), vorrebbero farlo con larghe pennellate orizzontali, il vecchio Asse del Male (Bush, Monti, Clinton, Soros), i cattivacci odiati dai controinformatori, con lunghe passate verticali di rullo. Una bella differenza, come vedete.
Tale filo logico, la rivoluzione attuale come continuazione di una rivoluzione in atto da almeno un secolo, avrà feroci detrattori. Questo blog è talmente singolare da orripilare persino i più estremi controinformatori. Anche fra i (pochi) misantropi siamo isolati più del più folle stilita.
Eppure è il solo filo logico che riesco ad estrarre dalla postmodernità. Chi non vi si attiene incorre, infatti, in comiche contraddizioni, esilaranti salti della quaglia e aporie autodistruttive. Non è un caso che, nato per distruggere il turbocapitalismo, un tipo come Barnard scriva le stesse cose del blog di Grillo? Persino uno come Maurizio Blondet è ottimista, lui, un cattolico reazionario! Tu, quoque!
Non ci sono più nemici. Anche questo ha detto Grillo. La sinistra piddina, esaurito il compito precipuo, distruggere l’Italia, se ne farà una ragione, assieme a Merkel, Juncker e compagnia danzante. Ciò che è servito allo scopo nell’ultimo mezzo secolo è in fase di smobilitazione. Servono forze fresche. Anche Hollywood smobilita: Morgan Freeman, Weinstein, Polanski … tutti presi a calci in culo! Un nuovo mondo incede, caracollante, incerto, ma implacabile. Al suono della campanella.
Presto anche Israele addiverrà alla pace. Un M5S ebraico, dal volto femminile, è alle porte. I rabbini starnazzeranno un pochino, pazienza! Ci sarà un Salvini dal naso adunco anche lì, a tranquillizzare i destrorsi gerosolimitani? Forse. La pace, la pace perpetua, devitalizzante, anestetizzante, allucinante, ma, alla fine, desiderabile, si stende su concetti, parole e città come un dolce narcotico.
La pace senza guerra, la stasi delle menti, ci siamo.
Solo Tehran resiste, ma, presto, anche loro comprenderanno la direzione ineludibile della freccia dei tempi: con le cattive, oppure con le buone, che son quelle da preferire, addivenuti a un bastevole compromesso, come insegna il paffuto Kim.
Lo scioglimento del Cristianesimo cattolico in un più ampio fiume che ricomprende anglicani e luterani: giusto. Lo preconizzava Morselli in Roma senza papa. Gli Ortodossi faranno gli schifiltosi ancora per un poco, ma l’Impero è alle viste anche per loro. L’Ebraismo senza dio e senza dei, aniconico e iconoclasta, assieme a un rassicurante buddismo trascendentale, avranno il fascino decisivo consentito dalla spiritualità generica e dall’esotismo raccogliticcio, buono pure a vendersi online.

Mi accorgo che ho parlato di tutto e non c’è nulla da dire, in realtà.
E, allora, raccontiamo un aneddoto, per alleggerire.
La scorsa domenica me ne sono andato a visitare la Villa dei Quintili, sull’Appia. Da solo, poiché gli anni e la protervia hanno provveduto a liquidare tutti, conoscenti e parentame, quello vero e quello acquisito. Le poche persone che mi premono le vedo a sprazzi, quando consentito. Sono libero, anche se della libertà, a volte, non so che farmene visto che dovrei sciuparla con gli imbecilli.
Nell’andare verso la Regina Viarum, l'Appia, lungo il Raccordo Anulare semideserto, ascoltavo Third dei Soft Machine. Progressive intelligente, inglese: un altro disco che, presto, svaporerà nel nulla.
A visitare i ruderi c’erano una comitiva di olandesi, una rilassata coppia di settantenni e, vista la bella giornata e l’entrata gratuita, un paio di famigliole piccolo borghesi con numerosa figliolanza al seguito: uno dei pargoli (avrà avuto cinque anni) si gettava, facendosi scivolare sul petto, lungo il pavimento del piccolo museo annesso alla Villa: a simulare i festeggiamenti di qualche giocatore di calcio dopo il gol.
Il cicaleccio era assordante.
Ben presto, però, la campagna romana, colla sua vastità, inghiottiva ogni schiamazzo. Le rovine dei senatori Quintili, assassinati da Commodo proprio per la cupidigia che suscitava questa tenuta, incutono timore: passo dopo passo, contro il cielo cobalto, ci si stupisce per la trattenuta ed elegante imponenza: mosaici, aule termali, ninfei si spingono sin al basolato dell’Appia Antica, fra il Quarto e il Sesto Miglio, dove, fra le sospensioni del verde e dei bruni delle pianure essiccate, rilevano altre vestigia: i tumuli degli Orazi e dei Curiazi, il sepolcro di Seneca, il mausoleo rotondo, epigrafi, colombari; archi quadrifronti, sul modello del Malborghetto sulla via Flaminia.
Il calore del giugno romano accende brividi metafisici.
Antonio Cederna, fondatore di “Italia Nostra”, un altro sconfitto dalla storia, come ben comprese Pasolini, scrisse, a proposito dell’Appia e della Campagna Romana, dove persino le stoppie ci parlano di sortilegi:
Il verde, i valori naturali, il paesaggio, si salvano solo se si riesce a convincere la gente che sono utili alla vita di tutti i giorni, solo se da bellezze naturali diventano patrimonio permanente della comunità”.

[Cederna feci in tempo a votarlo, come indipendente nelle liste del PCI al Comune di Roma: nel 1990, se ricordo bene. Quanto tempo! Quante delusioni! L’archivio Cederna oggi riposa, inoffensivo, presso l’area archeologica di Capo di Bove, al IV Miglio dell’Appia; un fregio a forma di capo di bove decora, infatti, la tomba di Cecilia Metella, lì accanto. Il sepolcro di Metella si fonde, per un delizioso gioco architettonico, col castrum Caetani (leggi: Bonificio VIII), le cui finestre, mute, guardano lo scheletro gotico della chiesa trecentesca di San Nicola; più avanti è la tenuta dell’imperatore Massenzio, colla tomba di Romolo e il triopio di Erode Attico, già precettore di Marco Aurelio; ancor oltre ecco le catacombe di Domitilla e San Callisto; le loro nervature ipogee si struggono cogli intrecci delle vicine cave ardeatine, dove Kappler ed Eric Priebke, il 24 marzo 1944, si incaricarono dell’esecuzione di 335 poveracci.
Tale elenco, scolastico, sommario e vertiginoso, può forse indurre qualcuno a sospettare cosa sia, davvero, una città].

In un articolo celeberrimo dell’8 settembre 1953, su “il Mondo”, I gangsters dell’Appia, Cederna evocò, giustamente, un Europeo dell’Antico Ordine, Johann Wolfgang Goethe: “Questi uomini [i Romani] lavorano per l’eternità … tutto essi hanno preveduto tranne la demenza dei devastatori, cui tutto ha dovuto cedere”.
Tale impietosa frase risale all’11 novembre 1786.
Cosa direbbe Goethe davanti a Maidar EcoCity è dubbio; meno dubbio quel che penso io: mi disgusta. Non so che farci, è così. Non sono più intelligente della media degli Italiani. Ho avuto, però, un cursus spirituale impreveduto: la classicità e il Medioevo mi hanno predisposto al sub specie aeternitatis, a un tipo di bellezza totale, esclusiva, universale, definita, amica della spada. Sono, per puro caso e senza alcun merito, un nemico naturale del nuovo: lo ritengo offensivo, stupido, transeunte e destinato alla disfatta in breve tempo. La catastrofe attende ciò che l’uomo edificherà nei prossimi decenni: le stimmate della piccineria sono su ogni pietra e ogni volto. D’altra parte sembra inevitabile che, per edificare il regno della pace, ci sia sempre più bisogno di informe: uno che tutto definisce, con un gusto personale, non può che divenire un reietto. Lo attende la Wunderkammer dei prossimi secoli: ecco la testa sotto formalina di Alceste: non gli andava mai bene niente! Un autentico rompicoglioni!
Al ritorno dall'Appia, rinfrescando la sera, il destino, terribile, dopo avermi dissanguato tutta la vita, mi rende almeno quattro risate. Sulla porta condominiale, alle 19.00 circa, trovo due ragazzette di circa vent’anni. “È interessato al nostro giornale, ‘Lotta Comunista’?“, mi fa quella con le scarpette da ginnastica fucsia. Di domenica! Il passato mi si materializza davanti, alla stregua d’una farsa inestinguibile, proprio lì, sull’uscio di casa. “Quanto costa?” faccio alla ragazza. “Non so, un’offerta … cinque euro?”. Smucino nella tasca e traggo un po’ di monete. Euri. “Il giornale potete tenerlo. L’ho già letto. Questi sono tre euro e cinquanta. Buona fortuna”.
Le due voltano i tacchi.
Io entro in casa, mi siedo e vorrei dormire per sempre.

24 commenti :

  1. Credo Alceste tu sia troppo ottimista per il futuro. Mi vengono in mente due film facilmente reperibili su internet: "Idiocracy" e "2022: i sopravvissuti".
    Secondo me il futuro sarà una via di mezzo tra gli scenari raccontati in questi due film.
    Per il presente c'è questa poesia di Bukowski:

    Dinosauria

    Nati così
    in mezzo a tutto questo
    tra facce di gesso che ghignano
    e la signora morte che se la ride
    mentre gli ascensori si rompono
    mentre gli orizzonti politici si dissolvono
    mentre il ragazzo della spesa del supermercato ha una laurea
    mentre i pesci sporchi di petrolio sputano la loro preda oleosa
    e il sole è mascherato
    siamo nati così
    in mezzo a tutto questo
    tra queste guerre attentamente matte
    tra la vista di finestre di fabbrica rotte di vuoto
    in mezzo a bar dove le persone non si parlano più
    nelle risse che finiscono tra sparatorie e coltellate

    siamo nati così
    in mezzo a tutto questo
    tra ospedali così costosi che conviene lasciarsi morire
    tra avvocati talmente esosi che è meglio dichiararsi colpevoli
    in un Paese dove le galere sono piene e i manicomi chiusi
    in un posto dove le masse trasformano i cretini in eroi di successo
    nati in mezzo a tutto questo

    ci muoviamo e viviamo in tutto ciò
    a causa di tutto questo moriamo
    castrati
    corrotti
    diseredati
    per tutto questo
    ingannati da questo
    usati da questo
    pisciati addosso da questo
    resi pazzi e malati da questo
    resi violenti
    resi inumani
    da questo

    il cuore è annerito
    le dita cercano la gola
    la pistola
    il coltello
    la bomba
    le dita vanno in cerca di un dio insensibile
    le dita cercano la bottiglia
    le pillole
    qualcosa da sniffare

    siamo nati in questo essere letale triste
    siamo nati in un governo in debito di 60 anni

    che presto non potrà nemmeno pagare gli interessi su quel debito
    e le banche bruceranno
    il denaro sarà inutile
    ammazzarsi per strada in pieno giorno non sarà più un crimine
    resteranno solo pistole e folle di sbandati
    la terra sarà inutile
    il cibo diventerà un rendimento decrescente
    l’energia nucleare finirà in mano alle masse
    il pianeta sarà scosso da un’esplosione dopo l’altra
    uomini robot radioattivi si inseguiranno l’un l’altro

    il ricco e lo scelto staranno a guardare da piattaforme spaziali
    l’inferno di Dante a confronto somiglierà ad un parco giochi per bambini
    il sole sarà invisibile e sarà la notte eterna
    gli alberi moriranno
    e tutta la vegetazione morirà
    uomini radioattivi si nutriranno della carne di uomini radioattivi
    il mare sarà avvelenato
    laghi e fiumi spariranno
    la pioggia sarà il nuovo oro
    la puzza delle carcasse di uomini e animali si propagherà nel vento oscuro
    gli ultimi pochi superstiti saranno oppressi da malattie nuove ed orrende
    e le piattaforme spaziali saranno distrutte dalla collisione
    il progressivo esaurimento di provviste
    l’effetto naturale della decadenza generale
    e il più bel silenzio mai ascoltato
    nascerà da tutto questo
    il sole nascosto
    attenderà il capitolo successivo

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    1. Credimi, l'umanità stazionaria che descrivo è davvero l'inferno.

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  2. Bum. Ancora colpito il centro.
    Grazie per la descrizione di una zona della nostra città da me molto amata.

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    1. Grazie a te. L'Appia è uno dei rari punti di Roma in cui ci si sente a Roma.

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  3. un altro pezzo magistrale, Alceste, la cui bellezza ne oscura la disperazione.
    Riguardo alla guerra e alla pace, credo che negli ultimi settant'anni nel nostro occidente non ci sia stata altro che una lunga e logorante guerra, fatta di micro-sconfitte individuali e di vittorie sempre piu' palesi di tutto quello che e' corporativo, che ha prodotto individui disossati che si muovono all'ombra di eteree cattedrali tutte uguali, inetti alla lotta e assetati di pace... l'avranno la loro pace, e il reddito di cittadinaza, e la giusta razione di Soma per dimenticarsi: il loro quieto inverno esistenziale.

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    1. Il Soma, il Lete, l'oppio, il nepente. Un'altra cosa sbalorditiva: la legalizzazione strisciante delle droghe nel pieno silenzio delle destre. Dove sono i Gasparri, i muccioliani?

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  4. credo che sulle droghe "destra" e 'sinistra" vadano d'accordo, un accordo non esplicitato ma sostanziale. Le droghe ebbero in origine nelle societa' tradizionali un uso quasi esclusivamente cerimoniale e, nel processo di distruzione di tali societa', si diffusero in ambiti ristretti come simbolo di trasgressione (la cosa non vale per tutte, si pensi alle bevande alcoliche, le quali comunque rappresentano una trasgressione per i minori), mantenendo quindi un'aura di estra-mondanita'; ora con con questa strisciante spinta alla loro legalizzazione si appiattiscono su di un piano meramente mondano in cui sguazza l'essere "stazionario" che hai descritto.
    E' curioso che il soma, la droga simbolo del ondo nuovo di Huxley, avesse come principale effetto quello di indurre "visioni" negli officianti persiani, la vista credo sia il senso piu' corrotto dell'umanita' moderna, tutto quello che vediamo e' falso.

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  5. Bel pezzo, come sempre. Ricordo Grillo mentre demoliva Craxi ed il partito socialista. Craxi che si opponeva all'euro, a questa parodia satanica che si chiama Unione Europea e all'esercito USA. Craxi fu eliminato e con esso il vecchio sistema politico che intralciava il "grande progetto". Con Craxi furono fatti saltare Falcone, Borsellino, prima Moro, Pasolini, Mattei. Ho sempre pensato a Grillo come ad un nemico. Come ad un Marat, per la Francia ed i francesi. Un tempo gli antichi supponevano la natura del mondo, la immaginavano o deducevano. Per questo la menzogna aveva una sua necessita', ed una sua "sincerita'"!. Oggi, ci raccontano un mondo falso, ben sapendo quanto sia falso. E Grillo lo sa bene! Avremo il Politburo dell'umanita'. I massacri, soprattutto di bambini, (sono) saranno "preventivi, indolori e persino etici". Pensateci bene a quanto inquina un essere umano. E avremo qualche dissidente, incompreso come un folle. Forse allora ritornera' il Cristo. Ma chi lo accogliera'?
    Anonimo di nome R

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    1. Lo accoglierà il Grande Inquisitore.

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  6. Grazie per Bukowski
    Solo la poesia ci salverà...

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  7. "Guardiamoci intorno e non vedremo che gente che vive e ragiona solo in termini di lavoro e ferie: produrre col massimo profitto per poterci permettere un tempo libero più rilassante e privo di pensieri il quale ci rimetterà in forma onde riprendere il lavoro col massimo profitto […]. Questa civiltà non può che essere «razzista», il razzismo le è connaturato e indispensabile. La sempre più vasta ed efficace assistenza che daremo ai malati, ai vecchi, ai pazzi, ai deformi, ai moribondi non è affatto antitetica allo sterminio sistematico usato dai nazisti, è solo un metodo di eliminazione meno brutale e più ipocrita che ci permette di espellere dolcemente dalla nostra vita tutto ciò che disturba la nostra produttività e il nostro relax, tutto ciò che è difforme, eccezionale, problematico, difficile, inquietante. Costruiremo sempre più ospedali, cliniche psichiatriche, gerontocomi, istituti di rieducazione, e sempre maggiore sarà il numero di coloro che vi confineremo. Senza bisogno di usare violenza: noi stessi ci andremo spontaneamente quando sarà il caso. Segregheremo prontamente, uccideremo quella parte di noi che nuocerà alla nostra produttività e al nostro relax. E la nostra vita diventerà sempre più comoda e ottusa e «felice»: la clinica ci regalerà la pillola adatta per ogni minimo caso di dolore fisico e psichico, la psicanalisi le formule in cui catalogare ogni nostro pensiero, avremo libri da leggere scritti da macchine elettroniche e altre macchine elettroniche ci forniranno le chiavi per capirli. Moriremo in aereo senza accorgercene oppure nel letto di una clinica (senza che ce ne accorgessimo saranno morti i nostri genitori, i nostri amici), soli (perché la produttività e il relax dei nostri figli, dei nostri amici ne sarebbero disturbati), così ben imbottiti di morfina da non accorgerci di nulla né che siamo soli né che stiamo morendo. Né che la nostra vita è stata uccisa ben prima della sua morte fisica"
    P. Bellocchio

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    1. Piergiorgio Bellocchio, l'unico erede di Pasolini.

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  8. Ciao alceste,te lo devo dire,ma se ti lasci andare alle lusinghe della morte,noi chi leggeremo?chi sarà coi suoi scritti a renderci fieri della terra e del nostro passato che abitiamo?C'è bisogno di te e del tuo fine cervello,della tua cultura delle tue sciabolate.La tua analisi è giusta secondo me,ma in questi giorni di scontri politici mi sono volontariamente lasciato andare e schierato momentaneamente col nuovo governo,debolezza?desiderio ingenuo di appartenenza?certo....avevo bisogno di una pausa,di sognare,anche se dentro di me conosco il fine di tutto ciò...Sei importante per qualche migliaio di persone che leggono il tuo blog,che parlano e influenzano altre decine di persone...E poi, e poi c'è la storia che avanza e che nessuno può conoscere con suoi percorsi,le sue bizze la sua profondità...quindi caro alceste,continua e con entusiasmo a donarci un pensiero originale,mai scontato.Dici di essere solo,come ti capisco,il tempo ha scremato anche nel mio caso amori amicizie e parentame per lasciarmi solo...ah le domeniche che non passano mai!Mi sembra di vivere in una poesia crepuscolare di Sergio Corazzini,e allora penso anche a te e mi chiedo,cosa starà facendo Alceste?

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  9. Per Giuseppe

    Non scordiamo la strategia d'uscita che "stranamente" viene imboccata da persone di successo. In questi giorni due suicidi esemplari di tale situazione: l'Appiano 59 anni e la stilista Kate Spade 55 anni... donne emancipate, con carriere milionarie, esempi femminili da seguire. E siamo solo all'inizio di uno stillicidio che sarà norma.

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  10. Una vergogna ! Io non so come si possa stimare grillo ,e' agghiacciante un giullare che passa da un discorso all'altro senza un filo logico ,da Neuro e' agghiacciante ,un confusionista che va avanti a forza di slogan ,e poi si sente il fetor judeas lontano un miglio ,siete dei Matti ad ascoltare sto elemento oppure siete in depressione decidete voi !

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    1. Forse hai equivocato il senso dello scritto.
      Come uomo di spettacolo stimo Grillo, certo: si sgranocchia tutti i controinformatori del mondo a colazione.
      Per il resto: rileggi con calma.

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  11. NOBILTA'


    La poesia è pallida e nobile.
    Non cambia niente, non incurva colline, non
    da un solo frutto rosso, non
    fa il rumore di chi strappa
    un pezzo di pane per offrire
    un pezzo di pane.
    Si rannicchia in un angolo e
    non si lamenta.
    Vive in tutto ciò che si innalza
    all'aria e dal nascere.
    Non chiede nemmeno una visita.
    Le basta quel che non è successo.
    Juan Gelman
    Ps su...cesso? Bene...essere? Progresso? Tutte mine antiuomo, l' apocalisse nucleare fino all' ultimo atomo umano e , dopo tutto questo, dovrei pure dare ai nostri mostri e rispettivi spettatori, anche la mia vita e la mia morte? Colcazzo!!!mostri e loro vittime emotive, senti-mentali, cerebrali e /o decerebrate mi hanno gia ucciso miliardi di volte e, altrettante, gia dato sembianze illusorie di vita. Mai nata(per mostri e vittime) e, dunque, mai morta. Essi vivono nella menzogna e uccidono e si uccidono a frotte per il loro vuoto. Questo vuoto non mi addolora? Non mi tormenta piu? Non mi opprime? Come lo riempio nella mia non vita e non morte? In cio che non é mai stato...lo stato non siamo noi.

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  12. Segnalo, sull'argomento degli anziani - dei vecchi - l'articolo di oggi 7 giugno sul sole24ore : La cura degli anziani? Esiste una questione Meridionale
    http://www.infodata.ilsole24ore.com/2018/06/07/la-cura-degli-anziani-esiste-questione-meridionale/
    E' immediatamente scattata la propaganda.

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    1. Pongono il problema, presto troveranno la "loro" soluzione.

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  13. Per Il Poliscriba

    Gentilmente, approfondirebbe quest'argomento dello stillicidio prossimo a venire...

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  14. Alceste Ho capito il male che l'affligge : lei non dice quello che veramente sente in animo ,LA dica lei LA verita se ha il coraggio ! Io e sed vaste l'abbiamo capito lei LA pensa come noi ma non ha LA stoffa ci vogliono I coglioni per mettersi contro tutto e tutti ,provi a fare un giochino da ora in poi scrivi solo quello che veramente sente ,fossi un dittatore LA prenderei come bossi fece con Miglio , vedra che dose di dopamina , sentire uno intelligence come lei deve essere da stimolo da esempio a condizione che dica quello che sente non quello che pensa ,che e' molto diverso ,A noi !

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  15. Snocciolate con tragica profondità le ragioni esatte che mi hanno spinto a non votare 5stelle. L'ottimismo di Grillo è dovuto molto probabilmente all'influenza di Casaleggio padre (e già il suo legame con il partito sarebbe sufficiente per trarne tutte le riflessioni del caso), ma lo credo sincero e in buona fede quando esalta il Futuro e le nuove tecnologie - sgrana gli occhi neanche avesse visto la Madonna. Purtroppo lui - come quasi tutti ormai - pensano e si comportano come il Diavolo di Goethe, ma al rovescio: perseguono il Bene per compiere il Male.

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Siate gentili ...