lunedì 11 maggio 2020

Breviario di mistica razzista


Roma, 11 maggio 2020

Che l’Italia vaghi in un tenebroso incanto lo si rileva dalle insorgenti minutaglie della cronaca. Improvvisamente, al di là di qualsivoglia ragionevolezza, gli Italianuzzi son usciti a frotte al sole. L’ennesimo decretino non decretava, certo, il tana liberi tutti eppure si lascia fare. Perché? Perché quello che si doveva ottenere è stato ottenuto: l’inoculazione di un vaccino contro la voglia di vivere. Ora i Fratelloni della Buona Morte, paludati sotto le più formidabili sigle, vengono in TV regolarmente a parlare di due o trecento morti quasi col sorriso sulle labbra, un po’ svogliati, quasi guasconi. Son morti altri trecento, erano giovani e forti e sono morti! Come se gliene fregasse qualcosa. Son numeri da circo, come erano, da circo, a fine febbraio, quando, però, la messinscena serviva a terrorizzare il miccame per l’instaurazione del nuovo regno. Adesso due o trecento in più: anche quattrocento, cinquecento! Son numeri, come i numeri digitali della banca. Mica li ha sudati qualcuno quei numeri, servono a ottenere effetti: la schiavitù in un caso, l’usura, altro tipo di schiavitù, nell’altro.

I Fratelloni o Compagni della Buona Morte, appartenenti ad un’antica confraternita del Santo Spirito, paludati con cappucci e lunghe casacche nere, raccoglievano i cadaveri di pastori, braccianti e poveri della campagna romana, li componevano amorevolmente per poi donargli sepoltura dignitosa. Una chiesa li ricorda a via Giulia: Santa Maria dell’Orazione e della Morte. I poveri, nella desolazione dell’agro, si ammalavano inevitabilmente, ritirandosi quindi a crepare nelle grotte, appiè i rivi o nei procoji; spesso soli, dacché il contagio poteva minare la famiglia. Fra i morti numerosi furono i monelli, reclutati giovanissimi nelle piazze di Roma e deportati come carne da cannone nei latifondi: la malaria li coglieva presto. Nudi, le trippe enfie, i loro corpi venivano rastrellati pietosamente; i carri si trascinavano per le secolari carrarecce a ricalco dei basolati etruschi e romani, in un infinito che vibrava per l’assenza della grandezza, intangibile e opprimente. La campagna, intanto, vasta e indifferente, riconciliava nel proprio grembo, chi rimaneva e chi andava, vittime e consolatori, carnefici e giusti. Ognuno aveva recitato la propria parte, la parte che viveva per tramandare la totalità, consegnandola all’eterno.

Ottengo un cappuccino da asporto. Bicchiere di cartone o quel che è, cucchiaino di plastica confezionato, bustina di zucchero, tovagliolino. Mi siedo sulla panchinaccia fuori del notissimo bar. Improvvisamente, poiché dapprima mimetizzate dall’ambiente circostante, fra manifesti stracciati e saracinesche chiuse, emergono due poliziotte locali. No, non si può. Il cappuccio lì, no. Perché. Perché sì. Lo si deve riportare in ufficio o in casa. Oppure, meglio, distillarselo a casa o in ufficio: ci sono le Nespresso con tutte le varianti, non lo sa? E in cammino si può sorbire. No, poiché dovrebbe abbassare la mascherata infettando mezza capitale. E allora ci si mette in cammino col bicchiere, il cucchiaino, il tovagliolo e la bustina. Svoltato l’angolo, mi appoggio su una lurida cassetta dell’ENEL e miscelo la pozione guardandomi attorno come un ladro. Poi m’incammino, sorseggiando. La vetrina mi rimanda l’immagine di un uomo di mezza età, i capelli incolti, un breve velo di barba, il bicchiere di plastica in mano: eccovi servito, col lockdown, un barbone americano della nuova metropoli.

I nordici sono ottusi? Sì. Efficaci, lo ammetto, almeno nel breve termine; in generale, però, è meglio che se ne stiano nel retrobottega a lucidare le posate lasciando la preparazione del simposio ad altri. Che questi snervati e asettici pigolatori del banale abbiano inventato il Premio Nobel la dice lunga sul concetto di progresso nel postmoderno. Alla lunga questi lanzichenecchi tendono a uccidere il paziente poiché, per loro, la anamnesi del malato consiste nella formulazione di domande capziose che presuppongono quelle risposte che loro si aspettano; l’eziologia è, di conseguenza, devastante.

Aspetto qualcuno a dettagliarmi, con foga convinta e persuasiva, perché il sottoscritto, come tutti gli Italiani, discesi dal mondo immaginativo d’una vasta koiné che ritenne doveroso, avendo per fine una vita degna di essere vissuta, creare l’acanto corinzio, il Galata morente, e:h=h:d o l’universo minuzioso delle Pandette, debba sottostare ai diktat intellettuali di chi si frusta in una sauna.

I Normanni, questi nordici da dirozzare, invadono la Francia settentrionale. Sin dal 900 si mansuefanno degnamente adottando lingue, usi e religioni proprie della Romània. Sono eccellenti guerrieri: li reclama persino Bisanzio. Nel 1066, ricorrendo ad astuzie meridionali, sconfiggono gli Anglosassoni salvando l’Inghilterra dal cruccame e prefigurando segretamente John Donne e Shakespeare. Poi dilagano nel Meridione d’Italia. Nasce, cullato dai raggi del sole jesino, a quaranta chilometri da Recanati, macerato da dolcissime frollature culturali, Federico II di Svevia. Federico inventa l’Italiano in Sicilia, ha connessioni d’impervia complessità con gli Arabi, si diletta con vaghi sonetti in cui è nominata la Siria, dà sulla voce ad Aristotele in tema di falconeria: ne so più di lui, dice, perché a caccia coi falconi ci vado personalmente e osservo minutamente; molesta la memoria dell’arte romana, si apre al gotico, fonda la prima università a Napoli. Federico II, questo Italiano a tutto tondo, si ciba del passato a ogni livello. Il Novellino ne scolpisce la figura in memorabili bozzetti. Leggendari, ma non falsi. La leggenda non è mai falsa poiché genera vita; la menzogna, invece, è sterile, come il diavolo.

I cedimenti al protestantesimo, all’ateismo da salotto, a un pigro e generico agnosticismo, si concretarono anche in abbandoni violenti della storia culturale che il Cattolicesimo segretamente conservava. In cambio si ottennero degli sguatteri del pensiero capaci di inventare tutto e nulla, ma con stupefacente rapidità. L’unica risposta sensata e terribile da dare quando vi mostrano i progressi dell’illuminismo contro l’oscurantismo è questa: cosa si è dato in cambio? Uno di questi progressi incontrovertibili consisteva nella longevità. Mi dicono: ti lamenti ... ti lamenti ... ma di cosa ti lamenti? Hai un tetto sulla testa, luce, acqua corrente, la malattia è sconfitta, l’istruzione avanza, stiamo erodendo l’imperio della morte ... la morte verrà sconfitta! Vivremo centovent’anni! Come puoi avere l’ardire intellettuale del contrasto? Non tutto è risolto, ma la via è tracciata, abbandona queste resistenze ... Così mi dicevano e mi dicono ancora. A questa utopia abbiamo sacrificato gran parte di noi perché, lo ripeto, l’utopia, soprattutto quella falsa, è un Moloch irresistibile che non intende ragioni. Una fornace ardente. Date ... date ancora ... le budella, il passato, il rispetto, l’onore, la creatività, l’arte, le credenze, le sfumature e la bella linea, la lingua materna, la natura, gettiamoli nella fornace del futuro e vedrete! La felicità, finalmente, dopo i millenni della follia; la luce, la beatitudine. E noi puntavamo sempre più. La posta era enorme, consistendo in ciò che si era stati, forse più alta ancora ... un pegno luciferino ci spingeva a nuovi azzardi ... ancora .. per la vittoria finale. E ora? Ora le promesse cadono una dopo l’altra, la malattia, l’ignoranza, la morte e la povertà serpeggiano lentamente fra noi, riconquistando, tugurio per tugurio, le megalopoli, angolo dopo angolo, con battaglie silenti quanto inesorabilmente vittoriose. E ciò che abbiamo bruciato in nome di ciò che ora non è più? Perduto per sempre. Perché di una cosa si deve essere sicuri: ciò che brucia, lo fa irreversibilmente.

Cito a memoria da L’ordine del tempo di Rovelli: “È l’entropia, non l’energia, che fa stare per terra i sassi e girare il mondo. L’entropia regola l’universo. Grandi regioni dell’universo rimangono intrappolate in configurazioni che restano ordinate, poi qui e là si aprono nuovi canali attraverso i quali il disordine dilaga”.
L’Italia fu tale meravigliosa trappola. Una configurazione di tremila anni del genio umano. Comprendere questa “trappola” regala nuove accezioni, inconfutabili, al concetto di “conservazione” e “conservatorismo” e tradizione. Un Faust genetico si elevò, per puro caso, dal liquame della storia a gridare: “Fermati, sei bello!”. E così fu.

La parola “trappola” promana dal longobardo trappa, lacciuolo. I Longobardi, altri nordici mansuefatti.

I Latini dominano un colle fatale di Roma. Siamo nel XIII secolo a.C. Un gruppo di coloni arcadici guidati da Evandro arriva alle pendici dell’altura, risalendo il Tevere sino a quei recessi fangosi. Col benestare del padre dei Latini, Fauno, figlio di Pico, fondano una comunità: in onore della Patria greca, Pallantion, la chiamano Pallantium, da cui, in seguito, per dolci putrefazioni linguistiche, Palatium: Palatino. Sarà il figlio di Evandro, Pallante, a scrutare l’orizzonte dal Palatino avvistando le navi di Enea in fuga da Troia in fiamme.
Quattro secoli dopo una cesta con due gemelli si arena, recata da una corrente benigna, nei pressi d’una grotta palatina ricca di acque, il Lupercale. Una lupa, scesa ad abbeverarsi, allatterà i due neonati; il pastore Faustolo e la moglie, Acca Larentia, li alleveranno, amorevoli, sino al fratricidio.
Il fratricidio: un gesto d’ira? No. Remo non comprende il senso del limite invalicabile, lo deride con un saltello: Romolo, mosso da forze a lui sconosciute, affonda il colpo; il sangue bagna il pomerio sacro che definisce la seconda configurazione della Roma sacra.
Circa otto secoli dopo il primo re, sarà Ottaviano Augusto, il primo imperatore, a fondare una terza Roma, proprio sopra il Lupercale: la casa di Augusto, col proprio studiolo, struttura il mito, ancora una volta, ricostruito sui luoghi di Evandro e del sangue di Remo.
Il 25 dicembre 336, dies natalis, addossata alle rovine augustee, sorgerà la basilica di Sant’Anastasia, simbolo della quarta nascita della Città: le doglie sono officiate da papa Silvestro e dall’imperatore Costantino, a riunire Cristo con Ottaviano, Romolo, Enea, Evandro, Fauno e Pico: i Santi.
Nel 2007 un commosso Andrea Carandini dà l’annuncio: sulla scoscesa del Palatino, a quindici metri sotto la casa di Augusto, poco lontano dalle capanne romulee; a qualche passo dalle antiche fondamenta di Sant’Anastasia e dei resti invisibili del Ponte Sublicio, costruito dai Latini e restaurato da Ercole, proprio avanti il Circo Massimo, lo spiazzo ove le spose sabine vennero rapite con un’astuzia tutta meridionale, proprio qui, a distanza di più di tremila anni, una sonda buca delicatamente le pareti di un’antica trappola spazio-temporale ridonando le immagini del Lupercale.
Sic gloria transit.

I canali attraverso cui dilagò il disordine furono, in ogni epoca, presidiati dai tabù. I tabù sono sacri; a loro guardia sono eletti i santi. I santi presidiano le zone sacre, stabiliscono divieti, erogano condanne, eseguono le pene. La repressione attraverso i tabù consentiva la vita poiché dalle zone sacre erompeva continua la vita. L’assassinio di tali santi ha desacralizzato templi e cenotafi di eroi; l’entropia morale ha fiaccato le energie abolendo, al contempo, ogni limite. Per questo oggi ci globalizziamo. Non saremmo capaci di fare altro. Una globalizzazione statica, però; nata morta. Le uniche energie da dove provengono? Dalle residue desacralizzazioni. Cioè dai roghi di ciò che prima era sacro e ordinato. Bruciare il passato, deriderlo, annichilirlo, è l’unico fuoco capace di scaldarci. Per tale motivo, oggi, è bandita l’originalità e dilaga la parodia. Non potrebbe sussistere una visione ardita e impetuosa poiché l’entropia ha recato le energie vitali a zero. L’unico ansimo di creatività vive, appunto, nella distorsione del passato sacro. Tutto questo ciarpame intellettuale che ci circonda si comone di cover, riadattamenti, rivisitazioni, plagi, destrutturazioni dell’antico. Il nulla, per tentare di suscitare una scintilla, non può che attizzare le antiche braci morenti: la Gioconda coi baffi, l’Ara Pacis inscatolata, il Marco Aurelio di plastica, Marina Abramovic che simula una Pietà al contrario, l’Innocenzo raffaellesco deformato da Bacon, le piramidi di Las Vegas.

Si dice: è la fine della globalizzazione. A me sembra la continuazione logica d’essa. Finché si distruggeva il patrimonio spirituale delle nazioni (arte economia religione) ci si ingannava della sua stupefacente dinamicità. Ora, avviati alla presa d’atto della totale devastazione, l’immensa ragnatela posticcia gettata sull’umanità mostra una sterilità agghiacciante. D’altra parte, ben lo sapevano i Padri della Chiesa, Lucifero è sterile e il suo sperma ghiacciato. La globalizzazione ha ucciso l’umanità, né più né meno. Ci si prepara all’ultimo atto: l’apocalisse in poltrona. Via la comunità in ogni suo aspetto, sotto con l'individualizzazione forzata, l'isolamento sistematico, il monadismo; via i viaggi i cenacoli le confraternite la politica vissuta la storia il territorio: ogni peculiarità sia livellata.

L’umanità sta raggiungendo la morte termica ovvero il perfetto equilibrio. A tale stato può darsi il nome di nirvana. A mancare è proprio l’energia, disseccate le fonti perenni del genio. La profezia di Eliot sul “not with a bang, but a whimper” troverà la realizzazione piena ed esilarante. A ogni campo dello scibile potete applicare tale modello: all’economia, all’arte, all’etica, a ogni cosa. Fra Italiani ci si capisce poiché, come afferma il ghiottone di gelati: “L’uomo caldo di entusiasmo, di sentimento, di fantasia, di genio, e fino di grandi illusioni, situato su di una eminenza, scorge d’un’occhiata tutto il laberinto, e la verità che sebben fuggente non se gli può nascondere”. Saranno d’accordo gli Yahoo del postmoderno?

Antiche parole ora rivelano il significato più profondo: entusiasmo. Entusiasmo: l’essenza divina che in noi scalda il cuore. Si è posseduti dal dio. Sbaglia profondamente chi crede che questa sia una soluzione esclusivamente mistica. L’uomo che si fa dio, in tal caso, equivale al genio che, in un attimo della propria vita, forse inavvertitamente, reca uno sguardo onnicomprensivo sulla Totalità. Il trauma che riceve lo rende altro. È di questo che parla Giacomo Leopardi, non di fulminazioni iniziatiche, benché anche queste, lo so, gli suonino amiche. La superiorità dell’Italia in ciò consiste. Che tale attitudine sia oggi dileggiata trova una rispondenza precisa nella logica della degenerazione.

Proprio il rinnegare le radici culturali italiane c’ha portato alla sudditanza verso dei veri cretini. D’altra parte la non-reazione degli intellettuali è lì a dimostrare o il tradimento o il rifluire in una puerilità patologica.

La Storia riposa tra l’Eufrate e il Tevere, passando per le Termopili e i fanghi del Nord Africa, da circa diecimila anni. Perché ciò sia avvenuto sarà oggetto di discussioni ulteriori. Però è così. La vivezza dell’Antico Ordine da qui promana: guardate quali nazioni sono state bombardate, fisicamente ed economicamente, negli ultimi trent’anni e potrete dare la risposta fondamentale.

Tale dicotomia fra Antico e Nuovo Ordine fu equivocata, con perniciosa superficialità, da Oriana Fallaci. La intese, di fatto, al contrario. Credeva, codesta donna, che a Princeton o Chicago vi fossero i fari della civiltà occidentale. Invece c’erano e ci sono dei coglioni. Tale brutale affermazione non verrà creduta da nessuno; e sapete perché? Perché sin dalla nascita si è stati abituati al servaggio, rimpinzati col biberon ricolmo delle solite chiacchiere sulla bontà, la pace, il progresso civile e i razzi che arrivano sulla Luna. È ora di finirla, stiamo cadendo nel pozzo, avete ancora ritegno? L’outing quando lo fate? Gli Italiani bastano a sé stessi, vantano la dispensa culturale più ricca del mondo, prendetene e mangiatene tutti. Ma lo fanno, questi merdosi d’Italiani? Macché, devono rilanciare il trecentesimo articolo (tradotto!) del solito minchione che prevede l’apocalisse sempre lì lì per realizzarsi, come i Testimoni di Geova che vaticinano catastrofi sullo zerbino condominiale. Il minchione non si rende conto d’esser già nella catastrofe, all’ultimo atto dell’Apocalisse. Il minchione, di solito, o si sollazza in inglese o estrae un grafico incomprensibile oppure venera con la devozione del minus habens il saggista preso chissà dove e il grafico elaborato con le tecniche più avanzate (che lui manco ha capito). Ha una sua compunzione: esamina i fatti. A tale procedura dà un nome: fact checking. E dopo la disamina, scientifica, dei fatti, arriva la bordata: la Borsa crolla! I missili partono! Il contagio ci stermina! E giù applausi. Poi dopo una due tre riedizioni di questa menata, che mai si avvera, essendo la menata di un micco, cosa fa? Chiede scusa? Fa autocritica? No, cambia discorso. Qualcuno gli ricorda forse le stupidaggini che ha scorreggiato da poco? Ma no, rilancia, bevendo, ancora una volta, l'ennesimo articolo (tradotto!) che smentisce oggi ciò che si asseriva graniticamente poco tempo prima.

Questo avviene perché l’Italiano è stato educato all’inferiorità, a vedersi disprezzare sistematicamente le proprie radici; alla delazione intellettuale, all’omicidio culturale dei migliori. Nell’immaginario indotto un fesso italiano medio crede davvero che un diciottenne che esce dal liceo classico sia un poveretto che non vanta la minima chance contro il pari età dell’high school americana. Nonostante i licei siano divenuti, anch’essi, palestre di legioni di somari, ancor oggi è vero il contrario. In media un liceale italiano è di gran lunga superiore al pari età di qualunque nazione. Certo, le statistiche non confortano questa ipotesi, ma le statistiche le celebrano i Berlinguer e le Fedeli che hanno per fine proprio la distruzione dell’Italia. Gli Italiani sono stati recati, col bastone e la carota dell’accidia, all’ignoranza di sé stessi, ecco perché si sventolano le statistiche, peraltro false.

Per una volta voglio fare il rodomonte: datemi pieni poteri al Ministero della Cultura e dell’Istruzione e alle statistiche faccio prendere fuoco. Via i sindacati e le madamine PolCor dall’insegnamento, struttura scolastica modellata manu militari con piccola corte marziale interna (un grado di giudizio inappellabile presso il TAR e consimili congreghe della Wicca), ritorno al sette in condotta con relativa espulsione valida per ogni scuola della Repubblica, invito alla defenestrazione dell’alunno svogliato sin dalla più tenera età, blande punizioni corporali (fiammiferi accesi fra le dita dei piedi), umiliazioni coram populo (cappelli con orecchie da somaro), selezione dura agli esami onde scavallare alle superiori, obbligo di  educazione fisica. Il suo pargolo, cara signora, non sa che il prodotto dei coefficienti angolari di due rette perpendicolari dà per risultato -1. Se non l’ha capito quest’anno, forse lo capirà il prossimo ... Lei protesta? Non può, il giudizio è definitivo ... qui si formano i futuri araldi della nazione ... Piantone! Accompagni la forsennata all’uscita ... segnali, poi, la gazzarra al graduato del corpo di guardia ...

Bisogna riconquistare le scuole e le università. Non a caso le hanno chiuse. E non saranno riaperte tanto facilmente. La scuola e l’università devono essere, di fatto, abolite. A questo si mira. Le scuole italiane, le università italiane. Riapriranno mai? Prima si ha da creare un’ulteriore generazione di inetti manco buoni a soffiarsi il naso, poi forse ... Chiunque abbia avuto la ventura d’assistere alle interrogazioni online o compulsare, da pagine di alto livello istituzionale, frasi del genere: “Si deve, quindi, rendere il purpose dell’iniziativa ... e definire la mission che rimane sottintesa nella misura in cui ...”, sa cosa significa la disfatta dell’Italia.

Osservo oggi una gazzetta olotelevisiva: il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana riceve un sindaco, forse sulla questione del turismo. Il sindaco: blue jeans, scarpe da ginnastica, t-shirt a maniche corte da cui sbucano braccia bi-colori ricoperte da tatuaggi. Gli stucchi e le quadrerie di Montecitorio osservano i nuovi tempi, in silenzio. E pensare che Totò non voleva recitare assieme a Ninetto Davoli perché questi aveva indosso dei blue jeans. La forma ... la forma ... la forma è sostanza, ora e sempre; per questo vengono tollerati tali figuri: la nuova forma informerà una nuova sostanza: insulsa, tascabile, dissolutoria.

Mi capita tra le mani un volumetto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 1994. Sono riportate le percentuali delle elezioni. A un certo punto leggo: “Patto Segni 4,3%”. La reazione è simile a quella di un alienato che si risveglia nella camera imbottita dopo aver sognato la libertà. Il Patto Segni? In preda ai fumi dell’allucinazione me ne vado su Wikipedia. Leggo che il Patto Segni si alleò con la morente DC di Mino Martinazzoli in un Patto per l’Italia contro “le sinistre” guidate (dice proprio così: guidate) da Achille Occhetto e contro la destra di Silvio Berlusconi. Non solo: poco prima delle elezioni il Patto Segni, il cui esponente principe fu Mariotto Segni, subì una mini scissione. Da parte di chi? Di Adriano Teso e Carlo Usiglio i quali, non contenti dell’andazzo, se ne andarono chez Silvio dopo aver fondato il Polo Liberal Democratico.

A questo punto due sono le vie. O il passato è un inganno perpetrato da un demiurgo maligno oppure tutti noi abbiamo vissuto questa parte di storia italiana palpitando per le scelte di Adriano Teso e Carlo Usiglio. Purtroppo credo che la seconda chance sia quella con maggior probabilità di realtà. Si va avanti a mode: Teso, Usiglio, Bush, Berlusconi, Bertolaso, Cofferati, Zapatero, Puigdemont, Osama, Obama. Fino a qualche minuto fa l'Unione Europea era la cornucopia della Germania; ora i crucchi se ne vogliono liberare. Trump accusa i Cinesi; i Cinesi accusano Trump; i Russi sono alla finestra, anzi no, hanno il virus che dilaga pure loro e non hanno tempo di finanziare Salvini e Trump, i sovranisti. Un gliuommero di scemenze, né vere né false, solo inservibili. Intanto il Programma va avanti.

È lo scotto da pagare all’esaltazione della cronaca, dell’attualità stupida e oppressiva. La capacità di elevarsi, propria degli spiriti classici, sembra aver abbandonato anche le lande meridionali. Un luogo eminente (lat. eminens=sovrastante) da cui ammirare, dominandole in una visione unica, le frattaglie del quotidiano: la sola vetta da scalare. Gli spiriti superiori vennero sempre perseguitati. Tutti si rifugiarono sulle montagne o nei deserti che sostituiscono con la vastità orizzontale la mancanza di una vetta. Persino lì, remoti dagli uomini, fra scorpioni e tentazioni luciferine, essi aborrono il contatto con la superficie che li riduce inevitabilmente a una consapevolezza superficiale dell’esistenza: si fanno aerei stiliti.

La verità, però, non si contenta del romitaggio. Il genio che tutto vede ha bisogno di ritornare fra gli uomini, manifestandosi con pudicizia o scrutando, inosservato, le proprie creature. Dio si fa carne in Cristo e mangia e beve e fa segni sulla sabbia assieme agli uomini. Viene ucciso come uomo dagli uomini, beve aceto, grida; risorge dalla carne come dio, eppure sente il bisogno di mescolarsi ancora fra coloro che lo tradirono: appare alle donne, ai viandanti di Emmaus, agli sbalorditi suoi discepoli.
Il sepolcro vuoto, il masso spostato, tutto sembra perduto. Ma qui il Vangelo celebra la propria apoteosi segreta. A mezzo tra lo smarrimento e la speranza, le cristofanie illuminano questi passi trascurati. Gesù pare diverso, come nostalgico del suo passaggio in terra, eppure rapito irreversibilmente da un ordine superiore. Appare alla moglie, al fratello, al primo Pontefice; si ha la certezza, qui, ch'Egli ci ami; secondo alcuni indugia quaranta giorni, a bilanciare gli altri quaranta in cui rifiutò le tentazioni luciferine. Nè uomo né dio, Egli definisce ruoli e parti, con soffusa malinconia, come a presagire la battaglia finale di un tempo terribile di cui conosce l'umiliazione e l'infamia. Poi, il cuore pieno di dolore, ascende ai cieli, abbandonandoci.

Machiavelli si sporca giocando alle carte, bestemmia, scommette, poi si rifugia nello studio dopo le abluzioni e una condecente vestizione: entra in un luogo altro dove i mormorii degli “antiqui huomini” son riservati persino a uno come lui. Gli dei bisbigliano al lume dei ceri, lontano dalla fama e dalla considerazione volgare; una particola di verità si insinua fra le righe dei manoscritti. Catone, Lucrezio, Tacito.

Non siamo eguali. L’Italia deve ritrovare le proprie radici e il coraggio delle dichiarazioni definitive in base alla storia. Mai credersi fuori posto. Avere il coraggio di ciò che si conosce, pur non avendolo mai studiato. Mai soccombere all’arroganza degli ultimi arrivati. Cosa abbiamo da imparare? Nulla, se si ascolta con devozione il bisbigliare del passato.
In quali parole possiamo trovare consolazione? Forse in queste: 

Chi è il terzo che sempre ti cammina accanto?
se conto, siamo soltanto tu ed io insieme
ma quando guardo innanzi a me lungo la strada bianca
c’è sempre un altro che ti cammina accanto
che scivola ravvolto in un ammanto bruno, incappucciato.
Io non so se sia un uomo o una donna
– Ma chi è che ti sta sull’altro fianco? 

Ciò che siamo stati è talmente vasto da accompagnarci, comunque, non visto, lungo la desolazione della strada bianca. Chi riuscirà a cancellare quella figura bruna, incappucciata? Non potrebbe questa, alfine, rivelarsi, nel suo ritormo a noi?
Allora i più grideranno, in un ansimo di terrore dettato dai fantasmi di una devozione che si credeva perduta: Quis est iste qui venit? Quis est iste qui venit? 
Qualcuno, però, uno degli ultimi, non avrà timore. Spossato, dopo il lungo peregrinare nel deserto, si abbandonerà ai suoi piedi, ricolmo di riconoscenza e gioia.

88 commenti :

  1. Molto, molto, molto bello!
    Anche da quassù, dal mio romitaggio, si avvertono i baluginii dei tg, le cronache sempre più stanche e ripetitive, i caffè muovo mondo, i ristoranti col distanziometro. I rustici miei compagni scuotono la testa, finite le parole; forse con quelle semplici che loro conoscono non si riesce neppure ad esprimere lo sconforto…
    Domenica abbiamo però arrostito mezzo agnello. Siamo quattro gatti al riparo dai droni della Forestale, sotto un grande castagno in piena infiorescenza e ci si sente monelli di ritorno. Una boccata d'aria pura ma oggi il rientro in Romagna, cambio pure regione, me ne frego, faccio strade sterrate…
    Hai ragione tu, la verità non si contenta del romitaggio, sarebbe una mezza verità, poi il romitaggio è anch'esso abolito, non riusciamo più a viverlo.
    I miei compagni rusticani che non sono geni che tutto vedono, aspettano la riaperture dell'armeria di paese per rifornirsi di attrezzatura venatoria; dicono che potrebbe servire anche per evitare le vaccinazioni obbligatorie.
    Io sono più pessimista: ormai ci hanno vaccinato.
    A distanza, come rivela Colao o come diamine si chiama.
    Finite quindi anche le speranzelle infantili.
    Sarà dura riconquistare le scuole…; che avesse ragione Papini?

    Ps: credo di non sapere o di non ricordare l'autore dei versi che citi. Ti dispiacerebbe? Grazie.

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    1. Papini, un mezzo genio dimenticato. I racconti fantastici di Papini sono meravigliosi, li consiglio a tutti.
      Colao, già indefinito nell'onomastica, non so cosa volesse dire con quella sparata. Ormai mi aspetto di tutto. Due mesi a casa, si ha via libera per fare quel che si vuole, anche infettare le riserve d'acqua delle maggiori città. Ci avete pensato? Nel 2012 uscì fuori un filmino tutto italiano titolato "Pandemia"; il contagio si diffondeva tramite l'acqua. L'acqua, l'acqua! L'indispensabile acqua.
      I versi sono di Eliot, da "La terra desolata".

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    2. Eliot! Somaro che sono… Sarà la vecchiaia o il chianti. Come non riconoscere Dante o Petrarca!
      Mi considererai sempre più un "patacca" ma conto ancora sulla tua comprensione...

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    3. "Colao, già indefinito nell'onomastica"
      Ah quanto e' vero! Tali gli impercettibili segnali dell'Italia affidata a (e affondata da) forze estranee ed indefnite.
      Posso chiedere cosa ha detto Colao "a distanza" in questo anno 2020? Ho cercato su google "dichiarazioni Colao" ma, incredibilmente (con tutto l'affaccendarsi in cui e' impegnato in questo periodo), il primo link offertomi riguarda dichiarazioni risalenti al 2005, quando era amministratore delegato di Rcs MediaGroup. Link: https://www.fnsi.it/cdr-corsera-stupore-per-le-dichiarazioni-di-colao 

      In fondo vi leggo, riferito a Colao: "I giornalisti, dunque - conclude il Cdr - aspettano fiduciosi risposte meno folcloristiche e inopportune, e si impegnano con i lettori a mantenere comunque lo stesso senso di responsabilità e di rispetto nei confronti del Corriere della Sera dimostrato anche nel recente passaggio al nuovo formato […]"
      Ahah Colao dava gia' risposte folcloristiche e inopportune 15 anni fa, e i giornalisti che come sempre giurano e spergiurano sul loro impegno… e'proprio vero che nulla cambia in sostanza, ma tutto si trasforma, in superficie. 

      Concordo amaramente con Loris. Ormai ci hanno vaccinati, a cominciare dall'Italia. D'altronde fu deciso nel 2014 che dovesse essere il "gate" mondiale, Italia "capofila per le strategie vaccinali a livello mondiale", come deciso alla Casa Bianca dalla "Global Health Security Agenda", un nome che tutto trasmetteva tranne che salute e sicurezza. Ma la dolce Beatrice (Lorenzin) ci rassicuro': “Un importante riconoscimento scientifico e culturale internazionale per il nostro Paese”. E poi anche lei, come prima Zingaretti, si mise in posa per la foto mentre si iniettava il magico veleno anti-influenzale. In tale occasione il presidente dell'Aifa, Pecorelli (onomastica sempre centrata) aveva dichiarato: "Dobbiamo intensificare le campagne informative in Europa, dove sono in crescita fenomeni anti vaccinazioni. Si tratta di un’operazione che l’Italia intende condurre con il coinvolgimento attivo di tutti gli attori […]"
      E cosi' fu, attori e attorucoli accorsero volontari per recitare la loro parte. Come qui in Giappone nel 2011, quando il tal Mr. Sonoda, politico democratico, si mise a bere, davanti alle telecamere, l'acqua della centrale di Fukushima per dimostrare che, grazie alle portentose procedure di decontaminazione, non vi era nulla da temere. Attori che interpretano la parte loro affidata e poi scompaiono… soprattutto quando ci sarebbe da prendersi delle responsabilita' per le proprie azioni e dichiarazioni fasulle. Ma tanto nessuno reclama piu' nulla, agiscono quando e' gia' impossibile opporre una sufficiente massa critica. L'Italia entro' cosi' in balia (o malia) della nuova scienza, quella poi siglata e sigillata (in una botte di ferro) nel patto trasversale per la scienza dall'attore capo, l'Al Pacino de' noantri, il prof. Burioni, il Tony Montana all'italiana, il Padrino del popolo, adatto al nostro popolo d'infanti orfani dei padri spirituali e in cerca di un' autorita' qualsiasi a costo di pesante sindrome di Stoccolma; ora candidato al prossimo premio Nobel per la medicina o forse, chissa', a qualcuno potrebbe sfuggire un premio Oscar per la migliore interpretazione. 
      Forse e' giunta l'ora di affrontare il tutto a viso aperto, dato che anche il romitaggio alla fine sara' tracciato; bisogna imparare a difendersi non solo dalle minacce esterne, ma da quello che inietteranno o inculcheranno all'interno del nostro essere sacro, per neutralizzarne gli effetti tramite disciplina, forza d'animo e dialogo col nostro corpo ed essere sacro. L'avra' vinta chi piu' a lungo resistera', chi piu' avra' nutrito la volonta' di r-esistere.
      Ise

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    4. Sonoda e Fukushima che fine hanno fatto? Non ne sento parlare da tempo. Tutto passato in giudicato, come la secessione catalana che avrebbe dovuto spaccare il mondo?

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    5. Ma Alceste, ma che domande, ora c'e' un'emergenza non lo sai? Non si puo' mica parlare d'altro, altrimenti l'opinione pubblica si distrae e si prende il raffreddore. 

      Pero', ora che ci penso, oltre a Sonoda, ricordo bene anche il Dr. Yamashita, un medico consulente per la gestione del disastro nucleare, poi denominato il Mengele de' noantri giapponesi, ed accusato di negligenza criminale da giornalisti giapponesi con ancora una coscienza ed un cuore. 
      Ebbene, costui, dopo aver definito sicuri dei limiti di radiazioni mai sperimentati sull'uomo nel lungo termine, dichiaro' piu' volte che per contrastare gli effetti delle radiazioni era sufficiente… ridere. Mi chiedo perche' non venga intervistato oggi che magari ha una cura simile anche per il virus (e stavolta sarebbe davvero la cura giusta!). 
      Ise

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  2. Sto guardando dei documentari sulla montagna ligure e toscana. Piccoli paesi , ormai spopolati, che si rianimano nei mesi estivi. I lunghi e freddi inverni uniti alle condizioni di vita non facili ne hanno determinato il progressivo abbandono. Qualcuno parla di fuggire sui monti, ma la verità è che la maggioranza di noi non resisterebbe molto a lungo (non siamo più abituati).
    Le città restano la casa della maggior parte degli italiani. Nelle città si eserciterà sempre più il controllo di corrotti governicchi, massonerie di ordinanza in odor di giudeaggine e maestranze parastatali di infimo livello.
    Non c'è via di scampo. Non c'è via di fuga, solo la resa incondizionata, sommessamente sottomessi alle forze del disordine come il buon Alceste con il suo cappuccino da asporto.
    Una lenta eutanasia, una soporifera dipartita in mezzo al nulla che avanza.
    Mi torna alla mente la morte del professor Solomon interpretato da Edward G Robinson nel film "2022: i sopravvissuti". Solomon aveva compreso la verità, ma aveva anche capito che non ci poteva fare nulla.
    Sul ponte sventola bandiera bianca...

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    1. Forse è così. Sul non essere abituati sono d'accordo, ma la complessità dell'Italia è tale che potrebbe (potrebbe ...) suscitarsi un incidente di percorso, una variante genetica inaspettata. Mah ...

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    2. suscitarsi un incidente di percorso, una variante genetica inaspettata. Mah ... Colpita da queste parole talmente tanto da non riuscire a dare un significato o senso. Chiedo aiuto e sostegno a capire e comprendere.

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    3. Se un Italiano si compone di migliaia d'anni di Storia, questa Storia è, per la maggior parte, sepolta nell'incoscienza sotto forma di miti e simboli. Poiché il Potere ama giocare a livello simbolico, può darsi che, inavvertitamente, molesti zone dell'incoscienza che racchiudono un DNA salvifico. Potrebbero originarsi risvegli, resistenze, impreviste mutazioni.

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    4. Speriamo caro Alceste, a meno che non ci pensi un Gen.Pappalardo pensionato in Tunisia... e mi vien da fare la pernacchia nascosta del milite di piantone o la cuzza dietro al collo da gruppetto bastardino con il dito medio a rotear il... chi è stato?.

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    5. Escluderei da subito, quale demone salvifico, il generale Pappalardo.
      Vanta un ISEE al di sotto di qualsiasi rivoluzione.

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  3. Ma sta arrivando il cigno nero?Forse non tutto è perduto.

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    1. Speriamo. Se arriverà, arriverà assolutamente inaspettato, come sommo incidente di percorso.

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  4. 30/09/1995 - La Falange Armata lasciò dei messaggi nei computer collegati a Internet della Banca d'Italia, dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, della Italsempione e del CERPL di Massa Carrara, Padova, Roma e Ferrara. Nel messaggio lasciato si legge: "Voi avete le reti, le informazioni, la tecnologia. Noi abbiamo voi, le vostre cose, le reti. Rivoluzione sì, ma nuova, come non l'avreste mai immaginata... Guardatevi intorno ... i vostri nemici saranno i monitor". In un comunicato arrivato ai giornali firmato Falange Armata viene rivendicata l'azione: "Abbiamo preso il totale controllo di alcuni sistemi informatici... Abbiamo cancellato le parole chiave per accedere agli elaboratori e abbiamo inserito una nostra password... Ci dite che l'informazione è il potere, che essa viaggia sulle reti. Noi ora abbiamo le reti, abbiamo l'informazione, abbiamo il potere".

    Fonte: archivio 900

    Bubba

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    1. E la Falange Armata chi è? Credo siano minacce a uso interno.

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    2. Ho linkato queste quattro righe perché mi ha colpito la frase: "Voi avete le reti, le informazioni, la tecnologia. Noi abbiamo voi, le vostre cose..." 25 anni fa non esistevano gli smartphone e la domotica di massa nemmeno.
      Ci si stupisce quando un Colao meravigliao parla di micro dispositivi comandati a distanza da usare in campo medico (che già esistono e non sono micro),
      mi chiedo cosa ha allarmato alcuni finti contro- informatori, loro si micro e comandati a distanza molto simili ad alcuni individui che ci fecero rinunciare al nucleare e che sabotarono l'Olivetti, azienda leader mondiale che persino gli americani ci invidiavano.
      P.S.
      A tazzulella e cafe' presa i quel modo è un' umiliazione che nemmeno in galera, dove le persone rispettabili, (da non confondere con "di ripetto" che è differente), quando vengono chiamate dal agente o assistente (non chiamateli mai secondini che è un' offesa) per un colloquio col magistrato di sorveglianza, un parente o altro motivo, questi se sorprende il detenuto intento a tale rito, lascia il cancelletto socchiuso e dando del lei e chiamando per cognome dice: finisca pure il caffè e dopo vada in tal posto...

      C'è chi va su faccebbucco, iotubo, la gazzetta dello sport online, twitto, chistagram? Io vado su "Alcesteblogspot" scusate se e poco...

      Bubba

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    3. Il caffé è un piacere, se lo sorbisci sotto tutela che piacere è ...

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    4. Ahaahaha Bubba colpito e affondato...

      Bubba

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  5. Il 15 maggio non ci sarà la Corsa dei Ceri a Gubbio. Per l’emergenza coronavirus di stocazzo, consentimelo Alceste. La mia parte eugubina di cuore sanguina. La tradizione vuole che mai sia stata sospesa e parliamo di festa millenaria, che si perde nel tempo. Sulle prime mi dicevo che non era possibile, che gli eugubini nel tempo l’hanno celebrata in condizioni ben peggiori. Poi è arrivata la conferma da amici di Gubbio. Non ho pianto soltanto perché un uomo di quarantasei anni cova la velleità che piangere sia poco virile. Ma è una perdita enorme, gigantesca. Chi non la conoscesse dia un’occhiata su youtube per farsene l’idea. L’Italia è quello. Altro che folklore. Quello è Spirito. Crumbo

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    1. Il mondo del folclore subirà una mazzta decisiva. Sterilizzeranno tutto riducendolo a una innocua passerella.

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  6. mi decido, per necessità, ad affrontare il paese, senza museruola, a volto scoperto in una bellissima giornata di primavera, fermandomi ad annusare una splendida rosa dell'orto del vicino, un signore di 94 anni col cappello di paglia in testa, che cura ancora con "passione";
    Quest'uomo intemerato mi si avvicina, anche lui senza il dispositivo governativo, mi parla - in un dialetto stretto che fatico a capire - di pomodori, di terra, di melanzane e di papaveri; per qualche minuto dimentico tutto, trovo una dimensione umana e genuina.
    Con il suo orto nutre tre famiglie ma mi invita ad andare da lui qualche volta per "imparare".
    Vorrei ritrovare questa "passione" che si alimenta di comunità e di famiglia, di onore e di tradizione

    “Bisogna imitare i contadini, presso i quali tutto avviene in modo naturale: il bambino gioca ad imitare i suoi genitori ed in questo modo si forma. Ho un amico contadino che è notevolmente rispettato dai suoi figli. Per una semplice ragione: fa le cose meglio di loro ed i figli cercano di farle bene quanto lui"

    Konrad Lorenz ci indica con queste semplici parole la strada dell'autentica pedagogia e il segreto della sapienza

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    1. Ma i figli sono sempre più estranei, ecco il gioco. Ecco perché proliferano film e telefilm sugli adolescenti "ribelli". Sempre ribelli contro l'oscurantismo dei genitori, a loro volta parodizzati sino al ridicolo. Spezzare le generazioni a livello simbolico, ideologico ed economico rimane propedeutico al monismo della nuova civiltà che si ha in mente.

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    2. Incentivano la ribellione e la pratica, fin da piccoli, di mille inutili attività atte solo ad allontanare e svilire il ruolo etico (inteso come cultura e abitidine) della famiglia.
      Quando ero piccolo passavo due terzi della giornata tra genitori, nonni, zii e cugini, oggi un ragazzino vive quasi tutto tempo all' esterno del proprio habitat, disperso e come dice bene lei monade senza radici.
      Qua siamo al cospetto di un'operazione pianificata e organizzata da decenni.
      Sto leggendo Gli Adelphi della dissoluzione; salta fuori il vecchio Olivetti e non riesco a non pensare a Casaleggio

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    3. Grazie anche per questo scritto molto bello.
      La nostalgia che emerge, però, non deve divenire un ripiegamento su se stessi.
      Nel periodo della quarantena ho modificato di poco la mia vita, già piuttosto solitaria. Mi sono resa invisibile: un bacio alla croce che porto al collo, una preghiera nei momenti di paura e via ... quello che bisogna fare, va fatto e basta!
      Mi sono ingegnata continuamente per affinare le mie tecniche di invisibilità e, talvolta, anche divertita, non dico altro.

      Secondo me il mutamento dei popoli è andato di pari passo con il peggioramento della qualità dell'essere. I numeri sono aumentati e la qualità dell'essere si è diluita sempre più, insomma l'entropia ha colpito anche lì.
      Gli antichi Padri del deserto, nel loro isolamento dal mondo, immersi totalmente nell'essere, avevano una conoscenza dell'animo umano ben più profonda del miglior laureato in psicologia dell'epoca moderna.
      Non si dice di divenire eremiti, ma il vivere costantemente al di fuori di noi stessi ci può far diventare delle banderuole esposte a tutti i venti.
      E' venuto a mancare lo sviluppo della comprensione; chi non vuol comprendere se stesso, non vuol nemmeno tentare di comprendere il mondo, accetta solo "verità" preconfezionate.
      La situazione attuale ha fatto emergere che nella maggioranza delle persone manca l'a,b,c, della comprensione, cioè proprio la base del ragionamento.
      Da ciò anche l'imputtanirsi della parola che si ammanta solo di esteriorità, girando sempre attorno a se stessa senza chiarezza.

      Anna

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    4. Sono d'accordo. Tra l'altro, questo è un mio cavallo di battaglia, le antiche parole sono valide tutt'oggi. Al netto dei progressi tecnologici, delle continue definizioni tecniche, l'analisi di un filosofo medioevale vale le disquisizioni di mille pagine dei sociologi attuali. La società e gli uomini non sono divenuti più complessi, solo più sfarinati, tumultuanti, sciocchi.

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    5. Per Marco:

      Quando tutto ebbe inizio non lo so, ma tutto promana dagli Stati Uniti, intesa non come nazione e nemmeno come cultura, bensì quale "terra apolide" (militarmente decisiva) da cui estendere l'esperimento (o il contagio).

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    6. Su molte cose abbiamo gli USA come "Punta di lancia", su altre abbiamo la Svezia. Sul cambio di paradigma sembrerebbe esserci invece la Cina come punto di riferimento.

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    7. Basta non considerare le tre entità come nazioni bensì come botteghe sperimentali.

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    8. La Cina mi sembra proprio qualcosa d'altro rispetto a quanto siamo abituati. Una superpotenza retta da un tecno-totalitarismo (ben più avanzato dello stesso Occidente) e con una base di 1,4 miliardi di persone. No, è un Mondo a se, non credo che possa c'entrare con gli esperimenti dissolutori scandinavi o californiani.

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  7. Caro Alceste,
    mi fa piacere notare che nonostante i capelli incolti e il bicchiere di plastica da asporto per indesiderati barboni, hai mantenuto la tua vena creativa e saggia ai soliti livelli.

    Personalmente non ho mai aspirato a puntare alcunche' sui progressi dell'illuminismo, due parole che non mi hanno mai trasmesso alcun senso ne' sostanziale significato.
     
    Entropia e sintropia si alternano determinando la nostra sorte e noi si era soliti puntare sull'equilibrio tra le due.
    Nel taoismo tale stato e' simboleggiato dal taijitu, il simbolo della trave maestra, il centro di gravita' permanente, da cui si comprende la complementarieta' e la necessita' degli opposti, e da cui, una volta raggiunto tale asse in qualita' di santi, si puo' decidere se osservare e basta, o se buttarsi nella mischia con una diversa consapevolezza. Il nirvana di cui parli, la morte termica senza energia e' invece equiparabile al wuji, il senza limite, l'assenza di polarita' e dunque di qualsiasi movimento e differenziazione, nessun asse portante a reggere le sorti del mondo; in tal caso si punta all'eliminazione di qualsiasi energia. Questo universo statico, e' simboleggiato da un cerchio bianco, immobile, vuoto, il wujitu; non piu' il simbolo con il movimento dinamico degli opposti tipico del Tao. E' dunque naturale pensare che conservatorismo e tradizione sono gli unici mezzi per dirigersi verso il futuro. Senza, non c'e' futuro, al massimo ci puo' essere un nuovo inizio, ma bisogna vedere da quali premesse. 

    La globalizzazione poteva essere solo la fine dell'umanita' ed il trionfo del potere unico. Era evidente che l'aspirazione alla globalizzazione apparteneva solo al potere, che aspirava ad aprire le nazioni ai poteri sovranazionali, estendere le multinazionali a tutto il globo, ridurre la varieta' e gli stili di vita delle comunita' ed infine dei singoli. Prima facciamo il mercato globale e poi faremo l'uomo globalizzato, facciamo l'UE e poi gli europei, facciamo l'Italia e poi gli Italiani... tutti schemi rovesciati autodistruttivi. Ed ora ci ritroviamo a raccogliere i cocci, ognuno a modo suo, di quel che c'era prima e non c'e' piu'. Forse, terminata l'attuale follia devastatrice, un giorno riusciremo a rimetterli tutti insieme.
    Cari saluti,
    Ise

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    1. Interessante. E questo "wuji" è un concetto nipponico?
      Come dico ad Anna poco sopra i concetti portanti delle religioni o discipline maggiori sono ancora validi per comprendere e definire. In un certo senso molte religioni hanno coincidenze sorprendenti: il cervello umano sempre umano è e l'elaborazione concettuale assume varie forme e profumi, ma ricalca le medesime intuizioni.

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    2. Wuji 無極 e Taiji 太極 sono due concetti dell'antica dottrina taoista cinese, poi ripresi dal neo-confucinesimo, ed adottati anche in Giappone. Del Taoismo mi e' sempre piaciuta molto la cosmologia.

      Sono d'accordo sul fatto che molte religioni hanno sorprendenti coincidenze (da non confondere col polpettone New Age, che le annienta tutte), e credo che la cosa si colleghi con quanto diceva Anna: sono l'elaborazione nel tempo di individui che hanno fatto della meditazione, la contemplazione, l'osservazione e la conoscenza dell'animo umano (con annessa solitudine necessaria a tutte queste cose) la loro ragione di vivere. Credo che alla fine le verita' ultime sono dentro di noi, chi piu' vi entra e si sofferma, piu' comprende. L'intuizione forse e' proprio l'accesso momentaneo a quel recondito sapere. 
      Ise

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    3. Sono d'accordo.
      No, la New Age no, per carità.

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    4. Cara Ise,
      hai riassunto benissimo ciò che è il mio pensiero, aggiungo solo che le sorprendenti coincidenze che hanno molte religioni nascono dalla matrice comune che posseggono, cioè quel sapere antico che è la base dell'interpretazione dell'universo e dell'uomo, ma la differenza per i cristiani è Cristo redentore.

      Un caro saluto,
      Anna

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    5. Dimenticavo:
      per approfondire sul wuji di solito si inizia dagli studi di Isabelle Robinet. Ho i suoi testi in Italia, se mai riusciro' a raggiungerli te ne mandero' copia. Le interpretazioni sono varie, io ho dato la mia.

      Per la Robinet il wuji e' l'aspetto apofatico quindi negativo, complementare al taiji, l'aspetto positivo, per raggiungere la conoscenza divina (del Tao). Se applicato ai nostri tempi, a te le conclusioni!
      Saluti,
      Ise

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    6. Ho trovato due testi della Robinet, in inglese.

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    7. Cara Anna,
      il mio riassunto e' stato ispirato dal tuo pensiero precedente, si vede che siamo entrate in sintonia.
      Grazie per la preziosa nota finale.

      Per Alceste:
      Davvero hai trovato due testi?
      Ci sono dei link da cui posso raggiungerli? Cosi' controllo se sono gli stessi che avevo io, anche se non erano in inglese :-)

      Un caro saluto,
      Ise

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  8. Sarei curioso di sapere cosa pensano Alceste e i lettori del blog sul tema della giovincella tutta intabarrata dagli occhi assenti e dal sorriso vacuo...

    Adrian

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    1. Preambolo demitiano: l'Islam, come gli altri due monoteismi, è una religione degli sconfitti. L'Islam ha perduto, come Ebraismo e Cristianesimo, a fronte dell'avanzata dell'unica religione: un indifferenziato e astorico coacervo di tratti illuministi e facilonerie altruiste.
      Chiunque lo chiami come vuole: PolCor? Nichilismo Altruista? Esercito delle Lacrime?

      La ragazza in questione è un tenero esserino del futuro. Neanche lei sa cosa è successo davvero. Avrà avuto la testa piena di ovatta egalitaria (ci si imbottiscono le capocce sin dalla più tenera età), John Lennon e Emergency. Cosa vogliamo dire? Ce ne sono a migliaia come lei, vacui e inavvicinabili dalla ragione, eterei, senza passato.
      La sua ricomparsa ha scatenato la canea dell'insulsaggine: chi la difende è un irrecuperabile alienato del Nuovo Ordine, chi la insulta ricade nel più goffo becerume di "destra", dei cascami di quella destra che usava le medesime parole nei Settanta e da allora mai è cresciuta. Infatti subisce gli avvenimenti mondiali senza capirci un'acca. Lo sguardo d'insieme è di raggelante piccineria.
      Non voglio, peraltro, inoltrarmi nei giochetti geopolitici. Liberata per dare lustro a Conte? No, perché altri ostaggi sono stati liberati senza strepito. O forse sì; d'altra parte anche ai bei tempi della DC gli ostaggi venivano liberati alla vigilia delle elezioni. Abbiamo pagato dei terroristi? Mi domando: c'è bisogno di ammollare qualche milione generando questa cagnara? I soldi viaggiano con droga e armi, c'è bisogno di scomodare questa poverina? C'entrano i servizi? Certo, ma che importanza può avere?
      L'unica cosa importante è questa: l'Islam è bene non evocarlo perché è fenomeno inservibile a farci capire alcunché di ciò che si muove sottopelle. Che poi qualche bombarolo venga reclutato per il lavoro sporco rientra nell'ordinaria amministrazione.

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    2. Concordo, inoltre alla gente piace la morbosità da "Cronaca Vera" quel settimanale tanto in voga negli anni 70,80,90 letto da garagisti, casalingue, barbieri, portinai, camionisti, in cui era possibile vedere senza censure cadaveri squartati, ogni genere di suicidio e omicidio con particolari in primo piano che manco la polizia scientifica... Quel giornale esiste ancora ma e così cambiato che sembra "Famiglia Cristiana", causa leggi sulla privacy e tutela dei minori, infatti vanno tutelati, non è giusto che vedano i morti ammazzati in bianco e nero su carta per avvolgere le uova, essi hanno tutto il diritto di andare su best gore e vedere il colore vero della morte.

      Bubba

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    3. Solo dal dopoguerra i delitti di sangue hanno iniziato tali saghe del nulla. L'americanizzazione (che c'entra tangenzialmetne con gli Stati Uniti d'America) ha reso l'umanità italiana morbosa, sciocca, guardona.
      A parte Girolimoni non ricordo episodi altrettanto eclatanti prima della disfatta mondiale. Dal 1945 è tutto un susseguirsi di grandi casi, peraltro fallimentari dal punto di vista investigativo.
      Anche prima di Cronaca Vera c'erano altre rivistine a rimescolare nel torbido, non ultime le pubblicazioni pornografiche.

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    4. Non essendo niente, credo che possa essere al massimo un diversivo. Non seguendo la televisione non ho però il polso di quanta importanza viene data alla faccenda: se tanta (dal momento che ti sei posto la domanda presumo di sì) allora non ne ha alcuna.
      Sono stato abbastanza lineare? xD

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    5. Caro Nachtigall,
      in Italia basta gettare un bigattino e si richiamano tutti i pesci dello stagno. I social sono invasi da giudizi pro e contro. Una vera festa. Il diversivo ha poi il merito di riattizzare le vacue contrapposizioni fra sinistra e destra, Islam-non Islam, libertà di culto-libertà, sovranisti alle vongole contro europeisti da tea room - contrapposizioni feroci quanto stupide che torneranno utili quando ci sarà da richiamare i micchi alle urne.
      Uno spettacolo incredibile, ma è così. Intanto il Programma va avanti.

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  9. Il Programma... Intuisco, e tuttavia mi sfugge. Mi sfuggono i contorni qua e là, mi sfugge "chi", mi sfugge il perché... C'è un perché? E chi, fisicamente, vi dà forma? I Soros, gli Attali? Sono solo nomi, fra i più noti ed evocati. L'insulsaggine di certa controinformazione, così come quella del destrume nelle sue varie declinazioni, ha reso impossibile tirarli in ballo come esempi pena l'esser associati al più beone dei complottisti, ma è quasi impossibile esimersi. Un po' perché gli esempi devono essere semplici e chiari, facilmente tratteggiabili e decodificabili; e un po' perché a legger cose simili vien difficile pensare che certa gente (e certo molti altri a vari e diversi livelli, inferiori e superiori) non sia quantomeno della partita:

    [...] la Open Society di Georges Soros ha enunciato:
    La crisi del coronavirus mostra che è tempo di abolire la famiglia
    Cosa ci dice la pandemia sulla famiglia nucleare e la famiglia privata?
    Di Sophie Lewis 24 marzo 2020
    dove si legge:
    La famiglia dove “il lavoro riproduttivo è così fermamente legato al genere”, alla “proprietà privata fondiaria”, alla “genitorialità patriarcale e (spesso) all’istituzione del matrimonio”, come “può giovare alla salute? Le persone queer e femminilizzate (trans) non sono certo al sicuro lì”.
    https://www.opendemocracy.net/en/oureconomy/coronavirus-crisis-shows-its-time-abolish-family/
    E in un secondo studio, l'organizzazione di Soros spiega:
    L’abolizione della famiglia non significa porre fine all’amore e alle cure. Si tratta di estenderlo a tutti
    La pandemia mostra come dobbiamo ripensare le cure al di là delle strutture familiari obsolete e inadeguate e dei lavoratori precari.
    Sophie Silverstein 24 aprile 2020
    dove si legge:
    “La famiglia nucleare è costruita sull’intersezione di razzismo, sessismo e omofobia. […] Difendere la “famiglia monogama, eterosessuale, con molti figli” non è un atto neutrale di difesa del diritto a una casa sicura e accogliente, ma è spesso legato ad altri obiettivi politici conservatori”.
    https://www.opendemocracy.net/en/oureconomy/family-abolition-isnt-about-ending-love-and-care-its-about-extending-it-to-everyone/

    E tuttavia resta un qualcosa di inafferrabile. E la domanda più pesante: perché?
    Tendo a pensare con crescente convinzione che la chiave interpretativa privilegiata sia mistica. E' quello il livello. Le strategie da Risiko su cui dibattono gli analisti geopolitici, che pur m'interessano, e il moloch della finanza internazionale, non sono il punto. C'entrano e non c'entrano. La chiave, come dicevo, è un'altra. Per intenderci, c'è probabilmente da trarre più da un'intervista a Ratzinger che da cento numeri di Limes. Un'affermazione come "la società moderna sta formulando una fede anticristica, cui non ci si può opporre senza essere puniti con la scomunica sociale" (da un'interivsta recente a Ratzinger, appunto), vale più di molte dotte analisi. E non serve certo credere nella Trinità per intenderlo.

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    1. Stai rivolgendo la domanda ad Alceste? No, perché c'ho messo su un blog sul Programma.
      La risposta è "mistica"? Si tratta di sovvertire la storia dell'umanità facendo ricorso alla manipolazione dello strato emozionale profondo che si esprime con l'arte, i simboli, la spiritualità etc
      Ecco perché al Potere, che non conosco e non si identifica con quei pupazzetti, piace molto la ritualità di massa.
      Si può essere cristiani, ebrei, musulmani o taoisti, ma ciò che ha portato alla creazione di una data liturgia consiste nella stessa sopravvivenza di quella cultura. Se la sovverti la uccidi. Potrai quindi sostituirla con qualsiasi cosa, pure con Big Jim se loro vogliono.
      Si tratta di potere, dominio, mansuefazione.
      In un certo senso possiamo parlare di atto di magia nera universale. Ovviamente questo ha ricaschi economici, politici, organizzativi, di abitudini, ma il nocciuolo consiste proprio nella dissoluzione-ricostituzione. Sono una congrega di psicopatici. Noi vediamo i servi.

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    2. Yaroslav, qui siamo arrivati alla cremazione dei morti e al divieto dei funerali, fra il silenzio... di tomba... di buona parte del popolo. Limes cosa può dire a riguardo?
      È giusta la tua intuizione. E come giustamente dice Alceste tutto il blog si basa su questo dato di partenza; aggiungo io, è per questo - cioè in quanto esseri umani quindi dotati di un'essenza spirituale (ma Alceste forse si esprimerebbe diversamente) - che lo leggiamo con piacere.

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    3. Carissimo Alceste,
      da scettico rompiballe, a volte gratuito e permaloso che sono, mi ritrovo nella necessità spesso di rifare il punto-nave. E non sarà mai un punto definitivo perché la nave, come sempre, va…
      Negli ultimi tempi (il Tempo accelera sempre più) nei tuoi commenti, anche e specie in quelli spontanei di risposta ai commentatori, emerge come la tua visione chiara e consolidata da anni, possa offrire una solida griglia interpretativa della realtà ai pochi coloro che osano muoversi con la lanterna di Diogene in mano. Alcuni tuoi "punti fermi", travi portanti in solida quercia dell' Alceste pensiero che inizialmente riuscivano solo a titillarmi il cervello coi loro fascinosi stilemi, stanno ora diventando stelle fisse, tracce celesti imprescindibili per la navigazione dello spirito.
      Quand'anche tali mappature consentissero al mio procedere di poter percorrere solo poche miglia nel buio oceano, te ne sono grato.
      Così come ti sono grato per il continuo stimolo all'attenta rilettura dei classici.
      Stamani va così, avevo un buon sentimento e ho dovuto esprimerlo.
      Non dura mica…
      Un saluto a tutti, specie all'Ineffabile Ise.

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    4. Non bisogna mai affezionarsi alle proprie idee, però.
      Occhi e classici sono due punti di riferimento imprescindibili.

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    5. Ho parlato di contorni che sfuggono. C'è un quadro, chiaro i larga parte, e tuttavia incerto nei contorni. Quantomeno ai miei occhi in questo momento. Tu, Alceste, vedrai forse tutto con più chiarezza. Da qui alcune granitiche certezze, sembrerebbe. E' vero: in qualche modo il Programma è lì da vedere. Tu inanelli indizi ed evidenze embleamtiche lungo l'intero blog. Vero anche questo. La mancanza di chi e perché è tuttavia una mancanza. Irrilevante? Forse. Eppure vien da chiederselo. Quantomeno ogni tanto, di sfuggita. E menzionare le azioni significative di qualcuno vien da sé. E' il tal qualcuno un pupazzetto? E sia. Un umile folletto di Satana invece che uno dei suoni demoni? Va bene, sia. Se non è dato svelare il "funesto demiurgo" e i suoi perché, vero è anche il fatto che attraverso i suoi "pupazzi" si vada a tratteggiare in parte il suo disegno. Quindi non si dovrebbe forse ritener del tutto inessenziale individuarli e nominarli, tali pupazzi. Nei hai nominati molti tu stesso. Hanno avuto e hanno un loro ruolo, una loro rilevanza. Fra l'altro, ho utilizzato il termine "Satana" perché ricordo bene un tuo pezzo, da qui rimosso, dove si parlava della scelta fra "baciare il culo di satana" e qualcos'altro che ora non ricordo, ma che era senza dubbio connesso alla volontà di dire NO. NO al cedimento fatale. Ecco perché dico che la chiave interpretativa privilegiata, non tanto la risposta, ha da esser mistica, ovvero inerente alle "cose trascendenti". E tutto questo lo ribadisco da laico (con rispetto per chi ha il dono della fede autentica e stizza verso la new age e affini). Ognuno chiami poi le cose nel modo che preferisce. Basta intendersi sul punto, che resta quello.

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    6. A risarcimento di ciò che dici, che è vero, farò alcuni nomi, prossimamente.

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  10. Mi ricordo di una strofa di una vecchia canzone di Battiato:" Il giorno della fine non ti servirà l'inglese".
    Mi ricordo anche di Alberto Sordi presidente del Borgorosso quando incita la squadra:" Chi si estranea dalla lotta è un gran figlio di mignotta!".
    Oggi si consiglia di imparare le lingue, viaggiare, essere apolidi, trasferirsi altrove , succhiare il sangue del luogo in cui ci si trova e poi una volta terminato ripartire per nuovi lidi dove essere nuovamente sanguisughe. È il modello presente che i più scaltri cercano di adottare: andare ovunque si possa spremere qualcosa e poi una volta desertificato quei luoghi ripartire ( come un parassita che si appropria di un organismo e quando ha finito il lavoro lo molla morente per un altro).
    Gli immigrati sono questo. Italiani o stranieri fa poca differenza, quando emigrano la maggioranza cerca di fare questo.
    Mi vengono in mente gli apolidi per eccellenza: i giudei.
    Loro sono quelli che meglio hanno applicato questo modello da tempi remoti su scala globale. Tutti gli altri hanno cercato di imitarli con alterne fortune.
    Nessuno deve restare a combattere per il proprio paese perchè nessuno deve avere una patria. Bisogna estraniarsi dalla lotta per la propria terra e comunità: il valore di un uomo oggi si misura sulla sua capacità di essere figlio di mignotta a detrimento degli altri esseri umani. Dunque impariamo le lingue affinchè si possa viaggiare trovando nuove situazioni propizie dove inculare il nostro prossimo da apolidi in terra straniera.
    Impariamo dai giudei. Facciamo tesoro della "cabala".
    Non finiremo all'inferno perchè l'unico inferno concesso è quello del qui ed ora e se saremo bravi a fare i finocchi col culo degli altri toccherà a qualcuno altro appunto ( e non a noi).

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    1. Un mondo di parassiti è impossibile. C'è sempre bisogno di qualche corpo o terra da sfruttare.
      C'è sempre bisogno, peraltro, di una homeland. Gli Ebrei l'hanno vagheggiata da due millenni.
      Il nomade puro esiste? Anche gli zingari hanno una patria, per quanto incredibile, una patria spirituale, ovvio.

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    2. "[…]succhiare il sangue del luogo in cui ci si trova e poi una volta terminato ripartire per nuovi lidi dove essere nuovamente sanguisughe. È il modello presente che i più scaltri cercano di adottare: andare ovunque si possa spremere qualcosa e poi una volta desertificato quei luoghi ripartire…" 

      E' lo stesso modello che descrivevo del modo tipico cinese (ma ormai globale) di fare affari, ma anche di fare turismo, e chissa' quanto altro (tutto), dato che e' stato elevato a modus vivendi dell'uomo odierno. Gli apolidi ai vertici pero', non hanno bisogno di emigrare per fare le sanguisughe. Hanno solo bisogno di tanti sradicati che non sanno piu' dove sbattere la testa e che si consolano dandosi il martello in testa a vicenda. Loro invece, seppure apolidi, mantengono un saldo legame con le loro radici ed un'unione esclusiva. 

      Paradossalmente, diversi anni fa gli immigrati erano solitamente coloro che venivano solo spremuti, oppure imparavano le lingue per lavorare per il loro paese; doveva invertirsi anche il loro ruolo nel mondo al contrario.
      Quanto siano sanguisughe e quanto no pero' dipende dalla loro sostanza morale, e poi, in mancanza di questa, dipende anche da quanto la nazione in cui vanno, e la gente che vi trovano, permette loro di essere sanguisughe senza rendere nulla in cambio. L'immigrato e' ora lo sradicato per antonomasia; tuttavia noto, e non certo con piacere, sempre piu' fenomeni di sradicamento da se stessi presso alcuni di quelli che rimangono (per rassegnazione, non a combattere per la propria terra), insieme al fenomeno del sempre maggiore abbandono dello studio di qualsiasi lingua, inclusa la propria. Tutte premesse che certo porteranno alla rapida generazione di orde di sanguisughe, che sia fuori o dentro il proprio paese.  

      Personalmente, essendo immigrata da lungo tempo e in vari lidi, se dovessi fare un bilancio finale, ne ricavo che: - in patria continuo ad essere spremuta senza pieta' da varie sanguisughe autoctone, senza avere nulla in cambio, da vent'anni e presumo per almeno i prossimi venti;
      - fuori patria non sono mai stata in grado (anche nel senso che non l'ho mai voluto fare) di succhiare il sangue del luogo, spesso e' capitato o ho rischiato di essere pure li' spremuta senza pieta'; ora dopo molto tempo ho raggiunto un certo equilibrio do ut des, pero' il bilancio finale e' negativo, dissanguamento assicurato, qualcosa dev'essere andato storto nelle motivazioni di partenza. 
      Ise

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  11. Capisco perché era pressoché impossibile trovare il libro di Blondet " Gli Adelphi della dissoluzione ". Una lettura illuminante soprattutto perché si fanno nomi e cognomi dei manovratori per conto terzi su tutte le tappe del Programma. Chiaramente i vertici della Cupola sono solo accennati ma chiunque può arrivarci con qualche riflessione. Per una curiosa coincidenza sono riuscito ad iniziare anche " Bagatelle per un massacro ", dove invece la denuncia è più incisiva,diciamo così. Riguardo all'antisemitismo posso dire che non mi ha mai convinto, penso che siano usati come tanti per il dissolvi et coqgula , forse negli anni '30 era il sentire comune e provocarono le contumelie del sig. Destouches, ma oggi potrebbero essere i cinesi o i clandestini della ministra piangente, ma sempre e solo comparse di chi trama nell'ombra .
    Antonio

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    1. Parliamo fuori dai denti: gli Ebrei, per loro stessa natura storico-antropologica, sono stati perfetti quali distruttori dell'Antico. Così come tutti. Lo stesso Destouches nel dopoguerra se la prendeva coi "musi gialli". COme ho scritto ogni epoca ha i propri negri e i propri utli idioti. Solo il Programma resta invariato.

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    2. se l'antisemitismo non ti ha mai convinto, Antonio, significa che hanno sempre lavorato bene.
      Guardati questo sito, dedicagli 5 minuti, passa in rassegna la prima riga di ogni voce

      https://web.archive.org/web/20160816234754/http://thezog.info/list-summaries/

      la conclusione può essere una sola; è così da secoli, poi.

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  12. Come in queste piccole comunita' mancasse totalmente il senso di nazionalita' e in luogo della liberta' vi dominasse la piu' infame delle tirannie, apparira' manifesto da quello che segue. Il Podesta', nelle cui mani era riposto il piu' alto potere, era quasi sempre uno straniero e nel disimpegno delle proprie funzioni non differiva in nulla dal despota, che pervenuto al potere nelle repubbliche di Grecia e di Sicilia, senti' i pugnali di Timoleone e d'Armodio. Ai capi delle fazioni, fossero stati Bianchi o Neri, Cerchi o Donati, era accetto un Podesta', perche' perseguitava inesorabilmente, e sino ad annientarlo, il partito contrario, e nella strana ebbrezza del potere essi ritenevano conciliabile la tirannia con la liberta', perche' la dignita' di lui non era ereditaria e il loro regime di governo aveva il nome di repubblica.
    Nell'interno di un tale stato libero, cosi' per dire, dominava un governo di terrore, quale non poteva essere piu' duro nella Francia di Robespierre e di Marat.
    [Giuseppe Mazzini e l'Unita' Italiana, Adolfo F. Conte Von Schack, 1892]

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  13. Onestamente alceste io non la comprendo vuol fare il castrone quando la pensa esattamente come me, mah! Comunque per il suo utente che cercava il blondet introvabile digiti "archivi. org" una volta li'digiti gli adelphi della dissoluzione, soliti libracci del blondet, ubriacature letterarie una gozzoviglia di teorie buttate li' e lasciate a meta' una coltre di teorie una sequela di nomi da raccolte delle figurine dei Flop alla Renato il giocatore tanto caro alla Roma , io fossi in narchtigall eviterei di leggere il super massone carbonaro dell'alta vendita satanista ecc ecc Mazzini, poi fate come volete se vi piace brancolare nel vuoto, piace a voi
    ...

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    1. Sed, il libro e' dell'amico, non del Mazzini, ed e' un innocuo documento storico.
      Mentre non esprimo giudizi ne' sull'uno ne' sull'altro, ho riportato un'osservazione che mi sembrava valida, tutto qui.
      Cosa facciamo, non leggiamo Rene Guenon perche' massone? O Tolstoj, magari?
      Se tornasse Gesu' Cristo lo rimettiamo in croce perche' ebreo? Gia' che ci siamo, mettiamo al bando il Vangelo? (spero di non aver dato un suggerimento...)
      Oppure, al contrario, mettiamo su un piedistallo l'ultimo degli italiani solo in quanto italiano?
      Ma l'Italia-nazione non e' stata resa materialmente possibile dagli amici del giovine di sopra?
      E' fin troppo evidente il corto circuito in un tale modo di procedere.
      Forse che il razzismo si riduce ad una branca della zoologia?

      Su Blondet invece credo che ti darei ragione, se avessi letto il libro in questione. Pero' non l'ho letto e devo concedermi il beneficio d'inventario.

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    2. Gesù "chi e'mia madre e chi sono i miei fratelli"capisce nachtigall ... QUANDO uno E'dio e dio di tutti e non e'ebreo romano lettone o australiano , detto cio' vorrei dire che per stessa ammissione della Chiesa cattolica proprio per contrastare il genio malefico dei massoni degli ebrei e delle loro dottrine nocive proprio per il loro genio luciferino di cui erano dotati tutti i massoni proprio per arginare il dilagare delle loro eresie ingannevoli il Papa del tempo nel 1850 istituì 'la rivista più antica d'italia "la civiltà cattolica" dei Gesuiti, vada natch su "archive.org" e trovera'tutto lo scibile umano tomi da 770 pagine cadauno, i padri della patria sono stati dei massoni satanisti Traditori al servizio della perfida albione ragion per cui mi piace pensare che la vera storia d'Italia inizi dall'abolizione del "non expedit" quindi da quando il genio di Predappio prese in mano la patria

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    3. E' un'interpretazione ma allora mi chiedo: la "vera storia d'Italia" si e' conclusa settantacinque anni fa?

      Verso i gesuiti - meglio sarebbe chiamarli FARISEI - Dostojevskij mi ha instillato la stessa diffidenza che e' naturale provare verso gli ebrei.

      E' di un nazionalsocialista*, peraltro, se non sbaglio, la frase: "Noi o i massoni o la Chiesa - c'e' spazio solo per uno dei tre".
      Mussolini stesso sfrutto' la pubblicazione di "Imperialismo Pagano" per negoziare con il Vaticano da una posizione di forza: facendo intendere che il fascismo poteva anche fare a meno dei preti.
      Fascismo che non fu in principio troppo inviso alla "perfida Albione", se non sbaglio. Le cose sono piu' sfumate di contorni.
      Pensa che Palmiro Togliatti (a cui e' "dedicata" l'omonima citta' in Russia, nei pressi di Samara) indico' in Mazzini un "precursore del fascismo".

      Dal canto mio trovo interessante il concetto di Sharia ma, con il Dante del De Monarchia, ritengo che Chiesa e Impero abbiano due funzioni separate, per quanto complementari.
      Mi sembra che questo sia il significato del "dare a Cesare".

      A proposito di Dante e per tornare al merito della citazione che ho riportato inizialmente: egli dice pressoche' la stessa cosa in Purgatorio, IV, 76-151, senza esser, credo, carbonaro. L'autore ripercorreva semplicemente la "preistoria" d'Italia.

      Mi annoto comunque i consigli di lettura.

      Su Dio, infine, mi pare che diciamo la stessa cosa.

      * Hitler Speaks, Hermann Rauschning. Andover: Chapel River Press, 1939; Gespräche mit Hitler, Paris, 1939 ; The Voice of Destruction, New York: Europa Verlag, 1940. Hitler m'a dit. Confidences du Führer sur son plan de conquête du monde, etc. (Traduit par Albert Lehman.)
      Cited by Hitler and the Age of Horus, Gerald Suster, London : Sphere Books, 1981. xviii, 231 p., [8] p. of plates : ill. Bibliography: p. 215-216. Includes index. ISBN: 0722182872 p. 138.
      http://www.freemasonry.bcy.ca/anti-masonry/hitler.html

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    4. La vera storia d'italia e'finita 75 anni fa? Eureka ! C'è n'e'voluto per capirlo! Sulla brodaglia letteraria insulsa che circola in rete consiglio di diffidare sempre su tutto piuttosto vorrei far presente che il Vaticano fece sì concordati con il fascismo e il nazismo mentre mai niente fu stipulato con i comunisti e i protestanti massoni americani con loro non si venne mai a nessun accordo nulla anzi I vari Papi scomunicarono i comunisti e i massoni oltre che al liberalismo americano e all'ebraismo talmudico che negava il Cristo come Dio Universale

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    5. Sono in buona parte d'accordo, non sul fatto che sia tutto finito, altrimenti non credo che nemmeno tu saresti qui a scrivere.

      D'accordo anche sul diffidare di internet ma, quali che siano state le parole testuali di Hitler, il succo è quello e credo che sia un fatto noto (perlomeno mi risulta perfettamente da altre letture).

      Oggi però il Vaticano costruisce piscine sopra Notre Dame, chiude Lourdes per il cogliona virus...
      Se è finita la storia d'Italia anche la fine di quella del Vaticano non sembra troppo lontana.

      In ogni caso ti ringrazio per gli spunti di riflessione.

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    6. Il riferimento sopra a Purgatorio riguarda il Canto VI, non IV, come ho erroneamente scritto.
      Mi e' apparso in sogno un signore distinto ma piuttosto arrabbiato ahahah

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  14. Qui in Piemonte la stragrande maggioranza delle persone va in giro col bavaglio benché non vi sia l’obbligo d’indossarlo all’aperto. Pure gli anziani che all’inizio di tutto il carnevale erano i più scettici. È stata sapientemente instillata la paura con un’informazione apocalittica e confusa. Una mistura tremendamente efficace. Ho idea che questo sia il colpo di grazia. Questo virus gode di una sovraesposizione mai vista. Alcuni spot pubblicitari già rappresentano con grazia polcor il nuovo mondo, quello mascherinizzato. Ci sono troppi filtri tra noi e la realtà delle cose, e troppi filtri tra noi stessi e la nostra realtà personale, interiore ed esteriore. Gli anziani mascherati ne sono il vessillo. Eppure è stata sapientemente instillata la paura, una delle più ataviche: la malattia. E credo che spaventi forse più la cura della malattia stessa, dato che molte persone che l’hanno sfangata come una influenza un po’ più ostinata son state ospedalizzate, trasferite da un ospedale all’altro come pupazzi e per poi sorbirsi, dopo le dimissioni, i quattordici giorni di isolamento domiciliare. Si vive in un clima assurdo, normalità ( se così possiamo definire la vita pre covid) e anormalità per adesso fanno un sincretismo disorientante. Sembra di muoversi dentro un blob lattiginoso. Ho ripreso il lavoro da una decina di giorni: idem come sopra. Obbligo di bavaglio otto ore al giorno, guanti monouso dappertutto, misurazione della temperatura, soluzioni disinfettanti come se piovesse. E una sensazione di inutilità che pervade un po’ tutti. Eppure ci applichiamo, sennò fuori. E’ stato pure istituito un sistema di delazione per segnalare chi magari sgarra le nuove norme. Il potenziale delatore, in caso di rivalse, è garantito dal direttivo. Ma bene!! L’Italia e l’italianità sono definitivamente fottute? Temo di sì. Il lavoro è d’una tale potenza... e la preoccupazione massima, legittima per carità, è per il tessuto economico. Certo, ci sta eccome, solo che non permette una visuale più ampia sul resto della catastrofe. Molti miei colleghi già pensano alle ferie, a dove sarà permesso andare, quanto potranno costare, a quali incentivi poter accedere etc... solo ed esclusivamente questo. Subito si vien colti dalla nostalgia del “prima” senza ricordare che il “prima”, tre mesi fa in questo caso, quando ci si era dentro lo si criticava aspramente in nome di un altro “prima “. Crumbo

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    1. Crumbo, un solo appunto. L'informazione non e' stata per niente confusa. Si e' sempre parlato del numero di contagiati, cioe' di quelli che risultano positivi ad un test; un dato irrilevante. Hanno avuto anche premura di informarci che si puo' risultare positivi al test persino senza avere alcun sintomo. Inoltre, il numero di contagi e' evidente che dipende dal numero dei test: a meno di non fare test a tutta la popolazione, non si puo' misurare l'incremento di contagi da un giorno all'altro.
      Anche per i morti, le statistiche ufficiali hanno sempre parlato chiaro: altre patologie gravi, anziani. Gli stessi numeri assoluti sono niente, se confrontati con il numero totale di morti (o non nascite): sempre secondo fonti mainstream.
      IN PRATICA CI HANNO DETTO SEMPRE, FIN DALL'INIZIO E IN TUTTI I MODI, CHE CI STAVANO PRENDENDO PER IL CULO.

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  15. per Crumbo...
    da un articolo di Agamben
    "Ciò che colpisce nelle reazioni ai dispositivi di eccezione che sono stati messi in atto nel nostro paese (e non soltanto in questo) è l’incapacità di osservarli al di là del contesto immediato in cui sembrano operare. Rari sono coloro che provano invece, come pure una seria analisi politica imporrebbe di fare, a interpretarli come sintomi e segni di un esperimento più ampio, in cui è in gioco un nuovo paradigma di governo degli uomini e delle cose"

    ps. Più che gli anziani, mi fanno piangere,perchè mi metto a piangere veramente, le mascherine ai bambini...

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    1. Negli anni 80 una nota industria metalmeccanica decise di sperimentare il chip sottocutaneo per tracciare i movimenti dei dipendenti all'interno dell'azienda: le porte, che separavano un settore da un altro, si aprivano con l'imposizione della mano e veniva rilevato dal dispositivo l'ID del chip, l'ID della porta che era sta aperta, il TimeStamp (data e orario preciso ai decimi di secondo). Anche la porta d'accesso ai servizi igienici era dotata del dispositivo. Ben presto iniziarono a controllare anche i tempi di permanenza nei vari ambienti, gabinetti compresi; un dipendente, che passava molto tempo nel bagno, fu messo sotto osservazione e scoprirono che andava a leggere il giornale in bagno; lo convocarono, lo ammonirono e a nulla servì la sua valida difesa: mi porto in bagno un giornale che fa cagare. Poi un giorno uno strano fetore si diffuse: qualcuno era entrato nel bagno, aveva staccata la plafoniera, ci aveva cagato dentro e l'aveva rimessa a posto. L'esperimento della tracciatura terminò qualche giorno dopo.
      Le analisi profonde sono fondamentali, ma cagare nella plafoniera lo è ancora di più

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  16. Agamben dice “seria analisi politica imporrebbe di fare”. Ma chi ne è ancora capace? Il fatto è che la riduzione in animali da cortile è cominciata molto tempo fa. Cosa interessa all’animale da cortile? Un po’ di placidità e il becchime erogato puntualmente. Do’ ragione ad Agamben in linea teorica ma pretendere che oggi la gente sia in grado di seria analisi politica è proprio eccessivo. Consideriamo che gli intellettuali odierni sono scoregge strapagate per cantare la canzonetta in voga oppure, quelli seri come Agamben appunto, arroccati sulle vette del sapere e intravisti dai più come irraggiungibili e strambi personaggi avulsi dal quotidiano. L’informazione internettiana, seppur con tutti i pastrocchi che le son propri ma utile per orientarsi e perfino approfondire alle volte, è vissuta al più come roba da mal di testa e da smanettoni sfigati. I libri poi per carità, non c’ho ttempo! In un quadro del genere l’analisi politica è pretesa persin assurda. Ricordo anni fa un ottimo blogger ormai sparito si domandava se il potere ci avrebbe o no concesso qualche metro in più di catena. Ecco qui. Eppure, giuro, si sente già dire in giro che della faccenda in atto bisogna guardare al lato positivo. Quale lato non è dato sapere. Crumbo

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  17. Ci sarebbe da capire xche'proprio spagna e Italia beh io direi che e'fin troppo scontato che accadesse a voi! Siete i 2 stati fascisti per antonomasia, col caudillo spagnolo e il genio di Predappio l'ordine la diciplina e il rispetto delle regole sono entrate nel vostro DNA, in quale altro terreno di coltura poteva attecchire meglio il seme della follia , se ci mettete pure i 2 regnanti Spagnoli Fernando e Isabella che nel 1492 hanno perpetrato il più grande dei crimini cos'hanno osato fare! st' incoscienti !! tutto si spiega! e se si aggiunge quel che la dinastia dei Flavi ha osato fare ai poveri levantini dal naso a strapiombo ancor di più a maggior ragione si spiega l'umiliazione che state patendo, niente e'dovuto al caso! solo che in quanti caro alceste vanno ad indagare vanno a imbrattarsi e immergersi nei fiordi di mer... Che la storia custodisce e che ci nasconde così bene,quanti? Il vero problema dell'Italia non sono i governanti ma il popolo e'il popolo che dopo la batosta ricevuta da quello di Predappio non vede l'ora di un altro che la domini così, l'Italia e'un paese femmina adora il Rude che la maltratti e la bastoni

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  18. Dopo due mesi di prigionia si sta innestando una dipendenza-obbedienza da sindrome di Stoccolma, che fa leva sugli istinti piu' inconsci. Dal primo sito che ho aperto (http://spazio-psicologia.com/psi/abuso-sessuale/la-sindrome-di-stoccolma/):

    "Il meccanismo che innesca tale sindrome dipende dal tempo che i soggetti coinvolti hanno passato insieme: più è lungo, più è facile che nascano sentimenti di affetto, amore o di semplice solidarietà. Questo accade perché la vittima inizia a sentire la propria vita direttamente dipendente da un altro (il carnefice appunto) e sviluppa un meccanismo psicologico di totale attaccamento verso di lui, credendo così di evitare la morte. 

    Sono state date diverse spiegazioni per capire la paradossale condizione rappresentata dalla sindrome di Stoccolma e quella maggiormente accreditata spiega che esisterebbero dei meccanismi mentali inconsci guidati dall’istinto di sopravvivenza della vittima. Nella fase iniziale la persona rapita sperimenta uno stato di confusione e di terrore per la situazione che gli viene imposta. Superato il trauma iniziale, cerca un modo per resistere alla situazione che sta subendo, sviluppando un meccanismo psicologico di totale attaccamento verso il proprio carnefice. Per di più, la vittima si identifica con il carnefice comprendendo le motivazioni per cui l’aguzzino agisce, arrivando persino a tollerare senza troppa fatica le sue violenze, in quanto mosse da solide ragioni.

    Pertanto, riassumendo, si può dire che tale sindrome si riconosce per la presenza di:
    sentimenti positivi delle vittime verso i loro aguzzini;sentimenti negativi nei confronti di chi sostiene che l’aguzzino sia tale."

    Ise

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    1. Quanto sopra si applica simbolicamente in piccolo (cosi' in grande) all'italiana tornata dalla prigionia in niqab, che vorebbe nascondersi alla vista, mentre viene sovraesposta alla visibilita', felice e convertita al credo dei suoi aguzzini. Chiaro che la vicenda e' un nulla da distrazione di massa, ma reca sempre il sigillo mascherato della nuova normalita'.

      Se fossi stata in Italia, avrei messo la maschera del medico della peste di Venezia per entrare nei negozi, almeno e' parte della nostra tradizione, e poi sembra proprio un rituale di danza macabra, dell'uomo con la maschera della morte. Mi fa venire in mente il film di Bergman "Il settimo sigillo": in un ambiente saturo di dubbi, paura e fanatismo religioso (come quello odierno scientifico), alla fine pero' si scorge una nota positiva, che vale per chi non si lascia impressionare (impressione intesa come impronta, marchio che porta alla morte spirituale, morale e perche' no, anche della fantasia visionaria).
      Saluti,
      Ise

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    2. Secondo me la questione è più semplice. Dato che in Italia i cosiddetti uomini sono del tipo di quelli che si nascondono sotto al letto per paura di un raffreddore, alla ragazza non deve esser parso vero che fuori ne r-esistevano di altro tipo, aguzzini o meno.
      Qui la sindrome di Stoccolma (ammesso ma non concesso che non sia solamente uno dei tanti abbagli della psicologia) non c'entra secondo me niente, rientrando l'episodio nel genere dell'"umano troppo umano".

      L'ho scritto come provocazione, non avendo letto niente di questa storia, non so nemmeno come si chiama la ragazza.
      Epperò se c'è un insegnamento da trarre è tutto qui.

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    3. Sul piano delle motivazioni della ragazza (di cui per inciso neanche io ho letto niente), ci puo' stare benissimo quel che dici; puo' darsi che una volta sbarcata li' si sia detta: wow ma questo e' il paradiso! Un po' come quello per gli uomini maomettani con le 72 vergini, una cosa mai vista in terra ahah. 

      Pero' io la vedevo dal punto di vista delle motivazioni del potere che lo spingono a darci in pasto tale favola de La Bella e la Bestia in maniera sovraesposta. 
      Siccome spesso lavora  per analogia, forse per propiziarsi certi avvenimenti su scala maggiore, il messaggio mi sembrava essere: un'italiana e' stata a lungo prigioniera (=gli italiani sono stati a lungo prigionieri), riesce a tornare "libera" e "felice" (grazie ad una task force?!) ad un costo economico molto alto (=il rastrellamento dei risparmidegli italiani, per esempio), da convertita al credo dei suoi aguzzini verso cui prova anche attaccamento e sentimenti positivi (=nel nostro caso la scienzah, i vaccini, la fase 2, il Conte mattarello o che dir si voglia), e completamente… mascherata! Cioe' dimentica di se stessa. 
      Ise

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    4. Ise, appunto, in realta' e' ovviamente come dici, a prescindere da quale sia il significato recondito, una storia da nulla non si ritrova in prima pagina per caso (servisse anche solo come distrazione, sarebbe gia' un significato).

      Era proprio per disinnescare in partenza tutto cio', senza nemmeno stare ad indagare, che proponevo una visione tutto sommato costruttiva e terra terra.

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    5. Capisco il discorso del non nutrire certe forme pensiero, ma cio' avviene quando ci facciamo "impressionare", anche a livello inconscio. Dobbiamo abituarci a non farci impressionare da certi trucchetti simil-ipnotici, sapendo che appunto sono tali.
      Ad ogni modo le mie sono solo elucubrazioni personali, a volte mi diverto ad interpretare i tormentoni che ci vengono trasmessi come fossero uno di quei giochi di crittografia dell'enigmistica.
      Ise

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    6. Non è solo il "non nutrire certe forme pensiero", si tratta di nutrirne attivamente delle altre.
      Secondo me, se il latin lover medio presentisse una radicale messa in discussione del suo status, il raffreddore gli passerebbe all'istante. A nulla servirebbero distanze, mascherate etc.

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  19. Ora mi sono ricordato perché avevo smesso di leggere il blog: per alcuni commenti. Questi democratici ci hanno chiusi in casa per mesi e di chi è la colpa? Di un galiziano e di un romagnolo che evitarono ai propri popoli di vivere un proprio Holodomor. No davvero, neanche nei circoli ARCI

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  20. Non ho capito se il commento non è stato pubblicato per evitare la cagnara o se non è proprio arrivato

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  21. Guardi stefanov se le dico digiti "Giovanni preziosi pdf" lo fa? Xche'lei ha capito proprio l'opposto di quel che voleva significare il mio scritto criptico ( ho fatto apposta) altrimenti lo scrivere composto da straccia maroni mi demoralizza mi fa sentire svuotato di tutto come dopo una copula finita bene detto ciò ' stefanov Mi fa il piacere di darci una sbirciatina a quel testo, poche paginette poi ognuno e'libero di continuare a credere in quel che vuole nei puffi in biglino Nell' opus dei ecc per me può anche dare la colpa di tutto solo e sempre a gargamella bersani o a mr bean renzi o a toto'di maio o
    alla procace boschi in vena di pruriti e appetiti carnali ecc ecc , se credete che siano loro i veri responsabili continuate ma se mi e'concesso di dire la mia io dico che la regia e'sempre la stessa quella di quelli di Hollywood (i padroni intendo) e che alceste ben sa ma a causa di uno sviluppato smisurato spirito di conservazione non rimarca mai come invece andrebbe fatto

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    1. Mi sembra comunque un commento contraddittorio (parlo di quello sopra, non di questo al quale sto rispondendo), soprattutto per la chiusa finale. La prima parte può benissimo intesa come un'antifrasi, ma l'ultima sembra in linea con l'idea che quello che stiamo vivendo sarebbe il fascismo (idea che reputo piuttosto bizzarra: "marcire per non marciare" dovrebbe essere lo slogan di Conte. Poi che viviamo in un regime non c'è dubbio, ma quello è inevitabile, era così già prima, dovevano solo decidere quando stringere la corda. Solo che ogni regime ha caratteristiche diverse, talvolta antitetiche). Comunque se ho capito male, faccio ammenda

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  22. Ciò 'che sta accadendovi e' la realizzazione la messa in scena di tutte le farneticazioni da querulomane che quel clown bipolare di Grillo andava dicendo Da anni nei suoi spettacoli se andate a rivedere i suoi spettacoli sta tutto li' Dentro tutto condito naturalmente in salsa comunista
    , naturalmente Grillo era solo la vedette, grillo rappresenta il passacarte elevatosi ( lo dice lui stesso) al rango di cane da recita messo lì proprio per interpretare le opere i progetti dei Padroni di tutto, Grillo e'una macchietta diventata poi l' attore il divulgatore di pensieri altrui, le sue erano opere scritte da altri e da lui recitate a memoria diligentemente, vi ricordate il film "anonymous" ecco siamo lì ', cosa volete che si espongano i nostri padroni? A fare? Ci considerano animali da allevamento col dono della parola, il talmud e li a dircelo "il talmud smascherato pdf" o credete che siano mattia Feltri o la Gruber o mr bean renzi o mortadella Prodi i savi di sion ecc o il bildenberg dove pure quel cane da microfono che si dice cantante come jovanotti e'stato invitato come esemplare unico di coglioneria Italiana, non mi credete peggio per voi tanto aspettate di vederli seh! Non lo hanno mai fatto in migliaia di anni figuriamoci

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  23. A narchtigall guardi che notredame non e'territorio Vaticano ma e'della Francia dal 1905 c'e&stata la spartizione e tutte le chiese sono in Mano allo stato francese lo stesso vale per l'Italia, solo che in Italia qualche cattedrale e basilica appartiene ancora al Vaticano mentre tutto il resto inclusa la chiesa profanata da quei 2 bamma di carramba appartiene allo stato italiano, quindi c'e'poco da rompere l*anima e cristo e al suo vicario in terra accusandolo sempre di Tutto, so pero' che la rete rappresenta la vittoria della Massoneria su tutti i popoli percio ' non ho grande pretese che mi possiate comprendere visto il rincoglionimento generale che c' e' in giro... xche' l'alceste che vi liscia il pelo maliziosamente non fa opera buona
    dicendovi che voi Siete tra i pochi ad avere capito e che quindi siete esenti da colpe sembra Tanto di sentire quei genitori che giustificano sempre i figli in tutti i loro vizi vedi l'accidia l'essere poltroni ecc xche'anche nel non agire cari i miei navigatori anzi meglio dire naufraghi si hanno delle Colpe

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  24. Sed, qui però non ti seguo più. Da cristiano, anche se non cattolico e non praticante, seppure fermamente credente, non credo ci si possa nascondere dietro alle territorialità... Il Papa ha fatto forse qualche osservazione a riguardo?

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  25. Alceste, una domanda, diciamo cosi', tecnica.
    A lato vedo la sezione "ultimi commenti", che ne contiene cinque. C'e' la possibilita' da qualche parte di vedere la lista completa degli ultimi commenti, magari fino a una settimana? E' molto difficile seguire le discussioni sotto agli articoli meno recenti.
    Se e' gia' stato chiesto chiedo scusa, se poi e' un limite della piattaforma, pazienza.
    Grazie

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    1. Purtroppo blogger, che è facile da maneggiare, ma una vera schifezza, ne permette solo cinque.
      A suo tempo provai a rimediare (volevo pure mettere disqus), ma la piattaforma è incompatibile con la maggior parte delle soluzioni. Non so se sia stato inventato qualcosa di semplice nell'ultimo anno.

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  26. Nachtigall la territorialita' e'tutto chi ha la proprieta'del terreno può far sloggiare chi vuole quando vuole e come vuole, cosa crede che la breccia di porta sia stata una ragazzata! una scampagnata! ci stanno i Giudei e gli ebrei che sono ancora li che se lo menano dalla contentezza e'da 1 secolo e mezzo che lo fanno ! sembrano un branco di faine pazze dalla Gioia ! fanno razzie di tutto insudiciano tutto distruggono tutto corrompono pervertono tutto morale famiglia ecc sono dei flagelli devastatori di tutto le loro scorribande Grazie ai loro agenti sono epiche, l'unica speranza e'una nuova parusia imminente altrimenti sti diavoli come Grillo ci faranno sentire come se si stesse in un pentolone bollente tutti in mezzo ad
    una bolgia infernale, vedrete quest'estate che inferno! mascherine plexiglas tasche vuote distanza sociale,
    o seguire Marinetti e il suo famoso motto Futurista oppure seguire la Madonna nei suoi vari messaggi dove ci avvisava che "i vivi invidieranno i morti"

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Siate gentili ...