lunedì 11 febbraio 2019

Fatemi una faccia da guerra


Roma, 11 febbraio 2019

Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertarî, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna”.
Così recita il nono comandamento del Manifesto dei Futuristi.
Prendere Filippo Tommaso Marinetti per imbecille è facile. Liberarsi dall’eco profonda delle sue rodomontate, se si possiede un animo equanime e impavido di fronte alla rivelazione della verità, molto più difficile.
Cerchiamo di comprendere.
Siamo stati educati, io e la generazione dei Settanta, nonché quelle a me seguenti, al rifiuto preciso e costante della guerra. La Costituzione Italiana, peraltro, descrive  chiaramente il ricorso alla guerra come sopraffazione. La Costituzione del 1946 anela la pace; e le costituzioni di tutti gli ammirevoli enti che ci han fatto studiare a scuola (Europa, ONU, UNESCO, UNICEF, FAO) contengono inviti solerti alla pace e al ripudio della guerra. Siamo uomini di pace, insomma. Programmati per la pace. L’arte è programmata per la pace tanto che l’antimilitarismo è divenuto cibo per ogni tizio che voglia impressionare una pellicola, lordare una tela, imbrattare un pezzo di carta.
Col tempo, negli ultimi trent’anni pressappoco, questi ansimi di pace si son fatti più pressanti tanto da far sì che l’irenismo degenerasse in pselafobia, in orrore per la realtà.Le ultime due generazioni sono costituite da individui che hanno rigettato la materia emozionale e fisica oltre il cerchio del proprio essere. E tale rigetto coinvolge i corollari più terribili della vita: sangue, terra, umori sessuali, rapporti fisici.
Non so se la digitalizzazione abbia favorito questa sentimento dominante o se sia stato tale fobia sorgiva a consentire l’epidemia inarrestabile dell’homo digitalis. Non importa ora.
L’esserino vive in un mondo assolutamente avulso dalla realtà. Essa arriva a lui mediata e ingentilita fraudolentemente dal potere: in caso contrario egli impazzirebbe poiché non potrebbe più sopportarla. Il panino del McDonald’s è una buona approssimazione di quanto dico. L’esserino digitale mangia l’hamburger senza sentirsi in colpa: il potere gli ha evitato lo scannatoio bovino, la serie di cosciotti appesi, le urla del mattatoio. Lo stesso per l’agricoltura, in via d’estinzione. Si mangia, si glorifica il cibo, le città sono disseminate di pizzerie, ristoranti, bar e mangiatoie esotiche, ma, gettato in un orto, l’idiota non sa distinguere una verza da una barbietola, gli spinaci dalla cicoria e gli insetti o i topolini più innocui lo gettano nel panico. La panatina a 0,99 centesimi, un laido tritume di carne di pollo e spinaci, è la manifesta e discreta summa di quanto il potere sia un buon padre di famiglia con noi: ci evita la terra, il sangue, lo spennamento, il concime! A 0,99 centesimi! Si prende la panatina e la si getta nel carrello! Ho fatto un affare! Non mi sono sporcato gli stivali, non ho respirato puzze! Indubbiamente un affare!
Anche il sesso arriva all’homunculus, educato in vitro, filtrato, inscatolato, parcellizzato. La morte del sesso, il sesso digitale, la pornografia da lontano, consente di ignorare uomini e donne; le nudità, gli umori, le bave, i moccichii, gli afrori del rapporto carnale. La morte dei soldi, idem: prima gli è stato negato l’oro e l’argento delle monete, quindi l’untume della banconota, sudata, lercia per tante mani. Solo le mazzette degli usurai conservano quell’aria sanguinosa, vissuta, catarrosa propria ai commerci infimi, faticosi, lutulenti: l’esserino non potrebbe tollerare quella vista; di qui i bancomat, Paypal, le card, i crediti i debiti, bitcoin. Lo stesso per la violenza. Nessuno è più violento, in realtà. La violenza cala in ogni ambito, si muore più per suicidio che per omicidio, anche i crimini per droga commessi dagli Italiani crollano in un regime di droga libera, calano i furti e le rapine commessi dagli Italiani. Le comunità educative sono giardini di imbecilli in cui è stata bandita la gerarchia e la disciplina tanto che mocciosi di pochi anni danno sulla voce a quarantenni senza scampo, maestri e professori si limitano a un borbugliare meschino; anche il digitale ha preso il sopravvento: intere scolaresche vengono giudicate da test chiusi scaricati da Internet, di allucinata piccineria, a negare l’apertura mentale e la creatività poiché il pargolo del futuro, già mezzo rincoglionito, deve, se proprio è fortunato, diventare un tecnico e non un uomo. Il tasso di promozione sfiora la soglia del 100%.
La vita si fa eco indistinta, lontana.

L’homunculus vive in un mondo rarefatto, sospeso in un liquido amniotico.
Dal 1945 vige la pace, il mondo della pace, la pace perpetua.
Per fortuna è così!, direbbe qualcuno. Ma è meglio così? Marinetti sbagliava?
A cosa abbiamo rinunciato?
74 anni di pace hanno sfibrato animi e saperi, sperperato ricchezze e intuizioni. L’Italiano del 2019 cosa è in grado di saper fare? Su questo mi sono spesso interrogato e non voglio ripetermi.
Oggi per sterminare la civiltà occidentale basterebbe interrompere la filiera garantita delle multinazionali. A comando. Dieci giorni di buio basterebbero al caos totale. Gli agglomerati metropolitani crollerebbero in poco meno d’una settimana. Un’ecatombe di centinaia di milioni di idioti, altro che Ebola. Nel 1943 a Roma si faceva la fame nera; anche nelle zone semirurali ci si adeguava a mangiare bacche e frutti da cespuglio, fiori, selvaggina raccogliticcia. Solo nelle campagne la vita andò avanti come prima, miserabile e tranquilla.

All’homunculus non togliete la panatina e il visore: in cambio garantirà la fede assoluta, cieca, come preconizza il Grande Inquisitore di Dostoevskij.

L’idiota della pace regredisce a livello puerile senza essere bambino. I capricci, la stupidità, il fanatismo son quelli di un bamboccio irresponsabile che invecchia in una generale assenza di legami e che vive, con inconscia disperazione, l’inferno del solipsismo: una solitudine narcisistica, una bolla soggettiva che plasma la realtà con foga autoreferenziale. Solo gli psicopatici si trovano a loro agio in tale inghiottitoio della coscienza, autistico e senza luce.
Lo schizofrenico, il paranoico, lo psicotico maniaco depressivo, gli ossessivi compulsivi, i depressi, gli ebefrenici, gli allucinati, anticipati con vigore dal romanzo Follia per sette clan, formeranno l’arco costituzionale basagliano della nuova normalità.

La guerra sola igiene del mondo. Alzi la mano chi non ricollega tali parole a un sentimento negativo impartitogli dai programmi scolastici della pace.
E se fosse vero? Non dico auspicabile: parlo di verità.
Igiene. O meglio: riattivazione dei sentimenti.
Riflettiamo: a destra o a sinistra, indifferentemente, dopo ottant’anni, i riferimenti storici più acuminati son personaggi forgiati dalla guerra o dalla rivoluzione: assassini o comandanti di assassini!
Stalin, Hitler, Mussolini, Franco, Che Guevara, Churchill, la X Mas, i partigiani!
L’homunculus ha sostituito con tali feticci la propria impotenza!
In ottant’anni la pace non ha creato un bel nulla, né un paradigma né un cartello indicatore né un cippo miliare o un segnale nel bosco! Nulla!
La pace di Imagine è solo negazione della guerra, dell’azione, della ribellione: è quietismo malato, non altro.

Qui non si sta parlando, spero lo abbiate compreso, della pace che segue il sangue. Il rapporto che lega i due momenti in un equilibrio perfetto.
Qui, con tale parola, pace, ripetuta ossessivamente dal potere in tutte le sue oggettivazioni istituzionali, si intende solo l’inazione, la morte interiore dell’uomo.
Solo gli uomini che, nel 1946, o nel 1919, assistevano alle sfilate di mutilati e di intronati delle trincee, sfregiati dalle tempeste d’acciaio, ebbero il diritto di parlare di pace poiché questo era il giusto concetto, ancora grondante di orrore.
Già negli anni Cinquanta la pace degenerava lentamente per trasformarsi nell’idiozia di oggi.
L’uomo non può vivere senza guerra. Deve possederla, deve viverla per dare un significato alla vera pace: in questo risiede la tragedia universale.
Tutti devono convenirne.
L’ultima guerra che abbiamo combattuto ancora innerva di senso i nostri discorsi: il fascismo, l’antifascismo, l’Olocausto, il comunismo, l’anticomunismo! È il sangue a dettare il discorso, non certo Gandhi!
Persino gli storici e gli artisti residui provano tale mancanza: documentari sul nazismo, sul fascismo, sulle Foibe proliferano continuamente. Non sono indagini storiche, ma un inconscio riandare a un’umanità che provava sentimenti estremi, ovvero sentimenti.
Alcuni esserini di oggi guardano questi spettacoli di nemmeno un secolo fa con occhio incredulo: come potevamo essere così crudeli, così passionali, così belli, così orrendi! Come potevano i nonni e i bisavoli sopportare tutto questo: la miseria, i sacrifici, le cadute, le devozioni estreme! Eppure era così!

La pace senza guerra è puro fuggire verso la catastrofe e l’indistinto: autoannientamento, spegnimento dell’umanità.

La guerra per la guerra è insensata carneficina, ma la pace perpetua, la pace per la pace, genera altrettanti mostri. L’inazione si scarica nelle perversioni e nelle mostruosità dell’animo poiché la linea del sentimento rimane piatta.
Darò maggior scandalo: l’uomo, così come desidera la pace in tempo di guerra, ha un bisogno fisiologico dello scontro se il perdurare della pace imputridisce l’animo. Fisiologico, fisico: ne va della sanità mentale.
È la vita a reclamare questo; e la vita, come intuì la Testa Matta, non è passibile di giudizi morali su sé stessa.

La calma degenera in polle stagnanti, in muffa. Nelle epoche decadenti prevale, senza alternative, l’umido, il sotterraneo, il buio, la cripta. Per questo i migliori reclamano il fuoco: per bruciare il di più e ritrovare l’essenza aurea di sé stessi, al som de l’escalina.

Nel reclamare la guerra, insomma, non si è guerrafondai, ma solo medici dell’anima.
I tempi della perversione e dell’autoannientamento, anche oggi, reclamano lo scatenarsi del sangue, come è sempre stato.
Vi sono due problemi, però.
Il potere non vuole la guerra perché sa che rimetterebbe in gioco le sue conquiste psicologiche di massa.
Nessuno, oggi, sa fare la guerra. Smobilitati, di fatto, gli eserciti, inetti i maschi persino a una rissa.

Georg Wilhelm Pabst, a Berlino, 1928, assiste sfiancato a centinaia di provini; deve trovare una Schauspielerin per il prossimo film che ha in mente: Die Büchse der Pandora, Il vaso di Pandora, tratto dai drammi di Franz Wedekind.
Nessuna ragazza lo soddisfa, è sfiduciato e indeciso, finché, per puro caso, forse per distrarsi, assiste alla visione d’un filmetto americano di Howard Hawks, A girl in every port; vi recita, per pochi minuti, una giovane attrice di seconda fascia, Louise Brooks, specializzata in ruoli brillanti da flapper, la ragazzetta vivace, spensierata e indipendente dei Twenties americani.
Pabst rimane folgorato: ecco la sua Lulu! 
Spedisce un telegramma a New York presso la Paramount e Louise lascia l’America su due piedi, con una sua tipica decisione avventata, verso la Germania ignota.
Louise Brooks viene dalla provincia profonda (Cherryvale, Kansas), ma è uno spirito libero, raffinato e intuitivo. Anni dopo, nelle sue memorie, tratteggerà con vividezza ciò che l’aveva colpita nella capitale:
Le prostitute di lusso si allineavano al bar dell’Eden Hotel, dove alloggiavo a Berlino. Le ragazze più a buon mercato passeggiavano sul marciapiede di fronte. All’angolo alcune ragazze con gli stivali proponevano la fustigazione. Agenti teatrali facevano i ruffiani per le signore che abitavano nei lussuosi appartamenti del quartiere bavarese. All’ippodromo di Hoppergarten alcuni allibratori organizzavano orge per gruppi di sportivi. Il night-club Eldorado offriva una scelta allettante di travestiti. Il Maly era il ritrovo delle lesbiche, mascoline o femminili. Il desiderio collettivo si manifestava liberamente nei teatri. Nella rivista Chocolate kiddies, Josephine Baker entrava in scena vestita solo di una cintura di banane, e le reazioni del pubblico corrispondevano esattamente a quelle descritte da Wedekind all’ingresso di Lulu: ‘Si scatenano come in un serraglio quando si avvicina la carne alla gabbia’”.


Anche Pabst è parte di questo mondo germanico in disfacimento che, nell’intimo, desidera un nuovo foco che affina. Egli stesso, borghese puritano e collezionista di foto pornografiche, è lo specchio individuale di tale lacerazione. I critici, sulla base dei film precedenti (La via senza gioia), lo inseriscono nella corrente della Nuova Oggettività, Neue Sachlichkeit, una sorta di neorealismo, ma i suoi strali contro la mercificazione del corpo e l’onnipotenza dei soldi (il sangue del povero) non provengono da tali contingenze. Egli aspira, invece, come tedesco, al lavacro, alla santità; sente che l’uomo dei tempi, anche quello più antico, è lacerato fra questi due poli immorali e che le nuove generazioni sono ancor più perdute. Il personaggio di Schön e di suo figlio, entrambi traviati da Lulu, la strega eterna, e dal suo magnaccia, forse suo padre, un orrido ebreo di nome Schigolch, sono accenni autobiografici evidenti e altamente simbolici: Pabst si appella inconscio al Tedesco Eterno, ai Nibelunghi, a Teutoburgo: salvateci!
E dalle birrerie di Monaco qualcuno risponde al suo grido: sì, salveremo la Pallida Madre! Heimat!
Allora c’erano ancora uomini che sapevano maneggiare armi, che non conoscevano le paure e sapevano disprezzare profondamente.

Questo breve excursus potrà esser scambiato da qualche omino malaccorto per un elogio di Hitler.
Ma io amo ragionare sub specie aeternitatis.
Furono le budella tedesche a reclamare Hitler. E Hitler rispose in tal modo poiché era un prodotto della guerra, quella vera, combattuta con il nemico che espira sulla faccia l’ultimo atto della farsa. Un portaordini, che, al fronte, nelle tempeste d’acciaio, vantava pochi minuti di aspettativa di vita; eppure sopravvisse, ereditando lo sguardo perso nella vastità, proprio di chi ha conosciuto la morte. 
Quante scappatoie sono state trovate per quell’uomo: pazzo, esaltato, pervertito! Pur di non ammettere che fu solo la concrezione necessaria a quei tempi. Meno un uomo che un vasto risentimento. Ciò che seguì alla sua azione politica è irrilevante. La vita si autoalimenta, ignorando il bene e il male.

Solo pochi intuirono la verità: l’ebreo George Steiner fu uno di questi. Egli sapeva. Sapeva che l’individuo Hitler era solo il detonatore di un'epocale ansia di palingenesi: altro che l’umiliazione di Weimar! C’era bisogno di quello, per non morire come popolo; anche la spaventevole forza della lingua germanica fu una delle epifanie di questa reazione. La medesima, afferma Steiner, che tenne in vita per millenni il popolo ebreo: Il processo di San Cristobal, testo proibitissimo, termina proprio con un monologo di Hitler, sopravvissuto al bunker berlinese, che rinfaccia tale verità eterna alle sue vittime. Oggi, infatti, debitamente carnefici.

Pure Travis Bickle, in Taxi driver, chiama un diluvio a ripulire le strade e i marciapiedi che vede popolati di lenoni, travestiti, prostitute e drogati. Un candidato democratico e il pappone della tredicenne Iris diverranno i capri espiatori.
I millenaristi, i costruttori di patiboli, gli elevatori di cataste da rogo; persino il dio biblico, un po’ seccato dalla piega delle cose, travolgerà tutto, sodomiti compresi. La natura reclama l’equilibrio. Sarà un caso che la perversione viene travolta da cataclismi?
Il dio che punisce gli uomini per la loro malvagità. Cosa significa? Questo: un popolo non vuole morire, prepara nemici, ecpirosi e purghe necessari alla riattivazione della vita come comunità: li oggettiva quindi in un dio amico e condottiero, di volta in volta vendicatore e stragista, esperto di inondazioni e terremoti: segue l’eroe eponimo di tale anelito alla purificazione.

Il rapporto fra putredine morale e pace è talmente stretto da elevarsi a sintomo preciso della decadenza. Yukio Mishima, nel suo commentario all’Hagakure, mette in rilievo, a esempio, la femminilizzazione del maschio nipponico prodotto dalla stasi e dall’inazione. Un polso maschile e un polso femminile hanno lo stesso battito in tempo di pace, proclama un suo personaggio.
La ribellione di Mishima fu spettacolare, ma sterile. Non si era nella Berlino degli anni Venti e nemmeno ai tempi dello shogunato, orgoglioso di un impavido sakoku. Anche in Giappone, la Cipanga di Marco Polo, nel 1970, come oggi in Europa, proliferavano gli esserini. I venti divini (kamikaze) si concretarono, perciò, in un ristretto manipolo di uomini sfiduciati; persino Morita, che gli fu vicino durante il seppuku, esitò tremante nella decollazione finale: fu Hiroyasu Koga a togliergli la spada dalle mani per finire quel comandante senza esercito che si dissanguava lentamente nelle sofferenze.

La perversione in luogo dell’amore, l’orpello dell’arte, il calembour della letteratura, lo scherzo invece della satira, il grasso invece del magro, il goffo, l’inutile, il futile, l’inetto: a tutto questo contribuisce la pace perpetua. La natura reclama, l’uomo obbedisce; lo Spirito dei Tempi, come il Gigante di Goya, prende a spazzare di urla e strepiti le piane marcescenti dell’Europa. Sorgono capipopolo, condottieri, duci, assassini. Si sente, oscuramente, che è giunto di nuovo il tempo. Lo scoccare dell’ora fatale fu ascritto, da sempre, a irresponsabili, dittatori, grassatori. Tutti, però, sottovalutano l’imperio delle budella. Ma questo immane vapore di violenza è impossibilitato a condensarsi in eroi della vendetta. La guerra è anche un mestiere: ci hanno insegnato a disimpararlo; ricostruire quelle accortezze pare, ormai, impossibile. Ci aspettano, se va bene, guerriglie urbane, brevi violenze cieche.

Per questo motivo, il potere, veloce e accorto, smobilita gli eserciti e rimpingua le polizie in una foia accentratrice e censoria. Gli eserciti sono fucine pericolose di guerrieri e teste calde; oggi, peraltro, inservibili: cosa c’è più da conquistare che non è stato già conquistato? La Monarchia deve governare solo il proprio interno. Interpol, Eurogendfor, spie, infiltrati, agenti provocatori, magistrati e tribunali costituiranno il braccio del Nuovo Ordine.

Curzio Malaparte, citato nell’Elogio della guerra di Massimo Fini: “Biasimatemi pure, ma io sono un uomo e amo la guerra. Non ho l’ipocrisia di dire ‘non amo la guerra’. Io l’amo, come ogni uomo bennato, sano, coraggioso, forte, ama la guerra, come ogni uomo che non è contento degli altri uomini, né dei loro misfatti”. Kurt Erich Suckert: un mezzo crucco, di quelli buoni.

Oggi, impossibilitati alla guerra, inetti a essa, non ci resta che chiamare vanamente l’apocalisse.
Per questo i controinformatori e i loro lettori più facili si gettano avidamente su notizie di carestie, olocausti nucleari, catastrofi ecologiche.
Vogliono, inconsciamente, il grande botto, il lavacro, il bagno di sangue.
Hanno difficoltà a schiacciare una mosca, ma, nell’intimo, il loro essere più nascosto e, quindi, vicino alla verità, sogna lo scontro.
Ma non l’avranno. Quanto è bello sognare, invece, di una dissoluzione del nemico … a chiacchiere … il ribelle da salotto, impotente e fumettistico, aspira il narghilé dell’impotenza, e vi si crogiola.
In fondo, ragiona (lo fa dopo aver debitamente insultato qualche altro esserino da tastiera), la vita da cubicolo non è tanto male.

137 commenti :

  1. Mi hai fregato con Mishima caro Alceste. Non che Mishima sposti la faccenda di una virgola, s'intende. La guerra vera verra', e sara' ferocissima. Forse non la vedremo, ma arrivera'! Verra' contrabbandata come "difesa dei diritti dell'uomo, della donna, del trans, degli alieni ecc" o qualche altra amenita' inventata dai "facitori di slogan pro-democrazia". Sara' essenzialmente un macello mirato degli ultimi cristiani, degli ultimi bianchi.

    https://youtu.be/hLGMm6c_BCA
    Yukio Mishima on WWII and Death

    Nel frattempo, l'unica vera guerra e' quella che il sistema quotidianamente fa ai feti, ai cervelli, a noi stessi. Noi siamo "il problema". I metodi usati per ridurre la nostra vita e vitalita' sono infiniti e mutevoli.
    Non e' tempo di pace questo. Almeno cosi la vedo io.

    Anonimo R

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    1. Prova a trovare un camerata ... più facile trovare un idraulico a Ferragosto. La destra è sbracata in modo inverecondo.
      Con chi la facciamo la guerra?

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    2. La facciamo tra noi. Almeno ci passa un po'. Cantando Rolls Royce e nassacrandoci un po'. Una proposta costruttiva la mia.
      Anonimo R

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  2. Sanremo 2019 - Achille Lauro e Morgan cantano "Rolls Royce"
    https://www.youtube.com/watch?v=GHvx64ppsVw

    Che figata la guerra in Rolls Royce...

    Anonimo R

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    1. Sono minchiate che imitano dai rapper di Los Angeles ... stupidaggini ...

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    2. BY THE WAY OF DECEPTION

      Tutto e' guerra.
      Ehhh, non fare troppo lo spochioso Alceste: Rolls Royce e' indiscutibilmente il meglio del festival. Quasi un seppuku musicale. "... Dio ti prego salvaci da questi giorni, metti da parte un posto segnati sti nomi... Rolls Royce (James Joice, Tolstoy...)" mi ricorda:

      "Vengo a prenderti stasera
      Sulla mia torpedo blu
      L'automobile sportiva
      Che mi dà un tono di gioventù
      Già ti vedo elegantissima
      Come al solito sei tu
      Sembrerai una Jean Harlow
      Sulla mia torpedo blu
      Indosserò un bel doppiopetto
      Ed un cappellone, come Al Capone
      E in camicetta e maxigonna
      Tu mi accenderai il sigarone..."

      La guerra implica l'amore, quello viscerale. Non c'hanno tolto la guerra, c'hanno tolto l'amore. Quello vero, per il sangue, per la famiglia, per il proprio popolo, per la fede che, magari non ci credevi davvero, ma chissenefrega. Loro non hanno paura della guerra, ma dell'amore. Fino a che uno amera' e avra' fede, loro hanno perso comunque.
      Un po patetico questo mio intervento. Anche mal riuscito, me ne rendo conto. La guerra implica il suo contrario. Ed implica lo stato di vincitori e di vinti. Terribile, vero? Importante e' sopravvivere. Un altro giorno. E trasmettere cio' in cui si crede.

      https://youtu.be/2nm4xv3firw
      Stand inside your Love
      Smashing Pumpkies

      Anonimo R

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    3. Basta seguire la carriera di Jean Harlow per capire cosa ci hanno tolto.

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  3. Sono d'accordo in linea generale. Credo pero che si debba lottare, anche in tempo di pace, almeno per la vita, e allora la pace non diventa pax aeterna... la guerra è insita nell'uomo, ma laddove non lotta per la vita ovvero sopravvivenza è guerra per la guerra...(sono indottrinato anche io) ieri sera vedevo il finale di un film, che raccontava di come in Danimarca hanno costretto, dopo la seconda guerra mondiale, i ragazzi tedeschi poco piu che adolescenti (ovvero gli ultimi battaglioni) a sminare le aree minate durante la guerra...un colpo di grazia diciamo, morivano ovviamente come mosche...

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    1. I civili danesi. Per guerra intendo anche i conflitti dialettici, gli insulti, le sublimazioni nella lotta ... forse mi sbaglio.

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    2. I tedeschi hanno la sconfitta sotto il tappeto, a noi è andata diversamente ma non la abbiamo, come nazione. No no è così, e anzi la tua è una analisi profonda. Il futurismo era l'unica avanguardia che amavo e che mi degnai di studiare nella mia ridicola carriera scolastica, perche i quadri mi piacevano, e mi piacciono ancora, col senno di poi la parte teorica e progressista mi vede chiaramente contrario. Quanto all interventismo era ovviamente presente un po dappertutto, dal nord est ai paesi baschi...all'epoca. La lotta è insita nell'uomo, non si scappa.

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    3. A proposito di danesi: https://www.youreduaction.it/danimarca-abbracciarsi-materia-scolastica-serve-per-sviluppare-empatia/

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    4. Saranno gli stessi che mandavano a morte i sedicenni che a loro dire avevano una"coscienza immonda" ?

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  4. Caro Alceste te parli di guerra, ma io ti dico che anche un minimo accenno verbale che esula dal politicamente corretto polcor viene subito tacciato di rasssismo e fasssismo. Giuro. Ho visto uomini e donne dare di matto perché io avevo fatto semplici affermazioni di buon senso. Tanto era bastato per farli inviperire, contrariare, incazzare. Eppure avevo detto solo cose vere, banali, oggettive (siamo al livello di affermazioni tipo:" il cielo è azzurro").
    Cosa vuoi guerreggiare?
    Neanche una parola di verità si può dire in pubblico che tutti i sinistri, sinistrati, sinistronzi si mettono a strepitare e a stracciarsi le vesti . Ma dove vogliamo andare?!?
    P.S.: Hanno fatto vincere il festival di san scemo ad uno che sembra lo spacciatore di droga sotto casa. Sfido chiunque a dire il contrario. Guai a fare in pubblico un' affermazione del genere, scateneresti l'ira di tutti i corrotti e mentecatti polcor e di tutto il loro codazzo.
    E tu mi parli di guerra...
    Neanche una parola di verità ti fanno dire perché disturba, e te mi parli di guerra...

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    1. Io parlo della cura.
      La reputo, come ho scritto, impossibile.
      Stasera, proprio mentre rientravo, ho sentito una tizia di mezzaa età urlare al telefono. "Sto facendo le commissioni per Blackie! Sì, per Blackie! Lo sai che le scatolette che a lui piacciono a Milano non si trovano ... le devo comprare qui e spedirle lassù col pacco-celere ... sì, insieme ai raspini!".
      Cosa siano i raspini non so ... ma, insomma, hai capito?

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    2. L'ultima canzone di Sanremo che mi è piaciuta è "Hop hop hop somarello".

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  5. Forse è proprio l'uomo bianco occidentale che tocca i livelli più osceni di corruzione e riesce a purificarsi solo tramite la guerra. Mi viene in mente il commento a Mautki. Una civiltà che è arrivata dappertutto a prezzo di svuotare di senso il dispositivo del tabu culturale. Se ti senti tanto fiero, Alceste non so. Io per me avrei preferito soccombere con i bambini e le donne a Woudned Knee. S.

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    1. L'uomo bianco occidentale ha perso.
      Ma gli altri non se la caveranno meglio.
      A me "Soldato blu" non è mai piaciuto, meglio Tex "Aquila della Notte" Willer. Non che lui ne abbia fatti secchi pochi di indiani: un giusto dei giusti: se sgarri ti scapitozzo, a qualunque risma appartieni ...

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    2. Mauki è un eterno sopravvissuto alla guerra, che in quel caso specifico viene messo davanti all'aut aut: vita-morte. Se per affermarsi non doveva fare la guerra, tanto meglio, ma è una vita in guerra quella di un selvaggio...Chi lotta per la sopravvivenza anela la pace, e fa bene, dice una canzone romana: "un omo nun pò fa sempre la guera" ed è vero...però questo detto già presuppone, anzi dà per scontato che ogni tanto tocca farla, c'è poco da fare. A volte un predatore non attacca una preda anche molto facile e l'uomo si chiede perchè, è semplice: se la preda può fargli anche solo un graffio il predatore analizza a istinto i costi e i benefici, a seconda della fame e del bisogno che ha...perchè non ha il dottore che gli cura la ferita ma se è il caso se la porta appresso, si può infettare, e può aggravarsi, e lui a livello non cosciente, lo sa. In una situazione di questo genere come vedi la guerra per la guerra... non si fa.

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    3. a me è piaciuto molto il modo in cui descrive cosa è l'europeo, uno che non accetta la sconfitta. Quindi terribile di per se. Inaudito per le civiltà che vivono allo stato naturale, ma che per me non hanno sistemi culturali semplici. il tabu per me è consapevolezza del rischio, l'attenzione per i frangenti in cui la presenza può rimanere intrappolata. che fa muovere con circospezione ad ogni passo, quindi con una malfidente saggezza. Invece la nostra cultura ci manda allo sbaraglio a rovinarci l'esistenza in nome di idoli mostruosi e spietati! Ecco, ciao, e scusami la citazione strampalata. Sere

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    4. Ciao Sere, non è affatto strampalata ed anzi hai citato l'unico punto del ragionamento di Alceste che forse riterrei da discutere, ci ho provato ma nn mi è venuto in mente subito, il tuo ragionamento lo ritrovo anche in un altro racconto di London "ya ya ya" nel quale parla un vecchio indigeno con un bianco. Il bianco chiede all'indigeno perchè il suo popolo di uomini forti è sottomesso a un vecchio olandese ubriacone che spadroneggia sull'isola. L'indigeno gli dice "io so andare 7 metri sott'acqua e non mi ci puoi seguire...che sai fare tu? Io non lo so, se non combattere, io non ho mai conosciuto chi combatte come voi, perchè voi combattete fino alla morte, perchè non accettate la sconfitta" e gli racconta di come il suo popolo è stato sterminato e umiliato dai bianchi, venuti con navi, portato pestilenze, e infine reso docile, il racconto ha una fine significativa, l'indigeno dice, dopo aver pescato un grosso pesce: "adesso vado a regalare questo pesce a quel maledetto olandese"...il problema qual'è? Che l'indigeno rimane se stesso, anche da sottomesso, perchè non gli hanno ancora rubato l'anima, ha la sconfitta, il problema maggiore dell'Italia come da me detto prima è che non abbiamo interiorizzato una sconfitta. Nonchè quello rimarcato da Alceste più volte, ossia che non sappiamo più fare nulla, ti consiglio il citato libro di Fini "Elogio della guerra"...dove si parla anche dell'uso della guerra delle popolazioni tribali. Noi siamo questo, questa è la nostra storia...parlo dell'occidente, ma anche dell'Italia...possiamo rifiutarlo? Ok ma non possiamo essere altro, possiamo NON essere, altra scelta non c'è, e a un certo punto bisogna scegliere...

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    5. Sono d`accordo Serena,
      il tabu' e' consapevolezza del rischio, soprattutto, credo, quello di andare in qualche modo contro-natura o comunque contro la direzione che una comunita' si e' data e ha quindi stabilito come essere quella naturale.
      L'uomo occidentale ha toccato i livelli piu' osceni di corruzione. Puo' darsi a causa di una superiorita' tecnologica ad uso bellico.
      La superiorita' tecnologica ha sempre conquistato altri popoli, basti vedere come han sempre viaggiato le invenzioni anche piu' banali (nel senso di non strettamente necesarie alla sopravvivenza)... il the', la seta, la carta...
      Chi si e' dato la briga di trasformare la conquista in una sottomissione? L'uomo bianco? Mah la storia ci da' esempi di tanti altri popoli che han sfruttato una certa loro superiorita' per assoggettarne altri: i mongoli, i turchi... Se ad altri fosse 'accaduto' di avere una tecnologia bellica superiore, avrebbero resistito allo stesso impulso o no? E chi lo sa. Certo che da come si muove il mondo oggi si direbbe di no. Ma qualcuno potrebbe dire che e' comunque colpa dell'uomo bianco che ha dato il cattivo esempio...a me sembra un po' il quiz de: e' nato prima l'uovo o la gallina. Comunque e' un tema che merita riflessione.
      Ise

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    6. grazie a entrambi, e un saluto caro a tutti: di sicuro leggerò presto I Racconti dei mari del Sud. Ora sono a meno di metà de Moby Dick, mi ci vuole del tempo Serena

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  6. Interessante articolo ma forse sono necessari alcuni piccoli appunti:

    1) anche tu Alceste fai parte della categoria dei "teneri esserini" ed è inevitabile; per quanto uno voglia chiamarsi fuori completamente dal mondo in cui vive non lo si può fare. Anche Julius Evola con "Rivolta contro il mondo moderno" provava a smarcarsi, ma non poteva. O si fa una scelta radicale (più che radicale) ossia abbandonare la civiltà per vivere allo stato puramente naturale, oppure ogni "rivolta" risulta risibile;
    2) quale fine della violenza...solo negli USA ci sono stati circa 10,000 omicidi l'anno scorso, e si tratta soltanto di quelli scoperti...chissà quanti altri ce ne sono stati ma verranno scoperti magari tra 20 anni;
    3) non c'e' alcuna smobilitazione degli eserciti, al contrario. Il Potere se li tiene stretti...semplicamente li "professionalizza" eliminando ogni "esercito di popolo" (infatti il servizio militare obbligatorio è in via di estinzione ovunque). I professionisti delle armi quindi ci sono ma servono il Potere che li foraggia con ogni tipo di beneficio economico;
    4) perché citi quel demente (effettivamente lo era) di Marinetti: ti dici amante della tradizione e del passato e poi citi la frase di uno che avrebbe spianato l'Acropoli per farci dei grandi magazzini UPIM...;
    5) inalberasi per ciò che sta succedendo e per dove va il mondo non ha alcun senso: non hai né il potere né la possibilità di cambiare le cose. Secondo me ti farebbe bene studiare un pò di sano Stoicismo (il Manuale di Epitteto sarebbe ottimo)

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    1. Ripetilo e ti spacco il muso ...
      A parte gli scherzi: 10000 omicidi in un paese in cui si comprano le panatine e le Glock allo stesso scaffale mi sembrano pochini. Nelle serie sui serial killer crepano di più, credimi.
      Lo stoicismo è grazioso, la benzina è divina, ma come dovrei impiegare il mio tempo: giocare a Fortnite? Scoprire la verità, da antico esperto di rebus ed enigmi, mi dà soddisfazione ... col beneplacito di Epitteto ... che ho letto: ma non mi ha convinto.
      Smobilitazione degli eserciti? Ti sembra che l'Italia abbia un esercito? A parte le guerre scatenate per compiacere qualche multinazionale contro chi lo usiamo tale coacervo di marescialli da pensione? I professionisti diverranno poliziotti. Già adesso, come diceva Gadda, "stazzioneno". Ci stanno abituando, insomma. Presto diventeranno realtà.
      La rivolta contro il mondo moderno. Ho staccato tutte le spine possibili, non mi resta che la rivolta estrema: spararmi una palla in testa, ma vorrei aspettare qualche anno.

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  7. Ricordi Remarque? Quando descrive il sovrumano acuirsi dei sensi e dei riflessi durante le "tempeste d'acciaio" sul fronte occidentale. Quei pischelli di diciannove anni, digiuni per giorni, che schivano piogge di proiettili in uno stato di veglia sovrumana. Mio nonno, classe 1900, a diciott'anni, sventagliata di mitra, ha corso per venti km con gli intestini in mano.

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    1. Anche il mio, quello scippato dell'orologio, classe 1906, ne ha combinate.
      La personalità di quegli uomini era indiscussa.
      Erano proprio diversi.
      Mio padre, che pure ha comandato sugli uomini ed era un arrogante, solo al sentire la voce dei vecchi, ammutoliva.

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    2. Si, diversi. In uno dei suoi migliori articoli Blondet parla dell'ammiraglio Nelson, ultraottantenne, senza un occhio, senza un gamba; con un tumore alla coscia destra, fiaccato dalle febbri, ancora a capo di una ciurma per mare. Oggi sarebbe invalido al 100% con l'accompagno per molto meno.

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  8. E vabbe' lo confesso, sotto diversi aspetti mi rivedo proprio in quel cojone di ultima generazione che hai ben descritto qui e in altri articoli, tenuto in vita (e in ostaggio) dal cordone ombelicale della nostra amorevole società...va' almeno compenso la mia inettitudine a fare tutto con il mio talento a non fare niente.
    Se devo rincarnarmi però faccio come Ulisse e scelgo di rinascere contadino (di sicuro l'agricoltura è in grado persino di nobilitare anche l'anima di un galoppino di Borsa).
    Comunque, aggiungo, dovresti rinunciare alla vanità di disprezzare l'immondezzaio dell'editoria e raccogliere i tuoi saggi in un libro per noi feticisti della carta stampata. Io e gli altri lettori del Blog vogliamo un Alceste da esibire nella nostra biblioteca personale tra un Flaiano, un Nietzsche, un Karl Kraus....si d'accordo che pubblicare un libro è un atto di superbia, ma nel tuo caso sarebbe un atto di superbia non farlo...

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    1. Da coglione a coglione: ma chi lo pubblica?
      Se dovesse accadere (l'ho già deciso) il ricavato andrà al traduttore di un paio di libri che giacciono nella dimenticanza.

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    2. Loris da Faenza11 febbraio 2019 13:06

      Lo pubblichiamo NOI.
      Se nella cerchia dei tuoi estimatori non si riesce a raggranellare 6/7 mila euro a fin non di bene ma di benissimo, vuol dire che siamo noi gli scappati di casa… Altro che rivoluzioni.
      O pretendi la Mondadori?
      Il ricavato naturalmente non ci sarà. Non sei mica Fabio Volo, per fortuna.
      Apriamo la sottoscrizione. Ma solo in luridi contanti. O in oro fisico.

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    3. Ho cominciato una colletta per mettere a posto un giardinetto per i bimbi e ho tirato su 300 euri ... guarda che è dura, in Italia ... prima o poi lo proporrò a qualche editore di nicchia ... rinfoderate i libretti degli assegni.

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  9. Dai non ci crediamo che non ti pubblica nessuno! Anche se togliamo dalla lista quelle teste bacate di editori che non distinguerebbero un Celine da un Fabio Volo, quelli affiliati al puritanesimo del nuovo ordine ecumenico, e quelli che sono semplicemente dei cagasotto, perdio ci sarà qualche cristiano con un po' di sale in zucca in grado di fare il suo lavoro. Sennò tra un po' facciamo partire una raccolta di firme per farti pubblicare.
    Comunque dicci i titoli di questi libri che giacciono nella dimenticanza che vado a darci un'occhiata...prima o pi ti chiederò di stilare una lista con tutte le opere da leggere prima di morire.

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    1. I due di Rebatet, per esempio, quello di Steiner, Il processo di San Cristobal ... quelli che volete voi ...

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    2. Ho già dato un'occhiata, li prenderò appena finita la mia scorta (se li trovo!), e prenoto già almeno 4/5 copie del tuo libro, quando sarà pronto, da smistare a parenti e amici...nel frattempo sto spulciando un po' di libri dalla colonna di destra del tuo Blog e altri saltati fuori dalle tue pagine...presuntuosamente pensavo di aver letto tutto quello che valeva la pena leggere e invece mi hai aperto un mondo...

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    3. Quelle sono solo indicazioni ... ognuno, da un certo punto in poi, diviene maestro di sé stesso (importanti i fondamentali).

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  10. Segnalo un bel fim italiano:
    Il mestiere delle armi
    di E Olmi

    Anonimo R

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  11. Caro Alceste,
    molte verita' nelle tue parole.
    Sento il rigetto della materia emozionale e fisica come forzato, qualcosa -pratiche, stili di vita, mode- che ci costringe sempre piu' a tale rigetto.
    Sulla pselafobia (con puntata sul dizionario), felice di apprendere il termine.
    Nonostante apprezzi molto la cultura di cui sono ospite, la pselafobia e'diffusa e condiziona la vita anche di chi non ne e' affetto: l'ossessione per l'igiene, per i germi nascosti ovunque, per l'armonia esteriore che imbelletta e isola dalla disarmonia interiore... sono un poco estremizzate.
    In Giappone s'indossano spesso mascherine: chi ha un raffreddore non vuole attaccarlo agli altri, o per evitare di essere contagiati. La realta' e' che la indossano anche senza epidemie, solo per evitare il contatto diretto, per mettere un filtro tra loro e la realta'. Alcuni amano proprio nascondere parzialmente il volto, come gli studenti, hikikomori in erba.
    Quando parlano faccio fatica a capirli non vedendo il movimento delle labbra.
    In certi contesti sei costretto ad indossarla, altrimenti sei reputato negligente in fatto d'igiene.
    La prima volta che ho dovuto metterla nel luogo di lavoro (non la sopporto) ho spiegato al mio collega che noi occidentali non siamo fisicamente adatti per le mascherine. Essendo il mio naso 'alto' (come usano dire loro paragonato al loro 'basso'), si puo' ben vedere come la mascherina non riesca ad aderire al viso in prossimita' del naso ma restino due aperture laterali da cui entrano tutti i germi. Per questo mi prendo sempre tutto nonostante le mascherate, tanto vale non indossarla e usare altre precauzioni. Cosi' ora ho licenza di delinquere su questo fondamento di conformita' sociale.
    Ovunque poi trovi il disinfettante per le mani, da mettere prima di usarle.
    La frutta nei supermercati e' spesso confezionata nella plastica una ad una.
    Quando vai alla cassa la separano dal resto infilandola in ulteriori sacchettini di plastica. Poi dopo le casse ti ritrovi un bancone in cui le casalinghe fanno una lunga sosta per mettere ogni cosa dentro ennesimi sacchettini di plastica generosamente offerti dal supermercato...isteria ossessivo-compulsiva...quanto tempo perso a fare bei pacchettini che disfai dopo 10 minuti.
    Avanza anche l'infantilizzazione: tutto cio' che implica una spiegazione piu' lunga di due parole e' accompagnato da disegnini. Non per niente sono maestri dei manga ed hanno inventato le emoticon. Ricordo l'insegnante di lingua che appena le si chiedevano delucidazioni su un termine, non tentava di spiegarlo con altre parole o con gesti, prendeva il pennarello e lo disegnava alla lavagna. Se era un'azione, disegni multipli che portavan via anche cinque-dieci minuti.
    Anche il timbro di voce e' infantile. Quando portai un'amica giapponese a una conferenza di un'italiana, la prima cosa che mi disse fu che le piaceva il timbro di voce basso che le occidentali avevano in pubblico... Mi fece realizzare che loro (le donne) parlano per lo piu' in falsetto forzato, ecco perche' trovavo gli annunci nelle stazioni, nei supermercati ecc. estremamente irritanti, usano toni alti affettati e per niente naturali.
    Ben inteso, queste note negative sono compensate da molte altre positive: prima e unica fra tutte, l'onore che ancora vale piu' del denaro.
    In generale pero', la tendenza e' un po' il risultato di quel che dici tu, tutto serve a filtrare, falsare (in falsetto), imbellettare sempre piu' la cruda realta'. Ci si potrebbe scrivere un trattato.
    Un caro saluto,
    Ise

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  12. Non solo siamo programmati per la pace, ma siamo stati programmati a subire dei sensi di colpa e degli abusi mostruosi ed ingiustificati che ci portano a cedere ogni velleita' (di giustizia reale, di buon senso ecc. ) in nome di una giustizia fasulla ed un amor di pace ipocrita al limite dello psicopatico-schizofrenico appunto.
    La guerra in se' un tempo comportava il riconoscimento del nemico e poi l'uso di tattiche e strategie per vincerlo (ingannandolo per lo piu', tale il fine delle strategie)...
    Oggi sembra essersi affinata la strategia e l'inganno inizia a monte, nel farti credere che il nemico e' un amico che opera per il tuo bene, quindi neanche ti metti in difesa e men che meno ti organizzi per combatterlo, anzi peggio, ci si trova divisi tra chi lo vede come amico e chi come nemico.
    La conseguenza e' che a ben guardare il nostro attuale "rassismo" , se volessimo captarne la radice, inizia proprio dai nostri simili, i piddini italiani (poi schizofrenicamente anti-italiani) insopportabili che ci han reso insopportabile tutto il resto: buonismo, neri, lgbt, ecc. Non per niente sono sempre i piu' aggressivi se provi a contraddirli.
    Va da se' che la prima guerra che ci sara', sara' solo (ed inutilmente oserei aggiungere) una guerra fratricida o una battaglia civile, in seno alla nostra etnia ed identita'. Perche' siamo/sono stati traditi ed ingannati da molto prima. Da tempi che ci e' difficile ammettere a noi stessi per non sentirci stupidi fino al midollo. Sento odor di guelfi e ghibellini, di fascisti e partigiani... Con il terzo che gode! E lo straniero che viene a mettere pace. Voi non sentite odore di coazione a ripetere, inutilmente?
    Ise

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    1. Cara Ise,
      i tuoi commenti sono sempre puntuali ed intelligenti e, grazie al geniale Alceste che ci lascia "scorrazzare" sul suo blog, li leggo con piacere, ed anche conforto: fortunatamente nel mondo in cui mi ritrovo al mio crepuscolo, c'è ancora qualche speranza per il (vostro!) futuro.
      Grazie anche per avermi fatto conoscere qualcosa in più del Giappone, che nel mio immaginario finora era fatto soltanto di Kurosawa, Kitano e "Shogun"!
      Un caro saluto da "zio adottivo"!
      Hermannus Contractus

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    2. Sensi di colpa ... proprio così ...

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    3. Caro zio Hermannus,
      grazie per le belle parole.
      Quando torno in Italia se ci si vede per un caffe' ti racconto altri aneddoti divertenti :-)
      Un caro saluto,
      Ise

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  13. Dennis Longrave12 febbraio 2019 03:37

    Da lettore silente, mi appresto al primo commento... Per quel che vale, i miei complimenti a te e al tuo stile caustico, mi è bastato poco per cogliere nel tuo pensiero il mio stesso disincanto e disgusto, unito però ad una ricercatezza estetica, una tenacia nello scoprire, nel togliere veli, e in qualche modo nel non tacere.
    E poi, questo è uno dei pochi cantucci internettiani dove si respira, non so, una certa aria pura di comunità, un qualcosa di familiare, grazie ai commenti quasi mai banali.
    Volevo togliermi una curiosità, o permettermi un suggerimento: conosci il gruppo musicale IANVA? Personalmente ne sono stato folgorato, e penso che li troveresti anche tu abbastanza "prossimi"... Se non li conosci e vuoi provare,dagli un'ascoltata, senza prescindere dalla lettura e comprensione dei testi ovviamente...

    https://www.youtube.com/watch?v=Aa4SDxaPHLg

    https://www.youtube.com/watch?v=0ij30tf19sc

    https://www.youtube.com/watch?v=Ph0m1xs1NT4

    Un saluto a te e tutti i lettori, cui mi sento legato. Mi associo anche io a chi vorrebbe vedere i tuoi maggiori scritti raccolti in un bel tomo.

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    1. Il fatto che si evitino i social per pubblicizzare questo blog fa respirare, forse, un'arietta da paese ... più chiusa.
      Gli Ianua non li conosco ... mi pare di aver ascoltato i "Segno del Comando", tanti anni fa (ho letto che un membro ne faceva parte).
      A naso sembrano un gruppo non conforme: li ascolterò.

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    2. Tutta la musica alternativa è una miniera di diamanti grezzi; da Sköll agli Hobbit, dagli Antica Tradizione ai Non nobis Domine alla Compagnia dell'anello...

      Decisamente in tema, di Gabriele Marconi:
      https://www.youtube.com/watch?v=3UQhTIkdQ4I

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  14. Alceste, andrò a Orvieto nei prossimi giorni dal Signorelli; e dopo mi rifocillerò da Vissani a Baschi. Anche questa, nel mio piccolo, è guerra!

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  15. Se non sbaglio Nice aveva scritto da qualche parte "in tempo di pace l'uomo fa la guerra a se stesso".Da tenero esserino questa frase mi aveva infastidito e colpito allo stesso tempo come una terribile verità.Mi chiedo se possa esistere una terza via che incanali la violenza più o meno latente.Forse l'arte,la religione.lo sport fatto in una certa maniera,il sano campanilismo con le conseguenti sfide,il culto della tradizione che ti radica dando alle abitudini un senso quasi religioso.. palliativi.... vuoi mettere con una guerra!Che per onestà tenerissima,non mi auspico.Comunque tema complesso,ma che ci da la possibilità di ragionare al contrario nel mondo al contrario, di esercitarsi contro l'impostura,per un minimo di pulizia interiore.
    Anche io sono un tenero esserino del presente però(prototipo del meglio funzionante del futuro)
    mi sto quasi diventando simpatico,nel tentativo di sbrogliare la matassa e vedermi nudo come un verme...Aah!se solo non mi svegliassi cosi di cattivo umore!!!
    Ultima cosa,tanto per scadere in Sanremo,ho trovato le parole della canzone della Bertè idonee al tenero esserino del presente,un suo inno quasi...Penso che la canticchieremo in tanti nei prossimi anni.
    Un caro saluto all'indispensabile Alceste e ai suoi commentatori.


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    1. La Testa Matta ne ha azzeccate parecchie ... ha sbagliato soluzione, ma nessuno è perfetto.
      L'odio per la diversità, il campanilismo, la sfida verso l'altro, l'arte perseguita ferocemente, la religione, sono tutti sfoghi in cui simbolizzare questa tensione ... persino le scazzottate e le risse (per una ragione, un ideale) sono palliativi niente male ...
      La dico tutta: anche zappare dal'alba al tramonto è un bel palliativo tanto che, poi, quando torni a casa hai voglia di fare una sola cosa: andartene a letto ... con o senza moglie ... altro che Fortnite ...
      Per le donne è lo stesso ... anche il loro universo di senso è svanito ... prima o poi rimpiangeranno la castità forzata, la dote e l'uncinetto ... non potranno tornare indietro, però ...

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    2. Zappare all'alba, l'hai detta l'hai detta...e questo è.

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    3. Zappare dall’alba al tramonto è l’unica consolazione cui alla fine arriva Voltaire, che il suo mondo lo aveva distrutto anzitempo, forzando i limiti della ragione per vanagloria

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  16. " Ho staccato tutte le spine possibili, non mi resta che la rivolta estrema: spararmi una palla in testa, ma vorrei aspettare qualche anno"

    Anche io ho staccato quasi tutto; acquistare sprazzi di consapevolezza in più, leggere altre diverse contrarie interpretazioni di quello che pensavi fosse fino a ieri l'unica verità, ti allontana tragicamente e masochisticamente dagli altri; -
    "Tutta la mia vita, ha scritto Cioran, ho nutrito la straordinaria pretesa di essere l’uomo più lucido che abbia conosciuto. È una forma di megalomania. In verità ho pensato che le persone in genere vivessero nell'illusione, eccetto me. Ne ero profondamente convinto, sebbene non si trattasse di una forma di disprezzo. Sentire l’inganno universale e la generale ingenuità degli altri, mi ha dato la possibilità di non vivere nell'errore, e così di non partecipare a niente, di recitare una commedia destinata ad altri, senza prendervi parte realmente.
    Aggiungiamoci poi che mai al mattino nessuna si è alzata accanto a me...appena deciderà, me lo faccia sapere...

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    1. La stessa soluzione di Gottfried Benn ... vivere una doppia vita ... vivere e basta. Molte volte mi sorprendo a pensare: come fa questo a vivere così? Eppure vive. Magari è più felice. Se dovessi fare a cambio, però, non lo farei.

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  17. Bello, bello... mi sembra l'eterna questione del vivere per corrispondenza. Non si vive in prima persona, si delega, si vuol esser spettatori anziché protagonisti. E il mondo moderno fornisce abbondanza di opportunità per vivere di nascosto, e quindi di non vivere.
    Ma in fondo è quello che il mondo vuole, no? Cancellare gli individui. Possono essere molto fastidiosi (se scoprissero la loro forza).

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    1. Tutti vivono di nascosto ... dimmi un po' chi ha il coraggio delle proprie azioni? Neanch'io molte volte.

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  18. Ho vissuto la guerra nei ricordi dei miei genitori, e ho sempre avuto una immagine “alternativa” di alcuni fatti oggi celebrati e narrati in un unico modo ufficiale.
    Al di là di questo, è sicuro che anche io, nata alla fine del conflitto, sia stata educata “alla pace”. Mia madre però di questa pace, al termine della sua vita, testimoniava il potenziale distruttivo: diceva che durante la guerra avevano sopportato e affrontato tutto con la sola forza della speranza, ma anche certezza, che la guerra finisse e avrebbero potuto ricominciare da capo. La speranza, diceva, questa pace ce l’ha tolta.
    La realtà è che l’uomo ha bisogno di confrontarsi con il suo istinto di sopravvivenza per trovare la forza di vivere, deve confrontarsi con la morte per mettere a punto la sua vita. E questo in guerra è ovvio che avvenga. Questa pace però non ha comportato solo la fine di una guerra, ma anche la rimozione di tutto ciò che può attivare l’istinto di sopravvivenza, in primis il contatto con la morte. Non ci sono più nemici, ma neanche un aggressore è un tuo nemico, c’è qualcosa esterno a te che individua di volta in volta il tuo nemico. Una forma di governo alla quale hai delegato finanche il tuo istinto di sopravvivenza, una forma amebica dove il potere ha trovato il modo di ingabbiare l’uomo creando delle sbarre invisibili da psicopatologia sociale e individuale.
    Gli scenari che apre il tuo post, Alceste, sono tanti: dal regime politico che individua nettamente chi è pro e chi è contro, una forma esplicita di potere, che però nella chiarezza della suddivisione delle parti concede più libertà di un potere informe in cui puoi essere pro o contro nello stesso momento, dove il tuo nemico di oggi era il tuo amico di ieri, e domani forse sarà di nuovo tuo amico, in cui la tua libertà non si esercita neanche nello schierarti, una realtà in cui sei forzosamente schierato da qualcun altro…
    Dove va la speranza in questo caso? Dove è il terreno di scontro? La guerra precisa i confini, delimita i ruoli, ed è questo che manca, che urla la sua assenza qui oggi.
    E’ quindi logico che tutto questo si fondi sulla distruzione di ogni identità culturale, ogni indizio di individuazione viene represso. Ognuno è libero (?) di essere ognuno, cioè nessuno, cioè niente. Poi c’è la natura originaria dell’uomo, la necessità di fare, di non perdere contatto con la realtà materiale….per questo la salvezza può essere nella zappa, nel costruire qualcosa con le mani, nel recuperare le doti della bruta sopravvivenza….
    Quello che ha fatto “questa pace” non è stato solo l’uccisione della speranza, ma l’uccisione di ogni traccia di cultura identitaria, di memoria della storia, dell’ultima e di tutte le guerre, la rimozione delle sconfitte, la negazione del dolore collettivo ed individuale, dell’umiliazione e delle umiliazioni che l’ultima sconfitta ha conseguito nel sentimento nazionale (Mattei, i casi Marotta e Ippolito e tanti altri… Cermis, Calipari, Ustica…). L’Italia è un paese che al termine della guerra, in pace, questa pace, ha subito attacchi mortali a tutt’oggi irrisolti… Chi era, o chi è, il nemico?
    Chi ha memoria può sopravvivere solo in un recesso molto riservato, cercando di trasmettere a chi lo vuole ascoltare qualcosa…
    Krisia

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    1. Brava Krisia, è proprio così.
      A queste parole, alle tue parole, non siamo abituati.
      Sembrano terribili, incomprensibili, urtanti.
      Però è la verità.

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    2. Quello che dici è vero, però anche la "guerra" è presente eccome!
      Solo che te la fanno vivere mediaticamente, in seconda persona.
      Nella società che viviamo tutto è guerra, giornali, tv, politica, sport,... è la descrizione di un continuo conflitto... un gorgo nel quale ci vorrebbero tirare dentro, e ci tirano dentro.
      Ma appunto questa guerra è falsa, perchè non vissuta in prima persona, ma bensì "come spettatore". Perciò ti becchi la frustrazione di non partecipare direttamente e ti prendi anche le lotte che vedi sullo schermo o sui giornali o nella vita di tutti i giorni

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    3. Per Krisia: "Chi era e chi e' il nemico?". Ovvio: quello di sempre! Il punto e' che il nemico vero ci e' stato occultato da una parte e dall'altra ci viene sbattuto quotidianamente sotto il naso, ma noi non siamo collettivamente piu' preparati a riconoscerlo. Oggi stavo scrivendo un intervento a riguardo: bel pezzo. Ero in macchina e guidavo, poi una buca mi ha fatto schiacciare qualcosa di sbagliato sul telefonino e puff... perso tutto.
      Se mi torna la briga, riscrivero' il pezzo. Ma che senso avrebbe poi? Magari era destino: e allora che destino sia! Chi e' il nemico? Ma se te lo dico, sei pronta ad ascoltare? A dare una possibilita' alle mie (o magari di qualcun'altro) farneticazioni? Mettiamola cosi': per me il potere e' a strati, come una torta matrimoniale. Dipende che strato vuoi mangiare. Parti dal basso ed il nemico puo' essere il nero clandestino spacciatore o il mussulmano stupratore. Sali di strato ed e' il coglione italiano vicino di casa tua, pio osservante dei dettami modernisti di papa Bergoglio. Sali di strato ancora ed e', per esempio, il tuo concorrente economico o lo strozzino. Poi magari il tuo miglior amico o amica scopri essere dei grandissimi pezzi di merda. Poi, ancor piu' su il nemico diventa il politico antagonista, se cominci magari a razzolare in politica. E sali di strato. Ad ogni strato la puzza di sangue e merda aumenta. A quale strato vuoi fermarti? Perche' per capire chi e' il tuo nemico, devi essere disposta a toglierti il condizionamento mentale che tu, come tutti (me compreso) hai. E mettere in gioco la vita. Sei sicura di voler sapere davvero chi e' il nemico? Dopo dovrai scegliere da che parte stare. L'Italia ha avuto uomini con le palle: Mattei, Moro, Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa e tanti altri, anche sconosciuti. Tutti ferocemente morti ammazzati. Non ci fanno neanche vedere il video del "crollo" del ponte Morandi...
      Certo, noi tutti scriviamo cose buone e magari interessanti. Chi e' il nemico? Il nemico (quello vero) e' un mostro la cui crudelta' ed astuzia sono senza limiti. Pensa a qualcosa di terrificante, che ne so: un cobra reale che scorazza nel tuo letto mentre tu dormi con i tuoi cari. No, troppo poco. Peggio. Ecco, penso che se si voglia capire chi e' il nemico, bisogna tornare alle Sacre Scritture. Non e' un caso se, proprio durante il pontificato di questo papa distruttore del cristianesimo, un personaggio coltissimo come Biglino sia "sorto" per interpretare la Bibbia in chiave extraterrestre.
      By the way of deception.
      L'allontanamento dal divino ci ha resi inermi di fronte al mostro, di fronte all'orrore. Siamo ormai come le pecore: le pecore sperano nel gregge. Cioe' che il lupo divori un'altra pecora che non sia noi. Vuoi affrontare il lupo? Devi diventare anche te un lupo: trascendere cioe' la tua natura, che magari pero' e' solo una falsa natura che ti fanno interpretare quotidianamente. Cito Shakespeare con il suo: "Il mondo e' tutto un palcoscenico", ma la citazione, oltre che ovvia, e' anche poco chic. A me piace essere chic. Alla moda. Anche contro moda. Vabbe', non me ne frega una mazza della moda. Sembra che spirino venti di guerra verso Est. Che sia la volta buona?
      Un caro saluto a te Krisia e scusa i miei pensieri in liberta'. Ho semplicemente colto, da pirata in disarmo quale ormai sono, un punto interessante del tuo bel post e gli ho dato voce. E' il mio monologo interiore. Niente di grave dopotutto. Se vuoi sventolo bandiera bianca.
      Anonimo R

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    4. Georges, quella alla tele e in politica non possiamo definirla guerra, come intuisci, è il teatro dei pupi...quanto alle lotte quotidiane, sempre presenti, sono individuali, frustranti...a senso unico direi.

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  19. In tema col precedente post, ma sempre attuale, un divertente spacc(i)ato di conoscenza wikipediana (dove gli spacciatori di conoscenza lavorano alacremente per noi), tratto da un forum di ex commentatori delusi del sito ComeDonChisciotte (una sorta di Don Chisciottes underground):

    http://comesanchopanza.freeforums.net/thread/1343/leds-75-limparzialit-di-wikimmmerda

    Ise

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  20. "Ma io amo ragionare sub specie aeternitatis.
    Furono le budella tedesche a reclamare Hitler."

    Complimenti per la spietata lucidità intellettuale, Alceste
    Hitler, come Mussolini, fu solo la conseguenza, non la causa (verità inaccettabile e perciò indicibile).
    Per questo i Sovietici dovettero arrivare fino a Berlino, stanando casa per casa gli ultimi rimasugli della Wehrmacht e delle Waffen SS (spesso nemmeno etnicamente tedesche, queste ultime).
    I tedeschi - e non solo loro, visto che avevano le simpatie di mezza Europa - avevano davvero deciso di riprendersi ciò che consideravano rubato.

    "Smobilitati, di fatto, gli eserciti, inetti i maschi persino a una rissa."

    Altra verità profondissima. Del resto il saperne di mode e cosmesi è l'antitesi della virilità.
    Magari, però, gli eserciti eredi di 25 secoli di tradizioni fossero stati davvero smobilitati, in stile Costa Rica anni Settanta.
    Il peggio era svuotarli di ogni dignità, di ogni virtù marziale, mantenendone un involucro parodistico-assistenzialista.
    Lo hanno fatto; prima inserendo le femine nei ranghi, poi addirittura mettendole alla dirigenza politica. Come da famoso montaggio che gira per la Rete, mettendo a confronto le ministresse della "difesa" europoidi con IL ministro russo...

    Quanto alle donne, almeno le poche rimaste, stanno già ampiamente rimpiangendo (magari inconsapevolmente) le millenarie verità che hanno perso per inseguire idoli vani. I dati del disagio mentale in Occidente confermano ciò.
    Ma io penso che si possa sempre tornare indietro, basta volerlo.

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    1. Come ho scritto nel post in cui citavo Carlo Rovelli, il fisico, non si può ricostituire ciò che è stato dissolto: non si può tornare dall'alta entropia (l'anarchismo edonista di oggi) alla bassa entropia (l'organizzazione tradizionale).
      Per farlo ci vorrebbe non solo una volontà (una volontà smisurata, corale), ma un dispendio di energia incalcolabile.
      Ciò detto, ritengo che l'assetto totalitario al potere non sia invincibile ... potrebbe morire anch'esso ... solo per una causa esterna, tuttavia, del tutto impensabile in questo momento.

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    2. Alceste, starai mica parafrasando Heidegger: "Solamente un Dio ci puo' salvare"?
      Il distacco dalla natura e dal suo corso, la tecnica che governa noi e le nostre vite come un meccanismo in accelerazione senza via d'uscita... c'e' poco spazio per l'autonomia e la volonta'...solamente un Dio potra' salvarci? Comunque qualcosa davvero al di la' del bene e del male. Il problema e' piu' metafisico di quanto si creda.

      Le donne che conosco io hanno ancora in mano le chiavi delle segrete del castello in cui hanno rinchiuso le verita' ancestrali. Aspettano solo che passi la tempesta in superficie.
      Ise

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    3. "Per farlo ci vorrebbe non solo una volontà (una volontà smisurata, corale), ma un dispendio di energia incalcolabile."

      Ovvio. Infatti lo davo per scontato, anche se non accettato.
      A noi la battaglia, a Dio la vittoria.
      Come è stato osservato da altri, solo le Scritture possono infine rendere la profondità del "mysterium iniquitatis".

      "Le donne che conosco io hanno ancora in mano le chiavi delle segrete del castello in cui hanno rinchiuso le verita' ancestrali."

      Molto interessante. Potresti usarmi la cortesia di sviluppare questa osservazione?
      Grazie.

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    4. Garbage
      Stupid girl
      https://youtu.be/YgTazOHnTZE
      ...il segreto della donna post liberation.
      Anonimo R

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    5. Volentieri Luigi, 'usare una cortesia' e' qualcosa che nessuno mi aveva mai chiesto. Quali dettagli t'interessano? Parlo di donne che conosco nel senso che frequento, persone rimaste legate alla tradizione familiare, che non perseguono idoli vani.
      Restando in Italia: ne frequento 3, selezionate in modo spontaneo 20-30 anni fa, quando mostravano sorprendentemente i primi segnali di sanita' mentale. Cresciute nelle ultime famiglie allargate che ho visto- 3 generazioni sotto lo stesso tetto, tranne una che ha compensato facendosi 'adottare' dalla suocera. Due si son sposate presto, a detta loro puntavano ad essere delle buone massaie. Una ha tre figli e marito, si sente realizzata, anche se ora e' sempre piu' tormentata per il futuro dei figli e per tutte le cose di cui discutiamo anche qui, che esorcizza a modo suo senza sosta. I figli sono fantastici. Educati a suon di ceffoni a detta di lei, ma anche col buon esempio. L'altra ha due figli e lavoricchia in giro perche' fu lasciata dal marito e si e' dovuta 'riciclare' in ambito lavorativo. Un po' la delusione, un po' la saggezza dell'eta', vive serenamente la sua solitudine, accudendo i genitori anziani.
      Quando ci sentiamo mi dice che di certe cose di cui parliamo non riesce piu' a parlarne con nessuno da noi e che ormai preferisce tacere.
      Naturalmente sono due persone invisibili dal punto di vista sociale, pero' sono una miniera di conoscenze su tutto... cose ereditate dalle donne che le hanno precedute.
      La terza che ha 'studiato' ha un bel lavoro che le fa schifo, ma tiene perche' ha un mutuo. Ha una famiglia e molti interessi che condivide col marito quando ci riesce. Sta cercando di avere un altro figlio, che e' quel che piu' le interessa. Nessuna di loro e' felice, ma non per questo va cercando la felicita' in amenita' tossiche. Non fumano, non sono alcolizzate, non frequentano socialmerdwork.
      Delle altre tipologie a volte ne sento le gesta, a volte le ho incontrate negli ambienti di lavoro. Quelle che incontrai parecchi anni fa erano gia' esaurite e perverse, dovendo praticare il multitasking col capo, i colleghi, il marito, e la prole, affidata a destra e manca. Non oso immaginare come stiano ora che saranno diventate monotasking multiwoman con i social, la militanza per qualche diritto dimenticato, i flirts, i selfie, la dieta, la palestra, la chirurgia estetica ecc. ecc.
      Nel fazzoletto di terra in cui sono ora invece sono tutte talebane, per il senso di riservatezza e spirito conservativo. Ma e' un lungo capitolo a parte e comunque la tempesta non e' ancora forte come quella in Italia.
      Un saluto,
      Ise

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    6. Anonimo R,
      Se la metti cosi' inutile discuterne. Non avete neanche un'amica, una cugina, una conoscenza che si discosti da quel modello? Saro' io che soffro di solipsismo...
      Ise

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    7. Ma sai Ise, io sono un randagio che non guarda in faccia a nessuno! Amo scerzare, amo agire, amo i colpi di scena! Forse che le "donne" vogliono comprensione? Ammore? Dolcezza? Stabilita'? Family? Ma dai... Qualcuna forse. Troppo poche. La demografia purtroppo richiede che il maschio torni ad essere quel pezzo di merda che e' sempre stato. Io sono per l'odore. Il profumo mi trasforma in un pericoloso nigeriano.
      Che dire: nel mio serraglio aziendale ho sei galline, dai 33 ai 45 anni: ben educate, sexy, anche con sprazzi (rari) di intelligenza, intendo quell'intelligenza che mi puo' solleticare l'idea di un accoppiamento. Di queste sei una e' russa. Bene, la russa ha fatto un figlio con un serbo. Qindi suo figlio non e' italiano. Le altre 5 hanno fatto ben... 3 figli. Una ha fatto un figlio con un brasiliano quindi, di 6 femmine, il bilancio sono 2 bambini di stirpe italica. Questa e' la media! La donna e' ormai la parodia della donna. Idem il maschio, anche lui una ridicola parodia della donna.
      Stupid girl e' perfetta dal mio punto di vista!
      Certo, qualche donna si salva, e cosi' qualche uomo. Tutti pero' siamo guasti. Io ferocemente lo riconosco. E non me ne fotte di dare dell'idiota ad una donna, e di usarla, ovvero, di giocarla nel suo gioco. Sono cinico? Si. Sono sincero? Perche' dovrei esserlo? Gioco in contropiede? Adoro il contropiede. Giocare con le parole non fa male. Non avercela con me: ho smesso da un pezzo di amare una donna. Con questo ne ho molte. Il meglio che c'e' in circolazione. Diciamo che vi studio e, tra tanti, forse sono uno dei pochi che vi comprende nel vostro (che e' purtroppo il nostro) dramma.
      Non c'e' nessun segreto cara Ise, tranne che quello dello sperma. E del potere.
      Con rispetto,
      Anonimo R

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    8. Buongiorno Ise,

      effettivamente l'espressione "usare una cortesia" è un poco (un poco tanto!) desueta, ma a me piace decisamente per quel rendere di uso pratico comune il comportamento cortese, per il solito reputato roba da salotto cicisbeo; mentre fu l'anima d'Europa.
      La mia curiosità nasceva dalla metafora che hai impiegato, passibile di essere interpretata nei modi più diversi. Da quanto hai scritto (grazie di nuovo) ho capito il senso delle tue parole; già il fatto che, nell'epoca dei millemila contatti su FB trasformati alchemicamente in "amicizie", quelle cui ti riferivi siano "solo" tre è ottimo segno (almeno per me, sia chiaro).

      Il punto nodale del tuo intervento è, per quanto mi riguarda, questo:

      "Quando ci sentiamo mi dice che di certe cose di cui parliamo non riesce piu' a parlarne con nessuno da noi e che ormai preferisce tacere.
      Naturalmente sono due persone invisibili dal punto di vista sociale, pero' sono una miniera di conoscenze su tutto..."

      Penso che ormai sia così per quanti, consapevoli o meno, siano passati al bosco.
      Purtroppo la mia risposta alla domanda che poni poco dopo è "no", ma rasserena sapere che ancora una volta le parole fulminanti di Nicolás Gómez Dávila - "Il mondo moderno non è una calamità definitiva. Esistono depositi clandestini di armi" - abbiano colto nel segno.

      Che altri/e veglino nel silenzio, arma al piede e per tetto le stelle, è fonte comunque di indomita gioia :-D

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    9. Mi inserisco nuovamente e causticamente nel discorso: non e' piu' tempo di intimismi. Il mondo non e' quello che ci raccontano la NASA nei sui render o Samantha "astro-not" che vende le tute da astronauta come fossero vaccini quando, ci scommetto, non e' mai nemmeno entrata in una autoclave sottovuoto per testare una frazione di vuoto siderale. Ricercate sull'argomento, anime belle, e vi troverete davanto tonnellate di cazzate ma mai nessun (?) astronauta che entra in una camera sottovuoto a TOR ...., tranne che un vecchio filmato NASA dove l'astro (not) nauta a momenti ci rimette la ghirba! Si allenano in mega piscine gli attori, si allenano con aggeggi cazzata e cosi' vi fottono, cinematograficamente. Fottono tutti. Ed il cristianesimo non e' quello di "Pope" Francesco, scomunicato anche dal Patriarca Cattolico Bizantino di Leopoli, Ucraina. Questo mondo e' un teatro. Dove i bambini, le madri ed i padri sono il bersaglio. Questo mondo e' un inganno. Aprire gli occhi sul miracolo della vita e' obbligatorio per tutti: non esistono altri pianeti. Non esistono altre terre oltre a questa. Per questo la nostra "terra", l'Italia, va difesa col sangue. Esiste solo la terra e la donna. Esiste solo il senso antico della vita, del sangue e del territorio. Le donne non hanno speciali segreti: hanno solo enormi responsabilita'. E noi uomini solo doveri. Ci saranno pure arsenali nascosti, ma servono comandanti e soldati, con le palle! E anche donne con le ovaie e cervello funzionanti, ovvio!
      Metafisicamente parlando, s'intende.
      Anonimo R

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    10. Caro Anonimo R,
      tranquillo, e chi ce l'ha con te. Cinismo e delusioni fan parte di tutti e dei misantropi. Poi, viva la sincerita'.
      Non dici cose sbagliate sulle stupid girls. Quello che non vedo e' il dramma specifico delle donne. Vedo un dramma che coinvolge tutti. Gli uomini degli ultimi decenni hanno aspirato ad amore, stabilita' e famiglia? Forse ora che stan capendo che gira gira...
      Solo per bilanciare la tua visione: ricordo uomini tra i primi a delocalizzare lo spermatozoo. Quando andavano per affari in Asia, nel pacchetto all-inclusive bisognava dargli scatole di preservativi per fargli combinare meno guai di quanti non ne facessero gia'. I primi casi di divorzio che ricordo furono quelli dovuti all'incontro con la sudamericana che cercava amore e dolcezza. Non e' per attribuire colpe a senso unico, ma per dire come tutti hanno ceduto a un certo tipo di liberta' e 'marketing'.
      Il passo successivo e' stato lo strapotere alla donna post-divorzio su figli, casa, ecc. che si e' tramutato in un susseguirsi di crimini contro l'umanita' (sui bambini), per usare un'espressione ormai priva di senso. Infine oggi viviamo nel set de le 120 giornate di Sodoma in onda ogni giorno, siamo al capolinea.
      Sul sexy che citi spesso, non so cosa intendi. Personalmente ritengo quello di alcune galline come un girare senza penne: dalla spalla scoperta, al decollete sfondato, pancia, gambe e oltre, come hanno insegnato veline e soubrette, tanto che ormai coprirsi un poco desta il sospetto che si stia nascondendo qualcosa di orribile, e tanto che anche chi ha davvero qualcosa di orribile che dovrebbe nascondere lo mette in mostra sentendosi una gallina dalle uova d'oro...che dire: godetevi lo spettacolo.
      Peccato che con questi spettacoli le uniche stabili son quelle che non si notano piu'. Per farsi notare dovrebbero travestirsi da idiote per cosi' trovare un idiota...e viceversa naturalmente! Insomma caro Anonimo R, siamo parodie ma si puo' scegliere di non esserlo. L'inganno prevede la nostra programmazione nell'alimentarlo e nell'agire secondo automatismi che non fanno parte di noi.
      Un caro saluto,
      Ise

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    11. "siamo parodie ma si puo' scegliere di non esserlo"

      Buonanotte! :-D
      Una tale scelta comporta un impegno e un lavoro profondissimi su se stessi, disposti a pagarne il prezzo.
      Gli esempi delle tue amiche ne sono la prova.

      Molto meglio il "chiagni e fotti" partenopeo.
      Pretendere che il mondo non sia più regolato dal credo liberale-liberista-libertino, ma che questo però continui a valere nel proprio ambito personale.
      Detto altrimenti, la fedeltà a se stessi - cui spesso accenna proprio Alceste - non è merce diffusa.

      Per il resto, non vorrei fosse passato il messaggio che io attribuisca, sul lungo periodo, maggiori responsabilità alla femmina occidentale media rispetto al suo omologo maschile.
      Gli è però che, al momento, è decisamente suo il ruolo attivo di distruzione:
      http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2017/03/anatomia-dellautodistruttivita-donna.html

      P.S.: la prima "delocalizzazione dello spermatozoo" è alquanto precedente. Già con il profilattico, il maschio rinuncia al suo potere fondamentale, quello fecondante.
      Inutili poi le tirate patetiche a buoi scappati.

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    12. Caro Luigi,

      la fedelta' a se stessi si mantiene con un po' d'isolamento. A parte questo prezzo che alla fine puo' risultare pure piacevole, il resto non lo vedo come un prezzo maggiore di quel che comporterebbe il contrario. Pero' si, forse per arrivare a capirlo bisogna fare un po' di strada.

      Sulle responsabilita' della deriva siamo d'accordo. Si tratta di un loop autorigenerante a doppio senso. Se la donna abbraccia una certa tendenza ci deve essere una controparte che le fa credere che cosi' e' maggiormente apprezzata.
      Sul suo ruolo attivo di distruzione la penso come descritto nei brevi post qui riportati:
      https://disquisendo.wordpress.com/2018/12/31/09876/

      "La prima "delocalizzazione dello spermatozoo" è alquanto precedente. Già con il profilattico, il maschio rinuncia al suo potere fondamentale, quello fecondante."
      Okay, buona questa, ritiro la mia!:)

      Ise

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    13. Alceste, in risposta alla risposta in cui citi la citazione di Rovelli: se questo Potere punta all'Uno (concetto) nella forma (fattuale) di magma indistinto, sta creando la situazione per un "Big Bang", immaginabile come una zuppa di psicopatologie e guerraCivile/violenzaCasuale, che di fatto opererebbe la "pulizia", facendo al contempo collassare il Sistema. Da questo Big Bang i sopravvissuti uscirebbero con una rinnovata consapevolezza - anche se slegata da qualsiasi passato - e rifonderebbero un ordine semplice ex-novo.
      Questo potrebbe essere il modo in cui dall'alta entropia si ritorna ad una bassa entropia, diversa dalla precedente, ma (Vico sogghigna) probabilmente (molto) simile.
      In fondo noi ragioniamo, speriamo e disperiamo su tempi commisurati alle nostre esistenze, ma il Cosmo non ha fretta, e nel suo grembo gli equilibri si disfano e si riformano sempre.

      Un saluto e complimenti per il blog.

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    14. La brodaglia finale sarà la dissoluzione finale. Inutile sperare qualcosa. A meno che non si formi una nuova umanità, ibrida, asessuata, a mezzo inorganica. Ma questo, per me, è apocalittico.

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  21. E' un peccato che Epitteto non ti abbia convinto. In fondo tutta l'opera dello Stoicismo e in primis il Manuale di Epitteto che ne è la summa non è altro che una ricetta per essere sereni: se fosse stato scritto nella modernità si sarebbe intitolato probabilmente "Come vivere serenamente".
    Dici che ami la ricerca della verità, ma a che serve se si è disperati? Meglio non cercare alcuna verità ma essere sereni interiormente.

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    1. Dimmi: perché devo essere sereno?
      L'Italia va a ramengo e io devo essere sereno?
      Il che, fose, è irrazionale eppure ...

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  22. Mah, mi piace molto questo post ma io che in fondo sono un pragmatico penso pragmaticamente che in guerra ci si divide tra buoni e cattivi (e non solo in senso di belligeranti beninteso), mentre in tempo di pace il male si nasconde e cammuffa in mezzo a noi

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  23. Marinetti glorificava la guerra, è vero, ma fu coerente con le sue parole: si arruolò sia per la Grande Guerra che per la Seconda Guerra Mondiale, e in quest'ultimo caso era ultracinquantenne. Tu, Alceste, hai la stessa opinione della guerra, ma non fai l'unica scelta che dovresti fare per essere coerente: arruolarti come mercenario e andare a combattere, che so, in Siria, Libia o Afghanistan.
    Elogiare il presunto valore metafisico della guerra rimanendo dove vi è la pace è come elogiare il valore della castità e lavorare come pornoattore...

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    1. Adesso spedisco una mail ad Assad: uno spazzolino, un paio di mutande e sono pronto.

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  24. Non sono del tutto d'accordo con lo splendido articolo di Alceste. La guerra la pace... ma siamo sicuri che abbiamo bisogno di piu' guerra; e questa pace e' veramente tale? Certo siamo logori e molli, ma la violenza abbonda, sia nelle sue rappresentazioni sceniche che nella vita reale: in entrambi i casi non ha piu' senso, non risponde piu' a logiche umane, a principi ideologici e forse neanche al semplice istinto di sopravvivenza. E' fine a se stessa, vuota.
    Questi ultimi settanta e passa anni non sono stati secondo me anni di pace. Una guerra sotterranea, subdola, meschina, una guerra di logoramento condotta con le armi dell'usura, della manipolazione, delle farse ideologiche, della tecnologia distruttiva, dello scientismo ha logorato e quasi definitivamente annientato gli esseri umani di queste ultime tre generazioni. Un nemico invisibile che ha avuto come araldi mille Lucignoli con i loro innumeri Paesi dei Balocchi, da un lato ci ha imbambolato con le sue promesse di felicita' e dall'atro ci ha letteralmente tolto la terra sotto i piedi. Non ci sono piu' campi da arare, e tra un po non ci sara' piu' neanche il denaro (misero surrogato del lavoro materiale) per comprare. Siamo tutti vittima di questa Grande Guerra, una guerra mani combattuta, camuffata sotto un mantello di pace. Il nemico ci colpiva con i suoi nuovi gadget, i suoi diritti universali, il mito del progresso e noi, storditi e confusi tra un party e una notte insonne di pensieri cupi e irrilevanti. Non uno che dicesse no all'offerta del nostro nemico, una camionata di armi luccicanti per il nostro suicidio.
    Una guerra no, e contro chi poi. L'unica guerra immaginabile ai nostri giorni e' una guerra civile. Siamo sicuri di volere questo? E chi ci guadagna, chi viene rivitalizzato da tale guerra? Il popolo o i lor signori, tanto raffinati da apprezzare un altro bel sacrificio di sangue?
    Combattere si, ma per combattere bisogna aver ben chiaro chi sia il nemico, l'avversario. Tutti noi penso abbiamo un'idea di chi sia tale nemico, tuttavia molto tempo e' trascorso dall'inizio di questa guerra, e lui ha gia' sfondato le nostre mura, ci ha posseduti come una sorta di Satana psichico, un essere alieno invisibile e devastante.
    Combattere comunque si puo' ancora, e non bisogna fermarsi ne alla prima, ne alla seconda e neanche alla millesima sconfitta, la lotta per una giusta causa non ha bisogno di vittorie, da sola basta a restaura il senso.
    E credo anche che Alceste debba pubblicare i suoi scritti, in un libro ben stampato, che sia brandito come un'arma per la riconquista del "senso".

    un caro saluto a tutti i combattenti

    il fu rabal

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    1. La violenza è solo psicologica e mentale.

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    2. Per "il fu rabal"

      Splendida riflessione, che condivido pienamente! Bello sentire ogni tanto qualcuno che dice esattamente quello che tu stesso pensi.
      Cari saluti.
      Hermannus Contractus

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    3. Caro il fu Rabal,

      Condivido il tuo pensiero.
      Il nemico si e' reso invisibile (e incredibile: se lo vedi non ci credi o lo giustifichi pure). E gradualmente siamo stati abituati a vivere, senza accorgercene, le distopie che autori e registi hanno descritto molti anni fa per il nostro intrattenimento.
      In realta' la nostra disfatta e' pure un'illusione, perche' potremmo in qualunque momento dire no, se non avessimo paura non si sa piu' di cosa ormai.
      Un caro saluto,
      Ise

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    4. Grazie Ise e Hermannus Contractus, e' sempre un piacere leggervi, e' bello condividere riflessioni, che altrimenti non avrebbero destinatario, con persone come voi.

      Per Alceste: anche la guerra che ci affligge da piu' di 70 anni e' psicologica e mentale. E' piu' debilitante e distruttiva perche' il nemico e' sfuggente e non si risolve mai nella catarsi della lotta o del combattimento. Del resto questo lo sai bene.

      rinnovo i saluti

      il fu rabal

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  25. Consiglio a te e ai lettori la visione di questo raro film:

    https://youtu.be/3o56v4XhTZ8

    Laura

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  26. Oh notte! Ho preso già cocaina,
    e scissione del sangue sta avanzando,
    bianchi si fanno i capelli, gli anni si perdono in fuga,
    io devo, devo ancora una volta traboccando
    fiorire prima del dissolvimento.

    Oh notte! Non voglio poi così tanto,
    un grumo solo di raddensamento,
    una nebbia del vespero, un fermento
    di sottigliezza di spazi, di sentimento dell'Io.

    Papille tattili, orlo di cellule rosse,
    un va e vieni e con esso profumi,
    da rovesci straziato di parole e nubi -:
    troppo fondo nel cervello, troppo angusto nel sogno.

    Sfiorando la terra s'involano le pietre,
    verso una piccola ombra si dilata la bocca del pesce,
    nel farsi delle cose solo pencola
    maligno lo spolvero del cranio.

    Oh notte! Non voglio che tu ti dia pena!
    Solo una scheggia esigua, un fermaglio
    di senso dell'Io – traboccando, ancora una volta
    fiorire prima del dissolvimento!

    Oh notte, prestami fronte e capelli,
    sciogliti intorno a ciò che nel giorno muore;
    sii tu colei che per rifarmi calice e corona
    mi generò dal mito di nevrosi.

    Oh taci! Sento un oscuro voltolarsi fievole:
    in me – senza sarcasmo – s'effondono costellazioni:
    Io, visione: me, dio solitario,
    un immenso adunarsi intorno a un tuono

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  27. http://www.libreidee.org/2019/01/pericolo-5g-e-unarma-psicotronica-bombarda-il-cervello/

    È finita.

    Orion

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    1. In Cina avranno il cervello fritto in pochi mesi, allora.

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  28. Ma che tristezza, caro Alceste..... Lei non pubblica i miei post... Sono cosi'brutti? Aveva ragione Eco, allora...

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    1. Adesso io esigo che tu ti raccolga in meditazione e, lì, in silenzio, trovi almeno un motivo (dico: uno) del perché non ti avrei pubblicato.
      Pubblico tutto; e ho pubblicato tutto, persino certe sbrodolature antisemite che, come sai, portano rogne e basta.
      Se c'è un commento che ho deciso di non pubblicare è perché quel tale commento conteneva insulti, offese o accenni urtanti o gratuiti verso altri frequentatori del blog: questo accade perché mi irritano le baruffe, i flames, le ripicche (infatti l'ho scritto: "Siate gentili").
      Per pura curiosità mi piacerebbe, poi, sapere su cosa Umberto Eco avrebbe ragione e quale sia il nesso causale con tale evento tecnico.

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    2. :-DDD No, la prego, non si risenta. Il mio voleva essere un tono scherzoso. Davvero.
      Non era Eco ad aver detto: "I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli"?
      Ammetto che forse potrei aver fatto qualche pasticcio nel tentativo di pubblicare quel post che poi non ho visto pubblicato e di aver affrettatamente pensato che Lei la pensasse come Eco.
      Nel post mancante, argomentavo che forse non dovrebbe essere cosi' pessimista sul fatto che non ci sara' piu' la guerra, perche', se e'vero che in Europa occidentale ci siamo un po'rincoglioniti, altrove ci si stanno preparando con una certa serieta'. Citavo il caso della Russia dove da un paio d'anni a questa parte l'esercito organizza campi estivi per giovani in eta' pre-militare. Sempre piu' giovani vi partecipano e mettono da parte Fortnite per andare a imparare a smontare l'ak47 in 30 secondi e sparaci. Insomma: non proprio campi delle giovani marmotte. Concludevo poi dicendo che in realta' i segni per l'inizio di una nuova imminente guerra sembrano esserci tutti. Forse non sara' il grande botto auspicato dai controinformatori, ma un po' pulizia magari la fara'
      Tutto li'.

      Un saluto.

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    3. Pensavo, invece, che tu la pensassic ome Eco. Di qui l'ira.
      Seconde me leggete troppo Blondet che ondeggia come una zattera durante la tempesta.
      Ci sono scosse d'assestamento multiformi, ma la direzione è una e va proprio dove l'umano sarà sostituito da una forma anempatica, ibrida, idiota.

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    4. Assolutamente in accordo con Eco benché io ritenga Eco un benemerito imbecille...

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  29. Con il 5g sapranno in qualsiasi
    momento dove si trova una determinata persona senza bisogno
    che essa abbia un cellulare addosso.

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  30. MICHELSON-MORLEY Vs. EINSTEIN
    Se si vuol andare in guerra bisogna conoscere il nemico.
    Il nemico è un'idra a cento teste e con un cervello.
    Partiamo con la SCIENZA TEORETICA, ovvero quella che NON SI BASA SU ESPERIMENTI MA SU DOGMI RELIGIOSO-SCIENTIFICI, SU FORMULE MATEMATICHE E SU TRUCCHI CINEMATOGRAFICI.
    Verso la fine dell'ottocento e fino ai primi del 900, due grandissimi scienziati: Albert Michelson e Morley (nome non l'ho trovato e ho poco tempo) hanno COMPROVATO SENZA DUBBIO CHE LA TERRA NON SI MUOVE!!!!
    Entra allora in campo Einstein che, con la teoria della relatività e con una serie di ACCROCCHI IGNOBILI TEORETICI E MATEMATICI, riesce ad accantonare il risultato degli esperimenti di Michaelson e Morley, SENZA MAI PUR TUTTAVIA DIMOSTRARE SPERIMENTALMENTE IL MOVIMENTO DELLA TERRA! nessuno e' mai riuscito sperimentalmente a rilevare il presunto movimento terrestre.
    La struttura mediatica ed educativa poi farà sparire i risultati di Michelson-Morley, ed incenserà il "genio" Einstein: qualcuno si mise immediatamente in moto per tacitare la scoperta sconvolgente che distruggeva la visione copernicana dell'universo.
    Un grazie a Dino Tinelli che ci traduce questo video interessantissimo.

    Ecco come ha fatto Einstein a mettere in moto la Terra
    https://www.youtube.com/watch?v=W0KN4awxY70
    DINO TINELLI

    La terra è stazionaria.
    La terra è piatta.
    Nessun uomo è mai andato oltre 30 (33?) km la superficie terrestre.
    Il vuoto spaziale è bestiale e impossibile. Talmente impossibile da non poter essere riprodotto sulla terra. Come fanno gli astronauti a testare al vuoto spaziale le loro "tute spaziali" che vanno fabbricate sulla terra, se sulla terra è impossibile riprodurre il vuoto siderale?
    Le menti sono totalmente sovvertite.
    Ok Huston, we are solving the problem.

    Anonimo R

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  31. Egli propone, come soluzione finale del problema, la divisione dell'umanità in due parti disuguali. Una decima parte riceverebbe la libertà della personalità ed un diritto illimitato sugli altri nove decimi. Questi dovrebbero perdere la personalità, trasformarsi come in una specie di gregge e per mezzo d'un illuminata obbedienza raggiungere, attraverso una serie di generazioni, l'innocenza primordiale, qualcosa come il paradiso primordiale, dove, tuttavia, dovrebbero lavorare. Le misure proposte dall'autore per togliere ai nove decimi dell'umanità la libertà e per trasformarla in gregge per mezzo della rieducazione d'intere generazioni, sono assai notevoli, si basano su dati delle scienze naturali ed appaiono assai logiche.
    -
    Sentite, Stavroghin: livellare le montagne è un'idea buona, non ridicola. Io sono per Sigaliov! La cultura non serve, basta con la scienza! Anche senza scienza c'è materiale per mille anni, ma bisogna che la disciplina si organizzi. Nel mondo manca una cosa sola: la disciplina. La sete di cultura è già una sete aristocratica. Non appena compaia la famiglia o l'amore, ecco il desiderio della proprietà. Questo desiderio noi lo stermineremo: lanceremo l'ubriachezza, il pettegolezzo, la delazione; lanceremo una dissolutezza inaudita; soffocheremo i geni in culla. Ridurremo tutto a un denominatore comune: l'assoluta eguaglianza. "Abbiamo imparato un mestiere, siamo gente onesta: non ci occorre altro": ecco una risposta data di recente dagli operai inglesi. E' indispensabile soltanto l'indispensabile: ecco da ora in poi, il motto del globo terrestre. Ma occorre anche una conclusione; e a questo penseremo noialtri dirigenti. Gli schiavi devono aver dei dirigenti. Assoluta disciplina, assoluta impersonalità, ma una volta ogni trent'anni Sigaliov scatena anche una convulsione, e a un tratto tutti cominciano a mangiarsi a vicenda, fino a un certo punto, unicamente per evitare la noia. La noia è una sensazione aristocratica.

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  32. Una sera come tante, e nuovamente
    noi qui, chissà per quanto ancora, al nostro
    settimo piano, dopo i soliti urli
    i bambini si sono addormentati,
    e dorme anche il cucciolo i cui escrementi
    un’altra volta nello studio abbiamo trovati.
    Lo batti col giornale, i suoi guaiti commenti.

    Una sera come tante, e i miei proponimenti
    intatti, in apparenza, come anni
    or sono, anzi più chiari, più concreti:
    scrivere versi cristiani in cui si mostri
    che mi distrusse ragazzo l’educazione dei preti;
    due ore almeno ogni giorno per me;
    basta con la bontà, qualche volta mentire.

    Una sera come tante (quante ne resta a morire
    di sere come questa?) e non tentato da nulla,
    dico dal sonno, dalla voglia di bere,
    o dall’angoscia futile che mi prendeva alle spalle,
    né dalle mie impiegatizie frustrazioni:
    mi ridomando, vorrei sapere,
    se un giorno sarò meno stanco, se illusioni

    siano le antiche speranze della salvezza;
    o se nel mio corpo vile io soffra naturalmente
    la sorte di ogni altro, non volgare
    letteratura ma vita che si piega nel suo vertice,
    senza né più virtù né giovinezza.
    Potremmo avere domani una vita più semplice?
    Ha un fine il nostro subire il presente?

    Ma che si viva o si muoia è indifferente,
    se private persone senza storia
    siamo, lettori di giornali, spettatori
    televisivi, utenti di servizi:
    dovremmo essere in molti, sbagliare in molti,
    in compagnia di molti sommare i nostri vizi,
    non questa grigia innocenza che inermi ci tiene

    qui, dove il male è facile e inarrivabile il bene.
    È nostalgia di un futuro che mi estenua,
    ma poi d’un sorriso si appaga o di un come-se-fosse!
    Da quanti anni non vedo un fiume in piena?
    Da quanto in questa viltà ci assicura
    la nostra disciplina senza percosse?
    Da quanto ha nome bontà la paura?

    Una sera come tante, ed è la mia vecchia impostura
    che dice: domani, domani… pur sapendo
    che il nostro domani era già ieri da sempre.
    La verità chiedeva assai più semplici tempre.
    Ride il tranquillo despota che lo sa:
    mi numera fra i suoi lungo la strada che scendo.
    C’è più onore in tradire che in essere fedeli a metà.
    G.Giudici

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  33. Uomini a piedi lungo i binari
    diretti non si sa dove, non c'è ritorno;
    elicotteri della stradale che spuntano dalla collina,
    minestra a scaldare sul fuoco sotto il ponte,
    la fila per il ricovero che fa il giro dell'isolato:
    benvenuti al NUOVO ORDINE MONDIALE.
    Famiglie che dormono in macchina nel Sudovest
    Né casa né lavoro né sicurezza né pace.

    -- ce lo diceva pure Springsteen nel 1995 --

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    1. Gia' rendersene conto caro Giuseppe e' un passo in avanti. Pero' non voler vedere chi, come e perche' ci portera' ad essere bestie (in ossequio alla vera teoria darwiniana, che non prevede l'evoluzione ma l'involuzione, ovvero dall'uomo al goym, dal goym allo scimpanze') peggio delle bestie, e' un insulto a quell'organo incredibile che non usiamo e che si chiama "ex cervello".
      Penso che da Adamo ed Eva nulla sia cambiato, dopotutto. E Bruce dovrebbe vuotare il sacco arrivati qui. Ma non lo fara'!
      Un caro saluto da un Nikolaj Vsevolodovič Stavrogin.
      Anonimo R


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  34. Fatevi due risate, poi guardatevi un bel film di phantascienza e poi tutti in guerra via Playstation...
    REALTA' VIRTUALE AUMENTATA si chiama quella tecnica letteraria che il grande Dostoevsky usò per scrivere il suo capolavoro "I Demoni".
    Da tale mondo (di chiara derivazione aliena) Pëtr Stepanovič Verchovenskij ci regala interessanti spunti concettuali. Da tali concettualizzazioni futuribili, un burlone americano (poco credibile) ha confezionato lo spassosissimo video di cui più sotto, video purtroppo tradotto dal sedicente Tinelli e da cui io (ovviamente) mi dissocio.

    Ecco come vengono falsificati gli interni alla NASA
    https://www.youtube.com/watch?v=sdauCF_K1x8
    DINO TINELLI

    Che sconcezze letterarie: davvero non c'è più religione. Che Dio o Lucifero, almeno uno dei due, ci assista.
    Anonimo R

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  35. Alceste e' il mio fratello erudito di poppata ,ci odiamo reciprocamente rispettosamente che e' un piacere ,la lascio volentieri ai suoi lettori a parlare in ostrogoto del Nulla tanto prima o poi ci si rivede alceste ,auguri ma sia piu audace intrepido tonitruante altrimenti diventa scoglionante leggerla ,memento audere semper ! Non LA disturbo piu ,era solo un cenno di cortesia il mio !

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  36. www.ilgiornale.it/news/cronache/ferrara-rivolta-degli-immigrati-esercito-strada-guerra-1646649.html

    Ecco la feccia da guerra.
    Salvini andra' a mettere le cose a posto! 100 nigeriani pronti alla guerra in citta'. Le forze dell'ordine non riuscivano neanche a catturarne uno, che vuole mettere a posto Salvini ormai? E fa pure quello che si meraviglia, "Roba da matti" dice. Ma davvero non aveva mai immaginato uno scenario simile? O sa solo recitare bene? Sono pronti alla guerra sul nostro territorio, lo dicono chiaramente, come era prevedibile.
    Ise

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  37. Cara Ise, quest'articolo di Alceste riguarda la guerra, e la guerra e' roba da uomini e non da donne! Detto cio' i tuoi interventi (sempre interessanti e pertinenti) involontariamente a volte scatenano il Nonsferatu che e' in me! Non perche' tu scriva cose vacue, anzi, ma perche' da come scrivi (ovvio) trasuda la tua natura di donna moderna, d'ufficio quindi senza colpa. Inoltre, inavvertitamente, entri in "zone minate". Zone troppo pericolose. Mi spiego meglio. "Noi donne abbiamo la chiave segreta del castello..." ecc. Ecc.
    Punto primo: i Principi Azzurri, come li avete in testa voi non sono mai esistiti! Sono invece sempre esistiti i figli di puttana: chiedilo ad Eva quando la vedi.
    Punto secondo: queste merdacce di nigeriani col machete, sono in Italia perche' c'e' un VUOTO DEMOGRAFICO. Nell'arte del combattimento il vuoto (anche quello cosmico) e' una tecnica micidiale contro l'avversario, solo pero' se sei tu a controllarla. Ma se la subisci sei fottuto. A che vuoto faccio riferimento stavolta? Mancano all'appello MILIONI DI ITALIANI MAI NATI ED ABORTITI. Spesso con decisioni prese da voi donne e mai dette al padre, oppure prese anche se lui, il padre, lo voleva quel figlio: d'altronde e' nel vostro diritto, care principesse mancate, di abortire! Poi abbiamo le centinaia di migliaia di padri falsamente accusati dalle ex, anche di abuso verso i propri figli: queste siete sempre voi donne! Quindi abbiamo le scienziate paladine della carriera, le femministe, le psicologhe, le appassionate di armi che vanno al poligono ecc: uno stuolo immane di "innovazioni al femminile" di cio' che era ed e' sempre stata la donna nei secoli! 100 nigeriani col machete a Ferrara, la perla degli estensi e "Patrimonio dell'Unesco" (me cojoni), reclamano il territorio? Salvini sbaglia a mandare l'esercito: tocca a voi care donne affrontare i nigeriani! In prima fila le abortiste! Im seconda fila le calunniatrici! In terza fila le "professoresse", le donne in carriera, le milf ecc.! Perche' io uomo bianco quindi a mia volta e d'ufficio: prevaricatore, razzista, fascista, misogino, tradiziomalista, magari padre quindi in odore di pedofilia ecc. dovrei affrontare questo branco di animali, se la causa di questo scempio mi appartiene solo in parte ed in quanto subita? Perche' dovrei pararvi ancora il culo, care donne? Cento scimmioni, un buon drappello di soldati (uomini) li fanno a pezzi senza troppi complimenti, volendo. Ma perche' dovrebbero farlo? Per continuare a garantire tutti i vostri paraculi "diritti" di donne, di fare tutte le porcate che questa fogna di democrazia prostituta vi garantisce? Nooo. A me il nigeriano col machete sta bene: e' la vostra ora care donne al testosterone e progressiste ! Fuori le palle e le legioni di scheletrini che avete nelle segrete dei vostri tetri castelli infinocchiati, e dateci dentro col machete! Comincerete forse a capire, per esempio, che ogni aborto significa un soldato in meno che vi protegge e un nigeriano in piu' che i "progressisti", i cardinal modernisti, gli intellettuali left-chic ecc vi "donano come una maledizione inattesa". L'unica alternativa che avete ora e' di cambiar testa: ed in fretta anche, perche' i nigeriani, appunto, vi aspettano! Aspettano voi donne italiane emancipate!
    Noi maschi italiani coglioni e vagamente all'antica, finalmente staremo a guardare: trepidanti, facendo la calza e pregando (belzebub ovvio, come il nuovo corso vaticano sponsorizza) che voi torniate vincitrici dalla battaglia: lorde del sangue del barbaro ma risplendenti di luce eroica.
    Senza rancore cara Ise e grazie invero per gli spunti deliziosi che mi offri.
    La seconda testa dell'idra e' il "cancro della societa' femmina".
    Anonimo R

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    1. Caro Anonimo R,
      il tuo commento mi ha divertito immensamente: finalmente uno che difende, coi giusti toni, noi poveri maschietti vilipesi e calpestati! Sono certo che la mia "nipote adottiva" Ise saprà risponderti "ad hoc".
      Un caro saluto.
      Hermannus Contractus

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  38. Anonimo di nome R...noi ti adoriamo!

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  39. Come adeguatamente osservato da Silvana De Mari, le capacità femminili di presidiare il territorio sono del tutto residuali. Natura e caratteristiche psico-fisiche delle donne dicono ciò.

    Significa che, nel migliore dei casi, le donne possono fare solo la difesa di punto. Niente altro. Lo dimostra il fatto che l'Europa femminea non ha alcuna capacità e volontà di conservare un minimo sindacale di ordine (pubblico e privato). Non basta infatti che una ragazzina scriva su FB di sentirsi guerriera perché lo sia davvero. Infatti le prime iene di passaggio se la sono mangiata sputandone, alla lettera, solo le ossa.

    Ma di donne, ripeto, ne sono comunque rimaste pochine. Ci sono torme di nazi-femine, invece, degno contraltare dei maschietti derisi e vilipesi.
    Ci mandiamo queste, a ripigliare il territorio? Ma queste si sa già cosa fanno: aprono le gambe, come di consuetudine, di fronte al maschio vincitore. Volenti o nolenti, metaforicamente e no. Basta vedere l'agire di Angela Kasner o Emmanuele Macron per sincerarsene.
    Del resto lo avevano capito già Raspail, prima, e Obertone poi.
    E, prima di loro, fu Jünger a esplicitare la fulminea verità: non è il codicillo di legge che prevede la proprietà privata, a tutelare la casa di famiglia. Ma il padre che si fa sulla soglia brandendo l'ascia, eventualmente spalleggiato dai figli maschi.

    Morale della favola: il maschio occidentale ha rinunciato alle sue prerogative, salvo lamentarsi che poi l'orrore del vuoto spinga la natura a riempirlo in qualche maniera.
    Mandare le femmine occidentali medie contro il cuore nero d'Africa significa spianare la strada all'abisso, fare il gioco del nemico, precipitare il "tanto peggio tanto meglio"...

    "Des hommes, il en faut toujours, car la guerre, car la guerre, se fout de serments d'amour, elle n'aime que le chant des tambours!"

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  40. Bandiera bianca!
    Ma davvero dovrei rispondere? A cosa? Non sento il bisogno di difendere ulteriormente me stessa, le mie idee che sono simili alle vostre, ne' ho mai avuto intenzione di difendere un' intera categoria (le donne italiane) che non mi rappresenta e che non rappresento.
    Anonimo R ha perfettamente ragione. E me la sono cercata! Sono The Most Stupud Girl figlia dell'era moderna. A questa conclusione volevo arrivare, e ringrazio tutti per aver contruibuito.
    Purtroppo non so fare l'uncinetto, e la guerra in atto mi riguarda e come. Stavo anche cercando delle buone ragioni per continuare a tornare in Italia, dopo aver perso il genitore 1 e il genitore 2 (vedi come sono moderna?), aver allontanato i parenti perche' alla loro vita senza senso non do' con-senso, mi restano le tre grazie di cui sopra. Avessi detto 'Noi donne...' invece ho detto 'le donne che conosco io', escludendomi a priori, sono troppo abituata ad essere outsider per default, fuori da qualsiasi "tifo". Che uscita ingenua, me ne pento, quando mai parlare ancora in questi termini, che crimine contro i diritti dell'omo!
    Sapete che vi dico?
    Che siete come dei rospetti senza speranza, e' vero, non esiste piu' la principessa che da' il bacio catartico.
    Adieu e bona vita a tutti.
    Ise the most stupid girl

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    1. Scusami Ise, ma avevo citato la dottoressa De Mari - come più sopra Lameduck - proprio per evitare tanto i sospetti di "misoginia" quanto quelli sul "ritorno all'uncinetto".
      Non è che le donne siano escluse da questa guerra (anzi), ma è che non possono parteciparvi scimmiottando gli uomini; cosa che, per molte di loro, sembra essere ormai rimasta l'unica ragione di vita.

      Ok sul rospetto, ma mi tocca precisare che la speranza io la nutro sempre!
      A Dieu.

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    2. Brava Ise,
      ero certo che avresti risposto "ad hoc", pur non volendo, apparentemente, "rispondere"! Continua così e fammi ancora sperare in una vera "redenzione" delle genti, prima del mio personale "Tuba mirum" (l'altra speranza, quella che nutre il Sig. Luigi, si realizzò tanti anni fa, quando ero ancora un giovane rospetto!).
      Un caro saluto.
      Hermannus Contractus

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  41. Sono profondamente stupito dall'ignominioso, demenziale e ingiustificato, attacco ad Ise ma ancora di più dalla mancata difesa da parte di alcuno, addirittura il pacato Giuseppe si associa ai vaneggiamenti, con sincera ammirazione. Bene io mi sento costretto ad intervenire, in modo sgangherato e allusivo, allo stesso livello argomentativo, avviso Alceste che non vi sarà alcun flame, il post rimarrà unico. Anonimo di nome R, simpaticissimo quanto volete ma uno che parla di un Ammiraglio Nelson ultraottantenne (morì prima dei 50) senza una gamba (in realtà senza un braccio)... uno che inanella perle terrapiattiste, uno che ha fatto scappare dal disgusto il Poliscriba (leggendaria la sua risposta: preferisco il mito ai mitomani).



    "La guerra è roba da uomini e non da donne!"

    Quanti atti di eroismo hanno compiuto le donne in guerra e quante maschie mammolette sono uscite fuori di testa al primo petardo?

    "Trasuda la tua natura di donna moderna."

    Grave colpa comparata forse alla sublime bellezza intellettuale del Neanderthal (di nome R ?).

    "Punto primo: i Principi Azzurri, come li avete in testa voi non sono mai esistiti!"

    mai sentito una donna credere ai principi azzurri, manco a tre anni, forse Anonimo ci si è creduto e poi ha scoperto di essere ben altro.

    "Punto secondo: queste merdacce di nigeriani col machete, sono in Italia perche' c'e' un VUOTO DEMOGRAFICO."
    Offendere un paese intero di 190 milioni di abitanti, mi piacerebbe vedere il coraggioso macho R dire le stesse cose davanti ai suddetti. Ma come, R, l'immigrazione non è pilotata dai rettiliani con fini di dominio mondiale, per imbastardire la "razza bianca" e renderla debole? Cosa c'entra il calo demografico e che colpa ne hanno le donne? Tutte le donne? Non è un pelino semplicistico? Sarebbe un sillogismo del tipo: Rotschild è monello, Rotschild è un uomo, tutti gli uomini sono monelli?

    "Poi abbiamo le centinaia di migliaia di padri falsamente accusati dalle ex, anche di abuso verso i propri figli: queste siete sempre voi donne!"

    (Centinaia di migliaia fa parte delle leggendarie R-Statistics e naturalmente la colpa è di Ise). Poi abbiamo miliardi di donne, violentate, pestate, soggiogate, schiavizzate, nei secoli ... questo siete sempre voi uomini!

    "Quindi abbiamo le scienziate paladine della carriera, le femministe, le psicologhe, le appassionate di armi che vanno al poligono ecc: uno stuolo immane di "innovazioni al femminile" di cio' che era ed e' sempre stata la donna nei secoli!".

    Ti dirò di più, l'uomo si è cibato di radici e carne cruda per centinaia di migliaia di anni, che è sta merda di innovazione al maschile?
    Ma la cosa veramente agghiacciante e che nessuno dei commentatori di questo blog e neanche Alceste abbiano preso le distanze da questo autentico fiume di diarrhoea.

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  42. Mah !se mi posso permettere il bello di questo blog e' proprio lo sproloquio senza avere un tema preciso un casotto di pareri che non si sa dove vanno a parare, rispecchiano l'autore del blog uno scentrato forbito fin che si vuole ma pur sempre anomalo rispetto ai bloggher alla morfina in giro per I'll Web, su anonimo di R non si puo dire che sia un castrato emotivo poi non avendo letto ne I'll pezzo ne I commenti non mi spingo oltre tanto ormai ho gia I'll vostro identikit vi riconosco tutti alceste Compreso siete malati tutti di oggettivismo troppo studio fa male

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  43. Ciao confermo la mia simpatia per anonimo di nome R è piu' forte di me! La sua ironia tagliente su come son diventate le donne mi distrae dalla disperazione che mi prende tutti i giorni ad averci a che fare. Dispiace certo la sua mancanza di pietà. Ci troviamo ad una impasse per cui a mettere al mondo un figlio si rischia di rimetterci la vita mentre le ragazzine in Amazzonia si accucciato semplicemente in un cespuglio per partorire. E anche ad amore materno ci fanno le scarpe. Un nodo irrisolvibile pare. Serena

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  44. Casotto. Mi viene in mente il film di Citti. La forte e brava Ise certamente domani ridera' di sto' simpatico baillame. Certo, ai maschi imbelli e castroni (a cui non appartengo) spetta di diritto una mia futura invettiva. Ho semplicemente rimarcato le differenze. L'omogeneo, l'omo, il genere, l'intellettuale da salotto, la quota rosa, la Leopolda, "l'abbiamo vinto" pannelliano, i diritti farlocchi a tutti soprattutto ai minorati mentali e ai migranti, il "Gesu' che fa lo scemo" bergogliano, gli aborti come "conquista della donna" mi ributtano. Le donne, potenzialmente il centro dell'universo, oggi non mi incantano piu': purtroppo hanno perso la loro meravigliosa meraviglia, scambiandola con quattro specchietti e tre perle di plastica colorate. Corrotte alla fine piu' di noi uomini, e questo e' tutto un dire. Anche se continuano a far sempre le santerelline e le vittime! Mi ricordano una certa razza. E' questo che non funziona piu'. Un mio caro amico tre anni fa e' stato accusato dalla sua ex di aver abusato della figlioletta. Calunnia ovviamente. L'accusatrice: una donna colta e furba. Ma non troppo, per fortuna. Arrivo della polizia alle sei di mattina di un giorno qualsiasi, perquisizione della casa, sequestro di armi, porto d'armi, supporti magnetici, quindi schedatura del papa' e comunicazione che era sottoposto ad indagine giudiziaria secretata. Dopo un mese i carabinieri gli hanno comunicato la querela e la querelante. Ho letto la querela: da vomito. Quindi due anni di indagini e calvario giudiziario con il rischio di finire in carcere, di non rivedere piu' sua figlia e di avere la vita distrutta. Per fortuna la notizia non ando' in pasto a qualche giornalista. Gli e' andata bene: il giudice (una brava donna) dopo aver ben valutato tutti gli elementi ha archiviato il tutto perche' il fatto non sussiste. E lui non puo' far nulla contro la troia! Lui ha scelto di perdonare e di fare come se nulla fosse, per il bene della figlia. Sono migliaia i casi in Italia simili a questi. Sa Puskin quanti padri si sono suicidati, magari in carcere o hanno avuto la vita distrutta? E nel silenzio dei media! Certo, l'uomo ignobile e violento va punito, e ferocemente! Ma la donna non e' migliore dell'uomo ne santa o vittima a prescindere.
    Riguardo al terrapiattismo caro Puskin, non si fermi ai video farlocchi di Nasa & co: ricerchi da se se ne ha le palle. Scoprira' anomalie cosi' grandi da dover cercare risposte coerenti.
    Con rispetto.
    Anonimo R

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  45. Ho riletto il suo "pezzo" Puskin. Lei cita Nelson, ma forse fa un po' di casotto con altrui scritti. Io non l'ho mai tirato in ballo il Nelson britannico, neanche allusivamente e neanche il suo fallocratico moncone da Ganbadilegno. Poi quando dico "queste merdacce di nigeriani col machete" faccio riferimento a "questi" della storiaccia di Ferrara, Patrimonio dell'Unesco (me cojoni) ed avamposto della futura italica patria. Mica a tutto il popolo nigeriano! E' scorretto questo suo porsi e pure e' pol-cor maldestro (meglio malsinistro) mettermi in penna cio' che non mi compete.
    Solo per spirito di precisione, s'intenda.
    Quisquillie. Quaraquaqua'! Machete libero per tutti, donne comprese.
    A quando Alceste, cambiando discorso, un bell'articolo sulla ultima moda uomo-donna dei cuturier?
    "Io ne ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi, acconciature da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto reggicalze B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di struccarsi”.
    Anonimo R

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  46. Ah ah ah, ho scoperto il riferimento a Nelson che lei, Puskin Aleksandr, subdolamente mi attribuisce:

    https://www.maurizioblondet.it/la-grande-anestesia/

    Non sono Blondet caro Puskin, anche se di Blondet ho grande stima! Lei ha preso un granchio colossale!
    A questo punto le consiglio vivamente di cambiare il nikname: vedrei bene, che so, Aleksandr Gramellini o Aleksandr Panebianco. Puskin non le si confa': troppo grande, troppo lirico, troppo focoso, troppo russo.
    Con indomita inimicizia,
    Anonimo R

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  47. Chiedo venia, si trattava di Dragotta in uno dei primi commenti in questo articolo.
    (... Puskin era nipote di un "negro")

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  48. LANCEA ET CLAVUS DOMIN
    (parte prima)
    ... negro che si chiamava Abram. Mi comprenda Puskin, io non ce l'ho con i negri o con altre razze. Se c'è uno non razzista quello sono io. Si figuri che ho pure visitato la casa di Puskin, ed il castello del rivale Vorontsov. Adoro poi le donne (nonostante le mie furenti invettive), e questo mi è costato un polmone e mezzo più tre quarti di fegato! Ciò non toglie che credo nei popoli, nelle nazioni e nelle culture che, sempre, si sono formate grazie all'isolamento.
    CIOE' CREDO NELLA DIFFERENZA, CHE ESCLUDE IL CONCETTO BOLSO E IPOCRITA DELLA TOLLERANZA MA METTE SOPRA TUTTO IL PRINCIPIO DEL SANGUE!
    Certo, i contatti e gli incroci tra culture e razze ci sono sempre stati, ma in un'ottica comunque di difesa della razza, dei popoli, dei confini e delle nazioni o imperi O DEL LORO ACCRESCIMENTO, IN TERMINI DI RICCHEZZA DI DONNE O DI RICCHEZZE SACCHEGGIATE. Mica i nostri avi si portavano a casa le cozze o nemici! Mica scemi loro!
    Per esempio, non avremo mai potuto avere le meravigliose culture giapponese o italiana o russa senza preservazione e difesa.
    Le invasioni e le guerre sono un'altra cosa, ovvio. Ma se vengono spacciate da: "accogliamoli tutti, tanto Gesù fa lo scemo e la Madonna è una poco di buono", allora mi preparo alla guerra.
    Una mia cara "amica" (non di penna e ne ho già parlato diverse volte in questo spazio) dalla Costa D'Avorio, splendida fica (l'ho detto!), è pure una magnifica (l'ho ridetto) donna con la "D" maiuscola, come se ne trovano oggi una su 10.000!
    Pensi che c'ho anche pensato ad ibridarmi con la mambessa: ne varrebbe la pena! Ma sta bolsa e rincoglionita arietta da sbaracco totale della razza italica, causa poveri minorenni negri "migranti" portateci dalle ONG made solita combriccola, ecco, questo per me è Satana. Tale assillo, che in tempi normali manco mi passerebbe per l'anticamera del'encefalo, mi inibisce nel riempire fino all'orlo il Sacro Graal di onice nero, umettato ai bordi di tenue e vellutata rosa carne che grida conquista! E questo mi fa andare in bestia nera!!! Se quindi scrivo cose urticanti, non è colpa mia. Qualcuno deve pur sputare il veleno che ci fanno quotidianamente ingoiare e metterla giù come è.
    Io non ce l'ho con gli africani: ce l'ho con gli stronzi degli italiani!
    Riguardo alle donne (italiche), è ora che anche loro (anime candide) si confrontino col machete africano d'importazione nuovo di zecca, ovvero con se stesse.
    (continua)

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  49. LANCEA ET CLAVUS DOMIN
    (parte seconda)
    Notizia di oggi, Innocent Osenghale, il nigeriano che pare (attendiamo la fine del processo, ben coscienti che ognuno è innocente fino a prova inappellabile e contraria) abbia fatto a pezzetti la povera Pamela Mastropietro, mettendola in due valige dopo averla eviscerata, mangiandone gli organi interni e ripulendo il tutto con candeggina, forse se la sfanga.
    Vien da pensare: perchè? Forse perchè Oshengale è nero ed i neri oggi non vanno toccati a prescindere, perchè servono per il piano?
    "Certo che uno che si chiama Innocent non può essere colpevole di nessuno squartamento" disse la metalmeccanica Pina al massaio Pino. La nuova soap opera, dopo quella di Yara Gambirasio (è vomitevole come il caso della povera Yara sia stato trattato mediaticamente, oltre ai molti punti oscuri che la condanna presenta) forse ha inizio: morboso e necessario panem et circences per i decerebrati italici, spettatori applaudenti persino la satanica interpretazione del duo Raffaele/Bisio di "Mamma" di Beniamino Gigli. Perchè non distruggere la mamma, la memoria della mamma, la Madonna (anche quella nera) cioè il simbolo della mamma, Pamela Mastropietro, tutte le Pamele Mastropietro italiane, le donne, la maternità, i feti, i figli, i padri...
    https://www.youtube.com/watch?v=Hxl6Dto1M4Q
    Tornando a bomba (anche il "Bomba" ci sta in questo casotto all'italiana: avremo mai un "Bomba" africano?) alla mia amica africana, a lei i maschi africani fanno schifo. Non sarà mica razzista la fanciulla? Non mi starà mica raccontando palle? Mica non diventerò anche io razzista a causa sua? E' contagioso il razzismo? Mi dovrò vaccinare contro il razzismo? Posso indossare una tuta spaziale invece di vaccinarmi? Ma con la tuta spaziale posso ancora praticare il "sano su e giù" con le belle Devocke anche nere, magari bevendo latte+ sardo? Tutte domandone pertinenti.
    Nel frattempo e fregandomene dei risvolti di impazzimento collettivo, mi abbevero reiteratamente alle mammelle dell'antilope africana non vaccinata, ovviamente brandendo ben ritta e minacciosa la sacra lancia di Longino, contro qualsiasi altro pretendente, di qualsiasi tribù, razza, colore, idioma, schieramento politico o tuta spaziale sospetti!
    Ieri sera ho letto alla mia figlioletta, prima che si addormentasse, la biografia di Aleksandr Puskin.
    Succede anche questo a causa di questo blog.
    Un cameratesco saluto Puskin, cantando "Faccetta nera...".
    Anonimo R

    Bonus finale imperdibile:
    Sanremo, i top e flop di Enzo Miccio
    https://www.youtube.com/watch?v=c6i8Ggb9W40

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  50. AND THE WINNER IS:

    Time To Say Goodbye Europe
    https://www.youtube.com/watch?v=GQX4oqIijpU
    POSEIDON

    Anonimo R

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  51. Guarda R, quel video, ottiene esattamente l'effetto contrario, l'affettazione, la rigidità, la prosopopea, la ricchezza da saccheggio di una società di ladri imperiali, contro la gioiosa vitalità, la libertà, la spontaneità di una pluralità di singoli. Sorvolando ovviamente sulla scorrettezza della sceneggiatura. Si potrebbero fare decine di contro video che in un montaggio mostrassero, alternativamente, un primo piano di Whitney Houston e uno di Shane Mc Gowan, Naomi Campbell e Kurt Cobain, Beyoncè Knowles e Iggy Pop, un paio di vocalizzi di Aretha Franklin e un passaggio sulle periferie zeppe di biondini drogati, alcolizzati, Tyson Beckford e Michael Moore a petto nudo, il tutto legato dalle note di "What a wonderful world" ... Scusati con Ise che è meglio.

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  52. Non devo scusarmi con Ise. Non l'ho offesa. Ho semplicemente detto le cose come stanno. Ise e' una donna intelligente. Forse e' un po ferita nell'orgoglio: ci sta. Ci sta anche essere inconsapevoli mezzi per piu' alti scopi, imperscrutabili per noi umani dispersi, fratelli unici, sfruttati maltrattati...
    Ma proprio Beyonce' e Kurt Kobain dovevi titare in ballo?
    Non era meglio Nilla Pizzi?
    Anonimo R

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  53. AND THE NEW WINNER IS:

    https://youtu.be/6Fcxoz4Zvsc
    La verita' su Alessandro Strumia, il fisico sessista
    MARCO DONADEL

    ...anch'io sono agito da forze piu' galattiche di me... chiedo perdono imperatrici galattiche: non sfidero' piu' la vostra maestosa e magnanima purezza (segue la scena in cui io, travestito da gorilla del pianeta Kripton, piango a dirotto supplicando una grazia, che non arrivera! Segue l'ulteriore scena raccapricciante della mia smaterializzazione ad opera delle Erinni planetarie, comandate dall'imperatrice Kung Fu. Poi compare la Principessa di Kripton che, innamorata di me la tapina, mi rimaterializza. Ci sposiamo ma poi finisce malissimo).
    Anonimo R

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  54. Caro Anonimo R
    Sembra che voi uomini abbiate finito il dialogo-monologo sulla guerra che vi apprestate a fare, ora posso intervenire?
    Prometto poi di non disturbare piu' le vostre discussioni su strafighe...volevo dire strategie, e mammelle...cioe' mamme e figli da proteggere.
    Tanto per anticipare la conclusione: va tutto bene, non c'e' problema! Ma mi spiego un po', nonostante mi sia passata la voglia di scrivere, essendomi cadute le braccia.
    Non sapevo se piangere o ridere al tuo commento, poi con gli altri commenti il bilancio finale fa propendere per la prima.
    Che spettacolo! C'era Pirandello che cercava di sfondare la tomba per venire a prendere appunti, questa trama stava per superare le sue vecchie intuizioni sulla natura dell'italiano medio e dell'uomo in generale. Abbiamo strappato un sorriso anche a Leopardi, che e' tutto dire.

    Un gentile signore mi chiese di chiarire la frase "Le donne che conosco io hanno ancora in mano le chiavi delle segrete del castello..." Richiarisco: parlavo di di amiche (anche amici, ma si parlava di donne) che vivono nei sotterranei del castello (qualunque, Italia in particolare). Mai parlato di segreti, ne' di principesse.
    Le SEGRETE del castello sono le prigioni, nient'altro. Parlo di donne che per non cedere alla follia moderna preferiscono vivere nelle prigioni, nei sotterranei, in cui paradossalmente c'e' piu' liberta' che nel mondo all'aperto. Non frequentano quasi piu' nessuno, non esprimono piu' le loro idee in pubblico. La metafora era riferita alla frase sulle donne che stanno rimpiangendo "le millenarie verita' per inseguire idoli vani." Dove conservi le millenarie verita' se non in un sotterraneo, entro una fortezza? Tutto per dire che esistono ancora persone che se ne fregano di inseguire idoli vani, solo che non si vedono perche' vivono nascoste, e' la clandestinita' forzata (non eroica), la doppia vita. Non pensavo a principesse o principi, ne' a segreti, la visione e' meno favoleggiante. Luigi ha capito quel che volevo dire.
    Pero' Anonimo R (il tuo alter ego) mi mette in bocca "Noi donne abbiamo la chiave segreta del castello..." in cui sembro una paladina della donna moderna che fa la principessa (magari anche santarellina, oltre che diabolica nella tua testa chissa'..se solo sapessi che quella potrebbe essere la prima testa dell'idra, il centro propulsore di tutte le altre!) misteriosa perche' c'ha dei segreti (solo ora ho capito perche' parlavi di segreti nel primo intervento sopra)...e inizia un'invettiva molto divertente invero, se non fosse che ci vengo sbattuta dentro come parte in causa, anche se c'entro come il cavolo a merenda (o almeno non mi spieghi cosa c'entri, se non per un vago "trasudare la mia natura di donna moderna"- anche a me dispiace essere nata qualche decennio fa anziche' qualche secolo fa. Fortuna che esistono ancora uomini "vaga...mente all'antica"!). E via a divertirsi senza evidenziare la piccola incongruenza. Si poteva avere l'accortezza di separare un tantino l'invettiva dalla mia persona, cosi' tanto per non farmi sentire il bersaglio del divertissement, messa tra i gladiatori nell'arena senza reali elementi per difendermi.
    Continua...
    Ise

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  55. Arriva il bello della diretta: la simpatia sprigiona il suono del pifferaio magico e i topolini timidamente escono dalla tana: "Sei tutti noi!", "Sei troppo simpatico, sono con te!"..."Tifo per te!" "Daje sotto, falla nera, al rogo, al rogo!". Che esagerata che sono! Mica si son dette certe cose! Certo, pero' neanche una parola su quale fosse il mio crimine. Ed io che ho sempre preso le difese degli uomini vittime delle moderne arpie ed espresso disprezzo per come esse si comportano. Bei colpi bassi, altro che i colpi di scena che ti piacciono. A parte Luigi ed Hermannus che hanno subito evidenziato la loro assenza di astio verso me in particolare. Si vede che scateno facilmente il Nosferatu, ne prendo atto. Chissa', forse nel mio precedente intervento ho toccato tasti dolenti. Non si puo' parlare dei contenuti senza attaccare la persona?
    La cosa preoccupante e' che come nel piccolo cosi' nel grande, farete cosi' e di peggio quando vi troverete davanti a delle ingiustizie, non le vedrete neanche, le subirete e vi diranno ma guarda che sono simpatici 'sti aguzzini! Come la vecchia storiella, che quando infine capitera' a voi, nessuno vi difendera'. E' gia' cosi'. La guerra gli italiani l'hanno persa da un pezzo: state solo finendo da voi il lavoro cominciato da altri, quello di sterminarvi l'uno contro l'altro, e infine contro voi stessi. Eh lo so, non sono molto simpatica. Con i simpatici ci si fanno quattro belle risate, tuttavia quel che conta alla fine e' tendere alla giustizia a 360 gradi, non quella limitata al proprio orticello, ma quella che fa crescere la stima e la fiducia, la simpatia o meno non e' rilevante! E questo l'italiano ha sempre difficolta' a capirlo.
    La verita' e' che siete una societa' di cannibali (voi italiani, lo sono anch'io ma mi astengo dal partecipare al festino), non farete la guerra al vero nemico di certo, incapaci di essere uniti. Vi strapperete a brandelli prima gli uni con gli altri, poi se qualcuno ne esce vivo andra' ad attaccare chi gli sta di mano, senza distinzioni. Ormai obbedite solo al bisogno immediato di sfogare il vostro odio. Alceste davvero vorrebbe tenere insieme i 10.000 con la logica aristotelica? Io piuttosto studierei qualche esorcismo e qualche rito vudu per non trovarmi le carni lacerate appena l'amico avra' bisogno di sfogarsi. Ora ce li avete pure dietro casa gli esperti in tali pratiche, approfittatene.
    Continua...
    Ise

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  56. Arriviamo all'idea che la guerra sia da maschi. Ma certo!
    Ma chi ha mai detto che voglio combattere fisicamente. Se imbraccio un fucile, alla prima salita vado indietro. Avevo pure detto che la guerra e' prima di tutto psicologica, la si deve combattere tutti volenti o nolenti. Il primo livello di colonizzazione del potere e' il cervello, ne abbiamo prova continua.
    Ma anche fosse una guerra fisica, un ruolo le donne ce l'hanno sempre avuto, mica restano 24h nei bunker a fare il punto e croce all'uncinetto. Davvero avete letto Sunzi?! Esiste una divisione dei ruoli anche in guerra. Ma tanto di che sto a parlare...della parodia dell'uomo moderno!
    Sono vent'anni che non vivo in Italia e le amazzoni che ora girano per le vostre strade fortunatamente le ho viste solo di striscio, conosco abbastanza le societa' maschiliste per dire che le donne in esse hanno un ruolo attivo anche piu' che in quelle femministe.
    Entro in un campo minato? E stika...?
    Ma che sto dicendo? Ma come oso? Sono troppo moderna? Vorra' dire che diventero' uomo per commentare in questo blog, entro nel club lgbt, cosi' gli uomini non avranno piu' turbamento dalla presenza scomoda. Tranquilli che tanto la guerra con voi non la faccio. Meglio seguire la cara tradizione del "Meglio soli che male accompagnati".
    Non ho bisogno di chiedere ad Eva se esiste il Principe Azzurro, ma se vuoi Anonimo R le chiediamo se son veri i detti "Dio li fa e poi li accoppia" o "la mamma degli stupidi e' sempre incinta"!

    Dici: "Non l'ho offesa. Ho semplicemente detto le cose come stanno".
    Vero, non mi hai offesa, dal mio punto di vista. Pero' o hai preso lucciole per lanterne, oppure mi potresti spiegare come stanno le cose (che c'entro io) perche' non l'ho mica capito, cosi' forse imparo di piu' su me stessa.

    "Forse e' un po' ferita nell'orgoglio: ci sta"
    L'orgoglio per mia fortuna non lo ripongo nei commenti che scrivo su di un blog a degli sconosciuti. A volte m'illudo di condividere qualcosa, poi mi cadono facilmente le braccia e mi passa la voglia di farlo, e' fisiologico e non e' colpa di nessuno.

    "Ci sta anche essere inconsapevoli mezzi per piu' alti scopi..."
    Questa anche non l'ho capita, ma non voglio rubarti tempo prezioso, capisco che sarebbe ormai troppo difficile arrivare a capire tutto...
    Comunque tanto era dovuto, saluti,
    Ise



    Ise

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  57. Caro Alessandro Puskin,
    ho parlato con te credo una sola volta, ho letto pochi tuoi commenti non condividendoli in parte e forse e' reciproca la cosa...ebbene voglio ringraziarti e complimentarmi per essere stato l'unico a percepire la piccola ingiustizia e a denunciarla, un gesto inaspettato e nel suo piccolo anche nobile (ma e' vietato usare questa parola, fosse mai che qui si crede ai Principi Azzurri!).
    Inoltre complimenti per lo sguardo a volo d'aquila che hai dimostrato di avere, devo dire anche in altri tuoi commenti.
    Non ricordavo le parole del Poliscriba, mi verrebbe da dire: Mitico Poliscriba!
    Un inchino con sincero rispetto verso la tua magnanimita' e senza alcuna ironia,
    Ise

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  58. Ma va la' Ise, non ti facevo così permalosa. Ho forse toccato qualche nervo scoperto di troppo. Va bene, scherzavo, e le chiavi del Castello le avete sempre Voi: noi (non majestatis) adoremus, pagamus e basta!
    Destino umano crudél il nostro: viver di illusion, viver di omission.
    Adieu à ne plus jamais.
    Anonimo R

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  59. E' che tengo a precisare, magari troppo, ma a volte ci vuole quando vedi che qualcuno capisce fischi per fiaschi o comunque non capisci perche' ti si rivolta contro in modo irruento.
    Ai nervi scoperti ci pensero', ma davvero mi ha divertita l'equivoco e sconfortata la capacita' di non accorgersi dell'attacco un poco bislacco, ma anzi alimentarlo, niente offesa.
    Adieu tolgo il disturbo, fu un piacere,
    Ise

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  60. Le tue parole su questa pagina sono preziose non solo per me, Ise. Su anonimo R sai tu come regolarti questo è chiaro. Mi spiace di non aver colto quello di sbagliato che c'era verso di te: le parole sono torrenziali e io lo sai, leggo di corsa, da uno smartphone scassato. A me mette di buon umore, e sapessi ho un carattere così serioso. Invece Alceste forse mi somiglia, a volte è un po' noioso Serena

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    1. Cara Serena,
      anche a me mette di buon umore, e certamente piu' di Alceste nostro:), che pero' non mi annoia mai nella sua lettura univoca della realta' che ci circonda.
      Peccato che Anonimo R non e' "regolabile". E' partito per la sua mission trascendentale che persegue con furia vendicativa cieca, seppur comprensibile.
      Non ci resta che sperare che almeno non sbagli il bersaglio e ci aiuti cosi' a liberarci dal male. In tal caso potrebbe anche trasformarsi in un mitico eroe italico da aggiungere alla futura mitologia dei padri fondatori della Nuova Italia. Nel contempo c'e' anche la possibilita' che in futuro "noi donne moderne" di questo blog veniamo fatte sante (o santarelline) martiri, senza la nostra volonta', e sicuramente contro quella di Anonimo R finche' e' in vita, per aver parato i suoi accidentali contrattacchi e colpi di scena e di grazia.
      Dai che abbiamo molti elementi per essere ottimiste!
      Un caro saluto,
      Ise

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  61. NON SONO VENUTO A PORTARE LA PACE SULLA TERRA, MA LA SPADA

    C'e' qualcosa che mi riguarda nel profondo e che ho rimosso. Qualcosa di essenziale che manca in questo fiume caotico di pensieri. Cio' che scrivo (scriviamo, presumo) ha senso solo se e' in chiave collettiva. Non individualistica. Se cito ribaldamente frammenti della mia esperienza, o attacco all'arma bianca altri punti di vista legittimi, e' perche' penso che cio' riguardi non solo me o il mio opponente, ma tutti noi, ovviamente in modo diverso per ciascuno. Cerco di eviscerare il centro della faccenda, che ormai facciamo fatica a cogliere. E' evidente dalla piega presa dai commenti, che c'e' una guerra in corso tra due fazioni opposte. Guerra ferocissima. Tra uomo e donna. Tra madre e figlio. Tra padri e madri. Tra padri e figli. Dal mio punto di vista questa guerra e' ultraterrena e trascende differenze culturali o sessuali o generazionali, per esplodere tra fazioni opposte divise da cio' che di piu' ancestrale esista: il sangue! Mi sono ricordato poco fa delle parole di Gesu' a riguardo.

    Mt 10,34-11,1
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non la pace, ma la spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa. Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
    Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro citta'.

    Anonimo R

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    Risposte
    1. E allora evisceriamolo il centro della faccenda caro Anonimo R.
      Ok, ora capisco il tuo "agire", e in tali termini puo' essere un buon viatico, un efficace amaro digestivo (la chiave collettiva), per tornare a sentirci un minimo collettivita' umana, non massa cieca, ma neanche singole meteore senza scopo o direzione che si scontrano e si annientano.
      Le domande potrebbero essere: che cosa realmente ci unisce? E cosa ci divide? Cercando le risposte a entrambe le domande e attuando le dovute distinzioni forse si riesce a plasmare un minimo comune denominatore per una collettivita' dotata di 'comunione d' intenti', senza bisogno di farsi la 'guerra tra poveri'. Pazienza se dovremo portare anche qualche croce.

      Il mio nervo scoperto e' solo il fatto che le croci degli altri non intendo portarle, essere agente (e agita) di una intera categoria, portare la croce che stanno preparando le "donne moderne", le accoglienti col grembo delle altre, no grazie. "Noi donne...", scontato e innocuo, a me fa venire i brividi. Se sento odor di massificazione scappo, il 'branco' non fa per me. Non voglio essere ritenuta parte di un'entita' sovraindividuale che prende possesso di me, delle mie idee e infine delle mie azioni. Potrebbe sembrare un eccesso di individualismo, ma in verita' non rinuncio a dare il mio contributo collettivo, evito solo che la collettivita' mi plasmi in forme irriconoscibili a me stessa...sebbene questa sia in se stessa una lotta senza fine, con continue sconfitte, e forse da ritenersi essere persa in partenza.

      Pur condividendo in parte il pessimismo generale, le delusioni e disillusioni di questi tempi, il mio invito molto ingenuamente e' sempre quello di non perdere la speranza. Come disse un giovane saggio cinese:
      "Hope cannot be said to exist, nor can it be said not to exist. It is just like roads across the earth. For actually the earth had no roads to begin with, but when many men pass one way, a road is made."

      E disse anche, tanto per eviscerare il centro della faccenda:
      "True, we must dare look things in the face before we dare think, speak, act, or assume responsibility. If we dare not even look, what else are we good for?"

      Ora non ho molto tempo, ma appena ne trovo voglio scrivere qualcosa di questo giovane saggio cinese che secondo me merita molto e le cui intuizioni sono assolutamente attuali e applicabili anche all'Italia.

      Adieu et au-revoir
      Ise

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    2. Cara Ise,
      non vedo l'ora di leggere quello che scriverai su Lu Hsun, ma ti prego di farlo presto perché sento il mio tempo farsi sempre più corto!
      Quanto ad Anonimo R anch'io la penso esattamente come Serena: ero comunque certo che l'avresti saputo rintuzzare da par tuo!
      Un caro saluto.
      Hermannus Contractus


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Siate gentili ...