mercoledì 12 luglio 2017

Allegri ragazzi, tutto il mondo ci deride


Roma, 12 luglio 2017

Gli Italiani vogliono false speranze, le bramano, vivono per esse.
Da ogni parte.
La falsa speranza induce l'individuo a tirare avanti per un po', senza scadere nella disperazione che, latente, lo attanaglia giorno dopo giorno: una sorta di costante depressione che prepara a concretarsi come nuovo abito del cittadino futuro.
Latente, seppur non manifesta violentemente. A quiet desperation.
A destra sinistra al centro nei gruppi d'opinione nei gruppuscoli.
La falsa speranza è molto allettante.
In primo luogo allontana definitivamente l'azione salvaguardando l'individuo da ogni assunzione di responsabilità.
E permette, poi, di azzuffarsi dolcemente al ritmo di "l'avevo detto che ..." e "come scrissi in un post di due anni fa ...".
Queste false speranze riposano sul nulla sottovuoto. Come se un sistema gigantesco, perfettamente oliato, con capitali infiniti a disposizione possa autodistruggersi per far contento qualche coglione della controinformazione.
Se non contrastato dagli uomini, il potere si trasforma, non muore. Sta sottilmente mutando anche ora, sotto i nostri occhi. Verrà sacrificata qualche testa, alcuni popoli, si insceneranno nuovi conflitti (etnici, religiosi, economici) e tutto procederà a gonfie vele.
D'altra parte sono gli Italiani stessi a reclamare questi andirivieni.
La risalita alla considerazione generale di Prodi e Berlusconi è lì a confermarcelo.
Invece di penzolare da qualche quercia se ne vengono, alle soglie del 2018, sotto ai microfoni a fare i padri nobili.
Per fortuna fra questi spettacoli inverecondi c'è un po' di sano cabaret.
Massimo D'Alema, il pronubo della Nato, il Dalemoni di Giampaolo Pansa, è ridiventato, a tutti gli effetti, un Kompagno.
Nella sede de Il Manifesto (Il Manifesto!), attorniato da una nutrita serie di imbecilli, il Nostro ha snocciolato le sue teorie per la reviviscenza della sinistra.
Una delle firme più importanti del giornale (la chiameremo Avida Citrulli) ha scritto, pressappoco: era ora. Era ora di porre fine alle divisioni continue della sinistra che portano a una sconfitta dopo l'altra. Per fortuna si fa sul serio. Un nuovo soggetto nascerà (trallallero trallallà) contro i populismi, la nuova destra aggressiva (aggressiva: ha detto così), i fascisti, i nazisti dell’Illinois, il KKK e la sinistra renziana, liberale nei valori (e questo va bene) e liberista in economia (e questo non va bene).
Difficile tradurre in sentimenti ciò che ho provato. Il pensiero sorgivo era il solito: sono imbecilli o solo furbi?
Ma li conosco i polli e so la risposta.
Imbecilli sicuramente. In parte, infatti, credono davvero alle fole che propalano (a parte D'Alema, il castigatore dei Balcani, uno che non ha mai creduto a nulla e che dormirebbe come un sasso dopo aver spianato ospedali e città). Ma sono anche furbi. Il loro istinto di sopravvivenza è forte; e li porta a questi livelli di cialtroneria. Attenti! In loro convive il residuato bellico dell'ideologia e la consapevolezza che credere a tale rottame gli recherà benefici economici evidenti (elezioni, emolumenti vari, incoraggiamenti a cinque cifre, sinecure, finanziamenti a pioggia: il mondo della sinistra assistita, insomma).
Questo la chiave di volta: il sinistro è un gomitolo inestricabile di sincera scemenza e di gretta avidità: inneggia al migrante perché ci crede e, allo stesso tempo, perché il migrante gli garantisce la vita politica ed economica.
I due livelli sono comunicanti, sovrapponibili, intersecantesi ... menzogna interessata e babbeume si miscelano continuamente, struggendosi l'un l'altro: questo il risultato labirintino di almeno mezzo secolo di evoluzione progressista e de-evoluzione comunista, 1968-2017.
Quando un sinistro blatera egli si dà come dividuum: da una parte crede davvero alle fanfaluche ottocentesche che declama; dall'altro, cinicamente, sa che tale accozzaglia anacronistica perpetuerà i privilegi sardanapaleschi che detiene.
Il sinistro, infatti, è quasi sempre un mantenuto. A dir la verità, almeno a Roma, non ne ho mai visto lavorare uno. Sto parlando di sinistri, non di comunisti. Il PCI aveva in corpo ben altra gente: operai, artigiani, professionisti. Il sinistro invece è sempre in ferie, o in malattia, o stravaccato a reclamare diritti. Nel mondo senza sindacati egli è un sindacalizzato d'acciaio. Ovviamente si lamenta. Di tutto. Di solito si lamenta durante il presunto orario di lavoro. I messaggini di facebook testimoniano un'attività intensissima alle 10.30 o alle 11.45, quando si dovrebbe tirare la carretta.
Ma il sinistro è fatto così. E ha sempre ragione. Cicalare le solite baggianate da quarant'anni gli dona la forza di un inscalfibile fanatismo.
Esempio: quando Avida Citrulli parla di sinistra che, dividendosi, incontra una sconfitta dopo l'altra, consegnandosi ai cattivoni populisti o destri, ella si dà come dividuum. Dall'un parte è sinceramente convinta che la sinistra si divida e perda elezioni e potere senza soluzioni di continuità. Dall'altra sa benissimo che tale sinistra governa ininterrottamente dal 2011, annus horribilis del colpo di Stato europeo, e, con l'istinto di sopravvivenza di uno squalo (possiede occhi senza palpebre) avverte distintamente che un rovescio totale a sinistra comporterebbe anche il rovescio delle proprie tasche. E allora, pur di continuare col giochino, si riaccolga anche D'Alema!
Che la sinistra governi l'Italia dal 2011, approvando a spron battuto le leggi più umilianti per il mondo del lavoro, è cosa da non tenere in considerazione; che il governo Renzi-Gentiloni vanti una forza parlamentare smisurata grazie al furbesco apparentamento del PD con la sinistra-sinistra è cosa da sfumare sullo sfondo dell'insignificanza.
Provate a dire alla signora Avida Citrulli: l'articolo 18 l'avete abolito anche voi, cari miei, coi vostri loschi apparentamenti e vedrete scene da isteria di massa (a parte D'Alema, il carnefice, la cui unica isteria può scatenarsi se al ristorantino gli servono del vinello tiepido).
I sinistri son sempre vergini, insomma, puri siccome angeli, e tutto ciò che è accaduto in Italia dal 1992 in poi (mi tengo stretto), decreti, leggine, tassazioni, grassazioni riguarda un non meglio precisato ambito di destra o populista o leghista. Che le decisioni le abbiano prese loro, invece, è cosa ormai evaporata al solleone della dimenticanza proditoria.
Ma stiamo parlando di dirigenti, quadri, militanti e intellettuali.
I semplici elettori ... di quelli non voglio proprio parlarne, rientrando in un discorso che solo un grande esperto di psicopatologia può fare.


* * * * *

2 commenti :

  1. Ti scrivo da una sinistra regione sinistrata dai sinistronzi nel corso degli anni. A volte penso che il duce o il fuhrer qui non sarebbero sufficienti. Per spazzare via tutti i piddioti e tutto il piddiotismo ci vorrebbe Stalin, il comunismo sovietico, il comunismo vero. Sono fermamente convinto che i comunisti veri (sovietici appunto) in nome della bandiera rossa (quella veramente rossa) e della falce e martello, non esiterebbero a fare un grande pulito di tutti questi esseri marci e dei loro nuovi italiani polcor che sono un'offesa alla pubblica decenza.
    Cordialmente
    Giova

    RispondiElimina
  2. Ciò che dici è corretto. Se un comunista degli anni Cinquanta fosse stato informato delle Boldrini, degli Orfini e delle Fedeli a venire avrebbe messo mano alle armi.

    RispondiElimina

Siate gentili ...