mercoledì 8 luglio 2020

Omaggio a Ennio Morricone & Friends (alla gente piace conoscere le cose a metà)


Roma, 8 luglio 2020

Quando Morricone era già Morricone (e, perciò, morriconeggiante) esisteva un gruppo di avanguardia tra rock e free-jazz chiamato "Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza" o "The Group" o "Gruppo Improvvisazione Nuova Consonanza" in cui si esibiva, alla tromba, fra gli altri, Ennio Morricone.
Il pezzo di cui sopra è tratto da un disco del 1970, The feed-back.
Mi piacerebbe sapere, solo per curiosità, quanti conoscono questa roba. Diamo la formazione:
Bruno Battisti D'Amario, chitarra; John Heineman, piano, trombone, violone; Ennio Morricone, tromba; Mario Bertoncini, voce, tastiere, percussioni; Walter Branchi, basso; Renzo Restuccia; batteria; Egisto Macchi, percussioni.
Egisto Macchi, a esempio, è un genio.
Ma chi se lo impipa?
L'Italia, in quegli anni, debordava di tali individui.
Musicisti in consonanza con la migliore avanguardia tedesca: Darmstadt, Werner Meyer-Eppler, Can, Neu! Questi nomi dicono ancora qualcosa? Pronto? Egisto Macchi (o Restuccia) in questo pezzo evocano o no il motorik dei Neu! O magari no: non sarà che i Neu! sono influenzati da Egisto Macchi? Hello, hello? C'è un Italiano oltre la tastiera?
E le colonne sonore per Dario Argento? Non proprio morriconeggianti. Le ha citate un di questi estensori di epinici da mercatino dell'usato?
L'uccello dalle piume di cristallo. La scena in cui Tony Musante è intrappolato fra le due vetrate. Qualcuno se ne ricorda?
Forse sì forse no.
Ma no, non c'è speranza.

11 commenti :

  1. La cosa é andata così, all'inizio vedevo solo il video, senza il post. Stavo commentando: "mica male, soprattutto il batterista e i synth, il sax é un po'angosciante" (mi pareva un sax...mea culpa). Non li conoscevo no. Il batterista era veramente bravo...molto avanti si per essere nei '70.
    Morricone era universale, ha composto melodie per film...non mi stupisce che abbia avuto queste esperienze perché aveva oltre il mestiere qualcosa di più...precorreva i tempi. Ma le avanguardie sono un'altra cosa, a Darmstadt preferisco il batterista Egisto Macchi. Di gran lunga. E non é un discorso solo di gusto.

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    1. Ma li hanno mai ristampati i vinili di Macchi? Già non si trovavano allora.
      Ciò che colpisce di quegli anni è che tutti i migliori si conoscevano. Come a Vienna nell'Ottocento. O a Firenze nel Cinquecento. Il che pone gravi questiti: il genio è individuale o si propaga per via aerea in determinate epoche(anche se qualcuno è sempre più geniale degli altri)?
      Un rischio che non corriamo oggi, certo.

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    2. Certo. La seconda, mai individuale, se non c'è un contesto fai il genio di cosa? Di niente...anche perchè non hai terreno nè su cui crescere nè dove coltivare, nè pubblico...questa è una delle tante cose che qui non si è voluta capire. Ed è veramente importante.

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  2. Hello Alceste,

    naturalmente non sapevo che Morricone avesse fatto parte del Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza, sebbene Trickypedia lo evidenzi nella biografia, ne' sapevo chi fosse Egisto Macchi, con un bel nome antico come quello di un mio zio. Il brano The feed-back mi e' piaciuto molto, ti ringrazio per averci fatto conoscere l'altra meta' delle cose. Conoscevo solo le morriconeggiate, pur sempre ritenute notevoli capolavori. Qui in Giappone se citi Nuovo Cinema Paradiso lo conoscono tutti, e piangono all’ascolto della colonna sonora (pure io a dire il vero).

    Il genio, che e' individuale, ha sempre bisogno sia del terreno interno che del giusto nutrimento esterno, uno spirito dei tempi che gli permetta di esprimersi per lasciare una traccia oltre se stesso. Leggevo ora la notizia di un bagnante di Pescara che ha rischiato il soffocamento dopo che la mascherina gli si era bagnata in mare. Tale e' lo spirito di questi nostri tempi. Ma non lo sapevamo, non lo sentivamo forse che a noi non sarebbero toccati tempi di grandi aspettative?
    Cari saluti,
    Ise

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    1. Anche le morriconeggiate commuovono ... volevo solo mettere in risalto l'ansia degli intellettuali, dei giornalisti e dei fuffaroli per il "santino". Di un personaggio non sanno nulla, se ne fregano per tutta la vita e poi, quando crepa, tutti lo ricordano, tutti erano in contatto con lui. In realtà nulla sanno, è il solito gioco del santino.
      Il santino ha questa particolarità: fa diventare odiosi i migliori.

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  3. Io credo di non avere mai visto in vita mia una donna più bella di Eva Renzi (Evelyn Renziehausen) in quel film di Dario Argento...

    Mark

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    1. Ha colpito molto anche me, ma gli anni Settanta rigurgitano di quel tipo fisico. Compaiono soprattutto nei film di serie B oppure giallo horror ... Bellissime, particolari, mai banali.

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    2. concordo sugli anni70, Cybil Shepherd in Taxi Driver è inarrivabile, e irripetibile: oggi si truccano tutte come baldracche, dalle baldracche su sino alle deputate.

      https://i.pinimg.com/originals/f7/76/de/f776de2884db8ab4d959999c4bdd4cfc.jpg

      e voi/noi qui sempre a lamentarvi siete/siamo solo un branco di disadattati Travis Bickle

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    3. Mi dispiace solo che in un'intervista su Youtube ("Eva's Talking Archival Interview with Eva Renzi") l'attrice (ormai invecchiata) si lamenti del fatto che quel film avrebbe (secondo lei) distrutto la sua carriera. Ora, capisco che un "giallo" italiano possa non essere il top (e in genere quelli di Argento sono recitati maluccio e scritti peggio). Però la performance della Renzi nell'Uccello dalle piume di cristallo non mi sembra affatto tirata via e anonima. Insomma guardando il film non direi "ma chi è questa scappata di casa?". Mi sembra strano che quel film sia stato (a suo dire) la sua rovina. Alceste, a te convince questa cosa o secondo te potrebbe esserci dell'altro? (tipo altre scelte artistiche sbagliate della Renzi stessa, che poi si trova a incolpare Argento per non aver fatto la carriera che sperava).

      Mark

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    4. Per Mark:

      Mah ... a me sembra che la Renzi dovrebbe ringraziare il cielo per essere passata alla storia con la scena citata. Tutta la filmografia di Drew Barrymore, per dire di una di queste sciacquette, non vale quei pochi secondi. A meno che non si sia fatta la nomea di rompitasche, cose che capitano ... oppure, più probabile, Argento l'ha sfruttata iconograficamente sapendo che, quale attrice pura, non valeva molto. Sto congetturando, però.

      Per Cassio:

      Sibilla è bellissima, come negarlo. Nei Settanta, come detto, abbondano questa bellezze perfette. Perfette poiché memorabili. C'è poco da fare, ti restano nelle viscere.
      Cito, a puro titolo di esempio, un regista bislacco, sperimentale e ridicolo come Jean Rollin che si mise a fare persino gli hard. Basta vedere i suoi film per accorgersi di queste apparizioni improvvise: Joelle Coeur, Annie Belle, Brigitte Lahaie, più corpi che vere attrici eppure funzionano sino a rilevare con forza simbolica (il termine icona non giunge del tutto a sproposito).
      Evidentemente lo spirito dei tempi congiurava a tali miracoli.
      Attualmente c'è poco da sognare ... le uniche a smuovermi qualcosa erano Marion Cotillard, la Sevigny e qualche francese qua e là ... le americane a trent'anni so' rovinate ... meglio le orientali e le slave.

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Siate gentili ...