mercoledì 4 marzo 2020

IN cassa; re T; AN gente = Incassare tangente



Roma, 4 marzo 2020

Cosa mi ricordano i media durante l’epidemia (non ancora pandemia) del COVID19, volgarmente detto coronavirus? Lo strillone del circo, sicuramente. Non uno a caso, ma quello in particolare che, piantato alle soglie del tendone, fra gli afrori del letame e della paglia, invita i micchi, viso serioso appena increspato da un ghigno: “Venghino, siore e siori, più animali entrano più bestie si vedono!”.

Giovanna Botteri appare nella grotta di Lourdes dei TG nazionali, a scadenze regolarissime, da palinsesto mariano. Il fondale è il consueto, da quando l’hanno spedita nelle remote regioni del Catai: grattacieli, illuminati, al tramonto; una Pechino ormai lanciata verso la Monarchia Universale, positiva, anomica, controllatissima. Una Pechino, in tal senso, sempre meno pechinese; assomiglia, infatti, a una squallida metropoli americana. La Botteri, Angelica ariostesca del Catai, la cotonatura bionda sempre più fluente, assai diversa dalle bisunte ciocche del Kosovo, ci parla dell’epi-centro epi-demico, Wuhan, con toni apocalittici seppur di contenuto catastrofismo; pare un dinoccolato Isaia: preoccupiamoci, insomma, per il virus-fine-di-mondo, ma non troppo. Come a dire: se seguite ciò che vi diciamo di seguire non succederà poi molto. Il cibreo secondo Giovanna è petaloso, insulso, ricco di umanità corretta; nessun dato o cifra oggettiva turba la calma dell’insignificanza; traspare l’amore per il Cinese, almeno per il Cinese che fa ciò che gli si ordina, in perfetta armonia. L’Italia ama la Cina e tutti i musi gialli, insomma: si uniformino alla nostra bontà, tuttavia!

La Cina, l’Iran, la Siria … e frattaglie. A ciò si riduce la resistenza dell’umanità contro il potere imperiale. A meno che non siano già d’accordo i Luke Skywalker di Persia, Siria e Cina: lo spettacolo a cui assistiamo, in tal caso, non sarà che una lotta all’ultimo sangue per tirare sul prezzo. Ma stanno morendo migliaia di donne e di uomini! Non ci formalizziamo sugli spicci, per favore.

Duemila, tremila, diecimila cinesi morti. Tex Willer, in una sola vignetta, ne fa fuori otto. Chiamandoli “musi gialli” e “limoncini”.

Sì, guardo donna Botteri recitare il rosario; e sgranare episodi terribili alternati ad altri, edificanti, secondo il bastone e la carota di un accorto shock and awe, sempre efficace con la pastafrolla italiana; eccola presentare anonimi filmati di repertorio, presi chissà dove, o cicalare di statistiche raccattate dal web. La gracchiante soundtrack m’induce, irresistibilmente, al mondo sospeso dell’immaginazione. Al temporaneo nepente dell’idiozia.

Sì, la Botteri parla e io, come spesso accade - la mezza età e la peptonizzazione serotina si elevano a determinanti concause - sono colto da blande allucinazioni. Il noumeno s’espone in evidenza, la realtà dilegua. Ecco che, in basso a destra, noto un piedino … quello di Cleopatra? No, beninteso, non un piedino umano … solo un di quelli che sostengono i totem cartonati … il piedino cede … e il fondale, coi grattacieli illuminati … le stesse identiche finestre illuminate da un mese a questa parte … si  arrovescia all’indietro ... in un ralenty da circo equestre subacqueo … sin a scoprire la scena retrostante … il soggiorno della stessa Botteri (a Monteverde?)  … rigato da cavi elettrici e baluginante di modem e visori … un paio di operatori RAI, debitamente stravaccati, assemblano il quotidiano newspaper digitale della catastrofe … a destra, impietrito e ammammaloccuto dalla sorpresa, un panciuto barista romano con un vassoio di rustici, spritz e tartine … lì convenuti ... barista rustici spritz e tartine, intendo ... onde rifocillare gli eroi del Catai ... a spese dei belinoni che vantano fatture dell’ENEL. La falsa visione - oh, quanto falsa! - smiagola in pochi attimi ... rinvengo al quotidiano, allo scialo di triti fatti … siamo già alla politica nazionale, si bercia di atti governativi e opposizioni sanguinose --- non troppo cruente … le cicatrici fra compari, suvvia … quindi, inopinata, un’apparizione devastante, da LSD piccolo borghese … mi appoggio al desco sospettando un'altra crisi … invece è la realtà: proprio lui, Amadeus, non un ariostesco Amadigi, il presentatore di Sanremo, in persona, è lì a raccomandarmi il meglio per fronteggiare il virus: lavarsi le mani, nientemeno. A fronte di questo, che fare? 

E appena visto er fonno ar bucaletto,
'na pisciatina, 'na sarvereggina,
e, in zanta pace, ce n'annamo a letto. 

Se almeno questi fossero tempi infernali … dove regna il Male … e invece no, regna la polvere delle rovine. Danza alla luce dell’ultimo sole. Non c’è spazio per grandi imprese o scoperte né per il beau geste che, peraltro, mai sarebbe compreso. Non v’è più l’opera omnia, l’opus magnum, l’Organon - l’assalto al cielo, il cuore oltre l’ostacolo … l’autodistruzione come suprema affermazione … non v’è più il sacrificio, e nemmeno, si badi, il narcisismo del sacrificio poiché, in cuor nostro, sappiamo benissimo che non residua l’amicizia, la sodalità, la fratellanza … e l’esempio e il martirio verrebbero inghiottiti dalla dimenticanza.

Siamo chiari. Cosa conforta Leonida, Ettore, Pietro Micca? La certezza, che non abbisogna di dimostrazioni, di far parte di una comunità. Colei che canterà le gesta. La Chanson de Geste questa è. Il canto dei fratelli per gli eroi. Ettore muore sapendo d’essere immortale. Tale l’unico conforto dell’umano. Nietzsche, Leopardi, Borges, usando parole diverse, affermarono la medesima verità: gli animali terrestri o i popoli dell’aria e delle acque sono già immortali e, perciò, eternamente felici, poiché non sanno di dover morire. Ma l’uomo, questo Amleto, per lui non vale l’incanto. Il monologo presso la tomba violata di Yorick, le schiaccianti elucubrazioni sulla Morte che tutto uniforma, l’Entropia che muove il mondo, ci avverte che l’unica consolazione risiede nel canto degli amici, dei compagni, della famiglia. 

A che pro il sacrificio, oggi, in un mondo senza epica?

Tirate giù i libri dalle biblioteche. I classici. Leggete, inebriatevi, annegate in quel sapere. E cosa scoprirete? Il monologo di Amleto, non altro. E la bellezza del rimpianto. Il lamento dell’amata. Il pianto dell’amante. La dolce, cristiana, rassegnazione al destino. La speranza d’incontrare i familiari nell’Oltre.

Fra tutti i sapienti del mondo, però, pochi si spinsero alle Colonne d’Ercole. Chi le oltrepassò ne rimase schiacciato. A quest’uomo, raro, un sopravvissuto, non rimase, come Huysmans, che un bivio: la fede o il suicidio. Tale essere, meno un uomo che una chimera, si aggira come un lebbroso, scansato da tutti. Egli sa. Alla fine decide di vivere. Non ha, però, il dono della fede. Quale rimedio sceglie? L’arte, è inevitabile. La giustificazione estetica dell’esistenza. La Bellezza, ora, lo tiene in vita; s’abbevera a un filo d’acqua che scorre dal passato verso di lui, purissimo.

Per tale motivo, a volte, se ne va di qua e di là, come un disperato, alla ricerca di un ruscelletto, uno qualunque. La campagna romana è una perfetta consolatrice. Le ossa delle civiltà dormono sotto di essa. Se ne avverte il respiro. Ogni tanto la terra esala parte di quel gigante: una moneta, un tratto di basolato, un muro calcinato. Allora, solo allora, può dirsi felice.

Oltre le cause già accennate della decadenza pastorale e agricola della campagna romana, vale a dire il lusso, la concorrenza delle provincie, le speculazioni lontane, v’era quella più generale, cioè comune a tutta l’Italia, che consisteva nella sconfinata libertà di commercio con tutto il mondo conosciuto. Non metteva più conto di produrre la decantata lana delle greggi romane, quando ne veniva per vile prezzo dalle regioni spagnuole. Non metteva più conto produrre vino e frumento quando la Grecia e l’Egitto ne riempivano l’Italia. Insomma l’agricoltura italica e romana sono cadute sotto il peso della propria stessa forza … vedi l’articolo recentissimo di Leone Caetani in cui dimostra che il libero scambio abbattè l’agricoltura dell’impero romano …”.

Questo passo, tratto dal capolavoro di Giuseppe Tomassetti, La campagna romana antica, medioevale e moderna, fornisce, da tempi non sospetti (a cavallo fra Ottocento e Novecento) la chiave interpretativa della decadenza d’una civiltà che si vuol fare globale. Tomassetti illustra la prima ganascia, quella economica; Leopardi la seconda, quella ideologica: “Quando tutto il mondo fu cittadino Romano, Roma non ebbe più cittadini; e quando cittadino Romano fu lo stesso che Cosmopolita, non si amò né Roma né il mondo: l’amor patrio di Roma divenuto cosmopolita, divenne indifferente, inattivo e nullo: e quando Roma fu lo stesso che il mondo, non fu più patria di nessuno, e i cittadini Romani, avendo per patria il mondo, non ebbero nessuna patria, e lo mostrarono col fatto”, vale a dire: nessun amor proprio e amor di Patria, che dell’amor proprio è la sublimazione. Decadde lo Stato, oggettivazione della Patria, e l’individuo stesso. Chi vuol essere tutto finisce per non essere niente.

Leone Caetani (1869-1935), discendente di Bonifacio VIII, ideatore del Primo Giubileo, fu un orientalista d’eccezionale levatura, studioso del primo Islam. Fra i suoi collaboratori troviamo Giorgio Levi Della Vida e Francesco Gabrieli. Riceveva presso il palazzo Caetani, a via delle Botteghe Oscure. Suo nonno fu Michelangelo Caetani, disegnatore di gioielli, dantista, scultore, ministro di polizia e massone. A via Michelangelo Caetani, traversa di via delle Botteghe Oscure, sede del PCI, fu ritrovata la Renault rossa col corpo di Aldo Moro. Un cadavere acconciato in una forma definita; un simbolo magico, probabilmente, che avvertì chi di dovere dell’ineluttabilità della fine dell’Italia.

Matteo Salvini partecipa a “Doppio Slalom”, quiz Fininvest. Siamo nel 1988. Ha quindici anni. Dà risposte a casaccio, come fa ora (“L’uccello che mangia i cardi?” “Il cardino!”; “L’arcipelago che prende il nome da una principessa monegasca?” “La Carolesia!”); dimostra, tuttavia, un bella intraprendenza. Non ha vergogna, in parole povere. Se il sottoscritto avesse esclamato, coram populo, “Carolesia” o “cardino” avrebbe tentato il suicidio nel camerino. Un talentaccio superficiale, insomma, di chi si rialza a ogni colpo e rende le figure barbine un fiore all’occhiello. Il Matteo, che si proclama ghiotto di funghi, mette in saccoccia Lire 1.100.000. Rivalutate secondo l’evangelio aritmetico dell’Istat assommano ad attuali Euri 1268. Una discreta mesata d’oggi. 

Cinque anni dopo, 1993, ecco il ventenne Matteo a “Il pranzo è servito”, sempre sponda Fininvest. Si dichiara, ancora, esperto di funghi e, poiché iscritto all’Università, “nullafacente” (da qui comprendiamo in che rango tenga la cultura accademica). Di nuovo strafalciona alla grande (“Diana Artemide è la dea greca della castità o della lussuria?” “Lussuria!”) e perde, secco; nonostante questo si porta a casa Lire 1.100.000.  Rivalutate secondo l’Istat assommano ad attuali Euri 956,68. Uno dei quesiti proposti da Davide Mengacci a Matteo Salvini è un rebus: IN cassa; re T; AN gente = Incassare tangente, ch’egli azzecca disinvoltamente corredando la soluzione d'un futuribile motteggio qualunquista ("Vengo da Milano ... ne so qualcosa ..." o una roba del genere: si era in piena Tangentopoli).
Il rebus dimostra la perfida intelligenza di Silvio Berlusconi.

L’anno seguente un altro Matteo, Renzi, partecipa a “La Ruota della Fortuna”, versante Fininvest, ennesimo format americano traslato felicemente in Italia. Officia Mike Bongiorno. Il secondo Matteo, più sveglio del primo, si mette in saccoccia ben 48 milioni di Lire; più precisamente Lire 48.400.000 - quarantotto milioni e quattrocentomila - pari a Euri 40.394,37, sempre in accordo con gli algoritmi Istat.

Matteo I vince, due volte, a distanza di cinque anni, Lire 1.100.000.
Matteo II, una volta, Lire 48.400.000.
Il primo numero, scomposto: 55 x 25 x 11 (o, sommando le due vincite, 55 x 26 x 11).
Il secondo numero, scomposto: 55 x 27 x 112. 
In entrambi si notino le abbondanze di 5 e di 8, il lato della scacchiera, privo di alto e basso. Sono casi fortuiti, ovvio. L’11, invece, l’ominoso 11 dei Rosacroce, reca, ammettiamolo, un filo di inquietudine. Solo per un attimo.

Non pare vero al Vaticano disseccare acquasantiere, vietare strette di mano (“scambiatevi un segno di pace!”) e gite a Lourdes. Anche “Giggiani” (così egli pronunzia il termine biblico “zizzania”), il pretonzolo della parrocchia, venuto da chissà dove, si uniforma al dettato vescovile. Non pare vero manco a lui d’accelerare la funzione a tempi di record (ventisei minuti!). Al Paternoster Giggiani insiste sul “non abbandonarci alla tentazione”; ha una gran voglia di fare colazione, si vede.

E pensare che i micchi della sinistra antagonista credono che il Terzo Mondo voglia fare la rivoluzione con loro … gente più conformista e contenta dell’andazzo come africani, asiatici e romeni non si trovano in Italia … altro che rivoluzione … neanche lo ius soli vogliono, così possono sgamellare l’esistenza senza passare per l’IRPEF … lo ius soli lo reclamano solo i terzomondisti italiani col culo al caldo e solo perché glielo ordinano, surrettiziamente, dalle cucine dell’Impero. Infatti è così: sono i cuochi a imporre il menu: e ognuno lo mangia col cuore ricolmo di bontà, credendo di averlo ordinato al cameriere.

Vado a fare una ricarica Postepay in tabaccheria. Registrazione del (mio) Codice Fiscale, della (mia) Tessera Sanitaria, dell’altrui conto e dell’altrui Codice Fiscale. Lo Stato si prende due Euri, alla Tabaccaia vanno trenta centesimi. E i Filippini ambirebbe allo ius soli? Macché, succhiato qualche altro ettolitro di pensioni e stipendi se ne torneranno a Manila, e buonanotte.

Problema. Un Italiano vuole sostituire i sanitari del proprio modesto cesso. Costo con IVA e annessi, Euri 3000; costo senza IVA e annessi, Euri 2000 (un filippino di provata fiducia si dichiara disposto al lavoricchio). Soluzione: l’Italiano preleva al bancomat i due sacchi, a più riprese. Quindi organizza un poker col suddetto immigrato (privo, felicemente, di ius soli). Lo lascia vincere la somma pattuita.

Al Capone così pagava amministratori e gendarmi corrotti. Il sistema funzionò, per un bel po’di tempo. Capone venne incastrato, poi, da un tal Eliot Ness, figura secondaria portata alla ribalta da Brian De Palma ne Gli intoccabili.
Capone morirà di sifilide nel 1947, a 48 anni; Ness, rovinato e alcolizzato, dieci anni dopo, a 54.

Ritrovo alcuni miei appunti su Anna Kuliscioff, la pasionaria del socialismo italiano di fine Ottocento. Figura mitologica del proto-femminismo, bakuniniana, dapprima marxista quindi legalitaria, amante di Andrea Costa poi di Filippo Turati, altri personaggi chiave del socialismo nostrano. La Kuliscioff, che, in realtà, si chiama Anna Rozenstein, appartiene a una facoltosa famiglia ebreo-russa della Crimea. Come molti suoi coetanei (Ivan Turgenev analizza tale movimento epocale in Terra vergine), debitamente satolli, ella intraprende “l’andata al popolo”. Si china, cioè, dalla sua altezza, sul popolo in sofferenza. Anna, ricca di quel particolare istinto per la dissoluzione proprio alla schiatta di appartenenza, si getta, quindi, giovanissima, nella fucina ardente dei sommovimenti europei. Studia medicina, chiamata da Camillo Golgi, in particolar modo la febbre puerperale. Un antesignano degli studi sulla febbre delle partorienti è Ignacz Semmelweis, eroe della tesi di laurea di Louis-Ferdinand Cèline.
Nel 1878, a ventitrè anni, è in Italia. Vi rimarrà sin alla morte, nel 1925, quando l’Europa non esisterà più. In neanche mezzo secolo tre Imperi, le fedi e i credi, risulteranno frantumati, liofilizzati, calcinati da un illuminismo così trionfante che si permetterà di forgiare il suo apparente contrario: Mussolini. La Seconda Guerra, infatti, avrà solo il compito di finire il lavoro.

Sia chiaro: non si può non ammirare Anna Kuliscioff.
D’altra parte Alceste viene da lì. E, però, come insegna Borges nel fondamentale Pierre Menard, ciò che è stato, pur rimanendo identico, muta, col cambiare di noi stessi. Il passato, che è per sempre, si trasforma in Qualcosa d’Altro, solo a spostare il punto di vista o a utilizzare alcuni strumenti dapprima negletti: uno specchio, una superficie di metallo. L’informe prende forma, una forma si dilegua rivelandosi altro: l’anamorfosi  disvela la Storia.

"Che cosa è dunque accaduto quest'oggi, che il mondo pare diverso?
Nulla certo è accaduto, le cose son sempre le stesse, sol che l'autunno ne svela i misteri".

Il socialismo, negli scritti della Kuliscioff, è il volto opposto del capitalismo, ma entrambi guardano da un’unica erma bifronte. Capitalismo e socialismo parlano a spettatori diversi, con parole apparentemente diverse: il loro avversario, però, è unico. Dice Anna: “Com’è stata la grande industria che diede luogo alla formazione di eserciti di lavoratori, spinti, per la forza delle cose, all’organizzazione cosciente delle loro forze, così anche la grande industria sarà la benemerita dell’emancipazione della donna. Sembrerà quasi un’eresia. Come! Quella industria che strappa la donna al focolare domestico, che la fa concorrente al padre, al fratello, che sacrifica i suoi figli minorenni nelle fabbriche e nelle officine, questa si può chiamare la redentrice della donna? Eppure è così”.

La fabbrica strappa la donna dalla famiglia e dal patriarcato … benvenuta! Perché il femminismo ha un solo nemico: l’Antico Ordine … via figli, pentole e scopa … via preti, matrone e filantropi … meglio le pulegge e l’infernale tapis roulant che strappa le dita al telaio … dissolto quel passato si potrà lavorare al sol dell’avvenire … i maiali capitalisti vengono a fagiolo pur di liquidare l’Ancien Régime.

Chi voglia oggi comprendere gli sbilanciamenti della sinistra in favore del capitale, nella forma del capitale liquido finanziario, farà bene a rileggere questi passi.

Sì, signori, il passato è il nemico, il mondo che abbiamo perduto.

La Storia dell’Uomo che, forse, ammette la Volontà, ha il proprio Signore Terreno: la decadenza. L’entropia muove le cose. La danza di Siva, il Distruttore.

Per l’occhio di Siva ognuno è innocente.

56 commenti :

  1. All'alba dell'ultimo sole,
    pensando a delusioni,a grandi imprese,
    cerco un centro di gravità permanente.
    Tre canzoni. Chi indovina?

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    1. ...s'era assopito un pescatore
      ...ad una Thailandese. ma l'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normali.
      ...che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente. avrei bisogno di...

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    2. De André, Dalla, Battiato. Caro Amadeus, abbiamo capito.

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  2. Splendido articolo ricco di preziose informazioni e suggestioni.
    Però, Alceste, il funzionamento delle carte ricaricabili lo conosciamo da tempo…
    Esistono sistemi per aggirarlo. I clandestini li conoscono bene già dopo due giorni di permanenza in italia (minuscola). Come pure quelli per l'uso delle sim…
    Non ne parlano nei blog, naturalmente…

    Il cerchio si stringe sempre più; o ci si rassegna o si trovano alternative concrete per aiutare sé stessi e gli altri che hanno capito. Questo è un eroismo gratificante!
    Diversamente diverremo solo dei vecchi lamentosi che hanno capito ma che aspettano solo la morte.
    Non sono ancora pronto.

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    1. Non mi lamento. I lingottini d'oro sotto al pavimento m'assicurano una vecchiaia senza patemi.

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    2. L'importante è coprirli con una bella lastra di Pb, altrimenti il detector…
      (eccoci ai consigli concreti)
      Allora, complimenti! Sempre che non si tratti di battuta ironica ma tu non sei tipo da scherzare su cose serie.
      Festeggiamo peraltro, da bravi fratelli in gold, i recenti incrementi che certo non saranno gli ultimi…
      Mi stupisci sempre più…
      A quando un bell'articolo sul giallo (storia, mito, religione, valore di scambio) dalle origini ai giorni nostri?

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    3. Non soon all'altezza di un trattato. E poi mi piace saltare di palo in frasca. A esempio oggi ho sentito, per ben due volte, persone insospettabili dire: "Bisognerebbe togliere il contante. Le banconote tramettono il virus!". Non so se questo sia il fine della "pandemia". Lo schema, però, è sempre quello: crea un falso problema e fai finta di risolverlo con ciò che ti fa comodo.

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    4. Caro Loris,

      temo che Alceste abbia fatto una battuta ironica. E' bene comunque che ognuno resti con i suoi dubbi su tale mistero.

      Qui a dire il vero si dice (a ragione) che non c'e' cosa piu' infetta dello schermo del proprio stupidofono, indi percui...a quando la sua eliminazione? Attendo con ansia l'annunciazione di tale miracolo.
      Cari Saluti,
      Ise

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    5. Non troppo ironica, anzi ... il pavimento, comunque, non è quello di casa mia. Lo dico al ministro Gualtieri, casomai gli riferissero la mia battuta.

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    6. Carissima Ise, va bene aver poca fiducia nelle mie capacità divinatorie ma credere che Alceste oltre che intelligente sia anche sveglissimo, è un grave reato.
      Ma, per i tuoi trascorsi luminosi, entrambi ti perdoniamo...

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    7. Grazie Loris, troppo gentili. In tal modo vi riconfermate, tu ed Alceste, dei veri cavalieri e gentiluomini.
      Ise

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  3. Vi ricordate il vecchio adagio pentastellato: "Li manderemo tutti a casa?" Oggi ci vogliono mettere tutti a casa con la bufala virale.Fine della CO2, fine del capitalismo, fine d'er poppolo sovrano. Ma a tenersi i regazzini in casa nelle famiglie sfasciate dai social come si farà? Anzi a tenere incollate le famiglie tra i 50 e gli 80m2, media ISTAT delle dimensioni delle prime case dei poveracci italici, aumenteranno i femminicidi ex-uxoricidi? (suocere incluse)

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    1. Le suocere saranno le prime a cadere ...
      A parte le amenità, ciò che ricordi fa parte di un disegno che si intravede: la poltrona universale. L'essere umano "non" deve viaggiare, non deve parlare con altri, non deve dar luoghi a ritrovi e, quindi, a sommosse. Deve rimanere solo, in poltrona, col reddito di sudditanza, a tifare i dopati e, di tanto in tanto, accedere al sesso online.
      L'uomo è un animale asociale, insomma, e le epidemie lo invoglieranno a questo.
      L'uomo o chi per lui: un esserino macilento, rincoglionito, asessuato. Con cento robocop si sorveglieranno intere metropoli.

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    2. E' il futuro ben illustrato da Wall-E, che avevo linkato qui un anno fa:
      https://www.youtube.com/watch?v=h1BQPV-iCkU
      E' il futuro gia' presente, quello ad esempio descrittomi dalla mia amica qualche tempo fa, che riportai in un commento: han messo dei cancelli di ferro sulla via in cui vive per proteggere i residenti dalla furia dei tifosi delle partite nel vicino stadio; gli autoctoni che vogliono la normalita' vengono detenuti e rinchiusi in gabbie, per lasciare i pazzi fuori, che dovrebbero essere tenuti in gabbia, liberi di fare le loro scorribande. Ora: italiani impauriti confinati in casa, frontiere chiuse per loro, mentre fuori continuano a spadroneggiare (e arrivare) criminali di ogni risma. D'altronde e' la stessa logica di sempre: a chi solleva dubbi va fatto il TSO per metterlo in condizione di non muoversi e non diffondere alcun pensiero poco polcor, gli psicopatici invece sono liberi di fare e dire quel che vogliono.

      Temo che sia l'Italia ad entrare nella famiglia eletta cinese del nuovo secolo. Certe misure poi, ricordano proprio quelle adottate in Cina verso certi gruppi etnici fastidiosi (la tradizione da eliminare): in Turkestan (Xinjiang) ad esempio, ricordo che fu imposto il divieto di radunarsi in piu' di tre persone.

      Comunque la si metta, la quarantena o il confinamento (non a caso in una certa epoca si usava il confino) provocano problemi non solo economici ma anche psicologici. Qui l'epopea della Diamond Princess ci ha fatto assaggiare tale delirio: interviste a passeggeri giapponesi confinati nelle loro cabine che si lamentavano perche' il servizio di consulenza psicologica non era sufficiente, e quando c'era era solo in inglese...non so cosa si aspettassero gli dicesse uno psicologo, comunque chiedevano sostegno psicologico perche' la psiche cedeva...magari, come in Aniara, avrebbe fatto loro bene qualche trip allucinogeno. Per non parlare dell'epopea che continua per alcuni di loro anche al ritorno al loro paese. Ad esempio un membro dell'equipaggio tornato nelle Filippine ha raccontato che ora e' in condizioni peggiori di quelle vissute all'interno della nave. Giunto nel suo paese e' stato trattato come uno zombie, neanche il passaporto han voluto toccare all'aeroporto, lui ed altri sono confinati in un edificio in campagna in cui gli e' vietato anche uscire sul tetto a prendere un po' di sole. Chi lo fa (e lo hanno fatto) e' penalizzato con altri 14 giorni di quarantena.

      Dalla Cina si dice proprio che la quarantena ha portato un aumento della violenza domestica: https://www.china-files.com/in-cina-e-asia-chiude-il-primo-ospedale-temporaneo-di-wuhan-aumentano-i-controlli-sugli-ingressi-dallestero/

      A proposito del sito China-files, un tempo era un modo per gli italiani di capire la Cina, conobbi i fondatori, semplici avventurieri esploratori di terre lontane. Ora vedo che scrivono per lo piu' generazioni anni 80, anche fine anni 80, affiliate al Manifesto, piccoli giornalisti crescono ...quindi non posso piu' consigliarli, pero' qualche chicca si trova sempre.
      Ad esempio qui: https://www.china-files.com/un-ex-accelerazionista-nella-neo-cina/
      Oppure qui: https://www.china-files.com/la-cina-discute-il-primo-matrimonio-omosessuale/
      Vi sembra un paese che resiste alla Monarchia Universale o che la guida? Ai posteri l'ardua sentenza.

      Un grazie ad Alceste, certe riflessioni le condivido in pieno, ora non riesco a commentare oltre, causa debilitazione per riduzione delle razioni di acqua e cibo, unico metodo per ridurre l'uso di toilet paper, nessun ha risposto alla mia offerta di mascherine vintage, quindi...
      Ise

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    3. "Vi sembra un paese che resiste alla Monarchia Universale o che la guida?".
      Mi sembra - lo guardo da profano, a milioni di anni luce - un paese che vanta la propria storia e però ormai avviato alla occidentalizzazione ... cioè al rincoglionimento. A meno che, come ho scritto, non stiano trattando sul prezzo di entrata nel club monarchico.
      Il tono del rincoglionimento, la cartina di tornasole, è "Il Manifesto", una vaga flatulenza ecumenico-sessantottina all'acqua di rose buona per tutti, ex destri ed ex sinistri. Ex tutto.

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  4. Perchè Lire 48.400.000 - quarantotto milioni e quattrocentomila - pari a Euri 40.394,37, sempre in accordo con gli algoritmi Istat???
    non dovrebbe essere 25000,00 euro ?

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    1. Intendo la rivalutazione nel tempo, dal 1994 al 2020.

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  5. Ma io non ho ben capito se gli italiani abbiano preso sul serio veramente sto virus o se Sia invece tutta una messinscena del governo massonico italiano della stampa massonica e dei vari burattini televisivi somari venduti alla burioni dottori di sta mink... , ora se e'vero che sto virus e'partito dalla China avrebbe dovuto prima di arrivare in Italia fare delle stragi nei 14 paesi confinanti con la china vedi Laos Vietnam birmania ecc ecc e invece niente! I paesi Paperino infettati i paesi untori sono L'Italia l'iran e la Corea del sud che non confina nemmeno con la china , ma la gente in italia con che cosa ragiona e'diventata tutta acefala di colpo ? Glielo dico alceste xche' abito in quei posti e non c'e' niente nessuna emergenza 0 zero assoluto , nessun controllo ai confini del tipo provare la pressione la febbre o fare questionari niente siete voi che state inscenando un film che non si sa se sia di genere demenziale tragicomico del terrore mah , tra chi vi governa e la stampa traditrice asservita ci sarebbe da ripristinare la Ghigliottina

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  6. Chiedo a ise come e'messa la 'da lei la situazione, xche' qui da me c'e'da mettersi le mani nei capelli mai e poi mai avrei pensato che finiste a sta vacca maniera avete talmente rotto i timpani e starnazzato in modo isterico e vergognoso che adesso con sto passaporto va a finire che mi tocca girovagare a vuoto in cerca di qualche paese asiatico che accetti ancora ANcora coglioni italiani, non era sufficiente darvi e umiliarvi alle orde della boldrini no! Pure passare come appestati i rognosi del globo, non ci sono più parole altro che reddito di cittadinanza io darei il reddito a chi rinuncia alla cittadinanza italiana ormai conviene dire che si e'di San Marino piuttosto di dire d' essere italiani

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    1. Sono d'accordo, stavolta. Basta guardare la faccia di Zingaretti per rendersi conto che è finita.

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    2. Max qui va ad alti e bassi. Siccome hanno il terrore di essere accusati di  razzismo o violazione dei diritti umani, soprattutto contro i cinesi (i quali nella seconda guerra hanno ufficialmente subito un olocausto per mano giapponese con le stesse conseguenze odierne su media, censura e liberta' di parola che ci sono da noi), il governo finora non aveva osato vietare ufficialmente gli ingressi da determinati territori o a determinati passaporti. Ieri lo ha fatto con Cina e Corea del Sud (chiedendo loro di fare la quarantena una volta in Giappone, come d'altronde ha fatto la Cina) e si e' visto subito rimproverare. 

      La preoccupazione e' soprattutto in vista delle Olimpiadi, dato che l'accensione della fiamma e' prevista per il 26 marzo, nonostante abbiano appena vietato i raduni sportivi. Han provato a chiedere un rinvio o cancellazione, ma non e' stato loro concesso. Nessuno qui vuole queste Olimpiadi. La mia collega dice che le cose andranno selvaggiamente secondo la profezia della Illuminati card "Combined disasters". Certo i numeri non tranquillizzano: 33 sport per i giochi olimpici, 22 sport per i paraolimpici… Ma tu pensa se uno nel mezzo della card "Epidemic"-quarantine, si deve gia' preoccupare per la prossima giocata.  

      Verso gli italiani comunque non c'e' ancora alcun veto d'ingresso. Non hanno ancora capito quanto siamo contagiosi; continuano a riportare tutti i dettagli di quanto accade da noi e farsi influenzare sulle misure da adottare, sebbene qui almeno non si starnazza e si resta composti. 

      Se sei in difficolta' puoi provare a farti venire a prendere dalla Farnesina lanciando un SOS a Di Maio, se ti sbrighi forse una zattera e due gocce di amuchina riesce ancora a mandartele. Alternativamente, puoi migrare da queste parti per 90 giorni con visto turistico, giusto in tempo prima del disastro olimpionico. 

      Scherzi a parte, se sei disperato, qui ti si puo' ospitare senza problemi.  
      Buona fortuna,  
      Ise

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  7. Un paio di anni fa, il padre cinese di una mia allieva mi raccontava che da loro ormai si paga solo o quasi tramite telefono e che lui stesso non riconosce più il suo paese.
    Credo che lo strato di bitume si sia depositato in quasi tutto il pianeta e temo che anche la vecchia Persia sia andata ( basti pensare alla sceneggiata del generale ucciso,concordata con gli yankee).
    Noi pochi meno ingenui e disillusi abbiamo capito trattarsi dell'ennesima sitcom...in fondo è la linea rossa che parte dall'11 settembre, passa attraverso Lehman Brother, l'isis e arriva diretta ad oggi.
    La monarchia, bisogna riconoscierglielo, è abile nello scovare sceneggiature d'impatto in perfetto stile hollywoodiano.
    Attori reclutati alla bisogna, i Mattei, i Giuseppi, i Di Maio, pessime recite da avanspettacolo e il gioco è fatto.
    Con una popolazione ormai fiaccata da ottant'anni di auto a rate e fragole a dicembre, si vince facile.
    Prossimo giro sarà la volta del meteorite, tutti chiusi in casa ad aspettare le istruzioni di Mattarella.
    Un caro abbraccio

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    1. La pace rende ottusi e arroganti, lo sapevano tutti, da Catone in poi. E, perciò, per dominare s'inventa la pace perpetua.

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    2. "Prossimo giro sarà la volta del meteorite, tutti chiusi in casa ad aspettare le istruzioni di Mattarella."

      Mi sono accorta che c'e' anche la Illuminati card chiamata "Meteor strike", chissa' se avremo il privilegio di vederla giocare in questa vita. Ma… sempre Mattarella? Evviva la longevita'!
      Un caro saluto,
      Ise

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  8. Lo spettro del possibile s’e’ talmente esteso... e’ nella nostra mente, innanzitutto. Imprigionati in uno spettro di possibilità vastissimo e onnipresente. Tutto, il contrario di tutto, le frazioni, gli infinitesimali, le ipotesi, iperboli, paradossi, idee, opinioni. Tutto nella testa, che sta lì: tutto possibile. C’è l’emergenza non c’e’ l’emergenza... c’è un po’, un po’ tanto un po’ poco... Tutto nella mente. Chi è sicuro della tresca, chi forse, chi no. Chi si sente rassicurato dalla tresca, per cui è tresca. Chi ha fiducia nel sistema Italia, per cui ce la faremo. Chi vuole il blocco industriale e chi no perché il pil lo spread i mercati il Made in italy il rilancio... tutto nella nostra testa. Forzati per anni, autoforzati a ficcarci in testa informazioni dati fatti notizie teorie immagini teoremi prospettive grafici...tutto nella testa. Della propria testa non ci si libera, sta lì, sopra. Assorbe assorbe e assorbe. Monta e smonta, è sicura adesso, dopo incerta. Sicura e incerta a un tempo. Tutto nella testa. Crumbo

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    1. Caro Crumbo,
      lo spettro del possibile secondo me e' esteso proprio per l'onnipresenza diabolica del medium, oggi usato esclusivamente contro di noi. E' tutto nella testa perche' questo e' proprio quel che vogliono resti della nostra testa, quel che tu descrivi, un inestricabile garbuglio di menzogne e verita', entrambe senza piu' radici. Per questo a mio parere la condizione sine qua non per poter far fronte a qualsiasi emergenza in maniera efficace, e' fronteggiare la prima emergenza nazionale (poi globale) piu' dannosa che abbiamo: il potere del medium che invia le uniche frequenze a cui dobbiamo connetterci, dirige i nostri unici pensieri e comportamenti, e ci avvinghia come un radar che cattura una lunghezza d'onda e non la lascia piu'. Per questo invocavo una vendetta sui traditori della patria, tutti gli accoliti che continuano a piroettare nel palco del medium con impunita' e dannosita' per il resto della popolazione. Mi piacerebbe rinchiuderli per sempre nel tubo catodico, come un vaso di pandora o una lampada di Aladino sigillati per sempre, col lusso di avere ancora a disposizione uno schermetto e un telecomando (sara' il loro lascito, concediamoglielo) per accendere ogni tanto la scatoletta magica d'intrattenimento serale e vedere come vanno le danze e come si divertono dentro il loro tanto auspicato nuovo ordine tecno-globale,mentre noi qui fuori ci viviamo finalmente la nostra vita come e' giusto che sia vissuta, e non come essi vogliono che la viviamo.  
      Solo risolta questa emergenza, credo sia possibile risolvere tutte le altre. Quello che vi stanno facendo in Italia e' vergognoso a dir poco, giocano con le emozioni, la dignita', la liberta' e la vita delle persone.   
      Ise

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  9. Ex falso sequitur quodlibet, il trionfo dei cretini.

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  10. Ciao alceste volevo scriverti in per ma non trovo l accesso. Ti volevo dire che non è andata come dicevi. Domenico Lucano gli avevano proposto di candidarsi alle regionali (precedentemente europee) ma non si è candidato. Saluti. Serena

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  11. Fin che ci si sparla addosso tra noi italiani e' un conto si puo'capire e'lo sport nazionale dopo il calcio infangare e distruggere la reputazione anche del proprio miglior amico per puro capriccio ma qui adesso con Sto governo di dilettanti allo sbaraglio si sta esagerando qui ci si sta sputtanando la reputazione la considerazione che gli altri popoli hanno di noi a livello globale,non si può essere trattati come dei lebbrosi errabondi respinti perche' italiani e quindi contagiosi, da essere umanitari accoglioni con i dannati della terra adesso lo siamo diventati noi i dannati da evitare, aerei che tornano indietro navi respinte ai porti quarantene obbligatorie per i turisti perche' italiani sembra una vendetta di quel popolo col marchio sul prepuzio, le leggi raziali se le ricordano ancora" vietato l'ingresso agli ebrei " siamo noi che abbiamo la memoria corta, e'la vendetta di Sion basta vedere l'ebreo Mentana gongola ci prova gusto a fare TG interminabili sul coronavirus una cagata che non fa nemmeno i morti di un influenza normale, mai popolo di dementi come quello italiota odierno ha calpestato il suolo Patrio

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    1. Caro Max Deva, sono in parte d'accordo con quanto scrivi. De vo pregarti, però, di non insultare terzi (i quali terzi mi vengono poi a bussare a casa) nei tuoi sfoghi. Latrimenti devo censurarti (e passare pure per censore, una cosa che odio fare).

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  12. Comunque per gli appassionati di horror come me questa atmosfera da film zombie è interessante, ancorché un po’ angosciosa. Non ci facciamo mancare nulla: l’epidemia per esempio ci mancava. Solo film su film. E ora eccotela qui. Vivo in Piemonte, provincia di Cuneo. Per ora qui non sono stati dichiarati casi ma le province di Asti e Alessandria da oggi saranno dichiarate zona rossa, o così pare al momento. Ps Alceste conosci “La società dello spettacolo” di Guy Debord? Spesso viene relegato fra gli studi sui mass media e televisione in particolare, ma è molto riduttivo. È un libro di una lucidità agghiacciante. In special modo la parte integrativa che Debord scrisse negli anni 80 con un occhio di riguardo all’Italia. Lettura che feci un po’ d’anni or sono quasi scetticamente: ebbene, fu illuminante. Crumbo

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    1. Bravo Crumbo, sono proprio i paralipomeni a "La società dello spettacolo" a essere interessanti. Direi: agghiaccianti.
      Il libro che li precede risulta troppo imbevuto di ideologia cioè non libero di affermare ciò che invece eraesposto con evidenza.

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    2. Il bombardamento di film sugli zombi o zombie ha creato, poi, anche terreno fertile. Se Romero aveva almeno un tocco politico, i succedanei (Walking Dead e compagnia) sembrano preparare il mondo a venire conformandolo a videogioco. Per questo i più giovani accetteranno lo status quo. Cool! Non sanno che non si possono saccheggiare i supermercati come nelle serie americane. La chiusura dei discount provocherebbe l'istituzione del coprifuoco visto che il 90% dei micchi non sa piantare manco i pomodori.

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  13. Alceste: "Mi sembra - lo guardo da profano, a milioni di anni luce - un paese che vanta la propria storia e però ormai avviato alla occidentalizzazione ... cioè al rincoglionimento."

    Ti sembra giusto. Secondo me, pure da profana, perche' non ero presente nei meetings elitari con codice d'ingresso "IN cassa; re T; AN gente" e chissa' quant'altro, il prezzo d'entrata nel club e' stato trattato in occasione dell'ingresso cinese nel WTO, in data 11/12/2001. Ingresso inspiegabile allora, dato che il paese non aveva nessuno dei requisiti richiesti, si capiva che non ne avrebbe avuti per molto tempo e che, quindi, avrebbe solo affossato le altre economie del WTO. 

    Negli anni '90 si son dati da fare per eliminare le ancora consistenti resistenze interne, mentre si pianificava il futuro globale: nell'universita' in cui ero, considerata per tradizione quella dei quadri di partito, erano invitati con copiose borse di studio tutti i capi africani. La scelta era vasta nel mio alloggio per stranieri, avevamo il principe del Mali, la principessa del Camerun, i signorotti del Congo… non erano nomignoli, erano davvero l'aristocrazia africana che veniva finanziata dal governo cinese per entrare a far parte della grande famiglia, in vista dell'invasione delle loro terre dietro codice segreto "IN cassa; re T; AN gente" e chissa' quant'altro.
    Dagli anni 2000 in poi saltava all'occhio l'irreversibile rincoglionimento avanzante a grandi balzi in avanti. Anche se, si badi bene, c'era e ci sara' sempre qualcuno che dira' il contrario e che, anche vivendoci da decenni (o forse per questo?!), lodera' mammon Cina per il suo progresso e qualita' della vita da zombie a cui tutti ora possono, anzi devono, aspirare.

    Ricordo ancora le pause pranzo con i colleghi cinesi: tentavo di parlare della loro storia e cultura poiche' mi incuriosiva il loro punto di vista, ma niente. C'era un ragazzo particolare, che dentro di me avevo ribattezzato Chiang Kai-shek poiche' gli somigliava nei tratti: emaciato e dal viso allungato, l'unico il cui sorriso sincero misto a mestizia non dava mai l'idea che ti stesse prendendo per i fondelli, sembrava un aristocratico in confronto agli altri… quando sollevavo temi culturali, mi guardava con pieta' e mi diceva: Ise qui nessuno sa piu' nulla di certe cose, non interessa piu' a nessuno capisci? Non c' e' piu' niente qui, niente (e accompagnava le parole con un movimento della mano come a spianare bruscamente l'aria in linea retta orizzontale). L'unica cosa che conta e' questo (un guizzo delle dita mimava il denaro contante)". Dunque finivo di trangugiare qualche altro selezionato pezzo galleggiante nell'abbondante salsetta rossa del pranzo offerto dalla ditta e chiedevo: allora, quanto avete venduto oggi? Ed ecco che l'atmosfera riprendeva colore, ognuno aveva una risposta da dare, tutti felicemente confrontavano il loro profitto, finalmente si chiacchierava in allegria. A quel punto quatta quatta andavo a gettare nell'apposito cestino la salsa con i rimanenti pezzi galleggianti a me sconosciuti (un rituale di sopravvivenza che poi avrei registrato nell'inconscio), e mi avviavo a guadagnarmi il riso quotidiano, fingendo fino alla fine di partecipare alla interessantissima discussione in atto. 

    Oggi quando penso a cio' che fu la Cina mi torna sempre in mente l'immagine di Chiang Kai-shek che agitando quella sua mano aristocratica sopra l'immaginaria prateria della sua terra, violentemente spianata a uso e consumo dei nuovi barbari, con lo sguardo rassegnato mi dice: non c'e' piu' niente in Cina, capito? Niente!
    Saluti,
    Ise

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    1. Credo che trasformerò il tuo resoconto in un post. Se vuoi integrarlo con altri ricordi, ben vengano.
      Ciò che mi dici è assai interessante.
      Conferma, sul campo, le mie elucubrazioni da una celletta di Roma.
      Che il postcapitalismo, che deve ancora inverarsi in Oriente (per ora, infatti, producono ancora qualcosa invece di ovatta digitale), stia per mangiarsi anche quelle terre è, secondo me, il capitolo finale di un divenire storico inevitabile.
      Un saluto

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    2. Caro Alceste,

      usa pure quanto ho scritto come piu' ti e' utile, se vuoi farne un post con in aggiunta tue considerazioni. 
      Se vuoi puoi mandarmi via email quali particolari confermano le tue elucubrazioni e se ho altri dettagli al riguardo, volentieri ne aggiungero'.   
      Saluti,
      Ise

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    3. Caro Alceste,

      usa pure quanto ho scritto come piu' ti e' utile, se vuoi farne un post con in aggiunta tue considerazioni. 
      Se vuoi puoi mandarmi via email quali particolari confermano le tue elucubrazioni e se ho altri dettagli al riguardo, volentieri ne aggiungero'.   

      Saluti,
      Ise

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    4. Dei Cinesi m'interessa il loro rapporto col passato. Poiché non hanno, a quanto mi consti, una loro archeologia, intesa come culto delle rovine et cetera
      E se tale rapporto sussiste ancora oggi, in tempi di edonismo.

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    5. Su questo forse la caverna dei ricordi e' piuttosto profonda, vedro' se riesco a rinvenire qualcosa di utile a rendere l'idea, ho solo diversi ricordi di non culto delle rovine.  

      Chiang Kai-shek, quando lascio' la Cina, si preoccupo' di caricare su diverse navi per Taiwan gli antichi artefatti, per lo piu' provenienti dal Palace Museum della Citta' Proibita, ora nella collezione del National Palace Museum di Taipei: oggi alcuni rappresentano pezzi unici, dato che quelli che erano i loro "parenti stretti" nel continente non esistono piu'. 
      Inutile dire che da allora il rapporto col passato e' stato principalmente quello funzionale all'orgoglio nazionale partitico… poi da quando quest'ultimo e' stato fatto convergere sul progresso a tutti i costi, diciamo che ci vuole uno davvero bravo a trovarne ancora traccia. L'edonismo ha poi trasformato qualsiasi passato (il loro e quello degli altri) in merce da consumo a volte con risvolti strabilianti, in parte lo saprai bene osservandoli quando vengono a visitare l'Italia.
      Ise

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  14. Ogni tanto collegati alla realtà, la masturbazione mentale ha il solo pregio di farti creare un mondo parallelo per sopravvivere. Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fin tanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo. Non è mia. Auguri

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    1. Svegliati domattina alle 6, vedrai che di realtà ne hai fin che vuoi

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    2. Cara/o Alceste io mi sveglio tutte le mattine ore 5.00 per far andare avanti la mia famiglia e forse ancbe questo fottutissimo paese poi mi ritrovo a leggere bellissimi racconti di persone molto più acculturate di me che non vedono l'ora che tutto vada in malora. Basta occupatevi degli ultimi sarà molto più costruttivo.

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    3. E questa cos'è se non azione? Se volessi mandare tutto alla malora resterei a casa. Me ne fregherei di tutto. Invece cerco di razionalizzare, di costruire. Anche costruire una frase significa opporsi. Costruire un pensiero equivale alla resistenza. Ho dedicato parte della vita, ricevendo in cambio un bel nulla, a costruire o ricostruire una storia. Poi, dato che sono un essere razionale, non posso che concludere che tutto è perduto. Ma non è una mia speranza, è la realtà maledetta.

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  15. La discesa nella spirale accelera, ci bombarderanno fino a dar fondo a tutte le munizioni, e stavolta sembra ne abbiano per farla durare a lungo. L'OMS ha gia' detto che questo non e' un virus che sparira' con l'estate, come fece la Sars che non sopravvisse al caldo.
    L'obiettivo e' non lasciare piu' spazio ad altri pensieri e ridurre gradualmente il vivere quotidiano ad un sopravvivere con un unico pensiero, quello di evitare il contagio che tanto e' gia' ovunque, come ci comunica il bollettino delle vittime, a cui la nostra attenzione e' forzosamente richiamata giornalmente (magari ci fossero simili bollettini su scala globale per altre cose ancor piu' pericolose). Il gran vincitore sara' sempre lui: il terrore, il panico, lo shock. Almeno cosi' e' stato negli altri casi in cui ho visto tali situazioni. Attenzione a esprimere pubblicamente scetticismo ora, sarete messi alla gogna, siamo nel climax e risulta difficile controllare le emozioni. Certo che ci sono malati veri, come tiene a precisare Blondet, e' il modus operandi di sempre, mischiare il vero col falso, e poi sembra siano sempre auspicati sacrifici umani, come da rituale. Sono l'impostazione e le cause prime che risultano false, e' quello di cui ci dicono dovremmo aver paura che e' falso, per questo sara' impossibile fermare la macchina distruttrice del nostro paese, dato che non ci e' dato modo di mettere in discussione certe premesse ora. E' comunque inutile farsi prendere da paura irrazionale, inutile prendersela con chi e' piu' scettico, prendetevela con chi ha sempre agito con interessi contrari al vostro benessere. Credo che molti solo a distanza di tempo ed emozioni cominceranno a unire i puntini, a notare le troppe incongruenze, a chiedersi quanto fu realta' e quanto invece finzione, a capire quanta poca spontaneita' ha guidato tutto il processo e quanto esso abbia "servito" interessi prima forse inimmaginabili.
    Saluti,
    Ise  

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    1. Il fatto più impressionante è l'istinto gregario della massa ... meno male che il web doveva aprirci la mente. Invece il web è solo una paccottiglia di opinioni senza autorevolezza.

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  16. Il fatto è che bisogna impegnarsi parecchio per distinguere ancora il reale dal fittizio. Come dicevo sopra vivo in Piemonte e l’atmosfera generale s’e’ fatta ancor più irreale di prima (prima del Covid19) o meglio, s’e’ accentuata la componente surreale. L’euforia gneralizzata ha lasciato il posto all’angoscia latente. Magari fra uno spot di Amadeus e uno di Fiorello pure quello di Gandhi andrebbe rimesso in circolo. Crumbo

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    1. Mettiamola cosi': non devi per forza distinguere il reale dal fittizio, e' chiedere troppo in questo momento (ed anche dopo forse, io ho ancora dei dubbi da Tso sulla Sars), ma almeno distinguere tra chi ti mente sapendo di mentire e chi no, solo questo dico… cioe' chi impone decisioni sensate, e dettate dalla logica (perche' realmente preoccupato) e chi no (perche' criminale e basta)…

      Ho passato tutta la notte in bianco a cercare di far ragionare invano la mia amica. Mi arrendo all'evidenza.

      Conte:"ma che cosa vogliamo fare dell'Italia un lazzaretto?" https://www.liberoquotidiano.it/video/politica/13567017/coronavirus-giuseppe-conte-risposta-salvini-sospendere-schengen-italia-lazzaretto.html

      Buon lazzaretto a tutti senza sospendere Schengen.
      Ne riparliamo tra qualche mese.
      Ise

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  17. RIN-casare TAN-ta-gente... per il CORNA OVIRUS

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  18. Premesso che non scrivo per monopolizzare il discorso su quest'argomento (ci pensa gia' tutto il mondo a farlo mon dieu), vorrei lasciare le ultime riflessioni, che mi vengono anche dal ricordo della Sars, poi chiudo.

    Il fatto secondo me e' anche che uno dei danni maggiori che stanno volutamente (questo si, concediamocelo) creando e' prima di tutto di salute psicologica, su cui a ruota s'innestano tutti gli altri. Quindi sta a ognuno proteggersi da tali input di irrealta' crescente e angosciante.  

    Nel commento sopra, quando parlavo del membro dell'equipaggio della Diamond Princess incoronata a Yokohama, messo di nuovo in quarantena nelle Filippine, ho dimenticato di dire il finale che mi e' stato raccontato dalla sua amica, mia conoscente: ora gli hanno diagnosticato disturbi mentali. Gia' un marinaio se passa troppo tempo senza scendere a terra diventa un po' instabile si sa, questi ha resistito in salute ben oltre quel limite. Lo han fatto crollare le misure estreme che hanno preso nei suoi confronti quando, sano, e' tornato nel suo paese, credendo che il peggio fosse passato. Vorrei vedere. Ma poi chissa' su cosa si basa tale diagnosi, tra un po' lo isoleranno in un manicomio per risolvere tutti i suoi problemi e nessuno dira' ah, anzi si sentira' "protetto" da tale misura. Tanto per accennare quello di cui bisognerebbe avere una sana paura.

    Mi sembra che ormai l'ipnosi ha preso piede, quando finira' e la gente si risvegliera' chiedendosi dove si trova, realizzera' che i danni peggiori son stati provocati dall'isteria incontrollata e il trauma sara' ancora maggiore. 

    Tanto per ricordare cosa successe durante la Sars, ecco un piccolo sunto:
    https://www.google.com/amp/s/www.businessinsider.com/deadly-sars-virus-history-2003-in-photos-2020-2%3famp

    Notare le similitudini, sin dall'incipit della morte, per mano del virus, dello scienziato che ha scoperto il virus, allora fu un italiano se ricordate. L'accusa al governo cinese di non aver avvertito il mondo in tempo e quindi, oh che peccato, e' troppo tardi per contenere un'epidemia semi-globale, pero' facciamo finta che se fate come vi diciamo (istruzioni mutanti ogni 5 minuti tanto per tenervi svegli) ve la potreste cavare come no. Ma va beh, cosi' giusto per rinfrescare la memoria.

    Oppure, da notare ad esempio anche questa:

    "On February 21, SARS went global, after an infected doctor working in Guangdong province checked into Hong Kong's Metropole Hotel. The virus spread to 16 other guests, who then dispersed around the world. Room 911, where he stayed, became a museum after the outbreak, and the building was renamed Room 911."

    Room 911… un museo… non so, ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere, poi ognuno prenda le precauzioni che ritiene migliori per se'. Io le mie le ho prese da tempo. Oggi la mia amica mi ha chiamata 5 volte dall'Italia perche' presa dal panico, l'ultima poco fa… come non capirla… solo, che rabbia… no si puo' farsi togliere la serenita' da dei mentecatti acclarati.
    Ise

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  19. Dio stramaledica piddioti e cinque stalle! Stanno ingigantendo una cazzata pazzesca per far approvare accordi e provvedimenti devastanti quali il MES. Distruggeranno una nazione per salvare le poltrone e fare il gioco dei giuda stile soros e compagnia di merende assortita. E intanto il popolo dorme tra il rincoglionito e il corrotto. Ce lo meritiamo il male!

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    1. Come medico, pur non avendo particolari competenze in virologia (ho sempre fatto il cardiologo), sono perfettamente d'accordo con il Suo commento, gentile Anonimo delle 00:37. In particolare sono rimasto schifato dal protagonismo allarmistico di certi "luminari" e "cattedratici", sempre sul podio affamati di visibilità, che però nascondono accuratamente i loro ridondanti " conflitti d'interesse" (non farò nomi, tanto sono immediatamente lampanti a chi s'informa e si "controinforma").
      E' certo che questa ignobile "sceneggiata" sia soltanto la prova generale di ben altri, e più drammatici, provvedimenti, di cui il MES è solo il primo! E mi pare che la risposta del "poppolo" appaia esattamente quella che loro auspicavano: siamo proprio "alla frutta".
      Grazie a Lei (ed all'amico Alceste che ci ospita). Cordiali saluti.
      Hermannus Contractus

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  20. Io proprio non lo so se il virus sia una palla oppure no e non sono in grado, con i miei scarsi mezzi, di far congetture. Tantomeno ordire teoremi. Già 25 anni fa fui molto molto scettico sull’avvento di Internet e conseguente liberazione tramite conoscenza. Però il trattamento da bestiame è evidente: sul lavoro, in giro per la strada, i provvedimenti socio-sanitari, la militarizzazione etc... chiudo questa breve riflessione con un sano, corroborante, baritonale BOH! Crumbo

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    1. https://www.lucea-multimedica.it/influenza-italiani-allettati-natale-virus/

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  21. Anonimo e "zio" Hermannus,
    avete sintetizzato tutto egregiamente.

    "Zio" Hermannus, qui c'e' un testo di Stefano Re, anche sulle situazioni da te menzionate, che condivido: 
    https://stefano.re/il-contagio-della-paura/
    Mi sembra il resoconto piu' sobrio in base ai dati finora a nostra disposizione. Dati che sono sempre suscettibili di cambiamento, in base ai deliberata dei padroni, perche' la realta' deve sempre adattarsi alla loro fantasia, e non il contrario. Infatti, coloro che elargiscono i dati con la mano destra sono gli stessi che con la sinistra ci sottraggono i diritti civili. 
    La misura che viene chiamata quarantena, ad esempio, e' piu' simile a una legge marziale, "sintetizzata con l'espressione: io resto a casa", come ha detto Conte. Come puo' essere che in una nazione in cui, ipotizziamo, 10000 persone risultano positive a un virus sconosciuto (sic!), potenzialmente letale nel 2% dei casi, 60 milioni di persone restino a casa?
    Qui i media non fanno altro che parlare dell'Italia, e' contagiosa nelle misure da prendere anche per gli altri paesi: sara' un globo in zona rossa, diciamolo agli alieni, si salvino almeno loro. E' apparso anche Zingaretti in tv, sono davvero schifata, lo spettacolo della sua nullita' stride col reale terrore innestato nella gente; si sentiva figo, perche' era sulle news, per non aver fatto nulla o solo danno: il sogno di popolarita' degli inetti di professione. Lo ripeto, va sigillato dentro il tubo catodico della sua distopia tecnocratica. Allora potremo goderci lo spettacolo dell'esperimento fatto su di lui per il suo bene: gratificare il suo narcisismo. 
    Scommetto che alla fine della giostra ci sara' anche detto che il contagio diffuso e' stato limitato grazie alle efficaci misure prese dai nostri eroi. Proprio quelle che mirano a portare la sanita' e il paese al collasso, e le persone a rischiare di morire di tutto l'improbabile che, se continuano con la sceneggiata, diventera' possibile, mentre prima, in condizioni normali, non lo sarebbe mai stato.

    All'Anonimo vorrei solo dire che non credo che ce lo meritiamo. La vittima di un inganno pecca d'ingenuita' o mancanza dei mezzi per capire... siamo stati resi imbecilli, spesso complici incosapevoli, ma nessuno merita tale terrorismo a fronte di simile peccato; e' l'ingannatore intenzionale che merita una punizione proporzionata all'intenzione e al tempo durante il quale ha agito senza scrupoli. 
    Non a caso tendono sempre a far credere, per camuffare l' intenzione sottesa che li renderebbe ingiustificabili, che le cose sbagliate e dannose accadano solo per caso, per errore, per stupidita', o per colpa di poteri esterni a scelta: i fascisti, il sistema, gli alieni, il complotto contro la Cina tanto buona… 
    Se fosse davvero cosi', che coloro che stanno riducendo i diritti civili al lumicino sono poveri innocenti che lottano per il nostro bene, contro certi poteri o la propria stupidita', il caso, l'errore umano reiterato… appena fatto il danno, dovrebbero sentirsi male e fare ammenda, con scuse pubbliche, dimissioni, ammissione di errore non voluto o di fallimento dei loro propositi… cosa che non accade mai. 
    Credo che a certi livelli non esista la stupidita', esiste solo la recita della stupidita', grazie all'ingaggio di ottimi attori. A certi livelli di responsabilita' verso milioni di persone, con a disposizione tutte le risorse per avere a fianco le migliori menti, consulenti ed esperti di ogni risma, non si commettono ripetutamente errori e danni "inaspettati", come se fosse normale che avvengano senza conseguenze per chi ne e' responsabile, a meno che non sia questo cio' che si vuole. 
    Oggi mio figlio mi ha chiesto: Ma perche' e' diventata una cosa cosi' importante adesso sapere che una persona ha preso il coronavirus?
    Finalmente mi sono sentita un poco consolata.
    Saluti,
    Ise

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    Risposte
    1. Cara "nipote",
      è sempre un piacere leggerti! In ogni caso la domanda di tuo figlio è, potrei dire, commovente: solo un bambino oggi può avere tanta lucidità.
      un abbraccio da "zio" Hermannus

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Siate gentili ...