martedì 13 novembre 2018

Nexus 6


Roma, 13 novembre 2018

Vi ricordate Roy Batty, il re pipistrello, leader d’un manipolo di androidi ribelli nel romanzo di Philip Dick, Do androids dream of electric sheep?
Il romanzo servì da ispirazione per il film Blade runner di Ridley Scott: una pellicola di così largo successo da modificare, a posteriori, il titolo dell’opera dickiana, oggi nota quasi esclusivamente come Blade runner.
Da subito possiamo statuire questo: il film, screziato da un romanticismo hard boiled, tipico del giallo anni Quaranta hollywoodiano, è meno complesso del romanzo; e però Blade runner presenta spunti nuovi rispetto al libro, benché tali spunti siano rinvenibili in altre opere dello scrittore americano.
Gli androidi ribelli e sconfitti sono belle prefigurazioni dell’immediato futuro in cui saremo sottoposti al giogo dell’eterno presente amorale e dell’usura.
Andiamo con ordine.
Anzitutto il nome: Nexus. Cito, per comodità, da uno dei tanti, confusionari, manuali di diritto romano (confusionari perché ogni docente universitario sente il bisogno non di spiegare, ma di illustrare alla plebaglia dei sottoposti che lui ha studiato qualche ora più di noi):

Il nexum è un istituto del diritto arcaico … attraverso il nexum, il mancipio accipiens acquistava un diritto, di carattere patrimoniale … soggetto passivo del nexum era colui che doveva una somma di denaro … il creditore acquistava un diritto sulla persona e sulle operae del debitore (il nexus), diritto che gli permetteva di esercitare sullo stesso un potere di fatto …
La posizione del nexus non era, però, omologabile a quella dello schiavo.
Il nexus era tenuto a prestare le operae, con il che otteneva il diritto al riscatto … Non risulta una specifica area di impiego del nexum, che, invece, si è tentato di ipotizzare in vario modo … esso era particolarmente indicato nel caso di prestito a interesse

Il nexum appare nella Legge delle XII Tavole (come vi appare la locuzione “saceresto”, di cui parlammo a suo tempo): esso, quindi, è uno dei negozi più antichi del diritto romano. Si contraeva formalmente per aes et libram (rame e bilancia) davanti a un libripens: il libripens pesava sulla bilancia (libra) il rame (aes, il denaro) del creditore; il debitore si obbligava alla restituzione; alcune damnationes venivano recitate; il creditore assumeva, a garanzia del prestito, diritti anche sulla stessa persona del debitore (qualcuno parla di autopignorazione) sino alla (eventuale) liberazione consistente in un rituale esattamente opposto: solutio per aes et libram.
Sul nexum sono stati versati fiumi di inchiostro; la nebbia ancora avvolge tale istituto. Nel tempo esso si addolcì assumendo una forma giuridica astratta: un mutuo come tanti. Le radici, però, sembrano affondare in un retroterra duro e barbarico in cui il debitore si poneva volontariamente in una situazione sociale che poteva degenerare nella schiavitù di fatto.
William Shakespeare, ovvero: colui che scrisse sotto le spoglie di William Shakespeare, fu necessariamente un giurista; adombrerà il nexum e il gestum per aes et libram ne Il mercante di Venezia dove l’usuraio ebreo Shylock richiede, sul piatto della bilancia, in luogo della restituzione dei tremila ducati prestati a Bassanio, una libbra di carne del garante Antonio: 

Venite insieme con me da un notaio,
e avanti a lui firmatemi, voi solo,
un impegno formale, con la clausola
(ma soltanto così, per uno scherzo)
che qualora in tal giorno ed in tal luogo
non mi doveste rendere la somma
o le somme indicate nel contratto,
la penale sarà una libra esatta
di carne, della vostra bella carne,
da asportarvi dal corpo di mia mano
dalla parte che più vi piacerà 

[En passant: Shylock odia Antonio poiché quest’ultimo non richiede interessi sui prestiti volgendo, quindi, al basso, l’entità dei tassi richiesti in tutta Venezia]

Il Nexus 6 riecheggia, quindi, tale forma di semischiavitù in cui il debitore si pone in rapporto di pericolosa sudditanza verso colui che presta qualcosa. Nel film il creditore umano presta non denaro, ma anni di vita, in cambio di servigi umilianti (il Nexus è utilizzato nelle colonie extramondo quale operaio o forza d’assalto o mero oggetto sessuale). Il Nexus, però, subisce un’ulteriore frode. Egli, nel breve lasso di vita che gli è concesso (quattro anni), apprende. Da pura entità androide assume tratti umani. Per tale motivo rischia il crollo interiore. Sviluppando una coscienza (la coscienza d’essere un organismo artificiale) è portato a desiderare una normalità umana. E tale anelito, in un cervello che è privo di passato, lo reca progressivamente alla follia. Per questo il demiurgo del film, l’ingegnere cibernetico Tyrell, della Tyrell Corporation, rilascia i Nexus donandogli una fittizia esistenza pregressa.

Tyrell: “Il commercio è il nostro fine qui alla Tyrell. Più umano dell’umano è il nostro slogan. Cominciamo a riconoscere in loro strane ossessioni. In fondo sono emotivamente senza esperienza … con solo pochi anni in cui accumulare conoscenze che per noi umani sono scontate. Se li gratifichiamo di un passato … noi creiamo un cuscino, un supporto per le loro emozioni e di conseguenza li controlliamo meglio
Deckard: “Ricordi. Lei sta parlando di ricordi …

Ricordi. Foto di famiglia.
Uno dei nexus da ritirare (ovvero: uccidere), Leon, rischia la cattura per ritornare in possesso di preziose, illusorie, foto di famiglia; un altro, Rachel, mostrerà a Deckard, a riprova della propria umanità, una immagine che la ritrae con la madre; e sarà una foto intima e familiare di altri due, Roy e Zhora, a indirizzare Deckard (il poliziotto, il giustiziere) verso il rifugio degli androidi.
Innesti artificiali, eppure necessari alla vita.
Foto di famiglia, ricordi, il passato.
Sono i ricordi, gli affetti, a rendere sopportabile l’esistenza, a limitarci nel cerchio dell’umanità. Senza i ricordi diveniamo vulnerabili, infantili, non in grado di sopportare la verità.
Gli androidi, col loro misto di crudeltà e voglia d’amore, non sono che bambini smarriti che chiedono il perché di tanto dolore al loro Creatore.
Il passato, i ricordi.

Noi, oggi, siamo Nexus 6. Se loro rivendicano disperatamente un passato, pur irreale, anche noi lottiamo con tenacia per preservare ciò che, ogni giorno ci sfugge dalle mani e ci è strappato costantemente dai cuori: ciò che siamo stati.

Leggo dal libro di Costanza Papagno, Come funziona la memoria, il caso di HM, un uomo che, perdendo la memoria, vive esclusivamente in un costante, allucinato, presente. HM è metafora dell’uomo del futuro.
Uno dei pazienti più famosi in neuropsicologia è HM. In seguito a una caduta dalla bicicletta in giovanissima età soffriva di gravissime crisi epilettiche … La qualità della vita si era deteriorata a tal punto che … solo l’intervento chirurgico poteva migliorare la situazione … furono rimossi quasi interamente i lobi temporali mediali … Appena operato … il paziente non riconosceva il personale medico che vedeva regolarmente e dimenticava cosa aveva appena mangiato. Oltre a una grave amnesia anterograda [incapacità di ritenere nuovi ricordi], il paziente non ricordava gli eventi che avevano appena preceduto di alcuni anni la sua operazione”.
Una tabula rasa. HM necessiterebbe, pure lui, come Roy Batty, di innesti artificiali. Le reazioni di HM sono infantili - di un bambino innocente, però:
Un episodio rilevante riguardava un suo zio, al quale era molto legato, deceduto tre anni prima dell’intervento. HM non ne ricordava la morte e, quando qualche familiare lo informava (o meglio tentava di farglielo ricordare), scoppiava a piangere. Dopo pochi minuti, tuttavia, malgrado il forte contenuto emotivo dell’informazione, HM dimenticava l’accaduto e, se qualcuno nuovamente gli riferiva della morte dello zio, scoppiava ancora in un pianto dirotto”.
Piangere senza sapere perché, commuoversi al ricordo di qualcosa di indefinito e indefinibile Ecco chi ci succederà, altri Nexus, sicuramente, Nexus 7, Nexus 11. Uomini vuoti, persi in un presente senza alto e basso.
Vivere un giorno dopo l’altro, come cucchiaini da caffè, senza scossoni, privi di emozioni. Lo scialbore, il deserto interiore, evocato da Konrad Lorenz, che ci rende orfani dei picchi della gioia e del dolore, ovvero dei sentimenti. Gli individui del futuro, i Nexus Novi, schiavi a tutto tondo, ogni tanto scoppieranno a piangere: ignoreranno, tuttavia, il perché delle lacrime. Uno spettacolo naturale, un gesto disinteressato di altruismo, una foto risveglieranno per breve tempo i migliori angeli della loro anima: non ricordi, ma la sensazione profonda che qualcosa è stato perduto. Svaporato questo breve esorcismo, però, come HM, essi riprenderanno l’esistenza triviale di prima conducendo, attimo dopo attimo, le loro quotidiane libbre di carne sulla bilancia degli usurai. Finché, oltre il termine dei tempi, non piangeranno nemmeno più, né per lo zio, né per gesti di altruismo, nemmeno per uno spettacolo naturale e per una vecchia foto poiché le vecchie foto, come scrissi, non ci saranno più.
Da amnesici anterogradi diverranno amnesici retrogradi: puro presente, cioè un perfetto niente.
[HM] ricorda solo episodi avvenuti prima del sedicesimo compleanno, soprattutto le esperienze dell’infanzia. Non riconosce … le sue fotografie, perché è convinto di avere un’età molto inferiore a quella anagrafica. Anche a distanza di anni dall’intervento il paziente non ricorda dove vive, chi si prende cura di lui, o dove cena”.
Lo stesso HM dice di sé, con perspicacia:
Ogni giorno è unico in sé, qualunque gioia io abbia o qualsiasi dolore io abbia … ho fatto qualcosa o detto qualcosa di sbagliato? Vede, in questo momento ogni cosa mi è chiara, ma che cosa è appena successo? Questo è quello che mi preoccupa. E come svegliarsi da un sogno; io proprio non ricordo”.
HM è individuo, incolpevole. Ma cosa accade se tale amnesia coinvolge, dolosamente, un’intera cultura? La stessa non si riconoscerà allo specchio; anzi, quando taluno le ricorderà le proprie più belle sembianze, essa vorrà rifugiarsi inorridita nel grembo dell’oblio.
Oggi accade questo.
Noi Nexus 6 possiamo ancora dichiarare guerra al Creatore del Nulla sulla base di ciò che intuiamo nel nostro passato (un passato vero, come detto, e non artificiale). Presto, tuttavia, si perderà anche tale capacità. I ribelli invecchiano. Legioni di esserini del futuro premono alle nostre spalle, immemori.
Un vantaggio è che HM non si annoia mai: può rileggere la stessa rivista o ridere delle stesse storie, come se fosse sempre la prima volta che le ascolta e soprattutto può essere sottoposto a migliaia di prove di memoria, di cui non si lamenterà mai, dal momento che non ricorda”.
Involontariamente la Papagno illustra il Nexus Novus, quello senza memoria, avido di cose sempre uguali, sempre le stesse, in una ruota del criceto che rinnova continuamente la propria stupidità. Per tale uomo, che non è l’ultimo uomo, ma quello definitivo, plasmato con dedizione e pazienza dal potere, il Nexus Novus, vale antico detto di Eraclito: “Per lo sciocco il sole è nuovo ogni giorno”. Egli non ricorda, mai, applaude con frenesia ciò che aveva detestato la sera appena trascorsa, si entusiasma per eventi rivelatisi fraudolenti cinque minuti prima, vota furiosamente chi ha tradito continuamente la sua fiducia: la mattina lo troviamo sulle barricate a difendere le Teste Quadre, la sera lo andiamo a trovare sorprendendolo mentre si lancia in una concione elogiativa delle Teste Tonde per ricominciare l’indomani: come certi controinformatori che cambiano direzione a seconda del vento o delle simpatie dei click: al sicuro dalla riprovazione poiché il pubblico, oramai, è composto da altrettali milioni di HM.
La memoria a breve termine [di HM] è normale, ma basta incrementare di uno le sequenze di cifre o le sequenze spaziali che il paziente è in grado di ripetere, perché la prestazione si deteriori. Nell’apprendimento di liste di parole o di percorsi  o nella copia ritardata di figure complesse (si mostra una figura e dopo qualche minuto si chiede di riprodurla), l’oblio del materiale è totale, al punto di non ricordare nemmeno che gli è stato presentato qualcosa. La ripetizione costante può mantenere l’informazione nella sua memoria a breve termine, ma non ha effetti a lungo termine: se il paziente si distrae per un attimo, per quanto abbia ripetuto incessantemente fino a pochi secondi prima, dimentica completamente ogni cosa”.
Qui abbiamo la descrizione del tecnico, dell’antico scienziato derubricato a tecnico. Ripetere incessantemente la stessa procedura, in un minuscolo ambito, sino a ritenersi re di quell’ambito: il cretino 2.0 può, infatti, aspirare anche al Nobel. Appena, però, il tecnico si distrae (ovvero: mette il naso fuori del proprio angusto andirivieni) il suo mondo crolla come un castello di carte su sé stesso: la visione eminente, geniale, totale, cosmica, lo annienta.
Il vocabolario di HM è quello di quando è stato operato e non aumenta … qualsiasi tentativo di apprendere il significato di altre parole … è fallito … addirittura, presentando parole nuove o inventate, il paziente non distingue quali siano vere [e quali no]”.
Noi Nexi (ma non siamo poi così tanti, i più sono iloti senza scampo e redenzione) abbiamo ancora un vocabolario; quindi una conoscenza. Fra mezzo secolo, disattivati tutti i Roy, i Leon, le Pris e le Zhora cosa rimarrà? Un pidgin neutrale, asettico, che riassume mille lingue in poche centinaia di vocaboli. Meno parole, meno intelligenza. La legge è spietata. Meno intelligenza, più inganni. Più disperazione. Disperazione da poltrona, certo …  La lotta di Pasolini per i dialetti: si capisce, infine, a cosa abbiamo rinunciato? Un’azione, un oggetto: dieci, venti, cento parole per essi. Ogni vocabolo significa diverse prospettive e sfumature, adombra psicologie e visioni ulteriori. Questa è la ricchezza. La gigantesca creatività del Seicento inglese, del Duecento italiano, quando la lingua era ancora incerta e vagava nel magnificente palazzo delle possibilità: farfalla era parpaja, parpaglia, parpaglione, farfàla, pavéja, papella, parpaglion, farfala, parpagliola. Una farfalla, mille farfalle, secondando umori, inflessioni, credenze e felicità. Non trovare le parole significa rinunciare a capire, letteralmente, divenire autistici, fuggire lontano dal reale poiché il reale abbisogna di parole e categorie per essere continuamente decifrato e cantato nella sua multiformità.

Quante libbre di carne dovremo porre sulla bilancia maledetta perché non si avranno i pezzi di rame da mettervi? E come potremmo farlo? L’usura è, per sua natura, impagabile. Allora, invece di una solutio definitiva, per aes et libram, gli strozzini esigeranno sempre più ritagli del nostro corpo interiore: le parti attorno al cuore, come desiderava Shylock, e poi, direttamente, sfacciatamente, figli e famiglia, pensieri, ricordi, volontà, colori, belle astrazioni: le dittature, travestite da democrazia (il debito è democratico!), vogliono tutto: altrimenti che dittature sarebbero? Infine chiederanno le budella, ammesso che gli uomini impagliati a venire l’abbiano ancora qualche coratella …

La speranza è sempre una: il passato. Il passato che va riattivato attraverso i simboli profondi; e i simboli profondi vanno serviti da una bella menzogna, da una utopia. La verità non rende liberi, è la menzogna a rendere liberi i popoli … conoscere la verità è compito per i pochi. I molti devono, invece, credere, il che è diverso. Credere a qualcosa di definitivo, vero, incita alla ribellione, altro che statistiche e curve di Laffer. Sabotare l’interiorità indirizzandolo verso la dissoluzione: a questo mira la propaganda, non altro. Necessitiamo di romanzi, film, arte, scienza che ci ricordino la variopinta bellezza di ciò che ha creato l’essere umano; solo allora apparirà la folle e squallida tana in cui ci hanno relegati. La salvezza abita in ciò che siamo stati, non altro. La bellezza è un argomento, anzi l'unico argomento di lotta, il discrimine principe. 

Il parpaglion, che fere a la lumera
per lo splendor che sì bello gli pare,
s’avventa ad essa per la grande spera
tanto che si conduce a divampare,
così facci’io, mirando la vostra cera,
madonna, e ‘l vostro dolce ragionare,
che dilettando struggo come cera
e non posso la voglia rinfrenare.
Così son divenuto parpaglione,
che more al foco per sua claritate
e per natura ha ‘n sè quella cagione,
ed io, madonna, per vostra bieltate
mirandola consumo in pensagione,
se per merzè non trovo in voi pietate

38 commenti :

  1. Caro Alceste vorrei porre alla tua attenzione e a quella dei lettori di questo blog la figura di Gianantonio Valli, dottore e storico eccezionale, scrittore di libri purtroppo introvabili per la maggior parte su internet. Valli aveva analizzato la storia dei giudei ed attraverso un'analisi dettagliata aveva raccontato come erano divenuti padroni assoluti del mondo e di come ci avevano ridotti a "nexus". Stanno cancellando anche la memoria. Sto rileggendo la bibbia in un edizione commentata da un calvinista: certi protestanti sono proprio servi dei giudei, parlano solo del vecchio testamento e di Dio padre, ma se ne fregano apertamente del nuovo testamento e di Dio figlio. Anche la Chiesa cattolica di oggi sembra calpestare il Figlio in nome del Padre. Col Concilio Vaticano secondo sdoganarono i giudei, fino ad allora assassini di Cristo. Gli ebrei hanno ucciso Gesù e adesso finiranno il lavoro uccidendo la cristianità. Il piano Kalergi è solo uno dei tanti obiettivi che le loro massonerie vogliono realizzare per la distruzione dell'Europa. Ho sempre pensato tutto il male possibile del Pd, dei sinistronzi, di questo Papa e dei Cinque stalle, ma forse queste sono solo pedine nelle mani dei padroni del vapore: i giudei. Ricordiamo ancora una volta le parole di Dante Alighieri:"Uomini siate e non pecore matte si che di voi tra voi 'l giudeo non rida".

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  2. "Ma io dichiaro – strillò Stepàn Trofimovic, al massimo grado del furore – ma io dichiaro che Shakespeare e Raffaello stanno più in alto della liberazione dei contadini, più in alto dello spirito popolare, più in alto del socialismo, più in alto della giovane generazione, più in alto della chimica,
    quasi più in alto dell’umanità intera, giacché sono già un frutto, il vero frutto di tutta l’umanità e, forse,il frutto più alto che mai possa essere! E’ già stata conseguita la forma di bellezza senza il cui
    conseguimento forse non acconsentirei nennemo a vivere... oh, Dio – egli fece, giungendo le mani: – dieci anni fa gridavo proprio così a Pietroburgo, dalla tribuna, proprio la stessa cosa e con le stesse parole, e proprio come ora quelli non capivano nulla, ridevano e zittivano; uomini piccini, che cosa vi
    occorrre per capire? Ma sapete, sapete voi che senza l’inglese l’umanità può ancora vivere, può vivere senza la Germania, può vivere anche troppo facilmente senza i russi, può vivere senza la scienza, può vivere senza pane, ma soltanto senza la bellezza non potrebbe vivere, perché non ci sarebbe più nulla
    da fare al mondo? Tutto il segreto è qui, tutta la storia è qui! La scienza stessa non sussisterebbe un momento senza la bellezza, – lo sapete, voi che ridete? – diventerebbe una volgarità, e non inventereste più un chiodo!... Io non cedo! – egli gridò assurdamente, a mo’ di conclusione, e a tutta
    forza battè col pugno sulla tavola"

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  3. Per Sitka

    "I demoni", di Dostoevskij. Scusate l'intromissione ma ci tenevo molto a mostrare anch'io un po' di cultura, benchè non certamente paragonabile a quella di Giuseppe!
    Hermannus Contractus.

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  4. Intanto, anche gli androidi sono vicini:

    http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2018/11/09/cina-presentato-il-primo-giornalista-televisivo-robot_404382ab-a51f-4839-9da4-26ceec61ca30.html?fbclid=IwAR0hTN-Hh_Zfix5WG37AeAv2gaFcisrC49uhYFGxr3P-rxrzWBKZFA8sals

    Siccome su un miliardo e mezzo di persone non c'era piu' nessuno che voleva fare il giornalista, hanno pensato di farlo fare all'androide, chissa' chi ci pensera' a pagare le pensioni agli anziani.
    L'esperimento transumano sta partendo dalla Cina, preceduto dal processo descritto nel post precedente. Hanno creato un miliardo e mezzo di molecole solitarie, tra urbanizzazione selvaggia, figlio unico, competizione spietata, assenza di vincoli morali o religiosi, pronte ad abbracciare la tecnologia come unica speranza di sopravvivenza e miglioramento.
    A proposito di controinformatori, cos'e' che diceva qualche tempo fa P. Barnard? Fate studiare cinese ai vostri figli, la Cina e' il futuro! E aveva ragione, eccolo qui il futuro! Andate a fare gli expat in metropoli da 30 milioni di umani piu' qualche androide, vi daranno un ottimo stipendio e un attico al 30esimo piano con vista su tutta la citta'. Non vedrete nulla a causa della nube tossica perenne, ma sarete gli expat piu' all'avanguardia. E Blade Runner e' servito.
    Saluti a tutti,
    Ise

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  5. Non sono in vena di scrivere. Sono in Germenia: tanti bianchi Nexus 6 modello teutonico di serie "lavoro nelle colonie alleate". Ieri al confine tra Germania e Austria mi hanno bloccato per un'ora: ero in auto col mio amore africano. Bellissima, dieci anni in Italia, carta d'identita' italiana e permesso di soggiorno illimitato. La polizia tedesca non voleva farci passare per via che lei era "vistosamente africana". Ho chiesto se eravamo in EU o al cofine tedesco, hanno cominciato ad innervosirsi. Poi gli ho chiesto che cosa era Scengen e quasi mi fan passare cinque brutti minuti. Poi gli dimostro che ho un incontro d'affari con un'azienda tedesca e quindi, controlli e ricontrolli alla fine mi fanno passare! Cazzo! Ma perche' frau Merkel e Bandakalergi europeista fanno passare centinaia di migliaia di stranieri sconosciuti e privi di documenti e poi non vogliono far passare un'africana in attesa di cittadinanza italiana con documenti ultra regolari? Che gioco stanno facendo?
    Preambolo allo scritto di Alceste.
    I Nexus "a termine" nel film di Scott (uno dei grandi cantori del sistema) sono tutti bianchi. Non credo sia un caso.
    Ok che a pochi spetti la verita' e a molti l'illusione, ma quando i "pochi" celano ai molti la verita' e rifilano loro un bidone? Una truffa? Chi stabilisce il grado di verita" da comunicare ai molti?
    Io penso che la verita' debba essere detta! E che la truffa spacciata per verita' scientifica sia semplicemente solo truffa. Da qui ai Nexus in carne ed ossa il passo e' brevissimo.
    Un saluto ai Nexus italiani.
    Anonimo R


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  6. per ISE ...premesso che è sempre meglio sostituire la classe giornalstica attuale con tutti robot, ma perchè, considerati i progressi tecnici,non fanno i vigili del fuoco robot, che così almeno a queste eoriche persone si potrebbero risparmiare tanti pericoli? perchè proprio il mezzobusto televisivo?

    ps. Chiamiamo invece Ribelle chi nel corso degli eventi si è ritrovato isolato, senza patria, per vedersi infine consegnato all’annientamento. Ma questo potrebbe essere il destino di molti, forse di tutti – perciò dobbiamo aggiungere qualcosa alla definizione: il Ribelle è deciso ad opporre resistenza, il suo intento è dare battaglia, sia pure disperata. Ribelle è dunque colui che ha un profondo, nativo rapporto con la libertà, il che si esprime oggi nell’intenzione di contrapporsi all’automatismo e nel rifiuto di trarne la conseguenza etica, che è il fatalismo.”

    «Il Ribelle è il singolo, l’uomo concreto che agisce nel caso concreto. Per
    sapere che cosa sia giusto, non gli servono teorie, né leggi escogitate da
    qualche giurista di partito. Il Ribelle attinge alle fonti della moralità ancora
    non disperse nei canali delle istituzioni. Qui, purché in lui sopravviva
    qualche purezza, tutto diventa semplice. Abbiamo visto che la grande
    esperienza del bosco è l’incontro con il proprio io, con il nucleo
    inviolabile, l’essenza di cui si nutre il fenomeno temporale e individuale.
    Anche sul piano morale, questo incontro così importante sia nel guarire sia
    nel fugare la paura ha un valore altissimo. Porta verso quello strato sul
    quale poggia l’intera vita sociale e che sin dalle origini è sotteso a ogni
    comunità. E verso quell'essere umano che costituisce il fondamento di ogni
    elemento individuale e da cui s’irradiano le individuazioni. In questa zona
    non ritroviamo soltanto la comunanza: qui c’è l’identità».

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  7. Caro Anonimo R,
    ti chiedi che gioco stanno facendo ma ormai e' chiaro. L'africana integrata, regolare e per bene non puo' far altro che dare fastidio. Quello che si vuole per l'Europa e' un'orda di non integrati, criminali senza parte ne' arte, che spaventino la gente, alzino la tensione fino a far scoppiare il paese e dare poi la colpa agli autoctoni poco accoglienti.
    Gli africani che piacciono all'oligarchia europea sono questi:
    https://disquisendo.wordpress.com/2018/08/04/1683513518/
    o anche questi:
    freeanimals-freeanimals.blogspot.com/2018/11/i-venditori-di-droga-non-sarebbero-cosi.html

    Ise

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    1. Cara Ise, il fatto che "me lo chiedessi" era un gioco di parole... un suggerimento subliminal. Ovvio che ci stanno mandando solo delinquenti pronti ad eseguire il lavoro sporco e sanguinario! La mia amica africana lo sa bene ed e' terrorizzata. Li conosce molto bene i maschi africani di quel tipo.
      Un saluto.
      Anonimo R

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  8. Ciao Giuseppe,
    vedrai che ci arriveranno a tanti altri mestieri, per il debutto iniziale pero' non c'e' niente di meglio del mezzo televisivo; il giornalista tv poi, che necessita di una certa preparazione e' il massimo per dimostrare le proprie capacita' intellettive, un tempo esclusiva umana.

    Certo che a volte fai citazioni tagliate su misura degli argomenti. O hai una memoria incredibile, o sei una AI che pesca nell' archivio tramite parole chiave, la prossima volta bisognera' farti un captcha test!
    Scherzi a parte, mi fai sapere da quale autore viene quest'ultima citazione?

    Ise

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  9. magari androidi o migranti a concorrere per posti da giornalista,avvocato,medico e tutto il mondo delle professioni.....mi farei delle risate fino a scoppiare

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  10. I demoni...letto 15 anni fa,ma mi rendo conto che devo riprenderlo.Se non ricordo male la madre di Stravoghin,era una specie di radicalpolcorchic alla quale piace civettare con le idee dai suoi salotti aristocratici..Grande libro naturalmente,i protagonisti vengono fuori lentamente,piano piano,ma quando cominciano a delinearsi nei discorsi,,,allora sono cazzi amari,pura arte,di più!pura profondità,puro buio e pura luce.

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  11. „Nell'idea va riconosciuta la nostra vera patria. Non l'essere di una stessa terra o di una stessa lingua, ma l'essere della stessa idea è quel che oggi conta.“

    Julius Evola

    Un caro saluto al "Ribelle" di Junger
    Anonimo R

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  12. Grazie Anonimo R per la dritta ribelle subliminal.
    Ahh ho capito, Wikiquote!!!

    "Cercando di sembrare ciò che non siamo, cessiamo di essere quel che siamo."

    "Se le grandi masse fossero così trasparenti, così compatte fin nei singoli atomi come sostiene la propaganda dello Stato, basterebbero tanti poliziotti quanti sono i cani che servono ad un pastore per le sue greggi. Ma le cose stanno diversamente, poiché tra il grigio delle pecore si celano i lupi, vale a dire quegli esseri che non hanno dimenticato che cos'è la libertà. E non soltanto questi lupi sono forti in sé stessi, c'è anche il rischio che, un brutto giorno, essi trasmettano le loro qualità alla massa e che il gregge si trasformi in un branco. È questo l'incubo dei potenti."

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  13. Ho dimenticato la firma. Ero io, Ise.
    Ma la citazione non e' mia :).

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  14. E questa, per augurare a tutti buona giornata:

    "L'ottimismo può raggiungere strati in cui il futuro, ancora assopito, viene fecondato. In tal caso lo si incontra come un sapere che raggiunge profondità maggiori che non la forza dei fatti – che addirittura può suscitarli. Il suo fulcro è più nel carattere che nel mondo. Un ottimismo fondato su queste basi va apprezzato in se stesso, dal momento che proprio la volontà, la speranza e la stessa prospettiva futura devono dare a chi lo professa la forza di resistere nel mutevole corso della storia e dei suoi pericoli. Molte cose dipendono da questo."

    Ise

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  15. "...Tutta la fantascienza (e la scienza teoretica) sono la stessa cosa: programmazione mentale per il goym! L' eliocentrismo, la fantascienza ed i programmi spaziali (stessa famiglia marcia di illusioni e trappole mentali) sono il "vulnus" attraverso cui il potere occulto, il "grande parassita", ha distrutto (non ancora del tutto) il cristianesimo e la razza bianca, e ha edificato la dominazione della massa informe, instupidita e senza piu' Dio, efificando attorno ad essa una gabbia mentale (in quanto tale con sbarre ben piu' resistenti di sbarre di acciaio) in cui segregare il "gregge" belante. Lo scontro con la realta' delle cose e della vita, che e' davanti ai nostri occhi, e' devastante! Ma e' l'unico modo per procedere oltre. Abbandonare le illusioni del sistema. Rifiutare la droga, soprattutto quella intellettuale. Ribellarsi al parassita e alle sue cazzate millenarie..."
    Cit. da Anonimo.
    Anonimo di nome R

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  16. Quando l'oblio è lo stesso che la morte. Sociale; di un Popolo; di una Cultura. Morte diatopica, diafasica e diastratica. Sempre morte è, quando inaccettabile.

    Al cospetto della morte siamo tutti inermi. Ci riduciamo ad essere sature, imberbi monadi odorose. La quiescenza di mezzo non ci interessa affatto. L'interpasso, la morte sostanziosa, la crescita sono solo svapanti sollazzi estivi, se va bene. E in tutto ciò, quando il “dolorino al fianco” sopraggiunge, e lo si ignora, e poi quello ingrassa, e noi iniziamo a preoccuparci, intervengono speranza e medicina: ambedue cose del tutto inutili. La speranza, lipidica e oleosa, ammanta la verità nuda e cruda, tacendola. La medicina – a parte che qualche slogatura, qualche frattura – non ha quasi mai risolto nulla. Se c'è una forza guaritrice, quella è da cercare altrove. Nella asciutta ossatura del coraggio, forgiato lungo le dure spire del carattere. Ma sia i tempi moderni, la cosiddetta globalizzazione, il polcor senza se né ma, il coraggio l'hanno annacquato con oli essenziali alla lavanda, ylang ylang e minuscoli yoga. Tutti dormono, contenti di quel transfert operato nei coraggiosi eroi del Trono di Spade. Meglio loro, perché noi siamo come loro. Mentre li guardiamo fare sui nostri visori, noi siamo loro. Salvo poi soppesarci i fiacchi lombi dopo la doccia davanti allo specchio, magari di profilo, temendo deperimenti che una nuova puntata, un nuovo gioco, un nuovo colore degurgiteranno via nella limaccia liminale d'un piacere transitorio. Noi siamo come loro. Ossia non siamo.

    Ricordo che quando ero bambino nel mio paesino di mare truffaldino e maleolente, mi convinsi di poter volare. Stavo ripido sull'orlo del bracciolo spugnoso di un vecchio divano – avrò avuto sette anni – gli occhi piantati sullo schermo che mandava zaffate di coraggio bluastro nel tardo noioso pomeriggio autunnale (al mare l'autunno è per definizione una contraddizione logico-cognitiva), persuaso che la sola stolida volontà potesse levigarmi via a tal punto la zavorra gelatinosa fatta di cosce, tronco e cefalo, che la levitazione sarebbe stata possibile in un batter d'occhio. E l'insuccesso, il fatale insuccesso di quella triste operazione, non poteva che attribuirsi alla mia mancanza di convinzione, alla mancanza del giusto coraggio, all'inafferrabile voluttà intuitiva che invece animava i miei eroi, loro sì pieni di virtù. Niente transfer: solo tonfi. Il coraggio di volare – impossibile – c'era. Il coraggio di accettare il tonfo no.

    Il coraggio di accettare la morte, no.

    Onilut

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  17. Caro Alceste e cari tutti,
    ammiro sempre di più la vostra cultura e condivido moltissime delle vostre riflessioni e considerazioni. Purtroppo sono vecchio e stanco (anzi, stufo!): negli ultimi tempi ho capito (era ora!) di essere, infine, sempre stato "un gabbiano ipotetico, senza più neanche l'intenzione di spiccare il volo perché il sogno si è rattrappito", e da un pezzo!
    Statemi bene tutti.
    Hermannus Contractus.

    P.S. Chi ho citato?

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  18. Eccellente post, Alceste, davvero, complimenti.

    HM assomiglia al protagonista di "Memento". La memoria è tutto noi stessi, negarlo è follia; corretta la trasposizione dall'individuo ad una cultura intera.
    Roy è un clone genio, batte a scacchi il Semi-Dio-Creatore nella Piramide con un sacrificio di Donna (qualcuno ha la posizione? E' una partita inventata o reale?), i nexus contemporanei sono già degli inferiori dal "voglio più vita padre= di Roy si è passati "voglio più euri, padre" o al massimo "voglio più droga padre).
    Curioso che solo dopo 30 anni abbia capito (mi hanno svelato in realtà) che anche Deckard sia un replicante. Per chi non lo sapesse ...lui sogna un unicorno...il poliziotto lascia un unicorno di carta davanti alla sua porta...il poliziotto sa i suoi sogni perché sono innesti cerebrali fatti ai replicanti ...

    Cordialmente
    Federico

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  19. Babbo Natale!
    Ho indovinato?
    Anonimo R

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  20. Hermannus:

    Gaber che cita Baudelaire?

    Federico Parigi:

    In effetti il protagonista di "Memento" è citato nell'opera della Papagno.
    I ricordi innestati sono in Blade runner film, ma trovano larga eco nelle opere di Dick ("Memoria totale").
    I ricordi fittizi hanno un ricasco fantaconcettuale: chi ci dice che la storia come l'abbiamo vissuta sia stata proprio così? Chi può affermare con certezza che Carlo Magno sia esistito? Anche questo si ritrova in Dick, anticamera a "Matrix". La nostra vita non esiste, esiste solo il sogno di un Demiurgo ingannatore.

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  21. Gentile Alceste, la nostra vita esiste, eccome se esiste. E se c'è qualcuno che lo conferma é lei.
    Come può non essere esitita un Italia come lei ha così profondamente e dettagliatamente descritta ? (con post indimenticabili, i rebus p.e.)
    E i manufatti artistici che lei così profondamente conosce non esistono?
    Anche in matrix la realtà ESISTE:
    PILLOLA ROSSA O PILLOLA BLU?
    https://www.youtube.com/watch?v=Emk1xjv_y_M

    Questo è cinema, 2,40 minuti. Cinema, arte. La verità.
    Siamo SCHIAVI, illusi di essere liberi.
    Ciò provoca inquitudine ad alcuni esseri umani, da sempre.
    Spartaco era inquieto.
    Agli schiavi in America era vietato saper leggere e scrivere per ovvi motivi, lei, io e tutti coloro che sanno leggere e scrivere...faticano a vivere da schiavi.
    E' il "chiodo fisso" di cui parla Morpheus.
    "i ribelli invecchiano".
    Si ma non arretrano di un passo.
    Vivo in matrix pensando a Spartaco, con l'economia di uno spartano, leggendo il blog di Alceste...

    Cordialmente
    Federico

    RispondiElimina
  22. Federico Parigi:

    come ho scritto tutto è umano troppo umano ... a volte, però, si rischia di rimanere intrappolati in una bolla di autoreferenzialità.
    Matrix esiste, ma è in bella vista, determinabile storicamente. Tutti preferiscono occuparsi d'altro, tuttavia.

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  23. Youtube:
    Conspiracy music Guru

    https://youtu.be/QIT_SbigQ3c

    Don't believe in gravity

    Un mito! Da cui ovviamente mi dissocio e che assolutamente non consiglio!

    Anonimo R

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  24. Caro Hermannus Contractus,

    hai citato te stesso, e c'hai messo pure la firma nella citazione, rattrappito che sta per Contractus da quel che dici, sbaglio?
    Se sei cosi' vecchio come affermi, hai tutta l'autorevolezza per auto-citarti, hai gia' praticato una buona cultura di te stesso.

    Buon weekend a te e a tutti,
    Ise

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  25. Bravissimo Alceste! E' proprio Gaber (Qualcuno era comunista) che si ispira all'Albatros di Baudelaire. Certo che Gaber ne aveva intuite di cose! Mi manca.
    Bella risposta anche a Federico Parigi, di cui ho molto apprezzato l'intervento: forse per voi giovani c'è ancora un filo di speranza. Auguri.
    Hermannus Contractus

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  26. Grazie Ise per avermi definito "autorevole", ma in realtà non lo sono mai stato tranne che nel mio mestiere di medico. La giusta intuizione è di Alceste ed io ho solo una buona memoria di ciò che ho amato. Auguri anche a te che scrivi bene, e dunque, parafrasando il Nanni Moretti d'antan, "pensi bene e vivi bene"! Un saluto.
    Hermannus Contractus

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  27. https://youtu.be/VX6XX3vA7v8
    Italia in mano al delirio

    Accademia delle liberta'

    Dal min. 14 in poi sulla cosi' dogmaticamente oggi imposta "scienza" (desticazzi), ma e' meglio chiamarla "fantascienza" (sempre "desticazzi").
    In breve: dei buontemponi hanno sottoposto ad istituti pubblici di ricerca "scientifici" di altissimo livello, una serie di ricerche, appunto "scientifiche", TOTALMENTE INVENTATE E FASULLE! Quasi tutte sono state pubblicate dando loro ampia visibilita' e pubblicazione nelle appunto cosi' dette riviste "scientifiche" (sempre desticazzi)! Fatevi due risate.
    Phillip Dick (tradotto: cazzo) ci vedeva lungo!
    Un caro saluto all'organo riproduttore maschile, da 500 anni ormai dalla cosi' detta "scienza", purtroppo troppo pornofantascientificame-nte usurpato!
    Anonimo R

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  28. Discussione sulla contemporaneita' Giorgio Vitali
    https://youtu.be/TyFgtmjfWc8
    Accademia della liberta'

    "Quando nel deserto piove, nel tukul si sta al coperto" (cit.)
    Guardando questo video del grande Vitali, ove si affrontano vari temi in modo scanzonato e potente, incapperete, riguardo al "gender" e alla demografia italiana, in una riflessione (per me) interessante e comunque pertinente al tema Dickiano. Ovvero "l'ibrido nella mitologia classica". Per "ibrido" Vitali intende l'essere non chiaro, il mostro, che si contrappone all'Eroe, individuo chiaro e luminoso. Ora, tutta la mitologia classica puo' essere letta come la lotta vittoriosa tra l'Eroe (l'essere chiaro, naturale e divino) ed il mostro, l'essere indefinito, ne uomo e ne animale, essere con sette teste ecc.
    Una lettura alternativa a Blade Runner e' quindi quella in chiave mitologica: l'Eroe (Deckart) che distrugge il "mostro", il replicante. Cosi' come e' inevitabile che questi nuovi mostri (i "genders" e i loro cantori) vengano distrutti in quanto in opposizione all'ordine naturale.
    In sintonia poi con lo pseudonimo Dichiano, nel godibilissimo video del "grande vecchio" Vitali, adoratore del dio Priapo, vi sono chiari e inequivoci riferimenti ad alcune delle massime "teste di cazzo" che infestano le istituzioni e la politica italiana, oltre che riflessioni e dati sul crimine dei vaccini e sulla sanita' italiana. E molto altro.
    Un caro saluto ai grandi vecchi saggi che ancora venerano Priapo e che hanno il coraggio di denunciare le "teste di cazzo" tra una riflessione priapesca, una mitologica e una politica.
    Da qualche parte poi c'e', come bonus subliminalen, un'allusione al "crollo del ponte Morandi".
    Anonimo R

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  29. La societa' moderna e il suo inquietante ospite il nichilismo GP Pucciarelli
    https://youtu.be/mvXe4vkUDD8
    Accademia delle liberta'

    Uno scatenato Gian Paolo Pucciarelli riflette sulla modernita' leggendo brani dal "Trattato del ribelle" e molto altro.
    Come si pone il "Ribelle" di Junger nei confronti dei nexus che compongono la massa demokraticamente votante ed eletta occidentale? Riflessioni sul tema della liberta', tema che attanagliava anche il ribelle nexus Roy.
    Oggi butta con gli amici di Accademia della liberta'.
    Un caro saluto.
    Anonimo R

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  30. Anonimo R,
    interessanti i video e le parole di Pucciarelli. E cosi' ho scoperto Junger e il suo bel ribelle, sara' lui la singolarita' umana che puo' trascendere i paradigmi contingenti?
    Sui temi gomblottisti vale la stessa cosa degli antifascisti, han creato gli antigomblottisti per creare la categoria dei gomglottisti in cui racchiudere tutti quelli che si fanno domande scomode, alcune delle quali scaturite dalla semplice osservazione di fenomeni artificialmente indotti in cielo come in terra, per non parlare di quelli che osano dare risposte a tali interrogativi molto piu' convincenti di quelle ufficiali. Poi si sono aggiunti i gomblottisti stipendiati e gli antigomblottisti han cosi' vinto la loro battaglia.
    P. S. su gravita' o terra piatta: i cinesi, grandi osservatori dei fenomeni celesti, han ritenuto la terra piatta fino al 17simo secolo, quando poi i gesuiti gli han impartito la scienza occidentale. Prima di allora per loro la terra era piatta e le forze che ne governavano la vita erano solo quelle elletromagnetiche: le correnti magnetiche che formano le vene della terra e che furono alla base della loro scienza geomantica, e l'energia magnetica ed elettrica che circola nel corpo umano e che e' 'visibile'/manipolabile attraverso i punti dell'agopuntura, che andarono a formare la base della loro scienza medica.
    Un saluto,
    Ise

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  31. Il film Blade Runner, oltre che essere fantascienza intesa come "rafforzamento, programmazione e controllo mentale" della concezione eliocentrica, newtoniana ed einsteiniana dell'universo (come e' d'altronde tutta la fantascienza) venduta alle Nexus masse, e' anche un compendio (ovvio) di simboli massonici. Due canali youtube si dedicano, in maniera (a mio parere) molto interessante, alla decodifica dei film di fantascienza e dystopici hollywoodiani: ODD TV e ROSETTE DELACROIX. La seconda e' stata piu' volte censurata (materiale che "scotta"), e tutti i suoi video censurati li potete trovare su Bit Chute, digitate Rosette Delacroix. Tra questi e' d'obbligo ascoltare il discorso di Hitler contro gli usurai, il video Hellstorm sui bombardamenti inglesi e americani sulle citta' tedesche, soprattutto Dresda, nella seconda guerra mondiale e cosa fu fatto al popolo tedesco dopo la fine della guerra sempre dagli "alleati", ed il fondamentale "The greatest histry never told" (La piu' grande storia mai raccontata) dello storico Dennis Wise, sulla vita di Adolf Hitler: il miglior modo per spendere sei ore e mezza del vostro tempo, sempre che desideriate dare uno sguardo "all'altra storia". Poi interessantissimi i video sulla lettura ed interpretazione della bibbia di Bertrand Comparet.
    Scusate la digressione. Tornando a BR (no Brigate Rosse), uno dei simboli che ha attirato sempre la mia attenzione guardando questo capolavoro sono le immagini dell'unicorno bianco al galoppo (ricordi, innesti -?- di Deckart). L'unicorno ha una duplice chiave di lettura religiosa: nell'iconografia cristiana rappresenta la purezza e l'immacolata concezione, ovvero il Cristo nel grembo di Maria, mentre (ovvio) nell'iconografia satanica rappresenta la lussuria e Lucifero. Qui si apre un "vulnus" interpretativo. Che dall'unione sessuale tra Deckart e la bella Rachel (androide lei o entrambi androidi) nasca l'Anticristo? Che da "ibridi" programmati "ad hoch" possa nascere il distruttore ed il definitivo tiranno dell'umanita'?
    Lucifero/Roy allora non sarebbero che un anello intermedio annunciatore dell'Anticristo biblico.
    Questo potrebbe suggerire il film.
    Un caro saluto alla coraggiosa Rosette D.
    Anonimo R

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  32. Vento d’esilio

    Un vento missionario scuote le persiane
    non so quali notizie porta
    non so con quale notte arriva
    e nemmeno il dialetto in cui si esprime

    mi sembra di riconoscere nenie dolenti
    qualche accento di giubilo
    e un battere di palme
    ma tutto si confonde in un lungo grido
    che potrebbe essere piacere o salmo

    il vento batte frange di alluminio
    viene da non so dove verso non so dove
    e su quella rotta enigma io sono solo
    una tappa precaria e momentanea

    non offro ospitalità
    non oppongo resistenza
    mi limito ad ascoltarlo
    con le spalle al muro
    mentre nella camera volano nomi
    carte e ceneri
    in cerca di una mattonella dove posarsi
    di un angolo di gioia
    di una pena

    ora volano come aquiloni
    come pipistrelli come foglie

    la cosa strana incredibile è che nonostante
    mi aspetti messaggi e prediche
    da tutte le memorie e da tutti
    i punti cardinali

    nonostante la mia inerme attesa

    non so quello che dice il vento dell’esilio
    Mario Benedetti

    Secondo un recente studio della Mc Kinsey – grazie a questa nuova generazione di macchine, in tutto il mondo “1,2 miliardi di posti di lavoro sono sostituibili – in tutto o in parte – con le tecnologie oggi disponibili a livello commerciale, di cui 700 milioni in India e Cina. Il totale globale degli stipendi coinvolti è di 14,6 trilioni di dollari. Nei soli cinque paesi europei esaminati – Francia, Germania, Italia, Spagna e Uk – i posti full-time a rischio sono 54 milioni, pari a un monte stipendi di 1700 miliardi.

    Presto lanceremo sul mercato un robot in grado di svolgere molti dei compiti che ora vengono assegnati a persone con un livello di istruzione di scuola secondaria o inferiore. Solo il robot costerà 20.000 dollari. E non siamo gli unici: i nostri concorrenti, in varie parti del mondo, stanno lavorando su cose simili. Quando questi robot economici, affidabili ed efficienti si diffonderanno, non so proprio quali lavori si potrebbero offrire a chi non possiede abilità e competenze superiori a quelle che si imparano al liceo. Però penso che anche questa rivoluzione tecnologica sia inarrestabile. Non so quale sia la soluzione”.

    “Alla fine di marzo il governo della provincia di Guandog, l’epicentro della manifattura cinese, e quindi del mondo, ha reso pubblico un programma di finanziamento per 152 miliardi di dollari lungo tre anni. Per comprare robot da introdurre in circa duemila grandi fabbriche della zona con l’obbiettivo dichiarato di arrivare entro il 2020, almeno nella capitale Guangzhou, al traguardo di otto fabbriche su dieci completamente automatizzate…Intanto a Dongguan, uno dei più attivi poli industriali, hanno già introdotto cento robot alla Guangdong Everwin Precision Technology dove, a regime, ne lavoreranno mille. Sarà la prima catena di montaggio cinese quasi totalmente automatizzata. L’uso di queste macchine ci aiuterà a ridurre il numero dei lavoratori di almeno il 90 per cento ha dichiarato al China Daily l’amministratore delegato Chen Quixing.

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  33. I
    Il fuoco d’artifizio del maltempo
    sarà murmure d’arnie a tarda sera.
    La stanza ha travature
    tarlate ed un sentore di meloni
    penetra dall’assito. Le fumate
    morbide che risalgono una valle
    d’elfi e di funghi fino al cono diafano
    della cima m’intorbidano i vetri,
    e ti scrivo da qui, da questo tavolo
    remoto, dalla cellula di miele
    di una sfera lanciata nello spazio –
    e le gabbie coperte, il focolare
    dove i marroni esplodono, le vene
    di salnitro e di muffa sono il quadro
    dove tra poco romperai. La vita
    che t’affàbula è ancora troppo breve
    se ti contiene! Schiude la tua icona
    il fondo luminoso. Fuori piove.

    ***

    E tu seguissi le fragili architetture
    annerite dal tempo e dal carbone,
    i cortili quadrati che hanno nel mezzo
    il pozzo profondissimo; tu seguissi
    il volo infagottato degli uccelli
    notturni e in fondo al borro l’allucciolìo
    della Galassia, la fascia d’ogni tormento.
    Ma il passo che risuona a lungo nell’oscuro
    è di chi va solitario e altro non vede
    che questo cadere di archi, di ombre e di pieghe.
    Le stelle hanno trapunti troppo sottili,
    l’occhio del campanile è fermo sulle due ore,
    i rampicanti anch’essi sono un’ascesa
    di tenebre ed il loro profumo duole amaro.
    Ritorna domani più freddo, vento del nord,
    spezza le antiche mani dell’arenaria,
    sconvolgi i libri d’ore nei solai,
    e tutto sia lente tranquilla, dominio, prigione
    del senso che non dispera! Ritorna più forte
    vento di settentrione che rendi care
    le catene e suggelli le spore del possibile!
    Son troppo strette le strade, gli asini neri
    che zoccolano in fila dànno scintille,
    dal picco nascosto rispondono vampate di magnesio.
    Oh il gocciolìo che scende a rilento
    dalle casipole buie, il tempo fatto acqua,
    il lungo colloquio coi poveri morti, la cenere, il vento,
    il vento che tarda, la morte, la morte che vive!

    ***

    Questa rissa cristiana che non ha
    se non parole d’ombra e di lamento
    che ti porta di me? Meno di quanto
    t’ha rapito la gora che s’interra
    dolce nella sua chiusa di cemento.
    Una ruota di mola, un vecchio tronco,
    confini ultimi al mondo. Si disfà
    un cumulo di strame: e tardi usciti
    a unire la mia veglia al tuo profondo
    sonno che li riceve, i porscopini
    s’abbeverano a un filo di pietà.
    E.Montale

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  34. Ciao Giuseppe proprio stamani ho aperto a caso l'inferno della commedia, e c'era quell'immagine, il murmure d'Arnie. Quando rientro a casa ricerco il passo, e leggo cosa succede poi!sere

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  35. Per Giuseppe: ulteriore aggiornamento

    In verita' non ho detto tutta la verita' sugli androidi o robot in impennata demografica. In Italia forse questa distopia non e' sentita tanto attuale e attuata come in Asia, quindi non volevo angosciarvi con quest'altra invasione. Non seguo le news su tali progressi, ma disgraziatamente ogni tanto vi incappo mio malgrado. Le ultime che mi sono capitate:

    Gia’ da anni in alcuni ristoranti cinesi si usano robot come camerieri e cuochi.
    https://www.businessinsider.com/chinese-restaurant-robot-waiters-2016-7
    Ora hanno inaugurato un ristorante completamente in mano ai robot:
    https://www.quotidiano.net/esteri/camerieri-robot-cina-1.4262740

    Il settore ospedaliero e’ in via di automazione:
    https://www.agi.it/salute/medico_robot-3598003/news/2018-03-06/

    Tutte le produzioni saranno in mano a robot in un paio d’anni, programma sponsorizzato dal governo (quindi stai sicuro che sara’ completato), poi vogliono esportare il modello in tutto il mondo.
    https://tecnologia.libero.it/cina-robot-controllo-fabbriche-industria-4-9254

    Per i mestieri pericolosi che tu menzionavi esistono gia’ robot umanoidi o meno, ad esempio i sub che vanno sott’acqua per fotografare, oppure i robot che han mandato all’interno del reattore di Fukushima per cercare il nucleo fuso, i robot molecolari da usare nei luoghi colpiti da calamita' e chissa’ quant’altro.

    Un’altra cosa curiosa in cui sono incappata un anno fa:
    http://thehypedgeek.com/hatsune-miku-malaysia-tickets-sold-within-hour-opening/
    Non sapevo cosa fosse un vocaloide dato che viene sempre presentato con un nome e cognome (tipo questa Hatsune Miku) per cui lo si scambia per una persona (per saperne di piu' wikipedia in inglese e' piu’ completa dell'italiana). In breve, e’ un computer che canta (la voce non e’ umana ma creata da sintetizzatori) e un ologramma che sculetta facendo finta di cantare. E sembra che la gente vada pazza per questi concerti.

    Quindi camerieri, cuochi, giornalisti tv, cantanti, medici (in parte), operai specializzati umani sono gia’ in via d’estinzione, e chissa’ quanti altri che non so.

    Un saluto umano,
    Ise

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  36. Certo che la perdita di identità trova un riscontro anche qui, dove non riuscite neanche a darvi un nome che vi distingua l'uno dall'altro e vi chiamate tutti "Anonimo".

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Siate gentili ...