mercoledì 14 marzo 2018

Aspettando il 6 di ogni mese


Roma, 14 marzo 2018

Un giorno, il millennio scorso (si era nel 1999 o giù di lì) incontrai un futurologo.
Bazzicava una delle numerose biblioteche patrizie di Roma.
Avrà avuto settant'anni.
Studiava. E attaccava bottone con tutti. Molto intelligente, segaligno, vecchio stampo, col sigaro di traverso.
Uno di quei personaggi indefinibili che, per mia stortura mentale, associavo alla militanza nei servizi segreti.
Il futurologo mi puntò, negligentemente. Non so quale fu l’argomento di approccio. Un momento prima parlava fittamente con un tizio presso l’entrata e un momento dopo con me. L’Italia, l’Italia allo sbando. L’argomento principe di ogni rivoluzionario in fila negli uffici pubblici. Ogni sua affermazione era sarcasticamente perentoria; le mie, rapsodiche, erano accolte da un gentile, inespresso e inevitabile: “Certo ... certo ... ognuno ha le proprie opinioni, ma insomma …”. Un alone di sorridente mistero, peraltro, lo circonfondeva attribuendo una naturale autorità ai suoi pensieri.
Cicalammo sul declino della nazione, poi egli si dilungò su un aneddoto che riguardava Benito Mussolini e Albert Einstein.
Mussolini stava per assoldare Einstein, c'era una bozza di accordo, mi disse.
Italia potenza atomica, Italia potenza scientifica.
Io approvavo tutto. Non mi costava nulla assentire a quelle ucronie.
Poi il discorso prese una piega diversa. Cominciò a divagare su centri di potere occulto; quindi, con aria assolutamente allegra, mi comunicò tale sbalorditiva verità: lui era una delle ultime sentinelle dell'ultima Italia. Non solo, ma predisse che entro breve tempo sarebbe iniziata una nuova età del Ferro. Un Kaliyuga italico. Era già tutto pronto, anche stavolta. L'Italia sarebbe divenuta la provincia di un Impero senza centro visibile. O meglio: il centro temporale, essoterico, lo specchio per i gonzi, avrebbe avuto la proprio sede in Europa; quello Spirituale, esoterico, nei pressi del Mar Nero o del Libano. Questo Impero sarebbe stato quello Definitivo, la Monarchia Totale Senza Monarca, priva d’ogni possibilità fisica di insurrezione o declino per il fatto, semplicissimo, che non vi sarebbe stato nulla al di fuori di esso. Fra il 2040 e il 2060 il mondo si sarebbe costituito in un unico organismo. Federazione fra diversi. E pluribus unum, ma non usò la locuzione latina bensì una curiosa espressione francese che, sinceramente, non ricordo. Le differenze visibili sarebbero stati inganni poiché superate da una unità invisibile ai più, ma palese ai Superiori del Centro Spirituale.
Allora lo classificai come un buontempone calato giù da qualche vecchio reparto di barbe finte, un eccentrico col pallino di Evola e Guenon.
Le conseguenze del suo pensiero sono, tuttavia, agevoli.
La massa mondiale (otto miliardi) si stabilizzerà, fra qualche decennio, a dieci-dodici miliardi.
Gli stati si struggeranno l'uno nell'altro, irresistibilmente, poiché evirati dalla propria cultura.
Un bagaglio tecnico sempre più invasivo e scintillante soddisferà le nostre vite.
Il 90% dei viventi saranno disoccupati.
Il 6 di ogni mese ciascuno reclamerà il sussidio universale in moneta digitale.
Avrà, cioè, niente in cambio del proprio nulla.
L'amore fisico scomparirà sostituito, nei più accesi, da simulazioni virtuali.
Terranno campo le perversioni, ma senza più nessuna patina malsana poiché non vi sarà più scandalo.
L'età media si riabbasserà, le nascite naturali crolleranno sostituite da un piano genetico pluriennale.
Il quoziente intellettivo medio subirà un drastico ridimensionamento: in rapporto alle mutate condizioni di vita, ora di piena sicurezza.
La letargia, a mezzo tra una veglia stuporosa  e un sonno senza sogni, diverrà uno stato naturale.  
Il programma alimentare e sanitario sarà gestito da multinazionali organizzati in partiti d’un parlamento di non eletti.
Le elezioni democratiche verranno gradatamente abolite in favore di sondaggi da casa.
La guerra e il conflitto, nonostante alcune ribellioni tenute accese per dimostrare che c'è ancora movimento morale e spirituale, si dissolveranno.

Anche i reati si ridurranno in seguito alla Prima Era della Legalizzazione.
L'arte scomparirà del tutto. Il commercio di "oggetti" artistici, invece, sarà l'affare del prossimo secolo.
E così la scuola, sostituita da gilde di tecnici programmati all’uopo.
La lingua si frazionerà fra popolo, pidgin tecnico di competenza ed esperanto da 1% ricco di lontane inflessioni anglizzanti.
Il passato sarà riversato in un computer centrale a cui accederanno rari storici selezionati. D'altra parte nessuno vi presterà più attenzione.
Scompariranno pure i viaggi, assieme alla curiosità.
La smaterializzazione dissolverà il senso e la filosofia.
Senza passato aumenterà la malattia mentale, ma nessuno vi farà più caso poiché ogni disturbo psichico costituirà una sfumatura dell'eccentrico divenuto norma.
Gli omicidi crolleranno presso lo zero.
Il monopolio della violenza sarà delegato ad anonimi reparti speciali il cui compito sarà di reindirizzare eventuali e brevi risorgenze di odio.
Nessuno farà più foto.
Nessuno avrà ricordi dello ieri.
Per sfogare la violenza residua (alcuni focolai permarranno nei territori più antichi e con più storia malsana nelle ossa) si organizzeranno safari a tema.
Il capro espiatorio godrà di sacrifici spettacolari in olovisione.
Si dissolverà la proprietà privata. Sorgeranno zone collettive.
Sarà dura far passare il tempo.
Gli inadatti potranno liberamente suicidarsi, però.
Non sarà un mondo da incubo poiché la felicità ha varie sfumature. Ho visto gente felice (non ho alcun dubbio sulla sincerità di quel sentimento) perché la sera, alle 21.30, avrebbe visto un programma di sport in HD.
Anche lo sport, tuttavia, tenderà a scomparire poiché giocato dai rispettivi beniamini cyborg.
Avrà largo uso la scommessa e l’azzardo.
La religione mondiale consisterà in una sorta di buddismo trascendentale a base vegetariana (rispetto dei viventi).
I monolocali, in credito dalle multinazionali, saranno di vetro.
Saranno istituiti forti incentivi in denaro digitale per la sterilizzazione durante la Prima Era della Responsabilità.
L’omosessualità, dapprima dilagante, verrà sostituita dall’indifferenza sessuale.
Sarà un futuro ingiusto? Che sia un futuro sarà impossibile dirlo. Magari verranno aboliti i calendari. L'unico tempo grammaticale ammesso: il simple present tense o l'infinito. Abolite le declinazioni e i genitivi di possesso.
Sarà un mondo Ingiusto? E chi potrà giudicarlo? Con quali armi concettuali? Ingiusto rispetto a cosa?
Il passato diverrà leggenda.
La termodinamica dell'Epoca Stazionaria recherà a una lenta e dolce dissoluzione dell'elemento umano.

 

16 commenti :

  1. Una convincente descrizione dell'inferno

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  2. Lei ha esposto una distopia ben nota, in una delle tante varianti di colore, niente di più che un buoin frullato di:

    coraggioso mondo nuovo
    1984
    farenheit 351
    il padrone del mondo
    ..e chissà quanti altri e ben più pregiati tomi..

    Che poi a ben vedere è proprio il mondo ideale secondo il pensiero di certi circoli ..

    Personalmente però credo più al "non prevalebunt", ovvero che sia molto più probabile che qualcuno butterà all'aria tutto il tavolo un attimo prima che il puzzle sia completo.

    Come lei scrisse tempo fa, ci sono moti dell'anima che non possono essere ignorati e che rigurgitano fuori proprio quando sembrano essersi estinti.

    La Torre di Babele serva da monito..
    Come anche il Diluvio..
    Se la Tradizione è piena di esempi.. ci sarà un motivo. o no?
    Chiuderemo un ciclo, ma non soffocati dalla noia o dal rimbecillimento, ne ammazzati dalle seghe onostante che ormai queste facciano più morti degli incidenti stradali...

    Chiuderemo il nostro ciclo come lo abbiamo sempre chiuso: con botti, alluvioni, meteoriti, crolli o quel che passerà il convento. Perchè credere che questa volta sia differente?

    A questo giro se proprio dovessi sbilanciarmi sul mezzo, punterei sull'atomo, in questo so di non essere originale ma del resto abbiamo già confezionato migliaia e migliaia di testate. E' innegabile, è un fatto, è storia, esistono, ci sono e sono pronte....

    Come si può credere che nessun dito pruderà mai abbastanza da vincere l'indecisione del novello Nerone?

    Ma vi immaginate che spettacolo grandiosamente abbagliante?
    Quanta luce, e che luce.. che fuoco..
    Solo adesso mi accorgo di quest'ultima frase. E di come Lucifero sia un nome che calza proprio a pennello, luce, fuoco, calore.. se non lo conoscessimo di già dovremmo inventarlo apposta.

    Ma forse chi inventò il nome la sapeva lunga. Che esista o non esista, chi o cosa sia, poco importa. Se la sua azione si manifesta nel mondo in modo osservabile e predittibile allora significa che il modello è valido.

    Di lui sappiamo che vuole prendere il posto di Dio, imitandolo al contrario in spregio al disegno originale.

    Allorta l'Amore Divino, il fuoco che arde e non brucia, il Cuole Immacolato che irraggia il mondo....
    prendete e capovolgete il tutto e avremo raggi alfa, beta e gamma, il fuoco dell'amore negato, che arde e corrompe ciò che attraversa...

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  3. Mariani:

    A parte le teorie del futurologo romano, il resto sono citazioni da letteratura e cinema.
    Il problema è che convincono.
    Sino a pochi decenni fa un romanzo come "Follia per sette clan" era una bizzarria, ora una realtà.
    Lei spera nel grande botto. Che dire? Aspettiamo.

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  4. Al posto dei giovani poeti
    (posto elevato, checché ne pensi la generazione)
    preferirei non dire che la terra è il sogno d'un pazzo,
    una favola stolta tutta chiasso e furore.

    È vero, non mi è capitato di veder trionfare la giustizia.
    Le labbra degli innocenti non reclamano nulla.
    E chissà se un buffone incoronato,
    strepitante con la coppa in mano che la divinità gli è propizia
    perché tanti e tanti ne ha avvelenati, decapitati, accecati,
    non commuoverebbe gli spettatori: era così mite!

    Dio non moltiplica ai virtuosi pecore e cammelli
    e nulla toglie per l'omicidio e lo spergiuro.
    Si è nascosto tanto a lungo che ci si è dimenticati della sua apparizione
    nel roveto ardente e nel petto del giovane ebreo
    pronto a soffrire per tutti quelli che furono e saranno.

    Non è certo che Ananke attenda la sua ora
    per ripagare a dovere orgoglio e mancanza di misura.

    Si è riusciti a far capire all'uomo
    che se vive, è solo per grazia dei potenti.
    Pensi dunque a bere il caffè e a dare la caccia alle farfalle.
    Chi ama la Res publica avrà la mano mozzata.

    Eppure la Terra merita almeno un po’ di tenerezza.
    Non che prenda troppo sul serio le consolazioni della natura
    e gli accessori barocchi, la Luna, le nuvole paffute
    (benché sia un bel momento quando i pruni fioriscono lungo la Wiljia).

    No, consiglierei addirittura di stare lontani dalla natura,
    dalle immagini ostinate di spazio infinito,
    di tempo infinito, dalle lumache avvelenate
    sul sentiero nel giardino, quali nostri eserciti.

    C'è molta morte e per questo la tenerezza
    per le trecce, le gonne colorate al vento,
    le barchette di carta non più durevoli di noi stessi…

    Czesław Miłosz

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  5. Il "Grande Botto" sembrerebbe razionalmente inevitabile (il mondo è sempre più un carnaio di "tutti contro tutti" e visti gli arsenali atomici sempre più rimpinguati sembra assurdo che non sia accaduto ancora nulla) ma emotivamente non ho la sensazione di vederlo arrivare. Sembra tutto così prevedibile in questo angolo periferico dell'Occidente che non riesco ad immaginare di meglio che un lento declino, fatto di imbarbarimento culturale, lungometraggi sempre più scadenti, degrado sociale, gay pride sempre più esasperati, fast food vegani, transessuali che allattano, lettori di Gramellini che si ritengono depositari di "cultura", writers che scrivono su palazzi rinascimentali, persone con il bisogno di google maps anche per andare dal panettiere (e via discorrendo).

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  6. Stefanov:

    La fede nel grande botto è quasi commovente. La conflagrazione, la palingenesi ... senza muoversi da casa.
    Tutti i giorni, come tu sottolinei, non vedo muoversi foglia. La vita è un rigagnolo tranquillo, mediocre, insulso. Si consumano intere esistenze senza mai essere stati veramente felici (e nemmeno tristi o disperati).
    Il grande botto non conviene al potere poiché rimetterebbe in moto uomini e cose; inoltre non credo che l'olocausto atomico sia nelle mani di individui. Sembra, al solito, un minuetto, un gioco delle parti. Certe volte mi sorprendo a pensare che neanche esistano questi superordigni. E comunque chi li detiene? Il blocco occidentale, in larga parte. E chi dovrebbe atomizzare l'Italia o Israele o Los Angeles? L'Iran, il Pakistan, la Corea ... non facciamo ridere. La Russia? E perché dovrebbe farlo? Chi dovrebbe bombardare chi? Non conviene a nessuno. Mai le cose sono andate tanto lisce ... fanno quel che gli pare ... la gente si azzuffa per destra e sinistra e tutto va bene ... i controinformatori fanno un po' di terrorismo e va bene anche lì ... Intanto il programma, quello vero, va avanti indisturbato verso il massimo disordine che è l'estremo ordine ...

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  7. Caro Alceste, in occasione della vicenda Moro, ho trovato questi due video su YouTube ...se vuole, non so, perdere un pò di tempo, può guardarseli...tutto quello che abbiamo,in quest'ultimo periodo, sconfessato e rifiutato e che finalmente ci disgusta profondamente, domina e riemerge in questo reportage; da notare poi, come dalla rievocazione storica dei personaggi, emergano solo figure di aberrante pochezza e ignoranza, che non sanno pronunciare le parole straniere o che dicono "parole d'ordini"...
    Ma tutti inesorabilmente da anni e anni liberi e contenti.

    ps. ho trovato pure questo pensiero di Moro:

    "Certo noi opereremo nei dati reali della situazione, difendendo, contro il disordine, la libertà, l’ordine e la pace. Ma dovremo farlo, e questo è il fatto nuovo e difficile della nostra condizione, con l’animo di chi, consapevole delle strette politiche e delle ragioni del realismo e della prudenza, crede profondamente che una nuova umanità è in cammino, accetta questa prospettiva, la vuole intensamente, è proteso a rendere possibile ed accelerare un nuovo ordine nel mondo"
    E chissà a cosa si voleva riferire...

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  8. https://www.youtube.com/watch?v=g651NzbkHuA

    https://www.youtube.com/watch?v=2FQ5thyfFyE

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  9. Giuseppe:

    La frase di Moro risulta un po' criptica, come enigmatica ê la vicenda della sua morte.
    Una cosa risulta certa: lì abbiamo perso, e per mano di chi ci domina ancor oggi.

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  10. Acciambellato in quella sconcia stiva,
    crivellato da quei colpi,
    è lui, il capo di cinque governi,
    punto fisso o stratega di almeno dieci altri,
    la mente fina, il maestro
    sottile
    di metodica pazienza, esempio
    vero di essa
    anche spiritualmente: lui -
    come negarlo? - quell'abbiosciato
    sacco di già oscura carne

    fuori da ogni possibile rispondenza
    col suo passato
    e con i suoi disegni, fuori atrocemente -
    o ben dentro l'occhio
    di una qualche silenziosa lungimiranza – quale?
    non lascia tempo di avvistarla
    la superinseguita gibigianna.
    Mario Luzi

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  11. Io se fossi Dio,
    quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
    c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire
    che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
    è il responsabile maggiore di trent'anni di cancrena italiana.

    Io se fossi Dio,
    un Dio incosciente enormemente saggio,
    avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
    ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
    quella faccia che era!

    Gaber

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  12. Conosco benissimo questa canzone di Gaber, la ascoltavo tantissimo quando ero un adolescente precoce e ribelle. Ad oggi, dopo tanto tempo e tanta post-coscienza controinformativa trovo disgustoso Gaber, de Gregori e tutta la cricca di chi si inseriva nella matrice politico intellettual, prodomi del futuro in cui viviamo...

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  13. Per Francesco:

    Personalmente GAber lo trovo centrato in alcuni giudizi dati in findi carriera. De André, Guccini e compagnia, invece, non li reggo più.

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  14. Gaber con gli altri cantautori italiani (che possono essere piacevoli da ascoltare se non si considerano le implicazioni politiche) non c'entra nulla, come ho già scritto. Era una persona intelligentissima e intellettualmente onesta (oggi è impossibile essere personaggi pubblici e dire realmente come la si pensa), che aveva capito prima di tutti il merdaio in cui si andava parare. Basta ascoltarsi alcune canzoni degli anni '90 che potremmo definire "anti-progressiste" (tipo "i barbari" e "si può"), in cui vi è descritta per sommi capi quella che Alceste chiama "l'età della scimmia".

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  15. Aggiungo che quando c'è da omaggiare personaggi come Gaber lo si fa in modo da depotenziarli (La stessa operazione viene fatta con Pasolini, idolatrato dai sinistrati più per la sua pederastia che per la sua acuta visione sul Mondo) , censurando le canzoni più politicamente scorrette (basta pensare a "il potere dei più buoni" o anche al poco conosciuto monologo "le palline" https://www.youtube.com/watch?v=1fpjB7YXkPE). Oggi sarebbe considerato sessista e razzista.

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  16. Stefanov, grazie per il tuo apporto, personalmente non mi interessa la dualitá politica hegeliana se non in chiave di lettura di controllo delle masse attraverso dicotomie predefinite.
    Gaber, nonostante la sua onostá intelletuale, fa parte di questa dicotomia e non si è mai disfatto di essa anche quando capí che ne era imprigionato. Ricordo con piú piacere canzoni come Il Dilemma, per la loro introspezione esistenziale.
    La sua lettura dei momenti post strategia della tensione lo ha reso consapevole diluendone il messaggio, proprio perche il messaggio aveva forza solo nella dualitá predefinita. Il disincanto frenético di Si Puó si traduce in un vuoto che definirei …quasi ontológico. E’ un poco come partire per la tangente perché il mondo di cui faceva parte si è frammentato.
    Alla sua lettura filosofico materialista preferisco una lettura dei tempi in chiave Guenoniana (viva Santaruina) anche se mi appartiene meno di altre letture piú mistiche e di introspezione individuale. Per questo, nel mio commento precedente, ho fatto riferimento alla frase di Aldo Moro, La persona innanzi tutto, frase che, non comprendo il perché, l’ottimo Alceste mi ha cancellato…
    Cordiali saluti a voi ed a chi nella sua consapevolezza cosciente, pur solo origliando dalla soglia, apporta ed eleva il nostro dialogo

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Siate gentili ...