Decifrare il passato (e il presente)

Racconti e improvvisazioni

Novità sconsigliate ai puri di cuore

13 ottobre 2023

Operazione cubicolo

Roma, 13 ottobre 2023

Chi diavolo è Klaus Schwab? Da dove viene? Non ne ho idea. Questi personaggi vantano più l’impalpabilità delle evocazioni che una reale consistenza storica. Allo stesso modo ci stiamo ancora chiedendo: chi è stato davvero il mezzo inglese Roberto Speranza? E Giuseppe Conte? Alcune importanti trasmutazioni chimiche, in fondo, necessitano di reagenti apparentemente insignificanti. Schwab non so chi sia e non m’importa saperlo. Più importante la fisiognomica: quelle guance flosce, a esempio, rassomigliano alla colatura di pongo di Jeff Koons. Egli è uno dei latori dell’Indifferenziato; Egli anela, per noi, il cubicolo. E lo avrà. Niente auto, niente passaporto e viaggi, niente lavoro, nessuna scuola, ma solo dottrina; abolizione del codice penale, liberalizzazione droghe, eutanasia, legalizzazione delle parafilie maggiori. E il cubicolo di quindici metri. In cui agire soli. Persino il centro delle città avrà a degenerare in meta ambita e sconosciuta dai novi plebei. I commerci si ridurranno all’essenziale, poiché assorbiti quasi interamente dalle multinazionali, le aule penali svuotate dalle legalizzazioni (nulla è colpa!).
Ma non sarà così, è impossibile! Lo concedo: c’è la minuscola possibilità di un fallimento. Ciò che non si potrà scongiurare, però, sarà la distruzione. Dalla distruzione non si torna mai indietro.

L'Italiano accorto del blog sentirà il dovere di leggere il racconto di Philip K. Dick, Il gioco della guerra (War game, 1959). Ganimede, luna di Giove, ha delle mire di conquista nei riguardi della Terra. Si sospetta che i Ganimediani possano lanciare azioni ostili da un momento all’altro. Uno dei mezzi più subdoli che potrebbe usare il nemico: i giochi per bambini. Per questo motivo, una squadra dell’Ufficio di Importazione sottopone a un esame severo due di essi, prossimi al lancio sul mercato terrestre. Il primo è un imperscrutabile gioco di guerra, l’altro una variazione del Monopoly. L’attenzione dei funzionari si concentra sul complesso war game di cui, tuttavia, non si riesce a stabilire la reale finalità: lo si mette, perciò, in quarantena; il secondo, The syndrome, viene ritenuto un innocuo passatempo e ha via libera. Quando il giocattolaio Joe Hauck porta a casa un prototipo di The syndrome, esso affascina da subito i figlioletti Lora e Bobby. Gioca assieme a noi, papà! E Hauck gioca. Ed esclama: “Ho vinto!”; e invece no, lo correggono i bimbi, qui “bisogna disfarsi dei propri averi. Sei fuori del gioco papà!”. Hauck cerca l’accumulo, ma The syndrome esige l’esatto contrario del Monopoly. Esso, infatti, insegna ai bimbi come “cedere con naturalezza i loro averi [tanto che i bambini, per vincere] davano via le proprietà e il denaro con avidità, in una sorta di trepido abbandono”. Vince chi perde tutto. Non avrai nulla e sarai felice. I Ganimediani, come Schwab, la sapevano lunga: "Dietro di lui, i due ragazzi continuavano a giocare, animandosi sempre di più man mano che le azioni e il denaro cambiavano proprietario ... Guardandolo con gli occhi lucidi, Lora disse: 'È il più bel gioco educativo che tu ci abbia mai portato, papà!'".
Occorre indottrinare da subito per avere la certezza dell’assenso poiché anche la rassegnazione può insegnarsi e divenire costume.
Allo stesso modo, i ragazzetti romani di borgata dei Settanta erano devoti al traversone, ovvero all’esatto contrario del tressette. Vinceva chi rifilava i carichi agli avversari totalizzando il meno possibile. Tressette e poker assommano, il traversone dilapida. A posteriori, rinvengo in quella passione ludica un logico correlativo della nostra inferiorità sociale.

Improvvisamente sento berciare dalla camera accanto alcune voci concitate: “Hamas! … Ashkelon!! … barrage di razzi!!! …”. La televisione! E pensare che non l’accendo mai … come ha potuto farlo? Sospetto ch’essa, che da anni mi spia, anche mentre visiono innocui documentari sull’arte del Neolitico, sia ormai posseduta da un’entità capricciosa che vuole recarmi noia. Infastidito dal vociare, irrompo per tacitare l’ordigno. Lo trovo sintonizzato su RAI3, all’ora del telegiornale quotidiano. Sullo schermo immagini di guerra. Guerra, stavolta, israelo-palestinese. E cos’altro, se no? Il telecomando, ovviamente, non risponde agli impulsi. Alberto Angela sentenzierebbe che sono esaurite le pile, ma - ne ho quasi la certezza - ormai si comanda da sola. Infatti, nonostante pigi l’off della tacitazione elettrica, Ella persiste nel frignare. Che voglia dirmi qualcosa? Scendo a patti e m’assiedo. Sullo schermo l’inviata della RAI, acronimo di Radio Audizioni Italiane, si conduole con i colleghi da Roma d’una terribile esperienza: la stanno bombardando.

Lei e i collaboratori. Se ne stavano tranquilli tranquilli a cicalare di neonati decapitati quando … è proprio qui che risalta l’ineducazione di tali bifolchi di Allah … quando l’han fatta oggetto di terroristici proietti … lei e l’hotel … anzi: l’hotel … e quindi lei, che Hamas la Goracci Lucia non sa manco chi sia … dopo una serie di compunte, e preoccupatissime chiacchiere (come stai? … sto bene, sto bene …), parte il drammatico reportage … “C’hanno sorpreso in strada … abbiamo cercato un riparo … abbiamo cercato di fuggire dalla città sfruttando quegli istanti tra un cessato allarme e il lancio successivo … ci stavamo recando all’Hotel Regina ed è proprio quell’albergo che è stato colpito … abbiamo cercato una via di fuga fuori di quella trappola …”; seguono le terribili immagini: traballanti … et pour cause ché c’è il barrage missilistico … ecco Lucia rimpiattata dietro una colonna di cemento mentre stringe a sé, come un pargolo amatissimo da cullare, il personal computer … le urla disperate … nel cielo limpido s’intravedono i fumi di qualche mortaretto … Fuorigrotta fa di meglio e però qui c’è Hamas, il mortifero Hamas che decolla bimbi ebrei… con i soldi di Netanyauh? E fors’anche senza il permesso di Netanyauh … s’odono grida in inglese, poi la sirena, latrice d’immedicabile angoscia, … la voce fuori campo di Lucia: ecco il secondo attacco, di geometrica potenza: “Il tempo che ci separa dalla salvezza è di pochi secondi!!”, sentenzia, mentre l’emulo di Lars von Trier immortala la propria ombra caracollante sulla parete … Il tono della cronista con l’elmetto è distaccato, e non ammette repliche nella propria sentenziosità gnomica: ho ragione, voi torto, se negate siete degli infedeli alla causa. “Dio maledica Hamas!!” sbotta, intanto, un sopravvissuto assieme alla moglie … e poi, sempre l’inviata: “Chiediamo come uscire da questa trappola … un altro attacco ci sorprende mentre proviamo a uscire …”: che sia il terzo attacco? Stavolta senza sirena, un attacchino, forse, privo di barrage: “Troviamo riparo tra le colonne di un condominio …”; ed ecco il quarto, di attacco, la gente va carponi … inquadrature da Blair witch project … si percepisce distintamente un “Come on”, poiché anche ad Ashkelon parlano la neolingua universale, non sia mai che qualcuno non comprenda la portata della tragedia lì or ora  inverantesi … poi, d’incanto, tutto s’acquieta … la tempesta d’acciaio rifluisce, i borborigmi della ferocia si smorzano nel cielo di compattezza cristallina. Finalmente: “Ora è finita”.

I profughi della RAI trovano scampo a Tel Aviv, non sappiamo in quale hotel o struttura ricettiva. Sarà maggiormente degna del Regina di Ashkelon, noto per la triste arietta spartana (internet ad alta velocità gratuito, vasca idromassaggio, sauna, bar/lounge, spiaggia, camere insonorizzate, aria condizionata, cassaforte, angolo cottura, frigorifero - prezzi modici)? Non ci tengano in ansia i notabili della RAI, informino il popolicchio.

Voi direte: sei una carogna, non credi a nulla. Ma non è così. Io ci credo. Certo, ho sghignazzato per tutto il tempo, ma ciò ha una cagione precisa che, se avete un attimo di tempo, vi illustrerò. È che la menzogna, ripetuta sistematicamente e incessantemente, snerva implacabile i recettori empatici. Da trent’anni, almeno, la menzogna è strutturale. Si è cominciato con i falsi morti di Timisoara e non ci si è più fermati. L’omarino attuale crede a tutto. È nella sua natura di omarino confidare nel sistema. Qualche scettico prova a forsennatamente analizzare ogni fatto e dichiarazione, ma si trova al punto di partenza: non sa se è la verità a essere distorta o la menzogna ad assumere parvenza di verità. Inutile soppesare, discriminare o fare ricorso a ideologie contingenti come liberismo, fascismo, statalismo, nazismo, guerra dei sei giorni, ebraismo … per spiegare, rintuzzare, bilanciare colpe … queste chiavi non aprono nulla o, se lo fanno, celano un labirinto ulteriore. Si deve, perciò, rigettare tutto, aggrappandosi all’unica isola rimasta: la logica aristotelica.

Si deve ragionare, posando reveremente sul ghiaccio la questione capitale: a cosa serve la guerra? Serve a distruggere il Nemico e a definire noi stessi contro il Nemico. Da quanto non abbiamo la guerra in Europa? Ottant’anni? Per tale motivo non sappiamo più come definirci o dire chi siamo e qual è il nostro compito sulla terra, a parte qualche vago spetezzo pacifista. La guerra viene portata esclusivamente contro chi non ha ancora aderito alla poltiglia della dominazione ultima, la Monarchia Universale: guardate la successione delle distruzioni: sono state annessioni di fatto alla Monarchia. Est post-comunista, Jugoslavia, Afghanistan, Mesopotamia, Armenia. Perché coloro che hanno promosso queste annessioni dovrebbero scatenare un conflitto mondiale che risveglierebbe le coscienze? Hanno impiegato secoli per recare una pace che ha neutralizzato l’Europa e svirilizzato l’uomo e ora dovremmo vedere Parigi in fiamme? Israele e Persia sono due scogli da frantumare. Come ciò avverrà è indifferente. Si potranno prevedere due stati, Israele e Palestina? Rivoluzione edonista in Persia? Perché no. Sono i punti d’arrivo che contano, la maniera di arrivarci potrà essere diritta, tortuosa o irti di massacri. Ma ci si arriverà o, almeno, tenteranno di arrivarci. Pensate: annettere ideologicamente Persia e Israele! Ci rendiamo conto della portata dell’operazione? Gerusalemme e la Mesopotamia! Di fatto si chiuderebbero i giochi. L’Arabia è già andata, la Russia andrà, i Cinesi sono dei mercanti e alle truppe rosse che contrattaccano in nome dello Spirito non ci crede nessuno. Non dico che sia tutta una farsa, la gente muore, i popoli soffrono, ma la tendenza fondamentale del nostro tempo rimane irresistibile. Qualche anno fa licenziai un post in cui prevedevo la fine della favola dell’Olocausto e una presidente donna in Israele. Natalie Portman che stringe la mano al leader di Hamas mentre la stella di Davide e la bandiera palestinese garriscono dolci ai venti del deserto. Non sarebbe questo un evento auspicabile da Klaus Schwab? La chiusura, definitiva, del cerchio? E della garrota?

Sì, ho riso per tutto il tempo del servizio della valorosa Lucia Goracci. A denti stretti. Si tratta di disperazione, infatti. In tutta la mia vita, che ora volge al termine, mi son sempre sentito “In hilaritate tristis, in tristitia hilaris”, secondo la massima di quel venduto di Giordano Bruno. Così, senza merito: son fatto in tal modo e basta. E ho sempre ricordato che “Il cuore dei saggi è in una casa in lutto/e il cuore degli stolti in una casa in festa”, come si legge nelle Ecclesiaste (7, 4), due righe citate da Sant’Ambrogio nel suo libello contro l’usura. Che pochissimi hanno letto. E se l’hanno fatto, non l’hanno capito. Perché Ambrogio fu santo, quindi un individuo totale e totalitario. In ciò risiede la follia dei Santi ovvero dei Guardiani. Egli sapeva che la fede, come la guerra, esclude, e definisce. Non esistono transazioni, o vie di mezzo. Non si scende a patti per sminuire la perfezione.

La chiusura definitiva del cerchio coinciderà con la distruzione totalitaria del passato. I bambini, se nasceranno ancora, lo faranno in vitro, espulsi da placente d’acciaio, né maschi né femmine, e nuovi alla terra. Basti vedere il finale del profetico Generazione Proteus (Demon seed, 1977) del profetico Donald Seaton Cammell (1934-1986), altro rampollo dell’albero della dissoluzione controculturale degli anni Sessanta: c’è tutto, con chiarezza ialina: guardatcome è partorita l’androgina e bellissima creatura del Nulla, più convincente del figlio delle stelle di Clarke e Kubrick. 

Mi chiedo quando si comincerà ad abbattere i monumenti, questi grumi simbolici della sopraffazione: l’arco di Tito, con quelle figurazioni scioccanti, o la chiesa di San Paolo. Immaginare il bulldozer nei pressi del Colosseo sembra una boutade, ma, di fatto, il bulldozer è già lì. Lo presagisco, i segni ci sono, ma la gente ama trastullarsi col panorama che gli permettono di osservare, non certo con ciò che si cela dietro atti apparentemente insignificanti, che tutti equivocano addirittura come condivisibili. Tremila anni di storia se ne andranno al macero per il sogno di qualche massoneria psicopatica. E non sarà colpa dei ricchioni, degli ecologisti, dei radicali, degli ebrei o dei musulmani, di maltusiani o yankee suprematisti: questi son solo mezzi di un sentire distorto e folle che pare inevitabile nell’essere umano. Ricchioni, negrieri e vegetariani ora servono; attuata la distruzione non serviranno più. L’uomo è settato per l’autodistruzione e gli eventi contingenti solo mascherano questa discesa nel maelstrom da cui non vi sarà più ritorno. Se una configurazione complessa viene distrutta è impossibile recuperarla. Per questo ho sempre affermato che l’Italia è sacra cioè intangibile e che i santi, noi, dovremmo vigilare su di Essa. Ma il gorgo mulina sempre più vorticosamente, la Bestia risale da vie dimenticate dell’animo primordiale, s-catenata, pronta a ghermire.

Esiste un partito più idiota della Lega? Non credo sia possibile. Ignoranza, arroganza e infantilismo servile si danno la mano in una giga di immane e tetragona stupidità. Non si fermano mai, la rilanciano continuamente. L’unico serio è un tal Giorgetti che si prepara a impersonare un Draghi più realista di Draghi dando l’impressione della benevolenza. Il resto del partito è impostato sul fallacismo ovvero su quel sentimento anarcoide tipico di certe regioni semianalfabete del Nord ferme al crollo delle Torri Gemelle.
Premessa 1: le Twin Towers le hanno tirate giù quelli con il turbante (id est, nella loro testa, tutti quelli che professano una religione diversa dall’andare a messa la domenica a Pizzighettone: indonesiani, arabi, ugandesi e marocchini si miscelano, nelle ridotte del loro encefalo, a un tipo preciso e perfido immaginato col cammello e un coltellaccio da fumetto sotto il thawb);
Premessa 2: noi siamo superiori perché abbiamo Michelangelo e Raffaello e, quindi, la libertà e la cultura; loro al massimo hanno Omar Khayyam.
Sillogismo conclusivo: dobbiamo rifiutare il burqa.
Oriana Fallaci, giornalista e scrittrice, ovvero scrittrice perché giornalista, filò tale zucchero da luna park all’indomani del settembre 2001 riscotendo, da noi, un successo strepitoso. Non solo nelle vendite, bensì nella creazione di un immaginario sottoculturale che permane tutt’oggi, buono per il ciarpame sociale che tutti coinvolge, dalla coatta tatuata di periferia all’ordinario di Sociologia Spicciola di Fossombrone di Mezzo.
I media di destra, peraltro, anche quelli indipendenti, sono imbevuti da tali castronerie da illetterati. I lettori li giocano come polli da osteria.

Sì, i maomettani sono dei tagliagole: infatti decapitano i neonati. Per il legaiolo ideale, una platea ben più ampia della percentuale di elettori della Lega, questa è una verità indiscussa. Si somma, tale sentimento, al filoebraismo trasversale della borghesia nordica che oramai dilaga senza freni mercé la resa del clero italiano ai fratelli maggiori. D’altra parte il rimpianto Silvio Berlusconi, epitome definitiva del Bauscia, circoncise il TG5 per ventotto anni (su trentuno) a soli due direttori.

Il generale Roberto Vannacci, citando involontariamente un post di Alceste, dapprima illude quel vario serraglio digitale che si crede dissenziente, poi si fa fotografare mentre scalcia l’onda del mare (blu, sempre più blu) mostrando la palma del piede. L’offesa al mondo islamico è patente. Rientro nei ranghi? Ma Egli non deve rientrare in nulla poiché non si è mai spostato. La rivistina su cui appare il Nostro è la mondadoriana “Chi”, diretta da un brillante uranista, e di larga diffusione popolare. Quale popolo? In gran parte lo stesso che vota Forza Italia, Lega e dintorni ed è soggiogata dal fallacismo. Se c’è da far finta di combattere una guerra, occorre reclutare nuovamente i minchioni dell’Enduring Freedom che, dopo vent’anni, potrebbero avere i pregiudizi arrugginiti sui barbari con lo straccio in testa.

Forse mi sbaglio. Tendo a vedere dappertutto una manipolazione costante. Eppure poco, ormai, è ciò che appare. Lo SPID, a esempio, e la burocrazia tutta. Chi gestisce questi labirinti dell’inutile, dai più alti funzionari all’ultimo dei travet, crede ch’esso sia parte della grande transizione digitale. E, invece, nella mente dei reali ideatori, non è che uno dei sistemi per scoraggiare, sopprimere e distruggere il commercio; e la vitalità economica e la creatività. Altro esempio: i cinghiali. Perché ripopolare con una specie non indigena le nostre campagne? Una specie infestante poiché assai più prolifica, e i cui elementi sono massicci e difficili da contenere? Per scoraggiare i piccoli proprietari e distruggere le coltivazioni in loro possesso. Da quando tali mostri scorrazzano liberamente, intangibili (non toccateli! … è un reato! ... assassini!), è impossibile tenere un orto o coltivare alberi da frutto e la vite. Neanche i costosissimi circuiti elettrici li tengono a bada. Il piccolo proprietario, residuo di quell’italianità che ancora intratteneva un rapporto fecondo con la campagna, rinuncia; decine di migliaia di ettari inselvatichiscono in fretta. Presto le multinazionali ne faranno un boccone, naturalmente in modo indiretto, tramite latifondisti prestanome. Anche le università agrarie e le Regioni stanno mollando. Le spiagge, invece, andranno a bando. Gli Italiani, insomma, devono essere cacciati con fare sistematico dalla propria Patria, ed entrare senza fiatare nei cubicoli: come stranieri in terra straniera.

Mi ricordo, sì, mi ricordo … Giovanna Botteri ai tempi del Covid … inviata in Cina, nientemeno … Maglioncino nero, cibreo depressivo-angosciante. Mai una volta le venne in mente di intervistare un funzionario o un politico cinese. Alle sue spalle il panorama di grattacieli, illuminati finestra per finestra, a confermare l’idea platonica di grattacielo che abbiamo assimilato in un secolo di grattacieli hollywoodiani illuminati finestra per finestra. Seguirla tutte le sere con quell’abitino iettatorio mentre srotolava il breviario dell’apocalisse, era come mettersi dell’acido sotto la lingua; il mio spirito si distaccava dalla carne immaginando l’inimmaginabile: che quei grattacieli non fossero altro che un fondale di cartone dietro cui Mario il barista s’affacendava recando rustici e Aperol. Vedete, a volte, come una coscienza sporca come la mia possa distorcere la verità. È che quei grattacieli li associavo al poster di un funzionario apicale di Tecnocasa presso cui cercai di lavorare nei primissimi anni Novanta. Egli, giovane e incravattato (al tempo lo eravamo tutti, me compreso), ci tenne a farmi sapere che aveva il titolo di terza media preso come privatista; così, per sfregio nei confronti miei e del mondo, e per esaltare la propria carriera folgorante nell’ambito di quei sensali del mattone che, lentamente, avevano scalzato Gabetti e Toscano. Si godeva ancora lo Spirito dei Tempi della Milano da Bere, e dello yuppismo; la scrivania ingombra da due telefoni epilettici per decine di spie luminose, a gloria dell’interconnettività di chi comanda e, però, ha il privilegio di non rispondere, alla Gianni Agnelli, la costosa meridiana multifunzione al polso, le lucide scarpe di pelle nera che inguinavano una coppia di quarantacinque, ne testimoniavano inoppugnabili la superiorità nei confronti dell'interlocutore, cui, però, incredibilmente, si concedevano preziosissimi minuti per l’illustrazione delle benemerenze (allora non esistevano curriculum) ch’egli avrebbe poi severamente ponderato. Alle sue spalle New York; con le torri di Oriana ancora in piedi; una New York serotina, dolce, pullulante di luci, i fari delle automobili colti in lunghe scie bianche e rosse, the skyscrapers con i riquadri-finestra accesi a mezzo: lì pulsava la vita economica, sembrava dire l’immagine, e, soprattutto, l’efficienza; l’efficienza che si richiede a un elemento del capitalismo d’assalto, foss’anche un agente in erba. Velocità, precisione, amabilità; un pizzico di menzogna, ovviamente, il lubrificante degli affari; il cliente è il cliente, da rispettare, ammaliare e truffare allo stesso tempo dacché una parete era sì muffosa, ma solo se vista con gli occhi dello sprovveduto: in realtà un’occasione da non perdere soppesando il rapporto qualità/prezzo … ah, quanti insegnamenti da quell’omettino di nemmeno trent’anni di cui faticavo a scorgere un qualsivoglia respiro spirituale. Eppure è qui, è questo qui … mi dissi sovrappensiero mentre tale ex Italiano cacarellava il baedeker del perfetto agente traendo, lo vedevo a occhio, una particolare forza, di pura magia simpatica, proprio da quel quadretto kitsch, compendio, simbolo e incitamento a più produrre, a più guadagnare … avvalorando, suo malgrado, l’etica protestante e lo spirito del capitalismo, nella versione da colonia, beninteso, ch’egli aveva naturalmente e trionfalmente assimilato e a cui tutto riconosceva, persino la scura Fiat Croma che parcheggiava ostentatamente nel cortiletto a scherno delle Pande dei sottoposti, quasi tutti pezzenti, ma in grisaglia ... a parte la segretaria chiappe d’oro, debitamente muta, che si moveva disinvoltamente tra l’intonsa macchina da scrivere e il bar. Assentii a tutto, spiegando, poi, che rinunciavo addirittura al fisso e che mi sarei licenziato (o meglio: avrei alzato i tacchi) se non avessi venduto due unità nel primo mese, così, da solo, senza portafoglio clienti, senza scrivania e senza telefono. Il sottile baffetto di sinistra del Nostro si mosse impercettibilmente (questo mi vuole fare le scarpe?) giacché anche i predatori infimi vantano una certo talento nel riconoscere i simili. Mai diagnosi fu più errata. Me ne fregavo altamente, come sempre, di tutto e tutti, figuriamoci di una testa di minchia come lui, capofila delle migliaia di teste che avrei collezionato sino a oggi. Rifilai un monolocale a una coppia di sposini e due autorimesse a un trippone che gestiva una ferreteria. In tre settimane. Riscossi e non mi presentai più.

Il baffetto non lo rividi. Sarà ancora vivo? Il destino mi destinò, spietato, altri baffetti. Circola, da qualche tempo, un video dell’onorevole Massimo D’Alema: in costume aneddotico, stavolta. Si era nel 1996, rimembra il nostro Don Diego de La Vega, la Volpe, quando, in pieno governo Prodi, andai qui e lì, lì e qui, e mi resi conto che il Parlamento italiano contava meno di nulla poiché la finanza internazionale teneva le nazioni per il collo. Al desk Italia della Merryll Lynch, a esempio, continua El Zorro, tre ragazzetti, di cui due negri, sovraintendevano alle discese e alle risalite della lira e della Borsa secondo le chiacchiere dei politici … dichiarazione a favore della multinazionale: giudizio benigno; contrario: e vai con lo spread ... e i tre bambocci godevano di ampia facoltà di manovra, peraltro … eh sì, ridacchia, allora mi resi conto … capito? Allora si rese conto … nel 1996 … come se il governo Prodi l’avessero votato gli Italiani … e non Merryll Lynch … è che quando uno ha nel sangue la recitazione, non c’è riparo … i micchi della controinformazione al blowjob della rivelazione postuma ingoiano tutto … il Parlamento italiano non conta nulla … e cosa contava il 2 luglio 1987 quando venne eletto deputato proprio il nostro Maximo? E, se proprio nulla contava nel 1996, perché non dirlo al popolicchio? Anzi, perché il nostro Don Diego de La Vega continuò la propria carriera sino ad aprire i cieli d’Italia ai bombardamenti della Serbia, nel 1999? Lui e il vicepresidente del Consiglio Sergio Mattarella? Perché?
Quando smise il Parlamento italiano di rappresentare l’Italia?
A questo posso rispondere io, Vostro Disonore: da subito. Forse vi fu qualche personalità che a ridosso delle due guerre, ebbe l’audacia di credere ancora nell’illusione … e però i parlamenti postmoderni rassomigliano ai nidi abbandonati di passero … eccoli lì, vuoti e sfilacciati, alla mercé del cuculo che ne prende possesso e vi depone le proprie uova … lo Stato Italiano è da decenni un esoscheletro disseccato di cui sopravvivono formalmente le sole funzioni repressive: fisco e polizie. Il resto è occupato dal parassita di cova … e dalla credulità dei sudditi … si possono raccontare tutte le storielle che si vuole … se si accetta di entrare in quel cimitero di democrazia si è inevitabilmente consapevoli e corresponsabili dell’inganno …

In Germania avanza la destra! Avanza, ma non sfonda! Avanza, però … Certo, non sfonda … E quando sfonderà? Mai. L’avanzata delle destre è come la percentuale d’ascolto di Sanremo: avanza sempre, di anno in anno, ma sempre quella è. Anzi, forse decresce. E però ci dicono che sale, di trionfo in trionfo, di sera in sera, di anno in anno, di cialtrone in cialtrone. La prima serata, la seconda, la terza, il gran finale … ‘sti dieci milioni di presunti melomani, sempre quelli, tanto che oramai li si conosce per nome, vengono impastati farina e uova ogni febbraio dell’anno: onde sfornarli in gloria d’ascolti … i telegiornali echeggiano: record d’ascolti! Nel 1994, 1995, 2001, 2002, 2013, 2018! … se fosse vera tale escalation saremmo a sessanta milioni di telespettatori, anzi di più: al 110% d’ascolto … a fronte di una diarrea melodica senza precedenti … l’ultimo stornello divertente che ebbi a ricantare fu “Hop hop somarello trotta trotta che il mondo è bello …” … la canzone più bella, forse, quella del compagno Pierangelo Bertoli, nel 1991 … Il miccus suffragans, però, crede a tutto: alla destra che avanza, al trionfo degli ascolti, alla croce che cambia i destini del Paese e soprattutto (questo è INDISCUTIBILE) al fenomeno per cui i voti vengono regolarmente sommati e cartesianamente elaborati dall’apparato statale sino a un’onesta traduzione in veritiere percentuali di rappresentanza … prestidigitazioni da Giucas Casella cui solo un cretino 2.0 può recar fede.

Il micco digitale, infatti, crede che i suffragi siano libera espressione del singolo … una favola rosa difficile da scardinare. Il voto libero assomma, forse, al 20-30% … il resto sono pacchetti mafiosamente controllati da partiti, sindacati, corporazioni e organizzazioni criminali. Tutto questo nel migliore dei casi. Ci son poi da considerare i brogli sistematici. I geopolitici hanno mai studiato le complesse formalità che sovraintendono al sedicente voto libero e democratico? No? Certo, perché non le conosce nessuno, figuriamoci loro. Gli studenti aspirano a divenire brillanti specialisti d’oncologia, nefrologia, neurologia; o pediatri, oftalmologi e chirurghi vascolari. Ma la merda, signori, la studiano solo rarissimi eretici. La merda ci è sconosciuta. Eppure per Feuerbach tutto va in merda, compresa l’anima. La merda, secondo gli illuministi neri, sostanzia il mondo; Democrito andrebbe riscritto, stronzo per stronzo, e però una verità siffatta, così evidente, la si rifiuta … ricordate l’incipit dell’imperatore di Bertolucci? I dignitari andavano subito a rovistare le breccole mattutine del bimbo celeste … ma i Cinesi son gente mediocre, meticolosa e accorta, mica come i giocatori di Risiko della Kamchatka.

Fosse per me voterei solo due volte: per indicare il Presidente della Repubblica e il mio giudice. Sindaci, presidenti di Regione, Presidenti di Provincia, assessori, consiglieri e il vario ciarpame che vi gravita d’attorno è inutile quanto dannoso e va sostituito con tecnici d’alta scuola d’amministrazione. Non dovrebbero esserci difficoltà visto che i tecnici piacciono molto. Il Presidente, certo: rappresenta l’Italia. E i giudici poiché da loro dipende la nostra testa. Chi metterebbe il capo nel buco della ghigliottina? Nessuno, credo. I procuratori eligendi si presentano con un programma d’azione indicando i reati da perseguire con maggiore efficacia; eletti, sceglieranno una squadra che, in caso di non rielezione, andrà sciolta. E cosa faranno quei poverini, in tal caso? Vadano a fare l’avvocato, il direttore d’hamburgeria, l'elettricista.

Ho usato il termine “stronzo” sebbene odi la coprolalia. È che sto leggendo Il libro mio, serie d’annotazioni biografiche del sommo pittore Jacopo da Pontormo (Jacopo Carucci, 1494-1557). Pontorme rientra nell’attuale comune di Empoli. Il diario registra alcune scabre memorie dell’artista negli ultimi anni di vita, quand’era impegnato negli affreschi della basilica di San Lorenzo in Firenze, oggi perduti. Pontormo, maestro del grande Agnolo Bronzino, è individuo ipocondriaco, risentito, misantropo; a volte si nega persino agli allievi. Scrive delle proprie malattie, di quello che mangia e caca; di soldi e tempo meteorologico; e d’arte: intesa quale compito artigianale da recare avanti con meticolosità. Leggere tali righe stente e di squallida lapidarietà, conoscendone il lavoro, provoca una leggera vertigine.
A caso:

Mercoledì mangiai dua huova nel tegame ...
giovedì mattina cacai dua stronzoli non liquidi, e dentro n’usciva che se fussino lucignoli lunghi di bambagia, cioè grasso bianche …
lunedì feci quello braccio di quella figura di testa che alza …
martedì e mercoledì feci quel vechio e ‘1 braccio suo che sta così ...
adì 15 di marzo cominciai quello braccio che tiene la coregia, che fu in venerdì, e la sera cenai uno pesce d’uovo, cacio, fichi e noce e once 11 di pane ...
sabato Batista è venuto per tucti e’ colori macinati e penegli e olio

domenica … desinai con Bronzino e la sera a hore 23 cenarne quello pesce grosso e parechi picholi fritti che spesi soldi 12 … e la sera cominciò el tempo a guastarsi ch’era durato parecchi dì bello senza piovere ...
adì 7 in domenica sera di genaio 1554 caddi e percossi la spalla e ‘1 braccio e stetti male e stetti a casa Bronzino sei dì; poi me ne tornai a casa e stetti male insino a carnovale che fu adì 6 di febraio 1554

Ma cosa vuole dirci con tale scheletrito elenco? Solo che la tradizione italiana questo è. La genialità si tramanda per vie oscure e l’istruzione vi entra solo in parte. Si tratta di educazione, invece, e disciplina. Sono i cenacoli, le conventicole, le botteghe, gli studioli a essere importanti, e il rapporto iperuranio fra maestro e allievo. Sempre. Perciò ebbe ragione l’Uranista Bolognese a parlare di genocidio italiano. Recidere queste fila, disseccare la creatività, farà sì che il Paese decisivo si spenga; inghiottendo l'Occidente intero e le sue diramazioni; il mondo. Sono nazionalista? Ma qui è proprio dell’esatto contrario che si parla!

Ti ricordi … ti ricordi … quando a scuola ci insegnavano che l’Italia  divisa in staterelli era inferiore alle grandi nazioni europee, che già da tempo avevano goduto della rivoluzione colorata e si costituivano quali temibili potenze? Certo, mi ricordo. Maledetta Italia, tutti aborigeni seminudi con la clava e quei despoti ignorantissimi assisi sul marciume dei loro troni infecondi! Maledetta Italia, ancora divisa in staterelli! Gli staterelli, gli staterelli! Che un decimo delle Marche abbia prodotto più arte e conoscenza di intere nazioni non era cosa da rivelare alle nostre fragili menti di cardellini … le Marche … Ancona … la marca anconetana  … ministro Crosetto, Lei sa perché le Marche si chiamano così? Ministro Piantedosi, può nominarci tre architetture quattrocentesche prodotte nelle Marche che tutto il mondo, silenziosamente, ci invidia?

Interagisco quotidianamente con paraguaiani, filippini, peruviani, bengalesi, ma non con gli Italiani. Gli Italiani sono scomparsi dal panorama produttivo. Incontro solo vecchi, storpi, pazzi e malati cronici. E il minuscolo patriziato amministrativo foraggiato con l’erario: impiegatuzzi stitici, gendarmi bradipeschi, netturbini scansafatiche. Come si regga ancora in piedi il Paese è inconcepibile logicamente. Evidentemente l’Usura non ha ancora chiuso il rubinetto. Anche il settore privato sembra frollato per benino. A volte non comprendo proprio di cosa si parli. Tutti vogliono il briefing … democratico, non sia mai … per de-cidere … in base al programma … suddiviso in step … inviato per mail … a cui ognuno potrà apportare modifiche …  costruttive, beninteso … onde concrescere a più alti esiti … che, però, non si vedono mai ... gli alti esiti, intendo … come mai si vedrà la relazione finale con i positivi apporti … perché gli apporti vanno persi nello spam, causa antivirus aziendale, o una mail è disabilitata o il sistema intranet è saltato oppure il cloud s’è inghiottito - inspiegabilmente - le cicalate digitali d’un mese intero …

Il digitale fa paura al Potere! Il Potere poteva prevedere tutto tranne il digitale! La rivoluzione passa per Twitter! Come no, gli tremano le gambe … i migliori li hanno fatti fuori tutti proprio gli alternativi, a cominciare dal Pedante … Marco della Luna non viene mai citato pur essendo stato il primo a coniare la felice espressione “governo zootecnico”, il veterano Blondet è oramai circondato dagli arrampicatori digitali, abili a creare fuffa video … perché comprendere è aspro e rivela ciò che non vorremmo ci si rivelasse; il tifo, invece, rilascia gradevolmente i muscoli sfinterici.

La guerra è sempre una sconfitta, borboglia Borboglio I. E San Pio V? Doveva lasciare che a Vienna e Roma aprissero ristorantini di tabbouleh.

Nei bestiari medioevali la pantera, accoccolata al centro di fresche radure, apre le fauci. Il suo alito profumato si effonde d'attorno. Lepri, conigli, tassi, ammaliati, seguono irresistibilmente la via di quegli effluvi; quando si rendon conto dell'inganno è troppo tardi: la tigre scatta fulminea, e li divora. Anche l'allettante felino della modernità, la tigre, in agguato nelle foreste della notte, sbrana le prede: "Quale mano fu abile a torcerti i tendini del cuore?", s'interrogherà William Blake; il quale si domanderà ulteriormente: "Chi creò l'Agnello creò anche te?". La risposta di Thomas Eliot arriva un secolo più tardi: "Nella gioventù dell'anno venne Cristo la Tigre ... La Tigre balza nel nuovo anno. Ci divora [Us He devours]": Egli, infatti, ora è Giudice.

La Murgia, Raimo (Veronica), Piccolo, Veronesi, Scurati, Lagioia … ecco i vincitori del nostro tempo. Altri vincenti, loro pari, li trattano pure da intellettuali, tanto da chiedergli opinioni, e pareri, sull’attualità e la storia … Da parte mia li considero di gran lunga inferiori agli sceneggiatori di “Topolino”. Nel numero 887 del 28 novembre 1972, a esempio, la prima storia è Pippo e il cappello magico. Le prime tavole sono ambientate nella sede della Tetrannica, “la casa editrice della monumentale omonima enciclopedia”; alcune deliziose parodie sono il pezzo forte dei numeri di quegli anni ancora felici. Alla Tetrannica sono in ambasce gravissime: un collaboratore, Flip Lapin, s’è accorto, infatti, con apprensione, di aver tralasciato una voce. E quale? Coniglio. “Di solito”, afferma l’agitato quanto sussiegoso direttore, “la gente nelle enciclopedie cerca parole come: anturio, carcarodonte, lunula, platelminti, nittizione … termopolimeri, calastra, endice …”, per cui, della sparizione del comune coniglio, nessuno s’è accorto … Sì, negli anni Settanta a un bimbo poteva capitare di tenere in mano un fumetto che elencava parole come “nittizione” e “carcarodonte”. E “anturio”. Il sottoscritto, a esempio, rimase folgorato da Paperino che, in una storia, rivolgendosi sprezzantemente allo zio, usava il termine “tetragono”. Certo, erano altri tempi; tempi di altri Italiani, irripetibili, e oggi scomparsi.

A Roma si prepara minuziosamente il cubicolo. Aumento del biglietto ATAC, prossima privatizzazione di larghi settori comunali, fascia verde integralista e centinaia di migliaia di pezzenti costretti a piedi. Pali e paletti, segnali e segnalini mobili che avvertono del prossimo off limit già ingombrano la città a ridosso delle periferie. Qualche settimana fa un automobilista in zona Trionfale, altezza scuola Nazario Sauro, spostò uno di tali stolidi VERBOTEN per parcheggiare meglio. “Ahò, s’è messo lì d’impegno ah ah ah … ma lo sai chi era?”, mi fa un vecchio conoscente. “No. Il sindaco?”. “Ah ah ah, quello c’ha la scorta che je parcheggia … no, era Alberto Angela!”. “Non abita in un palazzetto a Monteverde?”. “Macché, abita dalle parti mie. J’ho pure strillato, ma nun m’ha sentito! Che forte che è … proprio bravo, come su’ padre! … ma servono ‘ste zone verdi? … boh, me pare n’artra fregatura!”. Ah, il popolicchio.

L’unica etica che conosco e che posso chiedere di rispettare: contrastare il Caos e l’immane transizione della Totalità nel Caos più abietto: il Nulla. Una nascita è già un’eccezione, uno sberleffo celeste, il miracolo. Voi stessi, mentre leggete queste righe, riordinando i vostri pensieri, lo siete; persino io ne vengo coinvolto, quale artefice di tali modeste impressioni. 


Di una nascita narra anche Jacopo Pontormo, nell’Adorazione dei Magi.
Un italiano, nel 1522, strappa al Caos questi pochi centimetri quadrati di pittura, che permangono, ancora, fra di noi, a miracol mostrare. Ecco la Nascita del Dio, somma vittoria della Luce e della Definizione sull’Informe. E la Bellezza, quale regolatrice del Giusto. La folla degli adoranti scende come le acque d’un ruscello, forse a prefigurare il Giordano, disponendosi dinamicamente di fronte al Dio Bambino.
Ma è la parte superiore, spesso inosservata, a costituire la mia personale meraviglia. Rivedendola, a volte, son preso da un moto di commozione e furia. Quegli edifici nobili, sulla destra, le torrette, le delicate sfumature di bruno a sancire le consistenze dell’altura, e gli alberi, più scuri, stagliati contro il cielo, a costituire i toni più freddi di contro ai panneggi in primo piano: primari che s'animano luminosi sfaccettati in nuances innumeri: i gialli, i rossi e, più rari, gli azzurri.

Questo dipinto è inesauribile, come l’Italia.
Al Potere rimangono due vie: o distruggerlo, poiché la sua sola esistenza è un pericolo, o annichilire il nostro apprezzamento nei confronti d’esso.
Per scongiurare la seconda evenienza ho deciso di scrivere queste ultime righe.
Serviranno? Forse no, ma come uomini-libro, ovvero quali transeunti ordinatori del Caos, abbiamo il dovere di usare anche tali minuscoli accorgimenti al servizio della memoria; e di ordinare volgari parole e bit in segreto accordo: a più alte armonie.

99 commenti:

  1. Buonasera Alceste,
    da quel "tetragono" rimasi folgorata anch'io, e ne ho fatto da allora in poi largo uso. Effettivamente ho un certo debito di gratitudine verso i vecchi "Topolino" riguardo la cura del linguaggio, su cui conto molto come possibile elemento di salvataggio dal crollo in atto e di difesa contro certi arconti istituzionali.

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    1. Non mi ricordo quale storia fosse, però. Questo è solo un esempio. Ce ne sono a centinaia.

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  2. Oggi mi è quasi dispiaciuto arrivare in fondo allo scritto. Ti ho letto volentieri, con qualche passaggio un po' nebuloso, ma nel complesso piacevole. Ti ho trovato dignitosamente rassegnato. Non so neanche io cosa spero di trovare quando leggo il tuo blog. Certamente non una soluzione, perché onestamente dubito ci possa essere. Forse soltanto un altro giro di giostra.
    Una cosa però l'ho avvertita anche io: ci stanno uccidendo con la mediocrità. La bellezza e la verità sono diventate cose obsolete, e neanche possiamo più "stracciarli con la fantasia" perché stiamo diventando dei vecchi disillusi. Non ci resta che piangere, ma non siamo più capaci neanche di questo.

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    1. Mediocrità? Magari. Qui siamo sotto media da mezzo secolo.

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    2. Soluzioni? Mah, con l'attuale materiale umano si può fare pochissimo, se non nulla (e del quale faccio parte anche io, ovviamente)

      Comunque a tal proposito mi permetto di consigliare un post di Della Luna, vista anche la citazione dell'autore nel post di Alceste. Utopia? Quasi sicuramente, ma almeno è costruita ragionando sulla realtà effettiva, e non su una percezione demenziale come quella che hanno certi soggetti della controinformazione petalosa

      https://marcodellaluna.info/sito/2023/07/23/scuola-e-sopravvivenza/

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  3. Mi permetto di aggiungere a questo maestoso scritto, un piccolo particolare rilevato da me medesimo la settimana scorsa durante il rientro da Roma, ovverosia il fenomeno delle " oceaniche " manifestazioni di piazza dei sindacati e della Cgil in particolare. Infatti ho avuto l'onore di imbarcarmi in aereo con una nutrita truppa di ex compagni di rientro dalla marcia di sabato 7 Ottobre. Età media sui 50/60 anni, gli uomini con panze mediamente strabordanti e donne sfatte dalla fatica, indossavano tutti la stessa maglietta con i colori del sindacato del povero Di Vittorio e una scritta a me incomprensibile, più o meno : " La sicurezza è l'energia per il futuro del lavoro" a cui nemmeno dopo un'ora di viaggio sono riuscito a dare un senso compiuto o una qualche rivendicazione ma penso fosse buttata lì a caso, poteva esserci anche ' lo scappellamemto a sinistra della sbiriguda ' che le avrebbero indossate ugualmente. Atteggiamento da scolaresca d'ospizio in gita, tutto pagato di grazia dagli iscritti, volo, abbigliamento, colazione al sacco e spiccioli da spendere a Fiumicino. Nella cappelliera sul casco da minatore accanto al mio zaino ho notato un adesivo con i colori dell'arcobaleno e il motto " Love is love " come un muto passaggio dalla difesa del duro lavoro nei cunicoli della miniera a quello delle miliardarie coppie omosessuali come insegna il buon Vendola.
    Niente peggio della sinistra moderna nel campionario d'orrori della monarchia universale. Vincerebbero su chiunque, ex fascisti, leghisti o vetero democristi. Convinti di protestare contro la Meloni, da 30 anni accompagnano la nazione nell'infamia e nel tradimento di tutti i loro valori.
    Antonio

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    1. Credo che "La sicurezza è l'energia per il futuro del lavoro" sia stata generata da una AI ... sono frasi composte a caso e che valgono per qualsiasi occasione poiché prive di reale significato. La realtà svapora, oramai. Purtroppo non possiamo chiamarla nemmeno sinistra moderna, sono deformazione di un sentire perso nel tempo, echi di voci lontane ...

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  4. Buonasera Alceste. Mi permetto, sull'attenti e col cappello in mano, di segnalare una microscopica svista: o Lancia Thema, o Fiat Croma, Lancia Croma sembra un ibrido LGBTX Arcobaleno Schwa, figlia di due lesbiche nata con utero in affitto (Stellantis?) ma diciamolo sottovoce, non sia mai che...

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    1. Giusto, giustissimo ... la Lancia Thema era quella da ricchi, la Croma per i parvenue. Personalmente avevo una Panda 750 CL ...

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  5. Bellissimo Alceste, grazie

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  6. ''Perciocché Gaza sarà abbandonata ed Aschelon sarà messa in desolazione; Ashdod sarà scacciata in pien mezzodì ed Ekron sarà diradicato.'' - Sofonia 2,4

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    1. Notevole rimando alla prefigurazione biblica del Libro dell'Apocalisse.

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  7. Buona giornata Alceste.
    Non è la prima volta che ne accenni nei tuoi scritti: “In tutta la mia vita, che ora volge al termine, mi son sempre sentito …”, “Per scongiurare la seconda evenienza ho deciso di scrivere queste ultime righe.”.
    La seconda frase, sul finire dello scritto, si può interpretare in due modi, la prima no e siccome, come ripeto, non arriva quale ventata improvvisa, ti prego di smentirmi.
    Un abbraccio di fraterna seppur lontana amicizia.

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    1. Volge al termine non perché sia terminale, ma per un semplice motivo: questo autunno è uno degli ultimi che potrò apprezzare, la candela si consuma. Altri vent'anni, se va bene, e poi?
      La seconda frase ha questo senso: qualunque organizzazione di pensiero, che ha bisogno di energia fisica, è un contrasto al Caos. Quelle righe, quindi, in cui razionalmente organizzo il ricordo di un dipinto del Pontormo strappa il Pontormo e l'apprezzamento della sua creazione dal Caos e dalla dimenticanza (per me sinonimi).

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  8. Caro Alceste,
    ritrovo spesso i miei pensieri nei tuoi scritti.
    La faccenda dell'autodistruzione pero' non mi convince, non riesco a vedere il tarlo autodistruttivo come insito nell'uomo, frutto di un moto interno, devo avere una fiducia esagerata nella natura umana.
    Il moto interno resta quello della sopravvivenza. Se i mezzi e i modi sono manipolati e controllati dall'alto, o sopravvivi con quel che ti viene illusoriamente passato come unico modo, anche fosse la lenta autodistruzione al posto dell'immediato annientamento, oppure affronti il martirio (sanctus), o sei un coraggioso e fortunato eroe (vir), o poco altro, ma si tratta sempre di alternative per le quali ci vogliono qualita' che non tutti hanno insite, queste si'.

    Tempo fa un'amica mi ha detto "ci sta da tornare sui monti, io c'ho ancora il fucile di babbo"... ehh si', pure io quello di nonno, ma con cosa lo carico, e chi se lo carica, per tacere dell'uso. Senza una cricca legata da comune intento, dove vai? Con le squadre di eunuchi attuali al massimo ricavi qualche festino sotto le stelle cadenti, finite le provviste si torna a casa, con chi vai a sopravvivere su pe' li monti?
    Sara' la terza persona da quando sono tornata che sento dire cio', buon segno, temo pero' sia gia' anacronistico, causa l' avvenuta mutazione antropologica, come la chiami tu. Serve intraprendere nuove vie e modalita'.

    Oggi pensavo come l'unica mia gioia di questi tempi sia stata il realizzare quanto bene mi sono fatta non entrando in alcun social. Ho evitato il tempo perso per aggiornare compulsivamente i cavoli miei al pubblico frustrato, per elargire i "mi piace" alle cavolate altrui, per soffrire (addirittura) perche' tizio o caio mi ha tolto l'amicizia, come ai tempi dell'asilo, o per gioire (addirittura) nel vendicarmi bloccandolo a mia volta, immedesimata in Goku Kakarotto che affronta il nemico ... ed altre soddisfazioni del genere. Non essendo santa, non ho neanche sacrificato il piacere occasionale di farmi gli altrui cavoli virtuali. Quando poi, a distanza di tempo, incontro i piu' presi nella "nuova rete sociale", si comportano come se, non avendo alcun profilo social, io non possa sapere cosa li' succede loro o in generale. Mi informano e mi raccontano come se non avessi mai visto un loro post o lamento su tali argomenti ... sembrano non aver capito che sono loro ad essere esclusi dai miei pensieri, opinioni e cavoli, e non viceversa, sebbene la cosa non faccia alcuna differenza nei confronti di chi dirige i giochi, che tutto vede.
    Per ora non resta che godere di una sana solitudine, per le soluzioni contingenti ci pensa l'istinto, per le possibilita' a lungo termine ci pensera' il fiuto, quando si paleseranno.
    Ise

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    1. Non sono d'accordo con te sull'istinto di sopravvivenza. Tanti popoli si sono estinti lasciandosi morire. Perché non può lasciarsi andare l'uomo? Una campagna per l'eutanasia (rinunciate al dolore, diventate concime!) avrebbe, sulla lunga distanza, un successo crescente. Tale la quantità di dolore che serpeggia fra gli uomini, soprattutto quelli terminali che abitano l'Occidente.
      Sono convinto, altresì, di un generale moto di regressione, a livello emozionale e intellettuale. L'abiura alla metafisica ci ha ridotti a vermi, gli esempi sono qui, quotidiani.
      Sui social hai la mia approvazione anche perché da lì non si cava un ragno dal buco. Ditemi voi cosa hanno prodotto, a parte meschinità, faciloneria e l'invisa goliardia da due soldi.

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    2. Si sono lasciati morire perche' soverchiati da una realta' ormai incomprensibile e senza piu' punti di riferimento. L'abiura alla metafisica e' un lasciapassare, i punti di riferimento inalterabili possono essere solo li'. Ma l'autodistruzione ne fu causa o effetto indesiderato?
      Anche io incontro per lo piu' "vecchi, storpi, pazzi e malati cronici" dalla visuale ridotta al minimo, e visione della vita senza prospettive al di fuori di quella imposta distruttiva. Ma perche' la soluzione umana non e' attuabile e quella disumana invece si? Perche' cosi' vogliono i piu'? La regressione e'innegabile, pero' se guardo al livello di regressione e dissonanza tra gli uomini e poi a quello molto piu' soverchiante, proporzionalmente maggiore e senza precedenti di propaganda ed oppressione mediatica, penso che stiamo fin troppo bene.
      Mi restano tanti dubbi, a volte solo lievemente fugati dal: "Noi sappiamo che siamo da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno."
      Ise

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  9. Tutta la finzione e irrealta' in cui siamo immersi, sembrano prove generali per la nuova realta'. Si sta creando la realta' a venire, la nuova normalita', come annunciato.
    Con le "soluzioni" insensate al terribile raffreddore ci e' stato mostrato quel che si vuole diventi la vita, evocando il programma in serbo per tutti, la salvezza del cubicolo di cui parli. Tra le cose piu' assurde, ricordo le transenne ai parchi giochi, gli inseguimenti ai singoli nei boschi e sulle spiagge... il messaggio implicito era: niente piu' natura, tutte aree protette esclusive. E il divieto di fornirsi di prodotti ritenuti "superflui", le strisce bianco-rosse di divieto di accesso nei reparti pieni dei supermercati? Non era forse l'annuncio dei razionamenti e della scarsita' che si vorrebbe creare? A Gaza si sta facendo una guerra o si sta togliendo cibo, acqua ed elettricita' a dei civili? E li' siamo da tempo nella vita reale, ora ufficializzata.
    Penso al film Hunger Games: situazioni che evocano un misto tra Grande Fratello, Isola dei Famosi e Truman Show, solo interamente reali e istituite a modus vivendi generale, in cui nessuno ha piu' il privilegio di essere solo un temporaneo protagonista di fiction o un distratto spettatore, ma deve vivere in quella che e' divenuta l' inevitabile normalita' di tutti.
    I protagonisti dei "giochi" presentati in forma festosa in mondovisione, sono costretti a una sopravvivenza manipolata e "hackerata" dall'alto in modo virtuale, con obbligo imposto di mors tua vita mea, perfettamente consapevoli di stare al contempo recitando per l'intrattenimento di un pubblico, divenuto essenziale in quanto latore di aiuti (gli "sponsor") indispensabili alla vera sopravvivenza. Il confine tra irrealta' virtuale e realta' e' eliminato, resta la nuova normalita' senza accesso ad alternative.
    E l'informazione onnipresente che passa dalle notizie di guerre, morti, emergenze, catastrofi, sovrapposte a quelle su amenita', vittorie o conquiste superflue, party e festeggiamenti rituali, indirizzati solo all'evasione e lo stordimento, che ruolo ha avuto se non abituarci a tale assenza di confini?

    Saluti,
    Ise

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    1. Il problema è l'assenza di una profondità metafisica. Il pensiero debole sta addirittura degenerando in pensierino fecale. Se non ti rapporti alla perfezione, ti riduci a imitare i vermi. E come un verme ti piacerà vivere. I soldi entrano solo in parte nel calcolo. Un contadino delle Langhe che faceva la fame nel 1920 godeva di migliori condizioni spirituali di noi. E, ogni tanto, s'accendeva di gioia poiché non gli erano sconosciuta la disperazione e la fatica, sentimenti oggi impossibili da provare. Oggi ci limitiamo a contare i cucchiaini di caffè della vita, giorno dopo giorno, come evoca Eliot.

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    2. Sembra di vivere in una simulazione di vita che non ci appartiene. Il fisico Melvin M. Vopson dice di aver trovato il quinto stato della materia, ovvero l'informazione, probabile sostanza della materia oscura.
      Se si leggono le sue ipotesi ad esempio, a caso, qui https://www.hdblog.it/mobile/articoli/n525138/linformazione-digitale-dati-bit-ricerca-energia, si apprende che:
      "il nostro progresso tecnologico sta redistribuendo la materia della Terra dagli atomi fisici all'informazione digitale"; "il numero di bit sarà pari al numero di atomi presenti sulla Terra"; "Da quel momento nascerà un mondo per lo più simulato al computer e dominato da bit digitali e codice".
      O ancora: "tra 130 anni tutta l'energia prodotta sulla Terra rischia di essere consumata "per sostenere la creazione delle informazioni digitali"; "se i bit continueranno a crescere ad un tasso così elevato - il 90% dei dati informatici sono stati creati negli ultimi 10 anni secondo IBM, e la pandemia non ha fatto altro che accelerare ulteriormente il processo - allora davvero si rischia di arrivare ad un punto di non ritorno, in cui il pianeta Terra sarà sempre meno fisico e sempre più digitale." Poi, immancabile, il finale dissonante che ci tranquillizza tutti.

      Restando alla mera superficie, mi colpisce l'ansia di trasferire qualsiasi cosa allo stato materiale, trascurando ogni processo inverso, come se la metafisica dovesse divenire fisica per avere status ontologico. Non occorreva poi tanto per capire che il sovraccarico di informazione crea una realta' satura a se' stante e chiusa, perche' annienta quel minimo spazio di liberta' di pensiero capace di sperimentare alternative a misura d'uomo, e non per forza a misura dei dati immessi solo quantitativamente e della loro progressiva ansia di materializzazione.
      Comunque e' un discorso presumo noioso ed infinito.
      Grazie per lo scambio.
      Saluti,
      Ise

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    3. Un mondo dominato da bit? Se i bit saranno più degli atomi fisici cosa ci sarà da dominare? In ogni caso il digitale è costretto al fallimento. O elimina l'uomo, e quindi sé stesso perché non credo in una entità autosufficiente, o crolla miserevolmente come gran parte dei sistemi complessi. Basti vedere le città digitali: mirabilie elettroniche e mucchi di pattume, il kipple di Philip Dick.

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  10. Io a Paperino o a Paperone ho visto pronunciare la parola propalare quando avevo otto anni,e ne ho subito indagato il significato. Di rado l'ho riletta, ma mai sentita pronunciare da nessuno. Erano veramente educativi i Topolino negli anni settanta. Io sono del '68 e da quando avevo 5 anni sono cresciuto con loro, ma non mi sono bastati a imparare a scrivere come te. C'era un negozietto di una vecchia che li vendeva per 100 lire, Ma per mancanza di fondi spesso mi accontentavo di cambiare i miei coi suoi. Prezzo: 10 lire a Topolino. Era un altro mondo neanche 50 anni fa. Penso che i periodo intercorso tra il 500 e il mille abbia cambiato la società umana molto meno.





    . Ma per mancanza di fondi spesso mi accontentavo di cambiarli. Il costo: 10 lire ciascuno.

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    1. Gli esempi sono centinaia. Alcuni sceneggiatori, poi, immettevano sia divagazioni picaresche (i viaggi alla ricerca di tesori), dal carattere ariostesco, che parodistiche (Paperodissea, I Promessi Topi). Deliziose le impennate surreali: quando si fronteggiavano zio e nipote, a esempio, spesso, nella baruffa, apparivano dal nulla scudi, spade e mazze ferrate. Si tratta di felicità nel raccontare e nell'ideare personaggi, tipica della letteratura del Cinquecento, italiana ed europea.

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  11. https://twitter.com/itsmeback_/status/1713570357838291441
    la parte più interessante è alla fine dell'intervista

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    1. Non sono in grado di controllare tecnicamente le affermazioni. Resta da capire, almeno per me, cosa voglia Big Pharma, o chi per lei, da noi: vuole sterminarci, dominarci totalmente o creare consumatori a vita? La terza mi pare improbabile, la prima può arrivare a rate, la seconda possibile.

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    2. Francamente l'intervista mi ha sconvolto: il vaccino modifica il DNA di chi lo assume e il DNA modificato è di "proprietà" di chi lo ha modificato, ossia solo possono produrre medicinali che utilizzino il DNA modificato. Un misto della seconda e terza ipotesi. Tra l'altro la tecnologia mRNA messaggero hanno iniziato ad utilizzatolo anche in altri vaccini: influenza stagionale e diabete. Vaccino: Preparazione rivolta a indurre la produzione di anticorpi protettivi da parte dell'organismo, conferendo una resistenza specifica nei confronti di una determinata malattia infettiva (virale, batterica, protozoaria) - Enciclopedia Treccani - Quindi un vaccino per il diabete che vuol dire ? A meno che nRNA non sia diventata la parolina magica, come AI, che infilano ovunque a sproposito per dare un tocco di "giovane inghilterra".

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    3. La storia della "proprieta'" con brevetto per gli OGM umani e' vecchia. Ma non mi spaventerei troppo. Se e' vero, come dicono, che anche le nazioni sono sempre state di proprieta' altrui, con brevetto depositato (s.p.a.), difficilmente il loro contenuto ha mai goduto di uno status senza padrone, e infatti...
      Ise

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  12. Dottor Ernest Comeliau, giudice istruttore, 23 bis, rue de seine - parigi VI //
    Signor giudice, vorrei tanto che un uomo, un uomo solo, mi capisse. E desidererei che quell'uomo fosse Lei. Durante le settimane dell'istruttoria abbiamo passato lunghe ore insieme: ma allora era troppo presto. Lei era un giudice, il mio giudice, e io avrei fatto la figura di chi cerca di scolparsi. Adesso sa che non si tratta di questo...
    G. Simenon, Lettera al mio giudice

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    1. Un caposaldo del romanzo novecentesco, ma pochi hanno il coraggio di affermarlo. Il Nobel lo hanno preso altri ...

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  13. Buongiorno Alceste. Ancora una volta un bellissimo pezzo. Complimenti.

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  14. Il signor professor direttore presidente di bla bla bla scarta a priori l'ipotesi 'non ce n'e' koviddi', l'unica che rende vagamente l'idea della presa per il culo. Del resto si vede che ha molto studiato; io lo dico subito, ho a malapena la terza media, cosi’ uno puo’ anche evitare di leggermi...
    Che sia un pipistrello od un laboratorio non cambia proprio niente, se il problema era reale, hanno fatto bene i governi a far vaccinare (gli altri). Di cosa ci si lamenta, quindi? Che i vaccini non erano perfetti? Ma e' ovvio, sono stati fatti di fretta, c'era un'emergenza...
    In pratica la narrativa ufficiale, grazie a questa contronarrativa, ne esce pulitissima. Propongo anche una medaglia a Conte e Trump. Se questa e’ la seconda Norimberga, direi che quanto a buffonate supera ampiamente la prima (non era facile, ma personalmente non avevo dubbi). Poi a cosa serve chiudere la stalla quando i buoi sono fuggiti? A meno che lo scopo non sia avere una scusa ufficiale per monitorare i vaccinati, e fare altri esperimenti su di loro, oltre ad accrescere la loro angoscia. Geniale, lo riconosco. Non che me ne freghi qualcosa, facciano pure. Ormai hanno la mia approvazione incondizionata, tipo quando si clicca ‘Accetto’ installando un programma sul computer.

    E perche' parla di farmaci (ovvero veleni) naturali associando 'naturale' a 'buoni'? Anche la morte e' naturale, ed e' un rimedio definitivo ed indiscutibile a qualsiasi malattia (a sua volta naturalissima). E quindi? Le vitamine in compresse non e' che siano molto 'naturali', poi. Io, almeno, non ne ho mai trovate sugli alberi. Ne’ e’ naturale l’ambiente in cui l’uomo „e’ sopravvissuto per milioni di anni”. Io non dormo con i lupi, ma in una casa. E lo stesso mio padre, mio nonno, il mio bisnonno. Poi non so il professore.

    Scusami Sandro, non ce l’ho con te, ne’ con il professore, discuto solo le idee e il culto di Gaia.

    @Alceste: qui si vuole solo la dannazione di quante piu' anime possibile, tutto il resto e’ noia.



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    1. Sull'inesistenza del Covid si dovrebbe meditare a lungo, d'altra parte quella è la tecnica che si usa sistematicamente e che, oltretutto, costa poco: qualche scenografia e tanti urletti isterici ... Esaltare la normalità, prima sottaciuta, a dirompente straordinarietà. Come detto, su ciò che ha tecnicamente affermato il professore, nulla posso dire. Certo, ha un po' troppi titoli per essere, come dire, eccentrico rispetto alla narrazione.

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    2. Ok, ho visto ora che il problema era la modifica del DNA e il brevetto relativo. Dai neonati ancora non battezzati vengono prelevati obbligatoriamente campioni di sangue dai piedi (5 gocce). Qui sul numero sono fiscali, non so in Italia. La cosa non allarma nessuno, per cui figuriamoci i brevetti sul DNA. C'era l'altro del Cern sulla free energy che si vantava di brevettare "processi che la natura conosce da sempre". Sono fatti cosi', fanno il loro mestiere. Niente di grave, nel contesto attuale.
      Rimane l'effetto nocebo dell'informazione non verificabile sui vaccinati. La convinzione... Quella il DNA lo modifica.

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    3. Il bello e' che mentre noi ci chiediamo quale sia la verita', o la versione piu' veritiera, perche' ormai ci arrivano tutte le possibilita' che l'immaginazione potrebbe formulare, gia' confezionate dal sistema web-mediatico senza bisogno di muovere un neurone, il Potere ha gia' volto tutte le verita' possibili immaginabili a suo favore, quale che sia la prescelta definitiva.
      Gia' si parlava, ad esempio, del fatto che alcune compagnie aeree non prendevano piu' piloti vaccinati (non si vola piu'?), che sia vero o no, se si afferma tale "verita'", se poi la estendiamo agli autisti di bus, e via di questo passo... il risultato e' sempre la distruzione di tutto il vecchio stile di vita. Hanno fatto bingo, e noi li abbiamo assecondati, non volendo piu' essere padroni dei nostri corpi e pensieri.
      Ise

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    4. Tempo fa su Oval Media (mi pare questo il nome del canale) Franco Fracassi pubblicò molte ore di video interviste a Joseph Tritto, il quale ripeteva più volte che tutto quanto da lui affermato era assolutamente reperibile in rete. Tutto interessantissimo, anche dal punto di vista della ricostruzione storica, richiamando alla memoria, tra gli altri, Dulbecco e il suo progetto genoma e del quale ricordo un' ospitata a Sanremo quando conduceva Fazio...

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    5. Mah, Ise, io non ho assecondato nessuno e quando dico ‘Accetto’ intendo quello che dicevo nell’altro post… E’ un ‘va bene, mamma’, del tutto pro forma. E’ come quando mi e’ capitato di affermare (forse non qui da Alceste) che bisogna accettare gli altri per quello che sono.
      https://cdn-img-f.facciabuco.com/68/1xaoqjgigh-regole-per-una-perfetta-convivenza-1-accettare-gli-altri-cosi-come-sono_b.jpg
      Sono intollerante al massimo grado, mi adeguo esteriormente quel tanto che basta a non farmi legare in una clinica psichiatrica come gia’ accaduto a qualcuno in Italia. Lo so che non ti riferivi a me e parlavi in generale ma mi hai dato un ottimo spunto.
      Il tempismo e’ essenziale. Il tempo di parlare dei vaccini e della farsa e’ scaduto a febbraio/marzo 2020. Infatti all’epoca da Mazzuppo e su Come Don Pippo si veniva bannati. Guai a dubitare dell’esistenza del kavod, eravamo troll che mettevano in cattiva luce il buon nome (troppo bella questa, e ci credono davvero) della controinformazione dei miei coglioni, dei paladini della liberta’ di parola di sta minchia. Oggi sono tutti li a frignare dei danni dei vaccini, che vadano al Diavolo, AMMESSO E NON CONCESSO che Egli se li prenda.
      Ma la controinformazione ha bisogno di prove, documenti, interminabili dibattiti democratici (mica sono faSSisti!); quando finalmente l’ultimo bue e’ uscito dalla stalla qualcuno comincia timidamente ad affermare che bisogna chiuderla (ancora non e’ sicuro, eh). Questa e’ una regola aurea, lo schema e’ sempre lo stesso. Poi, per dire, di terra piatta non si puo’ parlare e mi sta bene, chissenefrega… e ti discutono di Biglino come se fosse un argomento serio… ahahah… pagliacci e’ dir poco.
      E’ come dici tu… Alla fine tutte le strade portano a Roma.

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    6. Basti pensare che il virus scomparve il 24.02.2022 su ordine di Putin (ma, siccome i numeri sono importanti, la data del riconoscimento delle LDNR e’ 22.02.2022). Per magia qui sparirono mascherine, guanti, disinfettanti, vaccinazioni… Addirittura in Italia, dalla persecuzione dei no-vax autoctoni si passo’ all’accoglienza dei no-vax ucraini (i gia’ pochi vaccinati sono in buona parte vaccinati solo sulla carta)… e c’e’ stata forse qualche pandemia, oltre alle solite di scemenza?
      Agli inizi del 2020 vivevo ancora a Danzica, a noi era stato detto di chiudersi in casa, ed in effetti passeggiando si incontravano solo ucraini e poliziotti. Io frequentai i loro ostelli, dove vivevano in condizioni degne di Nuova Delhi (a proposito: si saranno estinti in India, no?)… frequentai anche appositamente gente ammalata ma non mi riusci’ di ammalarmi… Del resto nella vicina Bielorussia pure sembravano immuni al virus. Che colpisse solo i democratici? E chi lo sa. Comunque bei tempi, perlomeno in confronto a quelli che verranno.

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    7. @Barbara
      Personalmente confido in qualche farmaco a base di nanotecnologie bio che intervenendo sul DNA in maniera naturale (ovvio), lo ripari. Per fare cio’ servono piu’ finanziamenti (e tante interviste, discussioni, articoli) alla ricerca nelle nanotecnologie. Anche una commissione d’inchiesta non guasterebbe.
      Combattiamo Big Pharma finanziando Big Pharma, il sistema per mezzo del sistema. Praticamente la medicina e’ diventata tutta una ricerca per mettere una pezza ai danni causati dalle scoperte mediche precedenti.
      Forse e’ meglio che lasciamo stare.

      „il quale ripeteva più volte che tutto quanto da lui affermato era assolutamente reperibile in rete.”
      A parte che in rete si trova tutto e il contrario di tutto, non faceva prima a mettere i link?

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    8. Esatto Nachtigall, il tempismo e' essenziale.
      Hai riassunto bene la regola aurea.
      Senno' a cosa servirebbero i segreti di stato che, a distanza del tempo necessario all'oblio, ci svelano nebulosamente qualche verita'?
      Parlo sempre in generale, meglio restare inclusivi, fosse mai che qualcuno si offende.
      Per me la questione del cosa vogliano da noi ormai non si pone tanto quanto quella del cosa abbiamo voluto noi (in generale). Al passato, appunto, perche' il tempo per ravvedersi (nel senso di risavire e di cambiare schemi di pensiero) e' bello che scaduto. M'interessa solo per la comprensione e la conseguente conduzione della mia esperienza individuale.
      Una delle scalette dell'opera in onda potrebbe anche essere la seguente: al primo ciclo, si dedica la mietitura agli over 50 per alleggerire ed eliminare l'INPS. I poveri profughi potranno finalmente non pagare piu' le pensioni altrui; al secondo ciclo, si passa ai poveri disoccupati, per alleggerire ed eliminare l' UBI (Universal Basic Income), senno' sai il debito, il default, lo spread, il panico dei numeretti, i suicidi, gli infarti, ce lo chiede l'UE, Draghi, il Deep Hole... Al terzo ciclo, si dona generosamente il ricavato agli UCL (Universal Children Lovers), che penseranno a dare amore (Love is love) agli orfanelli di loro poprieta'. Secondo una ricerca del team dell' USFI (Universal Science and Fiction Institution), il nuovo amore universale e' la forma piu' efficiente di amore mai sperimentata; attenzione solo alle sparute frange di terroristi psicopatici no-UCL.

      Qualcuno riuscirebbe a sfaldare tale logica, dopo decenni di egregia unzione degli ingranaggi e le sinapsi che la rendono "normale"? Sembra di no, dato che da troppo tempo stiamo sopravvivendo esclusivamente dentro la moltiplicazione delle conseguenze di questa logica deviata, dai meccanismi emotivi e del pensiero di cui si e' perso l'asse originale, senza che si sia conservata la facolta' di forgiarne di nuovi.
      Ne deriva che un pensiero capace di generare ed aderire a "premesse" che modifichino tale andamento di massa in cortocircuito, non e' piu' neanche concepibile (cum capere). Il disastro, l'avversita' degli astri, e' proprio il non saper piu' comprendere ed agire sulle cause, limitandosi a contenere l' instabilita' delle conseguenze che aumentano. Che dire, temo che la idiozia antiumana non puo' che aumentare, incluso il circo che la rappresenta, posso solo comprenderne le leve e ribaltarle internamente, il resto sara' tutto da vedere. Tempi alquanto impegnativi.
      Saluti,
      Ise

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    9. Ise!
      Non so per la scaletta, mi sembra tranquilla, da Apocalisse in poltrona. Agli astri do’ giusto una sbirciata per le tendenze di fondo che agiscono sulla vita animale. Terremoti, a tutti i livelli, un ventennio abbondante.
      Noi pero’ non siamo animali, o almeno non tutti. E io non so leggere gli astri :) ahah!

      Hai scritto in precedenza tutto quanto occorre sapere: "Noi sappiamo che siamo da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno."
      Prendiamolo come un allenamento. Non vedo speranze per la collettivita’, benche’ il progetto di Davos e kompagni sia talmente idiota da esser destinato al fallimento, i danni causati nel frattempo saranno irreparabili. Ed ha senso che sia cosi’.
      Ma per i singoli la liberazione e’ sempre possibile. A mio giudizio bisogna osare, non essere minimamente in soggezione verso gli esperti di zanzare o la morale del branco. Preso atto che e’ una recita, almeno scegliersi una parte non di comparsa. E qui ognuno decide da se’ cosa vuole dalla vita e lo ottiene.

      P.S. Ho trovato il collegamento tra ebraismo e Tantra che tanto cercavo e di cui avevamo parlato. Ab.Ram nacque ad Ur, praticamente un ariano. Ora mi aspetto che qualcuno con piu' conoscenze di me mi bastoni per questa affermazione, ma la stella a sei punte e' quella.

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    10. Nachtigall,
      Si lo prendo come un allenamento. Del resto, stranamente, l'ho sempre presa cosi', prima ancora di avere le "prove" (che ora personalmente ho, senza piu' dubbi) che fosse tutta una recita, tragica e comica insieme; me lo sentivo gia' da bambina. Pero', al contrario di te, tenderei ad aspirare ad essere trasparente, a non lasciare traccia (cosa forse impossibile, con i bit che lasciamo in giro), ma certo senza rinunciare a fare quel che mi piace. Sono perfetta per i lavori dietro le quinte, lascio volentieri ad altri il palcoscenico e gli onori del caso.

      Grazie per l'aggiornamento su Tantra ed ebraismo. Digitando un po' ("creando" piu' materia bit) con tali parole-chiave ho trovato diversi testi interessanti, e molto da approfondire.
      Sei un ottimo investigatore! Chiedero' a te la prossima volta che mi capitano collegamenti strani da approfondire.
      Cari saluti,
      Ise

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    11. Alceste, stavo guardando per curiosita' se dal 22.02.2022 si potesse risalire a ritroso di 2 (due) anni e svelare l'arcano (la Sacerdotessa - Isis? - in questo caso, con la korona cornuta).
      Ho trovato questa pagina: https://www.dire.it/22-02-2020/425131-prime-pagine-quotidiani-22-febbraio-2020/
      Il primo morto di cogliona in Italia risale a quella data. E' vero? Per un virus scappato da un laboratorio o arrivato con un pipistrello dopo la sosta in Iran, mi sembra un tempismo perfetto. Per associazione mi e' venuta in mente la Morte nella canzone Samarcanda.
      Lo so, non sono prove scientifiche... e per fortuna...

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    12. Ma di cosa è morto quel morto? Chi lo sa? A meno che non abbiano deciso di farlo morire in quella data a mo' di apposizione simbolica ...
      Chiariscimi questa cosa sull'andare a ritroso perché non l'ho compresa.

      Ti inoltro, poi, questa suggestione: la topografia di Roma antica (monarchica) è a forma di stella a sei punte. Ciascuna punta individua una lettera del nome segreto di Roma. Chi lo conosce e lo pronunzia è in grado di distruggere la città.

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    13. Mi spiego meglio; che sia morto qualcuno e di cosa non e' rilevante, ne e' stata data la notizia, che ha agito nell'immaginario come se fosse vera. Quella notizia e' stata data il 22.02.2020, se e’ vero il link che ho messo. Non ho motivo di dubitarne ma faccio comunque questa riserva dal momento che io non mi sono salvato i titoli dei giornali di quel giorno, li ho recuperati oggi a posteriori perche’ ho avuto ‘un’idea’.
      Siccome ho notato e ho visto che e’ stato notato anche da altri, come dal Palermo che mi avevi segnalato, che il 22.02.2022 va messo in relazione con il 22.02.1917 (un centenario festeggiato ben oltre la data di scadenza*) e io aggiungo anche con il 22.02.2014 (Janukovich fugge dichiarando il colpo di Stato)… ho pensato che il numero due (nei tarocchi la Sacerdotessa con le due colonne, graficamente rappresentate nel numero romano II**) potesse fornire qualche altra chiave di lettura. Naturalmente si possono fare altri calcoli sommando tutte le cifre del giorno, del mese, dell’anno, magari di altri calendari etc. ma io non sono capace. In questo caso la presenza massiccia del due accende comunque un campanello.
      22.02.2022 e’ per me la data ufficiale (aldila’ di quello che dice l’OMS) in cui finisce la pandeminchia, in quanto Putin (il nuovo Hitler, quindi il centro della Storia) riconosce le due repubbliche. Gli eventi non sono logicamente legati, ma lo sono per la propaganda (l’Incantesimo). Da quel giorno i riflettori si spostano dal kavod a Maglioncino.
      Allo stesso modo l’inizio della psicosi e’ da collegare al primo morto in Italia, perche’ della Cina e dell’Iran non frega niente a nessuno (obiettivamente: ripeto conta il simbolo)… e senza le bare di Bergamo non avrebbero potuto giustificare le chiusure… vere o finte non fa differenza. Per cui il primo morto segna un inizio, cosi’ come l’intervento russo segna una fine e quindi un nuovo inizio. 22.02.2020 – 22.02.2022 fanno due anni esatti… non male per degli eventi casuali e non programmati a tavolino (sui sei anni esatti che si e’ convenuto far durare la Seconda Guerra Mondiale, con sei milioni di morti, gli unici che contano… veri o finti non importa, degli altri non frega niente a nessuno... si potrebbe pure indagare).
      Ho voluto scrivere questa mia ipotesi perche’ ritengo che sia un forte indizio in favore della teoria che gli eventi sono controllatissimi. O, se avvengono per 'caso', avvengono secondo un ordine superiore a quello umano.
      C’e’ in realta’ un altro pezzo che vorrei aggiungere, benche’ siano anche queste solo speculazioni. Il 07.10.2023 i riflettori si spostano nuovamente. E’ il compleanno di Vladi-mir (etimologicamente Signore del Mondo), il quale aveva detto che ci sarebbe stata una sorpresa ad ottobre (perlomeno questa e’ la notizia che e’ girata da noi il mese scorso, se l’abbia detto davvero non lo so) e, mi e’ stato fatto notare, anche la festa della Madonna del Rosario. Sulla Madonna (che in quanto Regina del Cielo io collego sempre ad Astarte, quindi alla Sacerdotessa) c’e’ un particolare accanimento, che forse neanche su Cristo.
      Io penso che la scelta di mostrare un massacro (vero o finto non ha importanza, tanti altri pure veri vengono taciuti quotidianamente, non e’ quello il criterio) nel giorno della Vergine equivalga simbolicamente ad uno stupro (il sangue / la Vergine). Avevo inizialmente taciuto questa considerazione perche’ mi sembra inquietante ma forse e’ il caso di condividerla.
      La propaganda e’ sostanzialmente un mito, in versione moderna, e come tale va letta.

      *Questa affermazione posso provare ad argomentarla meglio se pensi sia il caso, ho fatto qualche commento in passato.
      **Eventualmente posso provare ad argomentare anche il perche’ secondo me il numero due va messo comunque in relazione alla carta dei Tarocchi, ma non credo sia cosi’ interessante e sono solo mie ipotesi.

      [continua...]

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    14. [seconda parte]

      Su Roma ti ringrazio tantissimo di questa informazione, per me davvero preziosa e che non conoscevo.
      A me risulta che il nome segreto di Roma sia Venere (quindi la Stella del Mattino, Lucifero, come si definisce anche Gesu’ in Apocalisse). Roma infatti va letto al contrario. Pero’ Venus ha solo cinque lettere, quindi mi manca sicuramente qualche informazione, e poi immagino che il nome vero di Venere non sia pubblico, come non lo sono mai quelli dei demoni e compagnia. [Da tenere a mente che Venere corrisponde ad Afrodite, quindi la moglie di Efesto... FALCE E MARTELLO... ma qui sarebbe troppo lunga...]
      La stella a sei punte, che io chiamo tantrica perche’ la miglior lettura che riesco a dare al simbolo e’ quella di un’unione mistica dei due triangoli - e che ritengo oggi un simbolo ariano -, si lega bene anche al simbolismo di Venere. Il quarto centro energetico del corpo, quello del cuore, ha proprio quel simbolo ed il pianeta corrispondente e’ tradizionalmente Venere. Quest’ultima osservazione forse si puo’ sorvolare in quanto la divisione del corpo in sette chakra non e’ universalmente accettata (e anche chi la accetta, posiziona a volte i pianeti ed i colori in maniera differente), c’e’ chi ne considera molti di piu’, chi dice che non esistono etc. Io ritengo esatto Venere/chakra Anahata. L'etimologia del nome del chakra porta a 'non colpito', quindi possiamo dire 'Immacolato', che riferito al cuore e' nuovamente una bella corrispondenza con il Cristianesimo.
      Spero di non offendere nessuno con queste affermazioni, sono solo mie speculazioni.

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    15. Cara Ise,
      Mi sono spiegato male: con ruolo di protagonista intendo della propria vita, non e’ in contraddizione con l’essere invisibili. Ognuno sceglie da se’ cosa vuole ma quello che volevo dire e’ che bisogna osare. Faccio un esempio stupido, quello che vuole cambiare completamente vita ma non lo fa perche’… ed elenca tutta una serie di legami. Piu’ spesso che non sono scuse, piu’ spesso che non, una cosa diventa impossibile solo perche’ la riteniamo tale… poi per carita’ i limiti ci sono (spesso si tratta di legami che abbiamo scelto noi, quindi gia’ un buon punto di partenza sarebbe valutare bene prima di crearne di nuovi), bisogna considerare la situazione generale, la propria situazione di partenza… ma con un buon piano e tanta forza di volonta’ molti ostacoli sono superabili. Do’ del resto per scontato che uno sia pronto al peggio, o almeno si stia preparando da qualche anno.
      Era un’osservazione antiborghese, che vale certo anche come promemoria per me. Tanto quel tipo di vita non ha comunque futuro e i tiepidi saranno vomitati…

      Sulla radice Ar (avevo sulla scrivania un libro dell’editore Ar che avevo ripescato per cercare una citazione e continuava a cadermi l’occhio sulla copertina, ma ci ho messo un po’ a capire) di arte, aristocrazia, ariano, ARES etc. c’e’ moltissimo da dire, come anche sul RAM di Ab.Ram (l’ariete/utero di cui ho parlato in qualche commento recente).
      Di Ur, che io credevo significasse fuoco, ho trovato questa etimologia:
      Il nome viene dall'espressione fonetica u-r, esistente nel caldeo e nel runico col significato rispettivamente di fuoco e di toro o ariete.
      Di nuovo l’ariete e di nuovo il fuoco.
      Due link per alcuni spunti.
      Ram, il caprone, la primavera -> https://nachtigall.pl/index.php?post/2023/03/25/Aries-in-affitto
      Michel-angelo e la Cappella Sistina, la critica balbetta a proposito dell'occhio di Kali in cima alla piramide. Esempio: https://it.wikipedia.org/wiki/Vela_sopra_Asaf,_Giosafat_e_Ioram
      ARES = Il Signore degli Eserciti?
      Ora non riesco a dilungarmi, e magari alcune associazioni sono avventate, ma ho raccolto davvero tanto materiale. Alla prossima per aggiornamenti, allora! :)

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    16. @nachtigall: sulla forma antica di Roma e sul nome segreto ti farò sapere. Devo recuperare un volume, non mi ricordo dove l'ho messo.

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  15. Riguardo l'espressione 'governo zootecnico' (o espressione analoga, 'gestione zootecnica' e simili) sono sicuro di averla letta in qualche libro di Evola, forse 'Dottrina della razza', riferita alla visione biologica e materialista della razza nel nazionalsocialismo o in una polemica con Almirante sempre a proposito (Almirante dopo la guerra segui' pero' la via di Anna Frank). Sospetto che qualche principe russo possa averne fatto ampio uso agli inizi del secolo XX ma credo che sia stata coniata molto prima della nascita di Cristo, direttamente dagli Allevatori.
    Ad ogni modo hai ragione, peggio della Lega e di quelli del 'risveglio' di coscienze digitale non c'e' niente. Per dire, meglio Conte e le autogiustificazioni, allo stesso modo in cui ad un Vannacci si puo' senza esitazione preferire un Figliuolo (dico se proprio uno fosse costretto a votare... In Australia sapevo che ti fanno la multa se non voti).

    Il Pedante lo leggo sempre molto volentieri e lo trovo eccellente (ti ringrazio, avendolo 'scoperto' tramite il link sul tuo blog), Blondet raramente e di solito mi lascia perplesso.

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    1. Dovrò controllare, ottimo suggerimento sulla locuzione. Blondet ha scritto molto, cadendo in alcuni tranelli, però è un veterano - uno dei pochi a mantenere i piedi nell'Antico Ordine. Non sapevo dell'Australia ... paese che vai, trucco che trovi.

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    2. Ho sfogliato velocemente il libro citato, ho trovato un riferimento a Trotsky, „materialismo zoologico” ma non e’ ancora la citazione che ricordo (pagina 45, editore Ar). Potrebbe essere anche ‘Fascismo e Terzo Reich’, o ‘Mito del sangue’… boh… e’ tornato tantissime volte sull’argomento da varie angolazioni. Del resto non credo al copyright, le idee appartengono non a chi le espone per primo ma a chi le fa proprie piu’ integralmente.
      Il Pedante trasmette una notevole tranquillita’ interiore, sembra che scriva dalla cima del monte Everest. Qui lo posso scrivere, di la’ sembrerei un adulatore.

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    3. Un apripista c'è comunque. Materialismo zoologico, comunque, è notevole invenzione.

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  16. Alceste buona sera.
    Ho avuto una illuminazione.
    Riguarda i social.
    Abbiamo i due scintillanti sposi, Chiara e Fedez.
    Ma qui l'aggravio dell'esserci (sugli schermi) è ricaduto solo su di lui. Poveretto voleva continuare a partecipare al tecno-serraglio ma mantenendo il proprio pisello intatto.
    Eccola la malattia. Viene quando sguazzi tatuato nella dissoluzione ma "avresti in te" il mezzo per penetrarla e combattere.
    La responsabilità non avvertita e non adempiuta porta accorciamento di vita.
    Lei.
    Lei rimane leggera perché non penetra nulla. Strutturata a ciò nell'impianto fisico.

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    1. Non credo di aver compreso a pieno, ma prometto di meditare le tue parole.

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  17. Più di una volta si è qui accostato Israele all'Iran e ad un ristrettissimo gruppo di "Stati/colonna", o Paesi che resistono, o come li si vuol chiamare. Me ne sfugge però, quanomento in parte, il senso. Sappiamo bene (o quasi) come nasce lo Stato di Israele, chi lo ha messo in piedi, con quali danari eccetera. Sappiamo bene anche che, al netto delle contraddizioni in merito, si tratta di una Paese la cui società è progressista a dir poco (torna sempre utile ricordare la chiacchierata fra bulli in Stand by me, quando Asso diceva all'amico che se voleva scopare non doveva farsela con le cattoliche, ma trovarsi "una protestante, o meglio ancora un'ebrea"). E poi: cos'è Israele se non l'avamposto USA per eccellenza in Medioriente? Come può starci allora il paragone con l'Iran? Com'è che, a quanto pare, gli ebrei ortodossi di Israele non sono allineati alla narrazione occidentale sulla questione in atto? E pertanto non conformi alla linea dei distrutturi dell'Occidente. Non sono una mente così sofisticata e fatico ad appassionarmi alla lingua cinquecentesca del Pontormo, quindi forse mi sfugge qualcosa. Spiegati meglio su questo punto, se ti va. Credo lo meriti.

    (Yaroslav)

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    1. Qui Stati e nazioni non c'entrano. Israele conta perché c'è Gerusalemme. E poi l'Iran perché è la Persia. Gerusalemme è ebrea? Non è questa la chiave. La chiave è che un nome evoca e unisce mondo classico e i maggiori monoteismi. Sulla Persia cosa aggiungere? Uno dei tre maggiori imperi della Storia ... se normalizzi queste due terre siamo alla dominazione totalitaria.

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    2. Sì, ma cosa significa qui normalizzarle? Gerusalemme si trova di fatto nello Stato di Israele, che è quel che è. Non è dunque già normalizzata, quantomeno per alcuni versi? E non lo sarà integralmente al cessare di ogni rivendicazione sulla Città Santa da parte di altri soggetti? Non ha già fatto (o si appresta a fare, Bibi o non Bibi) la fine di Roma (o quasi)? Mi parrebbe meno normalizzata Mosca, al momento (con tutte le contraddizioni del caso e le riserve sul futuro). Dall'antica Persia fu cacciato lo Scià nel '79. L'Antico Ordine ha prevalso. Su Gerusalemme, le mani dello "Scià" sembrano avviarsi a divenir financo più salde. Non so se mi sono spiegato. Può darsi mi sfugga qualcosa...

      (Yaroslav)

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    3. Per normalizzare intendo questo: il passato di quelle città non incide, culturalmente, sulla vita che vi si conduce. Sono entità anonime, fatte per l'uomo nuovo. Londra fu resettata nel 1666, Parigi a metà Ottocento e così via. Roma, la più importante, ha solo qualche monumento che la lega al passato anche se i suoi cittadini, ampiamente annacquati dalle migrazioni, vivono come cittadini qualunque. Potrebbero essere di Chattanooga, per quel che ne so, o di Toronto. Vogliono spianare e rendere anonime le civiltà, le differenze. Ogni evento va in questa direzione. Se riusciranno nel doppio colpo è davvero finita.

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    4. Perdona se argomento ulteriormente, ma m'interessa... Perché la creazione di uno Stato palestinese, quindi la famosa soluzione dei “due popoli due stati”, dovrebbe, secondo quello che mi pare di aver capito dalle tue parole, normalizzare Gerusalemme e costituire un passo decisivo verso l'imposizione integrale del Nuovo Ordine? I fenomeni hanno diversi livelli di lettura. Tu ti tieni sempre su quelli più profondi, e non dico sia un male. Come si fa tuttavia, in questo caso, a non considerare la sensatezza di alcune rivendicazioni dei palestinesi (lasciamo perdere gli eventi degli ultimi giorni, parlo in generale del corso storico dalla fondazione dello Stato di Israele)? Non hanno diritto come gli israeliani ad uno Stato? Dovrebbero fregarsene perché in fondo non è importante, essendo questo un piano di lettura delle cose più superficiale? E noi possiamo davvero lasciar perdere questo piano? I percorsi storici si tracciano spesso sulla base di letture “superficiali” della realtà. Forse è così nella maggioranza dei casi, per quanto riguarda la vicenda umana. E lo è perché se uccidere tuo figlio significa evitare il crollo dell'Impero (è solo un esempio per farmi intendere), tale scelta in direzione della salvaguardia dell'Impero può essere presa solo da un "super uomo", non da un uomo qualunque o da un uomo saggio. L'uomo qualunque non lo farebbe perché il peso di tale violazione sarebbe per lui insostenibile; il saggio non lo farebbe perché sa che il bene esiste ed è cosa definita, così come il male, e che scegliere il male condurrà, prima o dopo, a esiti nefasti (non solo per chi lo compie, ma in senso generale, sulla base del principio di unità del tutto). Ora, io sono molto affascinato dalle tue dissertazioni, e mi trovo spesso d'accordo con te (per quel che afferro, che non è tutto, riconoscendoti un'erudizione e un grado di penetrazione di certi fenomeni incomparabili ai miei). Tuttavia, non posso non dubitare rispetto a certe convinzioni che partono inevitabilmente da una prospettiva atea (o integralmente essoterica) e quindi, a mio modo di sentire, distorcente la realtà profonda delle cose. Parimenti, lo ammetto, sono un po’ infastidito quando ascolto Battiato dichiarare: “Sono un antiwagneriano, devo dire. Costituzionalmente. Per non uccidere un uomo farei andare uno Stato in miseria. […]. Non si può ammazzare una persona. Per nessun motivo”. Ne sono infastidito probabilmente per due ragioni collegate: 1) in fondo, sento che questa è la verità; 2) che tale verità implica un’intransigenza alla quale non so sottomettermi. Non perché abbia pulsioni omicide. Intendo che, ad esempio, sono tentato anch’io di giustificare determinati atti, come la guerra, con la scusa di un “bene superiore” da difendere o raggiungere (il che, talvolta, coincide con una qualche convenienza, a qualche livello).
      [continua di seguito]

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    5. Anche perché, se così non fosse, mi troverei forse costretto ad ammettere che se è vero, come è vero, che la grandezza della nostra civiltà in declino si basa per lo più su violazioni decise e reiterate della Legge (con la maiuscola, quindi Divina), così come per ogni grande civiltà, allora è stato tutto sbagliato e tutto inutile. Che la cultura e la bellezza prodotte nei secoli, se figlie del male, non valgono nulla. E che proprio per questo, prima o dopo, sono destinate a dissolversi. “Guardare il mostro in faccia”. Sono parole tue, giusto? Ecco, uno dei mostri è proprio codesto interrogativo, che è poi l’interrogativo dostoevskiano per eccellenza apparentemente risolto in Delitto e castigo (apparentemente perché, in fondo, è chiaro che tali opposti moti continuassero a far parte del grande scrittore), e che io traduco come sopra: sacrificare il figlio nella culla o far crollare l’Impero? Quando il sottoscritto, dopo i fatti del Monastero delle Grotte di Kiev e altre aberrazioni germinate da Poroshenko in poi a quelle latitudini, ha sperato che si potesse arrivare, prima o poi, alla presa della capitale del Regno della Rus’, era (ed è) ovviamente trascinato dal secondo istinto. E la vita di alcuni di noi, di fatto, si dispiega altalenando fra questi due istinti. Personalmente, ho fatto l’esempio di Kiev perché, nonostante tu non sembri attribuire grande peso a determinate vicende, o comunque le interpreti in modo diverso da me – guardandole da un’altra prospettiva –, si tratta di un caso emblematico di difesa dell’Antico Ordine. E quindi, una volta ancora, vacillo.

      (Yaroslav)

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    6. Certo che hanno diritto alla loro terra, ma - questo dico - ciò avverrà non perché essi riusciranno ad affermare la loro civiltà bensì in un quadro più alto e già prefigurato di normalizzazione. In altre parole credo che la sincerità della loro volontà di autoaffermazione e autodeterminazione (uso un linguaggio da veterosinistrati, mi scuso per questo, ma è tardi per me) sia usato proprio avendo per fine questo progetto globale. Tutti gli atti, anche i più eroici, o quelli più crudeli o cruenti, sono la patina che riluce su un verminaio di intenzioni già determinate. Posso sbagliarmi, ovviamente, anzi, devo dirlo: mi danno fastidio quelli che si esercitano in profezie da Nostradamus ogni cinque minuti e che prevedono le apocalissi nel 2012, poi nel 2013, quindi nel 2014 ... anzi no, nel 2016 ... eppure avverto, invece di una guerra che prevede la distruzione del nemico, il profumo sottile della menzogna. Come per l'11 settembre: 3000 morti, angoscia, dolore: per cosa? Solo come trampolino di lancio per le reali distruzioni tanto agognate, altro che petrolio! Anche lì a milioni credettero ... allo scontro di civiltà ... e si batterono nel nome dei valori ... ma il Gioco era altro e li sfruttava senza pietà.
      Si arriverà al doppio Stato? Forse sì, per gradi a noi impercettibili. La pace e l'edonismo faranno il resto. Tutti si acconceranno. Ci saranno un poco di frizioni a causa del tasso di natalità palestinese che rischierà di annegare il purissimo sangue ebraico nell'ansia da minoranza, però tra venti o trent'anni cosa importerà? A quel tempo Liliana Segre sarà polvere e l'Olocausto un ricordo fastidioso ... Schindler's list, invece, un filmino un po' esagerato e facile, quasi kitsch.
      Il Bene e il Male sono la radice della Bellezza, loro nemico è il Nulla. Dio è Bene e Male, Satana è il Nulla, la Bestia. Questo per ribadire la mia teologia cui accenno qua e là. Il Colosseo è Giulio Agricola, ma anche la spedizione contro i Galli Senoni massacrati a decine di migliaia - una delle prime pulizie etniche della Storia.
      Di queste cose, però, si dovrebbe parlare a quattr'occhi.

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    7. Ah Alceste, mi citi i Galli Senoni, insieme alle tue parole sulla Marca di Ancona nel testo, non posso eivtare di inserire qui un inciso fuori tema:
      le Marche furono tali anche grazie ad una sedimentazione storica preromana da competere con la via della seta (lo so, lo so, tutta l'Italia vanta tali stratificazioni), grazie anche ai Senoni.
      Alberto Calvelli han ben delineato come la colonia greca di Ankón, divenne presto una "koiné celto-greco-etrusco-italica" dell'Italia preromana (https://www.antiqui.it/piceni/crisi.htm), una perla dell'ostrica italica sull'Adriatico, quando dalla crisi di una civilta' ancora si riusciva a prendere il meglio da quel che sopraggiungeva dopo, e non il peggio.
      Chissa' che koiné saranno i nostri discendenti.
      Saluti,
      Ise

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    8. Non si è mai fuori tema.
      I discendenti li vediamo in azione già oggi. Su quelli di nostra pertinenza posso anticiparti questo: non sopravviveranno.

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    9. Sì, di certe cose si dovrebbe parlare a quattr'occhi. Magari un giorno... Per ora, un saluto.

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    10. Santa Olga Nikolaevna Romanova ci ha fatto avere la richiesta dell'ultimo Re di Roma, il quale fece entrambe le cose che dici: sacrifico' il figlio nella culla e fece crollare l'Impero.

      "Papà chiede a tutti [...] che non cerchino di vendicarlo [...] poiché il male che adesso domina nel mondo diventerà ancora più grande. Il male, infatti, non può sconfiggere il male, ma solo l'amore può farlo."

      Ho esitato prima di riportare questa citazione, ben sapendo i connotati che la parola amore ha assunto. Ma, chiarito che non si tratta di sfaldamento o tolleranza, in fondo e’ corretto, ritengo sia corretto. Cristianamente? Ineccepibile.

      Fatti come la violazione del Monastero delle Grotte di Kiev vengono lasciati accadere deliberatamente perche' si vuole appunto suscitare odio. Non tanto verso i cristiani (quello abbonda), ma NEI cristiani. Si osservano le reazioni.

      Si pesano i cuori.

      Scusate l’intromissione.

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    11. In effetti la " pace in medio oriente " e il primo Mc Donald a Teheran dopo un bel raid atomico da parte della nazione dei Giusti darebbe il via alla Monarchia Universale. Penso che a questo servano gli sgozzamenti dei bambini, veri o falsi e le chiese vecchie di mille anni prese di mira dalle ex bombe intelligenti ( ve le ricordate ?).
      Certo, a furia di evocare i demoni della guerra e le forze ctonie si rischia di risvegliare appartenenze etniche, identità religiose, orgoglio nazionale, tutta quella robaccia che per l'èlite progressista va sotto il nome di " fascismo ", ma penso che non siano così stupidi da non avere calcolato questa probabilità. O no ?
      Antonio

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    12. I demoni "fascisti" li evocano limitandone, però, l'azione con un bel pentacolo protettivo ... come nei rituali di evocazione ... i demoni in Europa non li vediamo, e nemmeno in America, sentiamo solo una ridda di menzogne contradditorie. A dirla tutta non li vedono neanche in Israele, se vogliamo fare i puntigliosi. Comunque l'assordamento dei media fra pochi giorni provocherà un mal di testa collettivo e tutti si abitueranno, come è stato per Ucraina, Iraq, Afghanistan ... il McDonalds', prima o poi qualche hezbollah entrerà a farsi un panino. D'altra parte come resistere a quelle croccanti patatine?

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  18. Buonasera Alceste, condivido l'opinione sul tentativo in atto da secoli di spazzare via differenze culturali, tradizioni che possano fungere da argine all'avanzata di quello che definisci "indifferenziato". In effetti si parla spesso proprio della Guerra alle tradizioni, ma raramente dell'attacco portato ai luoghi-simbolo, le città, sarebbe interessante un pezzo in merito, qualora intendessi approfondire l'argomento. Il cenno alla Londra caduta con il grande incendio del 1666 è un'intuizione notevole, nello stesso periodo la città fu colpita anche da un'epidemia di peste. Tempo fa lessi i diari di Pepys, andrebbero recuperati alla luce di queste considerazioni...peraltro il tutto avviene negli anni successivi all'apertura cromwelliana ai mercanti ebrei, che secondo il lungimirante Oliver avrebbero contribuito a incrementare il commercio britannico e quindi preparare l'Inghilterra alla modernità capitalista, curiosa in merito la figura di Menasseh Ben Israel...per quanto riguarda Parigi immagino ti riferisca allo sventramento dei quartieri medievali voluto dal barone Haussman, se non sbaglio stessa provenienza etno-religiosa. Aggiungo quello che potrebbe essere l'episodio dirimente nella storia di Pechino: 1900, la rivolta dei Boxer viene soffocata e le legazioni occidentali salvate dall'intervento di un corpo di spedizione multinazionale, insomma caschi blu ante litteram. In quell'occasione i marines (o un corpo analogo, non ricordo con esattezza) violarono la Città Proibita per la prima volta in una storia millenaria, imponendo definitivamente il nuovo corso. Poi vennero Sun Yat Sen, Chiang kai Shiek, Mao, kuomintang vs comunisti, Lunga Marcia ecc ecc ma la realtà è che probabilmente l'occidente aveva messo le grinfie sul celeste impero (e l'impronta che personaggi come Shapiro e Rittenberg -solita matrice- diedero alla nascente finanza cinese nel corso del 900 è tuttora ben poco trattata). In generale una tematica stimolante (e inquietante), spero ci tornerai. PS gran pezzo, dolorosamente lucido. Sempre più raro imbattersi in scritti così, le menti che resistono in quest'epoca ammorbante, diabolicamente subdola, mi fan pensare ai cavalieri di Artù in Excalibur di Boorman, quando partono alla ricerca del Graal. Un'impresa disperata -il solo Parsifal sopravvive, se la memoria non mi inganna- ma proprio per questo pura, epica. E cos'è rimasto di puro oggi, se non tentare con tutte le forze di opporsi all'annichilimento dell'uomo? Un saluto

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    1. Sì, citai anche in qualche luogo la devastazione recata dal barone Haussmann, che non era barone di nascita, e nemmeno architetto. I decadenti si lagnarono della sua opera in vari luoghi.
      L'impresa dei cavalieri alla ricerca del Graal ricorda da vicino la leggenda del Simurg, l'Entità Divina: gli uccelli si mettono alla sua ricerca, ne sopravvivono trenta; questi comprendono che loro stessi sono, oramai, il Simurgh.
      L'imitazione di Cristo, alla fine, è la stessa cosa.
      Dobbiamo ricercare il Divino e la Perfezione, è l'unico sfondo alla nostra esistenza in grado di salvarci.

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    2. Già, rammento citasti Haussmann, così come l'analoga opera svolta da Moses a New York, altra figura da approfondire. In quanto al Simurgh non posso che concordare, la ricchezza di significati e simbolismi delle mitologie è abbacinante...come ricordi il Simurgh è simbolo della ricerca di sé, ed è doloroso constatare come siano riusciti ad allontanare l'uomo da tale ricerca, al punto da fargli maturare una percezione del tutto ingannevole: più si ritiene superiore al suo passato, più si allontana da tutto ciò che è realmente vitale, la ricerca dell'armonia, della bellezza, della profondità. Regressione galoppante, oggi forse siamo all'acme del processo, il tecno-imbecille è giunto...dato che hai citato -immagino non a caso, visti i tempi che viviamo- un mito legato alla Persia, confido sul fatto che i miti siano d'ispirazione tanto ai novelli Parsifal occidentali quanto ai discendenti degli antichi persiani, una delle ultime roccaforti del Divino, luogo che credo mantenga legami con la tradizione impossibili da comprendere per il progressista medio versione "Pangloss ritardato" che vediamo in azione di questi tempi, e che cercheranno di travolgere con ogni mezzo. Ci sono uomini consapevoli di questo, mi auguro siano preparati.

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    3. Per questo sono preoccupato per la tenuta della Persia. Ho un brutto presentimento, assai soggettivo, poco geopolitico.

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    4. Sarà solo un caso, uno dei tanti, però se ripenso alla minchiata pandemica mi viene in mente che ad essere colpite 'per prime' sono state proprio l'Italia e l'Iran... Chissà...

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  19. "...uomini piccini, che cosa vi occorre per capire? Ma sapete voi, sapete voi che senza l'inglese l'umanità può ancora vivere, può vivere senza la Germania, può vivere anche troppo facilmente senza i russi, può vivere senza la scienza, può vivere senza pane, ma soltanto senza la bellezza non potrebbe vivere, perchè non ci sarebbe più nulla da fare al mondo? Tutto il segreto è qui, tutta la storia è qui!" (Dostoevskij, I demoni)

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    1. Giusto, giustissimo. Ecco perché tutti coloro che fanno appello alla Bellezza sono stati riprovati come decadenti o estetizzanti. In questo si distinsero i comunisti i cui epigoni, oggi, banchettano sui meschini resti della cultura italiana.

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  20. Concordo pienamente.
    Ieri sono andato a vedere il film L'ordine del tempo; dell'omonimo libro di Rovelli non c'è che qualche sparuta citazione (incomprensibili ai più, quindi inutili), tutto il resto è un inno alla narrazione sinistra (coppie gay, ambientalismo spiccio, famiglie allargate, famiglie ristrette, figli di nessuno ma di tutti, ecc; pare che l'unico problema esistenziale sia con chi facciamo o non facciamo sesso); lo spettacolo migliore è l'abbazia di Fossanova a Priverno. E' un continuo battere e ribattere sugli stessi temi fino alla nausea, alla noia. Pochissimi spettatori le cui mascelle erano messe a dura prova dagli sbadigli. Niente a che spartire con "Il grande freddo" di cui il film vorrebbe un moderno rifacimento. Una svista incredibile: la serva peruviana per tutto il film fa la serva, anche quando tutti i protagonisti, sinistri di sinistra, ballano in tondo - tutti uguali - un sirtaki.
    Ho visto anche La felicità della Ramazzotti; alla fine del film, come al solito ultimamente, mi vergognavo di essere uomo (maschio) poi ho fatto spallucce e ho pensato che forse era lei che doveva andare da uno psicanalista, di quelli bravi.

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    1. Perdonami, se volevi soffrire non potevi mettere la mano in una morsa per qualche secondo? Almeno la finivi là ... Non riesco a capire come si possa trarre un film dal libretto di Rovelli che, almeno a me, ha stimolato altre riflessioni (non ricordo in quale post). La Ramazzotti? Ma chi è questa gente? Oggi ho appreso che la Festa del Cinema di Roma sarà aperta dalla Cortellesi ... Mi mancano le parole, ho solo maledizioni.

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    2. I bagni a Coccia di morto sono terminati, quindi è libera.
      Nel film della Ramazzotti, i mostri sono gli uomini; lei, la protagonista, manipola (ma il termine non è corretto) tutti quelli che gli arrivano a tiro mediante rapporti orali (per questo manipolare non è adatto) è una povera vittima.
      Ma la cameriera peruviana che non partecipa alla socializzazione dei sinistri è troppo bella; come gli immigrati indesiderati a Capalbio.
      Tu non sei sposato, vero ? Ho accompagnato mia moglie; le amiche l'hanno "accannata"

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    3. Anch'io ebbi le mie morse. Soprattutto sentimental-fregnacce e cartoni animati. Si tratterà di orodirigismo femminista?
      La peruviana indesiderata: da not in my back yard a not in my living room. Ricordiamo che questa gente è soprattutto parassita. L'ideale gli serve solo per parassitare (fondi per la cultura, lo spettacolo, l'eguaglianza): la vita va goduta a destra ...

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  21. Ringrazio Alceste per le sue riflessioni, ma anche i commentatori del blog, capito qui ogni tanto per respirare .

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  22. https://youtu.be/rmlmOk4ubcU?si=5cxcsSSd6nJxetah

    Feel like a man, who fell to earth
    That this is not where I belong
    They rule my life from a metal box, that's windowless
    And I wonder, where it all goes wrong
    Maybe this dream will stay alive
    But can the madness be undone?
    Am I the new intelligence?

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  23. Buongiorno Alceste,

    leggo più su questa tua frase:

    "Per questo sono preoccupato per la tenuta della Persia. Ho un brutto presentimento, assai soggettivo, poco geopolitico."

    Direi che non è soggettivo e però è anche geopolitico (come conseguenze, non come cause).
    Questa, presa da WP - sempre bello rivolgere le sue armi contro il Nemico - è la diffusione di lingua e popoli indoeuropei a partire dalla loro culla (in ciclamino):
    https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/5a/IE_expansion.png

    Direi che tale culla combacia con la zona che si sta incendiando da qualche anno a questa parte.

    Un piccolo amarcord, a margine.
    Pensavo che nessuno si ricordasse più di Timișoara - la "rivoluzione di Cinecittà", come la definì François Fejtő - laddove tutto cominciò...

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    1. Iniziò la fase catastrofica, cioè il finale di un lavorìo da topi lungo qualche secolo. La cartina che proponi è convincente. Qualche tempo fa ne postai un'altra, molto più tarda: l'area di diffusione delle epigrafi latine. Anche in quel caso si notava una coincidenza fra attuale distruzione e Civiltà.

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    2. Le menzogne di Timisoara e la sommaria esecuzione di Ceaușescu (come di un attentatore islamico qualsiasi) resero da subito evidente l'inganno ... il golpe fu preparato con calma, come sempre, spargendo soldi ai traditori e, soprattutto, mentendo ... a mentitori unificati ... persino alcuni comunisti d'acciaio che ancora sopravvivevano a quel tempo furono convinti dell'inevitabile.

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  24. Ciao Alceste, ottime riflessioni. Leggo sempre ma ultimamente non ho commentato. Ad ogni modo in Italia bisogna fare molta attenzione ai personaggi (che da noi purtroppo contano più delle persone).
    Inoltre i controinformatori hanno cacato perché, come tu ben sai e hai sempre detto, non è solo una questione di soldi. È facile fare il so tutto io "follow the Money" magari fosse così facile, i soldi sono un mezzo, non neutrale come tutti i mezzi, bisogna prepararsi meglio.
    Sitka

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    1. Ben ritrovato. I soldi individuano i pezzi piccoli, i minuscoli traditori, i voltagabbana, i viscidi servitori dei due forni. In alto i soldi non sono più un problema, lo è il potere ovvero il dominio. E come dominare? Eliminando in massa i potenziali ribelli cioè le civiltà nate attorno al Mediterraneo e al Medio Oriente che si sono propagate, nel tempo. Un buon filo da seguire, da tal punto di vista, è la ricchezza e la profondità delle architetture. Chi non ha architettura non è un pericolo. Chi aspira a costruire lo specchio dell'assoluto, invece, va raso al suolo, con ogni mezzo. Sono antiche verità che nessun controinformatore indagherà mai.

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    2. Sì.
      Credo che sia il motivo perché "loro" (inutile specificare CHI) odiano ferocemente il bello, oltre che la vita.

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  25. Buonasera Alceste , da Marchigiano vorrei sapere a quali opere quattrocentesche della mia regione che il mondo ci invidia ti riferisci .Grazie Armando

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    1. La sola Urbino, se non sono andato via di cervello, ne custodisce una mezza dozzina. Si tacciano Pesaro, Macerata, Ascoli. A Montefiore dell'Aso, che ha l'onore di un eccezionale Carlo Crivelli, dovrebbe resistere ancora la Collegiata ... Sulla strada per Montefiore vidi una cappellina in aperta campagna, di profumo rinascimentale anch'essa. Un'indagine sistematica recherebbe alla luce centinaia di luoghi ... perché l'Italia è grande soprattutto per i suoi interstizi meno conosciuti. A esempio, a pochi chilometri da casa mia, si trova un casale moderno, di foggia novecentesca. Nessuno ci fa caso, per carità. Però questo casale vanta dei contrafforti. Si è scoperto che, forse, fu già della Confraternita del Santo Spirito (secentesco), che quella costruzione bassa che funge da complemento è ciò che resta di una torre mozzata di origine medioevale, che il casale stesso sorge sulle rovine di una villa suburbana romana prossima al basolato di una via repubblicana romana che ricalca una tagliata etrusca etc etc Questo avviene perché l'Italia ha prodotto ininterrottamente per tre millenni ... la parola "quattrocentesco" ha valore evocativo e puramente indicativo: l'ho usato per lontana suggestione d'una poesia di W.B. Yeats: "Did Quattrocento finger fashion it?" ovvero "[questo volto] l'hanno modellato dita quattrocentesche?" ... passo che mi ha sempre colpito ... e che l'Irlandese scrisse a ricordo di un volto botticelliano ...

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    2. Grazie per la risposta . Credevo che si riferiva a tre in particolare . In effetti la sola Urbino ne contiene chissà quante . Per non parlare di Camerino , Fermo , Ascoli o la mia Ancona . Del resto , come spesso ricorda non solo le Marche , ma l’Italia tutta è piena di opere grandiose . Grazie

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  26. Stavo leggendo di Hesse il Lupo nella steppa e mi imbatto in questo passaggio....Noi i vecchi studiosi e ammiratori dell'Europa di una volta, della vera musica di una volta, della poesia vera di un tempo, siamo forse soltanto una piccola stupida minoranza di nevropatici complicati che domani saranno dimenticati e derisi?
    Quello che chiamiamo cultura che chiamiamo spirito, anima, che diciamo bello, sacro, è forse soltanto un fantasma morto da gran tempo e considerato autentico e vivo soltanto da quel paio di pazzi che siamo noi?
    O non è stato forse mai una cosa autentica e viva?
    Quello che noi cerchiamo di raggiungere nella nostra pazzia è forse stato sempre un fantasma?
    .....
    Ti chiedo caro Alceste è stato tutto forse sempre un fantasma?
    Sergio

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    1. Ho pensato prima di risponderti. E credo che sì, ormai è un fantasma. Non lo è stato. Fu una pulsione vera, che donava senso alla vita. Oggi, tuttavia, non riesco a scorgere nulla e nessuno in grado di comprendere ... manca il materiale umano. Manca quell'aristocrazia che teneva viva i sentimenti e la capacità di padroneggiare certe materie. Siamo gli ultimi pazzi? Di sicuro incompresi poiché manca un linguaggio comune in grado di intenderci.

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  27. Ho per caso avuto la curiosita' di sapere quale fosse il costo della vita nella citta' di Massa Carrara, e mi e' venuto fuori questo:
    https://expiter.com/it/province/massa-carrara/

    "Lo stipendio medio mensile a Massa-Carrara è di 1601.84€, che è nella media per il paese.
    Il costo della vita si stima attorno a 1976.02€ al mese per persona singola o 2929.54€ al mese per una famiglia di quattro persone. Il costo per affittare un piccolo appartamento (bilocale o trilocale) in un'area residenziale di città è di circa 1162.22€ al mese."

    Allora sono andata a caso su Firenze (non osando vedere Milano o Roma):
    "The average monthly income in Florence is around 1898.93€, which is higher than the average for Italy.
    The estimated cost of living is around 2138.8€ per month for an individual or 3185.36€ per month for a family of 4. The cost for renting a small apartment (2-3 bedrooms) in a main city area is around 1255.41€ per month."

    Rimini:
    "The average monthly income in Rimini is around 1350.18€, which is lower than the average for Italy.
    The estimated cost of living is around 1906.2€ per month for an individual or 2807.45€ per month for a family of 4. The cost for renting a small apartment (2-3 bedrooms) in a main city area is around 987.21€ per month.

    Pescara (dicendomi: dai che qui ce la facciamo):
    "The average monthly income in Pescara is around 1481.72€, which is lower than the average for Italy.
    The estimated cost of living is around 1504.93€ per month for an individual or 2256.57€ per month for a family of 4. The cost for renting a small apartment (2-3 bedrooms) in a main city area is around 660.41€ per month."

    Gli italiani che vivono in tali citta' le sanno ste cose o sono solo informazioni per expat?
    Lo stato lo passa il bonus "lavoratore italiano cornuto e mazziato"?
    "I dati ufficiali dimostrano che gli italiani lavorano molto al di sopra della media europea: 1.668 ore contro le 1.349 della Germania, le 1.363 della Danimarca, le 1.416 dei Paesi Bassi e le 1.490 della Francia."
    Saluti,
    Ise

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    1. Finché c'è il grasso da tagliare non si muove foglia. Li lasciano sbraitare, insultare e tifare. Il tifo protegge dalla rivelazione. Si vuole l'annientamento dell'apparente avversario, ogni volta riproposto con diversi stracci mentre il nemico se la ride sugli spalti. Anzi, ho notato che i latori di semplici verità sono i primi a essere duramente osteggiati. Si preferisce mentire a sé stessi. Perché? Li si distrae dal tifo. Il tifo rilassa, la verità reca ansie, logora. Preferiranno morire sul divano che alzare un dito.

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  28. Alceste scusami, una curiosità senza importanza, ma secondo te, Eugenio, quando ha tenuto il discorso ai cadetti, era palesemente un facente parte di quelli che lavoravano per quel tipo di mondo o uno che metteva in guardia?

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    1. Nel 1972 Cefis affermava con sicurezza: nel 2030 il mondo sarà così. Cari cadetti, lo dico a voi per cui nutro affetto, da ex commilitone, premunitevi per tempo. Sono consigli di vita e di lavoro. Già sapeva del Muro di Berlino, del crollo della classe politica, dei traditori, dei pagliacci, dei transessuali morali ... sapeva già a grandi linee ... al netto di alcune minuzia inessenziali che l'Italia sarebbe ben presto scomparsa, così come la democrazia, l'Europa e la civiltà.

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  29. Grazie, degli articoli, delle risposte...

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  30. La rappresentazione plastica della sconfitta risiede nella totale assenza di una qualsiasi opposizione al modello del Nuovo Universo. Prendiamo il caso della Chiesa Cattolica: un conservatore, un reazionario ( addirittura! ) ai miei tempi avrebbe trovato rifugio sicuro nell' omelia domenicale dell'ultimo prete di campagna dell'Italia contadina. Oggi anziani sacerdoti inneggiano dal pulpito alla chiesa in uscita di Francesco, tutti contenti della " bontà " e " del " non siamo qui per dare giudizi ". Ma come ? E i cambiavalute cacciati fuori dal tempio da NSGC e " chiunque scandalizzerà uno di questi piccoli è meglio che si leghi una macina da mulino al collo e si getti negli abissi " ?
    Una volta , caro Alceste, scrivesti una frase che mi è rimasta impressa riguardo all'esercito che combatte per il re, in assenza del re. Che, aggiungo io, da tempo è in combutta con il Nemico.
    Antonio

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    1. Io stesso, che ho sempre campato da estraneo, in terra di estranei, prediligendo estranei, vedo che nessuno è più estraneo davvero alla chiamata universale. A tratti pare un incubo. Pare scomparso persino il solo pensiero di poter dissentire. I peggiori di tutti, poi, sono certi controinformatori che spaccano il mondo e se la fanno col Nemico. Uno dei miei rarissimi pregi è quello di non averci mai creduto.

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Siate gentili ...