Decifrare il passato (e il presente)

Racconti e improvvisazioni

Novità sconsigliate ai puri di cuore

15 novembre 2023

Vogliamo vivere!


Roma, 16 novembre 2023

Ho passato quasi metà della mia personale esistenza a vivere la vita di un altro; e ciò che ne restava a ripudiare il tempo in cui nacqui, giorno dopo giorno. Da giovane, per campare, si doveva fingere in tutto: sui banchi di scuola, in società, al lavoro, in vacanza, al bar. Ci si riservò la mendacità, una briosa discesa agli inferi. Il grasso di quella breve epoca edonista consisteva, a ben ri-vedere, nella moneta presa in prestito dal più sordido usuraio; e si viveva in accordo con quei semitoni una danza di sguaiato e inavvertito orrore. Quanto tempo perso, quanta stupidità in ogni atto! Alla nostra secolare etica, che disconosceva, come ogni tradizione che ci tiene in vita, il giudizio su sé stessa, se ne sovrappose un’altra, apparentemente libertaria, ariosa, dalla vastità infinita. Fu un miraggio degno di Alcina. In realtà vedevamo con altri occhi e i nostri, gli unici che potevano salvarci, furono resi ciechi: “gli ochi nostri tenebrosi”. Poi cominciai a leggere meglio, a vedere meglio. Non si trattava di risvegliarsi a niente, semplicemente giudicai secondo ciò che siamo sempre stati. E presi a vivere la vita al contrario. Sottosopra. Perché il contrario del contrario è la retta via. Dappertutto giravo in senso antiorario, come i detenuti durante l’ora d’aria. Alla stanga, a faticare il triplo, a essere compatiti (non capisci!), a rimanere esclusi, inevitabilmente, dal corretto fluire della vita che ancora, sonoramente, disperatamente, con risate isteriche e forzate, gorgogliava giù per la fogna. Dove merita di stare.

Una volta non ci si domandava: voglio vivere nel mio tempo, oppure no, lo rifiuto. Ci si adattava secondo un conformismo più o meno accettabile, schiantati da sacrifici o privazioni, oberati dal male, ma l’intimo conforto di cui si godeva erano quei punti cardinali verso cui guardare. Qui è il problema. Un asse del mondo è necessario, o per conformarsi o per tentare di svellerlo alle fondamenta. Le epoche o sono incardinate alla tradizione oppure minacciate da sconquassi sociali e umani, ma la bussola deve necessariamente segnare un nord morale. Uno dei primi a rendersi conto dello sfacelo fu William Shakespeare: quella frase, apparentemente innocua, poiché riferita a una vendetta ("Time is out of joint", il tempo è fuori dei cardini, della giusta guida), alludeva al tramonto di un Ordine (di un kosmos) e all’incipiente in-augurazione dell’apostasia inglese. Egli intuiva che quel turbine di sangue celava non certo il male, presenza connaturata all’umano, bensì il nichilismo corrosivo e sterile dei nuovi tempi a venire.

Nel Riccardo III alcune nobili dame si rinfacciano assassinii:

Margherita: Io avevo un Edoardo, finché un Riccardo non lo uccise; io avevo un Enrico finché un Riccardo non lo uccise; tu avevi un Riccardo, finché un Riccardo non lo uccise.
York: Io avevo un Riccardo, e tu l’hai ucciso: io avevo pure un Rutland, e tu hai aiutato a ucciderlo.
Margherita: Il tuo Edoardo è morto, che uccise il mio Edoardo: l’altro tuo Edoardo è morto, a saldo del mio Edoardo; il giovine York non è che di soprammercato … il tuo Clarence è morto, lui che pugnalò il mio Edoardo; e gli spettatori di quel furioso dramma, l’adultero Hastings, Rivers, Vaughan, Grey, precocemente soffocati nelle loro cupe tombe.

Questo dialogo, degno dell’episodio d’un serial mafioso, cela qualcosa di più intimo: la fine dell’aristocrazia, intesa nel senso più alto. E dell’irruzione di una gerarchia basata non sull’oro, ma sulla metafora d’esso, sull’oro-nulla, sul denaro che chiede in pegno inesigibile la civiltà per ri-donare il Nulla.

L’incendio di Londinium del 1666, di cui ho reso sazie le platee del blog, ciò significa: ripudio della civiltà antica, ovvero la civiltà tout court, e via al brave new world di Huxley (che, infatti, cita Shakespeare).
Lo stesso studioso scespiriano Jan  Kott, cui si deve la messa in evidenza del dialogo di cui sopra, opportunamente annota: “Nel Medioevo l’immagine più pura della ricchezza era un sacco di monete d’oro … Per lunghi secoli la ricchezza fu rappresentata da campi, pascoli, boschi, greggi di pecore, castelli e villaggi … La ricchezza era qualcosa che si poteva vedere, toccare e odorare. Soltanto in seguito si smaterializzò, divenendo segno, simbolo, astrazione”.
In nome di questa astrazione, ora divenuta talmente raffinata da sfociare nel cupio dissolvi digitale, abbiamo sacrificato la nostra libbra di carne ovvero ciò che siamo stati. In cambio ci hanno dato qualche decennio di comodità; ora ci si accorge che tali doni, come tutti i doni di Lucifero, consistono in cenere.
Pagare tale debito è impossibile. Non possiamo riavere indietro nulla. Ciò che demmo all’usuraio in cambio di cenere è ora, esso stesso, cenere.

Shakespeare sapeva dei nuovi tempi. E Lady Macbeth, donna senza figli nella terra dove il brutto è bello, istiga il suo uomo a commettere il regicidio più infido e codardo. Macbeth non troverà più riposo, rimpicciolendosi a omarino timoroso delle fronde degli alberi; la strega, invece, dapprima isterica, quindi pazza, finirà a consumarsi come una candela ("Out, out, brief candle!"), lei, motore della tragedia, lontana dagli sguardi, in un delirio senza parole, ombra fra le ombre. Lo stesso Riccardo III muore fuori campo, dopo quel grido straziante: “Il mio regno per un cavallo!” poiché si era reso conto che il regno della propria ambizione s’era rivelato cenere.

I cavalli si azzannano nella notte, the land is waste, i cavalieri vagano oramai alla ricerca di qualcosa che nessuno potrà mai più trovare: la cappella è dissacrata, i più nobili sono massacrati l’uno dopo l’altro, negli agguati dei sicari, dal coltello o dal veleno; il Graal passa per mani usuraie, lo si vende al mercato delle pulci per quattro soldi, tra ghigni degni di Ensor. 

Indy Gregory è morta. Cos’è questa bambina innocente per noi? È la Santa, la nostra Simonino. Sì, Lei difende gli ultimi confini del Sacro, dell’Intangibile. Oltre non c’è nulla. Il tema dell’aborto e dell’eutanasia, nella mia prima vita, era qualcosa di tecnico, ingannevolmente razionale. Bevevo alla fonte del Lete postmoderno. L’aborto? Legalizza un fenomeno che già esiste. L’eutanasia? Un palliativo per chi soffre. Le mammane, le mammane … il diritto all’aborto, la giuridicizzazione dell’aborto … i diritti civili, la libera scelta … ci ho messo una vita per liberarmi del mio tempo. Sono stato costretto a girare al contrario come l’ultimo dei ronzini, la pelle scorticata dalle frustate, per accorgermi che la soppressione di un essere vivente, ancorché colto nel suo principiare, tale è: un omicidio. E ciò avviene perché la creazione d’una nuova vita, la lenta educazione d’essa, l’amore che vi si profonde … ciò rappresenta la vittoria più travolgente contro l’Abisso e la Bestia. Lasciar crescere, plasmare, educare, definire, trasmettere; è questa la battaglia, l’unica reale, che l’uomo può combattere contro l’Indifferenziato. Cerchiamo di comprendere dove convergono gli attacchi del postmoderno: contro qualcosa di definito, solare, plastico: contro la vita, nel suo innocente e naturale fiorire.

L’appressamento a tale semplice verità m’indusse alla progressiva resa. Finalmente affermai: “È così, è sempre stato evidente”. Non è stata una scelta personale. La verità sul nostro stare al mondo si rivela, dolcemente: ed è Lei a sceglierci. L’uomo integro non deve scegliere. L’uomo dell’esistenzialismo, gettato nel proprio tempo come estraneo, l’uomo solo di fronte alla morte, l’uomo senza Dio, lui sì che vanta il privilegio, falso, della scelta: infatti qui si ritrova, alla radice, la sentenza di morte spirituale dell’umano. L’epoca delle scelte ha forgiato per noi un’infernale tunica di Nesso. I diritti, continuamente invocati, con petulanza assordante, a suffragare tale libera scelta, sono le 95 tesi che ci hanno spediti nell’Abisso. L’isteria dei libertari, la violenza bavosa delle loro affermazioni, deriva proprio dalle loro presunte libere scelte nel deserto del Nulla. La libertà estrema ha prodotto schiavi, il "fa ciò che vuoi" omarini biliosi, la falsa scienza, in realtà pura tecnica priva di rimorsi e peccati, un serraglio di disperati. La libertà autentica la regala l’armonia a un testo sacro, reso sacro nel tempo; non si compra sulle bancarelle del tempio, né si rivende, non ha prezzo come non l’aveva il nardo della Maddalena che tanto scandalizzava il ragionier Giuda (Gv 12, 3). Non ebbe mai prezzo la vita di Indi Gregory. Se anche avessimo sacrificato a lei tutto il nardo del mondo, avremmo operato nel giusto, arricchendoci. Ancora una volta l’omarino postmoderno opera calcoli sbagliati, moltiplicando l’ingiusto con l’ingiusto, rifuggendo dalla verità per puro spirito di protervia. Avrà in cambio cenere, ovviamente.

La spada ci separa dagli Altri. Nessuna pace in terra, ma la spada: la spada tra fratelli, la spada sceglie ognuno di noi. La spada, come il fuoco, affina, definisce, intaglia lineamenti ed etiche, ci rende qualcosa. Per difendere i confini del sacro, e rimanere umani, occorre un’arma. Prima o poi, dopo il proprio personale Golgota, ognuno, fedele o perfido, sarà chiamato. Qualcuno sul letto di morte, quando il baluginio dell’insensatezza ferirà molti cuori. Penitentiagite.

Lo Stato ha ucciso Indy Gregory. Lo Stato? Cos’è lo Stato? Non esiste più lo Stato. Sussistono esclusivamente le propaggini repressive dello Stato. Le altre funzioni sono state neutralizzate. Sanità, scuola, cultura, amministrazione. Finite. Avete fatto un giro per le capitali europee? Per Roma? Non c’è lo Stato Italiano, esso si è ritratto da ogni cosa. Solo giudici e gendarmi ancora muovono le fila. Soldi e repressione, repressione e soldi. Tanto residua di ciò che fu lo Stato. Non sarà lo Stato denominato Inghilterra a condannare la bambina, ma lo Spirito dei Tempi o lo Spettro che si è impossessato dei gangli vitali dell’ex Stato inglese, dal 1666 circa in quel caso, e ne comanda l’azione nichilista: a recare il destino dell’uomo nelle catacombe di Molussia.

Se non esiste cardine e pietra miliare è impossibile addirittura una rivoluzione. Il gioco di rimandi epocali (rivoluzione, restaurazione) viene precluso alla fonte poiché sono dissipati gli agenti stessi della Storia. Ebbero ragione, quindi, i cantori della sua fine: Essa è bloccata poiché è stata definitivamente dissolta la spinta vitale atta a recarla avanti.

Comunità, Paese, Nazione, Stato, Entità antiumana. La devoluzione procede; sul filo del diritto, ça va sans dire.

Rendere totalmente estraneo lo Stato a chi, teoricamente, lo sostanzia: cittadini italiani, inglesi, chiunque. Un’impresa eccezionale, titanica. Oggi il Nemico è lo Stato e non perché si sia anarchici. Tutto ciò che promana dallo Stato è una pozione mortale. Uno Spettro si aggira per l’Europa, la Bestia.

Ci si libera dal cielo, l’omarino si rapprende a esclusivo omarino oeconomicus. Via i tabù, l’erotismo si slabbra in pornografia e ansia di dominio. Si ripudiamo madri e padri, a ogni livello. I soldi, i soldi, i soldi … ma i soldi sono un mezzo. I soldi nemmeno esistono più, come lo Stato. I soldi, o meglio: il loro fantasma, sono il tramite per dominare ciò che resta dell’umano. Il fantasma del quattrino che ossessiona le menti h24: scadenze, bollette, dichiarazioni, aliquote, bonus … esso aleggia … aggirandosi per l’Europa … diuturnamente, per mai dare requie … persino i preti ne sono ossessionati … le parrocchie ridotte a uffici delle entrate … onde monetizzare battesimi e comunioni … il Cristianesimo nacque con la conversione di un usuraio di Stato e il suicidio dell’immondo ragionier Giuda … non è un caso che veda il proprio tramonto tra codici fiscali e dichiarazioni IMU … i soldi i soldi i soldi, mi mancano i soldi, ci vogliono i soldi, la caparra, il mutuo, il leasing … ma i soldi non ci sono, manca sempre un centesimo per fare un euro … vendiamo per fare soldi, poi reinvestiamo … ci servono più soldi … la sanità, le infrastrutture … ma i soldi sfuggono sempre, all’infinito, verso un orizzonte che mai arriva, e intanto si dilapida il mondo che si è costruito … ci servono più soldi: metti nella fornace della locomotiva altra roba, presto! Buttaci l’intestino, la milza, una libbra di carne sanguinosa … acceleriamo, vola la locomotiva, ecco, è proprio oltre quel dosso, ce la facciamo … la parità di bilancio, il rigore, i soldi, i soldi, i soldi … vendiamo … la cassa … facciamo cassa, la cassa del ragionier Giuda, no no il nardo è uno spreco, non vedete … cosa fa quella puttana? … ci svuota la cassa? Vendiamo il nardo … crocifiggiamo il Profeta … la cassa, meglio fare cassa ... Perché? Perché ci servono i soldi.

Sergio Mattarella, Presidente dell’ex Repubblica Italiana, ricordando il magistrato Luigi Daga, morto in Egitto dopo un attentato terroristico, afferma: “[Daga fu] profondo conoscitore dell’amministrazione penitenziaria e precursore di metodi innovativi nello studio del nostro sistema punitivo, si impegnò per restringere la carcerazione ai delitti gravi, per offrire l’opportunità di reinserimento sociale dei detenuti attraverso il più ampio ricorso alle misure alternative alla detenzione. Il suo insegnamento umano e professionale di fedele servitore della Repubblica rimane prezioso per rendere coerente il nostro sistema penitenziario coi principi costituzionali”.
Le parole, ai massimi livelli, vanno soppesate. Se Mattarella dice “bianco” non afferma solo il “bianco”, ma anche l’errore di chi sostiene il “nero”; e di chi voglia situarsi a ridosso del “nero”, bruno o blu di prussia, e persino di chi rivendica, che so?, un bel verde foresta o un acceso vermiglione. Ma v’ha di più, come intercalava quel professorino di diritto romano: è che Luigi Daga morì in un attentato terroristico id est in un atto violento cagionato da individui con lo straccio in testa: estremisti, guerrafondai, teocrati, soppressori dei diritti delle donne e degli uranisti, gentaglia che fa saltare in aria i Buddha … il succo vitaminico-polcorretto è questa: andiamo verso un mondo nuovo, privo di colpa, in cui la passione, le credenze, la religione, l’amor di patria, la definizione di sé stessi, l’orgoglio, la scuola e le carceri andranno aboliti … persisteranno i reati di sangue, forse …  le grandi associazioni a delinquere sussunte nelle organizzazioni economiche multinazionali, in fondo il modo di operare è lo stesso … prostituzione, droga e gioco d’azzardo? Legalizzati. Incesto? Anche. Parafilie maggiori? Pure, l’importante è il consenso … non torcere un capello … summa della nova theologia: godetevi la vita che vi rimane, vi daremo tutto … dal cubicolo all’olovisore … ma guai, dico: guai!, a chi voglia ricordare le profondità vertiginose del Cielo … non esiste il Cielo, è un fondale oppressivo concepito da persone maligne … Sant’Agostino è come Hamas, diciamola tutta, e di Cristo faremo un santino innocuo, un hippie giudeo … purtroppo l’abbiamo travisato per secoli … ma ora, ma ora … c’è Victor Fernandez, l’omarino dei baci sulla bocca.

L’ebreo Yuval Harari, il libertario Pannella e il cattolico Mattarella sono araldi del medesimo sentire. Per il fatto, evidente, che non sono ebrei, libertari o cristiani. Solo la dissoluzione conta, la distruzione dell’antico ordine. Si va verso il polso a quaranta battiti al minuto, al nepente, all’elettrocardiogramma da poltiglia. La vita d’un Jack Russell è superiore a quella d’un neonato, la libertà di un uranista a quella di interi popoli. La gerarchia psicologica collassa, vige l’amore. Ah, l’amore … Dio è amore, Cristo è amore … ma che significa? Niente, di fatto. Sol un mezzo per ridicolizzare, per at-terrare la metafisica … non deve restare in piedi nulla … la maceria e il pietrisco da demolizione, come a Gaza, sono i benvenuti, si deve accogliere la Totalità in seno al Nulla; per renderlo Nulla: tale l’intimo segreto dei Nuovi Tempi … la coincidentia oppositorum fra Essere e Nulla, alla fin fine, perseguìta attraverso gli atti più vili e insensati. Uccidere un neonato, giustificando tale enormità attraverso i mille rivoli del progressismo più idiota: razionalità tecnica, antispecismo, trionfo della medicina … una serqua di sciocchezze che ci servono a colazione da decenni. Ecco la vicenda umana in un guscio di noce: l’uomo è intriso di de-voluzione, egli decade … il sol dell’avvenire è un sepolcro imbiancato da illusioni … questo ha sempre affermato la Vera Sapienza, dai Greci ai Padri della Chiesa, dal Sileno a Origene. Solo il Sacro, originando Sapienza e Bellezza e Santità, ci proteggeva da tale catastrofe.

Cristo opera il Bene e si serve del Male, che domina. Egli è la Totalità. Nel libro di Giobbe è Dio a istigare Satana; egli lo usa per mettere alla prova il proprio servo più devoto. Addirittura concede a Satana il potere del Male su di lui (“Eccolo nelle tue mani. Soltanto risparmia la sua vita”) perché anche il Male fa parte della Totalità. Cosa non ne fa parte? Il Nulla. Quello l’Arcinemico, il tumore profondo dell’umanità, la voglia di Indifferenziato che ci domina. Il Male oggi sarebbe il benvenuto. Il Male raffina, purifica, crea disperazione; e gioia. Traslare il “non ci indurre in tentazione” in “non abbandonarci alla tentazione” equivale a privare Dio di una parte dell’Essere. 

Il nichilismo affiora nell’incomunicabilità dei personaggi di Ingmar Bergman, cresciuti non a caso, nella landa postmoderna delle libertà civili. La libertà, ora assoluta, è una malattia vischiosa in cui conglutinano assieme paura del prossimo, ansia di sopraffazione, disgusto verso sé stessi.

Borboglio I afono a un incontro mattutino coi rabbini. Rinuncia al proprio discorso in prima persona. Cosa significa, si domandano tutti, cosa vuole dirci con tale gesto che, a questi livelli, assume inevitabilmente un rilievo simbolico? In altre parole, hic stat busillis, perché un globalista e un atlantista come Borboglio I, impegnato a dissolvere la propria confessione bimillenaria, si distingue da Israele? Con un messaggio minuscolo e insinuante, ma, a occhi attenti, addirittura plateale? Sciogliere la contraddizione è un’operazione logica: la globalizzazione esige la dissoluzione massima; e, perciò, la dissoluzione di tutti e tre i monoteismi, compresi i relativi ricaschi teocratici. Id est: Israele e Iran non possono più esistere. Il modo in cui si arriverà a questo è, per ora, imperscrutabile. Un colpo da maestri consisterebbe in una guerra fra i due con inserti spettacolari dei relativi alleati. Attenzione! Non una guerra ordinaria bensì una serie di scontri costellati da accensioni propagandistiche che ammaestrino il popolicchio: vedete voi cosa succede quando si va contro la pace perpetua? Vedete i morti, i bambini insanguinati, gli edifizi polverizzati? Ecco, dobbiamo porre fine a tutto questo … via le oppressive teocrazie, via i popoli, via il cielo, via tutto … rimanga la poltiglia antropologica polcorretta … ebrei e persiani si diano la mano in un McDonalds’ di loro scelta … gli Ebrei servirono, ora non servono più, i millenaristi si trasmutino in predicatori da olovisore, si dia gradualmente spazio alle donne, si dismetta la sharia per la famiglia aperta …

Su Netflix abbondano le produzioni gonfie di superdonne, superuranisti, supernegri (e supernegre); e di drogati, sciattoni, parafiliaci: quasi sempre bianchi. Manca del tutto la nozione di eroe. L’immedesimazione in qualcosa di superiore mai deve scattare. Per tale motivo i filmetti ivi prodotti sono avari di autentici divi. Il divismo crea fenomeni imitativi: invece qui deve rappresentarsi il diporto più squallido dei personaggi, quasi tutti sbandati, asettici o psicopatici illuminati dalla luce azzurrina dei PC. L’aveva già detto Rollerball nel 1976: distruzione del passato, pace perpetua garantita dalle multinazionali, violenza fine a sé stessa che si esaurisce nel corso di riti sanguinari sportivi (la pista del rollerball è circolare, quindi infinita); e, soprattutto, rifiuto di ogni eroe. Il protagonista Jonathan E. dura da troppo tempo, più di dieci anni; i suoi colleghi crepano prima, o sono costretti da infortuni devastanti al ritiro. Cosa vuoi fare Jonathan, gli dice suadente un capoccia della corporazione, Bartholomew, vuoi forse divenire un modello di ribellione? Vuoi, forse, Jonathan, lo diciamo per il tuo bene, dimostrare d’avere una personalità?

Ronaldo e Messi durano da più di dieci anni, però, caro mio! Sì, ma sono nullità. Ho persino qualche dubbio sulle loro reali capacità. Sono atleti superiori, senza dubbio; purtroppo vacui. Più fenomeni da baraccone per l’omarino da poltrona con la pizza che cola mozzarella adulterata sul cartone da multinazionale … non significano granché. Anche il recente trionfo argentino mi è sembrato più telefonato che altro, quasi un risarcimento a chi si è impegnato per la causa della distrazione di massa. Non si cercano uomini di spessore che possano indurre l’imitazione. Si anela, invece, la foca con la palla sul naso, il superfreak. Come per l’NBA. Dopo l’ultima epoca degli eroi (Bird e Magic, Jordan già fu più costruito), arrivò Lebron James, il superfenomeno; e fenomeno fu, ma di stampo diverso, buono per la spettacolarizzazione estrema: tanto da far diventare un circo insulso anche l’All Star Game, la partita dei migliori, oramai ridotta a stanca ripetizione di gesti estremi. La personalità di James non esiste, si tratta di un talentuoso fascio di muscoli e null’altro. Lo si può amare oppure no, ma egli mai stuzzica velleità extrasportive. Oggi tutti attendono altri freaks: il bianco Chet Holmgren e il negro Wembanyama, un 2.25 che tira come una guardia, son in rampa di lancio: prodotti globalisti, senza caratteristiche e peculiarità, buoni per Nashville e New York, San Francisco e Chattanooga, Milano, Buenos Aires, Johannesburg, Tel Aviv, Tehran.

Se c’è una categoria che muove alle risa è quella dell’Occidentale Fallace. Fallace poiché si illude di essere occidentale, provocando uno smottamento di senso a un termine preciso e gravido di significati; e perché imbevuto di fallicismo, la postrema messa in burla dell’orgoglio bianco e occidentale ... Questa ridicola figura è convinta che l’insieme della tradizione ch’egli si picca di rappresentare (il Cristianesimo, Raffaello, il liberalismo, la democrazia) possa essere difesa stando ai tavolini di un bar; all’ora dell’aperitivo; masticando tartine e salatini.

Ci invadono! L’invasione islamica! Hamas! I minareti! Dobbiamo … contrattacco … bombardare … Iraq … Israele … Hezbollah … La sua mente, settata da decenni per il tifo, e solo per quello, scatta paventando la fine delle nostre abitudini; e usi; e costumi … abitudini e usi e costumi fra cui risalta essenzialmente lo stare ai tavolini di un bar; all’ora dell’aperitivo; masticando tartine e salatini.

L’Occidentale Fallace è essenzialmente un omarino, ignorantissimo quanto arrogante, che mai in vita sua ha difeso, o penato per difendere, o illuminato, di una grazia sua, ciò che veramente di grande ha prodotto il cosiddetto Occidente. Anzi, tutte le scelte da lui operate vanno in direzione contraria. Egli ha sposato il peggio del peggio del consumismo più triviale, entusiasmandosi ai concetti e ai personaggi più superficiali e squallidi di ogni ambito del sapere: e ora pretende che gli Altri, the Heathens, non ci invadano. E perché non dovrebbero farlo? Anche nella storia della cultura vige l’horror vacui. Se tu sei niente, ridotto a niente, a uno spaventapasseri delle peggiori idiozie edoniste d’importazione, il cappello sdrucito di paglia e la camicia a brandelli agitata da qualsiasi vento abbia mai soffiato … chiunque potrà soppiantarti. Giusto che sia così. Credete che l’ucraino che piscia a piazza della Signoria o l’africano con l’i-phone che ci tocca mantenere vita natural durante siano gli araldi di una conquista dall’esterno? O il cinese che vende chincaglieria a piazza Vittorio in luogo dell’ex gioielleria a conduzione familiare sia arrivato coi barchini? Macché, cari signori, li avete fatti arrivare voi, con il vostro cicalare da quattro soldi, il tifo per la merda politica, la liquidazione progressiva e furiosa rivolta contro la vostra stessa cultura.

Spiegatemi come funzionano i centri della conoscenza, oggi. Università, licei, oratori, caserme, confraternite e ginecei, corporazioni artigiane … non vedete, voi, che tutto è stato liquidato? Credere che l’indignazione social al tempo della tartina (porti anche dei rustici, per favore!) possa surrogare ciò che siamo stati … quale genio della dissoluzione ha mai instillato tale credenza? Eppure c’è riuscito … non l’ha instillata direttamente, per carità, tramite inoculazioni forzate; la propaganda non agisce così. Ha solo veneficato, costantemente, con emissioni inavvertite, l’aria circostante; la menzogna, quindi, fu respirata quotidianamente, sino a depositarsi nell’anima. Dopo anni e anni e decenni di queste ventilationes, l’omarino occidentale ha finito per scegliere il peggio per sé stesso, a danno di sé stesso, credendo di combattere dalla parte giusta l’apocalisse dell’Armageddon. Oggi, infatti, reclama, con furia e passione, il proprio omicidio. L’iprite sprigionata nel tempo ne ha sconciato le fattezze, schiantato gli organi interni, sfasciato la capacità di vedere il giusto. Aborto ed eutanasia, la buona morte, gli sembrano il succoso frutto dell’Albero del Progresso, ma non c’è nessun serpente a sobillarli. Vogliono morire, non c’è niente da fare; hanno disgusto e orrore di sé stessi, non si sopportano più; vacui, impagliati; tale l’insegnamento che costituisce il loro ossigeno vitale. Qualcuno cerca di ribellarsi: no, non è così, è colpa di Hamas, dei minareti, dei ciabattoni col mitra! Quali spettacoli per la città di confusione, Roma. Anche il Morselli di Roma senza Papa fu ottimista con quell’arietta crepuscolare di “chiudiamo i giochi a San Pietro” … no, oggi va molto peggio. L’Italia, quale perdita per l’umanità … tremila anni liquidati in trenta … certo, il processo fu più lungo, ma l’epilogo vanta sei lustri, non di più.

Pare che Satollo I, il tizio che ancora regna sulla spianata del Vaticano, abbia avuto bisogno di uno psicologo. Alla fine dei Settanta. Perse la fede? Stress da superlavoro? Oppure aveva bestemmiato mentre si bruciava i polpastrelli con la fiamma d’un cero troppo vivace, proprio lì, davanti all’altare della Vergine de los Vasconcellos, e ne aveva tratto un deliquio di piacere (il che ci riconduce al punto primo)? Non lo sapremo mai. Conoscendo l’Edonista azzardo tale ipotesi: poiché non ebbe mai fede in nulla, men che mai in Cristo e la Madonna, egli entrò in una crisi di mezza età: si sentiva stanco di fingere. E così si rivolse, lui supposto esperto dell’anima, e preposto alla salvezza della stessa, a un collega, lo psicologo, colui che studia l’animo, ma rovesciato, con le nervature che affondano nella discarica interiore. Laddove il Cristianesimo cercò sempre pepite celesti, la psicologia, infatti, rinvenne solo breccole di merda; e lui fu così fortunato da trovare non solo uno psicologo, ma una psicologa, e pure ebrea, cioè la somma epitome di chi studia l’anima al contrario. Dalle cure (una volta a settimana per sei mesi = 26 sedute; o sdraiate) ne uscì rinfrancato, afferma il Panciuto medesimo; tanto leggero da riacquistare l’antica voglia di liquidare il Cristianesimo camuffandosi da filantropo dell’ecumene. Il Bud Spencer della Catastrofe Teologica, un bulldozer eretico, cominciò a scalare a sganassoni la parete di sesto grado del cursus honorum romano; arrivato quasi alla vetta, incapace di aspettare oltre, ne scaraventò giù il capocordata, un tedesco metaforico e allusivo poco tagliato per il gangsterismo degli ultimi tempi. E dal soglio di Pietro, da guitto qual è, iniziò subito a intortare il popolicchio con la maschera dell’umiltà francescana mentre la coda dello scorpione avvelenava i residui estremi del dogma, oramai disciolto in un pastone indistinto di sociologia, affarismo e buone intenzioni ipocrite.  

L’uomo psicologizzato è inevitabilmente un omarino. Perché? Perché lo si considera essenzialmente un malato la cui infermità trova cagione nella personale interiorità. L’uomo psicologico è solo. Non ha nessuno attorno a sé. Anzi, proprio i pochi che ne condividono il sangue, e la vita, sono gli untori, altamente sospettabili, del contagio dell’animo. L’uomo dell’Antico Ordine non poteva rimanere solo. Egli faceva parte di comunità spirituali e positive più vaste (militari, antropologiche, religiose, corporative) che ne impedivano la dissoluzione nella pura individualità. E ogni comunità vantava regole d’esistenza, gerarchie, etiche; anche la condizione di povero preservava dall’annientamento; persino il povero poteva esclamare: “Ecco i miei fratelli!”. E noi? Quanti fratelli abbiamo? A chi possiamo rivolgerci quando il dolore, che sorge da un disagio indistinto, ci preme il petto? A nessuno. Divisi in monadi fra loro incomunicabili, illusi dalla virtualità, nemici  del proprio sangue: nemici, oramai, di sé stessi tanto da agognare la fine della vita.

La psicologia crea malati allontanando l’uomo dal cielo. Dapprima ci si confrontava con l’eterno e la perfezione, ora ci si appaga del trogolo. La distruzione della via che ci univa al cielo, questo fu il capolavoro dell’inversione psicologica.

Non è un caso che l’evento centrale dell’Occidente sia una Nascita scaturita dalla congiunzione fra una vergine mortale e la divinità. William Butler Yeats fa precedere i duemila anni del Cristianesimo da un altro ciclo, quello classico, anch’esso di duemila anni. I Dioscuri, Elena e Clitemnestra, infatti, rampollarono dall’unione tra Zeus e la regina spartiate Leda.

La verità sul destino di noi tutti si nasconde negli anfratti più impensabili. Sulla lingua di un comico o in pubblicazioni marginali, che nessuno si sognerebbe di considerare. Un di questi è Per farla finita con la famiglia. Dall’aborto alle parentele postumane, di una tal Angela Balzano. E chi è? Si presenta lei stessa: “Ricercatrice precaria eco/cyborg/femminista, coordinatrice e docente del modulo Scienze del Master in Studi e politiche di genere dell’Università degli Studi Roma Tre”.
Degustiamo il resumé:

Il binomio ‘biologia e capitalismo’ ha condizionato la riproduzione della vita sul pianeta in modo devastante. I danni che la riproduzione dei ricchi e bianchi sapiens arreca agli ecosistemi hanno provocato l’estinzione di troppe forme di vita. Invece di curare e riprodurre la sola popolazione occidentale bisognerebbe generare parentele postumane e decoloniali con persone razzializzate, legami transgenere che superino la dicotomia maschio/femmina, ma anche parentele transpecie con gli animali non-umani, con le piante, con le forme di vita create nei laboratori del tecno-capitalismo globale: dalle mucche clonate alle cellule immortalizzate. Ricorrendo alle analisi e alle utopie fantascientifiche femministe ci libereremo dalla “misura di tutte le cose”, l’Uomo, e dalla sua incubatrice, la famiglia eterosessuale”.

Il libercolo è una parete di sesto grado irrorata di lubrificante. La comprensione intima risulta impossibile (nel capitolo "Il cyborgfare tra fabula speculativa e tecnoscienza femminista", a esempio, è scolpito questo cammeo: "L’esclusione delle femministe dalla scienza ne determina la configurazione strutturale come sapere in sé"). Ella inizia al passo ("potere pastorale cristiano … feudalismo patriarcale … neofascismo pro-vita ..."), indi, dopo il primo nitrito d'autodeterminazione vaselineggiante (il maschio si responsabilizzi mercé il pillolo … ché, Carla Lonzi dixit, "per il piacere di chi abortiamo?") e un invasamento glossolalico ("Il desiderio di avere figl* ... tutela* di minor* stranier* non accompagnat* ... noi tutt*"), s'effonde al trotto: "la decrescita cui aspiro è ri/produttiva perché eco/cyborg/transfemminista …" per cui è giusto "generare parentele post umane per la rigenerazione del pianeta"; da qui, e siamo al galoppo sfrenato da hierba mala, nasce "un invito a tessere legami transpecie non antropocentrici …" dacché "gli affetti che circolano tra le sostanze organiche e inorganiche sono potenti e in nulla inferiori a quelli della genitorialità antropocentrica (le diatomee insegnano)".

Qui siamo, se ben intendo, non solo all'ammucchiata epocale fra lesbiche, trans, gay, immigrati, zoofili e gatti anticapitalisti, microbioti comunali  e "le cugine mucche", bensì all'ossessivo desiderio dissolutorio di sé stess*: "Dovremmo … estirpare le radici dell’umano per piantarle nel terreno e farci humus … postumane e postume … una politica transfemminista … chiudere le gambe e aprire i porti …". Uno di tali paradisi venne ribattezzato dalla femminista Donna Haraway col nome lovecraftiano di Chthulucene.

Fasi del progressismo: i cieli, dapprima dimora del divino, si rivelano fondali di cartapesta; al centro della creazione è ora l'uomo; l'uomo, però, delude, sbattendo continuamente il cranio contro quell'arco di stelle che prima gli era sembrato così vicino; meglio, perciò, sacrificarlo; dove? Sull'altare della libertà, della donna, dell'eguaglianza; ma non funziona! Allora metteteci i gatti, le translesbiche, una mucca clonata, un baby cyborg, un mazzo di asparagi, le diatomee, il compost, le amebe! La pozza protozoica! E così sia!

Voi direte: per comprendere il presente ci son ben altri intellettuali! E rispondo: assolutamente no. Chi meglio di tali rincalzi? Son proprio le terze e quarte file a essere le più impregnate dello Spirito del Tempo. Ne sono talmente imbevute che alcune stille colan giù persino alla lettura; come certi fazzolettini da poco comprati agli incroci metropolitani, tra le sgasate impazienti e le brucianti accelerazioni da verde, che, a causa della loro rapidissima imbibizione, si saturano delle moccicose colature invernali.
In loro l’apostasia dall’umano è potente.

Allo stesso modo compresi da subito il secolo americano dell’Enduring Freedom leggendo un libercolo del Fregoli Daniele Capezzone, allora nelle vesti di neoconservatore illuminato: Uno shock radicale per il 21. secolo: Stati Uniti d'Europa e d'America verso l'organizzazione mondiale della democrazia: abbattere in tutto il mondo gli ostacoli al diritto individuale alla libertà e alla democrazia.
Siamo nel 2003, ma l’elaborazione risulta ancor più risalente. Un capitoletto futuribile è titolato Netizens: la nuova cittadinanza è digitale. E-democracy versus e-government. E non riserva sorprese. Almeno non a me.

Per comprendere il nostro ruolo nel mondo occorre volgerci agli autori celesti; per conoscere il bugliolo riservatoci occorre frequentare gli angiporti più luridi.

Grillo parla e dice la verità. La gente, tuttavia, equivoca, così come mal intende Capezzone, la Boldrini e la Balzano. Si pensa che stiano scherzando, ma traverso le loro mascelle feroci parla lo Spirito luciferino del Tempo. Son questi i carnefici. Dietro, inavvertiti, si muovono legioni di ciechi, in teorie innumeri, ognuno col proprio coltello di ossidiana. A tali esserini, inebriati dalle altezze che godono dalla piramide a gradoni del falso progresso, è stata sacrificata Indi Gregory.

Ho sempre tratto una serenità somma dagli incontri con gli “antiqui huomini”. Se c’è una discesa benigna è quella nel silenzio ove parole immortali risuonano con presenza cristallina. In tali riti iniziatici, che collezionai grazie all’insonnia e alla vita al contrario, rinvenni anche miracolose guarigioni. Dormire nel tempio, infatti, consente di lenire ferite mortali. Tale la forza di Apollo.
La singola parola riacquista una preziosità che la volgarità del quotidiano più non riconosce. E una ricchezza dolcemente labirintica.
Qui non si legge, si ausculta.
L’uomo accende a sé stesso una luce nella notte, quando essa è spenta nei suoi occhi: vivo è a contatto col morto mentre dorme, desto è a contatto col dormiente”. Così Eraclito, citato negli Stromata di Clemente Alessandrino.
Cosa significhi tale frase è, forse, inessenziale. Il suo valore risiede proprio nell’imperscrutabilità. Un problema si risolve, l’enigma è inesauribile. È nella meditazione circolare e continua attorno a tale nodo inestricabile che si costituisce, per concrezione da deposito, il pensiero più profondo. Traduco: se l’uomo desto, apparentemente vivo, dorme quando non riconosce la Totalità, al pari di un morto, il dormiente, metafora della morte e dell’inconoscibilità, trattiene invece a sé un barlume di Sapienza.
La tenebra più cupa, quando lo sguardo è spento, è sempre rischiarata da una luce, pur flebile, e tutta personale. 
La folla è madre dei tiranni” sentenzia altrove il filosofo cinico Diogene di Sinope. E ci si immagina questo greco del Ponto, ruvido e sarcastico, mentre fissa le vastità del Mar Nero; egli, che non volle niente, e rifiutò moneta e legge, s’incontrò con chi ambiva tutto, Alessandro Magno; destini contrapposti che si spensero nello stesso giorno, all’unisono, come a richiamarsi l’uno all’altro, perché dalla guerra nasce ogni cosa, e “ciò che si oppone converge, e la più bella delle trame si forma dai divergenti”.
E cos’è la vita se non questa trama impalpabile di cui tuttora non conosciamo tutti gli arabeschi?
Cosa avrebbe riservato il destino a Indi Gregory? Nessuno può davvero saperlo perché non tutti gli arabeschi della "più bella delle trame" ci sono noti. Tra Verità e giudizio umano cade l'Ombra. Solo la pietà potrebbe rischiararla, ma chi ha, oggi, pietà?

Nel film Nostalghia, un poeta in esilio, Andrej Gorčakov, arriva in Italia per scrivere la biografia del compositore Sosnovskij.
Si ferma a Tuscania, nella cripta di San Pietro, ov'è l'affresco della Vergine. "Madre di tutte le madri che conosce il dolore di essere madre,
Madre di tutte le madri che conosce la gioia di essere madre", recita una donna; il poeta, però, si ritrae.
Nella chiesa diruta di San Vittorino, sprofondata nelle acque, incontra una bambina. "Come ti chiami?", le fa. "Angela!", risponde. "Angela ... brava ... sei contenta?". "Di che cosa?", chiede Angela. "Della vita", spiega il poeta. E la bambina: "Della vita sì".

Infine accenderà una luce a sé stesso, una candela, in ricordo dell'amico. Recandola con sè, a proteggerla dal vento, cercherà di traversare faticosamente un'antica vasca, priva d'acqua. Una volta, due volte; infine la terza, vittoriosa: ora, solo ora, dopo la prova, potrà dirsi salvo.

151 commenti:

  1. Grazie per questo articolo.

    Ma... immagino che entrambi ci auto-censuriamo, ma mi piacerebbe capire meglio il ruolo di coloro che aveva ben individuato Cèline.

    Quelli di san Simonino da Trento o del beato Lorenzino da Marostica.

    Tanti affermano che "loro" sono solo utili idioti e che verranno lasciati ad un crudele destino di vendette.
    Io invece vedo un lucidissimo e coerente piano bimillenario, che li sta portando al loro trionfo, senza ostacoli.

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    1. Non so rispondere in modo chiaro, lo ammetto. Questo posso affermarlo: laddove c'è la sovversione, esiste un Ebreo. E la sovversione nasce con la distruzione della nobiltà inglese prescespiriana e con l'Illuminismo, poi, che liberò l'Ebreo dalle sue catene. La sovversione è il mezzo di quel popolo per sopravvivere. Posso affermare anche questo: non tutti gli Ebrei sono Ebrei, e la homeland che hanno escogitato in Medio Oriente non può resistere su basi razziali ed etniche. Sul "loro" trionfo, quindi, sarei più cauto. A ogni modo m'interessa relativamente: chiunque condivida alcuni pensieri o azioni mi è nemico, e per tale lo tratto.

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    2. Grazie.
      Ottima risposta con correttissimi riferimenti storici.

      Fin da adolescente, anche per merito di ottimi professori di storia (e ho fatto ragioneria: allora storia e italiano erano di un livello ben superiore rispetto a un liceo odierno), mi stupivo che: Olanda ai vertici nel XVII secolo con gli ebrei, poi gli ebrei trasmigrati in massa in Inghilterra, che poi ha avuto l'ascesa che sappiamo.

      E che continua tutt'ora.
      Sono gli inglesi (con gli ebrei) i veri padroni del mondo.
      Non gli USA, che sono solo il loro Golem.

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    3. Gli Stati Uniti sono stati spremuti come limoni. Li vedo ansanti nonostante le continue retoriche sul patriottismo, la libertà e la democrazia. Credo che gli Untori stiano cercando nuovi tessuti da infettare. E li hanno trovati: si tratta del mondo intero. Con questa novità: faranno a meno dell'uomo poiché la tecnica gli consente di eliminare gli schiavi, dapprima ambitissimi. C'è poi da considerare la centrale di tali sovversioni: Zurigo, la Svizzera e l'ambiente cosmopolita universitario. Qui si diedero riunione ideologica i futuri assassini dei Romanov, a esempio: una legione di nobili russi, traditori del proprio ceto e della Russia, sempre in nome della libertà, fu, infatti, usato per i primi moti rivoluzionari.

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    4. E qual era, secondo te, la motivazione per la quale i già privilegiati nobili, russi o italiani (questi nel cosiddetto risorgimento), tradirono il proprio ceto e i propri prìncipi ?
      Mero fanatismo ? Ordini della massoneria dalla quale, ormai dentro, era impossibile uscirne ? Stupidità ? Conformismo o prosaicamente calcolo di guadagni e potere futuri ?

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    5. Il processo di de-russificazione iniziò verosimilmente con Pietro il Grande e Caterina che assorbirono i primi fermenti illuministi. Aprirono il pertugio. Gradatamente si formò una classe intellettuale in aperta opposizione allo zarismo, e rivolta verso le masse contadine. Ovviamente di marxismo non si poteva parlare perché l'industrializzazione era ancora a livelli infimi. L'evangelizzazione socialista-illuminista cercò di penetrare nelle campagne fomentando rivolte: l'andata al popolo coinvolse centinaia di giovanissimi nobili "illuminati" (in parole povere: lasciavano la casa per mischiarsi con i contadini e gli artigiani, spesso svolgendo lavori umilissimi). L'emancipazione della donna, il contrasto alle leggi ereditarie, le unioni libere ... tutte idee straniere, diciamo così, erano a corollario della rivoluzione sociale, e venivano impresse nelle capocce dell'aristocrazia russa nelle università svizzere. Zurigo fu una delle centrali tanto che lo zar proibì l'accesso a essa. Nerbo di tale sollevazione ideologica interna era costituita, ovviamente, da Ebrei. I nomi sono noti. Alcuni di tali individui andarono poi a sostanziare rivoluzioni o lotte sociali in Italia, Romania etc Fu un periodo di grandi ideali (molti erano in buona fede e si comportarono da eroi anche sul patibolo); Lenin, la Čeka e compagnia bella sono epifanie più tarde; si limitarono a sfruttare il lavoro fatto, a volte tradendone le pristine ispirazioni. Per comprendere meglio consiglio di leggere il romanzo "Che fare?" di Černyševskij, non a caso citato nel titolo proprio da Lenin. L'apostasia dei giovani russi è ben descritta. Nel libro si tratta anche di femminismo e coppia libera: siamo nel 1860-65 ...

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    6. Grazie mille per il consiglio per il libro.

      Io ero "fermo" al capolavoro, semi-censurato "Due secoli insieme" di Solzenicyn, che tratta magistralmente del rapporto tra ebrei e Russia, descrivendo l'incredibile influenza e infiltrazione del giudaismo in Russia e i disperati (e inutili) tentativi di (alcuni) zar e politici per contrastarli,

      Da leggere assolutamente (so che lo conosci, ma mi rivolgo ad eventuali nuovi lettori).

      Documentatissimo ed inoppugnabile (per questo pressoché tenuto sconosciuto).

      https://archive.org/details/due-secoli-insieme-vol-2-aleksandr-solgenitsin/DUE%20SECOLI%20INSIEME%20Aleksandr%20Solgenicyn%20OCR%20VOLUME%201%20solgenitsin/

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    7. @Cangrande
      Anche io leggo spesso che sarebbero solo utili idioti (i video da x ore non li guardo piu’, mi fermo al titolo, e’ evidente che sono fatti per lavare il cervello), perche’ dietro ci sono a scelta 1) i nasisti 2) il Vaticano 3) gli Anunnaki etc. etc.
      E’ come quando si parla dell’origine della vita e ti dicono che e’ stata creata in laboratorio dagli aglieni… Va bene, e poi? Chi li ha creati, a loro? Si tratta di fumo negli occhi.
      Allo stesso modo che senso ha speculare sul livello superiore a Israele (che e’ tutto il mondo, non un pezzetto di terra sacrificabile in Medio Oriente, anche se i cartografi sono ancora restii ad ammetterlo), se, bene che vada, si sposta solamente il problema, il quale rimane identico per l’uomo comune? A noi cosa cambia se sopra c’e’ la fazione x o la y o la z? I Protocolli stanno sempre la’ da leggere, esatti anche nelle virgole. Ci hanno intortati con Darwin, Marx e Nietzsche (stessa identica merda), lo spiegano tranquillamente. D’accordo, sono nomi gia’ tardi, che arrivano dopo che il terreno era stato preparato per bene.
      Se Eva aveva almeno dovuto allungare il braccio per cogliere la mela, nel 1666 ad Isacco (!) Newton cade direttamente in bocca; se non e’ progresso questo. La Apple ne ha fatto persino un logo, ad imperitura memoria.
      Facendoci parlare di problemi che non ci riguardano o di cui non possiamo venire a capo perche’ troppo al di sopra delle nostre possibilita’, ci tengono occupati, divisi e ci fanno dissipare energie, quando poi cose grossolane e che ci toccano direttamente come i confinamenti in casa passano senza che quasi nessuno fiati. Uno puo’ anche dire ‘buttatevi dal ponte’ ma chi si butta e’ colpevole quanto e piu’ di chi ha dato l’ordine, per cui non vale neanche dire che bisogna ricercare i colpevoli per punirli. Colpevole e’ chiunque si renda complice.
      Se i Protocolli sono un falso (e in un modo o nell’altro lo sono), sono stati scritti da un veggente.
      Il loro trionfo, concordo con te, sara’ totale. Ma bisogna tenere a mente che la fase distruttiva e’ solo quella iniziale, non tutta l’opera. Per cui ad un certo momento, assolta la loro funzione di distruzione della donna e della civilta’, femminismo ed ecologismo verranno messi da parte. In questo senso dico che il piano di Davos e’ idiota. E’ idiota ma cosi’ deve essere, perche’ non deve avere successo! L’obiettivo e’ solo fare tabula rasa.


      ***

      A meno che con Anunnaki uno intenda gli dei veri e propri, quindi l’Olimpo o Zodiaco. In quel caso qualche ragionamento e’ possibile; non necessariamente nel senso dell’ipotesi degli utili idioti.
      Infatti se si pensa che le influenze astrali (o gli dei, passatemi questa equivalenza per quanto sia opinabile) siano sfruttabili dall’uomo che abbia adeguate conoscenze i rapporti di forza vanno invertiti.

      «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!»

      Israele vince sempre. Iside + Ra = El, il mondo vivente. E cosa disegnano sulla bandiera? Una Shatkona, associata al dio Surya, il progenitore dell’umanita’. Il Sole, Elio, di cui nell’Iliade: che tutti vedi e tutto ascolti.
      L’ebraismo e’ davvero ebraico? Ma se Abramo era un principe ariano…? Oppure sono stati i piu’ abili ad impossessarsi di e gestire determinate conoscenze?*

      [continua...]

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    8. Sulla stessa linea ho trovato tempo fa questa citazione in internet che presumo sia autentica ma che non sono riuscito a rintracciare in un libro:

      “When a man's willing and eager the god's join in.” [Aeschylus]

      Detto questo, se uno crede che ci sia un Disegno, e’ chiaro che gli ebrei e Satana stesso sono solo utili idioti (uno vorrebbe essere idiota quanto loro, pero’…). Ma questa ipotesi i complottisti la saltano a pie’ pari perche’ loro sono scientifici e biglinici.
      Io personalmente ritengo che Lucifero rappresenti l’elite degli angeli di Dio anche dopo la caduta, e quindi piu’ che di utili idioti parlerei di collaboratori o complici di Dio. Alceste qui ha citato il libro di Giobbe dove questo concetto e’ cristallino, ma viene ripetuto molte volte nella Bibbia. Per esempio a me piace Siracide 2, o Apocalisse 22,16, dove Gesu’ afferma di essere la stella del mattino (=Lucifero). Ci troviamo, in altre parole, in una palestra, con l’unico compito di allenarci. Questo sembrano dire tutti i testi sacri.
      Non e’ cosi’?

      Grazie come sempre ad Alceste per gli articoli e lo spazio per i commenti. Riguardo alla dicotomia Bene & Male vs Nulla, che ritorna spesso su questo blog, penso che colga un punto fondamentale. Si puo’ essere caldi e si puo’ essere freddi, cio’ che proprio non viene tollerato sono i tiepidi (‘Oh, fossi tu freddo o caldo! Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca’).

      *L’equazione Stella di Davide = Swastika, di cui la propaganda ha finto di scandalizzarsi recentemente, e’ percio’ esatta, sebbene all’insaputa di molti di quelli che l’hanno proposta. Non si tratta infatti (ovviamente) di politica.

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    9. I prossimi eventi ci diranno qual è la verità: Se Israele sarà ridimensionato assieme agli Stati Uniti a forza qualunque dello scacchiere internazionale, e la cosiddetta agenda andrà avanti imperturbata, avremo la prova che gli avvenimenti fanno capo a un'oligarchia senza colore, etnia e direzione politica. Potere puro, inumano.
      O, forse, avremo la prova che un disegno non c'é: l'umanità ha fatto il suo corso e questi sono gli inevitabili e casuali carnefici che rovineranno assieme alle loro vittime.

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    10. Gli Stati Uniti hanno gia' superato il loro apice, penso che per loro il ridimensionamento sia inevitabile (e' gia' avvenuto). Se ne parla da tanto tempo ma sono processi lenti.
      Per quanto riguarda 'Israele' bisogna intendersi sulle parole. Io ritengo possibile che scompaia dalle carte geografiche (puo' essere che l'operazione speciale sia servita a preparare il trasloco)... del resto, quanto a composizione demografica, si potrebbe considerare Israele come parte dell'ex Unione Sovietica... si tratterebbe in fondo di tornare a 'casa'.
      Loro la chiamano cosi' (ma quale parte del mondo non sentono come casa loro?): https://www.youtube.com/watch?v=uWUzPXMUAFg&t=5s
      Il fatto e' che Israele non indica un territorio ma un popolo (nomade), che e' lungi dal venir ridimensionato. Le stesse sceneggiate 'antisemite' servono unicamente la loro causa.
      Al contrario, vedo nella caduta degli Stati Uniti e di Israele e nell'instaurazione del mondo 'multipolare' il prossimo naturale obiettivo della sovversione. Non che ci sia da rimpiangere USA ed Israele... semplicemente hanno fatto il loro tempo... In Russia e Ucraina, da un certo livello in poi, e' tutto in mano ad ebrei. Questa e' la forza che sta ridimensionando USA ed 'Israele'. Nessuno pensera' che la Cina odierna, una loro invenzione, possa essere una minaccia. O l'Iran della mascherina sul burqa...

      Naturalmente sempre e solo opinioni personali e spero di non aver offeso nessuno... E' che mi vien da ridere a pensare che la Russia non possa mangiarsi l'Ucraina in un boccone o Israele Gaza o la Cina Taiwan... Mi sforzo di crederlo per educazione ma proprio non ci riesco.

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    11. Gli Ebrei di origine russa sono Ebrei? Per quanto riguarda la guerra russo-ucraina mi sono convinto che si tratti di logoramento: da ambo le parti. In fondo muoiono solo Russi.

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    12. Infatti: anche qui la propaganda e' stata onesta fin da principio. Quando sparavano le cifre sui morti russi intendevano da entrambe le parti.
      A molti non tornavano i conti perche' consideravano i ‘morti russi’ come quelli della Federazione Russa e sembravano troppi. Se ricordi non morivano mai ucraini… Non era malafede, al contrario ci raccontavano le cose come stavano.

      Di sicuro so che dalle mie parti vengono a rompere i coglioni (per prelevare uomini da mandare al fronte) a chi frequenta le chiese non 'ucraine' e a qualche poveraccio fermato per strada, mentre i 'patrioti' sono ancora tutti qui... forse in smart working… Qualcuno si e’ costruito la villa. Tempo fa era tornato dal fronte un signore sulla cinquantina, incazzatissimo, ne aveva per tutti (specie per le donne, e con ragione) e non le mandava certo a dire; infatti ricevette da subito minacce di morte. Aveva capito… tardi, ma aveva capito tutto. Non credo gli capitera’ niente, in fondo dice cose che molti sanno, eccetto forse un’ulcera. Beh, come si dice, gloria agli eroi!

      L'altro giorno ho fatto un giro a Leopoli (bisogna sapere che l’Ucraina e’ organizzata in citta’-Stato): non fanno nemmeno finta di rispettare il coprifuoco. Di notte qualche canto per Bandera, giusto per recitare la propria parte, per il resto e’ tutto come nella vecchia normalita’, non ho passato neanche un posto di blocco… Come ricordo del kavod sono rimasti alcuni menu’ con qr-code nei ristoranti, ma piu’ che altro per risparmiare sulla carta. Comunque una citta’ sempre molto bella, le auguro di farla franca. Ma vale come conferma di quello che dici, muoiono solo russi, nella misura in cui sono russi.

      Quanto alla tua domanda.
      Provando a capirci qualcosa si trova di tutto, kazzari cattivi, ebrei buoni; e’ un po’ come la storia della massoneria deviata, dei servizi deviati, della magia bianca e nera… poi bisogna distinguere tra giudei, ebrei, sionisti, israeliani, turisti… a me sembra un menare il can per l’aia all’ennesima potenza.
      Io considero ebreo uno che ritiene il Talmud e alcune parti dell’Antico Testamento come testi sacri ma rifiuta le parti della Bibbia in cui l’alleanza tra il popolo eletto, che non rispettava mai i patti, e Dio viene allargata da Questi, stufo di esser preso per il culo, a tutta l’umanita’.
      Fino a qui comunque tutto bene, queste sono ancora pedine sacrificabili per poter fare le vittime (pensa se scomparisse Israele, ogni giorno diventerebbe un Giorno della Memoria… chi mai potrebbe reggere una simile lagna?)
      Per esempio conobbi questa ragazza ebrea nata e vissuta in Russia… non era mai ancora stata in Israele, aveva poco piu’ di diciott’anni e voleva arruolarsi nell’esercito… era il 2017 o 2018, le chiesi spaventato (perche’ conoscevo la risposta) se in caso di guerra tra Russia ed Israele avrebbe combattuto dalla parte di Israele. Non riteneva una cosa del genere possibile ma mi disse infine: „Certamente”. La Patria di Israele e’ in un certo senso spirituale, non un luogo fisico, ed essere nati in Siberia o a New York non fa differenza (Babele, appunto). Il sangue invece… quello conta, anche se molti negano. Questa e’ una mia supposizione, di piu’ non saprei dire, o comunque sarebbe un discorso molto lungo. Del resto anche Santo Graal = sang real. Ma e’ impossibile non rilevare che agiscano come gruppo compatto, aldila’ delle divergenze interne che e’ naturale ci siano.
      Poi c’e’ la cabala, c’e’ chi la conosce e chi no.

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    13. Un gentile puo’ anche formalmente convertirsi all’ebraismo ma tanto senza aver accesso a quel di piu’ (sia in termini di conoscenze che di relazioni umane) rimane tale e quale a prima.
      La cabala e’ ebraica? Credo di no, come ho scritto ormai non penso nemmeno che l’ebraismo stesso sia ‘ebraico’… nel senso che si appoggia ad una tradizione anteriore che a questo punto ritengo essere propriamente indoaria. Eppero’ credo anche che bisogni tenere il discorso semplice, sostanzialmente parliamo di adoratori del Diavolo* (non degli Yazidi, ma come in Giovanni 8:44-48).
      Quindi per risponderti, si’, ritengo che siano ebrei. Se sostieni di no, sarei interessato a capire in base a quali ragionamenti o dati.

      P.S. Al minuto 3.09 del video linkato nel commento precedente, sul carro armato si vede una V. Non mi risulta che fossero segnati a questo modo prima dell’operazione speciale, ma posso sbagliarmi; ad ogni modo il video e’ zeppo di messaggi.
      P.S.S. Mi fanno notare che e’ aumentata la presenza della musica napoletana nella cultura di massa, c’entra solo relativamente ma se fosse corretta questa impressione sarebbe interessante indagare le cause.

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    14. Ok chiarita la V, era gia' comparsa anche su carri israeliani come segno di riconoscimento, chiedo scusa. Si vede che non hanno molta fantasia i militari quanto a segni...

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    15. Il sangue conta? Il sangue è tutto. La prossimità, cioè il sangue, crea lo Spirito di un Paese. Ci sono voluti quasi due secoli per allentare il vincolo del sangue in Italia: ora pare siano in dirittura d'arrivo.

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    16. Scusate, ma l'ebreo si ritiene tale se proveniente da madre ebrea, no? Poi che essa abbia anche sangue russo, turco, o cinese da trenta generazioni poco importa.
      Una conoscente di S. Pietroburgo, si definiva ebrea perche' la madre era ebrea. Mica si definiva russa, kazara, gnostica o aliena.
      Perche' dunque dovremmo noi fare le distinzioni del caso per loro? Secondo me se la ridono alla grande quando si usano altri termini.
      Sono stati sabotati da invertitori satanisti ben prima di noi? Eh va be', siamo nella stessa compagnia allora, eppure ci definiamo ancora cristiani, sebbene il termine kazzari potrebbe essere piu' congruo.
      A mio avviso, che Israele resti o non resti in piedi cambia poco, e non prova nulla. Il potere e' sempre una "entita'" non materiale. Qui operano solo i suoi prestanome, che non sono casuali, ne' indifferenziati, dovendo essi sottoscrivere un patto ben preciso, e mettere dei semi con modi e tempi ben precisi per il raccolto finale. Poi ci somo gli utili idioti, ma quelli sono sotto ipnosi pesante, che gli vuoi dire, se non sai la parola d'ordine che possa prima svegliarli, e' inutile.
      Potrebbero essere tanti i futuri poli di attrazione del potere, essendosi l'entita' spostata in altre aree, tramite gli stessi prestanome, e con le stesse modalita'.
      L'unica incognita e' lo scopo
      finale di tale entita': creare un dominio ridimensionato, totalmente sotto il controllo dei suoi prestanome, come promesso loro? Fare tabula rasa di tutti? Rimescolare un po' le carte per ricominciare ad occultarsi come e meglio di prima? Oppure far fare il lavoro sporco ai suoi piu' abominevoli fedeli per "purificare" la fogna attuale, spiritualmente parlando, per conto di un Potere superiore all'entita' stessa?
      E noi che ruolo abbiamo/avevamo in tutto questo (a volte sembra di essere nati dentro una grande Hollywood)? Resta il fatto che siamo giunti al punto di non ritorno, la lotta, se cosi' la si vuol chiamare, sebbene puo' essere solo una pulizia interna, e' puramente individuale. Potevamo anche organizzarci, ne bastavano pochi dotati dello stesso "spirito", buoni ad "infettare" tutti gli altri, ma… time over, siamo soli con noi stessi, e come tali dovremo affrontare quel che viene. Direi che e' giusto cosi'.

      Per Nachtigall: non ho potuto continuare il discorso sui nostri simboli, contavo di riprenderlo finita la mia tragicomica permanenza nel "bel" paese, se ve ne sara' modo, e se ne usciro' viva naturalmente. Vedo che citi "l’equazione Stella di Davide = Swastika", a cosa ti riferisci? Avevo giusto trovato cose interessanti sulla seconda quando parlavamo della prima, e mi hai messo ulteriore curiosita'! Ci sarebbe poi da considerare anche la merkabah e suo simbolo molto new age.
      Per Alceste: grazie e mille complimenti per questo ultimo tuo scritto, molto denso, come sempre.
      Saluti,
      Ise

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    17. Grazie, Nachtigall, per i tuoi interessantissimi e illuminanti interventi.

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    18. La linea di sangue matrilineare è certa, l'altra a rischio di corna inquinatrici. A parte tali squisitezze: il fine è il controllo totale, perché no? A tal fine si sacrificherà tutto, compresi gli Ebrei, Israele e Anna Frank. Poi al vertice non si chi ci sia, magari c'è Moni Ovadia.

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    19. @Ise

      Giorni fa mi era stato segnalata questa notizia, non ricordo da che sito ma tanto sono tutti uguali. Cercando velocemente ho trovato questo:
      https://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/svastica-come-la-stella-di-david-ignobile-290fabf2

      Dei bambini con qualche nozione di inglese hanno disegnato (in rosso, a mo’ di firma) uno swastika, un uguale e una stella di Davide; per via dell’eta’, si sono lasciati scappare anche un cuoricino.
      Naturalmente e’ scattato subito l’allarme… rosso anche quello… E in tutta la confusione che si e’ creata tra nasisti e antisemiti da una parte, comunita’ ebraiche, sindaco e giornalisti dall’altra si e’ perso di vista il fatto che l’equazione era quanto mai corretta.
      Al centro della stella di Davide c’e’ il quadrato magico del Sole e come scritto in precedenza tutto il simbolo richiama la Creazione, il mondo vivente, il cui massimo simbolo e’ il Sole e la cui cifra e’ seicentosessantasei (l’Angelo della Corona, il cui nome dovrebbe essere Hakathriel, stando a quanto riporta Guenon in Re del Mondo). Nell’Iliade il riferimento all’occhio che tutto vede e’ quasi esplicito.
      https://www.alamy.it/ordine-sei-quadrato-magico-un-simbolo-assegnato-al-sole-astrologico-con-la-costante-magica-111-un-quadrato-magico-con-i-numeri-da-1-a-36-image454062433.html

      Swastika e’ persino etimologicamente legato a benessere, successo, prosperita’; forse era proprio con te che avevamo parlato del fatto che il 666 fosse usato come portafortuna in alcune culture (per esempio in Cina, se mi ricordo male correggimi per favore). Rappresenta il moto di rotazione intorno ad un asse immobile e quindi il Sole. Si potrebbe scrivere un’infinita’ ma sostanzialmente credo che nei due simboli venga rappresentata la stessa cosa, osservata da punti di vista differenti (la stella di Davide calca molto l’aspetto di unione degli opposti, mentro lo swastika sembra quasi sottolineare l’immobilita’ del centro).
      Comunque sono mie osservazioni fatte in liberta’… potrei sbagliarmi di grosso… Su Merkabah noto solo velocemente che si fa riferimento al Carro dalle quattro ruote (il Carro di Elio trainato da quattro cavalli?), approfondiro’.

      P.S. Sul fatto che se la ridano alla grande sono stra convinto anche io (a volte mi fischiano le orecchie), ma non solo dei mille distinguo… penso che ridano di un po’ tutto cio’ che ci riguarda… Un po’ come potremmo ridere noi osservando delle scimmie. Certo ci si stufa presto…
      P.S.S. Sullo scopo voto: far fare il lavoro sporco ai suoi piu' abominevoli fedeli per "purificare" la fogna attuale, spiritualmente parlando, per conto di un Potere superiore all'entita' stessa.

      @Alceste
      Speriamo di no. Intendo, che non ci sia Moni Ovadia al vertice... gia' e' umiliante cosi'...

      @Cangrande
      Grazie a te per gli spunti, leggo sempre con piacere.

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    20. Mi segnalano questo individuo.

      Si puo’ andare direttamente alla sezione ‘Pensiero politico’ benche’ sembri esagerato parlare di ‘pensiero’.

      https://it.wikipedia.org/wiki/Javier_Milei

      Si considera un minchione… pardon… minarchico. Ovviamente e’ di estrema destra, quella che a giorni alterni gassa gli ebrei (nei pari) e fa i pompini ad Israele (in quelli dispari)…
      Non e’ contrario alla vendita di bambini ma ne riparliamo fra duecento anni… chi ci sara’, intanto ci facciamo bastare gli organi...

      Alla stessa pagina ho scoperto che il ‘marxismo culturale’ sarebbe anch’esso un complotto di estrema destra (le fonti sono il Guardian e Vice): mi sono tranquillizzato… come sempre quando apro Wikipedia.

      Avevo scritto in qualche commento precedente che concordavo con Alceste che la Lega fosse il peggio ma guardando all’estero forse si puo’ ancora scavare.

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    21. Uno dei tanti pagliacci. Incredibile la quantità di attori falliti e guitti che oramai guidano paesi anche di grande peso strategico.

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    22. Ciao Nachtigall,
      Ho visto la notizia a cui ti riferivi, curioso il commento del sindaco "Scritte che definiamo ignobili e fuori dalla storia", cosi' tanto fuori che hanno fatto la storia passata e stanno rifacendo anche la attuale.

      Tutto molto interessante quel che dici e che dicesti nei precedenti commenti sul simbolo e su Ur.
      Si, la cosidetta stella era stata trovata sul corpo delle mummie (mi sembra? Non ricordo neanche io la fonte, ma ricordo che ne lessi da qualche parte) di soggetti dell'Asia centrale, attuale Cina, che la usavano come amuleto.
      Dopo la tua segnalazione mi ero limitata a leggere questo testo:
      https://www.academia.edu/27691767/Abraham_of_India
      Qui si suppone che il nome Abraham sia legato a quello di Brahma, e compare anche la nostra vecchia conoscenza Sara-swathi/Benzaiten, il cui yantra sappiamo essere la stella di David. Essa viene di riflesso identificata con Sara, consorte di Abraham. Il discorso merita approfondimenti, per non giungere a conclusioni affrettate, al momento mi e' difficile approfondire oltre, quindi accenno solo, giusto per parlare tra noi.

      Sulla mer-ka-bah, mi riferivo alla sua rievocazione in ambienti new age, come qui ad esempio (link a caso) https://www.merkabah.it/merkaba.php
      o qui https://www.internationalwebpost.org/contents/LA_MERKABAH_23651.html
      Insomma: stella di David in 3d e campi di energia ruotante, in senso orario ed antiorario: le swastike. Descritta come una macchina, o carro, per viaggiare in altre dimensioni.

      Sulla swastika, al di la' del suo uso buddhista e della sua presenza tra i caratteri cinesi, a significare anche "prosperita'"
      (https://en.m.wiktionary.org/wiki/%E5%8D%8D), non riesco a non connetterla al famoso simbolo taoista, ma anche ryukyano e nipponico e coreano (che ha il taegeuk anche sulla sua bandiera)... insomma alle pale rotanti che hanno "illuminato" la storia d'oriente per secoli, con numero di pale variante da una a quattro, in senso orario o antiorario.
      In Giappone il simbolo e' chiamato hidari gomon, famoso per essere simbolo samuraico del culto di Hachiman, protettore dei guerrieri.
      Oppure lo si trova col termine tomoe
      https://en.m.wikipedia.org/wiki/Tomoe
      Certo questo simbolo mostra sia le pale che il 6, o 66, 666, 6666, o… 999, 9999... il magatama sembra essere un suo misterioso antenato.

      Il 999 sembra essere tornato in voga in ambienti culpop o come li si voglia definire: tipo, a caso, qui https://www.meaningtattoo.com/999-tattoo-meaning/poi; sembra anche simboleggiare la fine irreversibile di un ciclo e l'inizio di uno nuovo.
      Io invece sapevo, ma non ricordo da quali fonti, che fosse associato al sole (e guarda caso l'oro piu' puro si definisce 999, la bandiera giapponese e' un sole, gli alchimisti cinesi ritenevano il Giappone il paese dell'oro (ma anche i primi europei) e degli immortali, e varie altre associazioni che mi vengono a caso, molto limitate e che potrebbero essere benissimo sconnesse, sto andando a ruota libera eh!).

      La novita' per me e' che ho finalmente trovato il perche' il simbolo e' cosi' tanto diffuso in Okinawa, piu' che nel resto del Giappone (nessun okinawese me lo aveva mai saputo dire, alcuni hanno forse dimenticato gia' la loro storia?), al di la' del kobudo (arte marziale locale): era l'emblema della seconda famiglia reale Sho (ultimo regno di Ryukyu prima di divenire parte del Giappone), emblema strettamente riservato alla famiglia reale...
      https://en.m.wikipedia.org/wiki/Second_Sh%C5%8D_dynasty
      Una famiglia sui generis, dove Yosoidon, la prima regnante-reggente donna, madre del piccolo imperatore, introdusse anche la casta delle sacerdotesse sciamane.
      Comunque molti okinawesi non hanno dimenticato, qui un breve sunto:
      http://hsbudo.blogspot.com/2016/05/hidari-gomon-ryukyu-symbol.html?m=1

      Tanta carne nella brace, tanto fumo e niente arrosto, ma e' sempre un piacere condividere.
      Un saluto,
      Ise

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    23. Cara Ise,

      Finalmente ho capito come sono capitato qui; devo aver usato questa Merkabah in passato ma ora ho scordato come si fa a tornare nell’altra dimensione… maledizione a me!
      „Secondo l'ebraismo, le discussioni sulla merkabah sono riservate esclusivamente ai saggi più meritevoli e si narrano leggende ammonitrici circa i pericoli della meditazione troppo intensa relativa alla merkabah.”
      https://it.wikipedia.org/wiki/Merkavah
      Seguirei il Talmud piu’ che la New Age ma direi che nella sostanza ci siamo. Si scherza, ma non troppo; gli yantra sono veicoli: etimologicamente.
      Sulle forme geometriche e i loro possibili utilizzi ed effetti sui campi magnetici ed elettrici pure avrei da scrivere alcune cose simpatiche che ho sperimentato con tanto di misuratore EMF; che funzionino anche forme solo immaginate… mi limito a dire che lo ritengo possibile, ad ogni modo si tratta di un’informazione ‘tradizionale’, nel senso di ‘old age’.
      Quando il Cristianesimo vede nello yoga o nell’astrologia del satanismo lo fa a ragion veduta; il tema e’ effettivamente molto delicato. Il problema e’ che il vaso e’ stato aperto.

      Grazie mille per tutte le preziose segnalazioni, mi sono stampato il tuo commento, faro’ delle ricerche.
      Ho sorriso quando ho letto Abraham of India, intanto mi sono salvato il pdf.

      Sui numeri...
      Di loro non e’ che mi dicano molto, eccetto forse 0, 1, 2, 3 e 4 (mi consolo sapendo che per Pitagora la tetraktys contiene gia’ il tutto). Cosi’ per cercare di avvicinare il significato di un numero in genere uso le figure dei tarocchi, e le forme geometriche.
      6 – gli Amanti, 9 – l’Eremita. Significati opposti nella vita comune, ma in questo gioco di specchi?
      Se si utilizza il metodo di ridurre tutto ad una cifra, poi, abbiamo:
      6+6+6 = 18, 1+8 = 9.
      9+9+9 = 27, 2+7 = 9.
      Il 999 sull’oro ho sempre creduto che fosse una strizzatina d’occhio al Principe del Mondo, e che quindi andasse capovolto a prescindere da altre considerazioni (per curiosita’ si puo’ anche calcolare 6+9 = 15, il Diavolo, oppure 1+5 = nuovamente 6).
      Non mi stupisce percio’ notare che entrambi i numeri vengano associati al Sole. Si tratta poi di un Sole particolare, androgino, in quanto ad esempio in IsRaEl il ‘prodotto’ El e’ la somma di Iside e Ra (che e’ il Sole, ma al maschile).
      Sul 9 come limite: e’ vero in un sistema decimale, ma non ne esagererei l’importanza. Noi abbiamo dieci dita ma parlando di cicli avrebbe piu’ senso utilizzare un sistema duodecimale, come nell’oro-logio o nella divisione in mesi dell’anno (oro-scopo – horoscopus, „che osserva l’ora”; a me fa pensare un po’ ad Horus, Oro). 13 e' appunto la Morte.
      L’oro… chi lo possiede, vince, ho sentito dire una volta. E’ una specie di proprieta’ magica di questo metallo – e’ come se si entrasse in risonanza.

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    24. Sul magico mondo dei tattoo invece stenderei un velo… stamparsi il marchio sul corpo e’ proprio da manuale (Apocalisse)… la scusa di averlo capovolto non regge anche perche’ e’ l’altra fazione che capovolge come modus operandi. Potrei naturalmente sbagliarmi...
      Ma perche’ un simbolo di benessere (e potere) e’ cosi’ malvisto nel Cristianesimo? L’idea che mi sono fatto e’ che non sia il benessere in se’ ad essere malvisto (queste mi sembrano accuse in malafede), quanto piuttosto si riconosce il pericolo che nell’attaccarsi troppo a questo mondo ci si possa dimenticare che il Regno e’ di quell’altro. D’altro canto, per esperienza, in Europa, molti usano il 666 solo per la valenza anti-cristiana e in questo caso secondo me si puo’ parlare proprio di possessioni.

      Solo come provocazione:
      https://www.youtube.com/watch?v=ASChMSILpsw&t=86s

      L’arrosto un’altra volta.
      Un saluto

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    25. Scusami Ise e scusatemi tutti se torno ancora sull'argomento, anche i CARRI armati citati sopra si chiamano Merkava: https://it.wikipedia.org/wiki/Merkava
      Stando a Wikipedia, Merkava significa proprio 'carro' (ribadisco: i militari hanno molta fantasia). Di sicuro se colpisce qualcuno, lo manda in un'altra dimensione; i conti tornano. Comunque e' interessante l'introduzione su Wiki.

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    26. Buonasera caro Alceste,
      La ringrazio per questo interessante approfondimento e per tutti i precedenti che ho avuto modo di leggere negli ultimi mesi. Mi trovo d'accordo con le sue tesi ed intravvedo dietro la deliquescenza di questa nostra stanca civiltà un piano, come lei ed i "colleghi lettori" di questa pagina. Un piano però non tanto umano quanto, piuttosto, nel profondo preternaturale. E non potrebbe essere altrimenti, vista la sterilità e la vocazione alla vacuità delle forze umane di sovversione. Queste generazioni di umani per quanto possano essere efficienti cooperatori della menzogna, possono solo scorgere una parte del piano di distruzione dell'umanità (vero obbiettivo ormai sempre peggio celato dietro putride teorie e dottrine sintetiche). Se riducessimo il millenario piano rivoluzionario ad un articolato e geniale piano di un gruppo di persone ( lobby, setta, razza etc etc) staremmo cadendo nella trappola in cui l'occidente (o ciò che ne resta) si è gettato de Cartesio (se non da Padre Occam) in poi. Ovvero la riduzione della realtà, della vita, della civiltà ( in sintesi della bellezza e bontà soggiacente a questa manifestazione) ad una mera successione di causa ed effetto materialistici. La bellezza e queste forze antiche e faustiane che la combattono sono di un altro mondo, un mondo più sottile. Se non si comprende questo, e si cade nella suddetta trappola, come un qualunque tacchino induttivista, non si può nemmeno comprendere la portata di quanto ci sia in gioco. Si resterebbe inevitabilmente succubi dell'archetipo.

      Ad ogni modo, leggendo i suoi commenti la seguente parte ha suscitato il mio interesse:
      "E la sovversione nasce con la distruzione della nobiltà inglese prescespiriana"
      Sarebbe possibile avere dei riferimenti per approfondire il punto per favore?

      Molte grazie in anticipo,

      Antimonio

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    27. Nachtigall,

      io non trovo il pulsante di avviamento della merkabah, ogni volta che premo l'unico disponibile mi si accende una tele-visione che mi fa sprofondare anziche' elevare.
      Interessante il collegamento col settore militare, come i nomi dei missili russi Sarmat, ribattezzati dalla Nato col nome Satan e cose del genere, lo scenario e' sempre quello.

      Sapevo che saresti stato d'aiuto nel mettere ordine e dare ulteriori spunti, grazie.
      Si' sui tattoo tanti veli pietosi.
      Sulla meditazione e affini, noto un attaccamento quasi fanatico e settario a certe pratiche (formule segrete, pratiche esclusive...), che boh, mi lasciano perplessa.

      Sui numeri, effettivamente il sistema sumero sessagesimale e' quello che misura il tempo e gli angoli (la geometria, lo spazio), ossia l'ossatura della realta' in cui ci muoviamo. Non mi stupisce quel che dici sui campi magnetici ed elettrici.
      Le indagini su molte "origini" andrebbero dirette verso quel mondo. Come sul Sole, Ra, Horus, troni di mitici dei-re civilizzatori e usurpatori, occhio destro, occhio sinistro... Ci sarebbe anche il sole nero coi suoi 12 raggi; nella mitologia egizia il sole continuava il suo percorso nell'oltretomba durante le 12 ore noturne, o arco notturno.

      Mi viene in mente un aneddoto personale, anche se c'entra poco: negli anni '90 a Pechino frequentavo ogni tanto una compagnia mista di cinesi e "occidentali", alcuni connessi con l'elite politica del tempo. Un giorno si presento' uno di questi chiedendo se conoscessimo (o se nel nostro paese ci fosse tale capacita' "tecnica") un medico in grado di estrarre sperma fertile da un cadavere. In pratica la notte era deceduto un pezzo grosso in un incidente stradale e la sua dolce meta', figlia di un ministro dell'epoca, non si dava pace: aveva telefonato a tutti implorando qualcuno che urgentemente venisse ad estrarre l'oro vitale perche' lei voleva assolutamente un figlio da lui.
      Rimasi basita, sebbene mi dicevo: questa storia l'ho gia' sentita, ma dove l'ho sentita?
      Questa cosa me la sono sempre ricordata, perche' allora era ancora ampiamente inconcepibile e impressionante, almeno per me.
      A distanza di tempo mi ricordai di Isis e della nascita di Horus e la ricollegai a quel fatto... della serie: prime avvisaglie di possessioni da un lontano passato.

      L'arrosto mi sa che ormai ci verra' rivelato nell'arco di qualche tempo.
      Dici bene, il vaso e' aperto, tutto ci verra' donato, alla faccia dell'ammonimento circa il non indagare troppo sui misteri.
      Saluti,
      Ise

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    28. Per Antimonio: C'è un librino che consiglio a tutti per comprendere al vivo la rutilante grandezza del Medioevo e i primi, nostalgici, segni del suo dissolvimento: "Il Novellino". Qui abbiamo la celebrazione dell'aristocrazia intesa come fratellanza di esseri umani che condividono idee universali e inscalfibili. Per questo si parla con lode di Federico II (svevo) e del Saladino (Islam), di Davide (ebreo), Traiano (romano), Alessandro Magno (macedone), Socrate (greco), Prete Gianni (indiano), Marco Lombardo (italiano) e del re giovane inglese, forse Enrico figlio di Enrico II. Su tutti: il Cristo, inteso come monarca universale. Ognuno è connotato da elementi di generosità, cortesia, grazia, prudenza, saggezza; si può essere nemici, anche in lotte sanguinose, ma tale retroterra non viene mai meno. Anche nell'elegia anglosassone pagana emerge tale peculiarità, poi addolcita col Cristianesimo. Questa stimmung di cose inizia a scolorire già nel Trecento; viene meno del tutto in Inghilterra con Cromwell il cui fanatismo è lo stesso di oggi: apertura alla libertà religiosa (ma non per i Cattolici), riammissione degli Ebrei, massacri dei dissidenti ... è allora che nascerà, di fatto, il ripudio della tradizione classica e del Cristianesimo; da allora si creeranno oasi della sovversione come Svizzera e Olanda; e così via. Shakespeare intuirà l'incipiente morte dell'Antico Ordine scrivendo: "Sediamo sulla nuda terra e raccontiamo tristi storie della morte dei re". Come a dire: il re è morto, il re nella sua inalterabile concezione metafisica che trae legittimità dal Dio medioevale, romano: abbiamo solo macellai avidi di un vacuo potere temporale. Dopo Shakespeare si avranno re di cartone, amministratori delegati di un'efficientissima macchina illuminista ... addirittura imperiale ... ma non re universali ... sino alla parodia della Monarchia Universalis di oggi, sorta di cupio dissolvi interno all'umanità stessa.

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    29. Molte grazie per il chiarimento ed il consiglio di lettura. Mi procurerò dunque il novellino e lo leggerò seguendo la pista proposta.

      Stavo discutendo del medesimo tema questa settimana con un amico che romanticamente, o partigianamente, resta attaccato a certi stereotipi della corrente cosiddetta nobiltà cattolica europea (ovvero case regnanti cattoliche e "gentry" varie di sottobosco). Vanità di Vanità, lontana anni Luce dal luminoso ideale medioevale. Un ideale certamente, ma che rappresentava almeno al tempo una referenza ed un'ambizione.
      L'amara constatazione è stata che storicamente il peggiore nemico del suddetto ceto è stato il ceto stesso. Dell'abolizione più o meno rapida del sistema feudale (al fine di concentrare il potere nelle mani del Sovrano) al visibile cambiamento nelle canzoni di gesta cantate nelle varie corri. Dell'adesione idiota a certi ideali detti illuministi (inizialmente moda?) al vero e proprio libertinaggio sfrenato (porta aperta a tutta un'altra serie di viziacci precursori di innumerevoli faux-pas). Memorabile è la vicenda di Santa Margherita Alacoque con il Re di Francia del tempo.

      Ancora un grande grazie caro Alceste

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    30. Ultima per Nachtigall:

      ti segnalo questo modello di Merkabah associato alla medicina cinese, a proposito di campi magnetici et similia...

      https://www.researchgate.net/figure/Meridional-submodel-Merkabah_fig4_277605516

      Sull'oro ci sarebbe ancora da sciorinare, inclusa radice linguistica e sua connessione col tempo-le stagioni e col Verbo (quello del Principio), da cui il potere della parola o del suono, comune a molte culture (i giapponesi ne sono grandi cultori).
      Restando nel mio campo, i cognomi Kin e Jin (dal significato di "oro" rispettivamente in giapponese e cinese) sono cognomi tipicamente ebrei (qualcuno dice "esclusivamente" ebrei, ricorda i nostri Goldsmith&Co.). Ce ne sono tanti altri di cognomi considerati "esclusivamente" o "anche" ebrei, naturalmente, perche' tipicamente da essi adottati in quelle lande, ma questo e' uno dei pochi che e' diretta traduzione di un termine, gli altri vanno piu' per fonetica anziche' per significato.

      Infine, per tagliare la testa al toro e non rompere piu' le scatole al blog che gentilmente ci ospita, ti segnalo questa lettura (tu ce la puoi fare, io ho solo spizzicato qua e la' tra i capitoli, lo stile pomposo dopo un po' mi irrita):

      https://sacred-texts.com/mas/md/index.htm

      Qui ci dovrebbe essere un sunto di tutto che forse ci evita tante speculazioni, parla anche della pericolosa profanazione dei simboli sacri (per fortuna c'e' chi in segreto ne fa buon uso). Ovviamente il Sole e' simbolo di vita, morte e resurrezione, l'immortalita'-deita' tanto ambita da alcuni hic et nunc, necessitante del ciclo di nascita e distruzione. Horus e' definito anche Dio del tempo.
      Attento che in un capitolo si dice che la terra e' piana: c'e' da segnalare l'autore alla commissione contro le teorie complottiste (ah no, forse le pratiche complottiste, ma quella non mi sembra sia attiva).

      Un assaggino:
      "The true Philosophy, known and practised by Solomon, is the basis on which Masonry is founded.
      "Our Ancient Masons have concealed from us the most important point of this Divine Art, under hieroglyphical characters, which are but enigmas and parables, to all the Senseless, the Wicked, and the Ambitious.
      "He will be supremely fortunate, who shall, by arduous labor, discover this sacred place of deposite, wherein all naked the sublime Truth is hidden; for he may be assured that he has found the True Light, the True Felicity, the True Heavenly Good. Then may it truly be said that he is one of the True Elect; for it is the only real and most Sublime Science of all those to which a mortal can aspire: his days will be prolonged, and his soul freed of all vices and corruption […]"

      "The number 6 was, in the Ancient Mysteries, a striking emblem of nature; as presenting the six dimensions of all bodies; the six lines which make up their form, viz., the four lines of direction, toward the North, South, East, and West; with the two lines of height and depth, responding to the zenith and nadir. The sages applied the senary to the physical man; while the septenary was, for them, the symbol of his immortal spirit.
      The hieroglyphical senary (the double equilateral triangle) is the symbol of Deity.
      Six is also an emblem of health, and the symbol of justice; because it is the first perfect number; that is, the first whose aliquot parts (1/2, 1/3, 1/6, or 3, 2, and 1), added together, make itself."

      Saluti,
      Ise

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    31. Per Antimonio: la nobiltà "leggera" l'ho conosciuta, per caso, in alcune occasioni. Ormai si occupa di case vacanze e cerimonie, diciamo così. In certi tipi sopravvivono miracolosamente fattezze e modi antichi ... siamo, però, al redde rationem: la fiscalizzazione dell'esistenza ha colpito pure loro. D'altronde, come confermi, l'aristocrazia si è suicidata grazie a una serie di tradimenti da parte dei pari ceto: esemplare il caso della Russia. Mi raccomando: il "Novellino" è quello duecentesco ... leggine un pezzetto alla volta ...

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    32. Buona sera Alceste ed ancora grazie del riscontro. Mi potrebbe perfavore confermare che la seguente edizione del Novellino sia quella giusta:

      https://www.amazon.de/Anonimo/dp/B08XNVDD95/ref=mp_s_a_1_1?crid=E108MQKAW97H&keywords=il+novellino&qid=1701387111&sprefix=il+novellino%2Caps%2C158&sr=8-1

      Posso domandare cosa kei intenda dire per "fiscalizzazione dell'esistenza?
      Le rinnovo i miei ringraziamenti.

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    33. Riguardo al "suicidio" dell'aristocrazia europea, il punto era stato pienamente colto due secoli or sono da Alexis de Tocqueville, nel suo purtroppo incompiuto "L'antico regime e la rivoluzione"; testo dove indicò in maniera lapidaria il motivo che rese possibile l'Insorgenza vandeana: il fatto che i nobili locali non si fossero infoiati a Versailles, ma avessero invece continuato a vivere sui loro feudi, cavalcando e cacciando di giorno, ballando la sera coi loro contadini; contadini con cui per altro giocavano pure alle bocce la domenica.

      Non a caso il canto del cigno della nobiltà guerriera europea fu il sacrificio degli Junker "tedeschi" nei due conflitti mondiali, Junker che avevano continuato a vivere sui (e dei) terreni sabbiosi della Prussia, della Pomerania, del Baltico, in mezzo alle foreste e alle brume - assieme ai contadini che poi conducevano in guerra - invece di darsi al commercio e all'industria.
      Scomparsi loro, scomparve anche la Prussia e oggi Dio non dorme più in Masuria (anche se qualcuno sostiene che la DDR conservò, volente o nolente, un certo tono teutonico).
      Rimane solo il parodistico delle femmine borghesi, divenute "von" per matrimonio, che flirtano coi Bourla e gestiscono la mescita nota come UE...

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    34. Per Antimonio: Sì, il libro è giusto. Per fiscalizzazione dell'esistenza intendo la burocratizzazione di ogni singolo avvenimento nella vita di un essere umano, dalla culla alla morte. Ogni passo deve essere reso pubblico, oggettivato, giustificato, digitalizzato e, infine, gravato di una gabella, anche se di infima rilevanza. Basti confrontare la vita negli anni Settanta-Ottanta con quella di oggi: nel mondo aereo di Internet, invece di diminuire, la quantità di scartoffie e pattume supera le decine di chili annuali per ogni Italiano, per il semplice fatto di respirare in Italia. Questo mira a frantumare l'esistenza in mille rivoli, a frapporvi ostacoli di tutti i tipi onde imprigionare l'individuo in un labirinto impossibile. Se a questo aggiungi le perdite di tempo causate dai social, dalle telefonate, dai messaggi, dalle mail, dagli avvisi, troverai che il tempo da dedicare alla meditazione sono nulli. E non parlo di meditazione Zen, ma di una pura riflessione sulla propria condizione.

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    35. Per Luigi: sono d'accordo, pur se il processo era già avanzato. A ogni modo, il distacco dalla terra, inteso in senso lato, prelude sempre all'alienazione da sé stessi, da ciò che si è stati, per entrare in un mondo straniero in cui si resta vittime di mille inganni. E in cui tuo figlio, concludo, ti pugnalerà alle spalle; per poi suicidarsi.

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    36. "Nel mondo aereo di Internet, invece di diminuire, la quantità di scartoffie e pattume supera le decine di chili annuali per ogni Italiano, per il semplice fatto di respirare in Italia."

      A me sembra che tutta questa digitalizzazione stia semplcemente trasferendo quello che era il lavoro dell'impiegato comune, con la giusta preparazione nel suo settore, sul semplice utente, che pero' lavora al posto altrui senza alcuna retribuzione, senza preparazione, e senza scelta.
      Lavoro moltiplicato pe ogni singola pratica, tra la posta, la banca, la sanita', ecc., che a loro volta hanno moliplicato la richiesta di pratiche, come ben dici.
      Gli impiegati oggi servono spesso solo per indirizzarti a siti e registrazioni online (o peggio a numeri "verdi" con interminabili richieste di digitare il numero delle tante opzioni elencate, poi della sotto-opzione...): tu devi leggerti pagine di regolamenti, autorizzazioni, opzioni, conferme, ecc. per capire come effettuare la pratica per la quale eri andato nell'ufficio a chiedere assistenza.

      In Giappone, l'ultima volta che ho dovuto spedire un pacco postale mi sono presa un pomeriggio per studiare tutta la procedura online e compilare i moduli nel modo in cui volevano, con dettagli assurdi (tipo elenco del nome, peso, costo e provenienza di ogni singolo oggetto contenuto nel pacco, dopo che avevo sigillato il pacco, naturalmente), e regole anche sul modo di inserire l'indirizzo, che altrimenti non veniva accettato; in piu' alcune richieste insondabili che lasciavo al caso, non avendo nessuno a cui chiedere, o ricercate sul web, sperando che qualche buon anima che aveva superato il travaglio prima di me, ci avesse scritto su una pagina di blog o di facebook con le istruzioni per principianti. Il tutto per ottenere un codice qr che poi l'impiegato dell'ufficio avrebbe scansionato per mandare il pacco.

      Alle poste italiane i pacchi sono ancora spedibili tramite connessione umana, ma i conti correnti online danno problemi infiniti, un conoscente che ci lavora mi ha detto: "tu non sai che e' diventato questo lavoro, che gente che ci capita, gente incazzata che arriva e insulta, ho delle colleghe che si sono messe a piangere...", e ti credo, non e' colpa loro, ma ti credo che la gente prima o poi sbrocca, mica si puo' sfogare con la macchina... anche se ci arriveremo, all'assistenza digitale appositamente per gli sbroccati, magari digitando la opzione numero 2450 sulla tastiera del telefonino.
      Ise

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    37. Caro Alceste, ancora grazie per la conferma ed il chiarimento riguardante la "fiscalizzazione dell'esistenza". Le posso confermare che quello che resta della nobiltà leggera, come da lei definita, soffre anch'essa di questo male. Non solamente in Italia. Oltre al fatto che salvo qualche rara eccezione i nobili leggeri di cui ho conoscenza (diretta od indiretta) sono tutti in bolletta oggi.
      A dire la verità quel poco che resta del ceto, specialmente in paesi dove la monarchia è una pagina spiegata male del sussidiario di storia, è intrappolato in una gabbia di dover continuamente dimostrare "di essere migliore", "diverso" e "figlio di...". Lucrando per giunta l'esatto opposto.
      Pochissimi, come anche accennava lei, sono gli esempi luminosi. Profondi ed autentici portatori di una storia, una tradizione. Uno o due ne ho conosciuti; ed è sempre un piacere passare un momento insieme a chiacchierare di cose belle ed interessanti.

      Leggerò tranquillamente il volumetto e le farò sapere. Vorrei ringraziarla e ringraziare anche il signor Luigi per lo spunto interessante di Alexis de Tocqueville. Scusandomi per gli errori e le omissioni in cui talvolta cado in questi miei interventi. Purtroppo scrivere con il telefono mi viene assai scomodo e non sono più pratico di forum o discussioni online. Ma su questa pagina internet ho trovato degli spunti interessanti che meritano di essere approfonditi.
      Buona Domenica e grazie ancora.

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    38. Tocqueville, è vero, rappresenta uno spunto interessante e mai approfondito, almeno da me. La nobiltà che affitta le magioni patrizie per fare cassa è afflitta dalla medesima malattia che affligge altri, preti compresi. Ne parlerò nel prossimo post. Buona lettura.

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    39. Per Ise: a mio sommesso avviso, il sistema puramente digitale non può reggere. Impossibile, troppo delicato e complesso. Delicato poiché complesso. Il digitale viene sfruttato, ora, quale "mezzo" per indirizzarci verso un mondo, questo sì. Tale mondo, tuttavia, non sarà un cubicolo ipertecnologico, ma uno sgabuzzino con parecchie deficienze tecnologiche, decadente e ingombrato dal kipple. La tecnologia, anzi, subirà un regresso. Solo il controllo sarà davvero efficiente.

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    40. Di Tocqueville, oltre al testo già citato, mi permetto di suggerire anche la lettura del più noto "La democrazia in America". Non sono sempre d'accordo con le osservazioni e le conclusioni del nobile francese, ma se consideriamo che il testo ha ormai due secoli si rimane stupiti della sua profondità (oltre al fatto che è ben scritto, non con i pensierini da seconda elementare di tante opere odierne).

      Mi permetto di riportarne una breve citazione, perché vi trovo un elegante riassunto dei temi che Alceste ha sviluppato e sviluppa nei suoi scritti:

      "Se cerco di immaginarmi il nuovo aspetto che il dispotismo potrà avere nel mondo, vedo una folla innumerevole di uomini eguali, intenti solo a procurarsi piaceri piccoli e volgari, con i quali soddisfare i loro desideri. Ognuno di essi, tenendosi da parte, è quasi estraneo al destino di tutti gli altri: i suoi figli e i suoi amici formano per lui tutta la specie umana; quanto al rimanente dei suoi concittadini, egli è vicino ad essi, ma non li vede; li tocca ma non li sente affatto; vive in se stesso e per se stesso e, se gli resta ancora una famiglia, si può dire che non ha più patria. Al di sopra di essi si eleva un potere immenso e tutelare, che solo si incarica di assicurare i loro beni e di vegliare sulla loro sorte. È assoluto, particolareggiato, regolare, previdente e mite. Rassomiglierebbe all'autorità paterna se, come essa, avesse lo scopo di preparare gli uomini alla virilità, mentre cerca invece di fissarli irrevocabilmente all'infanzia; ama che i cittadini si divertano, purché non pensino che a divertirsi. Lavora volentieri al loro benessere, ma vuole esserne l'unico agente e regolatore; provvede alla loro sicurezza e ad assicurare i loro bisogni, facilita i loro piaceri, tratta i loro principali affari, dirige le loro industrie, regola le loro successioni, divide le loro eredità; non potrebbe esso togliere interamente loro la fatica di pensare e la pena di vivere?"

      Leggo anche le interessanti riflessioni di Ise - bentrovata! - sui tormenti burocratici e sul lavoro gratuito nascosto in tanti adempimenti (avete presente le casse faidatè dei supermercati?).
      Aggiungo però che esiste anche l'aspetto speculare, di tante pratiche che - con l'inserimento sistematico di complicazioni non necessarie - sono tolte dalle mani del singolo, che si vede di fatto costretto a demandarle ad appositi ufficii di assistenza (a pagamento, ovviamente).

      Ad Alceste riconosco ovviamente la ragione, quando osserva che la situazione - ai tempi della Vandea come dell'ultima resistenza prussiana - era largamente compromessa; personalemente sono da tempo arrivato alla conclusione che quando la rivoluzione scende nelle strade ha già vinto, perché il lavoro grosso era già stato fatto in precedenza.
      Rimane che la nobiltà europea, incrocio di quelle germanica e romana con il lievito del Cristianesimo, era fondamentalmente agraria e guerriera. Persi i legami orizzontali con la terra e la spada, divelti quelli verticali fra la "torre" e la "gleba", non poteva che o morire in un ultimo, sublime olocausto, o ridursi a parodia mercantile di ciò che fu.
      Al riguardo mi vengono sovente in mente le parole di Hasso Eccard von Manteuffel, barone e generale delle truppe corazzate, il quale all'inizio del 1945, di fronte alle rimostranze del caporale diventato Fuerher, rispose che in tre secoli di guerre prussiane e tedesche c'era sempre stato un von Manteuffel sul campo...

      Buona domenica.

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    41. Si' Alceste, credo anche io che tali livelli di tecnologia non siano sostenibili ne' necessari, servono proprio per taghettarci verso la nuova schiavitu'.
      Intanto sono serviti ad elevare il livello di de-responsabilizzazione ed impotenza ai massimi livelli: le decisioni della macchina sono insindacabili, e cosi' i suoi errori, che diventano solo dell'utente, senza possibilita' di emendarli, come facevi notare con "Ubik" ed il sequestro della porta automatica.
      Di pari passo aumenta il livello di colpevolizzazione, dopo il peccato di essere sani, non bisognosi di cure statali, dobbiamo scontare il peccato climatico-ambientale, quello di essere maschi o femmine, quello della proprieta’ privata, ecc. Il consenso collettivo irrversibile c'e' stato con le varie misure pandemiche, propedeutiche a TUTTO. Da un lato ad avviare la necessaria accettazione di obblighi senza correlazione e decisi arbitrariamente, come la digitalizzazione e i lockdown. Dall'altro, col vaccino unico salvavita e la sua non-obbligatorieta' per tutti, sono penetrati pure piu' sottilmente nelle menti.
      Se sei tu, Stato, a rendere per primo opzionale un'azione, non puoi poi criminalizzare chi non compie tale azione, altrimenti il criminale sei tu... eppure si e' riusciti a trasferire anche questa colpa al semplice individuo pensante. Risultato: non imporre nulla drasticamente al singolo, ma farlo accettare definitivamente e capillarmente come bene per tutti. Ne deriva che l'individuo non ha piu' voce in capitolo su nulla, ed i piu' hanno ceduto con una sconnessione cerebrale, ma anche emotiva, senza precedenti.
      Essere testimoni di tale stato di cose e sue conseguenze e' il piu' grande privilegio e la piu' grande sofferenza che ci vengono concessi.
      Saluti,
      Ise

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    42. Per Luigi: Di Tocqueville un librino a latere sulla sue avventure in America, tra sceriffi e Indiani. Mi pare fosse un Laterza. Un western ante litteram. Le inoppugnabili e ottimistiche profezie di Tocqueville sull'uomo senza patria sono precedute di qualche anno da quelle di Giacomo Leopardi: il primo opera su base esperienziale e ragiona; il secondo abbeverandosi ai classici; e ragiona. Universalmente.

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    43. Per Ise: Fra Stato e individuo, però, non esiste gradazione. Questo l'inghippo. E poi: lo Stato è solo un invasato, posseduto da forze che lo controllano e usano i suoi residui poteri di repressione. In realtà siamo governati da un'oligarchia sempre più ristretta. Questa, prima o poi, a meno di un'implosione, nominerà un monarca, d'assoluto rigore morale (della nuova morale), che dichiarerà finita la Storia una volta per tutte. Di questo passo manca poco.

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    44. @Ise
      Ottimi collegamenti sull’oro, e grazie per le informazioni riguardo Kin e Jin; esse stesse oro, per quanto mi riguarda. Visto che insisti sul Verbo, che ne dici di vo-lume(n)? E’ il suono che „guida” la luce. Un conto e’ dirlo e un conto capirne le implicazioni. Io sono di quelli che parlano a vanvera :)

      Riguardo il cammino del Sole nell’oltretomba il riferimento e’ nuovamente astrologico (=sotto l’orizzonte).
      In effetti il ciclo del Sole sembra essere il centro di tutta la mitologia (Sol… o soul?) e l’astrologia intesa correttamente non e’ nient’altro che studio della luce. Non argomentero’ questa affermazione perche’ sarei lunghissimo.
      Passaggio da Pesci ad Ariete = 6 am (equinozio di primavera, inizio o resurrezione; Ariete e’ il primo segno, marzo = da Marte, che governa Ariete, aprile = aperire, april = anagramma di Libra)
      Passaggio da Vergine a Bilancia = 6 pm (equinozio d’autunno)
      I pianeti sono le lancette dell’orologio, lo swastika. C’e’ chi ha sostenuto che questo simbolo altro non indichi che il movimento e la forma della costellazione dell’Orsa Maggiore.
      Gli ortodossi utilizzano la croce di Zoe e Phos, vita e luce. La croce nel cerchio (dello zoodiaco) e’ appunto il glifo della Terra.

      Non hai raccontato la parte piu’ interessante dell’aneddoto: riusci’ quella ‘vergine’ ad avere un figlio?

      Sul segreto. Tutto ha bisogno dell’oscurita’ per nascere. Il concepimento di un bambino avviene in segreto, e il nascituro si nutre per nove (!) mesi dell’oscurita’; il seme si rompe sotto terra, e la pianta sbuca sulla superficie solo quando e’ pronta ad affrontare il mondo; un progetto, di qualsiasi tipo, non puo’ essere sbandierato ai quattro venti almeno fino a quando non e’ in fase avanzata di realizzazione, in quanto sarebbe facilmente attaccabile dai nemici (io a persone invidiose non confido neanche i progetti per il giorno dopo, non certo per fare il misterioso o rendermi interessante; due innamorati faranno le prime ‘mosse’ di nascosto, quasi commettessero un crimine). La stessa gioventu’ di Cristo e’ avvolta nel mistero; sappiamo che nasce (di nascosto) e poi lo ritroviamo a predicare. Due persone che si sono gia’ dichiarate il loro amore, possono pure farsi vedere per strada mano nella mano. Il Sole quindi segna anche la maturita’.
      In se’ il segreto fa parte della natura delle cose. Il gusto del segreto, quello invece e’ gia’, probabilmente, una malattia. L’attaccamento a certe pratiche esclusive e’ verosimilmente gia’ un sintomo di impotenza. Chi sa fa, chi non sa insegna (e ostenta). Tralascio la circonvenzione di incapace. Certi ‘poteri’ poi in genere spaventano chi li ha, che casomai vorrebbe disfarsene. Per esempio a cosa serve avere sogni premonitori sugli altri, se poi gli altri non ti ascoltano o comunque vengono trascinati ugualmente dal loro destino? A parte farti chiedere: „potevo fare qualcosa in piu’?”

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    45. Poi penso che sia un fatto difficilmente contestabile che con il diffondersi di certe pratiche meditative o presunte tali la situazione sia andata di male in peggio, dal 1848 (Il Manifesto e le sorelle Fox; l’incudine e il martello, non necessariamente in quest’ordine) ad oggi; la sensazione e’ proprio che queste siano cose assolutamente serie, ma in mano a ciarlatani approssimativi che lungi dal controllarle, ne vengono controllati.

      Sulla Merkabah in riferimento al corpo umano non sono stupito in quanto al corpo di carne ed ossa spesso pure si fa riferimento come ‘veicolo’, il pdf sembra interessante, per ora me lo sono salvato ma non l’ho ancora letto.

      Sacred-texts lo conoscevo, e’ un ottimo sito, il testo in questione pero’ non l’ho letto. Anche questo per ora solo annotato negli appunti… Direi di fermarci qui al momento, io perlomeno sono gia’ sovraccarico di letture da fare e come dici meglio non approfittare troppo dell’ospitalita’!

      @Anonimo del 30 novembre 2023 alle ore 12:34
      Grazie della segnalazione sulla Merkava; mi sembra che comunque la sostanza non cambi.
      Wikipedia e’ un mezzo come un altro. Mattei diceva di usare i partiti come taxi, allo stesso modo si possono usare siti come l’ANSIA o Wikipedia se servono. Di base c’e’ che la verita’ la mettono sotto al naso, perche’ e’ il posto migliore per nasconderla, e poi si ha il vantaggio che non si puo’ venir tacciati di complottismo.
      Per esempio ho appena aperto per fare una verifica oggi 03.12.2023… „Nuovo incarico per Vannacci, capo di Stato maggiore delle forze operative terrestri„
      Ma e’ una non notizia, che Wikipedia gia’ riportava tempo fa e che avevo segnalato quando si parlava del nuovo eroe della controinformazione.
      La Difesa nega: non e’ una promozione. Excusatio non petita...

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    46. Io ho iniziato a credere che neanche il controllo sarà efficiente: sia i controllati che i controllori finiranno nello sgabuzzino, ma alcuni controllati riusciranno ad uscirne ed i controllori dovranno necessariamente seguirli. spero. grazie per i preziosi spunti per la meditazione. rosa

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    47. Per Rosa: Se con qualche vigile urbano e un paio di carabinieri e poliziotti sono riusciti a controllare 60 milioni di Italiani, allora ... Il problema è che il primo controllo, il più spietato, lo fanno gli Italiani stessi.

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    48. Caro Alceste,
      si' con Stato intendo cio' che gli sta dietro, l'oligarchia.
      Ne parlava bene in questi termini Gaetano Mosca nei suoi scritti.
      Ho trovato proprio ora, tra gli appunti di mio padre, una citazione dall'opera di Arturo Carlo Jemolo (che fu allievo di Gaetano Mosca a Torino) "Societa' civile e religiosa", che, al di la' del diverso contesto storico, si addice anche ai nostri tempi:
      "La crisi della societa' civile e quella della societa' religiosa coincidono in questo tratto
      comune: pochi i volenterosi, desiderosi sia della soddsfazione interiore di essere degli eletti - ottimi cittadini, perfetti cristiani -, sia di essere dei dominatori, dei reggitori; pochi, altresi', i ribelli - nessuno, nessuno in un certo senso, nessuno che eriga barricate, nessuno che susciti eresie -; ma una sconfinata massa d'inerti."

      Per Luigi: benritrovato anche a te!
      Giusto quel che dici sul ricorso ai professionisti dell'assistenza al lavoro non svolto dagli addetti ai lavori... ormai manca solo un centro assistenza per la scansione di codici a barra o codici qr.

      Per Nachtigall: grazie per gli ulteriori spunti su cui meditero', chiudiamo il sipario per il momento.
      D'accordo in toto sul segreto come parte della natura dell cose, quando necessario per custodire un bene dalla predazione altrui, quando e' programmaticamente indirizzato al male altrui e' gia' malattia mentale.
      Non ho saputo piu' niente della 'vergine' dell'aneddoto, dal nostro gruppo non ha ricevuto alcun aiuto. Tuttavia temo che nella Cina di oggi vi siano molti Horus in circolazione.

      Un saluto a tutti,
      Ise

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    49. Alceste, perdonami... ho trovato vecchi appunti di mio padre (ed anche critiche alle menzogne dei comunisti non piu' tali, ah ma sorvoliamo).

      A 21 anni, negli anni '60, scriveva:
      "Sotto le angosce dei giovani di oggi si nasconde qualcosa di molto piu' ampio e vitale. L'umanita' sta tentando un esperimento di vasta portata che consiste nell'applicazione integrale, sin dalla piu' tenera eta', del concetto di liberta'. Gli idoli sono stati abbattuti, le ideologie distrutte, le culture, largamente svuotate: siamo passati dalla marcia in colonna ad un generale rompete le righe, e ciascuno di noi si sta dirigendo verso una meta sconosciuta senza che nessuno intervenga ad indicargliela ed a guidarlo nel cammino. E' perfettamente logico che una parte di noi prenda strade sbagliate e si perda: cio' che importa sapere e' se la massa restante sara' in grado di abituarsi al sistema, scoprirne i vantaggi, e sviluppare nuove leggi e riforme che consentano di identificare mete piu' ampie e piu' alte. Forse si' e forse no! Altre volte l'umanita' si e' trovata a questo bivio ed ha deciso per la marcia in colonna. Tutte le religioni hanno optato per questa soluzione, ritenendo che i danni del controllo della situazione fossero inferiori a quelli, probabili, della sua liberalizzazione; oggi siamo portati a dubitarne, ma nessuno di noi puo' dire cosa accadra': si puo' soltanto sperare nella natura divina dell'uomo (nell'esistenza di un'anima)."

      Nel giro di 60 anni, dopo esperimento di vasta portata di riduzione dell'esistenza umana ad allevamento di bestie pericolose per se' e per gli altri, oggi siamo portati a dubitare dell'esistenza di un'anima, quindi, di nuovo, nessuno puo' dire cosa accadra', ma possiamo immaginarlo, anche perche' le culture, da svuotate, son divenute inesistenti.
      Ise

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    50. In una lettera scritta a 25 anni:
      "In verita' mi sembra di mancare di rispetto alle persone se non cerco di instaurare con loro un rapporto che non sia superiore a quello che si potrebbe pretendere da un calcolatore elettronico appositamente preparato."
      "La civilta' contemporanea, se ha una caratteristica che la diversifica dalle precedenti, si distingue proprio per questo aspetto: per il fatto che rende sempre piu' "professionali", e sempre meno "personali" le comunicazioni tra gli individui per cui, ad un certo punto, non riusciremo piu' a trovare due "uomini" che parlano tra loro ma solo, per esempio, un uomo appartenente al genere "ingegnere" che trasmette alcuni dati ad un altro appartenente al genere "perito industriale" (e tutto cio', beninteso, anche al di fuori dell'ambito strettamente lavorativo)..."
      "A me non interessa l'incomunicabilita' di tipo esistenziale, ma quella derivante da un processo storico-tecnico ben definito che, mentre da un lato mette a disposizione dell'uomo mezzi sempre piu' potenti per ridurre le distanze e permettere le comunicazioni, dall'altro rende queste comunicazioni prive di valore scindendo il comunicante dal comunicato e rendendo possibile l'identificazione della 'comunicazione' con un comunicante 'standard' di cui non occorre sapere altro. Il fatto che l'uomo, da fenomeno complesso, sia stato ridotto ad un "dato classificabile" entro schemi superficiali e precostituiti e' un fatto verificabile in diversi aspetti della vita contemporanea."
      "Le cause di tutto cio'? Sarebbe interessante poter misurare l'incidenza della civilta' delle macchine su questo strano modo di comportarsi dell'uomo della seconda meta' del XX secolo: sapere quanto questa civilta' abbia influito sulla mentalita' che riduce l'umanita' ad un'enorme catena di montaggio nella quale ad ogni "pezzo" corrispondono determinati movimenti e non altri, nella quale ad ore prestabilite si smette di lavorare (pensare) e ad altre ci si concede di divertirsi e cosi' via. Non credo che 'sotto' ci sia solo questo.
      E' facile spersonalizzare "la tecnica" e farla vivere di vita propria in modo da addossarle errori e manchevolezze specificamente umani: la tecnica resta uno dei piu' importanti prodotti della societa' umana; i nostalgici di comunita' primitive in isole dei mari del Sud o di comunioni di santi in monasteri lontani dal mondo mi sembra non si rendano conto che queste forme di societa' non risolvono affatto il problema: lo riportano soltanto indietro di qualche secolo con la sola alternativa di doverlo affrontare di nuovo ed in condizioni peggiori.
      Dell' "alienazione" prodotta dalla macchina si parla da piu' di cento anni, ma, a mio parere, non e' la macchina a produrre alienazione, bensi' e' l'uomo alienato a produrre la macchina; a produrre cioe' la "Macchina" come mito sostitutivo di qualche altro mito (religioso, politico ecc.) che gli e' venuto a mancare ed al quale non ha saputo trovare il necessario sostituto nell'unica cosa nella quale avrebbe
      dovuto cercare: nell'altro uomo."

      Quando si dice il caso... ha risposto alla mia angoscia sulla tecnica. Ma come egli diceva, il caso e' dionisiaco, le cause sono apollinee.
      Gli alienati vivono tempi in cui mitologia e fantascienza si fondono nell'eterno presente, eliminando d'un colpo passato e futuro, siamo in un cul-de-sac...
      Ise

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    51. Esatto, Alceste; il controllo e' mentale, ed e' soprattutto auto-controllo.
      In Italia i baristi vanno NEL PANICO se vi allontanate prima che abbiano fatto in tempo a darvi lo scontrino. A cinesi, africani ed indiani non frega niente (ne' la guardia di finanza rompera' mai loro i coglioni per questo). Altresi' se c'e' il kavod vi chiedono, voi a due metri da loro, di telefonare per fare l'ordinazione che vi consegneranno a domicilio.
      Storie vere. E' un manicomio a cielo aperto. La Meloni al governo l'hanno messa per rendere chiaro a tutti che siamo arrivati ALLA FRUTTA.

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    52. Ise: Sai il mio pensiero. I soldoni: se rompi le uova poi devi fare la frittata ... se vuoi di nuovo le uova, devi allevare un pulcino ... e non saranno le stesse. L'unica soluzione è conservare il conservabile e sperare nell'autodistruzione del sistema. Sulla libertà: è uno dei maggiori inganni. Si deve marciare in colonna, ma non perché un tizio appena arrivato te lo ordina sebbene in ossequio a ciò che è sempre stati e che ci ha mantenuti in vita ...

      Per Nachtigall: L'autocontrollo nasce dal conformismo al capobranco - conformismo che è uno dei modi che consente al gregge di sopravvivere. Purtroppo, questa la novità, il capobranco o il cane pastore vuole, oggi, proprio la morte del gregge. E il gregge, per suo istinto, obbedisce.

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  2. Ti racconto l'ultima dalla Toscana. La regione Toscana (governata dal PD da una vita) ha creato una società chiamata Estar che si occupa degli acquisti ospedalieri.Naturalmente è un covo di compagni raccomandati fino al midollo. Suddetta società ha acquistato merce che non poteva permettersi sforando il budget. Adesso, utilizzando il dispositivo del payback, accollerà alle imprese fornitrici la metà della spesa. Questo farà fallire un sacco di piccole e medie imprese che dovranno pagare per errori fatti dai cari compagni piddini. La Toscana ha accumulato il più alto deficit d'Italia in questo specifico frangente.
    Caro Alceste vogliamo vivere (per citare il titolo del tuo post), ma non continuando su questa strada.

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    1. Le piccole e medie imprese falliranno. Il loro destino è già segnato. Basta seguire i rantoli della Coldiretti di questi giorni. Purtroppo, specie in Toscana, Umbria ed Emilia, tali vittime hanno banchettato coi compagni per decenni. Ora si prepara il Little Big Horn ... in altre regioni funziona allo stesso modo, ma in partibus infidelium ... il sistema è marcio: la novità è che le multinazionali non lasceranno nulla in piedi. Il dispositivo del payback, cui alludi, è uno dei tanti mezzi per spazzare via l'economia familiare et similia e transitare verso il sistema esclusivo delle corporation.

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  3. Il primo da sinistra?

    Per il resto: il Suo grido, Alceste, è quello di tutti coloro che hanno avvertito e poi compreso qual è la direzione. Penso di aver vissuto anche io mezza vita da edonista per caso (nel senso che una certa coscienza infelice di fondo non mi ha mai, ahimè, impedito di viverla) e porto qualcosa come un marchio d'infamia sempre con me, morirò con questa afflizione, di essermi fatto abbindolare consapevolmente. La seconda parte della vita è, anche nel mio caso, lo spavento per l'epoca in cui sono nato e pure la sfida di doverlo spiegare a due figli giovani. Ma questa esistenza da reduce probabilmente è necessaria.
    Saluti e ringraziamenti
    Fernando

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    1. Ci hanno abbindolati con l'Omino di Burro. Come resistere? E poi ipnotizzati nelle scuole con le loro parole d'ordine. Stavo riflettendo sull'oramai naturale equazione Medioevo=oscurità ... ci hanno massaggiato il cranio per benino. La nostra presunta educazione era ideata per dei colonizzati, in spirito e in corpo. Come potevamo sfuggire? Ci mancarono, poi, i maestri. E così la migliore parte della nostra vita l'abbiamo passata a gozzovigliare spiritualmente e la maturità a rinnegare quelle orge; in vecchiaia, probabilmente, ci trastulleremo insultando il prossimo e noi stessi. Figli e nipoti sembrano perduti del tutto. Ci giustizieranno.

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  4. Complimenti, Alceste. C'è tutto. Il nostro patto scellerato con l'usuraio, anni di relativo benessere, annesse brevi avventure sentimentali senza impegno, in cambio della rinuncia alla Tradizione, peggio, alla continua ingiuria verso i cardini della Civiltà, in nome della scienza o della tecnica o dei diritti, non importa. Lo Stato, svuotato dall'interno, trasformato in una macchina spietata tutta tasse e distintivo, ogni raccomandata della Pubblica amministrazione recapitata dal postino è un colpo al cuore, la Chiesa, traghettata dal Caronte di Rosario in una Ong, e infine la Famiglia, destinataria degli ultimi trent'anni di ingiurie e sbeffeggiamenti a reti unificate, ridotta a traguardo per falliti, come dimostrano le statistiche della natalità, le più basse da 150 anni a questa parte. Tutto condito, però, da musichette e suonerie per sedare gli animi, mentre si sprofonda nella vera miseria, senza nemmeno le finanze per pagare i funerali. Eccolo il progresso, ormai non si fa più finta nemmeno di immaginare viaggi spaziali o macchine per guarire ogni malattia, ma al massimo pubblicità di auto elettriche solo per miliardari.
    Antonio

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    1. Il Progresso benigno è un ricordo sbiadito, neanche fanno più finta di compiere grandi imprese. Lo spazio è dei gonzi. Ma anche le frontiere della scienza, della medicina, della longevità, dell'eterna giovinezza battono il passo ... Secondo questi alfieri del Nuovo Ordine, il progresso (con la minuscola) consisterà nel rinunciare a tutto e chiuderci nel cubicolo a drogarci, guardare l'olovisore e sgranocchiare snack bio. Per il bene dei posteri, ovviamente, e di Gaia. Pare che vada bene così. Sentite grida di protesta? No. Gli unici che vivono ancora umanamente, almeno a Roma, sono gli zingari e gli slavi. Gli asiatici contano gli spicci, gli africani impazziscono e gli europei paiono troppo impegnati a rinnegarsi.

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    2. Gli idoli che cadono, meritano di cadere. Il processo di decadenza non può essere arrestato, e sono propio gli idoli che cadono che hanno fatto imboccare questa strada decadente. E non crucciarti, perchè se la Tradizione scompare, vorrà dire che dalle sue ceneri ne nascerà una più "vera". Nietzsche aveva ragione su tutto.

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  5. "L’uomo dell’esistenzialismo, gettato nel proprio tempo come estraneo, l’uomo solo di fronte alla morte, l’uomo senza Dio, lui sì che vanta il privilegio, falso, della scelta: infatti qui si ritrova, alla radice, la sentenza di morte spirituale dell’umano." Alla fine, tutto si riduce all'esistenza o meno di Dio. Non alla sua utilità come idea, quella è scontata. Ma la sola idea di Dio è come un placebo, può alleviare alcuni sintomi del cancro, ma non il cancro in sè. Se tu Alceste non hai vera fede in Dio ma solo nella sua utile idea, tutto il discorso cade. Bene e male non esisterebbero (in realtà il male non esiste nemmeno teologicamente per un cristiano), e l'ndifferenziato sarebbe l'unica cosa davvero reale.

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    1. Ammetto di non possedere la fede. In tal senso: la fede non può essere oggetto di pensiero. La fede è immediata, non consente qualcosa che non sia naturale e sorgivo. E però non sono nella condizione di chi ritiene l'idea di Dio solamente utile. Chiarisco la mia posizione: mi considero devoto, di una devozione tragica e irriducibile, nei confronti della storia del Cristianesimo, lato sensu: iconografia, letteratura, teologia, liturgia, architettura. Il corpo del Cristianesimo quale si è sviluppato in duemila anni è per me un corpo sacro, impossibile, quindi, da dissacrare. Persino la più sperduta cappellina, oppure la nuance di una miniatura duecentesca assumono un valore mistico. Questo perché tale corpo sacro ci ha consentito di vivere, e prosperare, e di attraversare epoche che, altrimenti, ci avrebbero incenerito. A volte, solo a volte, in determinati ambienti, leggendo alcuni passi, ascoltando dei canti, oppure osservando degli affreschi o persino un muro diroccato, sento crescermi dentro la certezza dell'infinito; cioè di una porzione dell'Essere che trova vestimento naturale nelle liturgie cristiane. Non è facile trasmettere queste sensazioni, impossibile descriverle, anche se nel blog sono presenti diverse approssimazioni.

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    2. Sono andato a vedere "Comandante", il punto saliente del film è il seguente: un sommergibile italiano affonda una nave fintamente mercantile e neutrale, batteva bandiera belga e trasportava aerei per gli inglesi; i marinai superstiti della nave belga si salvano su due scialuppe; i marinai di una scialuppa sono raccolti immediatamente da una nave di passaggio, gli altri sono prima aiutati, secondo quanto stabiliscono i trattati internazionali: rifornimento di derrate alimentari e strumentazione atta alla navigazione per quanto sia possibile dalle circostanze, poi sono fatti salire a bordo del sommergibile e portati in salvo: il comandante della nave belga chiede al comandante del sommergibile: Perché ci avete aiutato per ben due volte ? Risposta nella versione originale: perché siamo Italiani, eredi di 2500 anni di civiltà; risposta delle versione in circolazione: perché siamo italiani ... e di colpo il film si è trasformato in uno "spottone" a favore della migrazione.
      "Persino la più sperduta cappellina, oppure la nuance di una miniatura duecentesca assumono un valore mistico" insopportabile, da lordare a qualunque costo

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    3. Non richiesto, ti porgo il mio parere: il film è stato concepito proprio per travisare la frase centrale e più memorabile del personaggio. La propaganda agisce così. D'ora in poi i minchioni dimenticheranno Todaro e ricorderanno solo Favino.

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    4. @Alceste: "In tal senso: la fede non può essere oggetto di pensiero. La fede è immediata, non consente qualcosa che non sia naturale e sorgivo." In linea di principio sono d'accordo con te. Eppure diverse conversioni di atei famosi sono avvenute proprio dopo lunghe ed approfondite riflessioni. Certo, è pur vero che la scintilla che l'accende poi è immediata, come un'illuminazione. Capisco perfettamente cosa tu intenda dire quando ti riferisci a cosa possa risvegliare l'arte... un affresco od un canto sacro come questo: https://www.youtube.com/watch?v=GCxDZaWRAvo

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    5. Pochi si rendono conto che la cosiddetta "secolarizzazione" si è potuta concretare solo attraverso la graduale eliminazione della bellezza che circondava la fede. Resi banali l'arte (vari accorgimenti promanarono dal Concilio), l'architettura, la liturgia, i vestimenti, persino la preziosità degli arredi - svaporò lentamente anche ciò che ci legava alla perfezione. Inutile qui ricordare il grandioso lavoro di distruzione operato a Roma.

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    6. @Alceste
      non conoscevo la vicenda narrata nel film; casualmente ho visto lo spezzone in cui comandante Todaro risponde al comandante belga che lui era "Italiano, erede di 2500 anni di civiltà", la risposta orgogliosa mi stupì non poco (per un attimo ripensai alla "Caduta degli dei"): un guizzo di italianità è difficile da ascoltare, di questi tempi; decisi all'istante di andare a vedere il film non appena ne avessi avuto modo. Una trappola: dobbiamo importare schiavi, già operativi a vari fini, da buttare non appena non ci servano più. Questo, secondo loro, è il nostro imperativo categorico. Un impero che ha perso la ragione: Quos vult Iupiter perdere, dementat prius. Speriamo.

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    7. credo valga la pena di ascoltarlo e meditarlo
      https://www.youtube.com/watch?v=zosusW0s9Gs

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  6. Lo Stato italiano, in particolare, ci sembra al contempo repressivo e assente, perché nobili, alte - e talvolta insidiose - ideologie come il nazionalismo ci sono interdette e, anzi, l'unica ideologia a noi concessa è quella che informa le imprese e lo stesso vivere della potenza (intesa come Stato) egemone, verso la cui sfera di influenza la Repubblica italiana - essendo sorta da una sconfitta militare - gravita; e qual è questa ideologia, la sola concessaci, appunto? l'universalismo liberale all’americana (bravi, avete indovinato). Il resto è decadentismo compiaciuto.

    Grazie, o saputi in geopolitica - come il Fabbri e il Caracciolo -, per averne svelati in parte gli arcana imperii, ché, senza di voi, mo’ stavamo ancora a fare all’amore coi ‘’basta-Euro’’ - imboscatisi, nel frattanto - e a imbrattar di feccia la povera Germania, serva degli americani proprio come noi: dubito che non ne dobbiate portare troppo aspra pena, prima o dopo.

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    1. Ricordo ancora i banchetti per le firme per l'uscita dall'Euro: quelli della Lega e pure dei 5S. Ricordo, ancora, che tali due forze assommarono percentuali che consentivano almeno una posizione critica, se non di rifiuto, contro le politiche europee e transnazionali. Sappiamo tutti com'è finita: in nulla, poiché è tutta una recita. Democratica.

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  7. "... Divisi in monadi fra loro incomunicabili, illusi dalla virtualità ..." questo lo noto tutti i giorni in circostanze apparentemente banali : settimana scorsa ero in ospedale per trovare mio cugino. Arrivato al nono piano chiedo se quello è il reparto che cercavo, gastroenterologia. La tizia al banco mi dice che no, quello era il reparto psichiatria e che non aveva la minima idea di dove fosse quello che cercavo. Alla fine si è scoperto che stava un piano sopra il loro. Mi ha colpito perchè questo è il genere di informazioni che uno che lavora in un posto da anni dovrebbe sapere di default, anche se non ci si ha niente a che fare a livello professionale. Sono quel genere di informazioni che non sai nemmeno perchè le sai ma che ti arrivano nel tempo per osmosi, perchè in un'iterazione normale con altri esseri umani che, come te, condividono lo stesso spazio fisico per anni, prima o poi viene fuori, fosse solo in pausa caffè. Allo stesso modo in cui sai che il tuo vicino di pianerottolo fà l'idraulico, è separato e ha una figlia, anche se col vicino suddetto non ci hai mai parlato, ma sono cose che si vengono a sapere prima o poi. Questo tipo di scollegamento dalla realtà circostante lo vedo sempre più spesso, in ogni ambito.

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    1. Il lockdown ha messo allo scoperto ciò che covava sotto la cenere. Pochi ne hanno davvero compreso la portata psicologica, a mio avviso ben più importante delle conseguenze, pur dannose, della vaccinazione coatta. Tramite il lockdown si è sperimentata la tecnica per attuare l'operazione cubicolo, si sono definitivamente scollate le realtà fra residuo settore produttivo e mondo parassitario (ciò che chiamo piccolo patriziato, il più solerte nella persecuzione) e creato un trauma da cui la maggior parte non si è ancora ripresa: ciò che prima era latente (l'alienazione crescente per il ricorso al digitale: solitudine, insofferenza, introversione, paura-odio per il prossimo) è ora evidentissimo. E qualcuno se ne compiace in una foga da cupio dissolvi.

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  8. “La tenebra più cupa, quando lo sguardo è spento, è sempre rischiarata da una luce, pur flebile, e tutta personale.”
    Grazie Alceste.

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  9. Grazie. Quando ti leggo, è come guardarmi dentro. Miracolo della parola.

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  10. Oggi ha vinto la finale Atp per l'ennesima volta "No-vax Djokovic" contro la promessa del tennis italiano Sinner. Burioni ha ingerito una scatola di Maalox. Sono piccole vittorie, anche se una rondine non fa primavera. Può comunque essere da stimolo contro le forze del male "nasoniche". Gesù in fondo non cominciò da solo la sua avventura? Certo lui aveva un babbo importante, ma ebbe comunque diversi grattacapi. I "nasoni" di allora riuscirono a farlo condannare ingiustamente, ma lui (grazie a Dio) il terzo giorno resuscitò.
    In questa battaglia contro il satanismo "nasonico" ogni uomo di buona volontà deve farsi legione di per sé stesso. Dobbiamo essere cavalieri nella fede. Noi pochi...

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    1. Giusto, ognuno deve fare la sua parte. Lascerei perdere l'Esperto, tuttavia, che è solo una macchietta.

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  11. Caro Alceste,
    come hai ragione, siamo tutti stati impregnati dello Spirito del Tempo … io da peccatrice pentita, posso solo dire: mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa, e percorrere la via dell’espiazione cercando di mantenermi fedele alla Tradizione.
    Purtroppo sembra che molti non capiscano che ogni nostra parola e che ogni nostro gesto si riflettono sulla collettività. Le cosiddette libertà individuali, così tanto sbandierate dal Nemico per allettarci, comportano cadute nel baratro di un intero popolo.
    La salvezza dell’anima è soggettiva, ma la salvezza e la prosperità di un popolo devono essere legate a una fede comune. Quando si interrompe il passaggio della Tradizione da una generazione all’altra, se ne pagano le conseguenze. Tutti le paghiamo.
    A titolo d’esempio: una mia strettissima parente, non più ragazzina, recentemente mi ha detto di non aver paura della morte e che dopo la sua dipartita da questo mondo, andrà benissimo la crematura, evitando così il cimitero, anzi un’urna posta in casa su di una mensola, magari accanto a qualche soprammobile acquistato in luoghi esotici, va benissimo.
    Che tristezza! Alla sua età, non ha capito il valore del culto dei morti: la stima che dobbiamo avere per le anime dei nostri avi attraverso la preghiera e la cura amorevole delle loro tombe. Queste espressioni così superficiali, non nate dalla riflessione, sono molto diffuse, ma, ahimè, devo ammettere che in passato anch’io la pensavo più o meno così …mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa!

    Sursum corda,
    Anna

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    1. Se crede che i resti mortali valgano nulla, evidentemente ritiene da poco anche la vita. Purtroppo è così. Il culto dei morti, la pietà verso i morti, ha sempre rappresentato una delle essenze della civiltà, rinunciarvi equivale a perdere uno dei tratti distintivi che ci separa dall'inorganico. Il bello è che questi dispregiatori di sé stessi poi se ne vanno in Egitto ad ammirare le piramidi, o a Roma a vedere il mausoleo di Cecilia Metella ...

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  12. Alceste, tu che ci scortichi ogni volta con questi cioraneschi e profondissimi racconti, dimmi...come usciamo da questa pena?

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    1. Non si esce. Dobbiamo solo sperare che avvenga una autosoppressione del Potere, incapace di reggere il gioco. Da parte nostra occorre mantenere l'integrità dei convincimenti. Non rinvengo crepe nel superfronte avversario. D'altra parte, il controllo delle notizie, delle suggestioni e della manipolazione genetica dell'immaginario si è fatta mostruosa quanto capillare. Per tacere di quella fisica. L'altro giorno sono entrato nel parcheggio di un ipermercato. Sul bigliettino sputato alla sbarra elettronica v'era già stampata la mia targa; all'uscita un altro macchinario ha decifrato il QR code dell'infernale ticket onde calcolare il balzello: da un visore è apparsa l'auto, in un angolino del sotterraneo, con un faretto che illuminava proprio la targa. Come a dire: eccola là, sappiamo già tutto dall'entrata al periodo della permanenza. Arrivederci, e non dimentichi di versare nelle casse euri 0,50 tramite la sua card!
      Cosa possiamo fare? Un nuovo luddismo? E che fine hanno fatto i luddisti?

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    2. Oh uomo fortunato! sapevano tutto di te ma sei riuscito ad uscire dal parcheggio:
      dal parcheggio della Biblioteca Nazionale non potevo più uscire perché accettavano solo la carta di credito, ovviamente il cartello in cui si avvisava che si poteva uscire solo pagando con la carta di credito era all'interno del parcheggio, proprio vicino alla "fessurina" ; mi ha salvato una signora gentile, o forse solo impaurita dal tempo che le avrei fatto perdere quando ho minacciato di chiamare la polizia per denunciare il direttore delle Biblioteca Nazionale per sequestro di persona, che ha pagato per me.
      più drammatico è stata l'uscita dal parcheggio dell'auditorium del Parco della Musica: accettava solo monetine di piccolo taglio; agile come una scimmia ho scavalcato il recinto (non c'era più nessuno a cui rivolgermi) e sono andato fino a piazza Pitagora a piedi, dove in un bar sono riuscito a procurarmi le monetine.
      A Trento alle ore 12 del 15 Agosto di un anno che fu sono rimasto prigioniero di una cabina di protezione di un BancoMatto: ore di attesa prima che passasse qualcuno; e pensare che ero entrato nel gabbiotto perché avevo fame e sete, ma non c'era il pescatore con un solco lungo il viso come una specie di sorriso.

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    3. In "Ubik", se ricordo bene, il protagonista è sequestrato da una porta automatica parlante. Non vuole farlo uscire perché non ha con sé la monetina necessaria ad azionarla. Lui insiste, ma quella è una porta robotica e non ragiona. D'altra parte chi ragiona oggi? "Ubik" è del 1969, mi pare discretamente profetico.

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    4. Non tutti usciranno, ma qualcuno uscirà appena mancherà la corrente per far andare tutte le macchine e crollerà tutto come se non fosse mai esistito, in un soffio.

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    5. Ma quanto sarà stato distrutto? Quello è impossibili ricostruirlo.

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  13. Tralascio il pezzo (ma è poi vero che lo tralascio?), pur considerandolo fra i tuoi più preziosi, per chiedere un commento circa la follia di questi giorni intorno al delitto Cecchettin. Niente che non ci aspettassimo, per carità, ma una foga tale produce comunque una certa impressione.
    Un esempio su tutti, il seguente articolo (lo riporto per intero qui perché a pagamento - in chiaro solo per alcune ore dopo la pubblicazione -):

    Femminicidio di Giulia Cecchettin, parlano i maschi: “Filippo non è un pazzo, ma un uomo come me. Siamo tutti responsabili, ora tocca a noi”

    Sui social le riflessioni al maschile sulla violenza di genere: una presa di coscienza collettiva, mai ascoltata prima, per gridare: Yes, all men. Sì, tutti i maschi

    Nadia Ferrigo

    19 Novembre 2023
    Aggiornato alle 17:11


    «Filippo Turetta non era un pazzo, ma un uomo. Come me»

    «Sono arrabbiato, deluso, distrutto. È colpa mia, per tutte quelle volte che ho detto “a te ci penso io”. Anche se avevo in testa amore, portavo con me, senza volerlo, il senso strisciante di un paternalismo sbagliato».

    «Prendiamoci, da uomini, la responsabilità della violenza di genere»

    «Pensate padri, non a Giulia. Pensate a Filippo. Pensate alla vostra storia e cosa non avete detto, alle omissioni e ai sorrisini imbarazzanti e camerateschi»

    «Quando capiremo che tutta la responsabilità è della nostra educazione sessista, patriarcale, misogina, possessiva?»

    Per una volta, per la prima volta, parlano i maschi. Giulia Cecchettin è morta la sera stessa in cui ha provato a scappare dall’ex fidanzato. La sera in cui gridava aiuto, quando lo studente di Ingegneria Filippo Turetta è passato dalle ripetute violenze psicologiche a quelle fisiche: era uscito di casa con un coltello. Quello di Giulia è l’ennesimo caso di femminicidio in ambito familiare dall’inizio dell’anno, una scia di sangue che pare inarrestabile, che però pare portarsi dietro una nuova consapevolezza, tutta al maschile. Sui social network si moltiplicano i post firmati non da donne, ma da uomini che non prendono le distanze, non mettono i distinguo tra loro, i “pazzi assassini”, e i noi, che “le donne non le tocchiamo nemmeno con un fior”.
    [continua]

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    1. Tra uno sbadiglio e l’altro mi e’ capitato di leggere qualche titolo di qualche notizia di contorno all’omicidio della Cecchettin: ad un’analisi superficiale sembrerebbe trattarsi del classico caso ‘Dio li fa e poi li accoppa’, ma non mi stupirei nemmeno se l’uomo alla fine risultasse innocente, o un attore.
      Lo svolgimento dei ‘fatti’ mi e’ ignoto (non potrebbe del resto fregarmene di meno), ma ad andar bene quelli trapelati sono inventati di sana pianta.

      Al solito e’ l’aspetto simbolico a suscitare interesse, ovvero come il simbolo agisca sulle menti, dove la propaganda vada a parare. In questo caso penso che volessero solo farci sapere quanto sono stati in grado di frullare i cervelli negli anni passati, fare insomma il punto della situazione prima della prossima mossa devastante.
      Ho visto i volti delle manifestazioni ‘siamo tutti Fricchettin’: Madre Natura sa essere davvero crudele, inutile infierire.

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    2. Basta considerare il concetto di femminicidio che, ricordiamolo, non esiste in sé se non come aggravante (e anche qui ci sarebbe da discutere). E invece per questi yahoos 140 donne uccise all'anno equivalgono a 140 femminicidi, ormai il messaggio è passato. Invece sai a quanti femminicidi siamo (su 140 donne assassinate nel 2023, all'incirca)? Secondo me a zero. Si tratta di violenza di genere. E che significa? Se sono un serial killer che uccide donne perché donne, in odio alle donne, perché sono essenzialmente donne ... allora posso essere considerato un omicida femminicida. Ma negli altri casi? C'è sempre o un interesse economico o altre motivazioni che esulano dalla violenza di genere. Ma ormai l'uragano dei coglioni si è scatenato, anzi è stato scatenato.

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    3. Per me chiarissimo... Se uno parla di 'femminicidio' e' ovvio che vuole mandare il discorso in vacca.
      Poi manca sempre il contesto. A me piacciono le donne con il sangue caldo (e' un mio limite), una volta ad esempio mi sono ritrovato un bel coltello Victorinox a un centimetro dal collo: 'ora ti uccido'. In quel momento feci silenzio e la situazione si sgonfio', ma avessi continuato il litigio? Magari non sarei qui. E allora sarei forse una vittima? Neanche per idea, queste sono scemenze. Quando la situazione degenera in questo modo le colpe sono sempre da attribuire ad entrambi.
      L'unione tra uomo e donna e' anche unione psichica; chi arriva ad usare prima la violenza e' solo il primo che ha perso il controllo in quel gioco malato di provocazioni, ricatti morali, umiliazioni etc che si instaura in coppie che aldila' dell'attrazione fisica e della passione iniziale non hanno in realta' niente da spartire.
      C'e' poi la situazione abbastanza tipica (conosco personalmente due casi del genere) della donna che si tiene la casa, i figli e vive con l'amante a spese dell'ex marito. In quel caso l'omicidio sarebbe poco, ma allo stesso tempo troppo: infatti una donna del genere non vale il passare il resto della propria vita in carcere, ed in effetti definirla 'donna' e' un'offesa alle donne.

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    4. Inoltre invito sempre a considerare, parlando di questi temi, chi siamo realmente e non la bella (si fa per dire) immagine che proiettiamo all'esterno. Dostojevskij:
      “Ci sono fra i ricordi d'ogni uomo, cose che non si raccontano a tutti, ma appena agli amici. Ce ne sono altre che neanche agli amici si raccontano, ma appena a se stessi, e per di più sotto suggello di segreto. Ce ne sono, infine, altre ancora che persino a se stessi si ha paura di raccontare, e di tali ricordi ogni uomo, anche ammodo, ne mette insieme parecchi.”

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    5. "Tels que les excréments chauds d'un vieux colombier,/
      mille Reves en moi font de douces brulures".

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    6. C'e' poi la situazione abbastanza tipica (conosco personalmente due casi del genere) della donna che si tiene la casa, i figli e vive con l'amante a spese dell'ex marito

      In Italia i casi come quelli di cui parli, caro Nachtigall, sono centinaia di migliaia. Almeno fossero riconosciuti i contratti pre-matrimoniali, invece nulla. Poi ovviamente è colpa degli uomini fragili e deboli se non ci si sposa più...

      Quanto alla soluzione in un simile caso - e sia chiaro che ne discuto solo in via puramente teorica - a pagare dovrebbe essere il traditore, che è venuto meno al dovere della fratellanza virile.
      Le cose da uomini si risolvono tra uomini.

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    7. A Roma ci sono pure gli accampamenti di roulottes dei padri separati.

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    8. @Luigi
      I due casi che conosco infatti sono in Italia.
      Qui si sarebbe risolto in altro modo... e poi gli alimenti ammonteranno (come le pensioni) ad una cinquantina di euro... forse i pannolini. Il problema e' piu' che altro inverso: padri che scompaiono. Il risultato e’ comunque lo stesso, in entrambi i casi si ha un patriarcato (sic!) in assenza di padri (un po’ come il caffe’ senza coffeina).
      A meno che parliamo di persone molto ricche, ma in quel caso non penso che siano cosi' cretini da sposarsi con una zoccola (e chiedo scusa alle zoccole) quando possono cambiarne due al giorno e del tipo da far sembrare il paradiso dell’Islam (o quello che ci vendono come tale) una cosa ridicola.

      Riguardo al femminismo in generale al momento e' in netta minoranza; sono le donne stesse a metterti in riga se hai atteggiamenti un po' fru fru... e sanno essere spietate. Gia’ il lavoro intellettuale e’ al limite (poco virile); te la fanno passare giusto se porti a casa tanti soldi. Naturalmente si generalizza ma sotto questo aspetto mi sembra che vada molto meglio qui, sebbene appunto ci sia la tendenza ad eccedere in senso opposto. Poi certo se uno si presenta come bancomat vivente una donna non ha problemi ad utilizzarlo come tale (penso che le donne dell’est siano famose per questo), ma a mio giudizio fa anche bene; bisogna svegliarsi.

      Sulla tua soluzione concordo, mai potrei accettare di vivere a casa dell'ex marito a spese sue... mi sembra proprio inconcepibile. Ma del resto nemmeno potrei mai stare con una che mi proponga un affare del genere.
      Eppero’ quale miglior vendetta di lasciare che due individui del genere condividano lo stesso letto? Il tempo e’ sempre galantuomo. I figli, si dice… Ma qui bisogna ridimensionare anche il vittimismo dei padri. Dai primissimi minuti di conoscenza si capisce chi si ha davanti e si spera che prima di sposarsi uno si frequenti per ANNI con la persona presunta amata, cosi’ da togliersi i dubbi sorti in quei primissimi minuti… Dubbi che non rimangono neanche in ambito strettamente sessuale in quanto non si arriva vergini al matrimonio, giusto? Quindi le scuse stanno a zero: e’ proprio come dice il proverbio, Dio li fa e poi li accoppia. Ognuno trova, per cosi’ dire, pane per i suoi denti. Capisco che l’odore del sesso femminile possa far perdere la testa ma qui si parla proprio di una scelta maturata nel tempo, presa a sangue freddo. Non sto dicendo che qualcuno meriti di finire sotto un ponte per questo… solo che bisogna svegliarsi. (Che comicita’ anche le donne che ‘rimangono incinte’ a loro insaputa: mai avevano sentito parlare di come si riproduce la specie umana!)
      Ci sarebbe da rivalutare i matrimoni combinati, un’istituzione assolutamente incompresa dai moderni… ma qui mi fermo perche’ ho gia’ commesso abbastanza psicoreati.

      @Alceste
      Non conoscevo la citazione, ho dedicato un’oretta alla lettura della poesia e vari commenti, e’ un autore che gia’ mi ero ripromesso di approfondire ma al momento e’ ancora in coda. Grazie mille!

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  14. Tutto il contrario del movimento #notallmen, ni gli uomini, che sta nel prendere le distanze: ha picchiato, ammazzato, perseguitato, perché è un pazzo, perché è malato. I maschi prendono la parola e su di sé tutto il peso di un sistema da reinventare: siamo tutti parte di una violenza sistemica e strisciante, che inizia con frasi che paiono innocue, ma non lo sono affatto. E così sui social network si rincorrono le riflessioni al maschile sulla violenza di genere: una presa di coscienza collettiva, mai ascoltata prima, per gridare: Yes, all men. Sì, tutti i maschi.

    «Dobbiamo prendere, da uomini, la responsabilità di una violenza di genere strutturale, che manifesta un problema maschile che dobbiamo affrontare» scrive Andrea Colamedici, filosofo e scrittore che con Maura Gancitano compone il duo Tlon. «Quando smetterete di insegnare ai bambini che ci sono giochi da maschi, che i maschi sono forti per natura… Quando smetterete di chiedere alle donne di tenersi al riparo dai lupi invece di insegnare ai lupi di andarsene a…. » scrive l’attore Massimiliano Loizzi, volto del Terzo Segreto di Satira. «La verità è che noi uomini, siamo davvero tutti così, complici di un sistema. Iniziamo a rispondere a tono a ogni battuta sessista, smettiamo noi per primi di fare commenti sessualizzanti o sminuenti, di cercare nella vittima il comportamento sbagliato» scrive Marco Bottarelli, Disordinary Family. A seguire, centinaia centinaia di commenti. «Mi vergogno di essere uomo, siamo tutti da rifare», scrive Piero Pelù. «Sapevamo già cosa era successo, c’era solo dolore e nessuna sorpresa scrive il giornalista e scrittore Mario Calabresi –. Non si ha il coraggio di fare un discorso radicale di educazione (e rieducazione) perché l’idea dell’uomo forte e l’idea del possesso sono talmente radicate da far scattare ogni volta giustificazioni, distinguo e assoluzioni. Dovremmo finalmente essere noi uomini a smettere di parlare d’altro e finalmente dire basta». «La violenza è un problema maschile. Siamo un pericolo e una minaccia sociale: per come siamo stati educati, per come essere violenti-e-maschi venga infinite volte passato come un tratto distintivo del genere e non un enorme problema della società» scrive, sempre su Instagram, il giornalista di Radio Popolare Niccolò Vecchia.

    L’elenco è lungo, le voci maschili sono tante e aumentano di ora in ora. E sentirle per la prima volta se non è una buona notizia, almeno è una piccola, luminosa scintilla. Per tutte e tutti.

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    1. Il 18 dicembre 2015 pubblicai su Pauperclass:

      https://alcesteilblog.blogspot.com/2017/06/lotta-vile-maschio-dove-vai.html.

      Intuivo da tempo tale doppio registro repressivo: la svirilizzazione e il pedale premuto sulla fine della logica aristotelica.
      Definii in vari modi la nuova entità prodotta: esserino, tecnopuer, cretino 2.0.
      Il fine di tutto è il controllo "senza ritorno" dell'individuo ovvero dell'unico individuo che può dare fastidio al Potere: il maschio bianco europeo. La voglia di menare le mani (teste rotte e nasi insanguinati) e l'uso della logica consentono di opporsi con efficacia. Perciò devono essere disattivate, per sempre. Per far ciò si scelgono all'uopo alcuni eventi. Non credo siano preordinati. Li si seleziona in tempo reale. Partono le direttive: spingete su Cecchettin. E l'orchestra prende a spetezzare a reti unificate. Gli attori ci sono, i finti oppositori anche; i social donano l'impressione che ci siano pure i dissidenti, pensate un poco. Il cast, consapevole o meno, fa un baccano indiavolato, il Programma va avanti. Ora entreranno nelle scuole a rincoglionire i bimbi. E chi lo farà? Giorgia, mica Elly: Giorgia moglie, donna, madre, tolkeniana et cetera
      C'è una soluzione? Certo, basta spaccare la testa alla prima drag queen che entra alle elementari. E chi lo farà? Un tipo bianco, maschio, europeo, rancoroso ... E dove lo troviamo? Forse nei filmati LUCE.

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    2. Ricordo quel vecchio pezzo... Sono andato ora a rileggerlo, e mi ha fatto sorridere incappare in termini e affermazioni che oggi non credo troverebbero più spazio nei tuoi scritti... La sostanza, tuttavia, è quella. Ora come allora. Hai ragione: nulla di preordinato. Avevi fatto chiarezza in proposito con queste parole: "La correttezza, le convinzioni, sono iniettate quotidianamente, come la crema nei bigné secchi, giorno dopo giorno, tramite mezzi che nessuno sospetta. Un colpo qui uno lì, l’ammicco del DJ alla radio, il fondino in una rivista femminile, la rubrichetta della RAI ... sinché, quando serve, basta alitare sulle corde della cetra per ottenere quelle armonie prestabilite. In conclusione: dei 56.000.000 di aborti umani annuali importa qualcosa a qualcuno?". Ormai, per chi sa cogliere, i segnali di tale immane processo di liquidazione (la liquidazione di un mondo, di un ordine) si sprecano. Recentemente mi è capitato di presenziare a due rosari. A parte il fatto che non si recitava il Santo Rosario, ma un insieme di letture e preghiere presentato come "veglia" (veglia de che?)... nel primo caso, il prete non c'era, e il tutto era affidato a una coppia di laici che si alternavano nelle letture; poche sere dopo, invece, il prete c'era, ma "in borghese", senza i paramenti, e collocato a lato dell'altare, insieme ai laici delle letture. Dimmi tu...
      Un saluto.

      (Yaroslav)

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    3. Non farmi parlare di preti: è uno sfacelo totale. Mi aspetto, prima o poi, che si mettano a ballare con la moglie sull'altare. Anzi, mi aspetto Donna Antonia, recentemente ordinata, che si metta a ballare col marito sacrestano sull'aria d'amore che ci avvolge tutt*.

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  15. https://www.ivg.it/necrologie/annuncio-famiglia/carlo-bertani/

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    1. Mi dispiace, era un buon diavolo, lo dico senza ironia. A latere: l'accenno al tempio crematorio mi disturba parecchio.

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  16. Sono senza parole. Quella povera ragazza e tutto questo vociare ...nessuna parola sul mondo in cui vivono i ragazzi. Mi sembra un cumulo di ipocrisia

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    1. E lo è. Ormai ogni evento e fatterello viene usato per portare avanti un'ideologia malata.

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  17. https://www.youtube.com/watch?v=LXvG0SMP7tw
    Non c'è altro da fare
    quando sai di essere stato catturato.
    Non c'è altro da fare
    quando implori per una briciola
    Non c'è altro da fare
    quando devi continuare ad aspettare
    che si compia il miracolo.

    Quando sei caduto in autostrada
    e stai sdraiato sotto la pioggia
    e ti domandano come stai
    ovviamente rispondi che non puoi lamentarti
    Se ti spremono per avere informazioni
    è lì che devi pretendere di essere stupido:
    dì solo che sei lì fuori ad aspettare
    il miracolo, che si compia il miracolo...

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  18. Notare che pochi giorni prima è venuto fuori uno squallido caso di pedofilia in provincia di Milano : "...Una vera e propria rete di abusi in danno di almeno dieci minorenni di età compresa tra gli otto e i diciassette anni. In alcuni casi venivano adescati facendogli credere di parlare con una loro coetanea, o con un loro coetaneo, inducendoli a inviare materiale pornografico autoprodotto...." https://www.mbnews.it/2023/11/pedofilo-oratorio-monza/ . I canali mainstream non ne hanno praticamente parlato. Pochi anni fà sarebbe stato scandalo nazionale.

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    1. Le cosiddette forze dell'ordine così come la magistratura servono ad assecondare i colonizzatori. Oggi la sentenza della Cassazione sull'omicidio del carabiniere Cerciello Rega. Come scrissi: "Come si concluderà la vicenda giudiziaria dell'omicidio di Mario Cerciello Rega?
      Nel migliore dei modi.
      I patti stretti nel dopoguerra, da vincitore a vinto, ci obbligano a fare alcune cose; e a non farne altre" (https://alcesteilblog.blogspot.com/2019/08/le-temibili-isole-marshall.html).
      Presto, vi alluse recentemente Mattarella, i reati non di sangue saranno derubricati a pinzellacchere. I reati come incesto e pedofilia andranno, perciò, gradatamente ammollati nell'amore che ci avvolge tutt*. Ce lo chiede la Monarchia Universale.

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  19. Caro Alceste, cari lettori e contributori, portate viva luce, preziose memorie e visioni apprezzatissime: con profonda gratitudine vi saluto. emme

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  20. Alceste, hai gettato la spugna? Io voglio come Cristo
    rovesciare i banchetti dei mercanti nel Tempio, nonostante l'eta
    avanzi e da vivere resti poco

    Hai citato Lubitsch?

    Grazie a tutti per le riflessioni.

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    1. Sì, certo, è una citazione dal suo film cui sono affezionato a causa della Lombard, un'attrice assai sottovalutata. Gettare la spugna? Esamino la situazione reale. Non c'è rimasto quasi nessuno a rovesciare banchetti.

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  21. https://www.unionesarda.it/cultura/una-maria-di-nazareth-pagana-selvaggia-e-femminista-ecco-il-nuovo-film-del-regista-cagliaritano-paolo-zucca-xydglauz
    Ma sì! Distruggiamo tutto, anche il simbolo stesso della Cristianità. Da un libro della Barbara Alberti, che ricordavo fare l'intellettuale a gettone negli anni '80 in tv quando ancora non si chiamava " trash ". Maria definita una " schiava " perché esegue la volontà di Dio e partorisce il Salvatore. Di conseguenza, tutte le mamme del mondo diventano schiave quando danno alla luce un bambino. Mi sembra abbastanza chiaro il messaggio, come le ultime rivelazioni Istat sulla natalità dimostrano. Si deve ammettere che Alceste è stato buon profeta, Essi non si fermeranno davanti a nulla finché non rimarrà una sola pietra del passato.
    Antonio

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    1. Hanno voglia di suicidarsi, non si sopportano più, la mattina si sputano allo specchio. Queste, poi, sono operazioni gratuite, pensate al solo scopo di lordare. Non c'è più un nemico, per loro, eppure insistono poiché la degradazione richiede altra degradazione; è una spirale irreversibile. Peccato che nessuno faccia saltare qualche testa. Tutti si risveglierebbero ai primi botti, come da un tenebroso incanto. Ma chi farà la prima mossa? Siamo messi male.

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  22. "E noi? Quanti fratelli abbiamo? A chi possiamo rivolgerci quando il dolore, che sorge da un disagio indistinto, ci preme il petto? A nessuno. Divisi in monadi fra loro incomunicabili, illusi dalla virtualità, nemici del proprio sangue: nemici, oramai, di sé stessi tanto da agognare la fine della vita."

    Sant'Ambrogio :
    "Perciò, o figli, conservate l'amicizia con i fratelli, perché nulla in questo mondo c'è di piú bello. È un conforto in questa vita aver qualcuno cui aprire il cuore, cui svelare i segreti, cui manifestare i sentimenti del tuo petto."

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    1. Giusto. Infatti scrisse un trattatello anti-usura. Così radicale da atterrire chiunque, oggi. Così come l'aborto, un tema così radicale da atterrire ognuno, oggi. Sono questi i punti da usare per discriminare, il resto è passatempo.

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  23. Vi conto un aneddoto... Un par di giorni fa, un amico con sensibilità per molti aspetti affine alla mia mi parla del film di Pupi Avati su Dante. A me il cinema di Avati piace, mi piace il suo modo di narrare. E ho un debole per i titoli di parecchi suoi film (sceglie titoli meravigliosi, letterari - uno su tutti "La cena per farli conoscere" -). Quel film lì, tuttavia, non l'avevo troppo considerato. Avati che parla del '200 non mi sconfiffera (forse presagivo qualcosa?), e così me l'ero perso. L'amico in questione l'ha visto di recente, e me ne parlava con un velo di sconforto. Non è, né è mai stato, un appassionato di cinema, quindi non dava giudici, per così dire, tecnici. Semplicemente rilevava nella sceneggiatura ciò che temo avrei rilevato anch'io e che è ormai imperante: la sistematica e capillare banalizzazione di tutto ciò che può elevarci. Smerdano tutto. Anzi: smerdano tutto ciò che ha reale valore e potrebbe levarci dal pantano (spirituale in primis). V’è in tale tendenza qualcosa di demoniaco. Ne parlo qui perché ci si può intendere.

    (Yaroslav)

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    1. A mio sommesso avviso, gli Italiani non comprendono più i loro antenati. Gli appaiono insondabili come monoliti alieni. Per questo ha luogo spesso la parodia, l'ucronia, lo spin off dalla biografia, l'ingigantimento di figure secondarie. L'ultimo film di Avati che mi è piaciuto, e l'ho anche citato, è stato "Magnificat". Ad Avati, comunque un signore molto ben considerato nell'ambiente dei festival e affini, si confà la dimensione provinciale: "La casa dalle finestre che ridono", a esempio, è un eccellente esempio di folk-horror tutto compreso negli umidori ferraresi (fiumi, casali, osterie, omertà da paese); Dante è troppo per lui, davvero troppo. Per Dante ci vorrebbe un novello Tarkovskij, forse, o un Sokurov, o un Paradzanov - un cineasta legato ai modelli cristiano-orientali o bizantini. In Europa non c'è più nessuno che mostri la sensibilità per ritrarre un essere totale come l'Alighieri. L'incomprensione dei grandi produce storture, è ovvio ... a volte tale deformazione è addirittura dolosa come nel prossimo film sulla Vergine ... altrove non va meglio: basti gustare Napoleon o certi similgialletti che coinvolgono alcuni maggiori della letteratura.

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    2. Che dire... Mi trovi totalmente d'accordo.
      Di recente mi sono impelagato in un breve e inutile scambio da social con un conoscente (sinistro col mito di Allende, laurea in filosofia, un passato da impiegato di cooperativa, ora locandiere à la page)... Tale innocente citazione (fra l'altro del geografo di tendenze anarchiche Elisée Reclus, mica Tommaso d'Aquino), "L’uomo è la natura che prende coscienza di sé stessa", ha acceso la miccia. Io avevo pensato: ma guarda un po' che modo incantevole di asserire un'ovvietà. Ne è invece scaturita una fantasioasa interpretazione che ha poi dato luogo ad uno sproloquio sull'antropocentrismo (con uscite del tipo "chi ci dice che le piante non siano più intelligenti di noi?"), sull'assenza di un senso ultimo circa l'esistenza dell'uomo e del suo cammino (con l'accusa al sottoscritto di sforzarsi invece di trovarlo ad ogni costo, poiché, ovviamente, per tali dissolutori la tensione umana verso la ricerca di senso dell'esistenza, verso ciò che trascende la dimensione materiale, nonché la necessità, all'uopo, di una "bella menzogna", rappresenta uno degli ostacoli principali alla tabula rasa - Che differenza c'è fra noi e una gallina? Lotta antispecista! Viva il veganesimo! Abbasso Dante! beghino patriarca medievale! Maledetti pretacci! -), nonché a travasi di bile alla comparsa del termine "tradizione", perché questi vanno fuori di testa al solo pensiero che possano esistere dei valori tradizionali (che non c'entrano un fico secco con la retorica della macchiettistica destra attuale), e che una certa dinamica (tu la rappresenti bene nella contrapposizione dionisiaco-apollineo) ci abbia tenuto in vita per 3000 anni come uomini... Sì, vogliamo vivere. Questi, invece, puntano a liquidare la specie nel giro di qualche decina di lustri... o a farne carne morta. (E capisci bene che non sono andato fuori tema).

      (Yaroslav)

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    3. Macché, sei nel tema per eccellenza. La Vita "è" il tema: per questo l'aborto, i riti funebri, la scuola, le corporazioni maschili e femminili (tutto ciò che possa ingenerare una durata, nel tempo, della Vita intesa come esistenza degna di esser vissuta) sono nel mirino e provocano, di fronte a pur deboli avvaloramenti, reazioni isteriche. Davvero uno scherzo della Storia che l'uomo che si è liberato di Dio, il Dominatore dell'universo, sfoci nello sgorbio autodistruttivo. Come avrai letto nell'ultimo post la Balzani evoca addirittura le diatomee ... d'altra parte film come "Videodrome" o "Tetsuo" celebrano l'inorganico come cancro che attacca l'organico e si fonde a esso ... la nuova carne, insomma, la fine absolue du monde.

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  24. Molto bello, grazie.
    Sitka

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  25. Scusate se ritorno sull'argomento "Merkava" e sul significato del nome fornito dall"ADD (Agente Della Dissoluzione) Wikipedia. A me sembra di ricordare che Merkava fosse una specie di "nomignolo" per quello che in realtà di chiamerebbe (vado a "orecchio") "Merkevet Jiborei Trail" o qualcosa del genere, che starebbe per "carro da combattimento degli eroi".

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  26. https://youtu.be/ISci5Xzni-o?si=7IZOupU_4wjW_kQA

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  27. https://www.youtube.com/live/6OiCaul4Guk?si=IXRX0hMz8AoR6CUR

    Sirio

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  28. Hands-on with Gemini: Interacting with multimodal AI
    https://www.youtube.com/watch?v=UIZAiXYceBI

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    1. Ciao Nachtigall. Forse lo saprai già ma Google ha pubblicato un filmato completamente falso e manipolato sulle capacità della sua nuova AI. Nel video si vede il software in grado di capire e interpretare da solo il contesto e lo svolgimento delle immagini, il che per fortuna è ancora fantascienza.
      Qui Matteo Flora spiega la presa in giro. https://www.youtube.com/watch?v=rI0X6be5zC4

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    2. Darkman,
      Grazie per l'integrazione. So che e' un video di pubblicita' ma non sono per niente d'accordo con chi si e' rilassato sapendo cio'.
      Gia' oggi si possono fare cose fantastiche con le AGI, a saperle utilizzare (si tratta di sapere usare la semantica, piu' si sanno formulare le domande, migliori si ottengono le risposte). E questa e' la tecnologia che ci fanno avere. Cosa hanno loro, non lo sappiamo [questo teniamolo sempre a mente, riceviamo gli scarti dei militari]. Serviamo ancora, solo perche' possiamo fornire un numero inimmaginabile di prompt gratuitamente.

      La truffa sarebbe il fatto che Gemini va istruita.
      Gli umani si lamentano che Gemini non e' perfetta: ha necessitato di 35 input per riconoscere il gioco chiamato "morra cinese".
      Si', ma ora l'ha imparato. Virtualmente per sempre.
      Un bambino quanto impiega a non farsela nel pannolino? 3000 tentativi? E prima o poi muore, suo figlio ricomincia da zero.
      Collega questa 'cosa' ad internet, a che velocita' puo' crescere? Vale naturalmente anche per i prodotti concorrenti a Google, a noi non cambia niente chi vinca questa corsa al suicidio... Ho usato questo video solo come spunto di riflessione.
      Io non credo che si tratti piu' di fantascienza (Google non e' fantascienza), mi auguro vivamente di sbagliarmi.
      Un saluto


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    3. Aggiungo una suggestione, il riferimento e' chiaramente astrologico.
      https://en.wikipedia.org/wiki/Gemini_(astrology)
      Da Wikipedia:
      In Babylonian astronomy, the stars Pollux and Castor were known as the Great Twins. Their names were Lugal-irra and Meslamta-ea, meaning "The Mighty King" and "The One who has arisen from the Underworld".

      Nomen omen?

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  29. Eccolo qua il paese che non si guarda allo specchio in quanto usa solo filtri da social ormai. I destri hanno preferito le veline a Montanelli, i sinistri nano Moretto (Ve lo meritate Alberto Sordi! Mah, tu e mezzo paese di traditori sicuramente no perché non siete capaci di guardarvi...prima mossa per risolvere un problema: riconoscere di avere un problema) ai pochi intellettuali in buona fede (2,2?). Di concerto si è andati allo svacco, un paese che vive letteralmente in mezzo alla cacca dei cani, che sono diventati insindacabili padroni delle strade, gli italiani per strada invece temono tutto e tutti. Giustamente! Dirà qualcuno...però vi e piaciuto prendervi il bangladino a 50 centesimi l'ora nel ristorantiino di famiglia. Avete fatto i signorini. Tutti dottori e padroncini..E ora valli a togliere, provasse un poveraccio italiano (ci sono ci sono) a cercare un posto da lavapiatti... l'importante, è non passare da poveracci, da pezzenti, insultatemi tutto il genealogico, ma non ditemi morto di fame... questo è quello a cui ci siamo ridotti. Naturalmente ci sono le eccellenze, le eccezioni, l'Italia è il paese delle eccezioni, le eccellenze che confermano la regola, e una media che si è lasciata sprofondare. Sitka

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    1. Ci saranno pure queste eccezioni, ma fatico sempre più a trovarle. Infatti preferisco non parlare a nessuno perché in ogni persona apparentemente sana rinvengo, prima o poi, il verme ... ti dicono sì, poi gratti un poco e scopri che devono correre a casa a vedere qualche fregnaccia globalista ... sono alla terza puntata ... mi appassiona ... e allora vai, gli dico, vattene via ... non aspettare.

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    2. In Italia conta la facciata, che viene curata meticolosamente, può anche essere 3D, ma tolta quella sotto nella maggiorparte dei casi rileva solo egocentrismo insoddisfatto, ansia di apparire, e conseguentemente un conformismo, se si vuole anch di nicchia. Le eccellenze e le eccezioni sono utili per la facciata ( che comunque qualcosa deve contare, magari non il 101% come succede da noi). Il paese campa sui lasciti di una buona anzi ottima media culturale (composta in buona parte da analfabeti non funzionali ovvero con un cervello) che oggi si è lasciata sprofondare nelle serie TV e nella D'Urso.

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    3. Ero Sitka. Continuando il problema di tutto questo è il risultato: un paese dove è tutto finto, che racconta e si racconta cazzate dalla mattina alla sera.

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    4. Serie TV, cani, e entusiasmo progressista, quando dicono: siamo nel 2023, puoi anche congedarti...

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    5. Anche la facciata mostra delle vistose crepe. Autentiche eccellenze ci saranno pure, ma sono annegate nel marciume più tetro. Basti osservare il comparto pubblico dell'educazione a cosa è ridotto.

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  30. https://youtu.be/gn7g5HwVZ74?si=yb_klHOSRL0IS275

    Sirio

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  31. Caro Alceste,
    Come definire queste merde senza offendere la merda?
    Vorrei commentare il video al link: https://www.youtube.com/watch?v=S9ePEXxr3rs
    Ci ho provato per due volte e il messaggio scompare senza alcun errore dopo pochi secondi. Ho documentato la faccenda in questo breve video: https://nachtigall.pl/wp-content/uploads/2023/12/Recording-2023-12-09-151545.mp4
    Non e' un mio problema in quanto da molto tempo l'autore del canale lamenta messaggi scomparsi, video suoi scomparsi, minacce etc.

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    1. Sì, è possibile. D'altra parte anche blogger fa un po' quel che gli pare. Come poi ammette l'autore nel video si criticano i social essendo costretti a parlare sui social. La pervasività del Sistema coincide col Sistema. Gli altri spazi, quelli veri, li abbiamo abiurati proprio noi ...

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    2. Alceste, scusami, torno ad annoiarti con i miei problemi di carte sim... Avevo raccontato di quella russa. Ora c'e' stato un attacco ai sistemi Kyivstar, forse l'operatore piu' utilizzato, ed e' tutto fermo. Giustamente dopo aver introdotto i sistemi di autenticazione a due fattori e averli resi obbligatori per la nostra sicurezza, ora sempre per la nostra sicurezza non si puo' accedere nemmeno ai conti correnti. Io per "fortuna" ho un altro operatore, e naturalmente si puo' giustificare questa cosa affermando che c'e' una guerra e bla bla bla ma e' sorprendente come tutte le strade alla fine portino a Roma...
      O forse non e' nemmeno sorprendente.

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    3. Se è per questo, sempre per la mia sicurezza, non riesco a rispondere ai commenti di blogger su browser diversi da Google Chrome. Quindi mi tocca utilizzare Google oppure sono tagliato fuori da me stesso, sempre per la mia sicurezza, ricordiamolo. Dopo l'esproprio proletario avremo l'esproprio digitale ... che, in virtù del monopolio del digitale, equivarrà a una condanna a morte ...

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    4. Non ci sara' il risveglio digitale, quindi? Non arrivera' la cavalleria con i Bitcoin e le catene di blocchi?
      ...
      Ci daranno almeno le catene di blocchi, se facciamo i bravi?

      Va bene. E' chiaro che stanno accelerando ancora. Mi dispiace per i problemi al blog, spero che non facciano altri scherzi. A me come ti raccontai non arrivano le notifiche quando pubblichi qualcosa.
      A presto

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    5. "In questo tramonto epocale della carta stampata, il computer sta gia' riducendo le pagine ad invisibili impulsi magnetici su nastro - cibo sintetico per i nostri nipoti che, come le ombre dell'Ade, si nutriranno di polvere", scriveva qualcuno nel 1985.
      Oggi la polvere di cui ci nutriremo va estesa a tutti i dati ivi trasferiti.
      La transizione digitale appare proprio come un rito di passaggio verso l'Ade, con l'illusione di esorcizzare cosi' la morte: un eterno presente dove agli uomini non resta che l'ombra, il proprio simulacro.
      Si capiva da come funziona il digitale.
      L'analogico almeno registrava la realta' nella sua varieta' e continuita' con il passato; il digitale rileva solo i bit discontinui di un eterno presente, la nostra condanna.
      Ma gli esperti ancora cantano:
      "La tecnologia digitale ha dimostrato di essere più affidabile e efficiente nella trasmissione di informazioni."
      Certo, per i gestori.
      "I segnali digitali consentono una maggiore flessibilità nella modifica e nel processing dell’informazione rispetto ai segnali analogici."
      Bell'affare, per i gestori.
      "In generale, gli esseri umani sperimentano il mondo in modo analogico. Ad esempio, la visione è un’esperienza analogica poiché percepiamo gradazioni uniformi illimitate di figure e colori. Tuttavia, la maggior parte degli eventi analogici può essere simulata digitalmente."
      Bell'affare: effettuare la simulazione universalmente standardizzata dal bit 0 -1 di quella che era la personale infinita percezione della realta'.
      Poi ti credo che "la realta'" e' divenuta una serie standardizzata di eventi simulati, e vi operano solo automi, bit sconnessi gli uni dagli altri, i simulacri di tale simulazione.
      Saluti,
      Ise

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    6. Per Nachtigall: Macché catene ... già è tanto se potremo accendere qualche lampadina. I sistemi troppo complessi sono destinati al crollo ... a meno che siano destinati solo ai pochi ... in quel caso, sì, reggeranno, perché i Morlocks lavoreranno alla loro manutenzione.

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    7. Per Ise: Domanda a un melomane se vuole sentire la musica in analogico o in digitale. Potrà evitare di risponderti solo in un modo: a me piace solo quella dal vivo. Perché il digitale annulla le sfumature, i timbri ... la musica stessa, in realtà.

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    8. Il digitale effettua un campionamento e nel caso specifico della musica della forma d'onda. Per quanto ristretto possa essere l'intervallo del campionamento qualcosa va comunque perso.

      Ioannis

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    9. Giusta osservazione. Cui bisogna aggiungere lo squallore dei pacchetti e delle offerte della musica digitale.

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    10. Considera anche non solo il modo di fruizione digitale o analogico ma anche la registrazione stessa: tutta la musica degli anni '70 è registrata in analogico su nastri magnetici e solo immaginare la competenza tecnica che ci voleva per registrare, mixare etc. Stesso discorso per il cinema, anche se pur non essendo un appassionato di tale settore (non considero il cinema e la fotografia "arte" in quanto mera figurazione) da profano debbo dire che il video digitale ha delle potenzialità in fatto di qualità. Ma nell'audio non c'è proprio confronto. Resta evidentemente il primato dell'udito (Logos) rispetto alla vista secondo il mio parere.
      Francamente non ho mai scaricato musica in digitale e non conosco il tipo di offerta ma posso immaginare la zozzeria che viene proposta. Lo squallore è speculare in quanto il pubblico al quale è rivolta tale offerta è altrettanto squallido. Hanno ciò che si meritano, ciò che il loro misero intelletto riesce a comprendere o più correttamente a non più comprendere. Musica che ricalcando i ritmi tribali viene assimalata dal "ventre" quindi dalla parte meno elevata dell'anima quella degli appettiti, più assimilabile all'animale irrazionale. Prova a notare come le frequenze dei bassi ed i battiti della cassa della musica elettronica moderna li "senti" in pancia non in testa. En passant - sono le frequenze che "sentono" ad esempio i serpenti che sono sordi e che strisciano sul ventre.
      Bach o VIvaldi ma anche solo un canto gregoriano stimolano ben altre potenze dell'anima.

      Ioannis

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    11. Sono notazioni molto interessanti. Sulla musica in digitale riesco a vedere solo questo in positivo: puoi ormai ascoltare tutto. E come lo ascolti, però? Con una cuffietta da dieci euro su un PC da cinquecento. Il tum-tum di cui parli è, a ben sentire, l'unica cosa che davvero colpisce le orecchie dato l'appiattimento sonoro estremo che ne deriva. Anche "Yellow submarine" in digitale con gli auricolari sembra una roba del tutto diversa da quella che gira su un Thorens. Sul cinema: non riesco a vedere quale progresso ci sia nel digitale a meno che non si parli di economicità. Purtroppo tale pregio ha favorito l'esecuzione di decine di migliaia di filmetti, quasi tutti eguali, senza capo né coda, che amano chiamarsi indipendenti. Il crollo della qualità è conseguente perché, per quanto possa sembrare incredibile, il pubblico li favorisce in luogo di altre produzioni più accurate. "The Blair witch project" fu uno degli horror capilista di ben altri orrori estetici.

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    12. Io di musica ne capisco quanto di cinema (niente) ma, se puo' interessare, segnalo questo articolo, ad integrazione di quanto scritto da Ioannis:
      https://www.rigenerazionevola.it/lelementare-nella-musica-moderna/
      Di mio posso solo dire che la musica e' matematica e quindi sicuramente si pone ad un livello superiore (anche rispetto alla scrittura)... che poi se tutto e' numero, anche il video lo e', ma mi sembra che ci sia qualcosa di piu' essenziale nella musica, mi riallaccio qui all'osservazione sul primato dell'udito rispetto alla vista.

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    13. Più che cinema intendevo il formato video in sè di cui si può fruire proprioma ripeto che non sono un esperto in materia. Probabilmente in un film il colore nell'analogico sarà più caldo etc, però prova a guardare un concerto in dvd o in videocassetta. Non c'è paragone, qui il digitale ha la meglio. Presumo che il formato della videocassetta non permette di ottenere una qualità audio/video ottimale, probabilmente ci vorrebbe un nastro magnetico grosso il doppio che a livello commerciale non renderebbe per via dei costi. La vecchia musicassetta invece, se di qualità e registrata bene, a livello di qualità del suono per me è migliore del supporto analogico.
      Poi per quanto riguarda la qualità di ciò viene prodotto non saprei... di musica e film indecenti ve ne sono pure in analogico... direi che analogico o digitale in sè sono neutri: puoi produrre un pessimo prodotto in analogico ed ottimo in digitale. Direi che quest'ultimo rende sicuramente più semplice ed economica la produzione per cui aiuta sicuramente ad incrementare la quantità ed anche l'accesso a degli emeriti incapaci tipo trapper et similia che probabilmente non conoscono la differenza tra una tonalità maggiore o minore nè le basi del canto ma trafficando con un computer e con autotune possono diventare famosi per i loro warholiani 15 minuti. Qualcosa del digitale poi è anche utile. Visto che piace il progressive vi sono degli emulatori digitali (e quelli professionali non costano poco, non è roba da trapper) ed esempio dei moog o per fare un esempio del mellotron che non sono niente male, anzi. Non so se conosci quest'ultimo strumento che è paradigmatico per capire. Lo senti benissimo nell'album capostipite "In the court of the Crimson King" o nell'intro di "Watcher of the sky" dei Genesis e serviva in quegli anni per simulare un'orchestra. Era uno strumento complicatissimo e delicatissimo, ogni tasto metteva in funzione un nastro magnetico sul quale era stato registrato un violino o un flauto o una voce umana sulla relativa tonalità. Per cui premendo i tasti si mettevano in funzione questi nastri e quando venivano rilasciati velocemente si riavvolgevano, il tutto meccanicamente. Ovviamente per un purista il risultato finale non è certo quello di un'orchestra però per chi ascolta progressive il mellotron è imprescindibile. Per me poi perfino un emulatore digitale gratuito di un mellotron o di un moog vale più di un Jovanotti stonato come una campana che suona la chitarra acustica.

      Ioannis

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  32. Alceste, carissimo, hai letto "La cospirazione contro la razza umana" di Thomas Ligotti? Nel caso mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensi. Grazie per l' attenzione.

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    1. Ancora non l'ho letto, purtroppo, benché l'abbia in biblioteca. Finora ho gustato solo "I canti di un sognatore morto" e, se ricordo, bene "Lo scriba macabro". Racconti. Alcuni notevoli per la loro forza perturbante, altri solo bislacchi. Cercherò di metterlo in lista il prima possibile.

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Siate gentili ...