Decifrare il passato (e il presente)

Racconti e improvvisazioni

Novità sconsigliate ai puri di cuore

07 marzo 2023

L'accabadora

 

Roma, 7 marzo 2023

Il tifo, inteso come sopravvalutazione e giustificazione acritica della propria parte, è l’unico residuo dell’anima ancora in grado di smuovere i cuori, almeno in Italia. Eppure … Mi piace, da flâneur della dissoluzione, riguardare le reazioni dei tifosi dopo una partita molto sentita, accesa da rivalità secolari … spesso sorprendo questi tipi lombrosiani su youtube … quasi tutti, se non la totalità, registrano video da soli, dal buio di una cameretta, sciatta e anonima, la sciarpetta o il vessillo standardizzato alle spalle. Si lagnano, fanno finta di urlare la gioia o il disinganno, accendono gli special della derisione, ma sono scenette di raro squallore, quadretti di gente desolata che si rigira nella desolazione cercando di ravvivare una fiamma languente. Gli rimane un po’ d’acrimonia, o di bile, al massimo … la visceralità delle vittorie e delle sconfitte dei propri beniamini in mutande non li tange, dato che, spesso, nemmeno esiste più il campanilismo da contrada che contraddistingueva i primi tifosi … essi solo puntano le fiches residue di una disperata umanità su quei milionari apolidi, così, giusto per vilipendere, la sera, il presunto avversario, chiunque egli sia, soli, irrimediabilmente soli, la luce azzurrina dei computer a rischiarare quei volti tutti eguali.

Rispetto di più gli hooligans inglesi che, almeno, cercano di strappare i labari altrui con qualche scontro fisico. Chiediamoci perché è stata lanciata una guerra totale contro il tifo da stadio … cosa significasse, in realtà, il DASPO, il controllo, la digitalizzazione ossessiva anche in questo settore … ovviamente tutti diranno: per colpa dell’Heysel, quei poveri morti! A causa degli pseudo tifosi che mettono a ferro e fuoco gli autogrill, le piazze italiane, gli autobus! Ma questa è solo l’occasione che motiva l’intervento, anzi l’operazione. Il problema, vero, è che il Potere rinviene in tali comunità, estrema barbara propaggine di quelle di sangue, la potenziale fucina di un dissenso organizzato assai pericoloso; poiché basato sulla complicità, l’onore, l’appartenenza, l’identità. Non a caso il fascismo è stato sempre accostato strumentalmente al tifo … e non solo perché se ne temono le quadrate legioni, ma per la connessione spirituale fra i suoi membri. Che tale spiritualità sia di quart’ordine è, qui, irrilevante. Ciò che risulta decisivo per il Potere è lo scioglimento de vi degli stati intermedi che si frappongono fra il Moloch statale, ormai diluito nella Monarchia Universalis, e l’individuo. Solo tale duello deve sussistere: Ominicchio vs Moloch, un mezzogiorno di fuoco dall’esito più che scontato. Un individuo deprivato, piccolo, stupidamente immemore e ottusamente nemico proprio di quelle istituzioni (famiglia, partito, compagnia, monastero) che, sin dagli albori della civiltà, hanno sempre attutito le varie e imperfette forme di totalitarismo escogitate. Che questa sia la questione sul tappeto, e non l’ordine pubblico, si nota dall’indifferenza sbadigliante che il medesimo Stato riserva ai tagliagole metropolitani e alle guerriglie urbane di anarchici e compagnia cantante: mezzi idioti che giustificano l’unico fine.

Si dice: vedi tutto nero. Ma chi può essere ottimista? Distruggere è facile. Le configurazioni, dalle più delicate alle più resistenti, vanno in mille pezzi sotto la spinta di una furia dissolutrice che attacca anche le istituzioni dapprima ritenute intangibili; così, senza vergogna, senza opposizione. Gli stessi mi dicono: ricostruiamo!

Obietto: per ricostruire occorre un residuo di energia che più non possediamo. Serve un esempio, l’ennesimo? Supponiamo di gettare nel fuoco un quadro di paesaggio d’un pittore a cavallo fra Cinquecento e Seicento: una veduta della campagna romana con scene di caccia e ruderi, di Paul Bril. Secondo voi cosa si è appena verificato? Una dissacrazione, certo. In tal senso: che tale dipinto, d’un fiammingo minore che pochi conoscono, non era solo un’opera d’arte bensì la fase finale di un albero evolutivo che ha richiesto centinaia di migliaia di anni. Apporti insospettabili, in un lasso di tempo interminabile, nel campo della tecnica del colore, dello sfumato, della prospettiva, dell’intensità atmosferica; un gusto incantevole del memento mori (le rovine), il “Fermati, sei bello!” nei riguardi di un luogo, la campagna romana, ricca di silenti sovrapposizioni millenarie di civiltà. E tutto questo è lì, possiamo ammirarlo; esso attira a sé ogni conquista pregressa, così come qualche perdita, si badi (la debolezza del simbolismo metafisico). Se tale quadro viene, quindi, spazzato via, come rimpiazzarlo? Di quali forze, sapienze, energie dovremmo riappropriarci prima di arrivare a tale vetta? Impossibile, per ora. La distruzione del passato, quindi, è distruzione dell’umanità poiché ogni tradizione è stata interrotta e noi possiamo vivere solo in contemplazione di quel passato che oggi ci è impossibile replicare. Siamo in pieno Medioevo ellenico, incapaci pure di disegnare un albero secondo la maestria di Paul Bril; o, forse, dovrei dire: secondo quella miracolosa configurazione umana e artistica che fu Paul Bril, redentore celeste, per ciò stesso, dall'eterna dissoluzione.

Ethel Elena Schlein si rimpiatta nelle tane di un sinistrismo apparentemente irricevibile. Ella incarna tutto ciò che un Italiano dovrebbe naturalmente detestare. Si dimena ai margini dell’arengo di partito, rimane sullo sfondo. In primo piano i soloni, gli astuti manovratori, i sottopanza. Poi, improvviso, il maremoto. Prima donna segretario del Partito Comunista d’Italia. Tutti si chiedono: cos’è successo? Ma non c’è niente da chiedere. È sempre così. False piste, manfrine, proclami, quindi il Potere mondialista, tramite qualche suo esecutore locale, piazza il colpo di mercato. Ed ecco l’impensabile: una lesbica, per un terzo italiana, che l’Italia la conosce per sentito dire, e viceversa, fedele al politicamente corretto più oppressivo e ottuso, si ritrova nelle mani adunche l’ultimo cascame del socialismo nazionale. Si dice: macché socialismo, è il Partito Democratico! Certo, ma appropriarsi di un simbolo storico, benché decaduto, è necessario per lanciare l’ennesima operazione magica sull’Italia.
Ci sono stati i brogli! Impossibile che, dopo l’astensione alle regionali, un milione si sia fiondato ai gazebo! Così sbotta il micco da tastiera. E se anche fosse? Vi sono, nelle elezioni nazionali e locali, brogli allucinanti, di massa, per dirigere il voto verso la spartizione concordata dai partiti; e poi ci si lamenta di questi? Un poquito di coerenza, ragazzi …
Ah ah ah … è la classica ebrea internazionale … e allora? Cosa avete prodotto di italiano, voi, in questi anni? Lo chiedo sommessamente, con calma, le mani intrecciate sul ginocchio sinistro accavallato sulla gamba destra … cosa-avete-prodotto-voi? … ripeto … vi recate in massa a guardare i blockbuster, giocate tutta la notte, vi spippate coi trans, fate i video su tic e toc, disprezzate chiese, anfiteatri, paesaggi e letteratura, e poi cosa? La dottoressa Elly si farà, sotto i vostri occhi ...
Eh eh eh … è brutta … ma questo è bodyshaming della peggior specie … brutta, poi, non direi, andante, via … come vedremo … povera di culo e davanzale, certo, ma in alcune foto, ritoccate da prestigiatori voodoo, trasmette un’intrigante ambiguità … questo dell’aspetto fisico, perciò, è un non argomento, roba da latrina, l’ultimo rifugio delle nullità.
Ih ih ih … ma che ne sa lei della vita … vissuta negli agi, ricca, disimpegnata, radical-chic, non ha fatto nulla … sì, perché i Salvini e Meloni e D’Alema che hanno smosso le decine di milioni con la matita copiativa lo sanno? Le speranze della controinformazione, pure? Chiedo, rispettosamente, come sopra. Voglio una risposta chiara: indicatemi un solo alternativo di rilievo che abbia mai onorato l’Italia, o un simbolo italiano, o una meravigliosa propaggine italiana. Aspetto nei commenti.
Oh oh oh … è LGBT, tontogreen, scioccamente antifascista … sì, certo, come Meloni, Crosetto, Lollobrigida, Tajani … son tutti programmati per eseguire i balletti del padrone … diciamo che Elly almeno lo dichiara a chiare lettere …
Uh uh uh … vedrai … ha l’apparato contro … i Peppone del partito, i mestatori … vedrai, dura minga … ma lei non deve durare, ha solo da svolgere un compito da liquidatrice. Vedrete come indurirà le sembianze nelle prossime settimane … non sarà facile liberarsene … anzi, è probabile che alcuni suoi oppositori dovranno addirittura cercarsi un lavoro negli anni a venire. Come Sandro Bondi, ex sindaco comunista della ridente Fivizzano, cui prospettarono una carriera da procacciatore assicurativo all’Unipol … e lui inorridito: sono un intellettuale! Il Nostro, di cui ricordiamo l’eulogia per Dell’Utri, dovette traslocare armi e bagagli chez Silvio, perché lui voleva sì il pane, ma anche le rose …

Purtroppo Ethel Schlein, da cui mi distanziano dieci gradi di separazione, è molto più intelligente dell’internauta sbraitante, di solito un povero coglione astioso che, al massimo, tifa coi gagliardetti digitali a latere; e assai più scaltra, ovviamente, rispetto all’Italiano medio, almeno per come questi è stato ridotto da almeno ottant’anni di occupazione usuraia. Inoltre vanta spalle coperte dalla totalità dei media avendo ricevuto il via libera per mettere all’incanto ogni cosa che profuma d’Italia. Elly è l’accabadora del Paese, del socialismo, della destra, dei monumenti, della chiesa, della latinità, di ogni cosa. Finalmente si va al redde rationem. Se regge il globalismo (e dovrebbe farlo, anzi si sta divertendo un mondo, mi si scusi il calembour), Elly darà il fatale colpo liberatore al cranio del Paese agonizzante, da vera femina accabadora. Una botta secca, e via. L’espressione geografica sarà divisa come una torta di compleanno dagli amici degli amici, più amici degli altri amici … mai nostri amici, comunque. E questo avviene nel vuoto raggelante di qualsiasi opposizione o scatto d’orgoglio … così, come si stesse giocando a Tomb raider … perché opporsi e dire no è sostanzialmente un fatto spirituale … e per spirito non intendo uno sbuffo da medium, voi lo sapete. Spirito è consonanza con quanto si è trasmesso sino a noi; consonanza immediata, cioè fede, in grado di regalarci prospettive e sguardi da cui poter giudicare senza il minimo tentennamento … si vuoti il sacco: quanti ce ne sono in Italia di tali individui? Pochi, assai pochi … tutti relegati nelle cantine, poi, negli sgabuzzini più fetenti … esiliati, ammazzati dal silenzio, censurati … io sono un individuo pieno di difetti e contraddizioni e però sono stato costretto ai margini, a meschini andirivieni; lo sentivo, sin da adolescente, di avere una  maledizione sulla capoccia, ero l’outsider, il mostro … lo affermo senza orgoglio e senza rivendicare un merito: ero così e basta; e, per ciò, ho vissuto nelle catacombe a respirare il salnitro dell’emarginazione mentre si ballava sulla tolda del Titanic. Pure ‘sto blog da quattro centesimi è un modesto epifenomeno di tale connaturazione intima, al di là del bene e del male, distillata in regioni dall’aria rarefatta: prive di compensi, incoraggiamenti, conforti. Nemmeno nella morte avrò un conforto, sicuramente mi sorprenderà male, come uno sberleffo … nell’ultima ora - omnia ferunt ultima necat - mi verranno alla mente solo sciocchezze … oppure, in quel momento fatale, e questo lo temo sopra ogni altra cosa, ciò che reputai importante mi si svelerà nella sua più incredibile futilità: morirò, come tutti, senza aver graffiato d’un nulla la superficie neghittosa dell’eternità. Presto sarò tutti, Cesare e Alessandro mi faranno compagnia.

“ ‘Acabar’, in spagnolo, significa finire. E in sardo ‘accabadora’ è colei che finisce. Agli occhi della comunità il suo non è il gesto di un’assassina, ma quello amorevole e pietoso di chi aiuta il destino a compiersi. È lei l’ultima madre”. Così recita la quarta di copertina del romanzo Accabadora, di Michelina Murgia. E se lo dice lei, fungibile mystes dei nuovi tempi, c’è da crederle … Eh sì, il romanzetto, super premiato a destra, e pure a manca, senza dimenticare il centro … campiello, sottocampiello, supermondello … così va la Fama … la Strabica per eccellenza che, però, ama dirigersi sempre in un solo punto …

Elly ci appare oggi strana, irricevibile, ma non sottovalutiamo gli ex Italiani, questa sciocca parodia di un ex popolo. Una mesata di comparsate e a lei ci si affezioneranno, addirittura, come gli spettatori pian piano si affezionarono a Guglielmo Bertone, “Il Dentone” de I complessi (1965). E però, dai … parla bene … e sul tema ci prende, inutile negarlo … e questo, su, non si può non condividerlo … meglio lei che quell’altro … meglio lei che quell’altra … ma perché, ci sono alternative? Guarda, l’ho sentita l’altra sera ospite alla piazza pulita, da mentana, da iacona, da myrtamerlino, in presa diretta, alla cavalla e la torre … e così via. La mitridatizzazione di Elly … in Italia ci vuole poco … anch’io, poi, la trovo quasi simpatica. Perché? È un fenomeno ricorrente, anche nei liberi e nei forti; o nei supposti tali: dopo aver passato la vita a rinsaldare la zattera nella tempesta si guarda alla mareggiata fatale come a una liberazione. Vieni amica, in te posiamo.

Ragazzi miei, gl’intellettuali italiani … lodi, lodi e poi ancora lodi. Applausi, articoli, lauree honoris causa, comparsate, celebrazioni. Una vita al massimo. Poi crepano. Da vivi, perciò, passano a salme ovvero a salme importanti: salmoni. Li si beatifica una decina di giorni, sciorinando aneddoti e rimembranze, vere o inventate … a rimpinzarsi sin all’indigestione … le prefiche a pagamento che, inastati i turiboli, procedono a stracciarsi le vesti graffiandosi il volto … ah, quanto ci mancherai! ah, la sua arguzia … oh, lo ricordo, fermo, lo sguardo rivolto al futuro … oh, la salacità … generoso! Generoso, sì, era generoso! … la bonomia, l’altruismo … era buono, capite? … solo che non lo faceva intendere a nessuno … un cuore grande così, guardi, pari al girocollo … poi, lentamente smiagolati gli eulogi un tanto al chilo … ché, pare indubbio, i cadaveri cominciano da subito a puzzare d’irrilevanza, li si getta nella differenziata, a dimenticarli al più presto, ‘sti rompicoglioni … perché, signora mia, se lo lasci dire da me che l’ho conosciuto da vicino, era una carogna … tanto intelligente, per carità … un pozzo de scienza, era … però … una canaglia come pochi ... Tale il destino delle futili colonne della nazione. Quanti giganti passati a peggior vita si rinvengono nei cassonetti della smemoratezza … best seller, luci della ribalta … poi arriva l’accabadora e il castello di carte cade, a rivelare la pochezza e l’insignificanza di tanto fracasso. Un gigante della cultura … come, no … fra un par di mesi ci si chiederà pure come si chiamava … il pantheon repubblicano è pieno di questi ciclopi rattrappiti a nani di carta straccia. I migliori, invece, tutti in esilio, in terra sconsacrata, mort’ammazzati dal piombo amico … o d’inedia … o tutte e due.

Alla data 5 aprile 1882, Guy de Maupassant verga il racconto Magnétisme. L’avrà scritto in poche ore, come i veri maestri della narrativa sanno fare. L’ennesimo capolavoro. Egli parla di magnetismo, alludendo alle ricerche di Charcot; in realtà parla di un incantesimo; di magia:
Fra le mie frequentazioni mondane c'era una ragazza che mi lasciava piuttosto indifferente, che non avevo mai guardato attentamente, mai calcolato ... La mettevo tra le insignificanti ... mi pareva che avesse due occhi, un naso, una bocca, capelli qualunque, un aspetto ordinario: era uno di quegli esseri su cui la curiosità viene attirata per caso, senza soffermarsi, che non aveva niente di attraente.
Una sera ... prima di andare a coricarmi, sentii balenarmi, in quell'arruffio di idee, in quella processione di immagini che affiorano alla mente quando per qualche minuto si resta imbambolati, con la penna in mano, una specie di soffio leggero, un brivido quasi impercettibile nel petto; e immediatamente, senza motivo, senza capo né coda, vidi chiaramente, quasi potessi toccarla, la vidi dalla testa ai piedi completamente nuda, quella ragazza a cui non avevo mai pensato per più di tre secondi di seguito ... e di colpo mi accorsi che aveva ... un fascino discreto, una dolce malia: e mi venne quella frenesia strana che ci fa pendere dalle labbra di una donna... quella notte sognai ... chi di noi, durante quei sogni angosciosi, concitati, affannati, non ha afferrato, stretto, toccato, posseduto, con i sensi eccezionalmente affinati, la donna cui pensava un istante prima?Avrete fatto caso a quali indicibili delizie procurino simili conquiste fatte in sogno! In quali folli ebbrezze ci gettino, con quali violenti spasimi ci scuotano ... la violenza con cui sentii tutto questo lasciò nella mia mente tracce indelebili. Quella donna fu mia, così mia che il dolce tepore della sua carne si insinuò nelle mie dita, l'odore della sua pelle nel cervello, il sapore dei suoi baci sulle labbra, il suono della sua voce nelle orecchie, la stretta del suo abbraccio serrata ai fianchi, e il fascino ardente della sua tenerezza in tutta la mia persona ...”. Il giorno dopo il protagonista, stregato, con l’odore della sua pelle, dapprima sconosciuta e mai desiderata, nel cervello, la va a trovare. Tremante, come scosso da un demone: “All'improvviso mi gettai su di lei, stringendola fra le braccia; e il mio sogno s'avverò così in fretta, così facilmente, così follemente, che mi chiedevo se stessi sognando oppure no ... per due anni fu la mia amante ...".
L’incantesimo, la succuba, l’amore per due anni … magnetismo o magia? Cos’è il magnetismo se non la metafora d’una operazione magica? Una donna sgraziata, quasi brutta, che ci è indifferente; poi, da recessi sconosciuti, la lingua d’una fiamma, un ardore impossibile da definire. Il volto muta sotto la nostra considerazione, certe scialbature s’accendono di significato. Un’insenatura, la dolce curvatura d’un braccio. Si è presi nell’incubo dell’estasi, più non si ragiona. Tale la magia. Credete che fosse cosa da Inquisizione? Eccola qui fra noi, in piena vista. Ne siete tutti vittima. La maggior parte, però, s’atteggia a comandante della propria nave … non sa che, fieramente, fa vela verso gli scogli più aguzzi.

L’operazione Covid19 non è difficile da spiegare, ma è impossibile da comprendere a pieno poiché in-concepibile. La grandiosità e spudoratezza del crimine sono talmente evidenti, vasti e micidiali da renderlo, per ciò stesso, inintelligibile alla maggior parte delle coscienze italiane. Queste, abituate da sempre a considerare lo Stato un accozzaglia di personaggi inefficienti, pasticcioni e corrotti, e però, alla fin fine, padri (e madri) di famiglia, ritengono in-concepibile, che gli stessi padri (e madri) siano stati capaci di spingersi alle bassezze del male quotidiano.
Liquidare ciò che è avvenuto è per loro fondamentale poiché, altrimenti, verrebbero precipitati nella considerazione dei reali tempi a venire per loro progettati, di concentrazione totalitaria.
Infermieri, gendarmi, impiegatucci, medici .. . figure familiari che ripugna considerare pedine di un crimine lungamente studiato a freddo e imposto proprio con la forza coercitiva delle residue istituzioni repubblicane. L’intero corpo statale, coadiuvato dal conformismo e dalla codardia delle cosiddette corporazioni di mezzo, dalla stampa ai sindacati, ha fatto muro contro i propri stessi cittadini uccidendo, mentendo; e, ora, assolvendo. Non vi è stato niente d’improvvisato benché i più possano discolparsi con la manfrina dell’obbedienza. La psicopatia dell’intero arco costituzionale, che ha trovato ulteriore combustibile nell’ignoranza becera e vigliacca dei propri rappresentanti, a qualsiasi livello, si è reso gioiosamente manipolabile. Eravamo tutti in pericolo, lo siamo tuttora. E a cosa è servito tutto questo? A sperimentare, ovvio, per future operazioni, ma anche a ferire, irrimediabilmente. Se ogni atto d’allora, dal più incomprensibile al più gratuito, ora ci sembra un ingannevole miraggio, non è così per l’anima. Siamo cambiati, ormai, indifesi, esposti, sacrificabili - pronti a chinare il collo alla lama d’ossidiana.

Gli psicopatici vogliono rendersi immortali. Falliranno, su questo non ho alcun dubbio. Miseramente, battendo la testa contro il principio di non contraddizione, contro l’inevitabilità della loro finitezza e meschinità. I loro calcoli sbagliati risultano evidenti: intestardirsi li recherà alla rovina. E noi con loro? Forse. Vedete come programmano il futuro che li attenderà al varco, con le sue tagliole mortali. Tutto ciò che è stato da loro donato è fumo, cenere, pietrisco. Il digitale, poi .. cos’è? Questa conquista mirabile … nient’altro che un’emanazione di grado minore, nata già corrotta oltre che precocemente corruttibile. I pazzoidi credono di sovvertire Dio e la Morte; il loro lascito, però, sarà un regresso ferino; macerie, follia, lutti. Le loro rose rosse più sgargianti, ecco che al loro tocco essiccano veloci, come il fiore di Wells, l’ennesimo progressista fallito. Squarciare il velo di Maya, fermare il tempo, recarsi ai limiti dell’universo … ma ciò che avranno in cambio è solo la Bestia che risalirà gli eoni per divorargli il cuore.

Michela Murgia potrebbe trovarsi al secondo gradino dell’Ordine Femminista Scozzese Antico e Accettato delle Artiste … una pedina, sacrificabile, come tante. Più su, fra le italiche, chi potremmo trovare? Forse Emma Bonino? Oltre il trentesimo forse Madonna; e Marina Abramovich. E, al vertice, Yoko Ono. Una musa, un genio.  Una tizia che andava avanti a trovate, non sapendo manco disegnare una casetta con gli alberi intorno. La sua pellicola più celebre, Bottoms, mostrava culi; in Cut pieces si faceva tagliare le vesti dagli spettatori sino a rimanere nuda; il parto più geniale, Apple, consisteva in una mela (200 sterline) che il collezionista avrebbe poi visto appassire lentamente: una vanitas, insomma, fuggevole come la vita. Una parecchio sveglia, o, forse, una risvegliata. Yoko, figlia d’un banchiere, aveva già sepolto due mariti. L’incontro col proletario Lennon non ho mai capito quando avvenne, se il il 6.11.1966 o il 9.11.1966 … il micco di Liverpool, un semplicione di periferia imbevuto, quale goffo parvenue, dell’estroversione luciferina della swinging England, abboccò subito all’amo, comunque … presso la galleria “Indica di Mason’s Yard” - galleria che chiuse già l’anno seguente, come se fosse stata ideata solo per quell’incontro. E John inclinò il proprio talento verso il progressismo, l’irenismo, l’ecumenismo … e lei dietro, senza età, silente, inespressiva come le tsantsa dei Jivaros. Di donne così rigurgita l’arte moderna, nei pressi d’ogni rivoluzionario o apostata c’è una di loro, a dirigere o a comprare o a rivendere, spigolosa, scialba, affascinante, mesmerica ... una succuba.
 
Tortured.
When the bridegroom smoothed his hair
there was blood upon the bed.
Morning was already late.
Children singing in the orchard
(Io Hymen, Hymenaee)
Succuba eviscerate.

39 commenti:

  1. 10 e lode Alceste, tanto per cambiare. Ma a noi che mai potremo giungere alle tue vette espressive (sei geniale e lo sai bene) e forse neppur ben comprenderle, cosa resta? L'appagamento estetico di sicuro, fino al prossimo articolo, poi una sensazione disperante. Pure quella di vedere tanto talento invelenirsi su sé stesso. Forse il gusto che provi a flagellarti fa il pari con quello che proviamo noi a leggerti.
    Ma se devo morire masochista, perversione per perversione, mi faccio sadico.
    L'esperienza Covidde non ci ha dimostrato forse che viviamo in un attorno di inferiori?
    Mica solo in Italia. E che, ci giunge nuova? Come scoprire che siamo in un mondo di finocchi. E dunque siate lieti: ce ne tocca di più a noi. Troppo semplicistico? Mi rendo conto. Però hanno aperto una chat per donne non peraccinate che cercano omologhi...
    e presto potrò vendere intere sacche del mio sangue vergine gruppo 0 (universale!) a caro prezzo...
    Fuor di metafora o di lamento, cosa abbiamo fatto per opporci al sistema? Tutto inutile.
    E se anche fosse? Combattere serve a sentirsi vivi, a trattenere l'entropia, direbbe quel tale. Siamo anche noi di quei famosi leoni da tastiera, solo un pelo o una intera pelliccia più acculturati?

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    1. Ma io non mi flagello ... mi son solo rotto le scatole. Dio solo sa se ho provato a fare qualcosa d'altro, ma la corrente ti porta via. Già un miracolo che non sia annegato. Mi sono messo a fare lo snob, e dire che sono un borgataro di prima scelta ... Il problema, anzi, uno dei problemi principali, è che la caduta è avvenuta sotto i nostri occhi in poco più di trent'anni. Non c'è stato nemmeno il tempo di creare alternative vere. Alternative-contromisure che poi consistono sempre nel conservare gelosamente ciò che si è stati perché opporsi lo vedo assai problematico. Si spera, ardentemente, che tale follia, destinata all'insuccesso epocale, non ci coinvolga nella distruzione. Chissà se, nonostante i tempi acceleratissimi, riuscirò a vedere il finale.

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    2. Buongiorno Alceste, stavolta dello splendido scritto il passaggio "Falliranno, su questo non ho alcun dubbio...I loro calcoli sbagliati risultano evidenti"...mi ha fatto riflettere. A tal proposito due episodi recenti. Prima sorpresa: l'ultimo mercoledì delle ceneri mi reco in chiesa per il rito pensando di trovare poca gente. Chiesa stracolma, gente di tutte le età, coda lunghissima...Seconda sorpresa: stamattina, solito baruccio per colazione, qui vicino c'è un cantiere e vengono gli operai a far colazione. Entra il gruista, bergamasco, energumeno, a tracolla il comando per muovere la gru, parla un pò con il barista e poi gli  fa... "allora ce l'hai?" "eh si che ce l'ho"..."e com'è? bello? più dell'altro?"..."ah voglia"..."ma hai una foto?" "spetta che la cerco con questo godi"...rimpallano così per un pò con ste frasi misteriose...mah...tra me e me pensavo, chissà che diavolo si scambieranno questi...poi sbircio...Ciro il barista prende il telefonino e vedo. Paesaggio lombardo, dipinto. Il gruista chiede, "olio su tela?" "sempre, chiaramente...22x31...va che questo è bravo neh". Poi sempre il gruista tira fuori una foto di un altro quadretto, natura morta..."varda chè...varda chè (guarda qui) ste mele, sembrano vere...". Ti dirò che sono uscito dal bar con un senso di leggerezza e ho pensato in sequenza a questi due episodi e all'entropia. Che c'è, come dici giustamente negli ultimi trent'anni evidentissima, indiscutibile, irrefrenabile. Ma in effetti, forse, anche i calcoli sono sbagliati. Questi due piccoli episodi totalmente scollegati fra loro (la coda per le ceneri...un gruista e un barista che si scambiano paesaggetti e nature morte) di certo non impediranno lo schianto dell'onda, ma forse, un po' misteriosamente, preparano il terreno per la risacca...per un dopo.

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    3. Gentile Alceste, anche io come te, ogni tanto mi ritrovo a pensarla come il “vecchio porco”:
      “Quindi lascerò che le cose scorrano, le circostanze si aggravino, si avvelenino mano a mano... Non fiaterò una cediglia, aspetterò gli esiti fatali in tranquilla dignità, me ne starò rannicchiato, in qualche luogo, qualche angolo di cantina, per morire all'ultimo, per vedere prima morire tutti gli altri, goderne un po’, dirmi quanto avessi ragione...”
      è l’ultima soddisfazione dei dannati. Un caro saluto,
      EB.

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    4. Sull'apprezzamento dell'arte da parte del popolo minuto (diciamo così) sono dalla parte del gruista. In questo senso: il popolo, se verace, e non rincoglionito, riconosce immediatamente il bello. Tanto che, a esempio, l'arte postmoderna è apprezzata solo dal ceto midcult cioè da quella platea semicolta infarcita di ideologia e plagiata dalla propaganda degli esteti a pagamento (giornalisti, criticonzoli, fricchettoni). Perché ciò accade è presto detto: l'arte, di cui larga parte è quella imitativa, realistica, al netto del simbolismo, è ciò che salva; è detta bella perché in essa l'uomo riconosce la natura e la propria salvezza, l'istinto di conservazione. Per approvare, invece, Jeff Koons occorre una bella dose di innaturalità, di perversione psicologica, di godimento nell'inversione. Occorre, insomma, essere votati alla dissoluzione ... chi è quel fesso che, davanti alla "Nuvola" di Fuksas, può dire: "Bella!". Solo un malato terminale o un poveretto irretito dalla propaganda. Un uomo al termine della notte europea, insomma ...

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  2. Buonasera Alceste, non commento da tempo, pur gustando regolarmente i Suoi contributi. La lettura solitamente mi lascia una (pur rassegnata) maggiore consapevolezza, ma questa volta volevo farle presente che è riuscito anche ad insinuarmi un certo senso di inquietudine.

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    1. E come mai questa inquietudine? Da cosa deriva?

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    2. Non che prima non ci credessi, intendiamoci, ma ho realizzato pienamente che le streghe esistono.

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  3. Sinceramente non provo nessun senso di flagellazione leggendo Alceste. O almeno non più di quello che provo ogni mattina quando mi sveglio e constato l’abisso orrido e immenso in cui siamo scivolati.
    Non ho mai creduto nell’ “andrà tutto bene”, anzi sono convinta con Alceste che andrà tutto male. Non darei però così tanto peso al ruolo della Schlein; è l’ennesima donnetta senza arte né parte, come già se ne sono viste tante nello scenario internazionale. È brava a fare l’unica cosa che conta in un Paese che non è più sovrano: l’attrice. Li scelgono così, per la parte che devono recitare ed in effetti lei è perfetta.
    Grazie Alceste, i tuoi articoli sono come l’odorosa ginestra sul monte sterminator Vesevo.
    Stefania

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    1. Attenzione, non sottovalutiamola ... che sia una agente del Nulla è fuor di dubbio. Conoscendo, però, l'estrema difficoltà a scalare i vertici del Partito (di qualunque partito), ritengo che il calcinculo per metterla lì sia stato oltremodo poderoso. Vedremo.

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  4. Avendo solo sentito parlare di questa Schlein, avevo pensato che il soggetto in foto fosse un uomo (sia detto, e' chiaro, senza offesa per gli uomini). Del resto prove definitive non ne abbiamo, e mi terro' un legittimo dubbio. Sperando, anche in questo caso, di non aver 'spoilerato' nulla riguardo la trama della commedia.

    Volevo complimentarmi in particolare per la parte sul magnetismo, mentre leggevo mi immaginavo qualche dio dell'Olimpo affermare qualcosa del genere:
    "Adoro quando i mortali si accorgono di venire manipolati, cio' rende le cose infinitamente piu' interessanti."

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    1. C'è una vasta letteratura su Charcot, il mesmerismo, l'ipnotismo. Parlo degli scritti del tempo, da Maupassant a E.A. Poe. MI pare oltremodo interessante poiché si allude, a volte, indirettamente, alla psicologia delle folle. Le Bon arrivò subito dopo.

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    2. Conoscevo Mesmer, Reichenbach e Reich e proprio in questi giorni stavo leggendo qualcosa di geomanzia e psicotronica.
      Charcot invece mi manca. Cercando su internet ho trovato: Jean-Martin Charcot. E' lui? Sembra di si'.
      Se ti piace il genere fantasy valgono sempre Guenon ed Evola:
      https://www.rigenerazionevola.it/le-emittenti-del-diavolo/
      https://www.rigenerazionevola.it/guenon-e-le-sette-torri-del-diavolo/
      Una specie di agopuntura della Terra, al contrario forse... Spiegherebbe anche come mai brucino le cattedrali...
      Qualche articolo fa qualcuno suggeriva di leggersi Gianluca Marletta per inquadrare correttamente il fenomeno alieni; ieri mi e' arrivato il suo 'UFO e alieni' che mi sono subito letto. Devo dire che sono sollevato del fatto che ci sia tutta una schiera di studiosi a pensarla come me: l'ufologia e' una branca della demonologia.
      Siamo sempre li': 1848 e seguenti... spiritismo, teosofismo, etc. etc.
      Il magnetismo, in tutto cio', e' un concetto fondamentale. La Terra stessa e' una calamita!

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  5. Forse mi sono persa, non capisco.. Pazienza, Ecchisenefrega.
    tuttavia la domanda m'incuriosisce,,,(altrimenti non risponderei)

    "Indicatemi un solo alternativo di rilievo che abbia mai onorato l'italia o un simbolo italiano o una meravigliosa propaggine italiana"

    il lettore che dovrebbe indicare? dell'eventuale propaggine?

    il declino italiano magari è in marcia da prima del 1992 con la svendita dell'italia sul Britannia. O forse bisogna risalire la corrente-controcorrente al 1947 quando l'Italia firmò la resa incondizionata agli anglo americani, (per giunta coperta da segreto militare,,,, oh bella ciao-bellaciao-bellaciaociaociao)
     O magari anche prima....al 1870 circa, quando la massoneria e tutti i filantropi di contorno... decidevano la creazione dello staterello italico,  che come sentenziò (credo "Pike" il super massone più massone di tutti i massoni) " l'italia mai diventerà una minaccia per noi" .
    ....E te pareva... ahahahah

    la schlein mi fa impressione (lo dico così, con molta superficialità) mi sembra solo un' altra baracca. Non c'ho pensato bene forse mi sbaglio. Ma non m'importa di impegnarmi e pensare alle radical chic lesbiche o a quelle non lesbiche. chissenefrega,
    Lei e la meloni -per come le vedo io- sono la stessa identica persona. con la differenza d'essere inzuppate in una salsa diversa,,,,,piazzate lì dove stanno,  pagate bene, obbedienti agli stessi padroni. Come i personaggi che entrano ed escono dagli orologi a cucù allo scoccare della mezza
    O come nei filmetti degli indiani e cowboy diretti dallo stesso regista, che stanno lì a far le stesse cose, con lo stesso copione, solo che uno c'ha le penne in testa e l'altro il cappellon (uguale ad alberto sordi in un americano a roma)

    Ma sarà un "errur de sbali" (un errore di sbaglio) come si dice a milano, infatti, non capisco.
    E anche se capissi non cambierebbe niente.

    Comunque..... un caro abbraccio

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    1. Intendevo: dato che si parla male della Schlein ... o la si sbeffeggia ... chiedevo agli alternativi (alla Schlein), ai controinformatori e a quant'altri, cosa avessero loro prodotto, che andasse a onore dell'Italia, in opposizione all'antitaliana Schlein. Tutto qua. Sembra molto semplice. La medesima domanda la rivolgevo a chi avversava il dominio comunista nella cultura: ma voi, cari signori, che vi lamentate, cosa avete prodotto a favore della Patria? Saggi, film, quadri, azioni ...
      Sulla Schlein ti sbagli. Se sta lì (e non a lavare i piatti a New York o in Svizzera) hanno in mente qualcosa.
      Sulla date, 1870 o 1945, poco importa. A mio avviso un po' di secoli prima del 1870 ... così ... a naso ... simbolicamente: dal 1666.

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    2. Innanzitutto grazie dell risposta!

      Dissento su un punto, in un altro caso, invece, mi trovo perfettamente d'accordo
      "Sulla Schlein ti sbagli. Se sta lì (e non a lavare i piatti a New York o in Svizzera)......"

      .....dovrebbero mettercela a lavare i piatti (anche se non li laverebbe ma non perché non ha mai lavorato)
      non li laverebbe perché la Schlein è un prodotto della finanza:
      proprio come i vaccini. proprio come il virus di Fauci, Proprio come le sardine. Proprio come le auto elettriche. Proprio come gli hamburger con le cavallette al salto. proprio come il grafene e le nanotecnologie. proprio come i microchip proprio come Harari Proprio come la politica

      MA allo stesso tempo sono d'accordo con te: "hanno in mente qualcosa"
      I padroni del mondo -se l'hanno piazzata in trono dove è assisa- hanno in mente qualcosa.
      E quando i Filantropi hanno "in mente qualcosa"....la gente stramazza a terra sui marciapiedi.
      Ma forse la Schlein riuscirà a far stramazzare prima il PD

      Un caro saluto

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  6. Caro Alceste il dialetheismo è talmente disorientante da risultare inaccettabile anche per i più fiduciosi.
    Alla fine vien quasi la tentazione di un pensiero hegeliano; consapevoli o meno abbiamo voluto tutto, abbracciando il "padre" laico e ateo, assurgendo ominicchi sugli altari dei profeti. Ma per il micco piuttosto che il "niente" meglio il "piuttosto"...forse trattasi semplicemente di saggezza popolare. Un caro saluto

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  7. L'errore lo fece Pilato quando ubbidì alla folla aizzata dal sinedrio e liberò Barabba al posto del Cristo. "Loro", oggi come allora, sono sempre gli stessi. Il problema siamo noi. Lo diceva anche Dante: "Uomini siate e non pecore matte si che di voi tra voi 'l giudeo non rida".

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  8. 22x31 ... quasi un rapporto aureo: la bellezza lavora in silenzio per noi ... resisti

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  9. Caro Alceste,

    Ho appreso che l’accabadora fu anche deputata di Forza Italia? Non ho trovato fonti, l’ho sentito dall’ultimo video di M. Viglione. Poi leggevo che ha antenati di origine ucraina … la sua trasversalita’ in tutti i campi e’ in sintonia perfetta con i tempi.

    “Ma chi può essere ottimista?”
    Io non saprei, gli ultimi ai quali facevo notare di non essere pessimista ma di voler guardare in faccia la realta’ e non negarla, mi hanno risposto che la realta’ non esiste, quindi il mio e’ un esercizio di pessimismo astratto. Potrei anche essere d’accordo, se non fosse che poi alcuni hanno problemi a dormire, altri di depressione, tutte le amiche hanno attacchi di panico, assenza di obiettivi, e si definiscono ottimisti, contenti loro… ma se la realta’ non esiste, che ci stai a fare qui a soffrire? Va a finire che e’ tutta colpa mia che cerco ancora di chiamare le cose coi loro nomi. Il Polcor alla fine e’ servito a questo, a non chiamare le cose coi loro nomi, di modo che se ne dimenticasse in apparenza la realta’.

    Paul Bril, che forza nelle immagini! Quando la immaginazione era ancora forte e territorio un poco sovrano, che voleva esprimersi e non replicarsi.

    “Indicatemi un solo alternativo di rilievo che abbia mai onorato l’Italia, o un simbolo italiano, o una meravigliosa propaggine italiana. Aspetto nei commenti.”
    Non saprei, l’ultimo anonimo e disinteressato da me conosciuto che ha fatto cio’ e’ stato mio padre. Alceste potrebbe avere un’indole simile.
    Ma se si parla di personaggi noti… di solito finiscono con lo strumentalizzare le buone intenzioni per costruirsi un’ immagine pubblica, e se si vuole restare in vetta, nella societa’ della menzogna (e questi alla fine, inspiegabilmente, lo vogliono tutti, infetti dallo spasmodico bisogno d’attenzione), si finisce col sovvertire la realta’ affinche’ confermi tale immagine, e la priorita’ diviene questa. Restare nell’anonimato e’ oggi un gesto quasi eroico, tanto quanto non profanarsi sui social.
    Cari saluti,
    Ise

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    1. Sembra che la tizia fosse cattolica, tanto da candidarsi con un tal Adinolfi, altro eroe alternativo che ha donato assai poco alla causa. Oggi Michelina pare diventata ultraglobalfemminista. Le solite manfrine ...

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    2. Su Michelina ho pochi dubbi, specialmente dopo cotanti premi, che non diventi nel tempo cio' che la sua immagine gli suggerisce sia piu' opportuno divenire.

      Mi rferivo ad Elly, riguardo le origini familiari ucraine ed un passato in Forza Italia, sembra. E' perfetta per il ruolo di accabadora da te descritto. Siamo diventati in pochi decenni tra i paesi piu' avanzati in questo settore (nel mettere al potere demoni di varia natura, importati o autoctoni che siano), e' sconcertante.
      Ise

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  10. Ho visto l'inizio del filmato di Yoko Ono, e mi e' apparsa come la Sadako del film Ringu: https://it.wikipedia.org/wiki/Ring_(film_1998).
    Il libro e film sono posteriori, ma si ispirano a certa demonologia popolare giapponese, non credo che l'acconciatura di Ono sia casuale...
    Vedere la storia di bancho sarayashiki (https://en.wikipedia.org/wiki/Banch%C5%8D_Sarayashiki).
    C'e' anche la versione manga, intitolata ehm "Sadako at the End of the World".
    Ise

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    1. Devo ammettere che è uno degli ultimi horror decenti che ho visto. L'immagine demoniaca dei capelli che coprono un volto femminile è tipica del cinema giapponese.

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  11. Prima, ben prima del 1666... comincia tutto a farsi chiaro dall'Umanesimo/Rinascenza
    Ioannis

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  12. Caro Alceste, la tua modulazione vocalica del riso mi ha ricordato quel passaggio in cui Prezzolini, superata la precedente distinzione degli uomini in furbi e fessi, istituiva cinque categorie, più kantiane di quelle di Kant, a seconda del loro modo di ridere: quelli che ridono in ah, quelli che ridono in eh, oppure in ih, in oh o in uh. Machiavelli – così dice lui – rideva in ih: riso di testa e d’ingegno, facciale, non ventrale... un risolino avaro e vagamente beffardo, che richiede un coinvolgimento minimo del corpo, giusto un refolo d’aria che si insinui nella canna della gola a favorire l’emissione di “qualche nitrito appena avvertibile”. Ecco, temo che la Schlein rida pur ella in ih, e che i riferimenti equini dell’alcalde – inconsapevole, ovvio – vadano intesi in questo senso. Nitrito dopo nitrito, fotterà quel che ancora rimane da fottere. Fino ad allora, continuo a leggerti con grande piacere.

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    1. Sono d'accordo con te e Prezzolini. Se Elly sta lì c'è un motivo, è stata allenata dieci anni per un fine e, vista la tontolonaggine degli ex Italiani e la faciloneria dei suoi presunti oppositori, conseguirà facilmente l'obiettivo; ricevendo in cambio pure un grazie.

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  13. Ciao Alceste ti ringrazio molto per la chiusura sulle figure femminili culturali della nostra epoca, è davvero una cappa opprimente (cazzo) e la vita delle donne sempre più schifosa, con cotali maestrine, ti giuro, diventa schifosa due volte: i figli si rincoglioniscono e tutto sembra andare a puttane

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    1. Queste presunte femministe e reali e opprimenti maestrine le donne le odiano dal profondo dell'anima. Per questo cercano di mettere a soqquadro i ruoli della famiglia e inimicizia fra i loro componenti. Femministe e donne sono in opposizione.

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  14. Inimitabile Alceste, come sempre. E straordinari anche i suoi "seguaci", tra i quali molto meno argutamente mi colloca. Gradirei una spiegazione. Quando l'attuale Segretar* è stata eletta ho pensato che, di lì a poco il 90% degli iscritti e dei tristi dirigenti avrebbe fondato "Fratelli d'U.S.A." lasciando la sorosiana con una rappresentanza a livello di tracce d'albumina. Sono stato sorpreso dalla assegnata e durissima reazione dei "padri nobili" (boh?) del trust, in primis quello che usurpa il nome Walter " Rappresenta una svolta..." Qualcuno mi spiega? Grazie Walter

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    1. Cosa vuoi spiegare? Ai padri nobili è arrivata la sveglia: fate come vi diciamo (Elly uber alles) o cominciate a cercarvi un lavoro. Devi pensare che di politica vive tra il milione e il milione e mezzo di sinistrati ... esercito che ha, quindi, scelto ciò che doveva scegliere. E se avesse vinto Bonaccini? Avrebbe perso. Cioè: da vincente, di lì a poco, avrebbe messo in scena una manfrina che l'avrebbe reso sconfitto ... sembra uno scioglilingua, ma è ciò che accade anche ai nostri governi ... ricordi il Salvini in mutande che proclama la crisi di governo? Un governo che contava su oltre il 50% dei suffragi e ancor di più in seggi? Solo la volontà degli usurai conta, il resto è teatro.

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  15. Fiocco viola in casa PD.
    Fino a poco tempo fa il vecchio era morto ed il nuovo non poteva nascere.
    Ora il "nuovo" è nato ed ha le sembianze androgine di Elly Kelly che non è brutta ma neppure bella, non è italiana ma lo risulta in parte, è, in sintesi, tutto ed il contrario di tutto, il quodlibet che procede dalla contraddizione.
    I pepponi del partito!? RIP. fanno parte del vecchio che è morto, al pari di PCI, DC, PSI, MSI, destra sociale, sinistra operaista, moderati liberali, sindacati, parti sociali, stato sociale, etc... etc...
    Aspettavamo da anni questo momento, la nascita del NUOVO, ed ora è arrivato; il bruco del PCI, dopo vari stati intermedi, si è trasformato in questa splendida farf... vabbè, non esageriamo, ora ha l'aspetto della tizia che, penso, costituisca il suo ultimo stadio evolutivo.
    Questa trasformazione alchemica fa il paio perfetto con quella subita dal MSI che ora si è reincarnato nel caschetto biondino della Giorgia Nazionale.
    Da qui in poi nulla potrà più sorprenderci, a meno di un'inaspettata fusione del PD con FDI ed il matrimonio, celebrato con rito religioso neocattolico, tra Giorgia ed Elly celebrato in San Pietro da Bergoglio in persona.
    Assistiamo all'inizio di una nuova fase storica o il tutto durerà quanto l'effimera esistenza di una farfalla cavolaia?
    Mah, ai poster l'ardua sentenza...
    AM70

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  16. Vorrei sommessamente far notare come Alceste ci abbia preso, tempo fa, preconizzando che il colpo fatale (i nostri carnefici) ce l'avrebbe dato la generazione Y. Eccoci qui. Che poi non è solo Elena Ethel, dando un'occhiata al circondario...vice capa, vice della vice capa... e poi i senatori medagliati alla legion d'onore sullo sfondo (un pò di paludosa esperienza fa sempre comodo)...c'è da rimanere pietrificati. Oh una cosa mi incuriosisce...chissà quale magheggio verrà messo in atto per mandarli sul ponte di comando...escludendo le elezioni...un'altra emergenza probabilmente.

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    1. Li hanno del tutto smagnetizzati ... e sovrainciso sopra le tabulae rasae i loro motivetti. Come i dischi di cera ... probabilmente loro non se ne rendonno conto di essere assolutamente psicopatici. Per un cucciolo di cane manderebbe a morte un battaglione, per degli ideali da quattro soldi un'intera generazione. Sono apatici, asettici, s-passionati. Sentono la futilità come impegno civile. Ciò che li ha preceduti è, per loro, privo di senso.

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  17. ...scusami Alceste volevo correggermi e dire quanto il tuo ragionamento fosse corretto...non che genericamente "ci ha preso"...

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  18. Alceste caro, grazie per la risposta, molto esauriente. Ma avrei un altro quesito, se possibile. Ormai è follia collettiva, palese. Il buonsenso, il poco dell’immediato passato, pare svanito (appunto). Io, naturalmente, parlo degli ultimi 5-6 anni, e in tutto l’occidente. Gli individui ‘’pubblici,, di ogni settore, ogni giorno ci riservano frasi da psicolabili o psicopatici, e talvolta - se hanno il potere - decisioni disastrose. Il massimo della loro contrizione, quando il danno è fatto, è stringersi nelle spalle, certi dell’impunità.
    Mentecatti? Menti fini? Non so che pensare. La popolazione – come sempre - gli va dietro, ammirata da cotanto senno.
    E allora: a che cosa si deve quest’accelerazione di pazzia vera e propria negli atteggiamenti di quasi tutti, maxime di coloro più in vista? Qualcosa nell’aria? Nell’acqua? Influssi solari? Influssi alieni? Emanazioni anticristiche?
    Ne hai già detto, ma vorrei un’altra conferma.
    Grazie
    Walter

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    1. Si tratta dell'accelerazione progressiva verso il Nulla che si riscontra, a esempio, nelle perversioni. Prima si cede un poco, quindi di un'altra tacca, quindi sempre più verso il baratro del compiacimento. Anzi: benché la razionalità parli di una devastazione irrimediabile, l'istinto negativo reca i deviati li reca in regioni sempre più umilianti - tanto più apprezzate quanto più umilianti. Ovviamente deve esserci stato un elemento scatenante. Puoi ben vedere che, negli ultimi cinquant'anni, gli elementi sono ricorsi con forza ossessiva; di cedimento in cedimento si è arrivati al godimento del brago, al rivoltolarsi nel fango. Una miscela diabolica in cui disperazione, follia e falsa ribellione non lasciano scampo. Servirebbe un elemento celeste - ciò che si è sempre appellato katechon, colui che impedisce la discesa, la caduta.

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  19. Il Nulla che avanza...: https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2022/03/02/colao-in-arrivo-piattaforma-idpay-per-benefici-sociali_7a1c84d0-0d44-49f1-970f-525b031433d1.html

    (Yaroslav)

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Siate gentili ...