Decifrare il passato (e il presente)

Racconti e improvvisazioni

Novità sconsigliate ai puri di cuore

18 febbraio 2022

REAPER vs CREEPER [Il Poliscriba]

 Il Poliscriba

"L'ultima cosa che le aziende antivirus vogliono è un cliente istruito. Dopotutto, più diventi istruito, più ti renderai conto che Avast non offre la protezione che afferma di fornire. Sfortunatamente, poiché la quota di mercato è diminuita, si sono rivolti a spingere il loro software attraverso la paura e il terrore tramite popup implacabili, prendendo di mira i consumatori più anziani e meno esperti di computer. 'Non sei protetto! Acquista il nostro software! La tua identità e gli assegni di sicurezza sociale vengono venduti online ora! I bambini verranno rubati! OMG!'. In alcuni casi, le aziende AV classiche hanno persino fatto ricorso alla creazione di malware falso per migliorare le statistiche dell'ID malware e allo stesso tempo punire i loro rivali".

(omatomeloanhikaku.com) 

La storia che oggi viviamo, dettata da questo totalitarismo sanitario che si fonda su terrore, ignoranza e volenterosi carnefici, iniziò probabilmente nel 1971.
In quei tempi c'era Arpanet che ispirò film come Tron e Terminator, un sistema di condivisione file ad uso militare e universitario messo a punto nel 1969 dalla DARPA, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.
L'era informatica nacque teoricamente con Leonardo, praticamente con Pascal, di cui Alain Turing fu grande estimatore, ma quella che viene definita età dell'informazione digitale si può far risalire  agli anni ‘30 del secolo scorso fino alla  realizzazione della prima rete di computers collegati in una linea elettrica, in grado di riconoscersi e interfacciarsi attraverso un comune sistema operativo di calcolo e memorizzazione comandi e dati.
L'idea di un programma auto-replicante, invece, fu teorizzata per la prima volta da John von Neumann nel 1949, quando il matematico ipotizzò degli automi capaci di scrivere delle copie del loro codice. L’ispirazione matematica proveniva, senza tema di smentita, dalla virologia e dall’epidemiologia, branche dell’infettivologia all’epoca non ancora intaccate dalla statistica e dalla logica booleana.
Ma fu solo nel 1971 che comparve  il primo vero worm, un codice autoreplicante capace di diffondersi.

In quell’anno, l’embrione di internet che collegava MIT, Caltech, Princeton, Cambridge, Pentagono NASA, etc. la cui storia è reperibile sul World Wide Web (invenzione di Tim Berners-Lee e Robert Cailliau conseguita al CERN di Ginevra nel 1991), fu infettata da Creeper, un programma inventato da uno dei creatori dell’architettura Arpanet, Bob Thomas. Alla sua seconda versione si dovette necessariamente assemblare un antiworm che prese il nome di Reaper. Da lì in avanti ci fu  una corsa, quasi una gara sotterranea di informatici geniali che volevano acquisire popolarità, violando i server ed essere assunti dalle industrie del settore (Assange è figlio di quei tempi).
Cosa che puntualmente avvenne.
Bastava ammettere la bravata, fare ammenda pubblica e promettere di lavorare dalla parte del "bene": governi, servizi segreti e di intelligence, aziende - firmando contratti vincolanti contro lo spionaggio industriale interno, ma non esterno - consorterie militari e di plutocrati ispirati.
Il quindicenne Rich Skrenta, ad esempio, è stato l’inventore del primo virus informatico, da lui ideato per infettare il sistema operativo Apple II.
Dopo, la sua carriera è decollata, mentre, senza abiura, si poteva finire nelle spire processuali internazionali per il resto della propria vita, come accaduto a Gary McKinnon, in arte Solo, forse il più pericoloso hacker di tutti i tempi, ancora oggi sotto libertà vigilata.

06 febbraio 2022

IO


Roma, 6 febbraio 2022

Il Male serve il Bene. Ma il Nulla distrugge entrambi. Guardatevi dal Nulla, quindi.

Dapprima il PIL, quindi lo spread, ora l’inflazione. La scienza statistica, usata contro il popolo, è una contraddizione in termini. Anzi, comincio a pensare che il gergo tecnico sotteso equivalga a quello della malavita: “buiosa” (la galera), “la birra” (partita di droga), “paranza” (clan) sono in corrispondenza d’amabili sensi con “capital asset”, “future Clearing House” e “margine operativo netto”. Alludono, insomma, a truffe e raggiri a livello planetario; trovarvi una causalità interna, e persino una debole plausibilità logica, risulta impossibile. Se un presidente occidentale, democraticamente eletto, cicala in Parlamento di “commodity futures” o “development capital” egli, in realtà, lancia messaggi e segni immediatamente riconoscibili dai compari: come il palo a chi tenta la rapa all’arrivo della madama. Che questi termini (“commodity futures” e “development capital”) abbiano un senso proprio e che tale senso si intersechi logicamente con quello di ulteriori altri sino a formare una “scienza” è fatto non perspicuo; assai poco intuitivo; difficilmente accettabile, quindi, se non campato in aria. Di cosa sia composto un libro postmoderno di economia politica non saprei dire.

Il Festival di Sanremo, da quando fu istituito l’Auditel (7 dicembre 1986), è in costante miglioramento d’ascolti. Da tale banale constatazione, e dalle relative, catastrofiche, inferenze, dovremmo tutti venire in sospetto delle scienze statistiche propinate (= usate contro) al popolo.

Patrick Zaki, colonna patriottica della Repubblica Italiana, assediato da supplichevoli microfoni d’ogni parte e colore, insiste a vociferare in inglese. Pacioso, insulso, e apparentemente inoffensivo, quasi quanto la larga padella facciale di Romano Prodi, fintamente ebefrenica.