domenica 14 giugno 2020

Cronache dalla fine dell’Occidente [Il Fu Rabal]


 
Il Fu Rabal

Nell’Estremo Occidente tutto si muove rapidamente, il passo è quello di una danza apparentemente caotica a un ritmo che è un misto di rap e canti eleusini (Daemonia Nymphe): siamo passati, in un balzo, dalla fase 1 alla fase 4 della demolizione controllata del Mondo che non sarà più.
Ma andiamo per ordine. Circa un mese fa io e la mia famigliola abbiamo partecipato a una manifestazione anti “lockdown” tenutasi nella capitale della Stato di Washington, Olympia, c’erano circa un migliaio di persone davanti al Campidoglio, la sede del parlamento statale, per lo più provenienti dalle zone rurali, un piccolo palco, uno stand che vendeva hot dog e una serie di oratori, molte famiglie con bambini, un buon numero di chiassosi motociclisti e uomini di tutte le età armati di fucile. La polizia guardava da lontano con un certo distacco, nessuno era mascherato e il distanziamento sociale ignorato, mentre sullo sfondo sventolavano bandiere e cartelli inneggianti a Trump e ad altri rappresentanti Repubblicani. Il fronte della resistenza si espresse in una serie di interventi che si possono riassumere in: vota per me, alle prossime elezioni (previste per l’autunno) manderemo a casa Inslee, il governatore Democratico, e la sua corte, difendiamo la costituzione, rivendichiamo la nostra libertà di espressione e il diritto a portare armi (primo e secondo emendamento della costituzione degli USA), riapriamo lo stato e tutte le attività commerciali. A me sembrava fosse la solita aria fritta, ma forse non lo era del tutto.
Gli stessi discorsi enunciati qui, nelle sponde estreme di un continente ancora molto giovane, geologicamente e culturalmente, dove la natura è più aspra, le montagne più ruvide e imponenti, le foreste più remote e selvagge come i suoi abitanti rurali, assumono altre sfumature: quella che è per noi stanca retorica, qui sembra avere una certa pregnanza che si riflette nelle emozioni della folla e in una fede diffusa nel dettato Costituzionale, negli insegnamenti biblici o nei “dogmi” anarcoidi, che scaturiscono da quel concetto di “Libertà Americana” che sottostà il costrutto costituzionale e lo spirito di un popolo, per certi versi misterioso. In effetti l’appartenenza politica riguardo alla pandemia, almeno a livello statale, risulta in modi di gestione della cosa pubblica molto differenti:mentre i governatori repubblicani o non hanno chiuso affattoo hanno adottato misure lievi, ora in buona parte revocate, quelli democratici hanno imposto chiusure molto più estreme che in gran parte ancora mantengono. In qualche modo il voto qui ancora conta, anche se credo che il diverso atteggiamento non sia tanto dovuto alla “benevolenza” dei governanti quanto piuttosto alla pressione che dal basso la popolazione riesce ancora ad esercitare.
A Seattle, roccaforte democratica, la stragrande maggioranza dei “sudditi” sembra approvare e rispettare le misure assurde del loro governatore il quale, contando sulla “buona volontà” dei suoi cittadini, non ha ritenuto necessario di mobilitare la polizia per imporli. Il risultato è che a trasgredire sono in pochi e,in generale, il livello di istruzione (avevo scritto di “cultura…” chiaramente un refuso) è la discriminante: i più “istruiti” (e quasi sempre i più abbienti) si conformano, gli “ignoranti” tendono a trasgredire, mentre gran parte dei “giovani” (che sembrano nati vecchi) di buona famiglia, come le numerose Karen che ci circondano, si comportano come sudditi militanti.
Tornando alle proteste qui a Washington, il loro effetto, rispetto alle politiche dello Stato, sono state pari a zero, in gran parte ignorate dai media, con qualche critica lasciata cadere qua e là, e non c’è nessuna possibilità che le prossime elezioni possano cambiare qualcosa.

Un mese dopo: la crisi pandemica sembrava scialbamente confluire in una placida deriva verso gli oppositi poli politici, con le proteste in lenta ritirata, il virus mestamente infiacchito dai tre mesi di duro lavoro, gli ospedali pressoché vuoti, i 40 milioni di nuovi disoccupati a godere di un reddito di sudditanza spesso superiore allo stipendio che percepivano lavorando, e solo una ciurmaglia di piccoli imprenditori (pare che a loro i sussidi non siano arrivati se non in minima parte) a pagare il prezzo della pandemia a beneficio della collettività tutta, incluse Banche e Corporazioni. L’economia è sull’orlo di un tracollo, ma per molti èancora come vivere nel paese dei balocchi … la percezione del disastro incombente, remota.
Dicevamo … si stava dolcemente scivolando nel “nuovo normale”, senza troppi scossoni, con i nostri bei marciapiedi a senso unico, piste ciclabili chiuse alle biciclette e percorribili solo a piedi in una sola direzione, i sei piedi di separazione, le lezioni video, le maschere, una sana diffidenza verso il prossimo, anche se familiare … quando eccoti la grande giocata, la randellata che spacca in due la narrativa crepuscolare di un mondo in disfacimento; un mondo, però, che, seppur stremato, non è ancora del tutto domo, mezza America ancora sogna l’antico normale, una mezza America molto armata, testarda, tradizionalista nei limiti di una tradizione bambina, che oltre la Bibbia ha la Costituzione. Un America di gente semplice, continuamente ingannata e abusata da governo e corporazioni, ma che persiste nel credere nel “sistema” americano, nella sua medicina, nella sua politica, che col tempo ha imparato anche a diffidare, ma solo entro una certa misura, perché il desiderio di credere a volte è troppo forte, ha bisogno di simboli e di avere fede in qualcosa o qualcuno. Uno di questi qualcuno è proprio Trump il quale, nonostante 3 anni e passa di presidenza non proprio scintillanti, è ancora l’adorato campione delle schiere dei deplorabili.

Come già dissi in un mio commento di qualche tempo fa, la questione razziale è secondaria nel panorama politico e sociale americano, ma avrebbe potuto essere usata come grimaldello. E cioè proprio quello che accaduto. La morte di George Floyd, il nero, causata dal poliziotto Derek Chauvin (nome nomen), il bianco, ripresa in diretta da un “passante” per lunghi minuti e trasmessa in mondovisione sugli schermi globali, ha riacceso i tizzoni della rivolta, migliaia a protestare esplicitamente contro il brutale razzismo delle forze dell’ordine, essendo sottointesoquell’altro razzismo, quello di Trump e dei deplorabili, quegli ignoranti bifolchi che lo hanno votato. Avanti con saccheggi, pestaggi, qualche morto, auto e caserme della polizia bruciate, sindaci piangenti (che recitazione penosa quella del sindaco di Minneapolis, è riuscito fare peggio del noto attore fallito Justin “Castro” Trudeau, il premier Canadese), teppisti ululanti, agenti provocatori, squadrismo antifa, poliziotti in ginocchio, guardia nazionale, Casa Bianca assediata, elicotteri Apache sulla folla e così via con il caos urbano in stile The purge o The Joker. Il virus della protesta si diffonde presto ovunque, altro che Coronavirus, non c’è quasi nessuna capitale d’America e del mondo che non abbia la sua bella protesta; le ragioni per protestare ci sono tutte, l’abuso è indiscutibile e ingiustificabile, ma la reazione ha assunto dimensioni esagerate, grottesche.
Non è il caso qui di entrare nei dettagli del fatto specifico, le forze della polizia americana sono rinomate per la loro brutalità (ma va tenuto conto di quanto molto più brutale sia l’America rispetto all’Europa), uccidono continuamente bianchi e neri, armati o disarmati, anche senza motivo, e a volte capita che i responsabili di tali abusi alla fine non vengano puniti adeguatamente. Quello che conta è il fatto che questo abuso, etichettato istantaneamente come classicamente “razzista”, ovvero un bianco che abusa un negro, in virtù dell’indifferenza dell’agente Chauvin alle suppliche della vittima e di quella sorta di ghigno sardonico che accompagna i lunghi minuti del supplizio, è stato trasformato dalla grancassa dei media corporativi e da organizzazioni “civili” come Black Lives Matter (BLM), antifa, in una questione capitale, la questione cardine che deve decidere la fine del presente Ordine e definire l’avvento del Nuovo Ordine.

La fase 2 è durata il tempo di un respiro, l’ultimo esalato dal povero Floyd, fine del lockdown, tutti in piazza a “festeggiare”, addio al distanziamento sociale, al divieto di assembramenti, i negozi riaprono, volenti o nolenti, i clienti s’affrettano per i saldi della fine del mondo, la frenesia è così tanta, dopo mesi di clausura, che “qualcuno” si dimentica di pagare, la società del consumo è tornata a ruggire; Nike, Target, Footlooker, Apple e altre grandi aziende, tutte debitamente prese d’assalto, danno il loro sostegno alle proteste, solo qualche piccolo imprenditoreche s’impunta, non vuole aprire il suo negozio ai pressanti clienti, a lui la clausura pare andasse bene … sempre a lamentarsi questi pezzenti!

La fase 3 segue veloce, i poliziotti si inginocchiano di fronte alle masse, il mondo della cultura e della politica onorano la dignità e il coraggio dei manifestanti, più di 1200 tra accademici e medici sottoscrivono una lettera redatta dall’Università di Washington nella quale prima si stigmatizzano le irresponsabili e “pericolose” proteste contro i lockdown, prendendo a esempio quella del Michigan, la più imponente, poi si fa eccezione per le nuove proteste, cui si dà pieno supporto, in barba a tutte le regole anti-pandemiche, proclamando prioritaria la necessità di “combattere”  il nuovo (ma vecchio) virus “white supremacy”, un virus considerato il precursore di quell’altro virus, il Covid-19, e addirittura la causa profonda della pandemia stessa, anch’essa  definita “razzista” (qui potete leggere questa farneticante lettera aperta:

https://drive.google.com/file/d/1Jyfn4Wd2i6bRi12ePghMHtX3ys1b7K1A/view

Che la festa inizi, che il popolo affolli le piazze, che i “colpevoli” s’inginocchino di fronte ai “giusti” e facciano ammenda dei loro orribili privilegi e di quelli dei deplorabili, che si proceda in pompa magna verso il purpureo tramonto di “quello che è stato”, mentre a oriente si accende l’arcobaleno dell’uguaglianzache annuncia l’avvento di “quello che sarà.

Fase 4: protesta, sedizione, insurrezione, rivoluzione …

La fase 4 sembra voglia durare … il Nuovo Normale sembra sia diventato la protesta quotidiana, non che questo sia in contraddizione con il già preannunciato nuovo normale del post covid-19, nooo … La lettera aperta citata sopra definisce con chiarezza che gli assembramenti per una giusta protesta sono consentiti, che le truppe si organizzino in centurie, il distanziamento sociale facoltativo, la maschera risulta molto utile quando si sfasciano vetrine e saccheggiano negozi, quando poi c’è da celebrare l’apoteosi di qualche martire, ogni regola è sospesa d’ufficio.
Childhood’s end finisce con l’apoteosi dei bambini che abbandonano la terra, lasciando il loro vecchio mondo a morire lentamente. Queste proteste americane assomigliano a Crociate di bambini, bambini in bilico sulla soglia che separa infanzia e maturità, questa per loro è una sorta d’iniziazione. Un gran lavoro è stato fatto su questi figli del nuovo millennio, arruolati nell’esercito delle 12 scimmie e sorprendentemente pronti a combattere contro ogni razzismo, ogni inuguaglianza, ogni abuso, ogni pregiudizio, il cambiamento climatico, il suprematismo della razza bianca, ma anche contro i loro stessi pregiudizi, le loro stesse imperdonabili debolezze, i loro stessi privilegi, tutti prodotti del vecchio mondo, così corrotto così ingiusto. La rivoluzione va fatta fuori, nelle piazze, e dentro, nel proprio cuore, è e deve essere una rivoluzione totale. Per darvi un’idea di come sentono il mondo questi figli senza più padri, eccovi qui alcuni stralci di una e-mail che ci ha inviato l’insegnate di violino di nostra figlia “riguardo alla grande questione dei nostri giorni circa il razzismo sistemico”; un una ragazza di “buona” famiglia di circa 25 anni, educata e con un qualche talento musicale, una persona gradevole e “istruita”:

Gli insegnamenti e l’etica del Dott. Suzuki non danno spazio ad alcuna forma di razzismo, oppressione o pregiudizio. La nostra missione e i nostri valori, in quanto insegnanti della scuola Suzuki, esigono da parte nostra una consistente inclusione, un alto senso di accoglienza e un amore radicale.
Richiamandomi a questi valori, mi sono impegnata in una sobria auto-analisi, col fine di accrescere la diversità tra i miei allievi, usare la mia posizione per promuovere l’uguaglianza razziale, per amplificare le voci delle persone di colore, per esaminare con severo scrutinio la molto discutibile musica con connotazioni razziste che, in passato, ho insegnato e che da ora in poi non insegnerò più, e per includere e aiutare economicamente famiglie di tutte le identità, di tutti i colori affinché possano accedere a una profonda educazione musicale …

… sento che, in seguito a questa nuova consapevolezza, ho la responsabilità di imparare a dedicarmi in modo più completo alla missione al servizio della visione di un mondo di pace, prospero e sostenibile per il bene di tutti i bambini e gli studenti …

… è ora di voltare le spalle al negazionismo e di affrontare il problema sistemico che ci è sembrato finora insormontabile. Sto cominciando a chiedermi se non e’ il caso che problemi che sembrano insormontabili non lo siano piu’ una volta che smettiamo di negarli.
Ci sono molti musicisti e compositori neri, che hanno scritto musica incredibile, che mi è sempre piaciuto ascoltare, ma che non ho mai proposto nelle mie lezioni con i vostri figli. Per questo, mi dispiace molto e vi chiedo scusa.

(oggi mentre scrivo, abbiamo ricevuto un’altra e-mail da questa ragazza, nella quale dettaglia le sue richieste per tornare a fare le lezioni dal vivo a casa nostra, non più al telefono: si riprende ad agosto, tutti con le maschere, distanziamento sociale tra i 6 e i 10 piedi, nessun contatto …)

Un caso isolato? Non credo proprio, la sua attitudine è condivisa, con diverse sfumature, da milioni di “giovani”, la stragrande maggioranza dei quali sono ben educati e “bianchi”. Li vedi ora in giro per le strade di Seattle, facendo jogging, a piedi o in bicicletta, esornati con cartelli artigianali con su l’acronimo BLM (black lives matter); quando non protestano, sono quelli con la maschera, che nei parchi si siedono a 6 piedi di distanza e che quando t’incrociano girano a largo per evitare la commistione dei respiri.
Le proteste, che sono animate dagli attivisti di BLM (ma, almeno all’inizio, qui a Seattle, il BLM locale non vi ha partecipato per ottemperare alle regole Covid: un conflitto di indottrinamenti), LGTBQ+ e dagli agitatori di antifa, quasi tutti della razza “privilegiata”, e supportate da manovalanza nera e da provocatori istituzionali, col tempo sono cresciute (qui da noi si è cominciato venerdì 29 Maggio e si continuasenza interruzione da 12 giorni)fino a raggiungere dimensioni notevoli. Se all’inizio la presenza nelle proteste di questi figli del nuovo millennio non era elevata, ora credo ne costituiscano la maggioranza. Associazioni come extinction/rebellion, le vaste costellazioni dei “gretini” e dei vari movimenti ambientalistisono entusiasticamente confluiti nella protesta, trasformandola in qualcosa di più ampio, in una lotta senza quartiere contro la Civiltà Occidentale, incarnata dall’uomo bianco, l’arci-nemico, l’inquinatore, il razzista, l’oppressore, una lotta che ha come fine quello di porre fine al Vecchio Ordine e all’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale, inteso come un nuovo sistema valori e dogmi condiviso, una nuova religione, un nuova “intelligenza” del mondo. Ecco qui un esempio di come questi gruppi ragionano e si muovono: https://www.youtube.com/watch?v=DgsnyHILdb8
La investigatrice è una sostenitrice di Trump, ma le conversazioni intercettate parlano da sole.

Questo processo è naturalmente iniziato molti anni fa, ma il suo estremo intensificarsi è cosa recente, e coincide con l’elezione di Trump, il simbolo di tutto quello che è vecchio e corrotto; da allora il razzismo bianco è tornato in auge, la deriva ambientalista diventata più estrema, la politica più “sporca” e alla fine è arrivato il Coronavirus. Nato in Estremo Oriente, almeno secondo la narrativa corrente, ha viaggiato, seguendo la parabola del sole, da oriente a occidente, per arenarsi sulle sponde del Pacifico. Da li è mutato, arricchendosi di altri contenuti, razzismo e ambientalismo (il Covid era già stato accusato di razzismo, uccide più i neri dei bianchi), ed è ritornato come marea di riflusso a inondare il resto dell’Occidente inclusa l’Oceania, e solo lambendo le sponde del continente asiatico e africano.Chiaramente questa “epidemia” molteplice è un problema prettamente Occidentale.

Come accennato Trump è il simbolo, non solo in America, di questa breve ma intensa era globale, sia che lo si guadi da sinistra, il male assoluto, che da destra, il salvatore, il mashiyach, esaltato da ebrei e cristiani tradizionalisti, per una volta in armonia.
I primi anni della presidenza Trump sono stati caratterizzati dall’escalation di una guerra politica economica e ideologica; usando come pretesto le ingerenze russe, il presunto razzismo di Trump, le sue politiche antiglobaliste (almeno teoricamente), i suoi avversari interni ed esterni lo hanno condotto sulla soglia dell’impeachment: il mondo contro Trump. L’amministrazione Trump ha comunque cominciato a perdere pezzi prima di cominciare, il generale Michael Flynn è stata la prima vittima (la perdita più importante), il Russiagate che lo ha estromesso si è dimostrato falso, ogni accusa è stata recentemente provata infondata, ma un giudice ha deciso di continuare il procedimento, tanto per tenerlo fuori dal gioco politico, non sia mai che dia qual buon consiglio a Trump, che di certo ne avrebbe bisogno. Poi a seguire tutta una serie di assunzioni e licenziamenti: MadDog Mattis, Bolton, Tillerson, Priebus e una schiera di altri figuranti. Dopo tre anni di lotte intestine, la presidenza Trump sembrava resistere, ha evitato l’impeachment, e veleggiava con un moderato vento di poppa verso le nuove elezioni contro l’arteriosclerotico Joe Biden, con il supporto dei numeri dell’economia, che seppur drogata, apparentemente prosperava, quando … ecco il Coronavirus. Improvvisamente Trump si è trovato solo e impreparato, circondato da nemici, abusato da Fauci e dalla CDC, un Riccardo III senza più cavallo. La sua condotta durante la pandemia può essere riassunta così: Trump ha detto quasi sempre la cosa giusta, ma ha fatto quasi sempre la cosa sbagliata, tante buone intenzioni ma nessuna “forza” per tradurle in azioni.
Del resto, questo è il modo con cui è stata costruita la narrativa della pandemia: da una parte ci sono le contraddizioni tra parola e azione di Trump, dall’altro ci sono i messaggi ambigui del dott. Fauci, l’OMS, la CDC: la pandemia è poco più di un influenza, ma è estremamente pericolosa e può causare milioni di morti; mascherine e guanti sono inutili, non vi proteggono affatto, ma è necessario indossarli; il distanziamento sociale è inefficace ma dovete rispettarlo; la letalità del coronavirus è trascurabile, intorno allo 0.26%, ma il lockdown non deve essere revocato e così via. Una serie di affermazioni contraddittorie che creano un senso di stupore e di dissonanza cognitiva e che annullano ogni capacità critica in chi le riceve passivamente. Il condizionamento dell’opinione pubblica americana sia di “destra” che di “sinistra” è stato, bisogna ammetterlo, un grande successo: generalizzando, gran parte dei Trumpiani, pur avendo una visione della pandemia basata sui fatti, ancora credono che Trump stia lì a lottare per loro, ne trattengono le parole e ne cancellano gli atti; gran parte dei Democratici trascura i fatti e sposa con amore  la dottrina del Coronavirus, con le sue norme e i suoi dogmi. Tutto questo ante-Floyd.
Il post-Floyd vede una temporanea “sospensione” della pandemia, Trump, chiaramente diminuito e umiliato dalla sua irrilevanza in tutta la vicenda Coronavirus, prende un po’ di respiro, fa la conta dei danni, forse pensa ad una rivincita, ma la marea di riflusso ancora una volta lo travolge. Le proteste dilagano velocemente, la polizia prima blandamente le reprime, ma in seguito, anche se ha l’aiuto della Guardia Nazionale, lascia fare conformandosi alla retorica anti-razzista, e si inginocchia di fronte ai manifestanti, non provandopiù neanche ad intervenire per bloccare i saccheggi: assume il ruolo del simbolo “Trump”, quello di un “potere” che non è in grado di affermarsi. I sindaci e i governatori degli Stati Democratici danno chiare disposizioni alle forze dell’ordine di non intervenire, che non s’interferisca con la “Purificazione” (Purge) del malefico Occidente. Figure istituzionali e della società civile invocano la riduzione dei fondi per le forze dell’ordine (quello vecchio), riprendendo lo slogan di BLM “Defund the police”, qualcuno arriva anche a proporre la completa abolizione delle forze di polizia. A Seattle, il sindaco ha proibito alla polizia di usare spray al peperoncino e lacrimogeni, e le ha anche ordinato di abbandonare ai manifestanti una delle caserme in una zona calda, Capitol Hill, il cuore del movimento LGBTQ+, e proprio ieri, martedì 10, i manifestanti hanno proclamato la “Zona Autonoma di Capitol Hill” una sorta di Comune rivoluzionaria recintata che abbraccia 6 isolati e che dovrebbe essere difesa da miliziani armati. Sempre ieri, un gruppo di manifestanti guidati dalla consigliera comunale trotskista Kshama Sawant ha occupato per alcune ore il Municipio di Seattle. Molti negozi in centro hanno protetto con tavole di legno le loro vetrine, qui come altrove si respira aria di guerra, ma ancora nulla di clamoroso è accaduto e non è detto che accadrà, almeno a breve termine. Dall’altro lato della barricata, milizie o semplici gruppi di cittadini armati picchettano negozi indipendenti e quartieri residenziali mentre, come detto, la polizia, anche quella locale, è forzata a tirarsi indietro, chi non lo fa rischia di essere perseguito dalla “giustizia”. 
E Trump che fa? Come da sceneggiatura, parla, fa proclami, ma sembra ancor meno convinto, e sempre più debole. Nei primi giorni delle proteste i manifestanti assediarono la Casa Bianca, deturparono il Jefferson Memorial e la Chiesa di St. John a Washington DC, la chiesa dei Presidenti. Trump, rifugiatosi nei sotterranei blindati, richiese l’intervento dei militari per disperdere la folla, e infausti elicotteri Apache (quelli di Apocalypse now) volteggiarono a bassa quota sulla folla finche’ finalmente non si disperse. Il giorno seguente Trump espresse il desidero di invocare lo Insurrection Act (che per altro non ha il potere di invocare se non su richiesta di un governatore di uno Stato) per porre fine all’anarchia e al vandalismo delle proteste, poco dopo il Segretario della Difesa Esper, in una conferenza stampa, lo ripudia pubblicamente con toni di sfida; il presidente, ancora una volta umiliato da un suo sottoposto, non fa nulla. Successivamente il Pentagono “ordina” a Trump di allontanare la guarnigione (quella degli Apache) che era stata chiamata a proteggere la Casa Bianca e di disarmare la Guardia Nazionale mobilitata a Washington; Trump “esegue”. In seguito “private contractors” appaiono sui giardini della Casa Bianca, mercenari della Blackwater, qualcuno insinua, pagati dal presidente per la sua protezione … Il re è nudo e, soprattutto, completamente solo.
Che ne sarà di tutto questo? Agli estremi, c’è chi dice che sono solo scaramucce, che il vero colpo mortale arriverà con la crisi economica, che sarà il preludio di un nuovo totalitarismo (https://www.alt-market.com/index.php/articles/4241-civil-unrest-is-inevitable-heres-how-it-will-be-exploited-to-bring-in-tyranny); sul lato opposto c’è chi dice che questa sia una vera e propria insurrezione “comunista”, che siamo all’inizio di una guerra civile… in verita’sembrano alquanto improbabili questi rivoluzionari marxisti: teppisti antifa, giovanotti mascherati, ragazzette di buona famiglia, un coacervo di militi LGBTQ+ confusi, ma si dia un occhiata a questo video sul il braccio armato di antifa, un gruppo chiamato Redneck Revolt: https://www.youtube.com/watch?v=uJqHPjOXG_E. L’America è piena di sorprese,in mezzo dozzine di opinioni, spesso molto preoccupate, si trova pure qualcuno che ci vede anche un’opportunità unica per l’asse della resistenza.
La mia idea è che Trump sia stato selezionato per presiedere a questo ribaltamento epocale; la sua elezione pilotata dalle stesse élite, che apparentemente lo bollano come loro nemico. È stato così elevato al rango di Campione del fronte della tradizione, un campione alquanto improbabile, un avversario di comodo, tuttavia idolatrato dalla “sua gente”, che sorpresa essa stessa dalla vittoria, ha riversato su di lui tutte le sue speranze e le sue illusioni, sovraccaricando Trump di una responsabilità che non è in grado di sostenere. Gli oscuri arconti hanno disposto sul tavolo da gioco le 22 carte degli Arcani Maggiori (trump cards in inglese) e si sono messi a giocare con i nostri destini avendo la briscola (ancora Trump in inglese) saldamente nelle loro mani, mettendo su un teatrino di guerra, in cui finzione e realtà si confondono, dove grida disperate e risate sardoniche accompagnano il tragicomico tramonto dell’Occidente: una rappresentazione intrisa di derisione e parodia. La verità ci è stata continuamente spiattellata in faccia, ed è stata anche codificata “massonicamente” nel nome di una piccola cittadina del New Mexico, Truth or Consequences (Hoffman, Secret societies and psycological warfare; Bain: Black Jack): scegli la verità o paga le conseguenze. I “tradizionalisti” hanno scelto Trump, che è menzogna e per questo pagheranno le conseguenze; i progressisti hanno scelto la dottrina PolCor-LGBTQ+-BLM-ClimateChange, che è menzogna, e per questo pagheranno le conseguenze; gli altri, quelli che non hanno scelto nulla, lo stesso dovranno pagare le conseguenze, la non scelta è sempre una forma della menzogna … infine quei pochi che hanno scelto la verità si preparino a vivere in un mondo di macerie spirituali.
Il gran finale sarà il “sacrificio” di Trump, ma attraverso la sua “catabasi” saranno sbaragliate, almeno a livello spirituale, le schiere, pur volenterose della tradizione e della resistenza.

Lo scenario più probabile di questa operetta in maschera vedrà il caos dilagare nelle città d’America, soprattutto in quelle democratiche, con la possibilità di scontri tra le milizie dei deplorabili e la teppistaglia antifa, il cibo che scarseggia, le forze dell’ordine confuse, luoghi simbolo in fiamme. Trump, messo definitivamente alle corde, sarà costretto a proclamare la legge marziale (non so su che basi giuridiche), i militari scenderanno in campo per il riprendere il controllo della situazione, le elezioni sospese fino a nuovo ordine. Con la proclamazione della legge marziale, la dialettica tra Governo Federale e Stati sarà per sempre compromessa: uno dei pilastri della Democrazia Americana è la limitazionedell’ingerenza del governo Federale sui singoli Stati, un dettato costituzionale tenuto in grande considerazione, soprattutto dagli elettori Repubblicani, un dettato che, con il moto d’inversione tipica di questi “ultimi giorni”, è ora invocato e difeso proprio dai governatori Democratici, che in questa fase rifiutano con forza ogni ingerenza “federale” nelle loro questioni interne.
Anche se inizialmente approvata da una parte dei sostenitori di Trump, i credenti, la proclamazione della legge marziale verrà, più o meno consciamente, vissuta come l’ultimo tradimento dalle schiere dei deplorabili. Il Pentagono, promotore occulto della sospensione della Costituzione, farà in modo che lo stato d’emergenza duri abbastanza e facciaabbastanza danni soprattutto negli stati Repubblicani, demoralizzando ulteriormente la popolazione, fintanto che sarà chiaro a tutti che il grande traditore è stato proprio lui Trump, la cui hybris ha distrutto per sempre il “magnifico” sogno dei Padri Fondatori. Attraverso la distruzione del Simbolo Trump si sarà ottenuta la definitiva demoralizzazione delle schiere dei suoi sostenitori, alcuni si rifugeranno nell’illusione che Trump sia ancora il loro campione, altri, più consapevoli, vedranno con “lucido” stupore il loro mondo sgretolarsi e, forse, mai più si riprenderanno, definitivamente sconfitti dalla storia. Per il resto, per quelli che hanno scelto la “verità’”, ci sarà ancora un po’ di spazio, uno spazio spirituale, e un orizzonte di lotta dura contro una élite senza più la maschera.

29 commenti :

  1. Grazie del reportage.
    Senza aspettare la caduta di Trump (solo un Salvini in grande), il fatto che la Russia abbia prestato il fianco a certe carnevalate fuori stagione avrebbe dovuto aprire gli occhi anche ai piu' fessi (fra cui devo purtroppo inserirmi).
    C'e' un aspetto positivo non indifferente e che noti concludendo: si gioca ormai a carte scoperte.

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  2. Analisi molto interessante. Non è la prima che leggo sulla differenza sempre più profonda tra " cittadini " ( prevalentemente abitanti delle metropoli ) e " contadini ". Dopo la pandemia il livello dello scontro sta assumendo il tono di una guerra civile a bassa intensità, con l'attacco al passato portato avanti dai nuovi rivoluzionari ( neri, antifa,lgbtq etc ) supportati da tutti i media e dalle grandi corporazioni contro la vecchia classe media bianca destinata a sparire.
    Giusto evidenziare la totale adesione dei millenials bianchi alla protesta dei neri contro i loro genitori, la vittoria tattica più importante per abbattere il Vecchio Ordine.
    Antonio

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  3. Trump appartiene alla vecchia guardia. C'è una sostituzione fra generazioni. Anche in Italia è accaduta: via Berlusconi ecco gli ecosolidali, antirazzisti, digitali.
    Per capire dovete leggere Beppe Grillo. Li avete letti i trattatelli di Grillo? Lui dice la verità. Ma ai più non piace fare le cose semplici, i più vogliono analizzare (senza capirci una acca) le stupidate scritte in inglese.

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  4. Grazie per la cronaca, certo che certe cose sembra che in Italia siano già successe...

    Ps nota personale: se è brava, puoi non cambiare insegnante a tua figlia...comunque il povero Suzuki di tutto parlava tranne che di "razzismo". Del resto la puttanata dei compositori "di colore" (che vi sono e sono ovviamente sconosciuti ai più) è penetrata anche qui in qualche finestra mid-cult. Il ragionamento è "diamo a pinco-pallino quello che è di Cesare".

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    1. fossi nel rabal mi terrei ben alla larga dalla violinista sinistrata... non sia mai che i bambini si lascino sfuggire qualche informazione compromettente sulle convinzioni del padre, e la forsennata non lo faccia spedire tramite delazione in qualche campo di rieducazione che black live matter indubbiamente farà aprire nei prossimi tempi

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  5. Giungi a conclusioni di pessimismo alcestiano; 'blackpilled', direbbero gli anglofoni. I video che alleghi sono tutti abbastanza impressionanti.

    Di seguito un'altra interpretazione degli eventi:

    http://www.imolaoggi.it/2020/06/11/obamagate-tentato-bagno-di-sangue-a-washington/

    nell'articolo si ipotizza imminente a scoppiare un qualche scandalo Obamagate, e i saccheggi sarebbero mosse per far cadere Trump nella trappola di usare l'esercito per ristabilire l'ordine: con l'aiuto di cecchini infiltrati si vorrebbe scatenare una carneficina stile Maidan ai danni degli utili idioti sinistrati e antifa, poi incolpare Trump e levarlo di mezzo come presidente e candidato alla rielezione.
    Il comportamento da Giuda dei generali che oggi rinnegano Trump sarebbe un fine tranello per galvanizzare i Democratici e fargli abbassare la guardia; in realtà Trump sarebbe d'accordo con i generali nel non usare la forza per non cadere così in eventuali trappole stile Maidan.

    Ancora un'altra ricostruzione interessante che ho ascoltato è quella del giornalista Tucker Carlson, opinionista conservatore di punta, secondo cui i Democratici seguirebbero la strategia gramsciana della 'lunga marcia nelle istituzioni': scopo di tutto questo casino è ottenere il controllo degli organi di polizia, similmente a come già fecero usando la pressione mediatica degli abusi in Iraq e a Guantanamo per mettere propri uomini ai vertici dell'esercito, che guarda caso oggi non è più criticato dai media come lo era ai tempi di Bush. Duqnue invece adesso starebbero chiedendo di tagliare i fondi alla polizia, nello stile del classico sotterfugio di 'chiedere 100 per ottenere 10'. Con il controllo della polizia si potrebbe procedere a una campagna contro il secondo emendamento, quello sul diritto di portare armi, per rendere inoffensivi tutti i deplorabili che sono anche miliziani ed evitare inciampi futuri à-la-Trump nella marcia verso il nuovo ordine mondiale (video in inglese).

    https://www.youtube.com/watch?v=l7aQ02YX7qo

    Poi è sempre interessante ascoltare come la pensa un impresentabile come Richard Spencer (video lunghetto e in inglese):

    https://www.youtube.com/watch?v=N572hGOajCY

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  6. Quello che più mi sorprende di quanto sta succedendo in USA è la facilità con la quale ci si abbandona ai saccheggi. Mi ricorda un episodio dei Simpsons dove avviene un blackout alla città di Springfield e un secondo dopo iniziano a spaccare le vetrine dei negozi e a pestarsi per strada. A quanto pare non era poi così lontano dalla realtà.
    Non ho dubbi che in condizioni estreme anche in Europa succederebbero cose analoghe, ma, appunto, molto più estreme di quanto avvenuto negli Stati Uniti in questi giorni.
    Tutto questo non per fare un’apologia della vecchia Europa, semplicemente dà da pensare. L’impressione è che il contratto sociale oltreoceano sia molto più labile e precario che qua.Oppure vengono controllate a comando, come valvole di sfogo momentanee.

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  7. Caro machtigall, come dice Alceste, Trump e' senz'altro un "Berlusconi", non un "Salvini", e' il primo (e probabilmente l'ultino) presidente del "popolo" dai tempi di Kennedy. Non credo che la gente del nuovo ordine possa essere definita dalla parola "popolo", i figli del millennio, imbevuti come sono di dottrine globaliste (mentre si dichiarano nemici del del globalismo stesso) e inebriati dalla hybris della disfacimento di ogni LIMITE, non riusciranno mai a ricomporsi in un'unita' sociale, culturale e spirituale definita, costituiranno una comunita' amebica in un informe blob "regolamentato" da una gabbia senza sbarre.
    Il mio apparente pessimismo, caro barabba, sebbene in parte indotto da quello che vedo intorno a me, qui a Seattle, la capitale del Nuovo Ordine, non e' altro che un tentativo a essere realista.
    La dialettica politica fondamentale degli Stati Uniti e' quella tra la Nazione Federata e singoli Stati. Storicamente i Repubblicani hanno spinto per meno "Stato", che si traduce, da un lato nella promozione del libero mercato e dall'altro in un minor potere d'intervento degli organi Federali nelle vicende interne di ogni Stato. Ora questa dialettica, catalizzata dall'"enzima" Trump, risulta totalmente invertita: governatori e sindaci democratici rivendicano la loro autonomia nei confronti del "potere" (ovvero Trump) federale mentre il "potere federale" (sempre trump) vaneggia di usare i militari (l'organo federale per eccellenza) per reprimere le rivolte. La reductio ad Trump e' una grande semplificazione funzionale allo scardinamento del vecchio ordine Americano.
    Caro Sitka, l'insegnate e' brava e per un po' alemno la terremo, e comunque, considerando che per essere insegnante bisogna essere "istruiti", non credo sia tanto facile trovarne una non "indottrinata", almeno qui a Seattle, dove vige, pressoche' indiscusso, il pensiero unico del nuovo ordine.
    un caro saluto

    Il fu rabal

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    1. "il potere federale VANEGGIA di usare i militari.."
      e che altro vorresti facesse? Hanno messo a ferro e fuoco minneapolis, il centro cittadino è distrutto e tutto è stato dato alle fiamme. Di peggio ci sarebbe se per assurdo cominciassero a demolire con piccozze, vanghe e martelli gli scheletri di edifici ancora in piedi. Non crdo che i Vandali abbiano fatto di peggio quando hanno saccheggiato Roma.

      Non posso credere che tu veda questa rivolta come una spontanea manifestazione del malessere della società americana. Soprattutto il tempismo, dopo la "pandemia" e a 5 mesi dalle elezioni, è alquanto sospetto.
      Vediamo se al poliziotto dal ginocchio birichino gli faranno qualcosa, probabilmente se era un uomo loro scomparirà dai radar.

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    2. Il fu rabal,
      ti ringrazio per la risposta. Naturalmente concordo con la vostra visione Trump/Berlusconi se ci si riferisce ad un discorso di vecchia o nuova guardia.
      Avendo in mente piu' l'aspetto cialtronaggine, ho pensato a Salvini (che Berlusconi, nonostante tutto, non riesco a considerarlo un cialtrone).
      Sul presidente popolare (pur capendo il discorso che fai sull'essere o non essere popolo) ho poi qualche riserva, considerando che non ha preso neanche la maggioranza dei voti.

      Non voglio assolutamente far polemica. Ritengo solo, molto brevemente, che se anche Trump fosse appena un briciolo "dei nostri", non potrebbe arrivarne comunque niente di buono (per via della bassa statura del personaggio); viceversa il rischio in una simile interpretazione e' quello di alimentare la speranza vana, la tendenza che si crea in molti a delegare tutto al Salvatore di turno.
      Mentalmente, preferisco fare tabula rasa. Se l'ho fatto senza pensarci due volte con Putin in occasione del coglionavirus a scoppio ritardato, su Trump nemmeno mi pongo seriamente la questione.
      Se mi sbaglio tanto meglio.

      Sui fatti in se', il negro ed il poliziotto pare che fossero compagni di merende. Mi piace leggere PikeBishop su IlPorticoDipinto. Ma i fatti in se' sono del tutto irrilevanti, si sarebbe potuto prendere a pretesto qualsiasi cosa.

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    3. Per barabba:

      l'uso della forza militare federale sul suolo americano e' tabu'. Per quello che ho capito e' permessa dall'insurrection act, su richiesta di uno stato. Altrimenti credo possa solo essere invocata dichiarando la legge Marziale, che sospende la costituzione. Se Trump facesse questo passo di fatto tradirebbe i suoi sostenitori, quelli che protestavano contro il lockdown invocando proprio la costituzione. Del resto non ci sono ancora i presupposti, non c'e' una rivoluzione in atto, ma piccole rivolte nelle maggiori citta' a guida Democratica, dove i governanti locali hanno messo la museruola allle loro forze dell'ordine (una vera e propri provocazione nei confronti di Trump), lasciando il campo aperto a "vandali" di varia natura. E' vero che a Seattle, nella "zona autonoma" CHAZ, ora ribattezzata CHOP (in onore ai giacobini) sono cominciate a comparire le armi, ma, al di la di svariate zuffe non e' successo nulla di grave. L'effetto principale del Caos e' per ora economico e morale, molti negozi chiusi, i centri citta' deserti, la gente spaventata o esaltata, ma comunque estremamente confusa. Se si sommano a questi i danni fatti dalla "pandemia", con i suoi 50 milioni di disoccupati, la crisi che seguira' provochera' un grande ridimensionamento dell'economia americana... uno dei cui esiti potrebbe essere l'istituzione del reddito di "Sudditanza"... un altro tabu' qui in America.

      il fu rabal

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    4. Capisco, si tratta dunque di una astratta questione di principio, l'uso della forza militare che potrebbe essere visto come un pericoloso precedente di prevaricazione delle prerogative locali da parte del potere centrale.
      Alla luce di questo, Trump ha fatto bene a rimanere inane, potrebbe aver scampato un bel pericolo.

      Però ovviamente è un indebito atto di forza da parte dei governatori democratici degli stati con le città vandalizzate: non reprimere le sommosse ha portato a linciaggi e morti di gente che è stata lasciata senza protezione, oltre agli ingenti danni materiali.
      I democratici avranno pensato di non aver nulla da perdere, visto che eventuali danni elettorali sarebbero contenuti dalle dinamiche demografiche in quegli stati, dominate dalle grandi città, dove conservatore significa nazista e l'abbronzatura domina. Lo stesso, si tratta di un calcolo cinico e criminale ai danni della minoranza bianca. Fa venire i brividi, perché questo potrebbe essere il comportamento tipico di una Boldrini che governasse una Milano futura con più del 30% di popolazione allogena, ad esempio.

      L'effetto economico nei prossimi mesi sarà devastante, eppure Keynes direbbe che la ricostruzione aprirebbe molte possibilità.

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    5. Caro Rabal, apposta te lo dicevo, immagino la situazione. Essendo una faccenda pratica, se non è proprio una mezza sciroccata, danni gravi non ne fa. Del resto il Suzuki funziona abbastanza bene, se ben fatto, in Sud America lo usano parecchio. Sitka

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  8. Riassumendo da una parte i "sudati", brutti, sporchi, cattivi, soprattutto bianchi, tradizionalisti...magari alla peggio anche cattolici o forse basta cristiani e dall'altra i puliti, buoni, belli, aperti, intellettualmente corretti e sensibili...anche responsabili, perché quelli dalla parte giusta portano la mascherina e rispettano il distanziamento sociale, non in quanto presidi sanitariamente utili ma in quanto modello di presunto rispetto del prossimo.
    C'è ancora da capire da che parte si colloca l'ascella pelosa, che sia di destra o di sinistra?
    Intanto cerco tra i miei spartiti le grandi e ingiustamente nascoste opere dei compositori negri...chissà che tra Bach, Mozart, Vivaldi non trovi un memorabile oratorio di Kunta kinte.
    Mi piace l'immagine finale di un Trump in versione Sabbatai Zevi, un po' come Silvio nostro, prima paladino del buon pelo riccio e poi anche lui sul carro dell'arcigay.
    In Italia Grillo e i grillini hanno finalmente gettato la maschera, financo dimostrandosi più piddini dei piddini.
    Un conoscente, consigliere comunale PD in un paesotto della provincia, un paio di anni fa mi confidò che con i 5 stelle era impossibile lavorare per il loro giacobinismo fanatico.
    Riguardando qualche video del Grillo più recente, notavo il disgusto da "odiatore dell'uman genere" e non ho potuto non pensare che potesse avere qualche scheggia di sangue askenazita

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  9. La lucida testimonianza del Fu Rabal mi ha indotto a fare una piccola "indagine" su "Redneck Revolt" ed a meditare sul "socialismo" attualmente tanto in voga negli USA, il paese in cui, per dirla col compianto Steinbeck, "i poveri non vedono se stessi come membri oppressi del proletariato, bensì come milionari temporaneamente in difficoltà".
    Ora, trascurando le mistificazioni mediatiche, mi pare che agiscano nelle piazze quattro attori:
    - i neri "originali" di BLM (con saccheggiatori opportunisti al seguito)
    - le brigate sorosiane di Antifa, opportunamente addestrate negli anni precedenti e, probabilmente, dirette da elementi del Deep State (dei servizi "deviati", diremmo da noi)
    - i neosocialisti "genuini" (?)che, dopo decenni di emarginazione, provano a praticare il loro "entrismo"
    - una massa imbelle di "snowflakes" devoti al polcor e ai LGBTXYZ, come l'insegnante di violino menzionata nell'articolo.
    Mi pare complessivamente un fronte poco spendibile in una "guerra civile", ma molto utile, sul breve periodo, per alimentare una "psyop".
    Su Trump ho smesso di formulare analisi: al massimo è una scheggia impazzita, tutta questa abilità strategica che gli viene attribuita non mi sembra trovi riscontri nella realtà.
    Intanto, con questa gran confusione sopra e sotto il cielo d'America, un esito auspicabile potrebbe essere quello dello smembramento dell'Impero in 5-6 staterelli, coi "liberal" a dominare le due coste e i "trumpiani" a controllare il resto.
    Saluti, Moravagine.

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    1. Caro Moravagine, come osservi le truppe in campo non sembrano proprio in grado di inscenare una guerra civile, anche se qui c'e'piu' di qualcuno che la evoca, l'unico evento che potrebbe scatenarla e' la proclamazione della Legge Marziale, che appare remota, ma a volte puo' bastare solo un pretesto all'America per scatenare la sua furia... questa volta contro se stessa.
      il fu rabal

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  10. Pare che abbiano ufficialmente abolito il reparto di polizia in borghese della NYPD. 600 infiltrati a spasso.
    In quasi tutte le città soggette a saccheggi e devastazioni centinaia di arrestati tra i razziatori sono stati rilasciati senza cauzione.
    Ancora da calcolare l'esatto numero di bianchi morti o rimasti infermi per via dei linciaggi. Tutte le prove sono disponibili su youtube, ma commissari di polizia e procuratori di stato si affrettano a dichiarare che accettano il fatto compiuto, i crimini commessi durante la rivolta non verranno perseguiti, e anzi si procederà effettivamente al ridimensionamento degli organici e delle prerogative della polizia.
    Intanto, mentre fino 3 settimane fa tutti avrebbero considerato eliminare la polizia una follia, o al più una boutade, all'oggi pare che black lives matter goda del 65% di popolarità nei sondaggi. Trump e Biden stanno tra il 40 e il 50%. Tutto merito della potenziale accusa di razzismo che può calare su chiunque - procuratori e poliziotti e politici conservatori di alto rango compresi - si azzardi ad accampare la minima sfumatura di critica nei confronti di black lives matter.
    Pare che una preside in una scuola del Vermont (stato senza negri) sia stata licenziata in tronco per aver scritto su internet che 'sebbene capisca che black lives matter, forse quelle dei poliziotti valgono di meno? e solo perché non vado in giro con un cartello con scritto blm sopra, non significa mi si possa dare della razzista'.

    Come commentare? Uno credeva che l'epidemia finta fosse il culmine della faccia tosta. Ora possiamo realizzare che con il controllo dei media riescono a far passare impuniti massacri e devastazioni, peggiori in scala di quanto hanno combinato in iraq.
    Che dire, speriamo che la passività di Trump sia un accorto temporeggiare, manteniamo la fiducia e aspettiamo questo fantomatico Obamagate che ci annunciano i complottisti.

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  11. Pare che abbiano ufficialmente abolito il reparto di polizia in borghese della NYPD. 600 infiltrati a spasso.
    In quasi tutte le città soggette a saccheggi e devastazioni centinaia di arrestati tra i razziatori sono stati rilasciati senza cauzione.
    Ancora da calcolare l'esatto numero di bianchi morti o rimasti infermi per via dei linciaggi. Tutte le prove sono disponibili su youtube, ma commissari di polizia e procuratori di stato si affrettano a dichiarare che accettano il fatto compiuto, i crimini commessi durante la rivolta non verranno perseguiti, e anzi si procederà effettivamente al ridimensionamento degli organici e delle prerogative della polizia.
    Intanto, mentre fino 3 settimane fa tutti avrebbero considerato eliminare la polizia una follia, o al più una boutade, all'oggi pare che black lives matter goda del 65% di popolarità nei sondaggi. Trump e Biden stanno tra il 40 e il 50%. Tutto merito della potenziale accusa di razzismo che può calare su chiunque - procuratori e poliziotti e politici conservatori di alto rango compresi - si azzardi ad accampare la minima sfumatura di critica nei confronti di black lives matter.
    Pare che una preside in una scuola del Vermont (stato senza negri) sia stata licenziata in tronco per aver scritto su internet che 'sebbene capisca che black lives matter, forse quelle dei poliziotti valgono di meno? e solo perché non vado in giro con un cartello con scritto blm sopra, non significa mi si possa dare della razzista'.

    Come commentare? Uno credeva che l'epidemia finta fosse il culmine della faccia tosta. Ora possiamo realizzare che con il controllo dei media riescono a far passare impuniti massacri e devastazioni, peggiori in scala di quanto hanno combinato in iraq.
    Che dire, speriamo che la passività di Trump sia un accorto temporeggiare, manteniamo la fiducia e aspettiamo questo fantomatico Obamagate che ci annunciano i complottisti.

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  12. Tra me e lei non ne parli con i suoi utenti non voglio sembrare quel che non sono ma mi piace spiattellare tutto, io trovo che il modo di scrivere dei suoi utenti sia troppo scolastico schematico manca di anima a leggerli si ha come l'idea di stare in un recinto dove ognuno ci caccia il suo, di urli, hanno delle gabbie mentali scrivono come se a loro importasse chi hanno di fronte, ma no ma no l'errore più grande e'volere! E peggio ancora e' volere piacere e 'da lì che nasce la noia di tutto il voler far tutto in base agli altri, mi segue alceste!? Che liberino il loro "io" via! a briglia sciolte! la natura chiama xche' chiudere tutto quel popò di cultura e di estro innato bisogna dare libero sfogo alle pulsioni del proprio "io" basta!
    Non si può vedere dei castrati, vedevo la trilogia di ron howard, voi siete la discendenza di cotanti geni e vi credete degli albanesi mah! Devo ammettere che dal 45 hanno lavorato bene i vincitori per tarpare le ali alla Gioventu:+'al Genio italico

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    1. Caro Sed,
      io per quanto mi riguarda, se avessi dovuto rispondere d'impulso, avrei scritto semplicemente, commentando la faccenda, "americanate", che la lotta tra democratici e repubblicani mi ricorda tanto l'eterna lotta tra il Bene ed il Male (o viceversa), banalizzata come solo nei film americani, favole per mettere a nanna i bambini, che quando c'e' da mettere la popolazione ai domiciliari sono tutti d'accordo. Ma poi ci si attira risposte dello stesso calibro ed e' facile che la situazione sfugga di mano (ho gia' fatto questo errore su un altro forum).

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  13. Caro Il Fu Rabal,
    mi hai letto nel pensiero, pensavo proprio che ci sarebbe voluto un tuo reportage da quelle lande. Lo devo ancora elaborare, ma alcune considerazioni sorgono sponanee.
    La lettera dell'insegnante di tua figlia e' una seduta di autocritica uguale a quelle della Rivoluzione Culturale in Cina. Non mi meraviglia che tale attitudine sia piu' diffusa tra gli "educati", sono i piu' indottrinati.
    Da come l'ho seguita qui (molto poco) e' stato davvero comico vedere Trump criticare la Cina, per la gestione delle rivolte di Hong Kong, e poi perche' bla bla bla, poi, nel giro di un giorno sentire l'annuncio che fosse andato a nascondersi in un bunker perche' incapace di gestire le proteste a casa sua...neanche fossero le comiche di Benny Hill.

    Oggi la vecchia ipocrisia occidentale e' maturata fino a raggiungere il suo estremo; da: la legge e' uguale per tutti (ma poi alcuni piu’ di altri), a: i diritti dell’uomo estesi alla sfera dell'abominio e dell'anti-uomo (PolCor, transumanesimo…).
    Quella neo-orientale assurge a nuovo paradigma (la tecnoscienza che sconfiggera' per sempre malattia e poverta'; salute e ricchezza uguali per tutti… ma alla fine per alcuni piu' di altri). Nella fase di transizione si vedono gli aspetti nefasti di entrambi i sistemi, perche’ entrambi nascono e muoiono nudi, senza maschere, per quel che sono: menzogne, illusioni… fedi nella giustizia umana, opportunamente sfruttate dalla politica-Meretrice per il controllo di massa. Tale giustizia non potra’ realizzarsi in questo mondo se intesa con la distorta lente dell’uguaglianza a tutti i costi, quando essa e’ assente nelle sue premesse.
    In aggiunta ci muoviamo in una dimensione sempre piu' piatta, orizzontale (divide et impera). Ora e' l'Occidente ad essere penalizzato, poiche' il Vecchio paradigma, gradualmente demolito, era suo: dal Padre, all’Autorita', alla Legge, demolizione controllata fino al PolCor e l’odierno Far West (l’Estremo Occidente, che presto tocchera’ la punta opposta, quella orientale, e ne sara’ inghiottito in un sol boccone ahh!). Per far cio' l'odio/razzismo e' stato vietato in Occidente e si e' rivolto contro se stesso.
    L'Oriente invece viene privilegiato, il Nuovo paradigma e' suo, e l'odio verso l'esterno, verso l'Occidente, viene liberamente praticato; questo senso di rivalsa e' il motore della sua predazione esterna che avanza. Entrambi si muovono solo su di un asse orizzontale, l’odio spinto contro se stessi o verso l'esterno, senza riferimento all’asse verticale (ormai nell'oblio di massa), quello in cui si osservano i propri bassi istinti e si previene la loro manipolazione per scopi distruttivi.
    In entrambi i casi le cose sembrano essere manovrate da un cancro in espansione (ma non e' la prima volta naturalmente), una sorta di corpo estraneo (che ormai non so quanto sia estraneo e quanto dentro di noi). Ora che siamo ad un cambio di paradigma-scenografia, nel passaggio molti veli e sipari cadono, e il Burattinaio, che e’ sempre stato dietro le quinte, diviene per poco piu' visibile del solito.
    Saluti,
    Ise

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    1. Cara Ise, e' proprio come dici, il processo e' affin a quello delle Rivoluzione Culturale, solo che qui si e' svolto in un ambiente "democratico". L'esito non sembra molto diverso.
      Il fu rabal

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  14. Riguardo la polemica sull'uso del termine "fascismo" ... vorrei osare una considerazione: il Colosseo è fascista, anzi, visto che fu tirato su grazie alle campagne di Palestina, nazista ...
    Il fonema insomma si presta a qualsiasi uso, come le perversioni polimorfe. Si invitano tutti, perciò, a non accalorarsi troppo per la questione.

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    1. Ho letto questo tuo commento dopo aver inviato l'altro sotto il tuo articolo; quella del Colosseo era venuta in mente anche a me!

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  15. Digitate" youtube asmara piccola Roma " Mi piacerebbe alceste che una volta tanto si spingesse come i salmoni contro corrente lei poi e'delle parti della città 'eterna ci faccia un elogio provi galvanizzare la sua gente si ciceronizzi dia lustro alla sua gente alla sua città e anche alla sua prosopopea , risponda ai disfattisti per professione del web che non tutto è' perduto dia un calcio dell'asino a sti expat (me incluso) capaci solo di riempirci di dilemmi irrisolti, sfoderi un ottimismo poetico vi ci vorrebbero corsi di autostima ad orario continuato corsi di massa aperti a tutti dai 6 ai 90 anni, forse non lo sapete ma avete civilizzato i britanni i francesi avete scoperto l'america e difatti stanno buttando giù tutte le statue di colombo, vi dico e vi chiedo ma la regia di chi e'? ci arrivate da soli... Resta il fatto che Siete gente dalla memoria corta mentre tutti gli altri popoli si ricordano e vi stimano ma come per ogni creatura invidiosa non e'facile ammettere la propria invidia l'invidia della vostra storia cultura e civilta'

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    1. Ma Sed guardi che Alceste ha anche tolto dalla lista dei blog amici quello di un appartente al popolo eletto, di più cosa dovrebbe fare, farsi chiudere il sito da ballerini permalosi che zampettano nudi nella galleria degli uffizi?

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    2. Ieri sera ho cacato sangue e oggi mi sento peggio di ieri. Dopo tanto tempo ritorno a leggere il blog dell'Alceste partendo dai commenti. I commenti sono come le chiacchere rassicuranti tra comari, come gli articoli di Novella 2000! I suoi commenti, caro Sed, li trovo sempre seducenti e dandy. Si, in questi settant'anni gli "amiconi" hanno lavorato da Dio, sfaldando quasi tutto, come un'acido. La battaglia (per quanto mi riguarda) e' sul piano dello spirito, solo che lo "spirito" fatica a manifestarsi. Da qui una certa fatica nel commentare il contingente: Trump, gli Antifa, Fofo', Burioni, l'ambiente, covid19... Mi pare di essere dentro un'allucinazione. Armarsi (in senso metaforico e anche non) e' la soluzione, almeno fino a quando le forze reggeranno. Anche il porno non mi attira piu': e' la realta' ad essere un gigantesco kolossal porno, e gli eroi del passato mi vien da pensare che non siano mai esistiti vista la progenie attuale. Nel frattempo osservo di sbiego il pirla che incrocio, pensando a chi tra me e lui la sfanghera': ovvio che la sfanghero' io, ma effettivamente non e' detto. E' l'ultimo assedio questo, e non siamo messi benissimo quanto a tattica, strategia e uomini! Si, perche' in guerra le donne sono solo un impiccio! Mi metto l'elmo e rientro nei ranghi. Il mio valoroso esercito ha bisogno di un condottiero, o almeno di una sua controfigura.
      Tutto sommato sono bei tempi questi: i nemici ed i cretini sono venuti allo scoperto, ed il superfluo torna ad essere quel che e' sempre stato.
      Uguccione Mishima Vaxxed

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    3. L'incipit del tuo commento mi ha scosso.
      In questi frangenti non so mai cosa dire.
      Sul resto so cosa dire: mai stare dietro al quotidiano.
      Questi vogliono l'anima e non è una metafora.
      Non a caso quanti applaudono sono personaggi senz'anima, buoni per tutte le posizioni.

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    4. Un buon maestro deve far intravedere, non è necessario che spieghi tutto per filo e per segno, e un buon allievo deve far ricerche per conto proprio per far cadere quel velo, attraverso il quale intravedeva qualcosa. Ora il velo è stato strappato.

      Preferisco chiamare la cosiddetta regia La Bestia che, in quanto tale, morde e magari sbrana chi si ritrova solo, senza una comunità alle spalle e questo blog non è certo una comunità … lo definirei una piacevole compagnia di persone perbene. Una comunità, per essere tale, deve avere una fede in comune che qui non c’è.

      Anna

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Siate gentili ...