martedì 8 ottobre 2019

Siamo stati un po’ tutti Bruce Lee ... e Charles Bronson [Il Poliscriba]


Il Poliscriba
"I più facoltosi si avvalsero di mezzi corazzati e cingolati con attendenti al pezzo. Un megalomane noleggiò un aereo da bombardamento! ... I meno abbienti contrapposero le non meno efficaci astuzie della guerriglia! ... Le ostilità cessarono al tramonto. Tutti tornarono a casa con le loro prede e i loro trofei, giusto in tempo per vedere la Domenica Sportiva".

Da Il secondo tragico Fantozzi

L’indignazione protratta troppo a lungo alla fine annoia, nausea come tutto ciò di cui si abusa e, a seconda del temperamento d’ognuno, dal bradipo alla scimmia furiosa, se non trova il giusto sfogo rischia di presentarsi sull’epidermide sotto forma di psoriasi o di una volgare dermatite atopica il cui solo rimedio è ben descritto nell’introduzione al Moby Dick di Melville:

Ogni volta che mi ritrovo sulla bocca una smorfia amara; ogni volta che nell'anima ho un novembre umido e stillante; quando mi sorprendo a sostare senza volerlo davanti ai magazzini di casse da morto, o ad accodarmi a tutti i funerali che incontro; e soprattutto quando l'ipocondrio riesce a dominarmi tanto che solo un robusto principio morale può impedirmi di uscire deciso per strada e mettermi metodicamente a gettare in terra il cappello alla gente, allora mi rendo conto che è tempo di mettermi in mare al più presto. Questo è il mio surrogato della pistola e della pallottola. Con un gran gesto filosofico Catone si butta sulla spada: io zitto zitto m'imbarco”.

La frustrazione del prudor di mani diviene una dipendenza come altre da presentare a una seduta autoterapeutica di anonimi arrabbiati, di machi che trasudano una virilità già infettata dalla spossattezza presenile, oggetto di un diario di Cheever: “Salve a tutti! Mi chiamo Il Poliscriba e sono incazzato nero, perché mi hanno impedito di andare al voto dopo la fine del governo giallo-verde. Sono un frustrato da tastiera, non mi sento come tutti Muhammad Alì e sono 6 giorni che non rompo a calci un pc”… applausi, solidarietà, un pizzico d’invidia mal celata e pacche sulle spalle.
I consigli si sprecano.
Tenere a bada l’ira in un mondo pacificato, convincersi che la castrazione del maschio sia buona e giusta, per una striminzata sacca di resistenza maschile è cosa assai difficile, ma alla lunga, sopportabile con qualche accorgimento. 

Salvini ai micchi digitali: “Scenderemo nelle piazze per fare sentire la nostra voce, e diremo NO! a questo governo delle poltrone, NO! al governicchio dell’inciucio, NO! a chi si è alleato al partito di Bibbiano … ma con serenità, col sorriso sulle labbra, pacificamente … democraticamente (sic!)


Invece delle tempeste d’acciaio, che uniche ci trascinerebbero fuori da questo letamaio, l’opposizione defenestrata o autoesclusasi dal Parlamento, fate voi, ci propone un refolo d’indignazione, un’eterna campagna elettorale, selfies con Branca Leone e Giorgia I regina delle pasionarie, sorella di ogni fratello d’Italia.
I rimedi alle tempeste anzidette, che scremerebbero i blateroni, i guappi di cartone dai veri uomini, sanno di ring improvvisati, tra corde e tatami, sala pesi, estenuanti sedute di thaiboxe, a rimirar chiappe femminee in delirio da spinning furibondo dall’altra parte di un vetro ... potenziali ganci per scopate rapide e trasgressive? Meglio di quelli al mento dal partner sparring, da consumarsi preferibilmente nelle pause pranzo presso hotels fuorimano.
L’italianuzzo è, oltre a spararla più grossa, a misurar chi piscia più lontano e a chi ce l’ha più lungo, da sempre marziale e un po’ forcaiolo, col boccone pieno di pistole che a fatica trattiene dietro ai denti.
È un’ ibridazione parolaia tra un picchiatore e un cecchino, convinto che, al momento giusto, egli saprà emulare in maniera ineccepibile le prodezze del jet kune doo e del Krav Maga, sarà invincibile nell’uso scaltro di una pila di monete da 2 euro soffocate in un vecchio collant trovato nel cassetto della nonna o della madre di Norman Bates.

Ne ho incontrate a iosa di queste provette cinture nere, di questi terzi o quarti dan dal Sensei facile che ti propinano insegnamenti a bordo tappeto, o appoggiati al bancone del bar sotto casa; narcisi coll’ideogramma tatuato dietro il collo, e il gladio romano stampato sul bicipite, ti offrono gratuite lectio militari su come picchiare questo o quell’altro in caso di legittimissima difesa.
Il più simpatico, un fornaro di Montalcino che, assediato dai kebab infestatori d’agnello al cumino, ultimo custode della sua focaccia e del suo profumo, mi disse con vivace e inimitabile aspirazione toscana: “Noi si va ancora a caccia in Toscana, almeno 50.000 ‘arabine, e questi negri, noi li si ‘ava”.
Dicevo, che questi Charles Bronson dal grilletto facile, si assiepano nelle armerie con le colt più in bocca che nelle mani, parlando di bersagli centrati da 100 metri, paintball (innocuo gioco alla guerra con colpi alla vernice fluorescente), sopravvivenza estrema praticata nei desolanti boschetti invasi da immondizia a 50km da casa, poligoni di tiro, terrorismo, Specnaz, Navy Seal, Shayetet 13 … sbruffonerie assortite, sputacchiate sui cataloghi Beretta, a ridosso delle vetrine dove fanno mostra di sé pezzi di artiglieria da acquistare, denunciare e tenere rigorosamente nascosti (tranne ai cognati) dentro qualche teca o nel fondo di un cassetto lontano dalla portata dei pargoli, perché mogliettine non permettono. E poi playstation … tanta playstation.
Le scacciacani, non me ne vogliano gli animalisti, sono le più vendute, quelle con il tappino rosso che qualcuno dipinge di nero, insieme alle cariche a salve, le uniche che le madri ansiose permettono di tenere, accanto alla finta calibro 9, nello stesso sicuro nascondiglio.
I padri difensori della famiglia, saranno così rapidi nel riunire proiettili e pistola, caricare, levare la sicura, puntare e far fuoco, ferire e non uccidere, per non finire sotto le grinfie di un PM coccolamigranti, in caso di irruzione notturna nella villa di Brembate di tre glaciali georgiani che si muovono rapidi e furtivi come ninja favoriti dall’oscurità?
Un conto è lo sport, un altro ... la malavita organizzata.

Ma esiste altresì un florido commercio di scambi d’armi, che reca profitto al mercante che si attiene alle stesse regole di un banco dei pegni, in genere un ex di qualche security per ipermarket, addestrato nell’arte di far sentire i clienti sempre un pelino novellini in fatto di modelli, caricatori e sicure … amiconi inclusi.
L’italianuzzo, si sa, ama sempre ricordare, vantandosi con qualcuno, che lui c’ha un amico che c’ha l’armeria.
Ad ogni modo, le palestre di arti marziali e questi magazzini dello sparo fai da te, negli ultimi tempi hanno conosciuto un incremento di fatturato robusto, settori che, in verità, non hanno mai subito crisi fin dagli anni ‘70, nel bel mezzo degli Anni di piombo.
Così come lo Stato ci ha marciato sui bolli da appiccicare sul porto d’armi, concesso a cani e porci, anche a squilibrati mentali da TSO.
Cambiano le mode, è vero: la boxe ebbe la meglio fino alla fine programmata di Tyson e dopo il declino di Rocky Balboa; poi l’esotismo si issò sulle corde, e l’invasione da oriente fu tale da inondare il mercato per soddisfare un fabbisogno sempre crescente di pratica della violenza controllata, inutile quando si deve affrontare quella pericolosa, dolorosa, senza regole, ingabbiata tra l’asfalto e i freddi e cadenti muri dei peggiori quartieri urbani.
Chi non ha visto L'urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente?
Il peggiore dei film del lottatore cino-americano, regista e sceneggiatore, che si lascia sfuggire quella battutaccia incresciosa sulle fontane romane: “Quanto spreco d’acqua: in Cina si potrebbero irrigare 200 ettari di risaie” … eccolo lì, il piccolo maoista, ingrato a Hollywood e schifato dalla nostra cultura nonché, come si evince da alcune scenette di cattivo gusto, dal nostro cibo, non all’altezza di quello cantonese.
A causa di quell’edificante quadretto in celluloide, che magnificava i cinesi immigrati ... poverini ... impossibilitati a esercitare liberamente la culinaria del bambù al vapole con gambeli, nella Città Eterna, perché vessati dalla mafia nostrana, (il contrario di quanto invece facevano i cinesi e ancora fanno da secoli, per entrare nei gangli delle città del mondo intero, impuniti per i loro loschi traffici umani e non, appoggiati dalle mandarine mafie, ben più vecchie delle nostre), gli italianuzzi furono contagiati dalla febbre del kung-fu, che non entrò mai a far parte delle discipline olimpiche per motivi che solo ai comitati sportivi è dato sapere.
I negozi per attrezzature sportive si procurarono tosto migliaia di esemplari di nunchaku (il battiriso di bucolica memoria mandarina) e senza la minima comprensione della storia cinese, il medio italico seguitò a credere, per qualche decennio, che si potevano fermare le pallottole con le mani - dimenticandosi dell’ingloriosa, tragica fine toccata ai Boxer cinesi (che non pochi pensarono si trattasse di una cattiva speculazione finanziaria sull’import delle mutande made in China) - e che l’eroe del filmetto non fosse morto per emorragia cerebrale presso l’appartamento dell’amante, ma ucciso in segreto combattimento dai colpi micidiali e irripetibili, infertigli dal vero depositario dello stile originale del Wing Chun; colpi che non subito lo freddarono, ma nei mesi a venire … come insegnano i sacri testi dei Monaci Shaolin sui punti di pressione collocati sui meridiani studiati dalla millenaria agopuntura cinese.

Ma i gialli l’hanno sempre saputa lunga, conoscono l’arte della prestidigitazione, i misteri delle ombre e della lanterna magica, usati per confondere e sparire al momento opportuno.
Costruiscono il nido laddove sanno che l’aquila giungerà a covare e con l’oppio trasfuso per oltre due secoli nei polmoni e nelle vene d’Europa e degli USA, hanno reso possibile la loro avanzata silenziosa, la soddisfazione del vizio nobile e borghese, la cura delle ferite dell’anima, delle algie corporali e della guerra.
Adesso devo proprio andare, non sia mai che arrivi in ritardo al Dojo, e devo ancora ripiegare perfettamente il mio hakama …
Sensei dice: "Arigatoo gozaimashita", gli aikidoka replicano: "Domo arigatoo gozaimashita".

14 commenti :

  1. Bellissimo, grazie!
    Hermannus Contractus

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  2. Bellissimo... A parte le ultime due righe che per mia colpevole ignoranza non ho capito, tutto il resto non ci si capacita dove voglia andare a parare. Su Repubblica o il Corriere, forse..
    L'impotenza del singolo di fronte all'inadeguatezza della politica, sai che novità!
    La precarietà dello stesso opposta alla ferocia della criminalità autoctona o importata, idem.
    Quindi? Che fare? Deridere chi tenta di attrezzarsi alla bellemeglio? Tipico amore verso il popolo bue dell'intellettuale di sinistra (o ex).
    Rivelatrice la frase: "porto d'armi concesso a cani e porci e squilibrati mentali da TSO". Argomentazione sofisticata da talk televisivo, di solito in bocca a femmine sociopatiche, specie piddine.
    Che provassero a chiederlo! Si accorgerebbero subito di non essere annoverate neppure in tali categorie.
    Chi tenta di agire, in qualunque modo, anche disperato, è oggetto di sottili facezie.
    Solo chi chiacchera è degno.
    Chi chiacchera della solita rivoluzione, quella che verrà.
    Conosco contadini ignorantissimi capaci ancora di sgozzare un verro o un montone o scuoiare un cinghiale appena abbattuto di frodo. Ci sarà meno da ridere meno quando si avrà bisogno di loro.
    La ferraglia oggi serve a poco, è vero, ma fa compagnia. Meglio accarezzare una 38 o una 44, confidenti, che maneggiare un POS o una carta di credito.
    Tutti ci dicono il contrario. I sociopatici.
    PS: oggi nessun produttore potrebbe finanziare un film come "Il giustiziere della notte".

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  3. Bei pezzi Poliscriba, soprattutto condivido (purtroppo) quello che scrivesti di Fusaro.

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    1. Grazie SItka. Lo conobbi, non gli ho mai creduto. Preve non si è mai piegato al circo mediatico. Fusaro è diventato filosofo dalla querela facile, il suo Vox è una creazione spuria già infiltrata dal CLN e altri (esiste ancora, ebbene sì) che sta anche sporcando l'improbabile Italexit, perchè, non ci nascondiamo dietro i paraventi, per uscire dalla UE e riprenderci la sovranità nazionale e monetaria, occorre un’impossibile conquista manu militare, la rinazionalizzazione della Banca d'Italia e della Zecca di Stato, l’occupazione e il controllo delle comunicazioni in entrata e in uscita... ma ci impongono, i sovranisti, di essere sereni, pecorelle e democratici. Questo è il pacifico tempo che anticipa l'ultimo passo del bove dentro le grinfie dello scannatoio: BANG! in mezzo alla fronte, un po' di tremore... buio totale... e poi arriva il gancio che ci solleva morti e ci porta sulla catena di smontaggio.

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    2. "Pacatezza olimpica" direbbe il nostro...certo, inoltre lui come molti controinformatori che sono ossessionati dal passare appunto per i canali mediatici, non capisce o non sembra rendersi pienamente conto dell'arma a doppio taglio...non basta fare i superiori, parlare forbito (fra gli sghignazzi dei conduttori, che fanno scuola), se prendi parte a una narrazione in qualche modo la avvalori...non basta prendervi parte bisogna vedere che ruolo giochi...se partito proprio doveva essere, mettere la sua faccia é stato un autogol, per come la vedo io...del Cln non lo sapevo.

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  4. L'episodio che vi racconto è successo ad agosto.
    Stavo passeggiando per i cazzi miei nel centro di Savona (non sono del luogo) dopo una dura giornata di lavoro, la gente era tanta, e c'era un gran vociare, d'improvviso delle urla attirarono la mia attenzione: in mezzo alla strada c'erano un paio di bifolchi intenti a litigare, di solito mi faccio i fatti miei e tiro dritto ma nel momento in cui uno dei due ha sfidato a cazzotti l' altro una lampadina si è accesa nella mia mente malata e mi sono fermato con piacere ad osservare la scena.
    I due sulla quarantina tatuati e palestrati si prendono a parole davanti ad una gelateria, poi uno allunga un pò le mani e l' altro decide di mettersi in guardia, incitandolo al combattimento, ma ogni volta che si avvicinano un pò di più l' attacco si limita ad un pugno sgangherato, poi
    riprendono le distanze, passeggiando in modo nervoso, si riavvicinano, un altro attacco e via di nuovo.
    Un terzo amico interviene, ma il suo apporto allo scontro è tipo quello del tizio che saltava sul palco ai tempi degli 883 e di cui nessuno ricorda nemmeno il nome se non "quello che saltava sul palco con gli 883". La gente intorno si divide tra turisti del tutto ignari che nemmeno li considerano (ci camminano letteralmente di fianco), altri che affrettano il passo per fuggire dalla "situazione di violenza inaudita" e altri come me che si fermano ad assistere tra il divertito e lo stupito.
    Io ero soprattutto divertito.
    Perchè quando infine lo scontro è arrivato a qualcosina di più concreto, con sedie lanciate e bicchieri rotti, ecco la prima scena isterica con una donna che urla di "farli smettere", di "chiamare qualcuno". In effetti fin dal principio mi aspettavo l' arrivo di un paio di poliziotti a giro brevissimo,
    ma la donna avrebbe potuto gridare tutta la sera senza che un cristo la degnasse di attenzione, infatti tutto l' episodio è durato svariati minuti con i tizi che si spostavano liberamente per la strada. Ti aspetti che tra la moltitudine di ominidi arrivi l'eroe di turno, un macho pronto a fare da paciere e dividere i due monelli, e invece pensa te: dopo vari minuti ad intervenire sono alcune signore che si avvicinano ai due tizi (che erano ancora pronti a darsele) senza però avere successo e rimediando pure qualche contusione.
    Poi tutti tornano a fregarsene, questi lanciano le sedie del ristorante, ribaltano i tavoli, rompono i bicchieri... Il povero cameriere sottopagato che più tardi non può fare altro che raccogliere i cocci...
    La scena si sposta più avanti, poi tornano indietro, insomma alla fine mi sono rotto pure io e ho proseguito il mio cammino senza più curarmene.
    Tuttavia non ho potuto fare a meno di fare alcune considerazioni personali. La gente, tanta gente, non sa minimamente combattere.

    Grazie al cavolo che poi qualche cinesino rischia di apparire come "il più forte combattente di tutti i tempi" o coglionare centinaia di allievi a sborsargli pacchetti di Euro per insegnar loro la forma del Piccione di San Marco: sono abbastanza certo che un praticante di AMT (sì, ho scritto AMT) avrebbe potuto fare un figurone in quella situazione, a patto di non cagarsi sotto dalla paura. Questi tizi tiravano un singolo pugno, schivato regolarmente nel più banale dei modi e poi si azzuffavano per un secondo senza avere più idea di cosa fare.
    La regola è la solita: un pugno a segno fa sempre male ed è sbagliato sottovalutarlo anche se tirato da un beone, ma con due nozioni e qualche oretta di sparring ci voleva poco a neutralizzarli.
    Per me è stata significativa la loro evidente impreparazione segno che anche se sei giovane, alto, incazzoso e magari ti piace bullarti con le ragazzine di essere un duro, se ti trovi a fare a botte contro Paperino Pitagorico te la giochi, se ti dice male ti ammazzano al primo assalto.

    Il controcazzari in italiano
    (o quasi).

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  5. https://m.dagospia.com/e-andy-warhol-non-aprire-la-dipendenza-dalla-coca-la-verginita-persa-a-23-anni-la-perdita-215848

    Il controcazzari, (meglio un morto in casa che un controcazzari alla porta).

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  6. Dojo Miura?

    Il controcazzari spammer

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    1. Temo di sì; a volte, spesso, ritornano...

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  7. 1986. Ve la ricordate la rissa iniziata in un negozio di Harlem da Green contro Tyson, Tyson incassò un jet e subito dopo da vero picchiatore sganciò una bomba sulla faccia di Green, talmente forte che si fratturò la mano, così raccontò l'inchiesta giudiziaria che lo travolse. Come? Si fratturò la mano? Iron-Mike? I picchiatori ci lasciano sempre qualcosa sul campo, le signorine narcise e tatuate per far colpo sulle ragazzine, vogliono evitare i danni collaterali. AI picchetti davanti alla FIAT Mirafiori negli anni'70, ci si scontrava pesantemente, forze dell'ordine contro poliziotti, teste rotte, braccia spezzate, costole fratturate, etc... I rossi e i neri si frantumavano a colpi di chiavi da 36 e tubi innocenti. Ci si picchiava negli stadi, nelle università. Meno palestra, più violenza nelle strade, e viceversa. Le palestre hanno depotenziato la virilità selvaggia, fuori controllo. Caschetti, guantoni, colpi rigorosamente sopra alla cintura, tutti attenti a non farsi cambiare la curva del naso...regole. La violenza s'impara per strada da bambini e si pratica anno dopo anno e poi decidi; se sei forte e duro ti metti nella malavita organizzata e ti armano, se no, fai qualcos'altro. Il resto è fuffa, perchè i professionisti del ring, della lotta, del tatami, non si rovinano la reputazione con risse da bar, non sono così coglioni, hanno troppo da perdere. Tyson, in quell'occasione, dovette sborsare un sacco di dollari, la mannaia del politicamente corretto fuori dal ring non perdonò. Lui stesso parla degli incontri di oggi come sparring tra signorine che aspirano solo a guadagnare, e ha ragione da vendere. Anche lui se li è guadagnati i suoi miliardi e se li è anche bruciati. Ma quando strappò l'orecchio a Holyfield fece intendere al suo avversario, che se si fosse trovato fuori da quel ring non lo avrebbe lasciato in piedi. Non che Holyfield fosse una marionetta, l'incontro precedente l'aveva vinto lui, ma Tyson era un animale da combattimento che se fosse vissuto ai tempi delle gang di NewYork, avrebbe fatto la carriera di picchiatore al soldo della Mafia. Conosco pugili professionisti, che assolutamente saprebbero sparare degli uno-due, che la maggiorparte dei sedicenti maschi non saprebbe neanche vedere, ma come i poliziotti che non possono neanche stringere troppo delle manette ai polsi dei delinquenti, così loro se ne stanno alla larga dagli scontri di strada. Ogni città, ogni quartiere ha le sue leggende metropolitane che si ingigantiscono riporto dopo riporto, fino a diventare mitologie. La nuda e cruda realtà è che menarsi uuol dire sanguinare e di brutto.

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    1. Carissimo, oggi gli scontri
      avvengono nei tribunali e la tua forza si misura da quanti denari possiedi e dal come sono coperte le tue spalle.
      Combinazione vuole che le scene che hai descritto alla Fiat Mirafiori io le vidi coi miei occhi, avevo 8 anni e ogni giorno passavo da li per recarmi a scuola, rigorosamente da solo, (non come oggi, che vengono accompagnati dai genitori fino all' età dell'Università).
      Ho rivisitato Torino un mese fa per assistere un mio conoscente in una causa per una patente falsa (non sono un'avvocato), ricordo questo edificio, dopo la sua costruzione rimase abbandonato per un decennio
      così in degrado che era completamente ricoperto da alti cespugli e alberelli ed era diventato rifugio per disperati, poi vi furono in Sicilia le stragi di mafia e mani pulite a Milano, al potere andarono gli infami che ancora ci sgovernano, il ministro della ingiustizia Diliberto provvide immediatamente a rendere operativo il tribunale senza badare a spese, e solo oggi ho capito cosa voleva dire D'Alema con "gioiosa macchina da guerra" cioè potenziare la loro macchina politico-giudiziaria golpista, nel 2000 lasciai questa città sorda e grigia, da allora poco e cambiato, e diminuita di molto l'influenza della famiglia Agnelli-Elkann, ma è rimasta quella dei banchieri, e la massoneria legata alla GB, infine si va allargando l' influenza delle coop rosse già presenti da anni in molti settori, dalla monnezza, alle comunità per minori (rigorosamente sottratti alle famiglie), agli ospizzi, ai centri di prima accoglienza, comunità per disabili, edilizia, supermercati coop, infine il gruppo Conad che ha da poco comprato i gli ipermercati Auchan.

      Il controcazzari (momentaneamente lucido)

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  8. Ho appena visto le nuove maglie della nazionale di calcio indossate da esseri di bastarda etnia. Hanno inventato un nuovo colore al posto dell'azzurro : il verde merda.
    Non ci ribelleremo mai. Parole parole parole soltanto parole...

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  9. Conndannato a nove anni uno che aveva ammazzato a fucilate un ladro extracomunitario. Poi non lamentiamoci se si diventa solo chiacchiere e distintivo.Con tutta la magistratura dalla parte dei delinquenti e dei compagni di merende piddioti, dove vogliamo andare?!

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  10. Che dire...la situazione "umana" sembra alquanto disperata.
    L'indignazione termina nell'auto-assoluzione e nello scoraggiamento totale per poi ripartire a giro da criceto senza soluzione di continuita'; nessuno osa affrontare i pochi veri problemi, sempre piu' trasfigurati nella loro parodia intrattenitrice atta a distorcere i pensieri, e si concentra invece con sempre piu' vigore sulle cazzate, a iosa, che inondano la mente debole e mondana dell'uomo moderno. Un uomo che si vanta di essere in grado di controllare macchine sempre piu' meravigliose e miracolose, di averle al suo servizio, e non si accorge che ha perso totalmente il controllo sulle poche macchine di valore che aveva come il suo corpo e la sua mente. Ovvio che fa parte dell'Inganno che ci e' stato servito, che ci siamo serviti, e in cui l’uomo s'immedesima come vittima senza porsi domande su quanto sia artefice.
    Certo dev'essere frustrante dedicarsi a quel surrogato di combattimento senza vincitori ne' vinti nei metri quadri di una palestra, una, due, tre o dieci ore a settimana, impegni permettendo. Sembra un po’ come essere un pellerossa che fa la sua danza sacra per la pioggia nel prato recintato della riserva che gli e' stata gentilmente concessa, non piu' tutt'uno con le leggi dell'universo che lo circonda, ma sentendosi uno scarto di esso, costretto a confinare e recintare anche la pioggia da lui evocata, tra una birra e un whiskey.
    Impossibile descrivere lo stupore che si prova verso quelle creature che hanno adottato la logica del vuoto inganno di cui si circondano: un giorno si dicono convinte di una cosa e il giorno dopo lo sono del contrario, cosi', con totale amnesia di quanto affermato il giorno prima; si dicono contro il catrame sinistrato che cementa le menti deboli ma poi ragionano con le stesse categorie di pensiero, continuano a sostenere le stesse idee, con le stesse argomentazioni; passano soddisfatti a leggere Il Fatto Quotidiano per fare dispetto a La Repubblica che li ha delusi...stupor mundi. Si dicono contrari a qualcosa e poi agiscono da perfetti complici del misfatto di cui continuano testardamente a dirsi indignati.
    Sui musi gialli c'e' poco da dire: sono gli odierni messaggeri del transumanesimo, gli eletti...la dinastia dei Lee o Li poi, quasi la corrispettiva dei Levi de noantri. Sono il futuro che ci aspetta con pazienza, come il vecchio saggio vicino al letto del fiume...non perche' siano persone o popolo malvagio, ma perche' l'esperimento sociale da loro e' gia’ finito e riuscito, ora sono alla guida di quello sul resto del mondo, i menestrelli del vuoto che avvolgera’ quest'epoca empia.
    Saluti, Ise

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Siate gentili ...