lunedì 27 maggio 2019

Votare liberamente con l’imposizione delle quote rosa [Il Poliscriba]


Il Poliscriba

Io credo fermamente nell’astensionismo estremo come liberazione finale dalla democrazia.
Per dirla con Hobbes - ma ci erano arrivati certi mistici, ancor prima, nel definire trappe, ordini e non democrazie - espressione politica che reca in sé i germi dell’autoreferenzialità individuale, del narcisismo infantile, dell’anarchia quale prodotto di scarto della dittatura bipartitica (centrosinistra, centrodestra), Leviatano che inghiotte il consumatore, l’elettore, che gli dovrebbe rendere vivibile l’invivibilità dell’essere uno, nessuno, centomila, alla ricerca di un pur misero palcoscenico dove esibire il diritto alla mediocrità totale e totalizzante.
Youtube e i suoi tiktok rendono bene l’idea.
Me ne fotto di destra e sinistra, di quote azzurre, rosa e razziali.
Se constato che la statistica non si è ancora allineata al suffragio universale e all’immissione forzata delle donne nell’agone politico, idea non originale, da rintracciarsi nelle polis greche, non vedo perché si debba imporre scelte per stabilire una parità di genere nel segreto dell’urna.
Da quando le signore e signorine si sono riversate nei palazzi del potere, qualcuno può afffermare senza ombra di dubbio che il mondo abbia cambiato direzione rispetto al suo rotolare impazzito e imperterrito nel buco nero della disgustosa stupidità assoluta e arrogante?
Le ministre, le segretarie, le presidenti, sono riuscite a  mostrare alla controparte fallocratica di essere più brave, buone, giuste al di fuori di una non trascurabile elevazione carnale di carattere estetico, più che di una riforma morale?
Già è sufficientemente odioso il doversi sorbire le ladylike dai neri piatti quadrati che vomitano a telecomando attricette, giornaliste incluse, che sproloquiano di giustizia sociale, di meritocrazia, di femminicidio e immigrazione.
Non meno accettabile, ma in verità ridicolo, il sentire le cornacchie attaccare le consimili quando non allineate al loro thinkpink, e farsi schiavette di ogni matrona allineata ai sacri ditirambi dei Diritti Universali dell’uomo, che non vadano però a detrimento del loro succoso stipendio elargito dai gonzi votanti, da usare in un secondo tempo, per esprimere, in paludamenti firmati, il peggio di loro in talkshow sempre foraggiati dalla mano del cittadino che si rifornisce alla pompa di benzina o al centro commerciale, con la stessa incoscienza di un neonato appena sfornato da un utero in affitto.
In cosa le donne sono in meglio dissimili dagli uomini che vogliono affiancare e sostituire nei consessi parlamentari?
Nell’umanità tutta lacrime di una Fornero?
Nel giudizio sulle periferie europee di una Merkel?
Negli insulti all’elettorato repubblicano di una Clinton?
Nell’imparzialità giornalistica di una Gruber, di un’Annunziata o in quella che fu di una President-a della Camera dei Deputati?
Nell’onestà di una Boschi?
Nel profondo disgusto che certe donne provano per le donne che marciano per difendere la propria maternità da leggi matricide e infanticide?
Nell’odio delle sinistre per le fassiste e viceversa?
Delle nere per le bianche sfruttatrici del terzomondo?
Delle arabe, delle rom contro italiane che non devono pretendere quattro muri di merda in un obbrobrio di cemento garantito dalla Costituzione?
Dell’ecologiste per le consumatrici di plastica?
Delle veganchic contro le vampire carnivore?
Delle odalische di Capalbio contro le Veneri dei Parioli?
Delle vagine colorate, culturali, genderiste autogestite contro quelle naturali sottomesse al membro maschilista?
Caro Bernini, almeno tu un senso mistico della donna, rapita in cielo oltre se stessa, l’hai reso marmo in pieghe fredde, osando esplicare orgasmo dietro i sacri paramenti, donando a lava spenta, silente favella vulcanica, il lamento estatico di Teresa, il morbido abbandono del mondo di Ludovica.
Elisabetta I Tudor, la vergine, assassinava lentamente Maria Stuarda: Hollywood innalza la prima e distrugge la seconda perché cattolica… offrendo l’avvelenato pasto acefalo, astorico e multiculturalista, alla fregola femminarda, tatuata e incolta.
Le donne uccidono dolcemente quel che resta della politica e della donna: si appellano influencer e pronte si agghindano mostrando corpi avvenenti, parlati e non parlanti.
Carmelo Bene a Uno contro tutti:
Qualunque tuttologia è cazzata e qualunque problema è un falso problema. Sempre si parla soltanto di parole, cioè di cazzate… senza che si offenda il fallo”. 
Oggi Machiavelli scriverebbe La Principessa dopo aver visto La Papessa, non l’arcano maggiore dei tarocchi.
Badesse, Lucrezie, regine, duchesse, cortigiane, contadine, locandiere, Madonne, muse e fantesche; quando mai l’uomo ha dominato in famiglia, in religione e in politica?
Per sua natura muscolare e adamitica, l’uomo resta e sarà sempre un coglione: oggi col lapis in mano a garantirsi rosa un’espression di libero voto; domani a rimirar il suo capo sul vassoio, mozzato per voler di una Salomè qualunque coniugata con se stessa.
E come l’Aretino poetava, chè di democrazia si schifava:


E ognun si fotte in le più leggiadre vie,
ch'a Ponte Sisto non sarian credute,
infra le puttanesche gerarchie

7 commenti :

  1. Hello i am kavin, its my first time to commenting anywhere, when i read this article i thought i could also make comment due
    to this sensible paragraph.

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  2. Poliscriba:
    "In cosa le donne sono in meglio dissimili dagli uomini che vogliono affiancare e sostituire nei consessi parlamentari?"
    Hai risposto poco prima: nell' "elevazione carnale di carattere estetico".
    Sono piu' carucce a vedersi, l'occhio voleva la sua parte, ed ha avuto l'intero.

    Le quote rosa anche nelle urne sono un pochino ridicole.
    Le vogliono proprio far diventare antipatiche le donne, sono in tutti i discorsi, in tutti gli ambiti, cosi' invadenti che hanno ragione i gay a non volerle tra i piedi almeno nell'intimita'. Basta non mi sopporto piu'.

    Per fortuna c'e' lui, Carmelo Bene "Qualunque tuttologia è cazzata e qualunque problema è un falso problema. Sempre si parla soltanto di parole, cioè di cazzate… senza che si offenda il fallo."
    Blavo Poliscriba, io avele semple detto che se pallale tanto poi fale niente. Le donne basta falle pallale tanto per non fale danni. Votatele!
    Ise

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    1. Loris da Faenza28 maggio 2019 00:13

      Ma fanno anche danni: pensa a Greta…
      Comunque, nel pollaio della presente politica tele-mediatica prolificano, più che galline ovaiole e dunque utili, solo pollastre aduse alla rissa, quelle che hanno imparato prima a sparlare che a parlare, lavandaie inette al bucato.
      Ma è il primo passo di altri a venire: quote gay, lesbo, trans, poi quote afro, islamiche, talmudiche, animaliste, vegane. Cristiane, mai.
      Nel ricomprenderci in categorie, possibilmente polcor "savasandir", attribuendo loro dignità e diritti di branco, l'Individuo viene a perdere le sue peculiarità, le sue prerogative, la scelta viene preventivamente incanalata, neutralizzata, non voterai donne bensì un generico donnaio.
      L'esagerarsi della produzione di norme, regolamenti, gabbie giuridiche, anche di tipo elettorale, esita inevitabilmente nel solito risultato: morte della libertà individuale.
      Ce la meritiamo, ampiamente.

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    2. Le politicanti sono pari alle calciatrici, per la femminilità modello "istrice in posizione di difesa".
      Del resto e la politica e il calcio non sono attività da signorine; infatti alla riuscita necessitano entrambe di apposite riserve in rosa e le donne-donne se ne tengono ben lontane.

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  3. E' davvero incredibile come oramai il popolo bue accetti qualsiasi limitazione alla propria libertà, e senza nemmeno accorgersene! Per quale motivo devo per forza votare un candidato che altrimenti non voterei, soltanto perché è una donna? Non è questa una limitazione della mia libertà di voto? Ma si sa, la rana bolle piano piano e quando si accorgerà che sta per essere bollita sarà troppo tardi..... Ma forse nemmeno questo è vero: una simile rana non merita altro che la bollitura :) Cordiali saluti.

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  4. Carissimo,
    come commenti l'astensionismo delle Isole, che ha raggiunto il 65% circa, ben oltre il 44% registrato in Italia?
    Io ci vivo, e non è solo "disinteresse" come dicono i giornali di regime distratti. C'è un rigetto profondo e generale per la politica, per i partiti, per il teatrino.
    C'è anche un po' di mugugno separatista, in entrambe, te lo garantisco. Ma secondo me è solo il riflesso della decomposizione italiana, che a quelle latitudini fa venire voglie di fuga.
    E' qualcosa che non va sottovalutato, può esplodere. Ma volevo sapere che ne pensi tu. Che succede se il "cancro" risale lo Stivale, a partire dal Sud? Se non vota più nessuno....

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